Giancarlo Fabbri, IL CRISTIANESIMO: VENTI SECOLI DI STORIA E DI GLORIA


IL CRISTIANESIMO: VENTI SECOLI DI STORIA E DI GLORIA

L’Europa è colpita da una profonda crisi d’identità e assiste impotente alla propria scristianizzazione e secolarizzazione incamminandosi verso un destino irreversibile.

È un’Europa incerta e smarrita con uno stato d’animo di delicata tristezza e intima mestizia che sta perdendo la sua immagine ormai consegnata alla memoria.

D’altra parte, per secoli era stato detto alle tante generazioni che c’era una presenza nella nostra vita che non sarebbe venuta meno: quella del Signore nostro, Gesù Cristo, alla luce del quale tutti gli eventi avevano visto una esistenziale affermazione dei nostri popoli, vissuta con esemplare dignità, quella che ha reso grandi le generazioni passate, anche nella tragedia.

Ora sulla Europa è sceso “il nulla, la non esistenza”. L’uomo, avendo negato la presenza di Dio e autoproclamatosi “uomo in assoluto” ha rinnegato la sua Chiesa e ribadito l’autonomia della ragione umana e del progresso scientifico, culminato nelle orrende manipolazioni genetiche e ora non gli resta che affermare che siamo soli, che non c’è veramente più niente accanto all’uomo, al quale è rimasta la compagnia della solitudine e dello smarrimento ma non più la percezione della presenza di Dio.

Qui sta il mare vero della nostra civiltà Gudaica-Cristiana che affonda le radici nell’animo di ogni uomo ed è solo in lui che egli può trovare la sua guarigione.

In uno studio approfondito sulla Chiesa delle origini, il cardinale Ratzinger (divenuto Papa Benedetto XVI), affermò di fare il Cristianesimo e difatti i primi Cristiani non sostennero l’impero ma fecero un’altra cosa: “Fecero il Cristianesimo” e dichiararono che Cristo, vivente tra loro nel mistero della Chiesa, era l’unica protezione sulla vita dell’uomo e del mondo e forti di questa certezza, la testimoniarono con la loro vita, e non parlando di Dio bensì del Dio di Gesù Cristo che in Gesù Cristo si era fatto carne.

Se la scienza dà all’uomo delle risposte talvolta parziali, la filosofia pone delle domande e ci fa capire quanto essa sia in grado di darne ulteriori in risposta allo scienziato, poiché, nonostante le migliorate esplorazioni e le conoscenze del cosmo, alla scienza restano, per lo più, una ristretta zona di luce e una grande sconosciuta zona buia che non si è affatto ristretta e della quale gli scienziati si sono dovuti ricredere.

La filosofia pone delle domande alle quali l’uomo non può dare risposte e questo per il fatto che l’orizzonte filosofico “è la totalità” e l’uomo non può abbracciare

il tutto” perché questo non è alla portata della sua mente umana.

Pertanto, egli resta un essere religioso malgrado i processi di “demitizzazione” e

secolarizzazione” e delle asserzioni sulla morte di Dio che contraddistinguono la nostra epoca.

Già nello scorso Secolo, la filosofia affermava che la grande domanda = la domanda filosofica = è estranea alla scienza e la domanda più urgente era una richiesta di senso e non una spiegazione scientifica, dove “richiesta di senso” significava dare un senso alla nostra vita, al nostro operare, alla società in cui viviamo e a tutta la creazione.

L’uomo, dinnanzi a ogni minimo problema, solleva di solito due interrogativi:

il primo causale; il secondo finale.

Il primo: contempla le cause per cui accade quello che accade.

Il secondo: il perché è proprio accaduto quello che è accaduto, e non altro.

Ma allora e in maniera più esplicita: l’accadimento del quale si conosce la causa che l’ha prodotta, è parte di un disegno universale dell’universo? Perché se così fosse, al primo interrogativo occorre una spiegazione, al secondo è necessario trovarne una giustificazione e la scienza, così facendo, dà la risposta al primo perché, in quanto interrogativo; ma non al secondo poiché, (se ad esempio prendiamo in considerazione l’ipotetica morte di una persona), la scienza ne individua le cause ma non può offrirne il senso.

