Presentazione del presidente internazionale Tim Boyd su varie sedi e i lavori di rinnovamento delle Leadbeater Chambers ad Adyar


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NEW YORK – Il re della carne americana si pente e si converte, lanciandosi in una transizione soft verso l’hamburger vegetariano


 

NEW YORK – Il re della carne americana si pente e si converte, lanciandosi in una transizione soft verso l’hamburger vegetariano. Il gruppo Tyson Foods è il più grosso produttore americano e uno dei big mondiali: sul mercato Usa controlla da solo un quinto di tutte le vendite di carni bovine, maiale e pollame. Anche se l’America rimane la patria delle “steak-house”, da anni Tyson è sotto un fuoco concentrico da tre direzioni: le campagne salutiste…

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Introduction to Theosophy


 

Brahman and Atman[edit]

Two concepts that are of paramount importance in the Upanishads are Brahman and Atman.[9] The Brahman is the ultimate reality and the Atman is individual self (soul).[118][119] Brahman is the material, efficient, formal and final cause of all that exists.[120][121][122] It is the pervasive, genderless, infinite, eternal truth and bliss which does not change, yet is the cause of all changes.[118][123] Brahman is “the infinite source, fabric, core and destiny of all existence, both manifested and unmanifested, the formless infinite substratum and from which the universe has grown”. Brahman in Hinduism, states Paul Deussen, as the “creative principle which lies realized in the whole world”.[124]

The word Atman means the inner self, the soul, the immortal spirit in an individual, and all living beings including animals and trees.[125][119] Ātman is a central idea in all the Upanishads, and “Know your Ātman” their thematic focus.[10] These texts state that the inmost core of every person is not the body, nor the mind, nor the ego, but Atman – “soul” or “self”.[126] Atman is the spiritual essence in all creatures, their real innermost essential being.[127][128] It is eternal, it is ageless. Atman is that which one is at the deepest level of one’s existence.

Atman is the predominantly discussed topic in the Upanishads, but they express two distinct, somewhat divergent themes. Younger upanishads state that Brahman (Highest Reality, Universal Principle, Being-Consciousness-Bliss) is identical with Atman, while older upanishads state Atman is part of Brahman but not identical.[129][130] The Brahmasutra by Badarayana (~ 100 BCE) synthesized and unified these somewhat conflicting theories. According to Nakamura, the Brahman sutras see Atman and Brahman as both different and not-different, a point of view which came to be called bhedabheda in later times.[131] According to Koller, the Brahman sutras state that Atman and Brahman are different in some respects particularly during the state of ignorance, but at the deepest level and in the state of self-realization, Atman and Brahman are identical, non-different.[129] This ancient debate flowered into various dual, non-dual theories in Hinduism.

Conferenza a Monte Verità e i personaggi legati alla teosofia che lo hanno ispirato.


Conferenza a Monte Verità 

Conferenza a Monte Verità word

Nel 1889, nella rivista «Lux», l’organo dell’«Accademia internazionale di studi di Spiritismo e Magnetismo» con sede a Roma, apparve l’annuncio della fondazione di Fraternitas, una società per azioni. Scopo della società era la creazione di un convento laico su di una collina nei dintorni di Locarno «in un terreno libero, all’aria salubre, lontano dal mondo», per accogliere «studenti» della teosofia, per permetter loro di con­cre­tiz­zare l’idea di una vita in umana fratellanza. Proprietario del terreno sull’altura della Monescia sopra Ascona ed autore dell’annuncio, il locarnese dott. Alfredo Pioda, filosofo, storico, politico di aera liberale e consigliere nazionale, presidente della loggia teosofica milanese H.P.Blavatsky, portato a grandi azioni dal momento in cui da giovine fu abb­rac­ciato a Locarno da Garibaldi. Cofirmatari dell’appello, intima della la fondatrice della nuova società teosofica Helena Petrowna Blavatsky, la contessa Constance Wachtmeister e Franz Hartmann.

Non si arrivò alla con­cre­tiz­za­zione del progetto probabilmente in quanto Alfredo Pioda assumerà nella rivoluzione liberale Ticinese del 1890 un ruolo di mediatore tra i contendenti partiti e pertanto vi dedicò le sue energie.

Significato del nome Teosofia

‘Teosofia’ è una parola di origine greca composta da Theos = Dio e Sophia = Sapienza, usata dagli antichi autori per indicare una sapienza derivante dall’ispirazione o intuizione diretta della verità.

Il termine venne usato da S. Paolo nella prima lettera ai Corinzi, che risale all’anno 50 d.C., dove dice: ‘…parliamo della sapienza di Dio nel mistero (‘lalumen theosophias en mysterio’), preordinata da Dio, prima dei secoli…’ evidentemente con allusione alla sapienza dei concetti universali di Platone (427-347 a.C.) secondo il quale, dietro il mondo in perpetuo cambiamento esiste il mondo immutabile delle Idee o Principi esistenti nella Mente Divina che si possono cogliere mediante l’intuizione intellettuale o nell’estasi mistica.

Il termine‘ ‘Teosofia’ era corrente tra i neoplatonici, spesso citato da Porfirio.

Il termine fu usato con lo stesso significato da Giamblico, morto nel 326 d.C., nell’opera ‘De Mysteriis’, da Dionigi nella ‘Theologia Mystica’ che tanta influenza ebbe nel pensiero medievale a cui si ispirarono teologi, mistici e filosofi per secoli, tra i quali ricordiamo San Bonaventura (1217-1274) (‘Itinerarium Mentis in Deum’), Bernardo di Chiaravalle (1090-1153), Meister Eckart (1260-1328), Taulero (1300 c.ca-1361), Marsilio Ficino (1443-1499), Paracelso (1493-1541), Jacob Boehme (1575-1624), Gichtel (1638-1710), Saint-Martin (1743-1803), ecc. come pure i Sufi, mistici islamici di chiara origine neoplatonica (c.ca 1142-1220).

I promotori della Società Teosofica nello scegliere il nome ed il programma dell’Associazione si sono ispirati al significato della Teosofia, come risulta dalla storia della filosofia e in particolare dalle fonti neoplatoniche.

Infatti la parola ‘Teosofia’ non è un’invenzione moderna, ma risale ai primi secoli della nostra era.

Helena Petrovna Blavatsky attribuisce l’uso di questo termine ad Ammonio Sacca (160-243), fondatore della Scuola di Filosofia Eclettica di Alessandria d’Egitto, il quale ebbe tra i suoi discepoli Plotino (206-270), Origene, Clemente ed altri eminenti continuatori del suo pensiero.

Dichiarazione dei principi della società Teosofica :

  • La Società Teosofica è composta da studiosi appartenenti a qualsiasi religione del mondo o a nessuna, uniti nell’approvare gli scopi della Società, con il desiderio di rimuovere gli antagonismi religiosi e di dialogare con gli uomini di buona volontà, qualunque siano le loro opinioni religiose.
  • Ciò che anima questi studiosi è il desiderio di studiare le verità religiose, scientifiche e filosofiche, nonché di condividere con gli altri i risultati dei loro studi.
  • Il loro vincolo di unione non è la professione di una credenza comune, bensì una comune ricerca ed aspirazione alla Verità.
  • I teosofi sostengono che la Verità deve essere cercata con lo studio, con la riflessione, con la purezza della vita, con la devozione agli elevati ideali e considerano la Verità come una ricompensa alla quale si mira, non come un dogma che si deve imporre con autorità.
  • I teosofi ritengono che ciò in cui si crede deve essere il risultato dello studio individuale o dell’intuizione e non la sua premessa e che deve basarsi sulla conoscenza, non sulle affermazioni verbali.
  • I teosofi estendono la tolleranza a tutti, anche agli intolleranti, non come un privilegio da concedere, bensì come un dovere da adempiere e cercano di rimuovere l’ignoranza, non di punirla.
  • I teosofi considerano ogni religione come un’espressione della Divina Saggezza e preferiscono studiarla anziché condannarla; praticarla anziché farne proselitismo.
    Pace è la loro parola d’ordine e Verità la loro mèta.
  • La Teosofia è il corpo della verità che forma la base di tutte le religioni e che non può essere ritenuta come possesso esclusivo di nessuno.
  • La Teosofia presenta una filosofia che rende la vita comprensibile e che dimostra che la giustizia e l’amore guidano la sua evoluzione.
  • La Teosofia pone la morte nel suo giusto posto come un incidente ricorrente in una vita senza fine, che apre le porte ad una esistenza più piena e più radiosa.
  • La Teosofia restituisce al mondo la Scienza dello Spirito, insegnando all’uomo a riconoscere se stesso nello Spirito e a riconoscere la mente ed il corpo come suoi strumenti.
  • La Teosofia illumina le Scritture e le dottrine delle religioni rilevandone i reconditi significati e in questo modo le giustifica di fronte al tribunale dell’intelletto, come sono sempre state giustificate agli occhi dell’intuizione.

