Importante President’s blog di maggio. Tim finisce il suo mandato americano.


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Resoconto dell’Incontro Teosofico del gruppo “Fraternitas” avvenuto martedi 27 giugno 2017


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Resoconto dell’Incontro Teosofico del gruppo “Fraternitas” avvenuto martedi 27 giugno 2017 presso la sede sita nella casa privata di Andrea e Greta Biasca-Caroni in Via Collina, 19 – CH 6612 Ascona, Svizzera.

 

Orario dell’incontro:

Dalle ore 20.00 alle ore 21.45.

 

Partecipanti:

Andrea Biasca-Caroni, Greta Biasca-Caroni, Giancarlo Fabbri, Alessandro Gugolz, Aida Osmic. La cagnolina Poppy, Mascotte del gruppo.

 

Libro trattato:

Il fuoco della creazione di J.J. Van Der Leeuw – Edizioni teosofiche Ticinesi (www.teosofia.ch).

 

Lettura eseguita da:

Greta B.-C. da pag. 103 a pag. 107.

 

Svolgimento:

Meditazione di apertura della durata di 7 minuti.

 

Andrea B.-C. informa Alessandro G. ed Aida O. che è stato insignito della carica di Agente Presidenziale Svizzero direttamente dal Presidente Mondiale della Società Teosofica, il Signor Tim Boyd. Brevemente spiega quanto detto in merito durante il nostro precedente incontro ponendo come obbiettivo principale il riportare la Svizzera a “Sezione”. Subitanee le congratulazioni e gli auguri.

Durante la lettura vi sono stati numerosi interventi nell’ottica di scambio fraterno ed approfondimento dei temi trattati.

 

Si ricorda la storia della morte del Santo Milarepa quando egli viene sottoposto all’ultima prova da vivo da parte di maestro rivale che lo avvelena. Milarepa veicolando il veleno su una porta in legno che si spacca immediatamente prova al Maestro di riuscire a gestire le energie maligne. Nonostante cio`, per dargli un forte insegnamento decide di riprendere su di sé il veleno morendone. Il rivale, visto l’estremo sacrificio del grande Santo, ne comprende il significato e pentendosi dell’atto compiuto si illumina.

 

Si parla anche del tempo, del continuo mutare incessante delle cose attraverso il tempo che tutto modifica. Il tempo scorre e noi cambiamo con lui. Nello Zen si dice che per raggiungere un obbiettivo ci vogliono 1’000 passi ma che invece basta 1 solo passo verso l’interno di noi e del nostro cuore per trovarlo. L’attenzione riportata verso l’interno, verso la Realtà ci fa capire che non esiste piu` un io ed un qualcosa separato ma noi siamo sia il cerchio che la circonferenza contemporaneamente. Il cammino spirituale che prevede lo svolgersi dell’evoluzione attraverso le ronde, le razze e sottorazze è la strada lunga. Anche se in effetti bisogna passare per l’esperienza una scorciatoia esiste per essere liberi.

Come entità personali non esistiamo, ad es. “Greta” non esiste, ma siamo il risultato karmico delle azioni compiute. C’è una lenta evoluzione verso una comprensione sempre maggiore della Realtà. Lo Yoga è la pratica di trascendere le tendenze karmiche evitandone lo sviluppo. Tendenze che se invece sviluppate ci porteranno inevitabilmente nell’illusione di Maya.

Ben scritto ed apprezzato il paragrafo che spiega come la percezione di separazione, di differenza e conflitto tra “materia” e “Spirito”, tra Sé e non-Sé sia in sé stessa un concetto errato, ingannevole essendo invece tutto energia e luce. E` unicamente il punto di vista da posizioni differenti che fa percepire al grande cio` che racchiude poca energia come “materia” o “non-Sé” ed al contrario fa percepire al piccolo cio` che racchiude tanta energia come “Spirito” o “Sé”.

 

Meditazione di chiusura della durata di 7 minuti.

 

G. Fabbri, IL TRAMONTO DELLA POLITICA E IL SORGERE DELLA TECNOLOGIA e Le irrinunciabili libertà dell’uomo


IL TRAMONTO DELLA POLITICA E IL SORGERE DELLA TECNOLOGIA

 

Come il ventesimo secolo è stato testimone della ricerca di un maggiore benessere da parte di diversi popoli dell’est-europeo sotto la sfera d’influenza sovietica, quello della nostra modernità coincìde con una presenza dell’islam, teso a sfruttare ogni favorevole sentimento indistinto sul “male assoluto” ìnsito e identificato nel comportamento della cultura occidentale e con l’unico scopo di arrivare a uno scontro finale attraverso una supremazia tecnologica, che la momento per nostra fortuna, non dispone; ma, se un domani gli equilibri dovessero mutare, l’islam diventerebbe altamente pericoloso.

