Stavo pensando l’altro giorno di stilare uno schema generale di tutte le diramazioni alternative ad Adyar e mi sono imbattuto in un articolo che già aveva fatto il lavoro per me. Vi chiederete perché queste organizzazioni si sono staccate da Adyar … anch’io me lo sono spesso chiesto. Per confondere ancora di più i perché e percome nella lista si trovano personalità che hanno preso ispirazione nelle loro vite o creazioni dalla Teosofia, o dal sacro libero da dogmi e sovrastrutture inutili. Ma addentriamoci in questa vasta galassia di idee e persone alla ricerca, una ricerca che non è mai finita, o forse finirà quando le scintille si riuniranno alla fiamma che le ha generate …
Agni Yoga
Ananda College
Anthroposophy
Alice Bailey
Andrei Bely
Ascended Master Teachings
The Bridge to Freedom
Benjamin Creme
Buddhist Theosophical Society (of Ceylon)
Brother XII
Church Universal and Triumphant
C.W. Leadbeater
Elizabeth Clare Prophet
Free Masons
James Cousins
Halcyon, California
Cora Linn Daniels
Hugh Dowding
Thomas Edison
“I AM” Activity
Wassily Kandinsky
The Summit Lighthouse
Anna Kingsford
Liberal Catholic Church
Order of the Temple of the Rosy Cross
Nilakanta Sri Ram
Jorge Ángel Livraga Rizzi
Nicholas Roerich
Schola Philosophicae Initiationis
Alexander Scriabin
Share International
Shriners
Victor Skumin
Vladimir Solovyov
The Word Foundation
The Zeitgeist Movement
See also
Annie Besant
Aryan race – Theosophy
Ascended Masters
Charles Webster Leadbeater
G R S Mead
Harold W Percival
Helena Blavatsky
Jiddu Krishnamurti
Religion and mythology
Rerikhism
Rudolf Steiner
Theosophical mysticism
William Quan Judge
References
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GLI INCONTRI DEL MARTEDÌ SERA SONO SOSPESI FINO A NUOVO ORDINE
Viviamo tempi incerti, l’emergenza dilaga in molti paesi. Qui da noi siamo ancora relativamente tranquilli, per ora, forse arriverà anche qui, ci prepariamo al peggio, da buoni cittadini, rispettiamo le regole e cerchiamo di tirare avanti. Con un’aiuto in più però, che ci viene dalla consapevolezza della fuggevole ed effimera condizione della materialità, l’illusorietà della condizione materiale che viviamo, in ogni situazione, anche nelle emergenze e negli stati di crisi che minano ogni certezza che sembrava essere consolidata. Questa epidemia e le conseguenze nelle nostre vite ci inducono una volta in più al raccoglimento, alla meditazione e al silenzio e alla solitudine. Non fosse che questa condizione è anche consigliata per una volta a tutti i cittadini … pensavo oggi al ritiro spirituale e al silenzio : ecco una buona occasione per mettere in pratica gli insegnamenti. Un periodo di ritiro, di scambi sociali ridotti all’essenziale, alla vera solidarietà e compassione per chi sta male, per chi ha paura e non ha avuto l’occasione di praticare gli insegnamenti che ci rendono capaci di trasformare qualsiasi sofferenza in un bilancio positivo, la sopportazione stoica e impavida che ci libera sempre più dalla condizione di attaccamento al piano materiale verso una rinascita nella libertà dello spirito in una sorta di dimensione inattaccabile e vigile. Cogliamo l’occasione per meditare e … meditare ancora. Una crisi è un buon banco di prova per l’equilibrio e la resistenza, è un’occasione di apprendimento fuori dalla norma (non capita tutti i giorni), non lasciamola passare invano.
Siate coraggiosi, (e se non ci riuscite subito mandatemi un messaggio, per whatsapp, su Facebook, per email, chiamatemi … vi risponderò se lo desiderate).
Nella Dottrina Segreta troviamo i tre principi fondamentali :
L’esistenza di un principio onnipresente, eterno, illimitato, immutabile, sul quale ogni speculazione è impossibile per la mente dell’uomo.
L’eternità dell’universo su un piano infinito sul quale appaiono e scompaiono infiniti universi.
La fondamentale unità di tutte le anime con l’Anima universale e l’obbligatorio pellegrinaggio di ogni anima attraverso il ciclo delle incarnazioni e del Karma.
La Dottrina segreta è Jnana Yoga e questo sentiero dice H.P. B. è il vero sentiero per lo studioso occidentale. Il libro è stato compilato allo scopo di fornire al candidato indicatori lungo il Sentiero da percorrere.
Ma che cosa è uno Jnana Yogi o cosa è lo
Jnana Yoga
Nella scuola di pensiero induista del Vedānta, il Jnana Yoga (dal sanscrito, la lingua sacra, Jnana – conoscenza, e Yoga – unione) è uno dei quattro sentieri di base per raggiungere la salvezza (insieme a Bhakti Yoga, Raja Yoga e Karma Yoga).
Jnana Yoga è il sentiero della conoscenza; secondo questo Yoga, la liberazione (Moksha) e l’unione con Dio si possono acquisire per mezzo della conoscenza di Brahman, (Il “Non Manifestato”, il fondamento di tutto ciò che esiste, l’Assoluto) riconoscendo il Brahman come il proprio Sé.
La liberazione dal Saṃsāra (ciclo delle nascite e delle morti) è ottenuta grazie alla realizzazione dell’identità dell’anima individuale (jiva) con l’Anima Suprema (Brahman). E questo è contenuto proprio nella nostra terza proposizione fondamentale (fodamentale identità dell’anima con la super-anima universale, Parabrahman, e il necessario pellegrinaggio di manifestazione che ha come conclusione la liberazione o riunione con l’origine. (processo simboleggiato dall’ Alpha e Omega nel cristianesimo originario, da Gesù che si incarna e torna al padre attraverso il sacrificio.)
A parole è molto semplice, ma nei fatti il problema, la causa di tutta la sofferenza e degli attaccamenti è l’ignoranza metafisica (Avidya) all’inizio del pellegrinaggio della Monade (Jiva) poiché non avendo ancora esperienza è afflitta da ignoranza che agisce come un velo (Maya) o uno schermo, che impedisce al Jīva di percepire la sua natura reale e divina. Nella sua piccolezza ed ignoranza, il Jiva (l’anima individuale) stupidamente si convince di essere separato e diverso da Brahman. La conoscenza di Brahman (o Brahma Jnana) rimuove questo velo permettendo al Jiva di ristabilirsi nella sua propria natura essenziale: Sat-Chit-Ananda (Esistenza, Conoscenza, Beatitudine).
Il praticante dello Jnana Yoga (Jnana-Yogi) prende coscienza che Brahman è la Vita della sua vita, l’Anima della sua anima; egli sente e sa che Dio è il suo proprio Sé. Grazie alla meditazione costante, intensa ed integrata, egli comprende la sostanziale unità di Atman e Brahman, e si rende conto di essere uno con l’Assoluto attraverso la visione spirituale o intuizione profonda, e non soltanto con lo studio di libri, di teorie o di dogmi; infatti, Jnana non è un sapere puramente intellettuale. Non si tratta unicamente di comprendere e accettare un concetto. Non è una semplice asserzione intellettuale, è la realizzazione diretta di una unione, l’unità con Dio, l’Essere Supremo. La sola convinzione intellettuale non può portare all’autentica conoscenza di Brahman.
Lo Jnana Yoga insegna che esistono quattro metodi per conseguire la Liberazione:
– discriminazione: l’abilità di differenziare tra ciò che è reale / eterno (Brahman) ed irreale / temporaneo (qualsiasi altra cosa nell’universo).
– distacco: il rifiuto dei piaceri del mondo, dovuto alla comprensione che questi sono in verità le fonti del disagio.
