La Teosofia e l’età dell’oro di Hollywood


Si ringrazia l’autrice dell’articolo Moon Laramie (Teosofa inglese) autrice di Blavatsksy unveiled

Articolo apparso sul numero di autunno 2020 di Esoterica

(rivista ufficiale della società teosofica inglese)

Gli anni Venti e Trenta hanno visto l’inizio di quella che è stata definita “l’età d’oro di Hollywood”. Aziende come MGM, Universal e Paramount erano le forze dominanti nell’onnipotente sistema degli studi cinematografici. Durante questi due decenni, il pubblico si accalcava nei palazzi del cinema, desideroso di vedere i suoi idoli dello schermo nelle ultime sontuose produzioni. I “rubacuori” e le “sirene” di Hollywood, come Roman Novarro, Mary Pickford, Lionel Barrymore e Greta Garbo, sono diventati nomi famosi. Può essere difficile immaginare che la Teosofia abbia un posto tra il glamour di quella che divenne rapidamente nota come “Tinseltown”. Ma la California si distingueva per la sua apertura e anticonformismo e c’erano molte persone desiderose di esplorare percorsi spirituali diversi da quelli offerti dalla religione ortodossa. L’attrice Mae West, per esempio, era attratta dalla metafisica e dall’esplorazione dei poteri umani latenti. Chiedeva regolarmente consigli sulle opzioni della sua prossima carriera cinematografica usando ciò che lei chiamava “comunicazione interdimensionale”. Tra gli altri cercatori di verità metafisiche c’erano Tallulah Bankhead, Rudolph Valentino e Jean Harlow.
Nato nel Maryland, Albert Powell Warrington fu un teosofo appassionato che divenne poi presidente della Theosophical Society in America tra il 1912 e il 1920. Nel 1906, Warrington presentò ad Annie Besant i suoi progetti per una comunità teosofica e un centro di studi. Nel giro di sei anni, Warrington iniziò a lavorare allo sviluppo di un sito a Beachwood Canyon, sulle colline sopra il nord di Hollywood. Il nuovo sviluppo, chiamato Krotona, era immerso in dieci acri di tranquilla campagna. I teosofi, ricchi e di successo, erano ansiosi di essere vicini a questo nuovo centro spirituale. Christine Stevenson, erede della fortuna della Pittsburgh Paint Company, e Grace Shaw Duff, una nota socialite e fondatrice dell’Hollywood Bowl, furono tra coloro che scelsero di stabilirsi a Krotona o nelle vicinanze. La ricchezza spirituale della vita nella nuova colonia teosofica ispirò Stevenson a scrivere il copione “la Luce dell’Asia” di Edwin Arnold nel 1918. In scena a Krotona, ogni sera la performance si svolgeva in una sala gremita da 1.500 visitatori e includeva routine di danza contemporanea ideate dall’influente coreografa americana Ruth St. Denis. Krotona è diventato un luogo dove l’architettura teosofica è fiorita e la gente con grosse fortune ha creato case favorevoli alla vita teosofica. L’acclamata cantante lirica Marie Russak, che in seguito ha cercato di esprimere il suo impegno per la Teosofia
era vicepresidente della Theosophical Society in America, aveva un grande interesse per l’architettura. Russak progettò case per numerosi teosofi di Krotona, tra cui il più importante clown di Hollywood e simpatico Charlie Chaplin. Molti commentatori hanno notato che Il Mago di Oz può essere letto come un’allegoria teosofica. Non sorprende che anche il suo autore Frank L. Baum sia stato attratto dalla vita di Krotona e che la colonia sia diventata ben presto un inebriante mix di residenti ricchi e potenti, tra cui l’architetto Rudolph Schindler e l’ereditiera della fortuna della Kekaha Sugar Company delle Hawaii, Anne Sinclair Knudsen. Con la crescita di Hollywood e Los Angeles, la loro frenetica energia ha iniziato a incidere sulla tranquilla vita dei teosofi di Krotona. Nel 1926 si trasferirono a nord-ovest nella vicina Ojai, California, dove la comunità continua a prosperare come Istituto di Teosofia di Krotona. Ma lo spirito teosofico ha resistito nelle colline sopra il nord di Hollywood. Marie Russak rimase nelle vicinanze e continuò a fornire una guida spirituale ai membri della comunità cinematografica, tra cui Mary Astor e John Barrymore. All’inizio degli anni Trenta, una giovane e ambiziosa poetessa ispano-americana, Mercedes de Acosta si trasferì a Los Angeles per diventare sceneggiatrice. Aveva trovato il risveglio spirituale già in tenera età. All’età di ventisette anni aveva letto sia La dottrina segreta che il libro tibetano dei morti. Descriveva la Dottrina Segreta come uno strumento indispensabile per chiunque sia alla ricerca della verità. Era profondamente attratta dai principi della Teosofia e cominciò immediatamente ad applicarli alla sua vita. De Acosta praticava la meditazione e lo yoga e cominciò a sviluppare le sue capacità nella proiezione astrale. Fece amicizia con la notevole teosofa Eleanor S. Cooley, che fondò diverse logge a New York e in Ohio, e con il poeta Kahlil Gibran,

che le fece conoscere la Bhagavad Gita, il Mahabharata e le Upanishad. Divenne anche amica intima di Jiddu Krishnamurti e credeva che lui rappresentasse la “vera California”, una California aperta allo sforzo e allo sviluppo spirituale. Ciò che incarnava, de Acosta sentiva, era l’esatto opposto del falso e ostentato stile di vita hollywoodiano. E c’erano molti lavoratori dell’industria cinematografica che condividevano la stessa visione. Quando, nell’estate del 1931, De Acosta incontrò per la prima volta l’attrice svedese Greta Garbo nella casa del suo collega sceneggiatore, Salka Viertel, capì subito che si erano già incontrati. Mentre prendeva la mano della Garbo nella sua, una