I membri della Società Teosofica studiano queste Verità ed i teosofi cercano di viverle.

Chiunque sia disposto a studiare, a essere tollerante, a tendere in alto, ad operare con perseveranza, sia benvenuto, ma dipende da lui stesso diventare un vero Teosofo.

 

La Teosofia

La Teosofia è quell’insieme di verità che formano la base di tutte le religioni e che non possono da nessuna essere arrogate come proprietà esclusiva. Presenta una filosofia che rende intelligibile la vita e dimostra che giustizia ed amore ne dirigono l’evoluzione.

Essenza della Teosofia è il fatto che l’uomo, essendo divino, può conoscere la Divinità della cui vita è partecipe. Corollario inevitabile di questa suprema verità è il fatto della Fratellanza umana. La Vita divina è lo Spirito in tutto ciò che esiste, dall’atomo all’Arcangelo al granello di sabbia; il più alto Serafino non è che una scintilla del Fuoco eterno. Compartecipi di un’unica Vita, formano tutti una sola Fratellanza.

I suoi insegnamenti secondari sono quelli comuni a tutte le religioni, del presente e del passato: l’unità di Dio; la triplicità della sua natura in manifestazione; la discesa dello Spirito nella materia e quindi le gerarchie di intelligenze spirituali, una delle quali è l’umanità; lo sviluppo dell’umanità mediante lo svolgersi della coscienza e l’evoluzione dei corpi, cioè la reincarnazione; il progresso di questo sviluppo sotto il benefico dominio di una legge inviolabile, la legge di causalità, cioè il karma; l’ambiente di questo sviluppo, vale a dire i tre mondi, fisico, emozionale e mentale, ossia terra, mondo intermedio e cielo; l’esistenza di Istruttori divini, uomini sovrumani, i Fratelli Maggiori dell’umanità, costituenti quella che spesso vien chiamata la Fratellanza Bianca.
Tutte le religioni insegnano o hanno insegnato queste verità; e se di tempo in tempo l’uno o l’altro di questi insegnamenti cade temporaneamente in disuso, tuttavia ricompare sempre – come la dottrina della reincarnazione decadde dal Cristianesimo ecclesiastico e per non poco tempo fu sommersa, ma oggi riaffiora nuovamente in tutta la sua attualità.
Le Religioni contengono le medesime verità fondamentali e differiscono soltanto nei particolari.
La Società Teosofica ha la missione di spargere queste verità in ogni Paese, quantunque nessun singolo membro sia tenuto ad accettarne alcuna; ad ogni membro è lasciata assoluta libertà di studiare come vuole, di accettare o rifiutare.

In fatto di etica la Teosofia fonda i suoi insegnamenti sull’unità, e vede in tutte le forme l’espressione di una Vita comune, per cui il danno di uno è il danno di tutti. Fare il male, cioè mettere del veleno nel fluido vitale dell’umanità, è un delitto contro l’unità.
La Teosofia presenta ai suoi studiosi i sublimi insegnamenti morali di tutte le religioni, di tutte le fedi del mondo.La Società Teosofica non ha alcun codice da imporre; ma la Società cerca di innalzare i suoi membri al disopra del livello ordinario col presentar loro costantemente i più alti ideali e con l’infondere in loro le più sublimi aspirazioni.

Si dice sovente che la Teosofia in sé non è una religione, ma le verità sulle quali sono basate tutte le religioni. Ciò è vero; ma da un altro punto di vista si può dire che essa è ad un tempo filosofia, religione e scienza.

Cronologia della società teosofica :
Ho cercato qui di organizzare i fatti principali della Storia Teosofica, a partire dall’organizzazione della Società Teosofica (principalmente la ST Adyar).

1875 La fondazione della Società Teosofica, a New York. Membri di spicco in questo periodo sono H.P. Blavatsky, Henry Steell Olcott, William Quan Judge (citato da James Joyce nell’Ulisse che guarda a caso nella sua parte sulla maga Circe viede proprio ispirato alle Isole di Brissago quando è ospite della Baronessa Saint Léger).
1877  Viene pubblicata Iside Svelata, scritta da H.P. Blavatsky.
1888 Blavatzky pubblica la dottrina segreta

La società Teosofica si diffonde in tutto il mondo e oggi conta 30’000 membri all’incirca sparsi in gruppi e centri in tutto il globo.

La seguente conferenza si limita ad analizzare alcuni personaggi che hanno espresso la volontà di fondare il convento laico teosofico “Fraternitas” e gli anni che hanno preceduto all’effettiva nascita di Monte Verità dal 1885 al 1896.

1875 Nascita della Società Teosofica e diffusione molto veloce a livello internazionale delle idee teosofiche. Elenco quì di seguito alcune pietre miliari che serviranno in seguito per situare l’analisi e progredire nel contesto storico :

I fatti che legano Monte Verità alla Società Teosofica sono i seguenti :

A) Siamo nel lontano 1885 e HPB a seguito del caso Coulomb (che approfondiremo nella parte dedicata a Madame Blavatzky) parte da Adyar accompagnata da Franz Hartmann per non farvi più ritorno.

1889 HPB vive dalla Contessa Wachmeister a Londra e sempre nel 1889 Pioda, Wachmeister, Hartmann e  “sognano” il convento laico Fraternitas ad Ascona. Ma nel 1890 Pioda deve sedare la rivoluzione liberale ticinese invece che fondare il menzionato convento laico Fraternitas.

Per quanto riguarda Blavatzky teniamo presente che per una donna a quell’epoca la libertà era pressoché impossibile e HPB aveva una sete di libertà e avventura unite ad un ambizione totale.

 

Qualche nome di teosofo famoso

Scrittori:

• William Butler Yeats, poeta anglo-irlandese e drammaturgo (1865-1939);

• Lewis Carrol (Charles Lutwidge Dodgson), autore di libri su Alice, Sylvie e Bruno, etc. (1832-1898);
• G. Kahlil Gibran, celebre poeta e scrittore di origine libanese (1883-1931) (cfr. “Il Profeta: la vita e il tempo di Kahlil Gibran”, Robin Waterfield) (New York: St. Martin’s Press, 1999, pag. 225) (1833 – 1931);
• Sir Arthur Conan Doyle, autore inglese delle storie di Sherlock Holmes, spiritista (1859-1930);
• Jack London, romanziere americano (1876-1916);
• E.M. Forster, romanziere inglese del “Passaggio in India”, (1879-1970);
• James Joyce, romanziere irlandese di “Ulisse”, “Finnegans Wake”, etc. (1882-1941);
• D.H. Lawrence, romanziere inglese autore de “The Plumed Serpent”, (1885-1930);
• T.S. Eliot, poeta anglo-americano e critico (1888-1965);
• Henry Miller, romanziere autobiografico bohémien (1891-1980);
• Edouard Schurè, scrittore, critico letterario, poeta, storico e filosofo francese (1841 – 1929);

. Jules Verne (esoterista)

F.L. Wright (1876-1937) (non membro ma influenzato)

Scienziati e inventori:

• Thomas Edison, inventore americano della luce elettrica, del fonografo, etc. (cfr. “The Theosophist”, agosto 1931, pag. 657) (1847-1931);
• Camille Flammarion, astronomo francese (1842-1925);
Pittori e altri artisti:

• Piet Mondrian, pittore olandese, primario esponente del movimento de Stijl (1872-1944);
• Paul Gauguin, pittore francese post-impressionista e primitivista (1848-1903);
• Vassily Kandinsky, fondatore russo dell’arte non-oggettivista, influenzato dalla Teosofia, pur non essendo socio (1866-1944);
• Paul Klee, eccentrico artista svizzero del Der Blaue Reiter e della Scuola Bauhaus (1879-1940);

Musicisti:

• Gustav Mahler, compositore sinfonico (1860-1911);
• Jean Sibelius, compositore musicale finlandese ispirato dal “Kalevala” (1865-1957);
• Alexander Nikolaievitch Scriabin, compositore russo. “I concetti teosofici hanno fornito le basi per l’opera orchestrale “Poema dell’Estasi” (1908) e per il “Prometeo” (1911), conosciuti per la proiezione di colori su di uno schermo durante l’esibizione” (1872-1915);

Attori e stars : 

• Shirley MacLaine, attrice di film americana (nata nel 1934).
• Elvis Presley, musicista americano di rock n’ roll (1935-1977)

Jennifer Beals (Flashdance)

Leader spirituali :

Il Dalai Lama (tesserato nel 2011 come membro onorario durante il congresso americano della ST durante la presidenza di Tim Boyd, oggi presidente internazionale).