– le Sei Virtù:
la calma, il controllo della mente e dei pensieri
il controllo degli organi di senso
la rinuncia alle attività che non siano doveri, o attività che non facciano parte del Dharma (nostro dovere)
fermezza interiore di fronte alle avversità, alle diversità e alle coppie di opposti, come il piacere ed il dolore
fede nell’insegnamento
concentrazione perfetta
ardente attesa e intenso desiderio di liberazione dai vincoli di tempo e spazio
LA TERZA ASSERZIONE FONDAMENTALE DELLA DOTTRINA SEGRETA
“La fondamentale identità di tutte le Anime con la Sovra-Anima Universale, quest’ultima essendo essa stessa un aspetto della Radice Sconosciuta; e il pellegrinaggio obbligatorio di ogni Anima, scintilla del formatore, attraverso il Ciclo di Incarnazione (o ‘Necessità’) in accordo con la legge Ciclica o Kārmica, durante il periodo totale.” (I, 17*)
Prima una chiarificazione di termini. “Anima” come usato qui, rappresenta una delle traduzioni di Ātma, il settimo principio dell’uomo (sul piano Atmico, lo spirito nello schema qui sotto)
LO SCOPO DELL’ESISTENZA
Poichè la monade è universale, senza legami e senza partito, così come non composta e indivisibile, nulla può essere aggiunto ad essa durante un periodo di manifestazione fino al tempo in cui entra nell’Assoluto – per il periodo del Mahā-Pralaya. Qual’è dunque il proposito di tutto, se nulla è aggiunto ad essa e la Monade rientra nello stato o condizionedalla quale è scaturita ? Neppure la Monade stessa è capace di maniferstarsi nelle sfere inferiori, ma deve farlo attraverso un Raggio ? Allora, anche, sembrerebbe, apparentemente, incapace di avere effetto sul corso del raggio inferiore ? Anche se presumibilmente queste sono una serie di domande semplici, la risposta diviene chiara solamente quando i concetti fondamentali presentati nella Dottrina Segreta sono completamente compresi.
Che cosa è la MONADE :
È la diade, Atma-Buddhi, quella parte immortale dell’uomo che si reincarna nei regni inferiori della natura e gradualmente progredisce attraverso essi fino all’Uomo, e quindi fino alla meta finale – il Nirvana. La Monade è il principio eterno ed immortale nell’uomo, poiché è parte indivisibile del Tutto integrale – lo Spirito Universale – dal quale emana e viene assorbita alla fine del ciclo. I Vedantini la chiamano sutratma (il filo dell’anima) e le danno un significato intraducibile nelle lingue occidentali. La Monade, nata dalla natura e dall’Essenza dei Sette (il suo principio più elevato essendo immediatamente avvolto dal settimo elemento cosmico), deve compiere la sua rivoluzione settenaria attraverso tutto il ciclo dell’Essere e della Forma: da Dio all’uomo e dall’uomo a Dio. Sulla soglia del Paranirvana, la Monade assume di nuovo la sua Essenza primordiale e diventa ancora una volta l’Assoluto. Esiste un numero limitato di monadi che evolvono e diventano sempre più perfette mediante l’assimilazione di numerose personalità successive in ogni nuovo Manvantara. L’evoluzione dei Globi planetari e delle Monadi umane procede di pari passo. La Monade non ha alcuna relazione con l’atomo, o la molecola così come sono concepiti dalla scienza. Essa è la combinazione degli ultimi due Principi dell’uomo: il sesto ed il settimo; propriamente parlando, il termine “monade umana” si applica alla Duplice Anima: Atma-Buddhi. La Monade, o Jiva, non è spirito, ma un Raggio, un Soffio dell’Assoluto. Come tale essa non può manifestarsi sul nostro piano, o per meglio dire, si manifesta a condizione che si verifichino due premesse: (1) un modello spirituale, o prototipo, sul quale plasmare il materiale fisico; (2) una coscienza intelligente che guidi il suo progresso. La “vita” ed il suo veicolo formano il modello sul quale si plasma il corpo fisico; dopo arriva l’anima e la mente. Tutto ciò avviene mentre la monade segue l’arco discendente; contemporaneamente evolvono gli Elohim che la assistono e quando essi la incontrano nasce il simbolo terrestre dell’Uomo Celeste, l’Uomo Perfetto. Secondo Pitagora, la Monade allo stato di UNO è causa di ogni unità e misura di tutte le cose. La Duade è la Madre del Logos, ed è sostanziale. Segue la Triade, da cui deriva l’Universo manifestato. A questo punto la Monade torna nel Silenzio e nelle Tenebre da cui era apparsa come Punto al centro del Cerchio. La monade umana, quindi, acquista consistenza nella Trinità umana (Atma-Buddhi-Manas) e procede durante il Manvantara. Il discorso sulla Monade, trattato da molti grandi filosofi, è molto difficile e non può essere esaurito con le parole; per essere capito richiede un grande sforzo individuale, uno stato immaginativo che vada oltre il razionale. La Monade, infatti, fondamentalmente, è un mistero.
L’Essenza Monadica – rappresenta la Sorgente del nostro essere, l’Ātman o Se. La congiunzione di Buddhi con Atman rappresenta il primo aspetto della Monade. Poiché la prima upādhi, o “velo di spirito” è stata emanata da Ātman, o Se – piuttosto che Ātma-Buddhi, che è tecnicamente la Monade. Il congiungimento di Buddhi con Atman rappresenta il primo aspetto della Monade. Poichè la prima upādhi, o “velo di spirito” è stata emanata da Ātman come Raggio. Finora il primo aspetto non è capace di manifestarsi sul piano fisico, dunque una seconda upādhi è richiesta. Il secondo “velo di spirito” viene emanato. A questo ci si riferisce tecnicamente come a Manas Superiore , o l’Ego Reincarnante. A suo turno l’Ego reincarnante ha bisogno di un veicolo per contattare il piano fisico. Questo è fornito dal suo raggio, la personalità. Comunque, la personalità è un composto. È composta dal corpo fisico (Sthūla-śarīra) con il suo attendente Corpo Modello (Linga-śarīra), più il principio vitalizzante (Prāna), insieme con il Principio-Desiderio, Kāma, in congiunzione con l’aspetto inferiore del principio-Mente, Manas.
È quasi vero che nei reami inferiori all’umano, laMonade non è capace di influenzare il corso del raggio inferiore – per la ragione che non è stata raggiunta l’autoconsapevolezza. Comunque, quando il principio-Manas è stato risvegliato – il risveglio del quale ha luogo durante lo stadio umano dell’evoluzione – c’è allora la possibilità che la Monade possa essere capace di influenzare il corso del suo Raggio, quando la personalità è fatta ricettiva all’illuminazione. Qui è dove “sforzi auto indotti e mirati” della terza proposizione fondamentale entrano in gioco.
Il pellegrinaggio sul Cerchio di Necessitàè intrapreso non per lo scopo di “aggiungere” nulla all’Essenza Monadica, poichè il concetto fondamentale dello schema evolutivo non è per lo scopo di raccogliere sostanze o proprietà addizionali, ma piuttosto per far sbocciare potenzialità o capacità inerenti e passare a stadi superiori della gerarchia creatrice. Il girare che è stato intrapreso dal Pellegrino – o Monade – abilita l’Essenza Monadica ad allargare la sua sfera di influenza, in modo che possa includere tutti i Regni così come tutti i globi della catena planetaria con i quali viene a contatto, attraverso esperienze dirette ottenute con i suoi Raggi. Allo stesso tempo le vesti o strati che sono stati manifestati sono in grado di conseguire esperienze a loro turno. Sicuramente non c’è bisogno di dubitare dell’affermazione che la personalità (il raggio inferiore) guadagna esperienze durante la vita terrestre. Attraverso esperienze ripetute la personalità raggiungerà lo stato di diventare uno strumento ricettivo per il suo Raggio superiore (l’Ego reincarnate), su questo globo (Globo D). A suo turno l’Ego Reincarnante (più correttamente l’Ego reincorporante) raggiungerà il potere di funzionare coscientemente su tutti i globi della Catena Terrestre. Quindi, anche, a tempo debito il Raggio superiore raggiungerà il potere di esistere autoconsapevolmente, che è l’oggetto del pellegrinaggio sul Cerchio di Necessità (come asserito nella terza proposizione fondamentale). Questo è per dire, che il Raggio, Buddhi, raggiungerà il potere di esistere senza la necessità di un raggio sul piano fisico, fornito dalla personalità. Allo stesso tempo Buddhi raggiungerà l’espiazione con la sua Essenza Monadica. Avendo così raggiunto lo scopo, l’Essenza Monadica e il suo Raggio saranno capaci di perdurare attraverso un Manvantara Planetario senza strati inferiori o vesti, così come durante un paragonabile periodo di non-manifestazione (un Pralaya Planetario).
Lo scopo dell’Essenza Monadica e del suo Raggio è, allora, di funzionare in sfere ancora più estese di influenza, il dominio su ogni area estesa è raggiunto attraverso la supervisione in quel regno o sfera.
