Alexandra David-Néel


Ritratto di Alexandra David-Néel adolescente

Alexandra David-Néel, nata Louise Eugenie Alexandrine Marie David (Saint-Mandé24 ottobre 1868 – Digne8 settembre 1969), è stata una scrittrice ed esploratrice francese.

Nota soprattutto per essere stata la prima donna occidentale a giungere nel 1924 a Lhasa, città vietata agli stranieri all’epoca, dopo otto lunghi mesi di marcia partendo dallo Yunnan e attraversando il Tibet. Nella sua lunga carriera di esploratrice, fotografa, orientalista e antropologa scrisse più di trenta libri di viaggi e alcuni testi sul Buddhismo, ed è stata una delle sedici donne che fondarono l’Ordine Massonico Misto e Internazionale Le Droit Humain[1].

Biografia

Fin da giovane dimostrò il suo senso di libertà e ribellione, già nel 1886, all’età di soli diciotto anni, abbandonò la casa dei suoi genitori a Bruxelles per viaggiare in sella ad una bicicletta con la quale si diresse in Spagna. Il suo viaggio proseguì in Francia dove si fermò per un certo tempo presso Mont-Saint-Michel. Trasferitasi in Inghilterra, a Londra, si immerse nello studio delle filosofie orientali, contemporaneamente allo studio della lingua inglese. Lì ebbe modo di conoscere Agvan Dorzhiev inviato del Tredicesimo Dalai Lama e futuro fondatore del primo tempio buddhista in Europa. Dopo aver fatto ritorno a Parigi dove si iscrisse alla Società Teosofica, cofondata nel 1875 a New York da Helena Petrovna Blavatsky, approfondendo così gli studi sul buddhismo tibetano, e seguendo le lezioni di Lingue Orientali alla Università della Sorbona. In quello stesso periodo si iscrisse o frequentò numerose società segrete, tra cui la Massoneria[1] (nella quale raggiunse il 33º ed ultimo grado del Rito scozzese antico ed accettato), movimenti femministi ed anarchici. Nel 1899 scrisse un saggio anarchico con lo pseudonimo di Alexandra Myrial intitolato Pour la vie con la prefazione dell’anarchico e geografo Élisée Reclus (che a Londra l’aveva messa in contatto con il gruppo “Suprema Gnosi”). Tuttavia l’opera non trovò nessun editore che avesse il coraggio di pubblicarla, fino a quando il suo compagno, Jean Haustont, non decise di pubblicare l’opera a proprie spese. Nonostante passasse del tutto inosservata dalla maggioranza del pubblico, lo scritto di David-Néel si diffuse ampiamente negli ambienti anarchici e venne tradotto in ben cinque lingue, compreso il russo.

Nel 1890 – 1891, grazie ad una eredità proveniente dalla nonna materna, viaggiò in lungo e in largo per tutta l’India, dove rimase affascinata dalla musica tibetana e dalle tecniche di meditazione apprese grazie al suo maestro locale, Swami Bhaskarânanda. Ma la saggistica e lo studio orientalista non erano sufficiente per vivere, e mise quindi a frutto un’altra sua dote eccellente: il canto. È così che cominciò a girare il mondo come cantante lirica, divenendo anche prima donna all’Opera di Hanoi. Nel 1902 le venne offerta la direzione artistica del teatro di Tunisi, e così con la promessa di fare ritorno in Asia dov’era il suo cuore, si trasferì in Africa settentrionale dove si diede allo studio del Corano, e dove conobbe l’ingegnere ferroviario Philippe Néel che sposò nel 1904. Ben presto la vita matrimoniale si rivelò insoddisfacente per il suo carattere sempre assetato di novità e viaggi, per questo motivo, d’accordo con suo marito, si trasferì nuovamente in Inghilterra per apprendere in maniera approfondita la lingua inglese, fondamentale per gli studi di orientalistica, di cui era appassionata. Dopo alcuni mesi di studio, si recò in Belgio, per fare una visita alla madre e alla tomba del padre, per fare poi ritorno a Tunisi da suo marito.