Il sesto senso le disse che si erano conosciuti in molte incarnazioni precedenti. Come de Acosta, la Garbo credeva fortemente nella reincarnazione e nell’esistenza di una coscienza superlunare assoluta. La Garbo non riteneva che la religione organizzata fosse in grado di fornire le risposte alle sue domande spirituali e non era in grado di accettare l’interpretazione letterale della Bibbia da parte della Chiesa. Credeva che ci fosse una verità nascosta nota agli studenti delle antiche tradizioni misteriche che rivelava i segreti del cosmo. Garbo e de Acosta divennero presto amici e poi amanti. Spesso trascorrevano del tempo insieme nel luogo preferito della Garbo: gli spazi aperti e selvaggi della natura. Durante una veglia notturna sulla cima di una montagna a Casa del Mar in California, Mercedes iniziò la Garbo alle idee dell’esoterismo e della teosofia. È stato in quel momento che è iniziata la ricerca teosofica di Greta Garbo. Nell’autunno del 1939, Garbo e Salka Viertel parteciparono a un picnic hollywoodiano nella casa dello scrittore e filosofo britannico Aldous Huxley. La lista degli invitati comprendeva molti intellettuali degni di nota, tra cui il filosofo Bertrand Russell e l’autore Christopher Isherwood. La Garbo, notoriamente solitaria, si è recò a questa festa perché sapeva che Krishnamurti ci sarebbe stato. Era ansiosa di incontrarlo da molti anni e voleva imparare tutto ciò che poteva dall’ex capo dell’Ordine della Stella in Oriente. Dato che molti nell’industria cinematografica si sentivano legati alla Teosofia, era quasi inevitabile che la Teosofia trovasse la sua strada sullo schermo. Durante gli anni Venti e Trenta del secolo scorso, alcuni film portavano temi metafisici e teosofici. Il film surrealista di Jean Cocteau, Il sangue di un poeta, esplorava i piani astrali e la natura eterna di tutta la vita. La Warner Brothers si è spinta ancora più in là di Cocteau, esplorando esplicitamente l’occulto in un film mainstream. In When Were You Born, Anna Mae Wong ha interpretato il personaggio principale, una mistica, che usa la divinazione per aiutare la polizia in un’indagine per omicidio. Nel film, ogni sospetto mostra le caratteristiche relative ai diversi segni planetari del suo tema natale. Sorprendentemente, il film è stato scritto dal mistico Manly P. Hall, noto soprattutto per il suo testo del 1928 The Secret Teachings of All Ages. Hall appare addirittura all’inizio del film per spiegarne i temi, informando lo spettatore della potente influenza dei pianeti su ogni individuo. Da parte sua, la Garbo ha dato vita al personaggio di Anna Christie, nel film dallo stesso titolo, che parla degli stati dopo la morte e della reincarnazione. Anna descrive l’essere persa in una nebbia per quella che sembra un’eternità, che alla fine emerge senza memoria di ciò che è accaduto prima, uno stato d’inerzia tra una vita e l’altra.

 

 

 

 

Marsile Ficin et la polyphonie : l’image sonore comme miroir de l’invisible


28 pages – 10 exemples musicaux – grec

Brenno Boccadoro

Création et connaissance n’ont pas toujours fait bon ménage dans l’histoire de la pensée occidentale. Dans le Néoplatonisme, l’Hermétisme, l’Occultisme et chez les mystiques, leur mariage a été imaginé comme un voyage de l’âme quittant le corps dans le rêve et l’extase, ou encore, dans les Noces de Philologie et Mercure et le Songe de Scipion, comme un parcours …

La lista del Patrimonio Mondiale Unesco ha origini teosofiche …


La lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e il PATTO ROERICH

Nikolaj Konstantinovič Rerich e la sua consorte Helena furono membri della Società Teosofica e tradussero in lingua russa La dottrina segreta di Madame Blavatsky.

Ma veniamo all’UNESCO e il suo legame con Roerich :
La difesa del patrimonio culturale e naturale è un compito fondamentale della coscienza umana. Nonostante ciò, non molti sanno cosa sia la Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO, e pochissimi sanno che questo proviene da un nobile antenato, cioè il PATTO ROERICH.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) cerca di incoraggiare l’identificazione, la protezione e la conservazione del patrimonio culturale e naturale in tutto il mondo considerato di eccezionale valore per l’umanità. Ciò si concretizza in un trattato internazionale chiamato Convenzione sulla protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale, adottata dall’UNESCO nel 1972.

Molto prima, nel 1929 Roerich, in collaborazione con il professore dell’Università di Parigi G.G. Shklyaver, preparò una bozza di trattato internazionale dedicato alla protezione dei valori culturali. Il progetto doveva essere un’analogia culturale con la Croce Rossa per la neutralità medica.

Roerich era già noto per il suo talento di pittore e di scrittore per la missione di conoscenza che portava avanti lungo tutto l’Himalaya. Il progetto si rivolge ai governi e ai popoli di tutti i paesi; è stato pubblicato sulla stampa e distribuito nelle istituzioni scientifiche, artistiche ed educative di tutto il mondo.

Il progetto di patto è stato approvato dal Comitato per gli affari museali della Società delle Nazioni e anche dal Comitato dell’Unione Panamericana. Infine, il Patto è stato firmato da 21 Stati delle Americhe ed è stato ratificato da dieci di essi.

All’indomani della seconda guerra mondiale, il Patto di Roerich ha svolto un ruolo importante nella formazione delle norme di diritto internazionale e nell’attività pubblica nel campo della protezione del patrimonio culturale.

Fu nel 1949, in occasione della quarta Conferenza generale dell’UNESCO, che fu definita la continuità tra il Patto di Roerich e le attività dell’UNESCO. In seguito, è stata accettata la decisione di avviare i lavori per la regolamentazione del diritto internazionale nel campo della protezione del patrimonio culturale in caso di conflitto armato.