Pertanto, il mondo occidentale, in quanto critico del suo passato e reso manifesto con la modernità, si rivelerebbe mancante di un potere di autorità fisiche e morali, mentre l’islam, seguàce in una fede incrollabile, troverebbe nella sua tradizione una forza inaspettata.

Il filosofo Emanuele Severino fa notare come l’islam ignora l’atteggiamento critico in cui consiste la nostra modernità, mentre il mondo occidentale con l’abbandono delle sue tradizioni, ha potuto svilupparsi nelle scienze che nella tecnica.

E poiché la tecnica, ne è il mezzo più potente, anche l’islam ha inteso servirsene attraverso i finanziamenti e sopra tutto, con l’approvazione di un principio che è quello di “essere disposti a tutto”.

Da ciò, ne scaturisce, che a vincere la ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico, sarà di chi non ne porrà un limite.

Ora però, questo tentativo frenetico di superare gli altri nel volere conseguire un fine arriverà a trasformare la “tecno-scienza” in uno strumento di cui ci si varrà per raggiungere un risultato.

È un accrescimento della potenza della medesima tecnica che si traduce in una volontà di potenza che trascende la realtà sensibile, impossibile da controllare per l’uomo.

Dunque, d’ora in poi, essa aprirà del tutto a una percezione che prenderà il potere sul capitalismo e il marxismo, e a un esercizio incontrastato sull’economia e le religioni che l’anno aiutata e protetta nella convinzione di potersene giovare.

Oggigiorno, questa “situazione apicàle” e l’insieme delle armi nucleari e delle applicazioni di tecniche di biologia molecolare dell’ingegneria generica, vòlte allo sviluppo di nuovi processi e alla possibilità di futuri e positivi sviluppi “risolverà con la tecno-scienza situazioni difficili che adesso procurano afflizioni all’umanità”.

Al momento, la tecno-scienza è preponderante nei confronti degli avversari e sarà la sua apoteòsi sulle molte ideologie, capitalismo incluso, e le tante fedi che si sono affrontate in millenni di storia.

Non è possibile arrestare il progresso, perché è nella natura dell’uomo, e prima o poi, lo faranno.

La tecnica salverà così il nostro mondo occidentale che “prevarrà” sulla visione del mondo.

E probabile un tramonto della politica perché ancoràta a un capitalismo avviato al tramonto. Il nostro mondo occidentale è nato con il capitalismo in quanto cresciuto sulle fortune individuali, la capacità d’intraprendere cose nuove e l’acquisizione dell’ “umana consapevolezza” caratterizzata da profonda spiritualità e di una assoluta edizione ai valori occidentali”.

Il mondo cerca prospettiva equità, libertà, obiettività e democrazia che sono dispendiose e abbisognano di tanti sforzi.

E finito il tempo del capitalismo, anche perché, i poveri aspirano alla ricchezza e non a un mondo sempre più povero.

 

Ascona, agosto 2017

Giancarlo Fabbri, membro Società Teosofica Svizzera

 