 

Ludwig Josef Johann Wittgenstein (1889-1951), filosofo, ingegnere e autore logico che contribuì alla fondazione della “logica filosofica del linguaggio”, sosteneva con vigore quanto segue: l’uomo “sente” che se tutte le possibili domande della scienza ricevessero una risposta esauriente, i suoi problemi di vita non sarebbero nemmeno sfiorati.

Egli sottolineava come sia la vita a mettere l’uomo davanti a un bivio: l’assurdo incredibile e la speranza, mediante la quale “la richiesta di senso” si configura come “l’invocazione di un senso unico” che l’uomo non può costruire con le sue mani né con la ragione.

Mentre Friedrich Hayek affermava, come la ragione non sia la dea-ragione e l’uomo non sia Dio, e sostenendo come il compito più importante e difficile sia quello di comprendere in modo razionale le proprie limitazioni.

La filosofia è tenuta pertanto a mantenere un contegno rispettoso, riservato e di basso profilo: quello di osservare più che ammaestrare con altezzosità;

Ed infine, Röpke: “ Benchè l’uomo sia “homo religiosus”, della nostra scristianizzazione e laicizzazione della nostrà civiltà; nessuna persona, umanamente onesta verso sé stessa, può ormai dubitare.

Ma allora, una Europa, che sembra avere dimenticato le sue idealità cristiane, può essa definirsi ancora tale?

 

II scritto :

Ascona, settembre 2016

ECONOMIA E FILOSOFIA MORALE

Allor’ quando si parla di Adam Smith (1723-1790), il suo nome viene subito accostato alla economia e al suo scritto “La ricchezza delle nazioni”, ma egli era anche un filosofo morale, del quale l’economista e suo allievo, Russ Roberts, ebbe modo di approfondire questa somma opera nel suo genere, tanto da rimanerne così affascinato e farne una convincente rielaborazione con la quale Adam Smith si manifesta e ti cambia la vita mediante una via impensata da seguire e tutta proiettata verso la natura e la felicità dell’uomo

L’opera è un esauriente “spaccato” per interrogarci e capire i problemi , le controversie e i disagi della nostra modernità , combattuta tra egocentrismo e nobiltà di sentimenti nei confronti delle esigenze e dei diritti altrui; di una ostentàta notorietà pubblica anziché di una sua modestia e riservatezza; di una comprensione per la famiglia, quale nucleo fondamentale della nostra società anziché rivolgere uno sguardo a degli anèliti ambiziosi per una carriera veloce.

Russ Roberts fa una riflessione e afferma come l’uomo “conviva” durante la sua vita con un equilibrato e affascinante “alter ego” al quale, il più delle volte, gli chiede conto delle proprie azioni, più o meno nascoste, buone o cattive che siano, perché l’uomo, nonostante tutto, tende a un comportamento corretto in quanto che non vuole sfigurare con sé stesso. Pertanto l’uomo non è solamente un essere amato bensì, anche amabile – vale a dire – degno di essere amato.

Con questa enunciazione nasce una interpretazione di rapporti costruiti su degli intrecci interpersonali, che si fanno più solleciti e premurosi; addirittura empàtici verso il prossimo e noi stessi.

Ma tale tendenza armoniosa, diventa ardua da realizzare se l’uomo pensa di poter disporre degli altri uomini e di muoverli a piacimento; ecco allora riflettersi il sentimento morale di Adam Smith e, nel contempo, della economia e il valore della libertà di mercato.

Adam Smith condanna, quindi, insolenza e presunzione, diffuse tra gli intellettuali che tendono a soprastimare il potere che emargina la persona nella sua umanità benèvola e comprensiva, di dolcezza e affabilità, di un sentimento di fratellanza e consapevolezza di essere parte di un comune destino.

L’allievo-economista Roberts ci offre un itinerario ideale dentro l’umanità e ci invita a comprendere quanto la moralità , la consapevolezza delle azioni e a libertà procedano sempre di concerto.

 

Ascona, agosto 2016   Giancarlo Fabbri

“membro della società teosofica svizzera”

Visita del Dalaï-Lama a Milano i 21-22 ottobre prossimi.


DalaiLama3

Cari Fratelli,

Visita del Dalaï-Lama a Milano i 21-22 ottobre prossimi.

http://www.dalailama-milano2016.com/eng/programs.html

Le persone interessate possono svolgersi a Virginie, per andare insieme (macchina o treno non ancora definito) e condividere anche alloggio. Per favore al seguente indirizzo mail : virginie.schwartz@sfr.fr

 

Virginie Schwartz

+33 611 704 727

virginie.schwartz@sfr.fr

Nicholas Baum, a good Interpretations of Bosch’s paintings.