Nel 1889 Alfredo Pioda, consigliere nazionale e teosofo di Locarno con Franz Hartmann e la contessa Constance Wachmeister sogna, senza poterlo realizzare, un convento laico teosofico che chiamerebbe “Fraternitas” sulla cosiddetta Monescia, l’attuale Monte Verità.

Ma chi sono questi 3 personaggi così legati a HPB ?

1) Alfredo Pioda

 

Alfredo Pioda (Locarno1º novembre 1848 – Locarno7 novembre 1909) è stato un filosofogiurista e politico svizzero.

Pioda era il figlio del chirurgo Giacomo (morto nel 1852) e di sua moglie Carolina Bazzi. Ha ricevuto la sua educazione al ginnasio a Locarno per poi frequentare il collegio Landriani e il liceo di Lugano. Ha studiato giurisprudenza alle università di PisaTorino e Heidelberg conseguendo la laurea nel 1870. Dopo una breve pratica di avvocato a Milano ritornò a Heidelberg dove ottenne una seconda laurea in filosofia.

In seguito Pioda si stabilì a Locarno per lavorare negli ambiti di storialetteraturateosofia e spiritismo. Pubblicò molti articoli in varie riviste e libri su questi argomenti, inoltre fece il lavoro di traduttore. In politica si candidò prima al livello comunale e divenne membro del consiglio comunale di Locarno dal 1884 al 1887. Inoltre è stato membro del Gran Consiglio del Canton Ticino dal 1893 al 1909 e poi del Consiglio nazionale. Alfredo Pioda militava per il partito liberale radicale e diventò presidente del partito nel 1900.[1]

Nel 1889 Pioda insieme a Franz Hartmann e Constance Wachtmeister cercava di costruire un convento di teosofia con il nome Fraternitas sull’allora Monescia, che era per gran parte proprietà sua. Il convento non è stato realizzato. Nel 1900 i fondatori della cooperativa del Monte Verità si stabilirono su quel terreno.[2][3]

In Italia il primo Centro di Studi Teosofici viene fondato in collaborazione con Alfredo Pioda che pubblica “teosofia” nel 1889, il primo opuscolo, edizione sistematica delle teosofiche in lingua italiana.

2) Franz HARTMANN

Il fedelissimo direttore amministrativo di Adyar, quartier generale della società teosofica in India e al fianco di HPB durante lo scandalo Coulomb

Il Teosofo, negli Stati Uniti e in India
Conobbe e apprezzò il libro di Helena Blavatsky Iside, svelata nel 1882 e, dopo un altro trasferimento a New Orleans, divenne membro della Loggia della Società Teosofica all’inizio del 1883. In seguito al desiderio di conoscere personalmente Blavatsky, Hartmann la contattò per lettera. Fu invitato da lui a venire in India, al quartier generale del TG, ad Adyar vicino a Madras.  Seguendo l’esempio di alcuni importanti teosofi di Adyar, Hartmann si convertì al buddismo, in breve tempo divenne il confidente più vicino a Blavatsky e infine direttore amministrativo della sede della Società Teosofica ad Adyar, suo Quartier Generale. Hartmann si occupò intensamente degli insegnamenti della teosofia, approfondì la filosofia del Buddismo e dell’Induismo e si occupò delle diverse forme di yoga. Mentre Blavatsky era assente da Adyar durante un viaggio in Europa nel 1884, la controversa vicenda Coulomb cominciò a fare marea, influenzando sia la reputazione di Blavatsky che della Società Teosofica. Hartmann, come membro del Consiglio di controllo della ST ad Adyar, cercò di difendere Blavatsky, entrando così in conflitto con i teosofi arrabbiati contro Blavatzky all’interno della stessa Società Teosofica e l’opinione pubblica influenzata sfavorevolmente dal rapporto. Questi fatti hanno posto termine all’esercizio della funzione esecutiva di Hartmann presso ad Adyar e hanno reso impossibile il suo ulteriore soggiorno in India. Insieme a Blavatsky, il cui soggiorno in India non era più desiderato dopo questi incidenti, lasciò il paese nella primavera del 1885 per non farvi mai più ritorno. Arrivato a Napoli, dopo pochi giorni si separò definitivamente da Blavatsky nel migliore dei modi.

 

Hartmann può essere considerato uno dei più importanti pionieri della teosofia nel mondo di lingua tedesca. Oltre ai suoi numerosi contatti, ha raggiunto un vasto e influente pubblico attraverso numerose conferenze e pubblicazioni. Ha creato collegamenti tra il mondo religioso-mistico dell’India e l’Europa, contribuendo così in modo significativo alla diffusione delle filosofie orientali in Occidente.

3) La contessa Wachtmeister

Constance Georgina Louise Bourbel de Monpincon nata a Firenze nel 1838 da padre francese e madre inglese. Moglie del conte Wachtmeister, ministro degli affari esteri svedesi. La Contessa si unì alla Società Teosofica nel 1881. Morì nel 1910.

Fu la compagna e collaboratrice di Helena Petrovna Blavatsky dal 1885 fino alla morte dell’HPB nel 1891. Insegnò ampiamente negli anni Novanta del XIX secolo e aiutò Annie Besant a formare le logge negli Stati Uniti dopo lo scisma Americano ad opera di Judge (uno dei fondatori).

Wachmeister ha dichiarato di Blavatzky :  “Ho condiviso la sua stanza e sono stata con lei mattina, mezzogiorno e notte. Ho avuto accesso a tutte le sue scatole e cassetti, ho letto le lettere che ha ricevuto e quelle che ha scritto”. Wachtmeister divenne “angelo custode di Blavatsky, durante gli anni della composizione della Dottrina segreta in Germania e Belgio, ha stampato il suo resoconto di una serie di eventi straordinari dell’epoca. Nelle sue Reminiscenze Wachmeister scrive : “La Dottrina Segreta sarà davvero un’opera grande e grandiosa. Ho avuto il privilegio di osservarne i progressi e di leggere i manoscritti”.

Wachtmeister scrisse: “Quando una copia stampata fu messa nelle mie mani, fui grata di sentire che tutte queste ore di dolore, fatica e sofferenza non erano state vane, e che H.P.B. aveva potuto compiere il suo compito e dare al mondo questo grande libro, che, mi disse, avrebbe dovuto aspettare tranquillamente fino al secolo successivo per essere pienamente apprezzato, e che sarebbe stato studiato solo da pochi ora.

 

Alcuni episodi della vita di Mme Blavatzky

Le lettere originali dei Maestri che hanno voluto la Società Teosofica sono conservate a Londra nella British Library, dove possono essere vedute previa concessione di un permesso speciale rilasciato dal Dipartimento dei Manoscritti Rari. Nel maggio 1882 fu acquistato un vasto podere ad Adyar (nel sud dell’India vicino a Madras) dove, alla fine dell’anno, fu trasferita la Sede Centrale della Società Teosofica. Questo centro divenne presto il punto irradiante di un’attività teosofica di ampiezza mondiale. Madame Blavatsky ed il Colonnello Olcott si impegnarono in viaggi verso lontane regioni, fondarono sedi e gruppi, ricevettero visitatori, mantennero un’enorme corrispondenza con tutti coloro che richiedevano informazioni ed arricchirono il loro giornale con argomenti di interesse spirituale/teosofico, il cui scopo principale fu di rivitalizzare gli interessi sopiti di una parte dell’India nei confronti del valore spirituale delle proprie antiche scritture. Il Colonnello Olcott nel febbraio 1884 partì per Londra per presentare una petizione al governo britannico in favore del Buddismo di Ceylon. H.P.B. che allora non godeva di buona salute andò con lui in Europa.