In riferimento alla questione riguardante lo scopo di entrare in Paranirvāna : fornisce all’Essenza Monadica un’opportunità di diventare libero dai rivestimenti o vesti – per un periodo estremamente lungo. Questo capita alla consunzione di un Manvantara Solare*. Sicuramente, quando ilperiodo Solare di manifestazione è cessato, il Pralaya Solare prevale. Quindi, in quei cosmi non ci sono globi manifestati sui quali la Monade possa funzionare. Dopo l’entrata nel Paranirvāna, il Raggio diventa fuso con altri raggi, la “goccia di rugiada scivola nel mare scintillante”. Inoltre il Raggio, Buddhi, mantiene ancora cognizione della sua individualità, mentre l’Essenza Monadica – Ātman – diventa uno con Paramātman, la Scintilla diventa la Fiamma (delle parole delle Stanze di Dzyan). Questo è così, perché Ātman è legato con Paramātman, come è sempre, anche durante la vita terrestre.
“Ātman, il ‘Se Superiore’, non né il tuo Spirito ne il mio, ma come la luce del sole splende su tutti noi. È l’universalmente diffuso “principio divino”, ed è inseparabile dall’Uno e Assoluto , come il raggio di sole è inseparabile dalla luce del sole.”*
Fondendosi nell’Essenza Una, Ātman diventa “la vera vita stessa”. (I, 130+)
Poiché il Movimento Senza Posa è per sempre, può essere visto come la Legge Primaria. Sembrerebbe, quindi, che l’oggetto o scopo dell’esistenza è di raggiungere lo stato del Grande Respiro, nel quale la condizione è la stessa durante periodi di manifestazione come durante intervalli di non manifestazione, che è durante Manvantara e Pralaya. Tentando una descrizione : è quella condizione quando cio che È, è equivalente a cio che NON È. In altre parole, rappresenta la condizione di Essenza piuttosto che di essere. (BE-NESS rather than BEING)
Sebbene Jivātman è spesso “l’anima individuale”, questo termine può essere reso come “l’essenza ātmica della vita”, poiché Jīva, dalla radice verbale jiv, vivere, significa vita.
(I) L’uomo può decidere se compiere il pellegrinaggio o all’interno dello specifico periodo assegnatogli, il manvantara planetario; (2) o scegliere di raggiungere una fine del pellegrinaggio più presto di questo periodo specifico coperto dal Cerchio di Necessità; (3) o determinare di prolungare il suo pellegrinaggio anche del doppio rispetto alla lunghezza del periodo specifico. Quindi il suo libero arbitrio non è impedito poichè ha il potere di fare la propria scelta. Qualsiasi corso l’uomo decida di seguire, egli stesso è responsabile per il risultato delle sue decisioni.
Il pellegrinaggio obbligatorio prende origine dalla sorgente originale della provenienza dell’uomo, poichè Atman è una Scintilla di Paramātman (o l’anima è una Scintilla della Sovr-anima). Al momento dello scaturire della Scintilla dalla sua sorgente venne originata una divina urgenza che le dà l’impulso di “ritornarvi”, o di essere una sola cosa con la sua Sorgente, non come una Scintilla ma come la vera Fiamma stessa. È questo che agisce come l’inestinguibile, forza propellente che necessita “l’obbligatorio pellegrinaggio”, che continuerà finchè questa urgenza originaria non sarà raggiunta. Finchè si considera il pellegrinaggio c’è l’obiettivo definitivo (appena menzionato), che è molto al di là della destinazione indicata più tardi in questa asserzione, quella di raggiungere un’indipendente esistenza autocosciente. Anche questa sublime destinazione è lontanamente superiore all’obiettivo immediato per il regno umano. Il presente sforzo consiste nello salire la Scala della Vita o il prossimo scalino nell’ascesa gerarchica, che anch’essa è un’impresa del più importante significato. Per essere sicuri, tutte le religioni e filosofiecercano di definire un obiettivo per il pellegrino. Che sia l’offerta del paradiso come ricompensa, Nirvāna, Moksha, o qualsivoglia concetto possa essere, è stato stabilito che il Nirvāna, e similmente tutti gli stati simili al Paradiso, non sono che pause temporanee, poichè l’impulso originario del pellegrinaggio non è stato raggiunto. Quindi il riemergere dalla pausa temporanea è imperativo, senza curarsi di quanto sia lungo il periodo di tempo in questione, anche se fosse per un manvantara, perchè possa essere continuato il pellegrinaggio obbligatorio.
IL CERCHIO DI NECESSITÀ
Dopo Il ciclo di incarnazione, il cerchio di necessità si riferisce al grande Pellegrinaggio che ogni entità deve fare dal tempo della sua prima emersionefinché non raggiunge lo stato comparabile alla sua Sorgente : un viaggio di periodi di tempo incommensurabili che possono essere a malapena afferrati dalla mente. Questo può essere chiamato il Super-Super-Ciclo. Il più piccolo Ciclo di Necessità, vasto abbastanza nelle sue proporzioni, tratta della rivoluzione della catena planetaria. O ancora, un concetto ancora più profondo coprirebbe il ciclo del sistema solare. Il Ciclo di Necessità per una catena planetaria occupa molti milioni di anni. Era la messa in scena drammatica dei riti associati agli Antichi Misteri.
Con un vena un po’ drammatica HPB scrive sul Ciclo di Necessità :
“Per compiere il ciclo di necessità… spiega la Dottrina; per progredire nei loro compiti di evoluzione, dai quali nessuno di noi può essere esonerato, ne dalla morte o dal suicidio, poiché ognuno di noi deve passare attraverso la ‘Valle di Thorns’ prima che emerga sui piani della luce divina e del riposo. E per questo l’uomo continuerà a rinascere in nuovi corpi ‘finché saranno sufficientemente puri da entrare in una più elevata forma di esistenza.’
“Questo vuol dire solo che il Genere Umano, dalla prima giù fino alla settima Razza, è composto di una stessa compagnia di attori, che sono scesi da sfere più elevate per compiere il loro tour artistico su questo pianeta Terra. Partendo come puri spiriti nel loro viaggio verso il basso attorno al mondo (veramente!) con la conoscenza della verità, oggi flebilmente echeggiata nella Dottrina Occulta, inerente in noi, leggi cicliche ci portano giù all’apice inverso della materia, che è perso qui giù sulla terra e il culmine del quale è stato già raggiunto; e allora, la stessa legge di gravità spirituale ci farà lentamente ascendere a sfere sempre più elevate e pure che quelle dalle quali siamo partiti.
Indiscutibilmente lo scopo di intraprendere il Ciclo di Incarnazione è dato nell’estratto dalla terza asserzione, sopra : è di poter funzionare consapevolmente nel principio di Buddhi costantemente, e di raggiungere lo stato di esistenza indipendente.
“Fra le Entità Spirituali molte sono quelle che si sono incarnate nel corpo di uomo dalla sua apparizione, e che per tutto ciò esistono indipendentemente come lo fecero prima, nell’infinità degli Spazi…
“Per metterla più chiaramente : l’Entità invisibile può essere presente nel corpo sulla terra senza abbandonare, comunque, il suo stato e funzioni nelle regioni sovrasensoriali. Se questo necessita spiegazione, non possiamo fare meglio che ricordare al lettore di simili casi nello spiritualismo, sebbene simili casi siano molto rari.” (I, 233+)
Pensando che sarebbe di aiuto avere questo stato chiarificato, specialmente se desse uno scopo tangibile nello sforzarsi di raggiungere un obiettivo veramente valido degli sforzi intrapresi, come anche mirasse ad un fine nel subire il Ciclo di Incarnazione (in vista delle prove e delusioni che arrivano durante la vita sulla terra), il seguente passaggio ispirato è citato dalle Lettere dei Mahatma a A.P. Sinnet :
“L’anma passata attraverso ogni forma elementale del mondo fenomenico di questo Manvantara”. Chiariamo : il mondo fenomenico significa il mondo della forma, del piano fisico. Gli esseri che si manifestano nel mondo fisico e stazionati sul più basso scalino della Scala Gerarchica della Vita sono le entità che comprendono il Regno Minerale. Essi richiedono di passare sette Ronde di fasi di sviluppo prima di ascendere alla Ronda più alta della Scala Evolutiva, rappresentata dal Regno delle Piante. Nella stessa maniera le entità del Regno delle Piante richiedono sette fasi di esperienza evolutiva prima di salire allo stadio del Regno Animale. Finché concerne lo sviluppo dell’individualità, che è il punto di sbocco, come messo in evidenza nella clausola (b) della citazione, le forme concernenti i Regni Minerale, Vegetale, e Animale rappresentano “forme elementali”, poichè nessuna di esse sperimenta individualità nel senso raggiunto nel Regno Elementale. Questo è per dire che sono forme preliminari o iniziali nel mondo fisico.