 

Interpretations of Bosch’s paintings have been varied and extreme: heresy, alchemy, drugs, witchcraft and, the most popular, that he was a member of a secret sect which practised orgies.
Nicholas Baum , who has been fascinated by these haunting paintings for many years, began his investigation in the belief that we would never know their full meaning. After a journey which took him to Holland, Spain. and Portugal, he is convinced that he has found the key.
Documentary 1980

Sandra e Stefania dall’ordine di servizio …


 

Care Sorelle e cari Fratelli,

rinnoviamo la richiesta di una eventuale disponibilità da parte dei  Gruppi e Centri a cooperare nel lavoro di Servizio. Ognuno di noi è una risorsa preziosa e tutti uniti possiamo fare grandi cose.

A volte non abbiamo idea di quanto un nostro piccolo gesto possa significare nella vita degli altri.

Un certo modo di concepire la società ha portato a mettere “un prezzo su tutto” e  ci dice che “tutto si compra”, ma nel profondo del cuore noi sappiamo che non è vero.

Per esempio, al Charity Bazaar  della Società Teosofica non fissiamo un prezzo agli oggetti esposti, oggetti che con bravura, generosità e amore sono stati confezionati. Vogliamo esaltare la gratuità del gesto.

Chi lascia un’offerta non compra qualcosa ma sostiene un progetto caritatevole, contribuisce a migliorare l’esistenza di chi è meno fortunato, perché insieme si può fare la differenza.

Quest’anno  si è presentata la necessità di rinnovare il Charity Bazaar. Stiamo riflettendo su alcune possibili idee. Ci parrebbe simpatico seguire un tema come “librerie e scrivanie” proponendo oggetti collegati: segnalibri, portacarte, fermacarte, portapenne, porta foto…. così da unirci al banchetto di vendita libri, ma ovviamente sono graditi anche altri manufatti come borse, sciarpe, ecc.

Restiamo in attesa dei Vostri suggerimenti e, nella speranza di fare sempre più rete, Vi lasciamo il nostro numero di cellulare, per qualsiasi ulteriore informazione in merito.

Vi salutiamo con le parole del Dalai Lama: “Più ci preoccupiamo della felicità degli altri, più nel contempo costruiamo la nostra”.

Un abbraccio,

 

Sandra e Stefania

 

 

Cell. 340.8628696 e 348.8444069

 

Società Teosofica Italiana

Ente Morale

Viale Quintino Sella, 83/E

36100 Vicenza

Tel  0444 962921

Fax 0444 561244

www.teosofica.org

Geometria sacra nei cartoni animati …


Barborka, Geoffrey A. The Peopling of the Earth


Sono finalmente riuscito a trovare il secondo libro di B. (dopo The Divine Plan) sull’antropogenesi. L’ho ordinato ma vi metto il link per scaricarlo :

http://www.theosophyforward.net/special.html

Giancarlo Fabbri : Dal Marxismo all’islamismo jihadista


Dal Marxismo all’islamismo jihadista

(un carosello di nemici dell’occidente)

Mai prima d’ora l’Europa si era dovuta confrontare con problemi culturali e politici, iniziati con la rivoluzione francese e continuati per tutto il ventesimo secolo con una serrata opposizione intellettuale nei confronti di regimi, a causa di pregiudizievoli motivazioni ideologiche e religiose attraverso aspri dibattiti e accese polemiche rivoluzionarie.

Erano problemi che avevano fatto sorgere rapporti di dissenso come il diritto alla libertà e di appartenenza, al libero mercato e alla proprietà privata quali mète irrinunciabili della libertà tra evoluzione scientifica e onnipresenti filosofie, retàggi di secolari orientamenti e influenze.

Nel frattempo, verso la metà dell’ottocento, era nato un nuovo assetto politico, fautore di un ordine basato sulle autonomie e le libertà individuali contrarie ad ogni forma di un potere costituito che aveva visto l’affermarsi un potere assoluto con la perdita di valori morali a favore dell’individuo.