Dal 1914 al 1916 visse in eremitaggio in una caverna nel Sikkim praticando esercizi spirituali con il monaco tibetano Aphur Yongden che divenne il suo compagno di vita e avventure e che in seguito adottò come figlio.

Nel 1916 a Shigatse incontrò il Panchen Lama che la riconobbe come reincarnazione. Impossibilitata a tornare in Europa a causa della guerra si recò in Giappone. Là incontrò Ekai Kawaguchi che nel 1901 aveva visitato Lhasa. Desiderosa di imitarlo, si recò a Pechino e di lì, travestita da tibetana, attraversò la Cina in piena guerra civile e a piedi raggiunse Lhasa.

Dopo una parentesi europea, Alexandra nel 1937 tornò in Cina dove rimase, a causa della seconda guerra mondiale, fino al 1946.

Morì a centouno anni in Provenza.

Note

  1. ^Salta a:ab Alexandra David-Néel, Journal de Voyage, Plon, Parigi, 1975, t. 1, p. 167.

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Invito aperto a tutti alla riunione di meditazione e discussione teosofica con ZOOM. Ogni sabato ore 17h00. In Italiano

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Le riunioni zoom hanno funzionato molto bene, gradevoli e arricchenti. Forti del successo andiamo avanti ogni sabato fino a …

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Gruppo di studio e meditazione Teosofica in italiano aperto a tutti
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7 minuti di meditazione

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Importante attenersi alla lettura del testo e non “strappare” la parola monopolizzando la riunione. È bene  intervenire misuratamente, ma è importante far esprimere tutti. Questo è un esercizio di superamento dell’ego e proprio per questo chi è più a suo agio nel parlare in pubblico deve aiutare chi lo è meno astenendosi dal monopolizzare la riunione (c’è comunque un moderatore che interviene se necessario, ma è bello è se il tutto si svolge senza troppo controllo e succede naturalmente). Se tutti facciamo nostre queste indicazioni l’esercizio riesce ottimamente.

REGOLE DI INTERAZIONE NEL GRUPPO TEOSOFICO :

  1. Parlare in prima persona delle proprie esperienze nel rispetto dell’equilibrio degli interventi altrui, far girare la parola, non monopolizzare il discorso.
  2. Non è un botta e risposta : analizzare il testo in questione e non giudicare quello che hanno detto gli altri. Sospensione del giudizio perché: 

Secondo l’analisi transazionale nelle relazioni interpersonali che creano carezze emotive negative chi interviene con giudizi critici sulle altre persone del gruppo lo fa perché abituato ad una modalità di interazione che non conosce l’equilibrio  di interazioni adulte senza “giochi”. Per giochi s’intendono :

io sono Ok, tu non sei Ok

io non sono Ok, tu sei Ok  

Questo tipo d’interazione è falsato perché siamo tutti OK e nessuno si deve sentire giudicato o elogiato.

Evitare quindi modi di dire : “Se tu fai …” perché si tratta di un’interazione falsata. Esprimere il proprio pensiero in base alle proprie riflessioni senza paragoni, giudizi o critiche nei confronti degli astanti che saranno stimolati a fare lo stesso rendendo il clima pieno di personalismi, carezze emotive negative e disagi. 

Esprimere la propria opinione sul testo letto e parlare per propria esperienza vissuta. 

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I Teosofi avevano scoperto i sub-quark già nel 1908 ? La smentita da un forum di Fisica è definitiva ?


