Passepartout di Philippe Daverio – Dialoghi con il sacro


 

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Speciale fumetti e ricerche online … Martin Mistère in Svizzera, Holmes e la misteriosa HPB


È bello far galoppare la fantasia sul web e facendo questo arrivo a questo fumetto perché faccio una ricerca sul manoscritto originale delle Stanze di Dzyan e mi ritrovo :
Sul Libro di Dzyan è incentrato l’albo a fumetti L’uomo che inseguiva le ombre (Storie da Altrove n. 11 – ottobre 2008).
martin mystère
Soggetto e Sceneggiatura: Carlo Recagno 
Disegni: Sergio Giardo
Copertina: Giancarlo Alessandrini

Settembre 1859. La tempesta solare più potente della storia porta conseguenze fino sulla Terra, dove si manifestano insoliti fenomeni di aurora boreale, e le onde elettromagnetiche mandano in tilt i telegrafi in più continenti. Ma c’è un particolare effetto che non verrà sentito per più di trent’anni… Maggio 1891. Alle cascate di Reichenbach, in Svizzera, ha luogo lo scontro finale tra Sherlock Holmes e il suo più acerrimo nemico, il “napoleone del crimine”: il professor James Moriarty. I duellanti scompaiono entrambi, ma sono davvero morti? Pochi giorni dopo, un turista inglese si aggira per Firenze con aria circospetta, alla ricerca di informazioni utili a fermare l’ultimo piano del diabolico professore, messo in atto prima della sua dipartita. Un piano che ha a che fare in qualche modo con uno dei diari della misteriosa madame Helena Petrovna Blavatsky…

Sul Libro di Dzyan è incentrato l’albo a fumetti L’uomo che inseguiva le ombre (Storie da Altrove n. 11 – ottobre 2008).
Naturalmente come per ogni cosa è bene arrivare all’origine semantica del nome in questione (nella fattispecie Dzyan) :
^ DzyanDzan o Dzyn in lingua senzar (v. nota successiva per senzar). In “The Theosophical Glossary” (1892), la Blavatsky offre un’ulteriore grafia alternativa (Dzen) e correla il nome ai termini sanscriti dhyan e jnâna (saggezza, conoscenza divina) e al tibetano Dzin (insegnamento) Fonti: H. P. Blavatsky, The Theosophical Glossary

Teosofia e Arte, nuovo sito in inglese di consultazione con video e notizie interessanti sulle radici teosofiche nell’arte moderna


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Per chi masticasse l’inglese mi sono divertito a preparare un sunto di quello che ho trovato in rete riguardo all’arte e alle sue influenze teosofiche. La notizia è che l’arte astratta prende inizio non dai famosi Kandinsky, Malevich, Mondrian ma da una sconosciuta svedese che già nel 1906 riporta le sue visioni spirituali su tela e fa “Astrattismo” … Hilma Af Klint su Theosophyart.

NUOVO VIDEO : “Dialoghi su Helena Petrovna Blavatsky” con Piergiorgio Parola e Antonio Girardi


“Dialoghi su Helena Petrovna Blavatsky”

PARTE 1
Helena Petrovna Blavatsky, gli inizi di una grande avventura

Con Pier Giorgio Parola, studioso del pensiero e delle opere di Madame Blavatsky. Conduce Antonio Girardi, Segretario Generale della Società Teosofica Italiana.

Visita alla mostra “Sulle vie dell’Illuminazione” al Masi di Lugano


Ho trovato un pezzo di Teosofia a Lugano domenica scorsa… complice la Presenza in Ticino del Monte Verità e dei Teosofi dell’epoca un pezzettino è andato a finire anche in un Museo aperto al grande pubblico…

Alcune foto

Sulle vie dell’Illuminazione

Il mito dell’India nella cultura occidentale 1808-2017

MOSTRE

Il Museo d’arte della Svizzera italiana, nell’ambito del progetto Focus India, dedica una grande mostra all’India e all’influenza da essa esercitata sulla cultura e l’arte occidentale nelle sue diverse espressioni. “Sulle vie dell’illuminazione. Il mito dell’India nella cultura occidentale 1808-2017” offre uno sguardo ampio e diversificato sul modo in cui, dall’inizio dell’Ottocento a oggi, la realtà indiana – con le sue tradizioni, religioni, paesaggi, culture e forme artistiche – ha affascinato e influenzato in maniera crescente il mondo artistico e culturale occidentale. A cura di Elio Schenini, la mostra è posta sotto al patrocinio dell’Ambasciata indiana in Svizzera.