Questo processo secolare aveva sollevato una reazione verso ciò che era ritenuto estraneo, poiché, allo stesso tempo, erano sorti altri movimenti culturali, quali il comunismo, il fascismo, il nazismo e, come non bastasse, l’odierno islamismo-jihadaista e altre diverse forme di estremo radicalismo senza compromessi e vòlti a eliminare “quel laicismo di un non senso” sorto in un medesimo contesto.

Di conseguenza, tutte le forze intente a contrastare tale modernità per distruggere la sua laicità, avevano creato un grande schieramento religioso, i cui protagonisti non erano la massa bensì, delle minoranze intellettuali di esigui gruppi politici con profonde controversie tra loro che non avrebbero mai potuto incidere, né sul piano storico, né di fronte ad argomentazioni esistenziali, poiché esse perseguivano delle finalità irragionevoli e incociliabili in una ricerca invasàta della verità.

Queste forti schiere di uomini si prefiggevano delle istanze politiche, ideologiche e religiose riguardànti i valori di una società industriale, perché convinti e certi che tale modernità li avrebbero privati “di una vita autentica” e di un benessere personale.

Erano dei giudizi dei negativi e appartenenti a un esercito di gente etereogèna e piuttosto pessimista verso una fine del mondo laico e religioso e sembravano essere condizionati e pervàsi da un complesso di dottrine filosofiche religiose che avrebbero potuto contaminare le menti del pensiero ellenistico con i principi del cristianesimo tendente a un marcato dualismo tra Dio e il mondo e sostenendo, in pari tempo, la coesistenza e i conflitto tra i principi del bene e del male e, perciò, di una loro incompatibilità.

Tutto questo era dovuto alla presenza di una mentalità gnostica-manichea con cui essi portavano odio verso tutti e trovando una giustificazione in quella estrema referenzialità con il ricorso alla violenza, perché non sarebbe stato loro possibile fronteggiare il capitalismo in una pacifica e libera competizione, in quanto il nostro mondo stava vivendo uno stato dove aleggiavano lo spirito greco e quello giudiaco, l’ illuminismo e il messianesimo, la filosofia e teologia, tra le città di Atene e Gerusalemme.

Come la società liberale aveva vissuto un suo momento provvidenziale e miracoloso, adesso il nostro mondo occidentale sta vivendo una società aperta ma che potrebbe ricadere in una società senza via d’uscita.

Per i nemici della modernità che si auguravano un concreto e salvifico avverarsi di tutto ciò, esso non era altro che un sogno irrealizzabile e, con esso, la fine di ogni sua narrazione nell’avvicendarsi nel tempo.

Ascona, giugno 2016

 

Giancarlo Fabbri, Membro della Società Teosofica Svizzera

INTERNATIONAL CONFERENCES IN ASCONA BY CENTRO INCONTRI UMANI – ASCONA


Spiritual Experiencelg

CENTRO INCONTRI UMANI – ASCONA 

Current schedule

2016

International Conference – Techniques of Spiritual Experience: West and East
27 – 29 May 2016

The purpose of this conference is to critically examine the mental and physical techniques performed by ascetics or mystics belonging to different religions, cultural areas, and historical periods. Concomitantly the conference seeks to discuss the spiritual experiences that are allegedly associated with these practices.

Varied techniques will be scrutinized, for example, Kabbalistic meditation and visualization methods, Heychastic prayer and breath control, Sufi dhikr, or Buddhist and Tantric dhyana and visualization practices. Account will be taken of the physical postures and activities (breathing techniques, movements and postures, dance, music, etc.) which often accompany the practices.

A Balinese shadow play will be performed at the Dimitri Teatro in the village Verscio in association with the conference. The puppeteer is a consecrated priest in his community.

Convened by: J.P Brach, A. Hobart and T. Zarcone.

conference programme

Workshop – Egalitarianism: Forms, Processes, Comparisons
8 – 15 March 2016

A workshop for researchers of the ERC-funded research project “Egalitarianism: Forms, Processes, Comparisons”, hosted by Prof. Angela Hobart (Centro Incontri Umani) and convened by Prof. Bruce Kapferer (University of Bergen)

The concept of Egalitarianism is extraordinarily broad, as is the no less nebulous ideal of equality, having virtually ontological value in modern Euro-American thought, increasingly so globally. While Egalitarianism is conventionally associated with Equality and its opposite Inequality, this project takes Egalitarianism as an expansive term including going beyond these relatively more reductive terms.