Per essere sicuro, il termine “elementale” usualmente significa un entità, o essere, che persegue le sue esperienze evolutive prima di assumere una forma fisicizzata e materiale. Ogni elementale di questo tipo è, come menzionato nella citazione, una Scintilla che deriva dalla pura Essenza, e deve continuare il Ciclo di Esistenza salendo la scala Gerarchica delle Vita. Ogni Scintilla di questo tipo rappresenta una Monade che passa attraverso gli stadi dei Regni Preliminari. Questo per dire, prima di entrare nel Regno Minerale per manifestazione fisica, un’entità deve perseguire la sua evoluzione in tre regni che precedono il primo regno manifestato. Questi regni preliminari sono chiamati il primo, il secondo e il terzo Regno Elementale. In ognuno dei tre Regni c’è un’esperienza evolutiva settenaria. Si può raggiungere un po’ di comprensione dello status degli esseri elementaliconsiderando le sette classi di elementali, quattro delle quali furono listate dai Kabbalisti sotto il nome di Salamandre, Silfidi, Ondine, Gnomi, esseri rappresentanti degli elementi del Fuoco, Aria, Acqua e Terra. Le altre tre classi non furono nominate.
L’ACQUISIZIONE DELL’INIDIVIDUALITÀ
“Nessun Buddha spirituale può avere un’esistenza indipendente prima che la scintilla abbia acquisito individualità, primo per impulso naturale, e poi sforzi indotti e concepiti autonomamente (controllati dal suo Karma), così ascendendo attraverso tutti i gradi di intelligenza, dal più basso al più alto Manas, dal minerale e pianta su fino al più santo arcangelo (Dhyāni-Buddha).” (I, 17*)
L’individualità è acquisita quando la Monade che stà soggiornando attraverso il Ciclo di Necessità, salendo i gradini della Scala Gerarchica della Vita assumendo a turno le vestigia appropriate per ogni reame, finalmente entra nel Regno Umano. Prima della sua entrata nello stadio umano, il suo ciclo di esistenza è portato attraverso impulso naturale, in questo la Monade segue l’evoluzione graduale, molto lenta attraverso tutti i gradi dell’intelligenza dal minerale e pianta fino all’animale e umano, gli stadi dell’ascesa essendo marcati dalle caratteristiche pertinenti ad ogni Reame. Così nel primo dei Reami Manifestati il colore e il brillio di gemme sono sfoggiati nel Regno Minerale. Questo tipo di intelligenza è sorpassato nel prossimo piolo della Scala dalla bellezza della forma, tinta e fragranza di germogli nel Regno delle Piante. Altri fattori sono dimostrati nel Regno Animale : le qualità di amore e devozione nell’educazione dei giovani, e segni di intelligenza sono chiaramente discernibili.
“Ogni forma sulla terra, e ogni specie (atomo) nello Spazio combatte nei suoi sforzi verso la formazione di se stesso per seguire il modello messo per lui nell’Uomo Celestiale. … È l’involuzione (dell’atomo) e l’evoluzione, la sua crescita e sviluppointerna ed esterna e il suo sviluppo, hanno tutti un solo oggetto, l’uomo; l’uomo, come la più elevata e progredita forma su questa terra, la Monade, nella sua assoluta totalità e condizioni elevate, come il culmine della divina incarnazione sulla Terra.” (I, 183+)
* Vol. I, p. 82, 6 vol. ed.; I, 45, 3a ed.
+Vol. I, p. 235, 6 vol. ed.; I, 205-6, 3a ed.
L’Uomo stesso si sta sforzando di raggiungere lo stadio di Uomo Celestiale – che rappresenta il culmine del tipo raggiungibile dal regno umano al completamento del Manvantara planetario. Non c’è bisogno di dire, che lo stadio presente dell’evoluzione umana è sempre così lontano dal raggiungimento dell’obiettivo. Nondimeno, questo fattore così importante deve essere ora considerato. Quando viene raggiunto il Regno Umano, un nuovo fattore entra nel viaggio del Cerchio di Necessità. Non c’è più vantaggio attraverso gli impulsi naturali. Invece la Mondade può continuare la sua ascesa attraverso sforzi autoindotti e concepiti autonomamente. L’individualità è stata acquisita. Da qui in avanti può essere compiuto un rapido avanzamento sulla scala evolutiva, eccetto per un impedimento. È menzionato nella asserzione da quattro piccole parole che sono messe in parentesi. Forse avrebbero dovuto essere capitalizzate poichè sono così spesso dimenticate : “CONTROLLATO DAL SUO KARMA”. Questo significa, certamente, che l’avanzamento di una persona è impedito attraverso azioni che sono commesse dalla persona stessa. Perchè sempre quando si compiono delle azioni, producono reazioni sull’inidividuo che le ha inaugurate, così producendo ostacoli nel raggiungimento dell’obiettivo desirato. Ora questo agire non si riferisce solamente ad atti compiuti sul piano fisico, o al mondo manifesto. Gli atti sono generalmente il risultato di pensieri che, quindi, possono avere origini su piani più alti che quello fisico, raggiungendo il piano spirituale, ma principalmente sul piano mentale, che è il reame dei pensieri. Ma, allora, questo mondo dei pensieri include lo psichico o l’emozionale, che è il mondo dei desideri. Il Karma è generato su tutti questi piani e non è prodotto solamente sul fisico, dove il risultato delle azioni può essere visto prontamente. Sono le cause ad essere state messe in movimento che reagiscono sull’iniziatore, senza riguardo al piano nel quale sono state originate. Ogni essere umano, quindi, ha il potere di plasmare il suo proprio destino, sia con atti che con pensieri. L’obiettivo è raggiunto quando la condizione risvegliata della Monade è raggiunta. Il raggiungimento segna lo stato di un Buddha.
Un paio di parole a proposito di Manas sono appropriate qui, poichè è stato menzionato in clasusola (b) della citazione precedente. Manas è il quinto principio dell’uomo, nella classificazione settenaria. La parola è derivata dalla radice Sanscrita man, pensare, cogitare, riflettere, quindi la parte pensante di un uomo, il principio Mentale. Questo è il principio cardine nell’uomo, e agisce in una capacità duale. Potrebbe cercare di raggiungere il sesto principio, Buddhi, o può tendere verso l’aspetto più basso della natura umana, il principio del desiderio Kāma. Un esempio simbolico dell’abilità umana di ascendere alla sua parte più elevata, o discendere alla più bassa, può essere dato riferendosi al simbolo familiare Cristiano dell’uomo legato alla croce. L’uomo può guadagnarsi la libertà cercando unione con suo Padre all’interno (non in paradiso), del suo più elevato; oppure può rimanere legato alla croce, incatenato dai suoi desideri ed emozioni.
L’importanza dello stadio umano nella Scala della Vita non può esser sovrenfatizzata. È ripetuto sempre ancora nella Dottrina Segreta. Questo passaggio testimonia :
“La Dottrina insegna che per diventare una divinità pienamente cosciente, anche le intelligente antichissime e spirituali più elevate,devono passare attraverso lo stadio umano. E quando diciamo umano, questo non si applica meramente alla nostra umanità terrestre, ma ai mortali che abitano ogni mondo, vale a dire quelle intelligenze che hanno raggiunto l’equilibrio appropriato fra materia e spirito, come noi l’abbiamo ora, da quando il punto medio della quarta Razza Radice della quarta Ronda fu superato. Ogni entità deve aver vinto per se stessa il diritto di diventare divina, attraverso esperienza propria… questo è anche il significato segreto della frase dei Purāna circa Brahmā perennemente ‘mosso dal desiderio di creare’. Questo spiega anche il significato kabalistico nascosto del detto : “il Respiro diventa pietra; la pietra, una pianta; la pianta, un animale; l’animale, un uomo; l’uomo, uno spirito; e lo spirito, un dio.’ I figli nati dalla Mente (Mānasaputra), i Rishi, i Costruttori, etc., erano tutti uomini, di qualsiasi forma fossero, in altri mondi e nei Manvantara precedenti.
“Questo soggetto, essendo così mistico, è per questo il più difficile da spiegare in tutti i suoi dettagli e relazioni; poiché l’intero mistero della creazione evolutiva è contenuto in esso.” (I, 106-7*)
Riassumendo l’affermazione della terza asserzione fondamentale attraverso la prossima frase della citazione :
“La dottrina cardine della filosofia Esoterica non ammette privilegi o doni speciali nell’uomo, salvo quelli acquisiti dallo stesso Ego attraverso sforzo personale e merito attraverso una lunga serie di metempsicosi e reincarnazioni.” (I, 17+)
Dovrebbe essere abbastanza chiaro, in vista dell’esposizione che è stata presentata, che il progresso sull’ascesa della Scala della Vita, una volta entrati nel Regno Umano, è fatto autonomamente da ogni uomo. Ogni stato individuale è determinato attraverso lo sforzo personale di vita in vita e non dovuto a “privilegi e doni speciali”.