Il percorso espositivo, esteso sui due piani del Museo, declina il tema portante della mostra attraverso 400 opere e una molteplicità di materiali, mettendo in luce la profonda influenza che l’India ha esercitato sull’arte e sulla cultura occidentale negli ultimi due secoli: dalle riflessioni sull’induismo e sul buddismo di Schopenhauer, cui si rifarà negli anni a venire anche la letteratura di Herman Hesse, divenuta un riferimento per intere generazioni con Siddhartha, alle analisi antropologiche di Carl Gustav Jung; dai romanzi popolari di Kipling ed Emilio Salgari, al cinema di Rossellini e Pasolini. E poi ancora i Beatles che contribuirono a rendere l’India di moda tra la gioventù occidentale, come testimonia il connubio tra musica, spiritualità orientale e sperimentazione psichedelica della controcultura giovanile tra gli anni Sessanta e Settanta. Senza dimenticare, infine, gli scatti “indiani” di Henri Cartier-Bresson e di Werner Bischof, la città ideale immaginata a Chandigarh da Le Corbusier e i tanti artisti che negli ultimi decenni hanno tratto ispirazione e influenze dal subcontinente indiano: da Robert Rauschenberg a Frank Stella, da Richard Long a Luigi Ontani da Francesco Clemente ad Anselm Kiefer, per citarne solo alcuni. Un percorso espositivo ricco ed estremamente variegato dal quale risulta chiaro come l’India e le sue tradizioni millenarie abbiano sedotto una moltitudine di intellettuali ed esponenti della cultura europea dall’Ottocento ad oggi.

Il catalogo
In occasione della mostra viene pubblicato da Skira un volume di 672 pagine che ripercorre la storia di questa “fascinazione indiana” dell’Occidente attraverso un ricchissimo apparato iconografico e un gran numero di contributi di autori diversi che si soffermano sui molteplici ambiti in cui questa fascinazione si è espressa, dall’arte alla letteratura, dalla musica alla religione, dalla storia del costume alla psicologia. Ne risulta un percorso singolare attraverso gli ultimi due secoli di storia della cultura occidentale, in cui si possono incontrare, tra moltissime altre, le figure di Schopenhauer, Kipling, Salgari, Redon, Gustave Moreau, Mata Hari, Kirchner, Hesse, Jung, Cartier Bresson, Le Corbusier, Ginsberg, Pasolini, Sottsass, i Beatles, Rauschenberg, Francesco Clemente, Luigi Ontani.
70 Years of Swiss-Indian Friendship
La mostra si colloca nell’ambito dell’iniziativa biennale “70 Years of Swiss-Indian Friendship: Connecting Minds – Inspiring the Future (SIF70)”: una serie di eventi organizzati dall’ambasciata Svizzera in India per celebrare i 70 anni dell’amicizia indo-svizzera, sancita dal trattato firmato dai due paesi a Nuova Delhi il 14 agosto 1948.

 

Theosphy is ART too …


 

Luigi Pericle 

This is the story of a mysterious painter, a spiritual seeker. In his house I’ve found books from: Krisnamurty, Alice Bailey, Aurobindo, Rudolf Steiner, Zen, Egyptology, astrology, homeopathy, Induism, a deep, international, vast spiritual and artistic knowledge.

 

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Luigi Pericle
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His Wife Ursula
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He was a sport cars passionate. Enzo Ferrari was a close connection, this car was in previous possession of a Formule 1 Ferrari pilot who after an accident became Ferrari F1 Grand Prix Tester
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The house of Luigi and Ursula
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Wood box with some paintings …
Guido Magnaguagno
Guido Magnaguagno (former director Kunsthaus Zürich)
and Andrea Biasca-Caroni (with his wife owner of the collection)
Find alle the whole story here : www.luigipericle.com 
An summary :

Contents

  • 1Luigi Pericle
    • 1.1Life
    • 1.2Career
    • 1.3Paintings & drawings in Museums and private collections
    • 1.4LUIGI PERICLE
  • 2Luigi Pericle
    • 2.1Life
    • 2.2Career
    • 2.3Paintings & drawings in Museums and private collections

Luigi Pericle

Luigi Pericle Giovannetti (Monterubbiano, 1916-2001) was an Italian-French-Swiss artist.