Dopo un soggiorno di quasi 5 mesi a Parigi ed a Londra, H.P.B. andò in Germania,  e fu attivamente impegnata a scrivere la sua seconda opera “La Dottrina Segreta”. Nel frattempo ad Adyar le fu lanciato un attacco diffamatorio da parte di Alexis ed Emma Coulomb (due membri del suo staff ad Adyar). La Blavatsky rientrata ad Adyar per conoscere i dettagli della situazione voleva citare in giudizio la coppia per diffamazione ma a seguito delle incomprensioni con alcuni dirigenti della Società Teosofica che non la sostennero, rassegnò le dimissioni da Segretario incaricato della corrispondenza della Società. nel 1885 partì per l’Europa per non far più ritorno sul suolo indiano. Le calunnie dei Coulomb, 100 anni dopo, sono state ufficialmente smentito dalla stessa Società di Ricerce Psichiche che aveva formulato il rapporto conto Blavatzky del 1884.

H.P.B., dopo aver lasciato l’India per l’Europa soggiornò inizialmente in Italia e poi, nell’agosto 1885 in Germania, dove lavorò su “La Dottrina Segreta”. Nel 1887, in seguito all’invito dei teosofi inglesi, si trasferì a Londra e dopo il suo arrivo in Inghilterra le attività teosofiche si rimisero rapidamente in moto.

Le conclusioni della mia ricerca :

Ascona e Monte Verità non hanno mai ospitato un grande centro  teosofico in senso stretto. Non vi si è mai costruito un immobile di propietà della società Teosofica (come Naarden, Adyar, Wheaton, Krotona, etc. (http://www.ts-adyar.org/directory). Vi hanno però vissuto o soggiornato esponenti importanti della storia della società teosofica che sono stati fondamentali per la sua storia, questo è certo, ma Monte Verità e la sua Utopia restano un fenomeno diverso. Monte Verità è qualcosa di a sé stante e ha visto sfilare attorno ai suoi luoghi molte storie legate alle vicende personali, sicuramente eccezionali, delle personalità che vi hanno soggiornato o ne sono state partecipi. Sicuramente l’impulso teosofico ha giocato un ruolo importante assieme alle condizioni geografiche, alla neutralità svizzera e allo sviluppo molto arretrato della regione circostante che non ha ostacolato lo sviluppo di germi anarchico-sovversivi. Questo tipo di manifestazioni Utopistiche sebbene affascinanti hanno solo marginalmente a che vedere con la teosofia. È comunque importante notare che libertà (e quindi liberazione politica, della donna o sessuale intesa come non repressione delle diversità sono sicuramente un corollario degli ideali teosofici che però rinnegano il ricorso alla violenza o la deriva verso il vizio in ogni sua forma). Per quanto riguarda Monte Verità, nei rispetto quindi degli ideali teosofici, la sua storia unica ne fa un luogo eccezionalmente favorevole per la diffusione artistica, scientifica, culturale, spirituale e teosofica naturalmente.

Testo da leggere : Vertià, bontà, bellezza

Andrea Biasca-Caroni

Rappresentante presidenziale della Società Teosofica Svizzera

Il centro di Zurigo cresce. Presto gruppi a Coira e Basilea. Il suo presidente, Frank Henkel, sulla rivista teosofica Tedesca


Saggezza, conoscenza e forza dei confratelli precedenti

Nella nostra vita quotidiana, come nella Società Teosofica, incontriamo spesso persone che dubitano delle proprie capacità.
Rappresentano la credenza autoaffermativa, non hanno la conoscenza o la forza per sviluppare questo e quello per se stessi.
Tali credenze di solito sorgono nell’infanzia. Perché i bambini mettono in relazione tutto ciò che accade nella loro vita con se stessi e: sono fermamente convinti di essere responsabili di “tutto”.
Da adulti abbiamo sviluppato una maggiore razionalità, motivo per cui possiamo spiegare meglio molte cose, ma le credenze della nostra infanzia sono diventate saldamente radicate nella nostra mente.
I “sensi di colpa” di allora, il dolore profondo che ne deriva, sono stati soppressi o semplicemente coperti razionalmente da noi per molto tempo, ma credenze come: “Non posso farlo; sono troppo stupido per questo; non ho conoscenza e forza, non ho talento per qualcosa del genere, ecc. ecc. ecc.
Dobbiamo il desiderio del nostro cuore di un “fratello maggiore” al dolore dell’infanzia, che a molti bambini sembrava quasi insopportabile. Un fratello che, analogamente al coraggioso eroe della leggenda, è sempre e sempre presente. Amante e pieno di compassione, confortante, comprensivo ed eroicamente difende il fratello minore. Naturalmente, questo fratello maggiore dovrebbe avere anche attributi come: molto più grande, più forte e più forte cresciuto, molto più esperto, molto più competente di te stesso.
E naturalmente non abbiamo pensato al perché e al perché questo fratello avrebbe quegli attributi che ci piacerebbe tanto avere. Ci è bastato sapere che era “il nostro fratello maggiore”.
Non abbiamo nemmeno dovuto usare la nostra immaginazione per sapere che questo fratello ci avrebbe certamente aiutato ad uscire da ogni situazione difficile, da ogni minaccia, proprio come i fratelli fanno gli uni per gli altri – non è vero.

Dal desiderio di questo cuore profondo di quel tempo, la domanda è rimasta per molti: Cosa sarebbe successo se avessi avuto un fratello o una sorella maggiore? Ad essere onesti, non sarebbe anche meraviglioso e molto desiderabile avere oggi un fratello così amorevolmente aiutante al tuo fianco come hai sognato nella tua infanzia?

Un fratello che conosce già dalla sua stessa esperienza molte – se non la maggior parte – delle situazioni di vita opprimenti che ancora oggi ci opprimono; un fratello che ha vissuto pensieri, sentimenti, emozioni ed azioni simili, che ha commesso errori simili e ha sofferto fallimenti e dolori simili, che tuttavia è emerso rafforzato e purificato sotto ogni aspetto da tutte queste esigenze di vita. Un fratello che, pieno di comprensione e compassione, è sempre al nostro fianco.

Noi teosofi conosciamo la divinità del dovere e il valore di tale fratellanza.
Sappiamo che senza i nostri fratelli precedenti non ci sarebbe stata una fratellanza teosofica nel mondo.
Sappiamo che anche la nostra grande insegnante Helena Petrovna Blavatsky aveva i suoi fratelli, insegnanti e maestri. Le ascese Mahatmas Morya (M.) e Koot Hoomi (K.H.), che avevano anche i loro fratelli maggiori precedenti, come ogni uomo e fratello nella catena relativamente infinita e ininterrotta dell’evoluzione cosmico-universale.
L’insegnamento della saggezza divina ci dice anche che l’essere umano della prima umanità iniziale non è stato separato nel sesso androgino e che egli ripristinerà questo stato nel corso della sua ulteriore evoluzione come autosviluppatore.
Per questo la teosofia non fa distinzione tra uomo e donna fin dall’inizio e, in generale semplificando, parla sempre e solo dei Fratelli della Fraternità.

Nelle leggibili tradizioni scritte delle lettere dei mahatma, ogni lettore impara come quei mahatma dell’epoca scelsero e iniziarono la Chela Blavatsky per fondare la Società Teosofica alla fine del XIX secolo come veicolo terreno di fratellanza cosmica.
Abbiamo letto di un’epoca che da un lato praticava la Fenomenologia Spiritistica e dall’altro cercava di classificare e dividere il suo popolo secondo i gruppi etnici. Un modo di pensare che voleva separare e dividere le persone secondo una volontà completamente egoistica. Pensieri che si oppongono completamente ad una fratellanza mondiale senza distinzione di razza, fede, sesso, stato o colore della pelle.

Il fatto che la Società Teosofica sia stata comunque fondata, nonostante tutti questi pensieri e resistenze, e che nel frattempo possa affermarsi in più di 60 paesi del mondo, è dovuto esclusivamente all’amore, alla compassione, alla misericordia e al continuo atto di forza dei precedenti fratelli e maestri.