Chimica occulta è un libro pubblicato per la prima volta ad Adyar nel 1908 da Annie Besant e Charles Webster Leadbeater, esponenti di spicco della Società Teosofica fondata da Helena Petrovna Blavatsky. Seguito da due riedizioni, nel 1919 a cura di Alfred Percy Sinnett, e nel 1951 ad opera di Curuppumullage Jinarajadasa, contiene il resoconto delle osservazioni occulte effettuate dai due teosofi tra il 1895 e il 1933 con l’utilizzo del cosiddetto terzo occhio sulla natura ultima degli elementi, ravvisando una profonda connessione a livello chimicotra energia e materia, in un’ottica affine all’alchimia.

«Il libro consiste sia in descrizioni coordinate e illustrate di presunte controparti eteriche degli atomi degli elementi chimici allora conosciuti, che in altre esposizioni sulla fisica occulta».[1] In esso si sostiene come la materia in apparenza piena corrisponda in realtà ad un vuoto nel sostrato dello spirito.

Storia e fortuna del libro

Già nel 1878 il fisico e occultista americano Edwin Dwight Babbitt (1829-1905)[2] aveva pubblicato The principles of light and color (I principi della luce e del colore) in cui descriveva l’atomo come un minuscolo vortice di energia da lui ritenuto il più elementare componente della materia.[3]

Tramite le loro capacità di chiaroveggenza, Besant e Leadbeater confermarono sostanzialmente col loro libro Chimica occulta il modello atomico di Babbitt, da loro denominato col termine sanscrito Anu.

Più tardi, verso il 1970, sarebbe stato un giovane fisico di nome Stephen Phillips (a ben vedere si tratta di un a interessarsi alla chimica occulta di Besant e Leadbeater, scoprendo che costoro avevano descritto con precisione il numero delle particelle infinitesimali oggi chiamate quark, i componenti dei protoni scoperti molto tempo dopo la loro morte. L’Anu di cui avevano parlato i due veggenti, inoltre, ossia l’elemento ultimo della materia, fu identificato da Phillips con i sub-quark, e da lui rinominato UPA (cioè Ultimate Physical Atom).[4] Raffigurazione delle due tipologie di «Anu», uno positivo, l’altro negativo

Di duplice natura, positiva e negativa, l’Anu è per i due teosofi il responsabile del costituirsi degli stati di materia e dell’anti-materia, attraverso un movimento rotatorio che nell’Anu positivo fa scorrere verso l’esterno le sue energie creative, generando la realtà fisica, mentre l’Anu negativo sottrae la materia riconvertendola in anti-materia e inviandola verso l’Etere, cioè lo spazio omogeneo di energia che tutto pervade, detto anche koilon, che significa “vuoto“.[4]

Ogni Anu è attraversato da linee luminose assimilati da Phillips alla teoria delle superstringhe: esso appariva infatti ai veggenti composto di 10 spirali filiformi, fatte ognuna di 1680 spirillae più piccole. Ogni spirilla conterrebbe a sua volta sette ordini di spirillae ancora più piccole, finché l’ultimo di essi consisterebbe di sette bolle o vortici nel koilon: si tratterebbe di buchi vorticanti nell’etere, da cui si origina tutta la materia, che risulterebbe dunque riempita di questi punti che per il koilon corrispondono in realtà a dei vuoti. Tutti gli Anu o sub-quark sono dunque tutt’altro che compatti, essendo formati da circa 14 milioni di bolle nel koilon etereo, o bolle di schiuma subquantica.[5]

L’etere, questo mitologico medium respirato dagli dei dell’Olimpo, che impregna gli spazi cosmici, era stato messo al bando da Einstein e tuttavia sostituito dagli scienziati con la teoria del campo di Higgs per spiegare il modo in cui si origina la massa dei corpi. Si è continuato pertanto ad avvertire la necessità di un vacuum dello spazio quale è appunto il campo di Higgs che riempia il vuoto trascinando la materia e rendendola pesante grazie alla cosiddetta “particella di Dio” o bosone Higgs.[6] Progressiva dissezione e ingrandimento degli atomi di idrogenoossigeno e azoto a partire dal loro stato gassoso