Sperando che non sia una bufala da post-verità (oggigiorno non si può mai sapere) ma non sembra. Se vera, è un’ottima notizia, anzi oserei definirla epocale !
Con il nuovo anno scolastico gli allievi di quarta media seguiranno una lezione aconfessionale al posto dell’attuale ora di religione facoltativa
di Viola MartinelliPolitica
Foto Archivio CdT.
BELLINZONA – Mentre gli allievi contano le ore che li separano dalle vacanze estive tra gli addetti ai lavori c’è grande fermento in vista di settembre quando, sui banchi di scuola, sbarcherà una nuova disciplina: storia delle religioni. Ricevuto il via libera dal Gran Consiglio nel maggio 2018 dopo una gestazione durata 16 anni e caratterizzata da frenate improvvise, accese discussioni e non pochi colpi di scena, l’insegnamento della storia delle religioni è pronto a diventare realtà. In particolare come ci spiega Tiziana Zaninelli, a capo della Sezione dell’insegnamento medio, da settembre gli studenti di quarta media seguiranno, per un’ora alla settimana, un corso aconfessionale di storia delle religioni al posto dell’attuale ora di religione facoltativa. La materia, che avrà una nota finale, non verrà però presa in considerazione per la media.
Tra tradizioni e attualità
Il compromesso – definito da più parti storico – era stato raggiunto nel 2017 quando il Governo e le Chiese avevano siglato un’intesa per introdurre la nuova materia nella griglia oraria. Ma come si svilupperanno le lezioni? Se maggiori dettagli verranno svelati oggi, mercoledì, nel corsa della tradizionale conferenza stampa in vista della chiusura dell’anno scolastico, si può già anticipare che «l’idea è quella di lavorare per tematiche. Bisogna considerare che la nuova disciplina si prefigge prima di tutto di fornire conoscenze sui fenomeni religiosi e di proporre riflessioni sulle radici storiche e sulle realtà contemporanee del contesto in cui vivono gli adolescenti», precisa la nostra interlocutrice. Nel corso delle lezioni gli allievi verranno dunque accompagnati alla scoperta delle tradizioni e delle pratiche religiose in modo da «meglio comprendere il mondo contemporaneo, caratterizzato dalla convivenza spesso anche conflittuale di orientamenti esistenziali diversi. Lo studio critico della religione – precisa Zaninelli – è importante per apprendere a vivere nella società, sviluppare una personalità, comprendere il significato delle libertà fondamentali e delle differenze di religione nel rispetto dei valori democratici di uno Stato di diritto».
Un anno da «sorvegliato speciale»
A svolgere un ruolo fondamentale saranno i docenti – una ventina quelli selezionati dal concorso pubblico – che dovranno essere preparati ad affrontare tre grandi sfide, come si legge nel documento elaborato dallo speciale gruppo di lavoro. In primis, l’insegnamento della storia delle religioni dovrà essere «impartito partendo da una visione scientifica del fenomeno religioso letto in chiave culturale». In linea di principio, l’approccio «sarà dunque impostato sulla comparazione tra orientamenti religiosi e esistenziali legati alla presenza sul territorio e all’esperienza dell’allievo». E se il rispetto della libertà di credo e di coscienza dovrà essere alla base della nuova materia, gli insegnanti dovranno tenere presente che «all’interno di una classe, alcuni allievi conoscono già un approccio descrittivo alla religione, per esempio poiché hanno frequentato corsi sulla propria confessione. Altri invece saranno confrontanti per la prima volta con questo modo di descrivere, analizzare e interpretare i fenomeni religiosi. Questa eterogeneità sarà da gestire con accortezza». Per questi motivi, il primo anno fungerà da «sorvegliato speciale» per «capire come reagiranno gli studenti e se dovremo ricalibrare alcuni aspetti», continua Zaninelli che precisa come «per quanto concerne i docenti il concorso pubblicato era per un impiego di un anno. Nel 2020 ripubblicheremo il bando dal momento che il nostro obiettivo è quello di avere degli insegnanti all’interno delle sedi. Per il momento, gli istituti potranno contare su uno o più docenti in base al numero delle classi» mentre per il futuro il DECS sta valutando con il DFA di creare un’abilitazione specifica per questa materia. In attesa dell’avvio delle lezioni, lunedì il DECS incontrerà i docenti in modo da presentare loro il piano di studio.
Photo Archive CdT.
BELLINZONA – While the students are counting the hours that separate them from the summer holidays, there is great excitement among the insiders in view of September when, on the school desks, a new discipline will land: the history of religions. After receiving the go-ahead from the Grand Council in May 2018 after a gestation that lasted 16 years and characterized by sudden braking, heated discussions and many twists and turns, the teaching of the history of religions is ready to become reality. In particular, as Tiziana Zaninelli, head of the Middle School Section, explains to us, from September fourth grade students will follow, for one hour a week, an non-denominational course in the history of religions instead of the current optional hour of religion. The subject, which will have a final note, will not be taken into account for the average.
Between traditions and current affairs
The compromise – defined by several historical parties – was reached in 2017 when the Government and the Churches signed an agreement to introduce the new subject in the time grid. But how will the lessons develop? If more details are revealed today, Wednesday, in the run-up to the traditional press conference in view of the closure of the school year, we can already anticipate that “the idea is to work by subject. We must consider that the new discipline aims first of all to provide knowledge about religious phenomena and to propose reflections on the historical roots and contemporary realities of the context in which adolescents live,” says our interlocutor. During the lessons the students will be accompanied to the discovery of religious traditions and practices in order to “better understand the contemporary world, characterized by the often conflictual coexistence of different existential orientations. The critical study of religion – says Zaninelli – is important to learn to live in society, develop a personality, understand the meaning of fundamental freedoms and differences of religion in respect of democratic values of the rule of law.
A year as “special supervised”.
The key role will be played by the teachers – about twenty selected from the public competition – who will have to be prepared to face three major challenges, as stated in the document prepared by the special working group. First of all, the teaching of the history of religions must be “imparted starting from a scientific vision of the religious phenomenon read in a cultural key”. In principle, the approach “will therefore be based on a comparison between religious and existential orientations linked to the presence on the territory and the experience of the student”. And if respect for freedom of belief and conscience is to be the basis of the new subject, teachers will have to keep in mind that “within a class, some students already know a descriptive approach to religion, for example because they have attended courses on their own confession. Others will be confronted for the first time with this way of describing, analysing and interpreting religious phenomena. This heterogeneity will have to be managed carefully”. For these reasons, the first year will act as a “special supervisor” to “understand how the students will react and if we will have to recalibrate some aspects”, continues Zaninelli who specifies that “as far as teachers are concerned, the competition published was for a job of one year. In 2020 we will republish the competition again, since our goal is to have teachers inside the premises. For the moment, the institutes will be able to count on one or more teachers according to the number of classes”, while in the future DECS is considering with the DFA creating a specific qualification for this subject. Pending the start of the lessons, DECS will meet the teachers on Monday in order to present them with the curriculum.
NEW YORK – Il re della carne americana si pente e si converte, lanciandosi in una transizione soft verso l’hamburger vegetariano. Il gruppo Tyson Foods è il più grosso produttore americano e uno dei big mondiali: sul mercato Usa controlla da solo un quinto di tutte le vendite di carni bovine, maiale e pollame. Anche se l’America rimane la patria delle “steak-house”, da anni Tyson è sotto un fuoco concentrico da tre direzioni: le campagne salutiste…
As one of the world’s largest food companies, we have a responsibility to help build a more sustainable food system. Directed by our new sustainability strategy, we have set bold goals and commitments that aspire to sustainably feed our growing world. To learn more, please see our 2018 Sustainability Report.
Two concepts that are of paramount importance in the Upanishads are Brahman and Atman.[9] The Brahman is the ultimate reality and the Atman is individual self (soul).[118][119] Brahman is the material, efficient, formal and final cause of all that exists.[120][121][122] It is the pervasive, genderless, infinite, eternal truth and bliss which does not change, yet is the cause of all changes.[118][123] Brahman is “the infinite source, fabric, core and destiny of all existence, both manifested and unmanifested, the formless infinite substratum and from which the universe has grown”. Brahman in Hinduism, states Paul Deussen, as the “creative principle which lies realized in the whole world”.[124]
The word Atman means the inner self, the soul, the immortal spirit in an individual, and all living beings including animals and trees.[125][119] Ātman is a central idea in all the Upanishads, and “Know your Ātman” their thematic focus.[10] These texts state that the inmost core of every person is not the body, nor the mind, nor the ego, but Atman – “soul” or “self”.[126] Atman is the spiritual essence in all creatures, their real innermost essential being.[127][128] It is eternal, it is ageless. Atman is that which one is at the deepest level of one’s existence.