Title : “DER HUTER DER SCHWELLE”

Guardian of the Threshold

Dedication : MATRI DEI d. d. d. (Dono dedit dedicavit)
Year : 1965
Material : CANVAS   Size : cm. 34 x h. 55
Life :
LUIGI PERICLE spent most of his secluded life in AsconaTicinoSwitzerland. He was born in 1916 at Monterubbiano in Central Italy and emigrated to Switzterland. He left school in Basel early to study painting and at the age of twelve received his first commission to paint a picture. When he was seventeen years old he went to art school; here, however, he disagreed so strongly with both the methods of teaching and what the students were taught, that he soon left. While in his early twenties, the philosophies of the past came to have great importance to him, and this led to life-long study of them. He was widely read in the Chinese and Zen philosophies, those of Egypt and ancient Greece, as well as mediaeval philosophy. He has made a particular study of the use of the Greek “Canon”: this is evident in some of the more structural of his pictures. He prepared all his paints himself, using mostly resins, water-colour, egg and special Chinese ink. To achieve the high technical quality of his pictures, he used various methods of rubbing in several layers of colour and scraping down to the layer he wished to leave. He painted mainly on cardboard, specially prepared,from pulverised silk in order to avoid the chemical effect that oil has on paper. He lived and painted in Basel, Geneva, Ascona, Switzerland and was married to Ursula. After some expositions in England has refused to exhibit or sell his work. He destroyed his figurative painting production of the 30’s because he did not consider having attained the degree of quality in his paintings that he wished. Ingeborg Lüscher (widow of Harald Szemann) had Luigi Pericle as ancient secret painting teacher. Mr. Peter G. Staechelin (son of Rudolf) from Basel, who is closely connected with its Art-Life, and is well known for his collection, has a considerable number of Pericle’s paintings and has been his patron. He painted until 1980 after that he continued the study of astrology,homeopathytheosophy. A lot of writing to be published were found in his house in Ascona. Luigi Pericle Giovannetti had always international epistolary relationship with prominent cultural personalities.

He died in his house in Ascona 4 years after his beloved wife Ursula in 2001.

In 2016 after 15 years of abandon Greta and Andrea Biasca-Caroni had the chance to buy the Luigi Pericle (Giovannetti)’s house including the undiscovered paintings of his owner, Luigi Pericle Giovannetti, who died in 2001 leaving no heirs. The Biasca-Caroni recognised the value of the paintings and start to take charge of the Luigi Pericle estate, publicizing his work and contributing to projects such as the official site of the painter and a documentary on his life. They are now contacting several journalists, curators and art experts in order to unveil to public the secret and vaste (the biggest part of the) collection of Luigi Pericle.

Career

Pericle Luigi Giovannetti initially gained his life with his cartoons, picture stories and anthropomorphic birds, that were published in magazines and anthologies. His biggest success was the marmot ‘Max’, who made his first appearance in the satirical British magazine Punch in 1952.

In 1959 Luigi Pericle made the encounter of his life with his patron Peter G. Staechelin.

During his lifetime, Peter G. Staechelin had rounded out the collection (i.e. a still life by Toulouse-Lautrec or the “separat-ed (by the artist himself) part” of Vallotton’s “Moscow” painting), without however affecting its historical configuration to any great extent. Rather, he applied his artistic connoisseurship to becoming an incomparable patron on behalf of Luigi Pericle, a graphic artist and painter. Before adopting what was to become his true means of artistic expression, Luigi Pericle racalled : “We began working together on August 15th, 1959, when, with all the strength of his experience, my benefactor became impassioned of my barely created work.” At that point in time, Pericle, who had destroyed all his artistic production from the thirties, was in the process of creating from scratch: “At first, my benefactor was but an observer, whose attention had been captured by the novelty of creation. But thanks to an innate talent of his – a marvelous and promising artistic sense – he soon began providing spiritual post-creative support and, as such, actually became a spiritual partner in the creative act itself. His skill was to enable him to ‘read’ the most complex of graphic lines, meaning he was capable of seeing and understanding correctly.” The artist described the art patron as a “virtuoso of seeing”.

Ruedi Staechelin posses about 100 pieces of the Luigi Pericle artistic works produced during the sixties and seventies. The Staechelin Foundation sold all its Schiele and Klimt works in order let work Luigi Pericle develop his art without material problems so that he could focus on painting.

A remarquable episode can be attributed to the visit of Sir Herbert Read to Luigi Pericle’s atelier in Ascona.

Sir Herbert Read (1965) was a personal friend of Picasso and Man Ray, adviser to Peggy Guggenheim as collector, promoted Surrealism co-founding the Institute of Contemporary Arts.

Read was trustee of the Tate Gallery and curator at the Victoria & Albert Museum (1922–39), Professor at Harvard University.