Inoltre, noi teosofi conosciamo l’individuo che si evolve da solo, la cui evoluzione è strettamente legata alla fratellanza applicata. Una conoscenza già impartita da Gesù, l’Avatar di Nazareth, che diceva: “Chi conserva la sua vita la perderà, chi rinuncia alla sua vita per me vivrà per sempre”.
Ciò che si intende è: Chiunque vive la sua vita nel suo essere inferiore, la sua personalità terrena, pensa solo a se stesso e al proprio vantaggio, è se stesso il prossimo, ergo, si aiuta davanti a suo fratello, perderà la sua vita, perché questo tipo di vita è transitorio.
Ma colui che riconosce la vita e se stesso (Nosce te ipsum), ergo cerca di vivere nel suo essere superiore, il suo essere Christos o Cristo, colui che pone la vita del fratello al di sopra della propria vita, trova l’immortalità, trova la vita eterna.

Ma noi teosofi sappiamo per esperienza che noi soli e senza l’aiuto fraterno ci perdiamo rapidamente nell’infinito dell’evoluzione; che ogni individuo che cerca il proprio cammino, il proprio cammino divino verso l’alto, si trova a innumerevoli incroci e spesso non sa più nulla.

Che meraviglia, se non per descriverlo con parole davvero azzeccate, quando in un crocevia così confuso e confuso si conosce un fratello maggiore al proprio fianco, che conosce esattamente questo “crocevia” per esperienza personale, che si trovava, anche se molto tempo fa, in un luogo simile e se ne è venuto a conoscenza con grande gratitudine e sollievo per l’aiuto di un fratello maggiore.
Dalle nostre esperienze e dagli insegnamenti tradizionali della saggezza, noi teosofi sappiamo che il nostro sacro dovere, che ogni fratello maggiore, il fratello minore e il fratello che segue, sta aiutando al meglio le sue conoscenze e la sua coscienza. “Ognuno porta il peso dell’altro”, il grande iniziato e Avatar Gesù sapeva come esprimersi.
La Fratellanza Teosofica ha sollevato tre obiettivi da tutto questo:
1. formare un nucleo della fratellanza universale dell’umanità, senza distinzione di razza, fede, sesso, classe o colore della pelle.
2. incoraggiare lo studio comparativo della religione, della filosofia e della scienza.
3. indagare le leggi della natura ancora inspiegabili e le forze latenti nell’uomo.
La realizzazione di questi tre obiettivi descrive, per così dire, le specifiche di ogni Fratello Teosofico, perché ogni aiuto fraterno deve essere fondato sulla conoscenza e sulla coscienza. Il libero arbitrio dell’individuo decide sempre se si vuole seguire la fratellanza esoterica o esoterica, la scuola esterna o quella interna.
Quest’ultimo diventerà certamente più chiaro con l’esempio delle vecchie scuole del mistero. Prendiamo le scuole di Pitagora del VI secolo a.C. Già quelle scuole erano divise in scuole esterne ed interne. Tutti i candidati dovevano avere “una reputazione impeccabile e un carattere di contenuto”.
Nelle scuole esterne, gli studenti selezionati rimasero in famiglia e conducevano una normale vita sociale. Il materiale didattico insegnato era puramente esoterico, il che significa che si usava un linguaggio allegorico, cioè pittorico e relativamente comprensibile, che certamente trasmetteva tutti gli argomenti di religione, scienza e filosofia, ma senza la rispettiva chiave di lettura delle saggezze e verità divine più profonde.
Nelle scuole interne gli alunni vivevano e vivevano come in un collegio, su terreni scolastici inaccessibili a persone non autorizzate. Queste scuole interne hanno formato i loro studenti in tre gradi:
1° grado = ascoltatore. Dovevano rimanere in silenzio per due anni, osservare, studiare e cercare di dominare lo studioso.

2° grado = matematico. A loro è stata insegnata la geometria e la musica, la natura del numero, la forma, il colore e il tono.
3° grado = fisico. Hanno studiato cosmogonia e metafisica. Alla fine di questo studio sono stati iniziati ai misteri.
Erano insegnati nella lingua della saggezza arcaica, il sanscrito.
Il sanscrito è un linguaggio scientifico in cui ogni lettera ha un valore numerico, con un tono corrispondente della scala diatonica e quindi un significato corrispondente.
Nelle frasi scritte, senza spazi, le lettere sono state scritte da destra a sinistra e tutte le consonanti sono state scritte in successione. Le vocali in senso stretto non erano ancora note. Tuttavia, uno ha inserito alcune differenziazioni del suono da linee più piccole, punti, forme o loro combinazioni in ogni caso sopra la consonante, riconoscibile solo per Insider, che potrebbe cambiare naturalmente le rispettive affermazioni nel loro Sensus facilmente a fortemente.

Il sanscrito ha avuto quindi l’effetto di essere una sorta di linguaggio segreto o segreto, motivo per cui i fratelli maggiori sono stati qui indicati anche come

Il sanscrito funzionava quindi come una sorta di linguaggio segreto o segreto, motivo per cui i fratelli maggiori erano molto popolari anche qui come tutor o tutor privati.
Oggi il sanscrito è una lingua morta che quasi nessuno può capire, figuriamoci decifrare. Tuttavia, tutte quelle saggezze che all’epoca erano state tramandate dai fratelli precedenti, poi trasmesse nelle Scuole del Mistero attraverso il sanscrito, corrispondono alla verità divina. Solo questa verità divina include il fatto che tutto è collegato a tutto, che tutto è vita nel cosmo e negli innumerevoli universi. Nulla è senza vita, e l’uno confluisce nell’altro come il maggiore evolve il minore e si assimila di nuovo dopo i tempi.

E’ facile capire che quest’ultimo aspetto è particolarmente vero per i teosofi. Perché tra noi ci sono molti “fratelli maggiori” che, non necessariamente per l’età attuale, ma per l’enorme patrimonio di esperienze e conoscenze, possono essere considerati più avanzati. Questi fratelli maggiori vivono soprattutto con gioia il loro dovere di trasmettere la conoscenza della dottrina della sapienza.
È molto importante trattare questi fratelli maggiori con fiducia, così come si fidano dei loro fratelli maggiori.

Perché siamo tutti fratelli e siamo tutti collegati attraverso l’ininterrotta catena cosmica della fraternità con i nostri rispettivi fratelli maggiori precedenti.

Tuttavia, e questo è sottolineato esplicitamente dalla dottrina divina della sapienza:
“Non credere a nulla che la tua coscienza ti dica che è sbagliato, non importa da dove viene. Tuttavia, siate aperti e di mentalità aperta. Fate attenzione a non respingere alcuna verità e allontanatevi da qualcosa che potrebbe essere di inestimabile beneficio e aiuto a tutti coloro che amate così come ai vostri simili esseri umani – così come a voi stessi”.

Panta Rhei, tutto scorre, e tutto scorre dentro e con l’altro; quindi tutta la conoscenza, tutta la saggezza, tutta la potenza dei fratelli precedenti, i maestri ascesi, i Chohan, e inoltre, tutto e pervadendo tutto, all’infinito.

Namaste

Frank Henkel
Presidente della Società Teosofica nella Svizzera di lingua Tedesca

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Weisheit, Wissen und Kraft vorausgehender …

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Marco Boccadoro, 10.3.2019. Bellezza, Saggezza e Armonia nella ricerca spirituale