C’è ancora molto da fare. L’Amazzonia in fiamme, il cambiamento climatico, l’inquinamento dell’atmosfera e delle acque del pianeta sono segni. Dovremmo lavorare con le scuole e le istituzioni culturali per generare consapevolezza su questo. La Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO, ispirata dalla PAct di Roerich, si prefigge questo obiettivo: Incoraggiare i paesi a firmare la Convenzione sul patrimonio mondiale e a garantire la protezione del loro patrimonio naturale e culturale; Incoraggiare gli Stati firmatari della Convenzione a nominare i siti all’interno del loro territorio nazionale per l’inclusione nella Lista del Patrimonio Mondiale; Incoraggiare gli Stati Parte a stabilire piani di gestione e a istituire sistemi di rendicontazione sullo stato di conservazione dei loro siti del Patrimonio Mondiale; Aiutare gli Stati Parte a salvaguardare i beni del Patrimonio Mondiale fornendo assistenza tecnica e formazione professionale; Fornire assistenza di emergenza per i siti del Patrimonio Mondiale in pericolo immediato; Sostenere le attività pubbliche di sensibilizzazione degli Stati Parte per la conservazione del Patrimonio Mondiale; Incoraggiare la partecipazione della popolazione locale alla conservazione del loro patrimonio culturale e naturale; Incoraggiare la cooperazione internazionale nella conservazione del patrimonio culturale e naturale del nostro mondo.

Nikolaj Konstantinovič Roerich

Nikolaj Konstantinovič Rerich (in russo: Николай Константинович Рерих?San Pietroburgo10 ottobre 1874 – Kullu13 dicembre 1947) è stato un pittoreantropologo e diplomatico russo esponente del simbolismo.

Rerich passò la maggior parte della gioventù nei pressi di Gatčina. Qui sviluppò l’interesse per la caccia, la storia naturale e l’archeologia. Scrisse racconti di avventure e illustrò una storia basata sull’incontro con un orso. L’artista Michail O. Mikešin vide i suoi disegni e lo incoraggiò dandogli le prime lezioni di pittura. Nicolaj voleva intraprendere la carriera artistica, ma il padre, famoso avvocato, decise che doveva studiare legge. E così fece entrambi gli studi iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti e all’Università di San Pietroburgo.

Nel 1898 gli venne assegnata una cattedra all’Istituto Imperiale Archeologico e nel 1901 sposò Helena Ivanovna Šapošnikova, nipote del compositore Modest Musorgskij e pronipote del generale russo Kutuzov, colui che riuscì a sconfiggere Napoleone nel 1812.

Ebbero due figli: Georgij, uno scienziato, e Svjatoslav, un artista. Nei primi anni del Novecento, il professor Roerich dipingeva, organizzava scavi archeologici, studiava architettura, teneva conferenze e scriveva di arte e archeologia. Su invito dell’impresario Sergej Djagilev, diventò membro della società Mondo dell’Arte di Pietroburgo e per qualche tempo ne fu anche presidente.

Nel 1906 venne nominato Direttore della Scuola per l’Incoraggiamento alle belle Arti in Russia. Nel 1907 applicò il suo talento al disegno di scene e costumi per gli spettacoli organizzati da Djagilev, impegno che si è protratto fino al 1913 con l’allestimento del balletto La sagra della primavera di Igor’ Fëdorovič Stravinskij e coreografato da Vaclav Nižinskij. L’anno seguente diventò membro del consiglio della Società Imperiale di Architettura e nel 1909 fu eletto accademico dell’Accademia Russa di Belle Arti. All’inizio della rivoluzione bolscevica nel marzo del 1917, Maksim Gor’kij riunì a San Pietroburgo i connazionali che si occupavano di arte. Elessero un Comitato che si riuniva al Palazzo d’Inverno e Roerich ne fu il presidente per soli due mesi. In quel periodo era candidato per l’ufficio di ministro delle belle arti per questa sua capacità, ma non accettò l’alta carica.

Prevedendo i notevoli cambiamenti del suo Paese, decise di lasciare la Russia, trasferendo la famiglia in Finlandia. Su invito del direttore dell’Art Institute of Chicago, Roerich si recò negli Stati Uniti nel 1920. Aveva già eseguito più di 2500 dipinti ed era un artista di fama internazionale. Venne influenzato da molti artisti, tra cui Gauguin e Van Gogh. Le sue opere raffigurano scene naturali, temi ispirati dalla storia e dalla religione, molti sono nello stile degli antichi dipinti della chiesa russa. In America viaggiò a lungo, espose i suoi lavori, frequentò i circoli migliori, tenne conferenze.

Fondò Cor Ardens (Società Internazionale degli Artisti), il Master Institute of United Arts nel 1921 e Corona Mundi (Centro Internazionale d’Arte) nel 1922. Dopo aver progettato la sua prima spedizione in Asia, si imbarcò per l’India nel 1923. I membri del consiglio del Master Institute of United Arts fondarono il Roerich Museum nel 1923, in cui vennero raccolte moltissime opere di Roerich. Nel 1928 fondò l’Urusvati Himalayan Research Institute nella valle di Kullu in India, che fu un centro per lo studio di materiale etnografico e archeologico, diretto per oltre dieci anni dal figlio Jurij Roerich. Durante la sua vita produsse qualcosa come circa 7 000 dipinti, scrisse 1 200 opere di tutti i tipi e fu una delle “forze” che pose il Grande Sigillo degli Stati Uniti sulle banconote dei dollari. Nel 1929 e nel 1935 venne proposto come Premio Nobel per la pace per gli sforzi compiuti a favore della pace mondiale per mezzo dell’arte e della cultura e per i tentativi di proteggere l’arte in tempo di guerra.