Le irrinunciabili libertà dell’uomo
Da tempo immemorabile, non c’è poeta che non abbia magnificato la libertà; non c’è filosofo che non abbia pensato compiutamente alla libertà; non c’è storico che non ne abbia esaltato le vicende umane meritevoli e degne di venire ricordate con le quali l’uomo ha cercato da sempre di darne una esauriente risposta che si (ri)conciliasse con i versi poetici “spesi” e le indimenticabili pagine “consunte”.
Ho respirato la libertà dell’infanzia, provo un profondo sentimento spirituale verso coloro che la esaltano e detesto quelli che l’affliggono e la tiranneggiano, perché la libertà è la celebrazione di una vita senza costrizioni o impedimenti; perché la Libertà è la facoltà di agire e decidere indipendentemente secondo le proprie convinzioni e l’opportunità di viverla nella legalità in comunità; perché la libertà dà la facoltà di una libera scelta nonostante possa creare una ingiustificata arbitrarietà di abusi e prevaricazioni ai danni del prossino, e dove la parola “arbitrio” diventa sinonimo di una licenziosità trasgressiva a scàpito della libertà e sensibilità altrui, la quale se non illegale, è per lo meno non gradita.
L’uomo non ha ancora trovato il giusto verbo “sulla libertà universalmente accettàto, ma esige di conoscere e sapere ancor di più in che cosa consiste “il concetto di libertà”.
Pertanto riesce difficile interpretare un processo per cui delle persone (uomo o donna) si sentono intimamente partècipi e si arrògano senza averne il diritto e il privilegio, l’autorità e il potère morale di imporre la propria volontà e manifestarla affinchè venga eseguita; sia essa di un monarca-despota, che di un presidente eletto; sia essa di un generale criminale, che di un capo politico di prestigio.
È del tutto accettato e condivìso come la convivenza in una comunità di persone unite fra loro da vincoli naturali, da rapporti di interesse, da scopi o idee comuni, abbisogna di una autorità che governa altrimenti vi sarebbe confusione e disordine; ma il lato tragicomico (in verità molto tragico e poco comico) è “la necessità di una persona investita di un comando, di cui non potendo controllarla e non sapendo dove andrà a parere, potrebbe minàre la nostra libertà. Questa necessità dimostra che non esiste la libertà in senso assoluto, perché non è mai esistita e mai potrà esistere, nonostante l’uomo continua a cercarla come se esistesse, a qualunque prezzo.
Se si potesse fare l’appello delle persone afflitte nello spirito da un grande dolore morale e di quelle martoriate nel fisico tra atroci spasimi, sarebbe diffìcile arrivare a un traguardo nel quale potere iscrivere l’ultimo nome all’appello tanto grande è stato l’infinito tributo dell’umanità alla libertà.
Si sono scritte pagine di vittorie e di sconfitte; si sono elargìte pagine memorabili, gloriose, indelèbili ma l’uomo si chiede ancora una volta cosa sia la libertà e in cosa consista, perché il concetto assoluto in essa è il compèndio di una sìntesi di idee non riconducibili a una sola idea, in quanto trattarsi di una mescolànza di elementi eterogenei e di una sottointesa incoerènza.
Forse la liberà è più di un concetto: è un “sentimento” impossibile e non facile da raziocinàre per il timore di sprofondare in una superficiale e retòrica esaltazione dei valori della stessa libertà.
Vi sono libertà ferite e uccise in nome della libertà; vi sono uomini di fede diventare carnefici di quella libertà; vi sono guerre ingiuste e rivoluzioni manipolàte in nome della libertà; si sono commessi delitti che suscitano orrore e raccapriccio in modo assurdo e irragionevole al grido di “viva la libertà”:
Libertà di patria e indipendenza, di uguaglianza e giustizia, perché la storia è un campionàrio di coloro che combattono la tirannia e diventano a loro volta tiranni.
Anche nei rapporti personali-come ci ricorda “Lacordaire nei suoi pensieri” – la libertà è il diritto di fare ciò che non nuòce agli altri per cui se sto a letto con una persona e, volendo leggere un libro, tengo accesa l’abat-jour, esercito una mia libertà ma lèdo e lìmito la sua libertà; e invertendo i ruoli, se l’altra persona spegne l’abat-jour, esercita una sua libertà ma nuòce o lìmita la mia, tanto da poter affermare che la libertà di una persona finisce “là” dove inizia quella di un’altra ed evidenzia, che nulla quanto l’amore, condiziona o impedisce l’esercizio della libertà, che finisce sempre col danneggiare qualcuno.
Pertànto, l’amore è il suicidio della propria libertà che, per essere vera e diventare casta, esiste solo nei sogni e non può essere altrimenti!
È necessario allora combattere e anche morire per salvaguardare almeno un “riverbero” di libertà; bisogna combattere senza rinunce per inseguire ciò che non esiste; bisogna discernere il buono dal cattivo, il bello dal brutto per non vanificare l’intelligenza e la creatività in maniera tale che la dignità dell’uomo non venga meno e si riduca a un valore di mera fisicità.
Libertà sono i nostri pensieri, le nostre riflessioni.
Libertà sono le nostre inquietudini, le nostre apprensioni.
Libertà sono i momenti di sconforto e di sollievo.
Libertà sono la fiducia alle nostre attese e alle speranze, libertà sono i momenti di avvilimento e di sconforto.
Libertà sono gli intensi momenti di ammirazione di gioia ed esaltazione.
Libertà sono la nostra umanità; le nostre passioni; gli slanci e gli amori folgoranti.
Libertà è l’umana esistenza verso alti ideali e noi ne siamo testimoni e protagonisti.
Ascona, novembre 2016
Giancarlo Fabbri, Membro della Società Teosofica Svizzera

S.T.I. si svolgerà a Rivoli Torinese (TO) dal 1° al 4 giugno 2017, presso l’Hotel Rivoli


Rivista Italiana di Teosofia – Anno LXXIII – N.5
Il notiziario
Segnalazioni
103° Congresso nazionale 2017 della S.T.I. a Rivoli (TO)
Il 103° Congresso Nazionale della S.T.I. si svolgerà a Rivoli Torinese (TO) dal 1° al 4 giugno 2017, presso l’Hotel Rivoli. Il tema che trattato sarà: “Helena Petrovna Blavatsky testimone della Teosofia e pioniera della S.T.”.
Quello del Congresso è l’appuntamento più rilevante a cui sono chiamati i Soci ed i Simpatizzanti della Società Teosofica Italiana. È l’occasione non solo di approfondire un importante tema di studio, ma anche di condividere i diritti ed i doveri della vita associativa di un Ente Morale qual è la S.T.I. (Assemblea dei Soci, riunione del Consiglio Generale, etc.).
In allegato al numero di aprile della Rivista è stata inserita la presentazione del Congresso, del suo programma generale comprendente l’Assemblea Generale degli Associati, prevista per venerdì 2 giugno alle ore 10.00 e la scheda di prenotazione, con le informazioni di dettaglio.