Atman is the predominantly discussed topic in the Upanishads, but they express two distinct, somewhat divergent themes. Younger upanishads state that Brahman (Highest Reality, Universal Principle, Being-Consciousness-Bliss) is identical with Atman, while older upanishads state Atman is part of Brahman but not identical.[129][130] The Brahmasutra by Badarayana (~ 100 BCE) synthesized and unified these somewhat conflicting theories. According to Nakamura, the Brahman sutras see Atman and Brahman as both different and not-different, a point of view which came to be called bhedabheda in later times.[131] According to Koller, the Brahman sutras state that Atman and Brahman are different in some respects particularly during the state of ignorance, but at the deepest level and in the state of self-realization, Atman and Brahman are identical, non-different.[129] This ancient debate flowered into various dual, non-dual theories in Hinduism.
Nel 1889, nella rivista «Lux», l’organo dell’«Accademia internazionale di studi di Spiritismo e Magnetismo» con sede a Roma, apparve l’annuncio della fondazione di Fraternitas, una società per azioni. Scopo della società era la creazione di un convento laico su di una collina nei dintorni di Locarno «in un terreno libero, all’aria salubre, lontano dal mondo», per accogliere «studenti» della teosofia, per permetter loro di concretizzare l’idea di una vita in umana fratellanza. Proprietario del terreno sull’altura della Monescia sopra Ascona ed autore dell’annuncio, il locarnese dott. Alfredo Pioda, filosofo, storico, politico di aera liberale e consigliere nazionale, presidente della loggia teosofica milanese H.P.Blavatsky, portato a grandi azioni dal momento in cui da giovine fu abbracciato a Locarno da Garibaldi. Cofirmatari dell’appello, intima della la fondatrice della nuova società teosofica Helena Petrowna Blavatsky, la contessa Constance Wachtmeister e Franz Hartmann.
Non si arrivò alla concretizzazione del progetto probabilmente in quanto Alfredo Pioda assumerà nella rivoluzione liberale Ticinese del 1890 un ruolo di mediatore tra i contendenti partiti e pertanto vi dedicò le sue energie.
Significato del nome Teosofia
‘Teosofia’ è una parola di origine greca composta da Theos = Dio e Sophia = Sapienza, usata dagli antichi autori per indicare una sapienza derivante dall’ispirazione o intuizione diretta della verità.
Il termine venne usato da S. Paolo nella prima lettera ai Corinzi, che risale all’anno 50 d.C., dove dice: ‘…parliamo della sapienza di Dio nel mistero (‘lalumen theosophias en mysterio’), preordinata da Dio, prima dei secoli…’ evidentemente con allusione alla sapienza dei concetti universali di Platone (427-347 a.C.) secondo il quale, dietro il mondo in perpetuo cambiamento esiste il mondo immutabile delle Idee o Principi esistenti nella Mente Divina che si possono cogliere mediante l’intuizione intellettuale o nell’estasi mistica.
Il termine‘ ‘Teosofia’ era corrente tra i neoplatonici, spesso citato da Porfirio.
Il termine fu usato con lo stesso significato da Giamblico, morto nel 326 d.C., nell’opera ‘De Mysteriis’, da Dionigi nella ‘Theologia Mystica’ che tanta influenza ebbe nel pensiero medievale a cui si ispirarono teologi, mistici e filosofi per secoli, tra i quali ricordiamo San Bonaventura (1217-1274) (‘Itinerarium Mentis in Deum’), Bernardo di Chiaravalle (1090-1153), Meister Eckart (1260-1328), Taulero (1300 c.ca-1361), Marsilio Ficino (1443-1499), Paracelso (1493-1541), Jacob Boehme (1575-1624), Gichtel (1638-1710), Saint-Martin (1743-1803), ecc. come pure i Sufi, mistici islamici di chiara origine neoplatonica (c.ca 1142-1220).
I promotori della Società Teosofica nello scegliere il nome ed il programma dell’Associazione si sono ispirati al significato della Teosofia, come risulta dalla storia della filosofia e in particolare dalle fonti neoplatoniche.
Infatti la parola ‘Teosofia’ non è un’invenzione moderna, ma risale ai primi secoli della nostra era.
Helena Petrovna Blavatsky attribuisce l’uso di questo termine ad Ammonio Sacca (160-243), fondatore della Scuola di Filosofia Eclettica di Alessandria d’Egitto, il quale ebbe tra i suoi discepoli Plotino (206-270), Origene, Clemente ed altri eminenti continuatori del suo pensiero.
Dichiarazione dei principi della società Teosofica :
La Società Teosofica è composta da studiosi appartenenti a qualsiasi religione del mondo o a nessuna, uniti nell’approvare gli scopi della Società, con il desiderio di rimuovere gli antagonismi religiosi e di dialogare con gli uomini di buona volontà, qualunque siano le loro opinioni religiose.
Ciò che anima questi studiosi è il desiderio di studiare le verità religiose, scientifiche e filosofiche, nonché di condividere con gli altri i risultati dei loro studi.
Il loro vincolo di unione non è la professione di una credenza comune, bensì una comune ricerca ed aspirazione alla Verità.
I teosofi sostengono che la Verità deve essere cercata con lo studio, con la riflessione, con la purezza della vita, con la devozione agli elevati ideali e considerano la Verità come una ricompensa alla quale si mira, non come un dogma che si deve imporre con autorità.
I teosofi ritengono che ciò in cui si crede deve essere il risultato dello studio individuale o dell’intuizione e non la sua premessa e che deve basarsi sulla conoscenza, non sulle affermazioni verbali.
I teosofi estendono la tolleranza a tutti, anche agli intolleranti, non come un privilegio da concedere, bensì come un dovere da adempiere e cercano di rimuovere l’ignoranza, non di punirla.
I teosofi considerano ogni religione come un’espressione della Divina Saggezza e preferiscono studiarla anziché condannarla; praticarla anziché farne proselitismo.
Pace è la loro parola d’ordine e Verità la loro mèta.
La Teosofia è il corpo della verità che forma la base di tutte le religioni e che non può essere ritenuta come possesso esclusivo di nessuno.
La Teosofia presenta una filosofia che rende la vita comprensibile e che dimostra che la giustizia e l’amore guidano la sua evoluzione.
La Teosofia pone la morte nel suo giusto posto come un incidente ricorrente in una vita senza fine, che apre le porte ad una esistenza più piena e più radiosa.
La Teosofia restituisce al mondo la Scienza dello Spirito, insegnando all’uomo a riconoscere se stesso nello Spirito e a riconoscere la mente ed il corpo come suoi strumenti.
La Teosofia illumina le Scritture e le dottrine delle religioni rilevandone i reconditi significati e in questo modo le giustifica di fronte al tribunale dell’intelletto, come sono sempre state giustificate agli occhi dell’intuizione.
I membri della Società Teosofica studiano queste Verità ed i teosofi cercano di viverle.
Chiunque sia disposto a studiare, a essere tollerante, a tendere in alto, ad operare con perseveranza, sia benvenuto, ma dipende da lui stesso diventare un vero Teosofo.
La Teosofia
La Teosofia è quell’insieme di verità che formano la base di tutte le religioni e che non possono da nessuna essere arrogate come proprietà esclusiva. Presenta una filosofia che rende intelligibile la vita e dimostra che giustizia ed amore ne dirigono l’evoluzione.
Essenza della Teosofia è il fatto che l’uomo, essendo divino, può conoscere la Divinità della cui vita è partecipe. Corollario inevitabile di questa suprema verità è il fatto della Fratellanza umana. La Vita divina è lo Spirito in tutto ciò che esiste, dall’atomo all’Arcangelo al granello di sabbia; il più alto Serafino non è che una scintilla del Fuoco eterno. Compartecipi di un’unica Vita, formano tutti una sola Fratellanza.
I suoi insegnamenti secondari sono quelli comuni a tutte le religioni, del presente e del passato: l’unità di Dio; la triplicità della sua natura in manifestazione; la discesa dello Spirito nella materia e quindi le gerarchie di intelligenze spirituali, una delle quali è l’umanità; lo sviluppo dell’umanità mediante lo svolgersi della coscienza e l’evoluzione dei corpi, cioè la reincarnazione; il progresso di questo sviluppo sotto il benefico dominio di una legge inviolabile, la legge di causalità, cioè il karma; l’ambiente di questo sviluppo, vale a dire i tre mondi, fisico, emozionale e mentale, ossia terra, mondo intermedio e cielo; l’esistenza di Istruttori divini, uomini sovrumani, i Fratelli Maggiori dell’umanità, costituenti quella che spesso vien chiamata la Fratellanza Bianca.