Il Terzo Convegno Internazionale sulla Bandiera della Pace di Roerich nel novembre del 1933, fu un punto di svolta che portò poi all’approvazione del patto che venne in seguito conosciuto come il “Patto Roerich”. In sostanza si obbligava le nazioni a rispettare i musei, le università, le cattedrali e le biblioteche come si faceva per gli ospedali. Mentre gli ospedali in tempo di guerra esponevano la bandiera della Croce Rossa, le istituzioni culturali avrebbero esposto la “Bandiera della Pace”, cioè tre sfere color magenta inscritte in un cerchio dello stesso colore su sfondo bianco[1]. Il 15 aprile 1935, Roerich finalmente vide la nascita di un trattato consistente in un patto firmato alla Casa Bianca da rappresentanti degli Stati Uniti e di altre venti nazioni dell’America Latina. I biografi hanno scritto molto sulla vita di Roerich, ma hanno trascurato quello che era il vero “motore” della sua ricerca: il lato spirituale. A un certo punto della loro vita, i coniugi Roerich acquisirono una profonda conoscenza della letteratura e delle tradizioni della religione esoterica.

L’intima conoscenza dell’Oriente e le molteplici esperienze di Nicholas unite alla sua vasta cultura, spiegano perché venisse ricevuto con onore quasi ovunque egli andasse durante la spedizione in Asia Centrale e perché cinesi meravigliati dalla sua conoscenza lo chiamassero “l’Iniziato”. Uno dei biografi di Roerich diceva che le prime esperienze cominciarono nella sua infanzia con l’apparizione in sogno di una figura vestita di bianco. Alcuni seguaci affermano che il suo maestro di pittura Kuindži fu per un certo tempo il suo guru. In un tributo a Kuindži, Roerich disse: «… non solo era un artista straordinario, ma era anche un grande maestro di vita». Alcuni credono che Kuindži avrebbe introdotto Roerich alle idee e alla letteratura esoterica, ma quel che insegnò oltre alla pittura è avvolto nel mistero. In ogni modo i coniugi Roerich furono membri della Società Teosofica e tradussero in lingua russa La dottrina segreta di Madame Blavatsky. Nel corso degli anni pubblicarono diversi libri su una grande varietà di argomenti spirituali. Alcuni non identificano nemmeno l’autore e altri, come nel caso di Helena Roerich, vennero scritti sotto pseudonimo.

Attratti dall’Oriente i Roerich partirono per l’Asia nel 1923 e la spedizione durò quattro anni e mezzo. Viaggiarono attraverso il SikkimIndiaLadakhTibetCina e Mongolia. Malgrado le enormi difficoltà, durante il viaggio Roerich realizzò 500 dipinti. Scrisse poi riguardo al viaggio: «L’Himalaya è una vera Mecca per uno scienziato». Fu proprio nella regione del Ladakh che, visitando monasteri buddisti e parlando con la popolazione locale, raccolse la leggenda del passaggio di Gesù Cristo per quelle terre antiche. Nicholas Roerich ci ha lasciato moltissime opere, tra le quali HimalayaAltai-Himalaya e Il Cuore dell’Asia. È stato il referente in Tibet dell’Antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce.

Le sue ceneri furono sepolte su un’altura di fronte alle vette himalayane che aveva tanto amato e magistralmente ritratto.

Onorificienze :

 Cavaliere dell’Ordine di San Stanislao
  
 Cavaliere dell’Ordine di San Vladimiro
  
 Cavaliere dell’Ordine di Sant’Anna
  
 Cavaliere della Legion d’Onore
  
 Cavaliere dell’Ordine di San Vasa
  
 Cavaliere dell’Ordine della Stella Polare
  

^ Arnold Rabbow, Dizionario dei simboli politici, Sugar, 1973, pp. 284-285.

  • Andrei Znamenski – Red Shambhala. Quest Books, 2011.
  • RUTH DRAYER – Nikolaj ed Elena Roerich; Città della Pieve , Nuova Era, 2012.
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Le origini della Dottrina Segreta


Canzone “La gloria mattutina dell’eternità :
Christian Knorr von Rosenroth, 1636 – 1689

La gloria mattutina dell’eternità :
Luce dalla luce non creata,
mandaci stamattina
i tuoi raggi al viso,
e con la tua potenza scaccia
la nostra notte. Vieni a noi con il tuo potere,
o tu ascesa verso le altezze sublimi,
poiché il peccato è amara prigionia
… e affinché sparisca la miseria del dubbio
dacci conforto e fiducia
con la tua luce.

Libro di Dzyan


Si suppone che il Libro di Dzyan sia un testo antico, di origine tibetana, e possibilmente legato a un ramo esoterico del buddismo tibetano. Fu la base della Teosofia, il movimento spiritualista esoterico fondato da Helena Blavatsky nel 1875 e diffuso dalla Società Teosofica. L’opera principale di quest’ultima, The Secret Doctrine (1888), propone di studiare alcune strofe (vedi Wikisource) tratte da questa leggendaria opera, identificata per diversi anni dagli studiosi anglosassoni con il libro di Kiu-Te.

Il punto di vista di Gershom Scholem
Gershom Scholem (che è stato per molte edizioni relatore agli incontri Eranos ad Ascona insieme a molti studiosi fra cui Herbert Read che scoprirà Luigi Pericle) , dicevamo appunto che Gershom Sholem filosofo specializzato nella cabala ebraica, afferma in una nota di Major Trends in Jewish Mysticism (1950) :

“Secondo me, non c’è dubbio che le famose strofe del misterioso Libro di Dzyan, su cui si basa la magnum opus della signora H. P. Blavatsky, La dottrina segreta, dipendono, sia nel titolo che nel contenuto, dalle pagine pompose della scrittura zohariana [nello Zohar, datato 1280] chiamata Siphra Di-Tzeniutha. Il primo a proporre questa teoria senza ulteriori prove fu L. A. Bosman, un teosofo ebreo, nel suo opuscolo I misteri della Cabala (1916), p. 31. Questa mi sembra davvero la vera ‘etimologia’ del titolo finora inspiegabile. La signora Blavatsky ha attinto ampiamente dalla Kabbala Denudata di Knorr von Rosenroth (1677-1684),

che contiene (vol. II, pp. 347-385) una traduzione latina del Sifra Di-Tseniutha . Infatti, la stessa H.P.B. allude a tale rapporto tra i due libri nelle primissime righe di Isis dévoilé: “Da qualche parte in questo vasto universo c’è un vecchio Libro…. Il più antico documento ebraico sulla scienza occulta – il Sifra Dzeniuta – è stato compilato a partire da questo libro e risale a un’epoca in cui era già considerato una reliquia letteraria”. Il Libro di Dzyan – conclude Scholem – non è quindi altro che un’ipostasi occulta del titolo zoharico. »

Blocchi del Canone buddhista tibetano conservati presso il monastero di Riwoche, Tibet.