Sir Read in 1965 wrote :

“On a recent visit to Switzerland, I was invited to visit the studio of an artist whose work was unknown to me – LUIGI PERICLE. I went without great expectations because an unknown artist is so often unformed artist, or at best a talented amateur. I found an artist whose works imediately impressed me by their professional skill and strange beauty. Here evidently was an artist who had perfected his talent in stillness, and was using that talent to express a subtle perception of reality. Sometimes there was a vague suggestion of naturalistic forms, but form itself was established beyond phenomenal appearances, to represent some inner essence, some spiritual condition that can be represented only in the abstract harmonies of line and colour. A metaphysical art, therefore, but one that remains faithful to the sensous qualities of the material of the painter’s craft. LUIGI PERICLE was a mature artist whose work is highly appreciated in England and Switzerland; that it is not better known in other countries can only be attributed to the artist’s extreme modesty and long pursuit of an absolute beauty. “

Few people are aware of Giovannetti’s painting skills, since after the first triumph he never wanted to exhibit or sell his works.

Sir Read presented Luigi Pericle to Hans Hess who wrote about him :

Foreword by Hans Hess, OBE, MA, YORK

Pericle is concerned with a state of affairs beyond the visible. The visions he puts down are not of his invention, but of his discovery. He himself says that he is concerned with light, shining through darkness. It is this light which finds forms and colours in his paintings. In his work there is one theme, but this theme is treated in varying forms; the pictures can be divided into groups in which one formal element predominates; when its possibilities are exhausted a new formal motif is developed until its history too is explored in the process of creating its history and a new line of approach is attempted. In technique Pericle is a master equal to the old Flemish painters whose jewel — like enamelled glazes he has studied and applied. There is a great richness in the very texture and matiere of his pictures, but this, laudable as it is, would not matter if the sum total of harmonies, in fact, the picture as a unity, would not speak to us through its quality. In Pericle’s work self-expression does not dominate; it is the objective statement which matters, expressed necessarily in a subjective form. No artist can help but express the world in his lines, but it is not the self that matters in our artist’s case, but the facts he establishes.

Luigi Pericle exposed between ’62 and ’65 mainly in London at the Tooth Gallery, solo and with Karel AppelJean DubuffetFrédéric BenrathNorman BluhmBram BogartWilliam BrookerCorneilleWilliam CrozierThomas ErmaLouis FeitoSam Francis, Derek Hirst, Paul Jenkins, Asger Jorn, Lucio, Georges Mahieu, Antonio Lago, Bengt Lindstrom, Henri Michaux, Manolo Milares, Peter Phillips, Jean Paul Riopelle, Antonio Saura, Antonio Tapies, Robert van Eyck, Pierre Wemaere at the Colour, form and texture esposition at the Tooth and Sons Gallery in London

After these public events Luigi Pericle voluntary disappeared in his Ascona retreat and continued to paint, study, meditate and write. At least two unpublished book were found in Ascona and will be soon available to the public.

Paintings & drawings in Museums and private collections

His painting are collected in some of the most important international collections. For instance the most important can be mentioned hereafter :

Greta & Andrea Biasca-Caroni Collection, Ascona

Rudolf Staechelin collection, Basle

Burckhardt – Koechlin collection, Museum Basle

P. & M. Strauss – Meerwein collection, Arlesheim

Lady Tate collection, London

Sir Basil de Ferranti collection, ICT House, London

City Art Gallery, Bristol

City of York Art Gallery

A. C. F. Turner collection, London

Th. Lumley collection,

Bennett Korn collection, New York

Show more …

Congresso Teosofico Europeo a Barcellona 2017


Vi chiederete se abbiamo passato 6 giorni a giocare a biliardo ? Eh qualche volta sì …  e vi dirò di più : ho anche battuto il presidente mondiale !!! EHEHE !!!

Se volete vedere il resto delle foto (serie) cliccate quì 

Per vedere le conferenze in streaming 

Webcast

Einstein e la Dottrina Segreta : lettera alla figlia …


Una cara amica del nostro gruppo, Valentina Nanut mi invia questa lettera … va diffusa !

Einstein-lettera

Si sente sempre dire che …

GLOSSARIO DE “LA DOTTRINA SEGRETA”

EINSTEIN Albert

(Ger.) – Uno dei più grandi fisico-matematici, nato ad Ulma nel 1879 e morto a Princeton nel 1955. Non è questa la sede per descrivere la sua vita nè per spiegare la sua “Teoria della Relatività”. Ci interessa, invece, sottolineare che, a detta di quanti lo frequentavano, teneva sempre sul suo tavolo una copia della Dottrina Segreta.
e quindi si capisce bene che :