Marco Boccadoro
10.3.2019
Seminario Teosofico-Marco-Boccadoro
Cos’è la bellezza?
Per Plotino, è una qualità che diventa sensibile alla prima impressione. L’anima, avendola riconosciuta, le si accorda, e allo stesso modo quando è impressionata da una cosa brutta, si agita, la rifugge e la respinge . L’anima , che è vicina all’Essere Immanente, si compiace di contemplare ciò che è dello stesso genere suo, si ricorda di sè e di ciò che le appartiene.
“La bellezza è materia che partecipa di un’idea venuta dagli Dei, se non partecipa né di una ragione né di una forma è il brutto assoluto.”
“Il Bello intelligibile è il luogo delle idee , e il Bene che è al di là lo dirà sorgente e principio del Bello.”[1]
Claude Bragdon [2], riflette sui parallelismi tra Teosofia e Bellezza in un suo affascinante libro in cui enuncia le sette regole della bellezza nell’arte.
Vi avevo già accennato in un precedente seminario, ma vale la pena ricordarle brevemente.
Si tratta di leggi per lo più inconsce che gli artisti, gli architetti hanno seguito nella storia, per creare la Bellezza.
La prima regola è che la bellezza segue la legge dell’Unità che ben conosciamo in teosofia.
Quando pensiamo ad esempio alla cattedrale di Notre Dame, la ricordiamo come un qualcosa di unico, una complessità coordinata.
La seconda legge è la legge della polarità, della dualità, maschile e femminile, sole e luna, giorno e notte, fuoco e acqua. Nelle cattedrali gotiche la dinamica maschile – femminile è onnipresente, come pure i riferimenti ai numeri, siccome le logge massoniche del Medioevo che le costruivano erano custodi delle scienze esoteriche.
La terza legge è la trinità, il tre e i suoi multipli sono frequenti nelle chiese e nelle cattedrali, appunto.
La quarta legge è la consonanza o ripetizione, come ben noto in teosofia,: come il piccolo, cosi il grande. Secondo Hermes Trismegistos, ciò che esiste in grandi dimensioni c’è pure nelle piccole: “così sopra come sotto.”
Il microcosmo e il macrocosmo, come espresso modernamente anche dalla teoria dei frattali. Ogni foglia è un albero in miniatura, ad esempio. Nella musica la tonica torna in sé stessa nell’ottava, il tema vien ripetuto in minore, eccetera.
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La quinta legge è la diversità nella monotonia, ad esempio i capitelli delle colonne delle arcate del Palazzo Ducale a Venezia: simili ma molto diverse nel dettaglio. Così come tutti gli uomini sono fratelli, ma ognuno ha la sua unicità. L’identità non esclude la differenza.
La sesta legge è il cambiamento ritmico, pensiamo solo all’espansione e alla contrazione dell’universo.
La settima e ultima legge è l’irradiazione, come il Logos irradia la sua vita e luce nell’universo.
Esempi tra molti, il Colosseo, basato su un’ellisse, una figura generata da due punti focali, il Pantheon, basato sul cerchio, le linee delle Cattedrali gotiche che convergono verso un centro comune.
Krishnamurti mette in relazione bellezza e armonia:
“La bellezza non è nei Musei, nei dipinti, nelle statue, o ascoltare un concerto: la bellezza non è nella poesia o nel bel cielo di una serata o nella luce sull’acqua, o nel volto di una bella persona, o in un edificio. La bellezza non può essere percepita da una mente superficiale che è catturata dal disordine del mondo.
C’è bellezza solo quando la mente e il cuore sono completamente in armonia .”
Ed eccoci a riflettere sul significato di armonia, che significa equilibrio, pace, disposizione, proporzione, (derivante da armozein, cioè connettere, collegare) .
L’armonia è presente in tutta la Manifestazione, è la natura dell’universo, il consensus rerum .
La corrispondenza tra i corpi celesti, l’anima, il corpo, e gli elementi della composizione musicale era stata enunciata molte volte nell’antichità. L’ armonia celeste era stata cantata nella Bibbia e la definizione di Boezio di condivisione tra musica del pianeta, umana e strumentale ha rivendicato l’autorità delle arti liberali per dieci secoli.
Keplero, nel quarto libro dell’Harmonices Mundi [3], scopre l’armonia fisica nel movimento dei pianeti, scopre cioè che la differenza tra le velocità angolari massime e minime di un pianeta nella sua orbita approssima una proporzione armonica, e armonie musicali, una specie di coro celeste.
Infatti, i pianeti sembravano approssimare le armonie rispetto alle proprie orbite. Le velocità massime e minime di Saturno (misurate in termini di secondi d’arco visti dal Sole) differivano di un rapporto 4/5 quasi perfetto (la terza maggiore, in musica). I moti estremi di Giove differivano di un rapporto 5/6 (una terza minore ). Le orbite di Marte, Terra e Venere si approssimavano alle seguenti armonie: 2/3 (chiamato “diapente”) per Marte; 15/16 per la Terra, o la differenza tra mi e fa.
Se L’armonia è la natura dell’universo, l’armonia interna è però il presupposto della ricerca spirituale.
La signora Blavatski scrive, nella Voce del Silenzio [4]:
“Prima che l’anima possa vedere, deve raggiungere l’armonia interna, e gli occhi della carne devono essere resi ciechi ad ogni illusione.”
3
L’armonia interna, la virtù, sono, diciamo così, l’equipaggiamento del candidato, necessario per percorrere il Sentiero spirituale:
“La scala per cui sale il candidato è fatta di gradini di sofferenze, queste non possono essere ridotte al silenzio che dalla voce della virtù….Guai a colui che osa contaminare un sol gradino con i piedi fangosi.”
Anche Giordano Bruno [5] ci ammonisce sulla necessità del sentiero di purificazione.
“Non è armonia e concordia dove è unità, dove un essere vuol assorbir tutto l’essere; ma dove è ordine et analogia di cose diverse; dove ogni cosa serva la sua natura. Pascasi dumque il senso secondo la sua legge de cose sensibili, la carne serva alla legge de la carne, il spirito alla legge del spirito, la raggione a la legge de la raggione: non si confondano, non si conturbino. Basta che uno non guaste o pregiudiche alla legge de l’altro, se non è giusto che il senso oltragge alla legge della raggione.”
Radha Burnier [6] scrive:
“La scoperta dell’armonia è l’obiettivo dello yoga e di tutte le grandi opere; anche queste
svelano qualcosa — seppur in modo frammentato — di questa verità fondamentale.
Uno dei Mahatmas scrisse: “riconosciamo solo una legge nell’universo, la legge dell’Armonia, dell’ equilibrio perfetto. Cioè l’esistenza del più sottile sattvaguna o qualità, il che implica la scoperta di cosa significhi veramente yoga.”
Lo “spirito astrale” (corpo mentale superiore?), per Marsilio Ficino, è in grado di percepire l’armonia della Manifestazione, il collegamento tra tutte le cose, l’anima mundi:
“Dal trattato di Sinesio sui sogni, il Ficino desume l’idea di uno spirito astrale collocato fra il corpo e l’anima mundi. La tesi di un pneuma luminoso di natura siderale che cola nelle vene è Aristotelica. ….Nel sonno e nell’estasi, quando i sensi tacciono, lo spirito può vagare da un’estremità all’altra dell’anima mundi; abbandona il corpo del dormiente migrando nelle regioni dell’immaginario per assistere alle visioni di cui è il protagonista ; può sentire l’armonia delle sfere impressa nell’anima durante la sua discesa sulla terra. ” [7]
Viviamo l’era dell’informazione, pervasiva, ossessiva, e della conoscenza a portata di mano. La saggezza è però un’altra cosa.
Dice Krishnamurti: Nella nostra ricerca di conoscenza, nei nostri desideri acquisitivi, stiamo perdendo l’amore, stiamo smorzando il sentimento per la bellezza, la sensibilità alla crudeltà; stiamo diventando sempre più specializzati e sempre meno integrati. La saggezza non può essere sostituita dalla conoscenza, e nessuna quantità di spiegazione, nessuna accumulazione di fatti, libererà l’uomo dalla sofferenza. La conoscenza è necessaria, la scienza ha il suo posto; ma se la mente e il cuore sono soffocati dalla conoscenza e se la causa della sofferenza viene spiegata, la vita diventa vana e priva di significato …
L’informazione, la conoscenza dei fatti, sebbene sempre crescente, è per sua natura limitata. La saggezza è infinita, include la conoscenza e il modo di agire; ma prendiamo un ramo e pensiamo
4
che sia l’intero albero. Attraverso la conoscenza della parte, non possiamo mai realizzare la gioia del tutto. L’intelletto non può mai portare al tutto, perché è solo un segmento, una parte.
Abbiamo separato l’intelletto dal sentimento e abbiamo sviluppato l’intelletto a scapito del sentimento. Siamo come un oggetto a tre gambe con una gamba molto più lunga delle altre e non abbiamo alcun equilibrio. Siamo addestrati per essere intellettuali; la nostra educazione coltiva l’intelletto perché sia acuto, astuto, acquisitivo, e così gioca il ruolo più importante nella nostra vita. L’intelligenza è molto più grande dell’intelletto, perché è l’integrazione della ragione e dell’amore; ma può esserci intelligenza solo quando c’è conoscenza di sé, profonda comprensione del processo totale di sé.”[8]
Ma torniamo all’argomento iniziale, l’armonia. Ma siamo poi in armonia con l’universo? L’umanità è sì collegata da internet, però divisa da migliaia di lingue, centinaia di caste, religioni, sette religiose e ideologie politiche.
Invece di essere agenti di amore e servizio, molti gruppi incoraggiano le differenze, le critiche, l’opposizione e gli attacchi agli altri.
Chi segue il sentiero della ricerca teosofica sa bene che è necessario invece rifuggire dalla tirannia della materia, dalla separatività, dall’egoismo, dai desideri, per raggiungere l’ armonia con il Sé, la consapevolezza, e sentire la musica celeste, percepire l’unità della vita.
Solo così, forse, si potranno risolvere, almeno in parte, i problemi del pianeta, le guerre, la violenza, la fame, la povertà, l’inquinamento, tutto questo Male, e lasciar entrare il Bene, e Bellezza, Saggezza, Armonia.
Bibliografia:
[1]Plotino, Enneadi, I 6, 1-2, Bompiani, 2000.
[2] Claude Fayette Bragdon, the Beautiful Necessity, start classics
[3] Johannes Kepler, Harmonices Mundi, 1619. (Ioannis Keppleri Harmonices mundi libri V)
[4] H.P. Blavatsky, La Voce del Silenzio, ETI, 2012
[5] Giordano Bruno Nolano, De gli eroici furori, in Dialoghi filosofici italiani, a cura di Michele Ciliberto, Mondadori, Milano 2000
[6]Radha Burnier , On the Watch-Tower, The Teosophist, 2012
[7] B. Boccadoro, Enciclopedia della Musica, Einaudi
[8] J.Krishnamurti, The Book of Life, Harper San Francisco, 1995