Il punto di vista di René Guénon (uno dei detrattori di H.P.B.) :
Secondo René Guénon, le famose strofe di Dzyan citate nella Dottrina segreta di Helena Petrovna Blavatsky sono un’alterazione di due vecchi documenti da lui ricostruiti. Le parti autentiche delle strofe di Dzyan provengono da una traduzione del Kangyur e Tanjur pubblicata a Calcutta da Alexander Csoma di Kőrös 7.

Chi ha ragione secondo voi ? Ora vado a cercare le due fonti e trovo :

Per Gershom Sholem :

SPRA DTzNIOVThA

(SIPHRA DTZENIOUTHA);

OR,

THE BOOK OF CONCEALED MYSTERY

E per Réne Guénon :

Canone buddhista tibetano

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Blocchi in legno per la stampa xilografica del Canone buddhista tibetano predisposti nel XVIII secolo, in una foto del 1948 del monastero di Nartang. Questo tesoro culturale tibetano è andato distrutto negli anni ’60 del XX secolo durante la Rivoluzione culturale avviata dal Partito Comunista Cinese.Blocchi del Canone buddhista tibetano conservati presso il monastero di Riwoche, Tibet.

Con l’espressione Canone buddhista tibetano, o Canone tibetano, si indica, negli studi buddhisti, l’insieme di due raccolte di testi propri della letteratura buddhista canonica in lingua tibetana e che corrispondono a:

  • il bKa’-’gyur (nella grafia tibetana:  བཀའ་འགྱུར; reso anche come Kangyur o Kanjur; lett. “[La raccolta delle] parole tradotte[del Buddha]”);
  • il bsTan-’gyur (nella grafia tibetana:  བསྟན་འགྱུར; reso anche come Tangyur o Tanjur; lett. “[La raccolta dei] commentari tradotti“).

Il Canone tibetano è quindi l’opera che raccoglie i sūtra (མདོ, mdo), i tantra (རྒྱུད, rgyud), i śāstra (བསྟན་བཆོས, bstan bcos), il vinaya(འདུལ་བ།, ‘dul ba) e in generale le scritture buddhiste, tradotte in lingua tibetana e ritenute importanti per la tradizione del Buddhismo Vajrayāna in Tibet

Il Canone tibetano si è sostanzialmente formato dall’VIII al XIII secolo, assumendo una sua prima edizione definitiva grazie al dotto poligrafo e bla-ma (བླ་མ) del XIV secolo Bu-ston rin-chen grub ( བུ་སྟོན་རིན་ཆེན་གྲུབ་, anche Butön Rinchen Drup, 1290-1364). Complessivamente esso si compone di oltre trecento volumi comprendenti circa quattromila opere tradotte dal sanscrito, dal pracrito, dallo apabhraṃśa, dal cinese e da lingue centroasiatiche, ma si compone anche di commentari redatti direttamente in lingua tibetana[1].

In poche parole i due dicono la stessa cosa e non c’è nessuna contraddizione in realtà come indica infatti H.P.B.

Con la mente aperta del Teosofo è naturalmente evidente che gli insegnamenti universali (la Dottrina Segreta) siano custoditi nella tradizioni iniziatiche di tutto il globo e quindi sia i Tibetani che gli Ebrei erano delle fonti sicure.

Per approfondire le tematiche teosofiche legate ad Ascona e ai primordi della Società Teosofica :

Clicca qui per il testo della conferenza e le foto

Ricerca di Giorgio Amico : Genesi della Massoneria


Pubblichiamo l’interessante ricerca sulle origini della Massoneria. Personalmente è un argomento che mi ha sempre affascinato e sono felice di avere una ricerca strutturata sull’argomento.

Clicca quì per il link

Per gli amanti dei misteri una visita iniziatica web …


Il web è un universo denso di segreti  … il nome di René Schwaller de Lubic è una miniera di rimandi alchemici e artistici (sapevate che suoi allievi per un certo periodo a Skt. Moritz sono stati Mirò e Jean Arp ?) … c’è chi dice che fosse Fulcanelli (?).  L’ermetismo francese ammanta in un velo misterioso la storia dell’esoterismo occidentale. La ricerca, la grande opera inizia e procede sulle orme di questi grandi personaggi che ancora oggi affascinano. Entriamo e sveliamo …

http://hermetism.free.fr/Avenieres/avenieres01.htm#Fulcanelli

Per una visita reale trattasi oggi di un albergo !

Avenieres_carte postale10

Il cammino che mi ha portato quì 

Per chi volesse approfondire ho trovato il dizionario mito ermetico in pdf 

L’ISPIRAZIONE TEOSOFICA DI MONTE VERITÀ


logo monte verita

PICCOLE VERITÀ DAL MONTE

 

La Fondazione Monte Verità propone brevi approfondimenti sulla storia, le correnti e i personaggi che hanno tracciato il percorso di Monte Verità.

 

LA STORIA

L’ISPIRAZIONE TEOSOFICA DI MONTE VERITÀ
Le radici teosofiche della comunità. Di Andrea Biasca-Caroni, Rappresentante Presidenziale della Società Teosofica Svizzera.