Buona Pasqua dalla ST


Ciao a tutti,

vi faccio i migliori auguri e ne approfitto per girare la mail arrivata dai nostri fratelli italiani,

Buona Pasqua

Andrea

Carissime Sorelle e carissimi Fratelli,

in occasione della ormai imminente ricorrenza della domenica pasquale desidero porgere a tutti un fraterno augurio di serenità e di Ogni Bene, da estendere ai soci ed ai simpatizzanti dei Gruppi e dei Centri da Voi presieduti.

Come è stato ricordato anche nel nostro sito web, l’avvicinarsi della Pasqua spinge il ricercatore ad approfondire il significato di questa ricorrenza ed a coglierne la profonda valenza simbolica, presente nella tradizione giudaica, in quella cristiana ma anche in quella di altre religioni.
Per ricordare questo momento e per contribuire ad una sua più profonda comprensione  segnalo un vecchio articolo, pubblicato nella rivista teosofica “Gnosi” nel numero di maggio-giugno del 1923: http://www.teosofica.org/all/SIMBOLOGIA_PASQUALE_GNOSI_1923.pdf

Con un fraterno abbraccio ed un rinnovato augurio,

 

Antonio

Seminario Ascona 2017, 25.3.2017, Marco Boccadoro


 

Seminario Ascona 2017

25.3.2017

Marco Boccadoro

 

Kali Yuga , un futuro senza speranza o verso un nuovo Satya-Yuga?

 

Il più lungo poema epico mai scritto, cioè il  Mahabharata (10 volte più lungo dell’Odissea e dell’Iliade sommate) che narra della  guerra di Kurukshetra finisce con la morte di  Krishna e la fine della sua dinastia. Questi segna pure l’inizio dell’era Indù del Kali Yuga, la quarta ed ultima (forse) era dell’umanità, nel 3102 a.C.

Kali Yuga significa l’era oscura, della discordia, caratterizzata dal Male:

Markandeya (un antico rishi, un saggio) ne parla così:

“I governanti diventeranno irragionevole: saranno imposte tasse ingiustamente.

I governanti non vedranno più come loro dovere  promuovere la spiritualità, o proteggere i loro popoli: essi diventeranno un pericolo per il mondo.

La gente inizierà a  migrare verso paesi ricchi di  grano e orzo

L’avarizia e l’ira saranno comuni. Gli esseri umani mostreranno apertamente ostilità verso l’altro.

La morale sarà ignorata.

La gente avrà pensieri omicidi senza giustificazione e non vedrà nulla di sbagliato in ciò.

La lussuria sarà considerata come socialmente accettabile e il rapporto sessuale sarà visto come il requisito centrale della vita.

Il peccato aumenterà in modo esponenziale, mentre la virtù svanirà e cesserà di fiorire.

La popolazione  diventerà  dipendente da bevande e droghe inebrianti.”

 

 

Potremmo continuare su questo registro, ma a questo punto ciascuno di noi ha capito che ci troviamo  nel Kali Yuga, l’ epoca  in cui il materialismo e le realizzazioni della tecnologia sono al  culmine.

Ma quanto durerà il Kali Yuga, cosa ci riserva il futuro?

Le fonti sono discordi, al riguardo.

Il Kali Yuga è una delle quattro ere del Buddismo e dell’Induismo: Satya Yuga, Treta Yuga, Dvapara Yuga e Kali Yuga.

Anche gli antichi greci distinguevano le quattro età della civiltà umana in Età dell’Oro, Età d’argento, Età del Bronzo ed Età del Ferro, siamo quindi, come detto, nel Kali Yuga o Età del Ferro.

L’inizio del Kali Yuga è situato verso il 3102 a.C, con la morte di Krishna, quando ci sarà la discesa di Kalki (2), il decimo e ultimo avatara  di Visnu, che apparirà su un cavallo bianco e con una spada fiammeggiante distruggerà il Male.

Curiosamente anche il calendario Maya inizia più o meno alla stessa data, cioè il 3113 b.c  : inizia il grande ciclo Maya. Questi dura fino al 2012 della nostra era, ed è diviso in 13 Baktuns di 144000 giorni. L’ultimo baktun è l’era della trasformazione della materia.

Anche gli Aztechi parlano di 6 grandi ere, da 5000 anni l’una., di cui la quinta inizia nel 3114 b.c. e finirà con il terremoto del sole, per entrare nel 2012 nel nuovo sole.