Foto : Seminario Teosofico-Marco-Boccadoro

 

Da venerdì 22 a domenica 24 marzo 2019 si svolgerà ad Ascona il consueto seminario teosofico europeo


Da venerdì 22 a domenica 24 marzo 2019 si svolgerà ad Ascona il consueto seminario teosofico europeo. Si tratta di un’occasione propizia per avvicinarsi agli studi teosofici. L’entrata a singole conferenze è libera, non sono necessarie conoscenze particolari, le conferenze sono in italiano.

https://teosofia.me/seminarioeuropeo/

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SEMINARIO TEOSOFICO EUROPEO 2019

Hotel Ascona, Via Signore in Croce 1

6612 Ascona

22-24/3/2019

BELLEZZA, SAGGEZZA, ARMONIA NELLA RICERCA SPIRITUALE 

SEMINARIO TEOSOFICO A MONTE VERITA’

ASCONA (SVIZZERA)

22-24 marzo 2019

PROGRAMMA Clicca quì : SEMINARIO ASCONA 2019 (programma) definitivo

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SEMINARIO TEOSOFICO EUROPEO,

22-24/3/2019

HOTEL ASCONA

Via Signore in Croce 1

ASCONA (SVIZZERA)

http://www.hotel-ascona.ch

booking@hotel-ascona.ch

+41 91 785 15 15

SEMINARIO ASCONA 2019 (programma) definitivo

Entrata libera a singole conferenze, 18.- intero seminario (6.-/giorno)

Per chi desidera possibilità di pranzo (Menu a 30.-) e cena (30.-) vegano/vegetariano

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Eranos e la teosofia


Sono innumerevoli le propaggini della teosofia e una di queste è ad Ascona … (non credo neppure che sia in questo schema … ora guardo).

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… approposito di Eranos

Eranos

VIDEO : https://www.lanostrastoria.ch/medias/91334

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Un altro momento saliente nella storia della teosofia ad Ascona è quello della collaborazione tra Olga Froebe, iniziatrice degli incontri di Eranos, e Alice Bailey (che dal ’22 non è più socia di Adyar ma indipendente/espulsa).  Froebe e Bailey collaborarono dal 1930 al 1933 e ad Ascona furono sviluppate alcune idee e progetti importanti. L’utopia che collega questi due momenti è l’idea promossa dalla teosofia che l’umanità,  stia attraversando una fase di cambiamento profondo del proprio stato di coscienza e che questo cambiamento possa pure condurre anche a una trasformazione della sua organizzazione economica e sociale.

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I Colloqui di Eranos (che in greco indica il banchetto, ma di quel tipo che i latini chiamavano coena collaticia, nel quale ognuno porta qualcosa) furono iniziati nel 1933da Olga Fröbe-Kapteyn (1881-1962), su ispirazione di Rudolf Otto (specialista – nella tradizione di Friedrich Schleiermacher – di storia delle religioni presso l’Università di Marburgo, e traduttore di Platone).

Primo periodo (1933-1988)

Fondata nella “Casa Gabriella”, che suo padre aveva comprato nel 1926 sul Lago Maggiore, l’annuale conferenza (Tagung) permise a Olga Fröbe-Kapteyn di riunire in una sorta di “scuola di ricerca spirituale” i maggiori studiosi di religioni orientali e occidentali del suo tempo. Dotata di forte volontà, riuscì a coinvolgere Carl Gustav Jung e Martin Buber (che aveva incontrato a un seminario del 1924 nella comunità del Monte Verità, frequentata da personaggi quali il poeta Ludwig Derleth, l’attore Emil JanningsChaim WeizmannThomas Mann), coinvolgendo l’amica Alice Bailey e via via diversi studiosi, teosofi, e membri della nobiltà europea.

Dal 1949 e fino al 1978 ne divenne animatore l’orientalista Henry Corbin, che collocò la sede della Fondazione nella casa Eranos, una bella villa di Ascona.

Era lì che si svolgevano le Eranos Tagungen, conversazioni finalizzate allo “studio delle immagini e delle forze archetipali nei loro rapporti con l’individuo”, e più in generale all’esplorazione dei mondi interiori dell’uomo, condotta attraverso le metodologie scientifiche proprie di ognuno dei partecipanti.

Fino al 1988 ai colloqui di Eranos – incontri annuali, da sempre internazionali e multidisciplinari e i cui atti venivano pubblicati negli Eranos Jahrbuch – parteciparono intellettuali dediti a discipline diverse (religioni comparatesinologiaislamisticaegittologiaindologiachimicabiologiaastronomiamitologia comparatamisticismobuddhismo zenletteraturafilosofiascienze politichepsicologia), che però condividevano, tutti, l’attività di ricerca, e un orientamento culturale interdisciplinare a tonalità, in senso lato, spiritualista.

Tra questi: Martin BuberCarl Gustav JungMircea EliadeKároly KerényiGilbert DurandJames HillmanErik HornungRené HuygheGerardus van der LeeuwHans LeisegangKarl LöwithLouis MassignonErich NeumannAdolf Portmann (direttore dei “Colloqui di Eranos” dopo la morte di Fröbe-Kapteyn), Henri-Charles PuechGilles QuispelErwin RousselleTilo SchabertGershom ScholemPaul TillichHellmut WilhelmRobert Charles ZaehnerMarie-Louise von FranzHeinrich Zimmer (indologo), e gli italiani Ernesto BuonaiutiRaffaele Pettazzoni e Giuseppe Tucci.

 

Carl Gustav Jung , fondatore della psicologia analitica (1875 -1961). Non era interessato a Blavatsky, Leadbeater o Besant, ma era in frequente contatto con G.R.S. Mead – dopo che quest’ultimo aveva lasciato il T.S. nel 1909.

Carl Gustav Jung , founder of analytical psychology (1875 –1961). Was not interested in Blavatsky, Leadbeater or Besant, but was in frequent contact with G.R.S. Mead – after the latter had left the T.S. in 1909.

http://gnosis.org/library/grs-mead/mead_index.htm

GEORGE ROBERT STOW MEAD (1863-1933) è nato a Nuneaton, Warwickshire, Inghilterra. Veniva da una famiglia militare – suo padre era un colonnello del Royal Army Ordinance Corps – ma ha scelto di seguire una carriera accademica. Dalla King’s School, Rochester, andò al St. John’s College, Cambridge, per studiare matematica, ma passò alle classiche, dove si laureò con una laurea nel 1884. Nello stesso anno si unì alla Società Teosofica e decise di dedicare la sua vita alla causa della Teosofia.