QUESTO È IL LUOGO
La storia di Monte Verità. Di Nicoletta Mongini, Responsabile Cultura Fondazione Monte Verità.

LA DEA DELLA VERITÀ
Il Monte di Harald Szeemann. Di Chiara Gatti, critica e storica dell’arte.

LA DANZA – di Luca Scarlini, scrittore

POSSO CREDERE SOLO A UN DIO CHE DANZA: IL MONTE VERITÀ LUOGO DELLA DANZA
L’arrivo della danza al Monte Verità.

LA DANZA È UN LINGUAGGIO: LABAN E IL TENTATIVO DI DEFINIRE LA GRAMMATICA DELLA DANZA
L’origine del gesto e la Labanotazione. 

SAN MATERNO: UN TEATRO PER LA DANZA CON VISTA SUL LAGO E CHARLOTTE BARA
La Danzatrice Sacra

L’EREDITÀ DI LABAN: DA MARY WIGMAN A PINA BAUSCH
Da Monte Verità alle avanguardie coreografiche.

L’ARTE – di Chiara Gatti, critica e storica dell’arte

VIA DALLA PAZZA FOLLA. L’ESTETICA DEL RIFUGIO.
Lontano dal perbenismo, dalle costrizioni borghesi e vicini alla natura. Gli artisti arrivano a Monte Verità. 

MARIANNE VON WEREFKIN E LA GRANDE ORSA
La vita artistica e personale della pittrice espressionista russa.

UNA PIETRA DALLA MONTAGNA. HANS ARP E DADA
Il ritorno alla natura e alla forma dell’essere. 

BAUHAUS. PENSIERI AL QUADRATO
Il luogo dove la nostra fronte sfiora il cielo. 

BELLEZZA E GENIALITÀ, Giancarlo Fabbri


a Davide e Yasmean

 

BELLEZZA E GENIALITÀ

 

Vorrei raccontare in maniera essenziale l’esistenza di una attrice ritenuta la donna più bella del monto, che ha saputo conciliare il mondo della “settima arte” con quello della progettualità frequentando la facoltà di ingegneria a Vienna dove non avrà concorrenti maschi.

All’anagrafe si chiamava Edwing Eva Maria Kiesler, era nata a Vienna da una famiglia dell’ata borghesia Ebraica che le impartì una educazione alquanto ottocentesca tantoché, alla età di 5 anni palava 4 lingue, a 10 anni suona bene il pianoforte, quale preludio di una geniale predisposizione all’apprendimento.

Quando già ventenne entrava in una strada e iniziava a dialogare, nessuno degli astanti la ascoltava e i loro sguardi erano come rapiti dal movimento delle sue labbra a ogni parola.

Poco tempo dopo, il regista Cecoslovacco Gustav Machaty la sceglie come interprete del film “Estasy” dove, per la prima volta, una attrice si esibisce del tutto nuda.

Dall’Europa si trasferisce negli stati uniti dove la M.G.M. le offre un contratto a condizione che “perfezioni” il suo inglese e cambi il suo nome, assumendo quello d’arte di Hedy Lamarr.

Girerà così vari film con attori di fama mondiale, tra i quali Clark Gable e Spencer Tracy.

Ma, nonostante il fascino della cinematografia, nessuno dei suoi film sarà attraente come la sua vita, così ricca di talentuosa creatività che male si coniugava con la logica di mercato della Metro Goldwyn Mayer.

“L’intelligenza le avrebbe compromesso l’immagine“

In pari tempo, nel campo ingegneristico, Hedy progetta un metodo di guida a distanza riguardante il lancio di un siluro con un sistema di modulazione che codificava, “tagliuzzandole”, delle informazioni da trasmettere e ricevere su frequenze radio che arriveranno agli interessati, (gli unici in grado di renderle utilizzabili, conoscendone la sequenza) e consentendo loro la deriva dei siluri nemici e, in pari tempo, la non ingerenza delle proprie frequenze.

Ma nonostante ciò, la marina militare Americana, pur riconoscendole una indubbia validità, si rifiutò di accoglierla in quanto inventata da una donna e perciò non convincente secondo l’esercito e la marina degli Stati Uniti.

La mente di Hedy Lamarr partorisce idee che potrebbero decidere le sorti del secondo conflitto mondiale allor ‘quando la marina Tedesca rendeva inoffensivi i siluri Americani che provocavano sconvolgenti intrusioni nei segnali radio e gli Americani non sapevano come contrastarli, fintanto che Hedy, con la collaborazione del suo secondo marito, un musicista, adoperando dei rotoli di carta perforati dei pianoforti meccanici, realizza un sistema che codificava la trasmissione delle frequenze radio che rendevano i siluri Americani invisibili ai Tedeschi.

Tutto ciò è stata la raffinata intuizione che sta alla base dei moderni Wi-Fi ed è una rivoluzionaria apparecchiatura crittografica che frutterà all’industria bellica Amerciana svariati miliardi di cui Hedy non riceverà alcun beneficio.

 

 

 

 

In ultima analisi e grazie ancora una volta alla estensione scientifica della Lamarr, si arriverà alla scoperta del cellulare, impiegato giornalmente nelle molteplici necessità della nostra incalzante modernità.

*    *    *     *

Hedy ha saputo conciliare la sua avvenente beltà e il talento inventivo, nonostante una tormentata irrequietezza e una carenza affettiva per la mancata presenza di quel focolare domestico e degli affetti familiari.

Hedy fu bellissima con una particolare “felicità d’ingegno” che la rese una donna di potere con decisioni manageriali,  ma fu anche un’anima senza amore e senza una vera famiglia e che detestava ogni giorno di più quel suo viso di perfezione che le aveva causato dolorose vicende e disturbi di cuore.

Si sposò 6 volte a altrettante volte divorziò, ma il suo vero amore – diceva il suo agente – era Heddy Lamarr.