Tornando al  Kali Yuga, alla fine il ciclo ricomincia ripartendo secondo la tradizione vedica dalla più nobile era, cioè il Satya-Yuga, e questo passaggio viene accompagnato da una incarnazione di Visnu (Kalki Avatara) che appare per purificare la Terra e distruggere il Male.

A questo proposito, come abbiamo sentito ieri, la signora Blavatsky nel suo breve articolo pubblicato nel gennaio 1884 dal titolo “Premature and Phenomenal Growths” dice che dopo il Kali Yuga torna non il Satya Yuga, ma il  Dvāpara-Yuga, poi il Tretā-Yuga ed infine il Satya-Yuga, per un totale di 7 cicli. (4).

Ciò ripete il pattern involutivo / evolutivo noto in teosofia:

Il ramo discendente, consistente  nell’aumento di separatività dei singoli esseri e nella crescente materialità delle loro forme; il processo di discesa nella materia, fino al punto più basso, coicidente con il Kali Yuga, poi l’evoluzione verso il ramo ascendente, consistente nel sollevarsi verso l’unità e nell’assumere forme più sottili, tendendo con questa ascesa alla vita libera da veli.

Per quanto riguarda la durata degli Yuga, i veda parlano di di 432’000 anni!

Questi grandi numeri derivano dalla durata del giorno di Brahma, il creatore dell’Universo nella Trimurti dell’induismo.

In effetti, un giorno di Brahma corrisponde a circa  4.3 miliardi di anni terrestri, e ciò corrisponde esattamente alla data di formazione del sistema solare e del nostro pianeta!  Ciò è stato dimostrato da esami su meteoriti e campioni di minerali, su questo punto la scienza è concorde.

La cosa stupefacente è che le Scritture parlavano di questo dato già migliaia di anni or sono, mentre fino al diciannovesimo secolo si pensava che l’età del nostro pianeta fosse tra 20 e 400 milioni di anni (Lord Kelvin)

Ricordiamoci che i veda risalgono al periodo che va dal 1200 al 150 b.c

Ma torniamo alle metriche degli Yuga:

Satya-Yuga (era della verità)     4 x 432 000 = 1 728 000

Tretā-Yuga                                      3 x 432 000 = 1 296 000

Dvāpara-Yuga                                2 x 432 000 = 864 000

Kali-Yuga                                         1 x 432 000 anni terrestri

Totale delle quattro ere: 10 x 432 000 = 4,32 milioni di anni terrestri (Brahma-vaivarta Purana 2.54.34-38)

1000 di questi cicli corrispondono ad un giorno di Brahma, o kalpa.

Durante un giorno di Brahma si susseguono 14 Manus (i padri progenitori dell’umanità) e cioè 14 manvantara di 308 milioni di anni ciascuno. Per la cronaca ci avviciniamo al settimo manvantara, chiamato Vaivasvata Manu, all’incirca a metà del giorno di Brahma. Ogni manvantara dura 71 Maha-Yuga (cioè cicli delle 4 ere) . Ci troviamo nel Kali Yuga del 28. Maha-Yuga.

La vita di Brahma corrisponde alla durata dell’Universo, cioè 30x12x100 suo giorni, o 311 triliardi e 40 miliardi di anni.

Dopo di ché l’universo viene inghiottito da Maha-Visnu. Brahma ha la metà della sua esistenza dietro a sé, quindi l’universo esiste da 150 triliardi di anni. (1)

Ciò non coincide per nulla con le osservazione degli astrofisici, per i quali l’età dell’universo è di circa 14 miliardi di anni. Quindi, o prima dell’Universo visibile esisteva un Universo invisibile, oppure ha ragione la scienza ufficiale e i Veda hanno torto. Bisogna dire che nei Veda troviamo la relatività del tempo, l’età precisa della Terra, il modo in cui il nostro sole morirà (coincide con quanto possiamo oggi osservare con potentissimi radiotelescopi) e molto altro, quindi bisogna prenderli molto, ma molto sul serio.

La cosmologia Purana contiene già concetti e scoperte dell’astrofisica del  ventesimo secolo, ad esempio l’espansione dell’Universo, (scoperta solo negli anni venti del ventesimo secolo da Alexander Fiedman e da Edwin Hubble, l’universo si espande del 10 % ogni miliardo di anni) il fatto che la materia è energia,(postulata da A.Einstein nel 1905) l’età della terra,  il fatto sorprendente che il sole, alla fine della sua esistenza, diverrà una gigante rossa ed incendierà i pianeti del sistema solare.

Da notare a questo proposito che la stella più vicina in fase gigante rossa è gamma-Crucis, distante 88 anni luce dal nostro pianeta! Come facevano i saggi nell’antichità a possedere tutte queste conoscenze, senza la nostra tecnologia?