Le conclusioni di Besant e Leadbeater furono in seguito confermate da alcuni esperimenti condotti nel 1924 dall’esoterista Geoffrey Hodson,[1] e nei primi anni novanta da un altro chiaroveggente, Ron Cowen, secondo cui non solo l’UPA ma anche l’elettrone consistono di flussi toroidali, costellati di anelli simili ai buchi nel koilon descritti dai due teosofi.[6]

  1. ^ a b Geoffrey HodsonAn Appreciation of C.W. Leadbeater, in C. W. Leadbeater: a Great Occultist, a cura di Sandra Hodson e Mathias J. van Thiel, p. 15.
  2. ^ Edwin D. Babbitt, su hatch.kookscience.com.
  3. ^ Douglas Baker, L’apertura del terzo occhio, § 3, Edizioni Crisalide, 2011.
  4. ^ a b Sapienza misterica: il Piano Fisico Cosmico, su sapienzamisterica.it.
  5. ^ Universo settenario, su sapienzamisterica.it.
  6. ^ a b Peter TompkinsLa vita segreta della natura, § 5 e 6, Roma, Mediterranee, 2009.

Bibliografia

Traduzioni italiane

Voci correlate

Collegamenti esterni

LA SMENTITA DEFINITIVA ? 

Continuando la ricerca mi imbatto in un forum che riporta :

(Citazione Originariamente inviata da ESPinPhysics) :


Stephen Phillips è un parapsicologo specializzato in una forma molto rara di ESP chiamata micro-psi.

Egli presenta una complessa teoria dei sottoquarti, riassunta in http://www.scientificexploration.org…4_phillips.pdf.

Il mio unico desiderio è che la sua teoria sia ascoltata da qualcuno del Forum di Fisica che capisca la teoria delle stringhe. Phillips ha anche scritto due libri sull’argomento: Percezione extrasensoriale dei quark e ESP di quark e super-corde.

Chiedo rispettosamente al membro interessato del Forum di sospendere temporaneamente le sue convinzioni sull’ESP e di determinare se Phillips ha fatto o meno un uso corretto della teoria delle stringhe.

ESPinPhysics
Vorrei iniziare raccomandando i commenti dell’arbitro (da pag. 527). A parte l’argomento, il giornale ha dei seri problemi.

Detto questo, la risposta alla sua domanda è che la teoria delle stringhe non è usata correttamente in quel documento.

Se ne parla certamente (sia di vecchi che di nuovi tipi), e si specula su una corrispondenza tra, da un lato, certe categorie di stati di superstringhe e, dall’altro, le particelle che l’autore chiama “atomi fisici ultimi” (originariamente da un libro del 1919 dei chiaroveggenti Besant e Leadbeater(1), che l’articolo cita ampiamente). Tuttavia, non esiste una vera e propria argomentazione stringa-teorica a sostegno di tale corrispondenza, e (cosa ancora più importante nel quadro più ampio) non ci sono dati empirici a sostegno dell’ipotesi di una struttura sub-quark. Viene semplicemente affermato.

D’altra parte, ci sono errori in ciò che poco si applica alla teoria delle superstringhe. L’articolo afferma che la compattazione toroidale è necessaria per il modello descritto, e riconosce che ciò dà origine a una fisica irrealistica su larga scala. Si afferma che questa difficoltà può essere evitata compattando alla ipotetica scala subquark, affermando che “ciò che è irrealistico a livello di quark non deve necessariamente esserlo a livello di subquark, dove le rappresentazioni della materia e i gruppi di simmetria che governano le forze subquark non devono essere compatibili con il modello fenomenologico standard” (p. 522). Sfortunatamente, questa strategia non ha successo; anche se la compattazione toroidale avviene alla scala più piccola possibile, questo porta ancora ad una supersimmetria ininterrotta (e ad una mancanza di interazioni di calibro chirale) alle scale più grandi, contrariamente all’osservazione(2).