Durante le sue vacanze, Mead lavorò come volontario presso la sede londinese della Theosophical Society, e in una delle sue visite, nel maggio 1887, incontrò per la prima volta H. P. Blavatsky. Fu subito affascinato, e due anni dopo H.P.B. ripagò la sua devozione dandogli la sua assoluta fiducia e nominandogli la sua segretaria privata. Oltre a gestire la corrispondenza di H.P.B., Mead curò anche la maggior parte delle sue successive opere pubblicate e agì, senza riconoscimento, come assistente alla redazione della sua rivista, Lucifero, per la quale aveva scritto in forma anonima fin dal primo volume.
Lavorando a stretto contatto con la Società Teosofica, Mead pubblicò anche molte delle sue opere: Il mistero del mondo (1895), Plotino (1895), Orfeo (1896) e Pistis Sophia (1896).  Dopo oltre un secolo, la sua edizione di Pistis Sophia rimane una delle migliori traduzioni e commenti disponibili su questo importante testo gnostico.  Poco tempo dopo, Mead pubblicò altre due grandi opere, Frammenti di una fede dimenticata (1900) e Tre volte più grande Hermes (1906). Entrambi esemplificano tutto ciò che di meglio si può trovare nei suoi studi dedicati, scientifici, ma eminentemente leggibili, delle radici spirituali dello gnosticismo cristiano e, più in generale, della religione personale nel mondo greco-romano. Ma il suo lavoro comprendeva molto di più di questo, Mead era ugualmente a suo agio con i testi sanscrito, la letteratura patristica, il pensiero buddista e i problemi della filosofia contemporanea e della ricerca psichica. Ha dedicato la sua energia intellettuale alla complessa interazione tra gnosticismo, ellenismo, ebraismo e cristianesimo.

Nel 1906 Mead iniziò anche la pubblicazione di una serie di monografie dal titolo Echi dalla Gnosi (recentemente ripubblicato in un’edizione del centenario) che riassumono le sue intuizioni sulla formazione della visione del mondo gnostico.  A questo punto Mead aveva già pubblicato otto opere su vari aspetti del mondo paleocristiano e sulla “Teosofia dei Greci”.  Insieme alle sue eccellenti traduzioni dei libri ermetici, queste opere stabilirono la sua reputazione come uno dei più importanti studiosi inglesi nei suoi campi ampiamente scelti.  Mead fu il primo studioso moderno della tradizione gnostica. Un secolo dopo, il corpus della sua opera rimane ineguagliabile per ampiezza e intuizione.

Risorse e commenti compilati da Lance S. Owens

Tradotto con http://www.DeepL.com/Translator

 

The Gnostic Society Library

Gnosis Archive | Library | Bookstore | Index | Web Lectures | Ecclesia Gnostica | Gnostic Society

The G. R. S. Mead Collection

GEORGE ROBERT STOW MEAD (1863-1933) was born at Nuneaton, Warwickshire, England. He came from a military family—his father was a Colonel in the Royal Army Ordinance Corps—but he chose to follow an academic career instead. From King’s School, Rochester, he went up to St. John’s College, Cambridge, to study mathematics but changed to Classics, in which he graduated with a B.A. degree in 1884. In that same year, he joined the Theosophical Society and determined to devote his life to the cause of Theosophy.

During his vacations, Mead worked as a volunteer at the London headquarters of the Theosophical Society, and on one of his visits, in May 1887, he first met H. P. Blavatsky. He was at once captivated, and two years later H.P.B. repaid his devotion by giving him her absolute trust and appointing him her private secretary. In addition to handling H.P.B.’s correspondence, Mead also edited most of her later published works and acted, without acknowledgment, as assistant editor of her magazine, Lucifer, for which he had written anonymously since the first volume.While working closely with the Theosophical Society, Mead also published many of his own works: The World Mystery (1895), Plotinus(1895), Orpheus (1896), and Pistis Sophia (1896).  After over a century, his edition of Pistis Sophia remains one of the best translations and commentary available on this important Gnostic text.  Not long after, Mead published two more major works, Fragments of a Faith Forgotten (1900) and Thrice Greatest Hermes (1906). Both exemplify all that is best in his dedicated, scholarly, but eminently readable studies of the spiritual roots of Christian Gnosticism and, more generally, of personal religion in the Greco-Roman world. But  his work encompassed much more than this, Mead was equally at home with Sanskrit texts, Patristic literature, Buddhist thought, and the problems of contemporary philosophy and psychical research. He devoted his intellectual energy to the complex interplay of Gnosticism, Hellenism, Judaism, and Christianity.

In 1906 Mead also began publication of a series of monographs under the title Echoes from the Gnosis (recently republished in a centennial edition) summarizing his insights into the formation of the Gnostic world-view.  By this time Mead had published eight works on various aspects of the early Christian world and on “The Theosophy of the Greeks.”  Together with his outstanding translations of the Hermetic books, these works established his reputation as one of the foremost English scholars in his broadly chosen fields.  Mead was the first modern scholar of Gnostic tradition. A century later, the corpus of his work remains unequaled in breadth and  insight.

Resources and commentary compiled by Lance S. Owens

Giancarlo Fabbri, I MITI – IL DIVINO – IL RIMPIANTO FAUTORI DELL’UMANO DESTINO


A Greta e Andrea
I MITI – IL DIVINO – IL RIMPIANTO
FAUTORI DELL’UMANO DESTINO

 

Esiste una estrema umana condizione, personale e d’insieme, che rifiuta la morte nel momento in cui l’uomo percepisce in modo chiaro la relazione tra lo scorrere dell’esistenza e le molteplici descrizioni sommarie dell’aldi là nei limiti della conoscenza.

Un elemento concettuale del pensare, riflettere e immaginare, privo di una sua concezione; di un pensiero primario ma inattuabile.

Si tratta di un pensiero intelligibile e si attua attraverso la presenza di diversi influenti “numi tutelari” che assumono la funzione di protezione e di accoglienza.

Essi sono la famiglia, la patria, il destino, le tradizioni, la civiltà, Dio, tanto per citarne alcuni.

Sono i numi tutelari che la nostra modernità ha ormai archiviato e avvertiamo la fine, l’assenza e lo spazio del tutto privo di materia necessaria a placare il senso di sgomento che ci coinvolge dinanzi alla consapevolezza delle infinite possibilità di vita e della nostra individuale finitezza; dello smarrimento che ci fa capire i nostri limiti dove il riconoscimento dei nostri diritti non corrispondono alle nostre aspirazioni per tutto ciò di cui sentiamo la mancanza, poiché nella vita non tutto ha un uguale valore in quanto esistono delle priorità.

Può accadere che i miti cedano al rimpianto di un decadente e lezioso sentimentalismo anziché rimanere un costante bisogno dell’animo umano e consentirgli di vivere la realtà sotto un’altra luce e vivere una ulteriore vita.

Senza la percezione visiva di eventi, di immagini predestinate, immutabili e indipendenti dalla volontà umana, l’uomo è alla mercé di avvenimenti imprevisti e di circostanze fortuite dove accade il fluire di fatti in una serie di accadimenti che implicano un passato, un presente e un futuro, tantoché l’umo resta in balia di ciò che non è della fine della vita.

Senza l’esistenza del destino la vita sarebbe priva di ogni fondamento: arbitraria, ingiustificata, discutibile.

Pertanto la vita potrebbe esistere come non esistere e significherebbe morire ancor’ prima di esalare l’ultimo respiro. L’uomo conviverà ora con tecnica e il divino, servendosi dell’una e alimentandosi dell’altro.

La modernità occidentale trae le sue origini famigliari, culturali e storiche dal cristianesimo, poiché in origine l’uomo era la “sembianza” di Dio e non era investito di cariche pubbliche fintantoché, con l’avvento della modernità Dio è stato sostituito dalla narrazione storica, la scienza la natura umana e l’uomo vivirà ora una esistenza

senza nessuno accanto, se non coi i suoi pensieri mentre invece è fondamentale tutelare nella famiglia la natura umana, ogni civiltà conosciuta, l’amore infinito dei genitori, perché esistono, e perché non esiste un altro legame paragonabile finché esisterà l’umanità.

La trasmissione nel tempo di notizie di memorie, di consuetudini da una generazione all’altra mediante l’esempio o le informazioni, le testimonianze o gli ammaestramenti orali e scritti, non sono solamente uno stato d’animo d’intenso piacere e di contentezza delle cose durature bensì la consapevolezza, la coscienza e la continuità di una salda certezza che l’universo non sia nato con noi e con noi finirà.

La conoscenza, acquista con la riflessione e verificando con l’esperimento i dati forniteci dalla percezione sensibile, ci ha insegnato come la tradizione sia l’unica promessa di un futuro in nome di un passato senonché; senza una tradizione si dissolve prima il passato e poi il futuro e con essi ogni legame di interdipendenza, restando assoggettati “dall’istantaneo momento”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ascona, gennaio 2019
Giancarlo Fabbri, Membro della Società Teosofica Svizzera