Tutte le religioni insegnano o hanno insegnato queste verità; e se di tempo in tempo l’uno o l’altro di questi insegnamenti cade temporaneamente in disuso, tuttavia ricompare sempre – come la dottrina della reincarnazione decadde dal Cristianesimo ecclesiastico e per non poco tempo fu sommersa, ma oggi riaffiora nuovamente in tutta la sua attualità.
Le Religioni contengono le medesime verità fondamentali e differiscono soltanto nei particolari.
La Società Teosofica ha la missione di spargere queste verità in ogni Paese, quantunque nessun singolo membro sia tenuto ad accettarne alcuna; ad ogni membro è lasciata assoluta libertà di studiare come vuole, di accettare o rifiutare.
In fatto di etica la Teosofia fonda i suoi insegnamenti sull’unità, e vede in tutte le forme l’espressione di una Vita comune, per cui il danno di uno è il danno di tutti. Fare il male, cioè mettere del veleno nel fluido vitale dell’umanità, è un delitto contro l’unità.
La Teosofia presenta ai suoi studiosi i sublimi insegnamenti morali di tutte le religioni, di tutte le fedi del mondo.La Società Teosofica non ha alcun codice da imporre; ma la Società cerca di innalzare i suoi membri al disopra del livello ordinario col presentar loro costantemente i più alti ideali e con l’infondere in loro le più sublimi aspirazioni.
Si dice sovente che la Teosofia in sé non è una religione, ma le verità sulle quali sono basate tutte le religioni. Ciò è vero; ma da un altro punto di vista si può dire che essa è ad un tempo filosofia, religione e scienza.
Cronologia della società teosofica :
Ho cercato qui di organizzare i fatti principali della Storia Teosofica, a partire dall’organizzazione della Società Teosofica (principalmente la ST Adyar).
1875 La fondazione della Società Teosofica, a New York. Membri di spicco in questo periodo sono H.P. Blavatsky, Henry Steell Olcott, William Quan Judge (citato da James Joyce nell’Ulisse che guarda a caso nella sua parte sulla maga Circe viede proprio ispirato alle Isole di Brissago quando è ospite della Baronessa Saint Léger).
1877 Viene pubblicata Iside Svelata, scritta da H.P. Blavatsky.
1888 Blavatzky pubblica la dottrina segreta
La società Teosofica si diffonde in tutto il mondo e oggi conta 30’000 membri all’incirca sparsi in gruppi e centri in tutto il globo.
La seguente conferenza si limita ad analizzare alcuni personaggi che hanno espresso la volontà di fondare il convento laico teosofico “Fraternitas” e gli anni che hanno preceduto all’effettiva nascita di Monte Verità dal 1885 al 1896.
1875 Nascita della Società Teosofica e diffusione molto veloce a livello internazionale delle idee teosofiche. Elenco quì di seguito alcune pietre miliari che serviranno in seguito per situare l’analisi e progredire nel contesto storico :
I fatti che legano Monte Verità alla Società Teosofica sono i seguenti :
A) Siamo nel lontano 1885 e HPB a seguito del caso Coulomb (che approfondiremo nella parte dedicata a Madame Blavatzky) parte da Adyar accompagnata da Franz Hartmann per non farvi più ritorno.
1889 HPB vive dalla Contessa Wachmeister a Londra e sempre nel 1889 Pioda, Wachmeister, Hartmann e “sognano” il convento laico Fraternitas ad Ascona. Ma nel 1890 Pioda deve sedare la rivoluzione liberale ticinese invece che fondare il menzionato convento laico Fraternitas.
Per quanto riguarda Blavatzky teniamo presente che per una donna a quell’epoca la libertà era pressoché impossibile e HPB aveva una sete di libertà e avventura unite ad un ambizione totale.
Qualche nome di teosofo famoso
Scrittori:
• William Butler Yeats, poeta anglo-irlandese e drammaturgo (1865-1939);
• Lewis Carrol (Charles Lutwidge Dodgson), autore di libri su Alice, Sylvie e Bruno, etc. (1832-1898);
• G. Kahlil Gibran, celebre poeta e scrittore di origine libanese (1883-1931) (cfr. “Il Profeta: la vita e il tempo di Kahlil Gibran”, Robin Waterfield) (New York: St. Martin’s Press, 1999, pag. 225) (1833 – 1931);
• Sir Arthur Conan Doyle, autore inglese delle storie di Sherlock Holmes, spiritista (1859-1930);
• Jack London, romanziere americano (1876-1916);
• E.M. Forster, romanziere inglese del “Passaggio in India”, (1879-1970);
• James Joyce, romanziere irlandese di “Ulisse”, “Finnegans Wake”, etc. (1882-1941);
• D.H. Lawrence, romanziere inglese autore de “The Plumed Serpent”, (1885-1930);
• T.S. Eliot, poeta anglo-americano e critico (1888-1965);
• Henry Miller, romanziere autobiografico bohémien (1891-1980);
• Edouard Schurè, scrittore, critico letterario, poeta, storico e filosofo francese (1841 – 1929);
. Jules Verne (esoterista)
F.L. Wright (1876-1937) (non membro ma influenzato)
Scienziati e inventori:
• Thomas Edison, inventore americano della luce elettrica, del fonografo, etc. (cfr. “The Theosophist”, agosto 1931, pag. 657) (1847-1931);
• Camille Flammarion, astronomo francese (1842-1925); Pittori e altri artisti:
• Piet Mondrian, pittore olandese, primario esponente del movimento de Stijl (1872-1944);
• Paul Gauguin, pittore francese post-impressionista e primitivista (1848-1903);
• Vassily Kandinsky, fondatore russo dell’arte non-oggettivista, influenzato dalla Teosofia, pur non essendo socio (1866-1944);
• Paul Klee, eccentrico artista svizzero del Der Blaue Reiter e della Scuola Bauhaus (1879-1940);
Musicisti:
• Gustav Mahler, compositore sinfonico (1860-1911);
• Jean Sibelius, compositore musicale finlandese ispirato dal “Kalevala” (1865-1957);
• Alexander Nikolaievitch Scriabin, compositore russo. “I concetti teosofici hanno fornito le basi per l’opera orchestrale “Poema dell’Estasi” (1908) e per il “Prometeo” (1911), conosciuti per la proiezione di colori su di uno schermo durante l’esibizione” (1872-1915);
Attori e stars :
• Shirley MacLaine, attrice di film americana (nata nel 1934).
• Elvis Presley, musicista americano di rock n’ roll (1935-1977)
Jennifer Beals (Flashdance)
Leader spirituali :
Il Dalai Lama (tesserato nel 2011 come membro onorario durante il congresso americano della ST durante la presidenza di Tim Boyd, oggi presidente internazionale).
Nel 1889 Alfredo Pioda, consigliere nazionale e teosofo di Locarno con Franz Hartmann e la contessa Constance Wachmeister sogna, senza poterlo realizzare, un convento laico teosofico che chiamerebbe “Fraternitas” sulla cosiddetta Monescia, l’attuale Monte Verità.
Ma chi sono questi 3 personaggi così legati a HPB ?
Pioda era il figlio del chirurgo Giacomo (morto nel 1852) e di sua moglie Carolina Bazzi. Ha ricevuto la sua educazione al ginnasio a Locarno per poi frequentare il collegio Landriani e il liceo di Lugano. Ha studiato giurisprudenza alle università di Pisa, Torino e Heidelberg conseguendo la laurea nel 1870. Dopo una breve pratica di avvocato a Milano ritornò a Heidelberg dove ottenne una seconda laurea in filosofia.
In seguito Pioda si stabilì a Locarno per lavorare negli ambiti di storia, letteratura, teosofia e spiritismo. Pubblicò molti articoli in varie riviste e libri su questi argomenti, inoltre fece il lavoro di traduttore. In politica si candidò prima al livello comunale e divenne membro del consiglio comunale di Locarno dal 1884 al 1887. Inoltre è stato membro del Gran Consiglio del Canton Ticino dal 1893 al 1909 e poi del Consiglio nazionale. Alfredo Pioda militava per il partito liberale radicale e diventò presidente del partito nel 1900.[1]
Nel 1889 Pioda insieme a Franz Hartmann e Constance Wachtmeister cercava di costruire un convento di teosofia con il nome Fraternitas sull’allora Monescia, che era per gran parte proprietà sua. Il convento non è stato realizzato. Nel 1900 i fondatori della cooperativa del Monte Verità si stabilirono su quel terreno.[2][3]
In Italia il primo Centro di Studi Teosofici viene fondato in collaborazione con Alfredo Pioda che pubblica “teosofia” nel 1889, il primo opuscolo, edizione sistematica delle teosofiche in lingua italiana.