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È diventa ormai una persona in età avanzata con uno stato mentale caratterizzato da smarrimenti, disturbi emotivi, mancanza di chiarezza di pensiero e, talvolta, disorientamento  percettivo e, soprattutto, sfigurata da interventi estetici, muore d’infarto nel sonno a 81 anni, portando con se quella bellezza così vanamente osteggiata.

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Alla sua morte ha voluto che le sue ceneri venissero disperse in quella fascinosa e seducente foresta Viennese, che Hedy amò tanto, dove i sogni si fanno realtà e la realtà si ammanta di meravigliosi e infiniti sogni. (meravigliosi)

 

 

 

 

 

 

Ascona, giugno 2020
Giancarlo Fabbri, Membro della Società Teosofica Svizzera

Teosofia in Svizzera : la Svizzera Tedesca si sta sviluppando !!!


I nostri fratelli al di là del Gottardo si stanno muovendo e crescono, sono diventati 7, un Gruppo e questo è loro account twitter :

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Date un occhiata al loro sito internet e … GRAZIE FRANK !!!

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Papus, Gerard Encausse


Il nostro eroe dopo aver militato in Società Teosofica a Parigi decolla per una ascesa folgorante Martinista e Rosa-Croce Cabalista … Video molto interessanti che illustrano le gesta di questo personaggio estremamente interessante che come molti vede un’ascesa fra  politici/imperatori … una vera e propria saga ! E poi uno studio storico che sfata/ridimensiona il mito della sua relazione con lo Zar …

Gérard Encausse

Gérard Encausse (La Coruña13 luglio 1865 – Parigi25 ottobre 1916)

Origini

Gérard Anaclet Vincent Encausse nacque il 13 luglio 1865 a La Coruña (Spagna), figlio di Louis Encausse, studioso d’alchimia. Fu battezzato lo stesso giorno della nascita. Fu educato secondo la tradizione cattolica e ricevette il sacramento della Prima Comunione il 26 aprile 1877 nella chiesa di Saint Pierre de Montmartre, a Parigi; si sposò il 23 febbraio 1895 nella chiesa di Notre-Dame-d’Auteuil, sempre a Parigi. Successivamente fu poi scomunicato. Alto, di spalle larghe, obeso precoce, volto autoritario e leonino, sguardo penetrante, luminoso quasi ipnotico, naso largo con narici mobili e fronte spaziosa: questi erano i tratti somatici dell’uomo. Fu medico e si occupò di ipnosi al seguito del dottor Luys, massima autorità del tempo in materia di guarigioni attraverso l’ipnosi. Sosteneva infatti che l’ipnosi doveva essere esercitata dai medici abilitati ai soli fini terapeutici.

Formazione

Studiò al [collegio militare Rollin] dal 1888 al 1891, mentre svolgeva il servizio militare, e otterrà il grado di Ufficiale di Sanità il 24 maggio 1891; in seguito divenne maestro di scienze l’11 giugno 1892.

Attività e opere

Abitava a Montmartre, e possedette parecchi studi medici, il più famoso dei quali era a Parigi, al 5 rue de Savoie. Fu iniziato alla massoneria nel 1882 da Delaage e da Chaboseau nel 1888 (con il quale scambiò la propria iniziazione). Nell’ottobre del 1888 fonda la rivista l’Iniziazione. In seguito aderì alla Società Teosofica di Madame Blavatsky e fu cofondatore della rivista Hermes, da cui si dimise il 19 maggio 1890. Nello stesso anno, per divergenze con Madame Blavatsky si dimetterà anche dalla Società Teosofica. La sua prima opera letteraria apparirà nel 1884; seguiranno parecchie opere sulle scienze occulte, i tarocchi, la Kabbala, la magia, la reincarnazione, i numeri, seguite anche da opere su Martinez de Pasqually e Louis Claude de Saint-Martin, gli ispiratori del movimento da lui fondato detto appunto Martinismo.

Origine dello pseudonimo

Papus fu il suo nome mistico e magico; era il nome che poteva condurre ai numi; lo prese dal Nuctéméron di Apollonio da Tiana (molto ben conosciuto dagli studiosi di Franz Bardon). Era il nome del genio della prima ora, il genio della medicina. Seppe però anche essere un uomo allegro e mondano, prendendo parte ad attività dello “chat noir” sulla collina di Montmartre (locale molto in voga tra la fine dell’800, e gli inizi del 900). Passava moltissimo tempo nelle biblioteche alla ricerca di testi antichi. Questo gli permetteva d’opporre alla tradizione orientale una tradizione occidentale. A Parigi lo troviamo a frequentare gli esoteristi del tempo; tra quelli a lui più vicini troviamo Stanislas de Guaita (nobile d’origine lombarda), Paul Sedir (impiegato alla B.N.F.) e Joséphin Péladan che presto abbandonerà il gruppo per farne uno proprio (ma senza successo). Nel 1888, incontra Pierre-Augustin Chaboseau che gli confida di avere anche lui un’iniziazione risalente a L. C. de Saint-Martin. Coincidenza perlomeno “strana” che darà ancora più forza e autorità al nuovo Ordine che si andava costituendo, e la cui struttura sarà definitivamente stabilita nel 1891. Scrisse più di 160 testi a nome Papus o Gerard Encausse.