Il sapere  contenuto nei Veda spazia sulla medicina (Ayur Veda), sugli oggetti volanti (Vimana-Veda) , sull’architettura ed ingegneria civile (Sthapatya – Veda) , sulla scienza militare (Dhanur-Veda), sulla geometria, matematica, musica, scrittura. (2)

Malgrado l’autorevolezza dei veda, è’ importante  però riflettere se questi tempi lunghissimi siano da prendere alla lettera.

Infatti, se così fosse, avremmo ancora 428’000 anni di Kali – Yuga, e qualsiasi riflessione in merito perderebbe  di interesse, in quanto per un futuro lunghissimo saremmo in una situazione catastrofica, senza speranza, un lunghissimo futuro buio, malefico, distruttivo, che peggiora continuamente.

Esistono altre interpretazioni delle metriche dei Veda, fonti Maya e Nostradamus parlano di cicli di 5000 o 10’000 anni.

Sembra che i cicli di 5000 anni rivestano un’importanza particolare, essendo dei sotto cicli degli Yuga.

I primi 5000 anni del nostro Kali Yuga coinciderebbero più o meno con la fine dell’800, data della fondazione della Società Teosofica (4)

Sri Yukteswar riferisce che in realtà un ciclo completo dura 12’000 anni e non 4’320’000, poiché c’è una discrepanza tra anni divini e anni terrestri (fattore 360) . Anche nei Veda si parla di anni dei Semi-Dei e di anni terrestri, di un Universo a più dimensioni (14 dimensioni) e con uno scorrere del tempo diverso dal nostro.

Inoltre il ciclo completo, come riferito dalla Signora Blavatsky, andrebbe dal Satya Yuga al Kali Yuga, poi da lì al Satya Yuga di nuovo, per una durata totale di circa 24’000 anni. Il periodo della precessione degli equinozi (25’800 anni) coincide più o meno con questo dato.

Anche sulla durata dei singoli Yuga le opinioni sono discordi, si parla di una durata fissa di 3000 anni l’uno. La fine del Kali Yuga attuale, secondo alcune fonti, è da collocare verso il 2025, con un periodo di transizione fino al 2325, caratterizzato da catastrofi ambientali e dalla scomparsa della civilizzazione…

Per riassumere il tutto, non conosciamo né l’inizio, né la durata degli Yuga.

Bisogna dire che i veda risalgono a 3000 anni fa, che non è giunta a noi , purtroppo, una grande percentuale di questo compendio, inoltre che nell’ esoterismo i numeri hanno un valore simbolico che non viene sempre svelato.

Matematica a parte,  la visione trasmessaci dai Veda è quella di quattro (o sette ere) che si susseguono periodicamente a comando, inframmezzate da catastrofi che provocano la scomparsa delle civiltà. Per far scomparire la nostra civiltà direi che non bisogna scomodare il decimo avatara di Visnu, siamo anche nell’era del “Fai da te” , abbiamo bombe atomiche in numero sufficiente (ca 7300 testate solo in Russia, 4500  in USA) per cancellare ogni nostra traccia dalla faccia della terra…

L’aspetto inquietante degli Yuga nella visione Induista è che  l’essere umano, in questo grande disegno, assiste  impotente e rassegnato, è sballottato passivamente da un’era all’altra senza poter farci nulla. Si aspetta fatalisticamente il Satya Yuga, per ora non c’è limite al peggio…

Provocatoriamente, ci sono due immediate conseguenze: la prima è che per ogni scenario servono degli attori, quindi se siamo nel Kali Yuga, servono dei cattivi, anche se tutti volessero comportarsi bene, la seconda è che qualunque cosa gli esseri umani intraprendano, la rappresentazione deve continuare indisturbata. Finora abbiamo considerato la cosa dal punto di vista della tradizione vedica.

 

Il fatalismo ci deresponsabilizza! Invece, il Kali Yuga può essere un’opportunità di combattere il Male.

Infatti, quale dev’essere il ruolo della Teosofia in questo scenario ?

Prima di tutto il Male ed il Bene dipendono da noi e non da un grande burattinaio, come  è scritto nella lettera numero 10 dei Mahatma ad A. P. Sinnett:

“… Il vero male proviene dall’intelligenza umana e la sua origine è provocata solo dall’uomo razionale che si allontana dalla Natura…L’ambizione, il desiderio di procurare la felicità e gli agi a coloro che amiamo, ottenendo onori e ricchezze, sono sentimenti naturali e degni di lode, ma quando trasformano l’uomo in un ambizioso e crudele tiranno provocano inenarrabili sofferenze in coloro che lo circondano, nelle nazioni e negli individui….

l messaggio teosofico è un messaggio di speranza, fratellanza, di ricerca  della Verità, del Bello e del Buono, e del percorrere il sentiero virtuoso  che ci farà ricongiungere con l’Essere Immanente.