2) Franz HARTMANN
Il fedelissimo direttore amministrativo di Adyar, quartier generale della società teosofica in India e al fianco di HPB durante lo scandalo Coulomb
Il Teosofo, negli Stati Uniti e in India
Conobbe e apprezzò il libro di Helena Blavatsky Iside, svelata nel 1882 e, dopo un altro trasferimento a New Orleans, divenne membro della Loggia della Società Teosofica all’inizio del 1883. In seguito al desiderio di conoscere personalmente Blavatsky, Hartmann la contattò per lettera. Fu invitato da lui a venire in India, al quartier generale del TG, ad Adyar vicino a Madras. Seguendo l’esempio di alcuni importanti teosofi di Adyar, Hartmann si convertì al buddismo, in breve tempo divenne il confidente più vicino a Blavatsky e infine direttore amministrativo della sede della Società Teosofica ad Adyar, suo Quartier Generale. Hartmann si occupò intensamente degli insegnamenti della teosofia, approfondì la filosofia del Buddismo e dell’Induismo e si occupò delle diverse forme di yoga. Mentre Blavatsky era assente da Adyar durante un viaggio in Europa nel 1884, la controversa vicenda Coulomb cominciò a fare marea, influenzando sia la reputazione di Blavatsky che della Società Teosofica. Hartmann, come membro del Consiglio di controllo della ST ad Adyar, cercò di difendere Blavatsky, entrando così in conflitto con i teosofi arrabbiati contro Blavatzky all’interno della stessa Società Teosofica e l’opinione pubblica influenzata sfavorevolmente dal rapporto. Questi fatti hanno posto termine all’esercizio della funzione esecutiva di Hartmann presso ad Adyar e hanno reso impossibile il suo ulteriore soggiorno in India. Insieme a Blavatsky, il cui soggiorno in India non era più desiderato dopo questi incidenti, lasciò il paese nella primavera del 1885 per non farvi mai più ritorno. Arrivato a Napoli, dopo pochi giorni si separò definitivamente da Blavatsky nel migliore dei modi.
Hartmann può essere considerato uno dei più importanti pionieri della teosofia nel mondo di lingua tedesca. Oltre ai suoi numerosi contatti, ha raggiunto un vasto e influente pubblico attraverso numerose conferenze e pubblicazioni. Ha creato collegamenti tra il mondo religioso-mistico dell’India e l’Europa, contribuendo così in modo significativo alla diffusione delle filosofie orientali in Occidente.
3) La contessa Wachtmeister
Constance Georgina Louise Bourbel de Monpincon nata a Firenze nel 1838 da padre francese e madre inglese. Moglie del conte Wachtmeister, ministro degli affari esteri svedesi. La Contessa si unì alla Società Teosofica nel 1881. Morì nel 1910.
Fu la compagna e collaboratrice di Helena Petrovna Blavatsky dal 1885 fino alla morte dell’HPB nel 1891. Insegnò ampiamente negli anni Novanta del XIX secolo e aiutò Annie Besant a formare le logge negli Stati Uniti dopo lo scisma Americano ad opera di Judge (uno dei fondatori).
Wachmeister ha dichiarato di Blavatzky : “Ho condiviso la sua stanza e sono stata con lei mattina, mezzogiorno e notte. Ho avuto accesso a tutte le sue scatole e cassetti, ho letto le lettere che ha ricevuto e quelle che ha scritto”. Wachtmeister divenne “angelo custode di Blavatsky, durante gli anni della composizione della Dottrina segreta in Germania e Belgio, ha stampato il suo resoconto di una serie di eventi straordinari dell’epoca. Nelle sue Reminiscenze Wachmeister scrive : “La Dottrina Segreta sarà davvero un’opera grande e grandiosa. Ho avuto il privilegio di osservarne i progressi e di leggere i manoscritti”.
Wachtmeister scrisse: “Quando una copia stampata fu messa nelle mie mani, fui grata di sentire che tutte queste ore di dolore, fatica e sofferenza non erano state vane, e che H.P.B. aveva potuto compiere il suo compito e dare al mondo questo grande libro, che, mi disse, avrebbe dovuto aspettare tranquillamente fino al secolo successivo per essere pienamente apprezzato, e che sarebbe stato studiato solo da pochi ora.
Alcuni episodi della vita di Mme Blavatsky
Le lettere originali dei Maestri che hanno voluto la Società Teosofica sono conservate a Londra nella British Library, dove possono essere vedute previa concessione di un permesso speciale rilasciato dal Dipartimento dei Manoscritti Rari. Nel maggio 1882 fu acquistato un vasto podere ad Adyar (nel sud dell’India vicino a Madras) dove, alla fine dell’anno, fu trasferita la Sede Centrale della Società Teosofica. Questo centro divenne presto il punto irradiante di un’attività teosofica di ampiezza mondiale. Madame Blavatsky ed il Colonnello Olcott si impegnarono in viaggi verso lontane regioni, fondarono sedi e gruppi, ricevettero visitatori, mantennero un’enorme corrispondenza con tutti coloro che richiedevano informazioni ed arricchirono il loro giornale con argomenti di interesse spirituale/teosofico, il cui scopo principale fu di rivitalizzare gli interessi sopiti di una parte dell’India nei confronti del valore spirituale delle proprie antiche scritture. Il Colonnello Olcott nel febbraio 1884 partì per Londra per presentare una petizione al governo britannico in favore del Buddismo di Ceylon. H.P.B. che allora non godeva di buona salute andò con lui in Europa.
Dopo un soggiorno di quasi 5 mesi a Parigi ed a Londra, H.P.B. andò in Germania, e fu attivamente impegnata a scrivere la sua seconda opera “La Dottrina Segreta”. Nel frattempo ad Adyar le fu lanciato un attacco diffamatorio da parte di Alexis ed Emma Coulomb (due membri del suo staff ad Adyar). La Blavatsky rientrata ad Adyar per conoscere i dettagli della situazione voleva citare in giudizio la coppia per diffamazione ma a seguito delle incomprensioni con alcuni dirigenti della Società Teosofica che non la sostennero, rassegnò le dimissioni da Segretario incaricato della corrispondenza della Società. nel 1885 partì per l’Europa per non far più ritorno sul suolo indiano. Le calunnie dei Coulomb, 100 anni dopo, sono state ufficialmente smentito dalla stessa Società di Ricerce Psichiche che aveva formulato il rapporto conto Blavatzky del 1884.
H.P.B., dopo aver lasciato l’India per l’Europa soggiornò inizialmente in Italia e poi, nell’agosto 1885 in Germania, dove lavorò su “La Dottrina Segreta”. Nel 1887, in seguito all’invito dei teosofi inglesi, si trasferì a Londra e dopo il suo arrivo in Inghilterra le attività teosofiche si rimisero rapidamente in moto.
Le conclusioni della mia ricerca :
Ascona e Monte Verità non hanno mai ospitato un grande centro teosofico in senso stretto. Non vi si è mai costruito un immobile di propietà della società Teosofica (come Naarden, Adyar, Wheaton, Krotona, etc. (http://www.ts-adyar.org/directory). Vi hanno però vissuto o soggiornato esponenti importanti della storia della società teosofica che sono stati fondamentali per la sua storia, questo è certo, ma Monte Verità e la sua Utopia restano un fenomeno diverso. Monte Verità è qualcosa di a sé stante e ha visto sfilare attorno ai suoi luoghi molte storie legate alle vicende personali, sicuramente eccezionali, delle personalità che vi hanno soggiornato o ne sono state partecipi. Sicuramente l’impulso teosofico ha giocato un ruolo importante assieme alle condizioni geografiche, alla neutralità svizzera e allo sviluppo molto arretrato della regione circostante che non ha ostacolato lo sviluppo di germi anarchico-sovversivi. Questo tipo di manifestazioni Utopistiche sebbene affascinanti hanno solo marginalmente a che vedere con la teosofia. È comunque importante notare che libertà (e quindi liberazione politica, della donna o sessuale intesa come non repressione delle diversità sono sicuramente un corollario degli ideali teosofici che però rinnegano il ricorso alla violenza o la deriva verso il vizio in ogni sua forma). Per quanto riguarda Monte Verità, nei rispetto quindi degli ideali teosofici, la sua storia unica ne fa un luogo eccezionalmente favorevole per la diffusione artistica, scientifica, culturale, spirituale e teosofica naturalmente.