Oggetto: Lettera di Albert Einstein alla figlia

“Quando proposi la teoria della relatività, pochissimi mi capirono,
e anche quello che rivelerò a te ora,
perché tu lo trasmetta all’umanità,
si scontrerà con l’incomprensione e i pregiudizi del mondo.
Comunque ti chiedo che tu lo custodisca per
tutto il tempo necessario, anni, decenni,
fino a quando la società sarà progredita abbastanza
per accettare quel che ti spiego qui di seguito.
Vi è una forza estremamente potente per la quale
la Scienza finora non ha trovato una spiegazione formale.
È una forza che comprende e gestisce tutte le altre,
ed è anche dietro qualsiasi fenomeno
che opera nell’universo e che non è stato ancora individuato da noi.
Questa forza universale è l’Amore.
Quando gli scienziati erano alla ricerca di una teoria unificata dell’universo, dimenticarono la più invisibile
e potente delle forze.
L’amore è Luce, visto che illumina chi lo dà e chi lo riceve.
L’amore è Gravità, perché fa in modo
che alcune persone si sentano attratte da altre.
L’amore è Potenza, perché moltiplica
il meglio che è in noi, e permette che l’umanità
non si estingua nel suo cieco egoismo.
L’amore svela e rivela. Per amore si vive e si muore.
Questa forza spiega il tutto e
dà un senso maiuscolo alla vita.
Questa è la variabile che abbiamo ignorato per troppo tempo,
forse perché l’amore ci fa paura,
visto che è l’unica energia dell’universo che l’uomo
non ha imparato a manovrare a suo piacimento.
Per dare visibilità all’amore, ho fatto una semplice
sostituzione nella mia più celebre equazione.
Se invece di E = mc2 accettiamo che l’energia per guarire il mondo
può essere ottenuta attraverso
l’amore moltiplicato per la velocità della luce al quadrato,
giungeremo alla conclusione che l’amore è
la forza più potente che esista, perché non ha limiti.
Dopo il fallimento dell’umanità nell’uso e il controllo
delle altre forze dell’universo,
che si sono rivolte contro di noi, è arrivato il momento
di nutrirci di un altro tipo di energia.
Se vogliamo che la nostra specie sopravviva,
se vogliamo trovare un significato alla vita,
se vogliamo salvare il mondo e ogni essere senziente che lo abita,
l’amore è l’unica e l’ultima risposta.
Forse non siamo ancora pronti per fabbricare una bomba d’amore,
un artefatto abbastanza potente da distruggere tutto l’odio,
l’egoismo e l’avidità che affliggono il pianeta.
Tuttavia, ogni individuo porta in sé un piccolo ma potente generatore d’amore la cui energia aspetta solo di essere rilasciata.
Quando impareremo a dare e ricevere questa energia universale, Lieserl cara,
vedremo come l’amore vince tutto,
trascende tutto e può tutto, perché l’amore è la quintessenza della vita.
Sono profondamente dispiaciuto di non averti potuto esprimere
ciò che contiene il mio cuore,
che per tutta la mia vita ha battuto silenziosamente per te.
Forse è troppo tardi per chiedere scusa, ma siccome il tempo è relativo,
ho bisogno di dirti che ti amo e che grazie a te sono arrivato all’ultima risposta.

Tuo padre Albert Einstein”

Protetto: Dottrina segreta pdf


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Le cose ci accadono … Listz, Vernon Harrison, il rapporto Hogson … HPB


Stavo ascoltando Listz e leggendo un numero a caso (tirato fuori dalla liberia così, senza guardare mese o senza una ricerca specifica …) e mi imbatto nello studioso che ha smentito il rapporto Hogson contro HPB, Vernon Harrison (il quale dimostra scientificamente la questione dell’inchiostro nelle lettere …) e scopro che Harrison era anche fondatore della Listz society ed era grande studioso del compositore. Il caso fa bene le cose eh ?

… In 1984, Harrison became interested in the early SPR ‘Hodgson Report‘ in which Helena Petrovna Blavatsky was stigmatised as one of the most gifted, ingenious and interesting ‘impostors‘ in history. Harrison studied the various documents concerned, for an initial report – “J’Accuse: An Examination of the Hodgson Report of 1885” – published on 8 May 1986 by the SPR (and revised after more research by Harrison in 1997). Harrison ultimately concluded that the Hodgson Report was not scientifically undertaken, but was “flawed and untrustworthy,” and “should be read with great caution, if not disregarded.”

Other interests

A lifelong photography enthusiast, he was, between 1974 and 1976, President of the Royal Photographic Society of Great Britain, and among his other interests counts the music of Franz Liszt. He is the surviving co-founder, and a past chairman, of the (English) Liszt Society.[4]