L’incontro con Maitre Philippe

Il suo incontro con Maitre Philippe di Lione, noto taumaturgo, forse il più potente e famoso, cambierà la sua visione del mondo. Papus diventerà il più tenace sostenitore della mistica cristiana e della via cardiaca che Saint-Martin chiamò la Via Interiore. Continuò comunque ad essere un tenace ricercatore della verità, ed abbiamo ragione di credere che continuò gli studi sulla magia e sulle antiche iniziazioni. Appartenne anche alla Chiesa Gnostica, di cui ricoprì importanti incarichi; si ha notizia della sua presenza anche negli ambienti della Golden Dawn, ed autorevole membro del Centro Studi Iniziatici. Con Maitre Philippe si recò in Russia alla corte degli Zar da sempre appassionati di scienze esoteriche; qui si scontrerà con Rasputin, del quale ebbe a dire: ” è un’antera in cui sono racchiuse tutte le sozzure del mondo”. Si dice, ma non ci sono prove certe, che si recò anche in India. Certo è che anche il noto esoterista italiano, Giuliano Kremmerz, studiò con il Papus. Quando scoppiò la prima guerra mondiale, fu al fronte, medico a bordo di un’ambulanza. Qui forse a causa dei gas impiegati in guerra, si ammalerà gravemente ai polmoni. Rimpatriato, pur sapendo di non avere speranze continuò il suo lavoro di medico e ricercatore, fino al 25 ottobre 1916, quando morirà all’ospedale della Carità di Parigi.

Personaggio

Di fronte alla personalità del Papus i pareri divergono e si oppongono. Per gli occultisti, quest’uomo fu un genio che studiò, praticò e operò nel mondo scrivendo anche un considerevole numero d’opere che ancora oggi sono un’autorità in questo campo. Pochi si sacrificarono come Lui alla causa che aveva intrapreso; attirò mistici e ricercatori eccezionali; li condusse nell’opera comune tanto ricercata ed utile agli uomini di desiderio. Papus fu l’uomo che donò tutto se stesso alle scienze dette occulte. Fu lui che fece dei Martinisti dei seri e stimati operai di Cristo. Fu l’uomo d’azione e di preghiera, sintetizzando in lui una miriade di correnti diverse e fino allora disperse.

È ritenuto fra i padri dell’occultismo moderno e viene ricordato per essere stato il fondatore dell’Ordine Martinista (1888) e del Martinismo, corrente esoterico-filosofica basata sulle idee del Filosofo Incognito Louis Claude de Saint-Martin. Papus propose tre percorsi: la conoscenza dell’uomo (scienza psichica); la conoscenza della natura (l’alchimia); la conoscenza di Dio (la mistica).Con lui i ricercatori Cercheranno (il seme da piantare), Rispetteranno (insegnare, esaminare e dunque coltivare la vera natura umana) gli altri ricercatori, Divideranno (secondo criteri stabiliti) con altri ciò che hanno raccolto.

Massone “di frangia”, fu Gran maestro della “Grande Loggia swedenborgiana di Francia”[1] e organizzatore della conferenza internazionale massonica, che si svolse a Parigi il 24 giugno del 1908.

Alla sua morte, nel 1916, la sua opera è stata continuata dal figlio Philippe, che adottò il medesimo pseudonimo Papus.

I Tarocchi di Papus

A Papus si deve un trattato sui Tarocchi intitolato Clef absolue de la Science occulte. Le Tarot des Bohémièns (Paris 1889), “ad uso esclusivo degli iniziati” (come scrisse nella prefazione all’opera) nel quale spiegò i significati dei 78 Arcani sviluppando le dottrine cabbalistiche sui Tarocchi definite da Eliphas Lévi trent’anni prima. A lui si deve l’interpretazione degli Arcani su tre diversi livelli esistenziali: fisico, intellettuale e spirituale.

Dieci anni più tardi, Papus pubblicò una nuova opera sull’argomento, Le Tarot divinatoire (Paris 1909) dedicata specificamente alla cartomanzia. Il volume era accompagnato dalle illustrazioni di un nuovo mazzo di Tarocchi ideato dallo stesso Papus. Ogni carta riportava, accanto all’illustrazione centrale, la corrispondenza astrologica, il rapporto con una lettera di lingua antica (latino, sanscrito, ebraico ed egiziano) ed infine il segno watan ideato da Saint-Yves d’Alveidre nel suo L’Archéometre (pubblicato postumo nel 1911).

Opere tradotte in italiano

Le arti divinatorie, Castel Negrino, 2006

  • Ciò che deve sapere un maestro massone, Atanòr, 2005
  • La reincarnazione e la metempsicosi, I Dioscuri, 1989 (anche Bastogi, 1998)
  • La scienza dei numeri, Atanòr, 1984
  • Chiromanzia sintetica e analitica, Atanòr
  • Magia bianca-magia nera, Napoleone, 2000
  • Il carattere rivelato dalla fisionomia, L’Airone Editrice, 1996
  • Ciò che deve sapere un maestro massone, Brancato, 1995
  • I tarocchi. L’arte della divinazione attraverso la cartomanzia, Napoleone, 1993
  • Morte e reincarnazione, Casa del Libro, 1990
  • Trattato di magia pratica, I Dioscuri, 1989
  • La filosofia occulta e la magia, I Dioscuri, 1989
  • Trattato pratico di scienze occulte, Edizioni del Gattopardo, 1971
  • Ciò che deve sapere un maestro massone, Mondi Velati Editore, 2013

Note

^ (FR) Serge Caillet, La Franc-Maçonnerie swedenborgienne, su le-colporteur.blogspot.ch. URL consultato l’11 maggio 2016(archiviato dall’url originale il 13 maggio 2016).

Bibliografia

  • Philippe Encausse, Papus, sa vie, son œuvre, Ed. Pythagore, Paris 1932.
  • Marie-Sophie André et Christophe Beaufils, Papus, biographie, la Belle époque de l’occultisme, Berg international, 1995.
  • Jean-Pierre Bayard, Philippe Encausse, Pierre Mariel, Papus : Occultiste, ésotériste ou mage ? Anthologie thématique du Dr Gérard Encausse, Editions Ediru, Mennecy 2005.
  • Giordano Berti, ‘Il dottor Papus’, ‘La bibbia degli zingari’, ‘La chiave assoluta dell’occultismo’, ‘I tarocchi divinatori’, ‘Gli Arcani di Papus’, in Storia dei Tarocchi, Mondadori, Milano 2007, pp.125-133.

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