The project as a whole is lead by Prof. Kapferer and is hosted by the University of Bergen and has received funding from the European Union’s Seventh Framework Programme for research, technological development and demonstration under grant agreement no. 340673

www.egalitarianism.no

draft programme

After the workshop by Prof. Angela Hobart

Workshop experience by Marina Gold, University of Zurich

Lecture – The Virgin of Cancuc and Subcomandante Marcos
8pm, 11 March 2016 – Sala Balint, Monte Verità, Ascona

As part of the ERC-funded research project “Egalitarianism: Forms, Processes, Comparisons”, Dr Alessandro Zagato (University of Bergen) will present ‘The Virgin of Cancuc and Subcomandante Marcos A parallelism between symbolic constructions in past and current indigenous rebellions in Chiapas’

There is free entry to the public.

The project has received funding from the European Union’s Seventh Framework Programme for research, technological development and demonstration under grant agreement no. 340673

abstract and images

11 Settembre 2015:Paesaggi e Interiorità: un viaggio intermediale Concerto ‘son et lumière’. Ying Li e Curt Cacioppo.

2015

Building Bridges through Music – In The Search Of Light
23 – 25 October 2015

Seven accomplished musicians from diverse traditions will be working together as residential artists at the Centro Incontri Umani, Ascona, and will be playing separately in small events, before performing together for the public at Teatro Sociale, Bellinzona (23rd October) and Teatro Dimitri, Verscio (25th October) . There will be also one hour broadcast on radio DRS about the individual musicians and their meeting in Ascona.

The musicians are Sola Akingbola (Nigeria/UK – percussion), Sarah Lauret (France – Cello), Gaurav Mazumdar (India – sitar), Sardor Mirzakhojaev (Uzbekistan – dutar, rubab, tanbur), Kuntal Roy (India – tabla), Ngô Hông Quang (Vietnam – Dàn Nhi, Dan Bao), Helena Rüegg (Switzerland – Bandoneon)

The programme has benefitted from the kind support of the SüdKulturFonds, financed by the Swiss Agency for Development and Cooperation (SDC).

Concerts:
Friday, 23 October 2015, 1:30 pm Teatro Sociale Bellinzona (educational project for the secondary school in Bellinzona)
Friday, 23 October 2015, 8:45 pm Teatro Sociale Bellinzona
Sunday, 25 October 2015, 6:00 pm Teatro/Fondazione Dimitri Verscio

11 Settembre 2015:Paesaggi e Interiorità: un viaggio intermediale Concerto ‘son et lumière’. Ying Li e Curt Cacioppo.

Venerdì 11 settembre – ore 20:30 Sala Gioia – Monte Verità – Ascona :
Esposizione di dipinti di paesaggi ticinesi con improvvisazioni musicali e video con musiche originali

details

5-10 September 2015: Understanding Gender Inequality Actions in the Pacific: Ethnographic Case-Studies & Policy Options. Organised by Dr Tony Crook & Prof. Angela Hobart

This workshop will bring together participants in an ethnographic pilot research project taking a new look at gender inequality in the Pacific. Project members include anthropologists, gender and development specialists, legal scholars and a film-maker who are conducting studies in all three regions of the Pacific – Melanesia (Fiji, PNG, Solomon Islands and Vanuatu), Micronesia (FSM, Kiribati, Marshall Islands and Palau) and Polynesia (Samoa and Tuvalu), alongside Pacific men and women’s involvements in globalisation mobility in certain fishing ports in the region. This workshop aims to both enrich our understanding of the social actions involved in gender inequality – discrimination, violence, exploitation, representation – and to inform appropriate and effective future policy actions.

The hope of the workshop is to understand the social relations and actions and changing value systems that enable and constrain gender inequality, through vernacular terms and local exegesis so as to capture, foreground and privilege Pacific people’s own analyses of incidents and issues. By drawing together, discussing and analysing the findings from across the region, and by drawing out significant points and working principles, the workshop hopes to reimagine how researchers and policy-makers can support local peoples in their own efforts to negotiate and resolve social issues in a home-grown manner. The workshop programme will involve opportunities for public participation and presentation.