Così inizia “il Tempio interiore” di  A. Besant: (3)

“Se fosse possibile trasportarci col pensiero nello spazio, in un punto dal quale potessimo vedere tutto il corso dell’evoluzione e studiare la storia della catena dei nostri mondi…si potrebbe raffigurare il tutto in un grande quadro. Io vedo un’alta montagna sita nello spazio, con una strada che gira attorno e circonda a spirale tutta la montagna, sino alla vetta. Le svolte di questa strada sono in numero di sette, e ad ogni svolta io vedo sette luoghi di sosta ove i pellegrini soggiornano per un pò….  A misura che saliamo la strada lungo il sentiero a spirale, vediamo che questo termina alla sommità della montagna e conduce a un poderoso Tempio…

Quel Tempio rappresenta la meta del pellegrinaggio….”

Questa splendida visione della signora Besant è l’essenza del percorso  della ricerca Teosofica. C’è il sentiero, la fratellanza, poiché i pellegrini illuminati aiutano i loro vicini che faticano, la speranza, lo scopo ultimo dell’esistenza, cioè che l’Anima attraverso la purificazione, il controllo dei pensieri, la formazione del carattere, la trasmutazione delle qualità inferiori in quelle superiori,  arrivi finalmente al Tempio, all’Essere Immanente, alla Conoscenza.

Quindi non si tratta di attendere il Salvatore  o una nuova Era, ma di salvare noi stessi. Nessun uomo può salvarne un altro, dobbiamo risalire con le nostre forze, la soluzione è dentro di noi.

 

Bibliografia:

  • P.B, The Secret Doctrine, Vol 1, p 377
  • Risi, Gott und die Götter, Govinda Verlag, 1999, ISBN 3-906347-30-3
  • Besant, in the Outer Court, The Theosophical Publishing Society, 1895
  • William Q. Judge, “Letters That Have Helped Me”, (p. 97)
  • P.B., Premature and phenomenal growths, from H.P. Blavatsky Theosophical Articles, Vol I., 1884
  • Besant, Il Sentiero del Discepolo

 

Alcune relazioni del seminari europeo Ascona 2017


PRESENTAZIONE KALI YUGA (Girardi Ascona 2017)

PRESENTAZIONE KALI YUGA (Calvi P. Ascona 2017)

L’eterna Madre – Ascona_20170325

l’androginia nella vita esteriore ed interiore, fattore di evoluzione spirituale – Ascona 24-26 marzo 2017

Ora sono online tutti i video delle conferenze del seminario teosofico di Ascona 2017


http://bambuser.com/channel/teosofia#broadcasts

video

Seminario e conferenze teosofiche ad Ascona : 24-26 marzo (venerdì-sabato e domenica)


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Apre venerdì alle 16h00 presso l’hotel Ascona il consueto seminario Europeo della Società Teosofica. Le conferenze sono di livello internazionale e sono aperte a tutti.

INFORMAZIONI 

Inoltre ogni martedì c’è la possibilità di partecipare ai gruppi teosofici, che sono gratuiti, liberi e non richiedono nessuna formazione preliminare.

I partecipanti possono approfittare di un ambiente ospitale e accogliente, di una  biblioteca tematica a disposizione gratuitamente, degli aggiornamenti di questo blog e possono abbonarsi alla rivista teosofica in Italiano.

Gli incontri si tengono ogni martedì alle 20h00 senza nessun obbligo di presenza. Ricordo che i teosofi sono ricercatori indipendenti che hanno il piacere della condivisione con il gruppo e per tanto la società teosofica va intesa come momento di incontro e scambio umano e in nessun modo come un’istituzione settaria o detenente una qualsiasi autorità spirituale.

Gli scopi della Società Teosofica sono i seguenti:

1. Formare un nucleo della fratellanza universale dell’umanità, senza distinzione di razza, credo, sesso, casta o colore.

2. Incoraggiare lo studio comparato delle religioni, filosofie e scienze.

3. Investigare le leggi inesplicate della natura e le facoltà latenti nell’uomo.

Simpatizzare con questi scopi è l’unica condizione richiesta.- La Società Teosofica è composta da studiosi appartenenti a qualsiasi religione del mondo o a nessuna, uniti nell’approvare gli scopi della Società, con il desiderio di rimuovere gli antagonismi religiosi e di dialogare con gli uomini di buona volontà, qualunque siano le loro opinioni religiose.

Ad Ascona ci riuniamo il martedì dalle 20h00 alle 21h30.

A Lugano alle 20h30 a giorni variabili.