Link to films relating to the workshop

http://ciu-ascona.org/a-eng/Activities/Actual.html#

Oisín nel Tír na nÓg : il sogno di Ossian


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Oisín nel Tír na nÓg

Oisín nel Tír na nÓg è l’echtra, o storia di avventure, più celebre che lo riguardi. Narra del suo incontro con una fata di nome Niamh, che innamoratasi di lui lo portò con sé nel Tír na nÓg (“terra dell’eterna giovinezza”, conosciuta anche come Tír Tairngire, ovverosia “terra della promessa”). Dalla loro unione nacquero un bambino, Oscar, destinato ad essere ricordato per le sue gesta, ed una bambina, Plor na mBan. Dopo tre anni, Oisín decise di tornare in Irlanda per visitare i suoi cari, ma Niamh lo avvertì che, benché gli anni trascorsi a Tír na nÓg fossero stati solo tre, quelli passati in Irlanda erano ormai trecento, e gli sarebbero piombati addosso non appena avesse toccato terra. Gli diede il proprio cavallo, Embarr, e gli fece promettere di non smontare di sella per nessuna ragione. Oisín promise, e ritornò nei suoi luoghi solo per trovare la casa di Fionn, presso la collina di Almu, abbandonata e completamente in rovina. Risolse così di ritornare a Tír na nÓg, ma lungo la strada, mentre cercava di aiutare un uomo a sollevare una pietra su un carro, le sue redini si spezzarono e cadde a terra, divenendo istantaneamente un vecchio canuto proprio come aveva predetto Niamh, mentre il cavallo tornò al galoppo a Tír na nÓg.

Yeats

Secondo una versione della leggenda, Oisín non morì dopo il repentino invecchiamento, ma insieme al suo compagno della Fianna Caílte mac Rónáin sopravvisse fino all’arrivo in Irlanda di San Patrizio, al quale avrebbe narrato le storie della Fianna.

A questa tradizione si ispirò William Butler Yeats per la sua poesia The Wanderings of Oisin.

Cultura e specializzazione, Giancarlo Fabbri


Cultura e specializzazione
In un recente passato, era possibile conoscere delle persone di alto profilo e di grande notorietà, definite archètipi di onestà e integrità, capàci di essere maestri di se stessi e di provvedere alla formazione intellettuale e a un comportamento del vivere civile dei propri figli, affinché essi potessero vantare una condotta virtuosa da offrire in eredità ai futuri discendenti, i quali si sarebbero poi resi interpreti, trasferendo all’interno delle loro coscienze, i progetti di genitori e nonni.
Prendeva così forma un’aspettativa di caratteri forti e indipendenti e preparati ad affrontare problemi importanti con avvedutèzza ed equità e con quelle capacità morali di comprendere le persone nelle loro incombenze, tra le quali, ad esempio, l’apprestamento dei campi da parte del contadino; l’importanza della creatività dell’artigiano; la cura delle governante nell’interpretare le aspettative del proprietario di casa.
Senonché, con l’avvento della specializzazione nel lavoro, sono venute meno quelle capacità del fare che avevano esaltato e contraddistinto le innate attività dell’uomo, poiché tale specializzazione le ha molto ridotte nel suo contesto, rendendole monotone e ripetitive a tal punto che l’uomo non percepisce più un suo personale compiacimento bensì, il sentimento di un coinvolgènte smarrimento per la mancanza di un obiettivo mirato di archètipi incoerènti, che hanno generato una personalità ferita e in crisi, tanto da non sapere ormai discernere tra ciò che è buono, giusto e onesto da ciò che è inutile inopportuno e svantaggioso.
Per poter ricomporre questa armonia sociale e morale, sarebbe bene volgere lo sguardo, non solamente ad una presenza culturale, ma alla cultura classica, sostenuta da generazioni di intellettuali e votàta allo studio del sapere e della conoscenza, dell’essenza spirituale e dell’esegesi dell’animo per arrivare a comprendere l’apprezzamento o l’approvazione delle persone e a intendere chiaramente ciò che ha valore da ciò che non ha valore; ad intuire il sorgere di cose sagge oppure insensate, perché la cultura classica è la fonte celàta di una società umana e l’unica via intellettuale concessaci.
Essa dovrà, pertanto, farsi più interprete e partecipe se intende contrapporsi all’invadente specializzazione per salvare l’ambiente naturale e, con esso, il problema dell’esistenza, quali eredità di una mancata e inconsùlta lungimiranza; altrimenti diverremo sempre più super-specializzati e sempre più lontani, separati e privati di una palpitante cultura.
Ascona, maggio 2016
Giancarlo Fabbri, membro della società teosofica Svizzera

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