Per partecipare chiamare pf. Andrea Biasca-Caroni, 079 621 23 43 o scrivere a ancaroni@me.com

 

Relazione Seminario Europeo 2017, Ascona : Andrea Biasca-Caroni


http://theosophy.wiki/en/Kali_Yuga#Kali_Yuga

Dal Glossario teosofico

KALI

-YUGA (San.) – La quarta era, nera o del ferro, il nostro periodo attuale, la cui durata è di 432.000 anni solari. È l’ultima delle quattro ere, o epoche, in cui si suddivide il periodo dell’evoluzione dell’uomo (Maha-yuga), e rappresenta un periodo tenebroso spaventosamente materialista. Il Kali-yuga iniziò nel 3102 a.C., al momento della morte di Krishna, ed il primo ciclo di 5.000 anni è finito fra il 1897 ed il 1898. In questo periodo vive la Quinta Razza Radice dell’umanità.
 “Siamo all’inizio del periodo crepuscolare del Kali Yuga e la lotta tra il Bene e il Male ha lo stesso valore, lo stesso significato dell’instabile equilibrio tra le energie ying e yang.  Il Male non esiste nella realtà del Tutto.  Tutte le sue vittorie sono illusorie, valide soltanto per la realtà limitata del trimundio e resa possibile dai nostri cinque sensi, da una delle nostre molteplici menti e solo per gli uomini che sono imprigionati e condizionati dallo Spazio e dal Tempo, al difuori dei quali regna l’AUM”
(BdB – “La Casa nel tramonto” – ed. 1980– pag. 256)
he siamo in un momento, quello che gli indù chiamano il Kali Yuga, che la tradizione definisce come un’epoca buia, come l’era oscura che corrisponde all’ Età del Ferro dei miti greci. Si tratta di un’epoca caratterizzata da numerosi conflitti e da una diffusa ignoranza spirituale. Durante questo attuale periodo si assiste ad un eccezionale sviluppo della tecnologia materiale che però corrisponde a una altrettanto eccezionale regressione spirituale e attualmente il criterio con cui si giudicano le persone è determinato dalla ricchezza, dalla pubblicità e dalla potenza, senza riguardo per la spiritualità.
Buona notizia : finisce nel 2025 !

The entire timeline of the Yuga Cycle gets unraveled:

Fig 3: Yuga Cycle TimelineThis Yuga Cycle timeline takes the beginning of the Golden Age to 12676 BC, more than 14,500 years before present, when the Great Bear was in the “Shravana” nakshatra (the Great Bear will advance by 3 nakshtras in every Yuga because of the 300 year transitional period). This agrees very well with the Indian tradition, since the Mahabharata mentions that in the ancient tradition the Shravana nakshatra was given the first place in the Nakshatra cycle.

The timeline also indicates that the ascending Kali Yuga, which is the current epoch in which we are living, will end in 2025 CE. The full manifestation of the next Yuga — the ascending Dwapara — will take place in 2325 CE, after a transitional period of 300 years.

The ascending Dwapara Yuga will then be followed by two more Yugas: the ascending Treta Yuga and the ascending Satya Yuga, which will complete the 12,000 year ascending cycle. The Sanskrit text Brahma-vaivarta Purana describes a dialogue between Lord Krishna and the Goddess Ganges. Here, Krishna says that after 5,000 years of Kali Yuga there will be a dawn of a new Golden Age which will last for 10,000 years (Text 50, 59). This can be immediately understood in the context of the Yuga Cycle timeline described here.

We are now ending the Kali Yuga, nearly 5,700 years since its beginning in 3676 BC. And the end of the Kali Yuga will be followed by three more Yugas spanning 9,000 years, before the ascending cycle ends.

Nella religione induista, il Dvāpara Yuga (devanagari: द्वापर युग) è la terza delle quattro ere di evoluzione del mondo (yuga).

Il Dvāpara Yuga ha una durata di 2.400 anni divini[1]. La sua alba e il suo tramonto (ovvero i suoi sandhi[2]) hanno entrambi la stessa durata di 200 anni divini, per un totale di 200+2.000+200=2.400 anni divini equivalenti a 864.000 anni umani.

Secondo Sri Yukteswar, invece, questi 2.400 anni andrebbero intesi come anni effettivi umani: nel 1899, in particolare, avrebbe avuto termine il periodo di transizione di 200 anni del Dvāpara Sandhi, e sarebbero iniziati i 2.000 anni del Dvāpara Yuga.

Sri Yukteswar era anche un temerario astrologo vedico e con i suoi calcoli rivoluzionari
spiegò che il nostro sistema solare è entrato in una nuova era: il Dwapara Yuga,
l’era dell’energia. Questo insegnamento rappresentò una grave offesa per gli indiani
ortodossi, la maggior parte dei quali è tuttora convinta che viviamo ancora nel Kali
Yuga, l’epoca oscura. Non fu cosa da poco, tanto che la tipografia dove Sri Yukteswar
pubblicò le sue scoperte fu addirittura presa d’assalto con un lancio di pietre.