(1) Annie Besant e Charles W. Leadbeater, autori della Chimica Occulta, sostenevano di avere poteri speciali che permettevano loro di percepire gli “ultimi atomi fisici” della natura. Hanno fatto un mucchio di previsioni errate.

(2) Riducendo la scala di compattazione si ridurrà anche lo spettro di massa dei sottoquarti. La teoria delineata nel documento è troppo vaga perché io possa affermare che questo sarebbe un problema, ma sembra l’opposto di ciò a cui mirava l’autore.

Tradotto con http://www.DeepL.com/Translator (versione gratuita)

A questo punto io non mi intendo abbastanza per esprimermi e lascio la materia a chi desidera andare oltre …

La Teosofia e l’età dell’oro di Hollywood


Si ringrazia l’autrice dell’articolo Moon Laramie (Teosofa inglese) autrice di Blavatsksy unveiled

Articolo apparso sul numero di autunno 2020 di Esoterica

(rivista ufficiale della società teosofica inglese)

Gli anni Venti e Trenta hanno visto l’inizio di quella che è stata definita “l’età d’oro di Hollywood”. Aziende come MGM, Universal e Paramount erano le forze dominanti nell’onnipotente sistema degli studi cinematografici. Durante questi due decenni, il pubblico si accalcava nei palazzi del cinema, desideroso di vedere i suoi idoli dello schermo nelle ultime sontuose produzioni. I “rubacuori” e le “sirene” di Hollywood, come Roman Novarro, Mary Pickford, Lionel Barrymore e Greta Garbo, sono diventati nomi famosi. Può essere difficile immaginare che la Teosofia abbia un posto tra il glamour di quella che divenne rapidamente nota come “Tinseltown”. Ma la California si distingueva per la sua apertura e anticonformismo e c’erano molte persone desiderose di esplorare percorsi spirituali diversi da quelli offerti dalla religione ortodossa. L’attrice Mae West, per esempio, era attratta dalla metafisica e dall’esplorazione dei poteri umani latenti. Chiedeva regolarmente consigli sulle opzioni della sua prossima carriera cinematografica usando ciò che lei chiamava “comunicazione interdimensionale”. Tra gli altri cercatori di verità metafisiche c’erano Tallulah Bankhead, Rudolph Valentino e Jean Harlow.
Nato nel Maryland, Albert Powell Warrington fu un teosofo appassionato che divenne poi presidente della Theosophical Society in America tra il 1912 e il 1920. Nel 1906, Warrington presentò ad Annie Besant i suoi progetti per una comunità teosofica e un centro di studi. Nel giro di sei anni, Warrington iniziò a lavorare allo sviluppo di un sito a Beachwood Canyon, sulle colline sopra il nord di Hollywood. Il nuovo sviluppo, chiamato Krotona, era immerso in dieci acri di tranquilla campagna. I teosofi, ricchi e di successo, erano ansiosi di essere vicini a questo nuovo centro spirituale. Christine Stevenson, erede della fortuna della Pittsburgh Paint Company, e Grace Shaw Duff, una nota socialite e fondatrice dell’Hollywood Bowl, furono tra coloro che scelsero di stabilirsi a Krotona o nelle vicinanze. La ricchezza spirituale della vita nella nuova colonia teosofica ispirò Stevenson a scrivere il copione “la Luce dell’Asia” di Edwin Arnold nel 1918. In scena a Krotona, ogni sera la performance si svolgeva in una sala gremita da 1.500 visitatori e includeva routine di danza contemporanea ideate dall’influente coreografa americana Ruth St. Denis. Krotona è diventato un luogo dove l’architettura teosofica è fiorita e la gente con grosse fortune ha creato case favorevoli alla vita teosofica. L’acclamata cantante lirica Marie Russak, che in seguito ha cercato di esprimere il suo impegno per la Teosofia
era vicepresidente della Theosophical Society in America, aveva un grande interesse per l’architettura. Russak progettò case per numerosi teosofi di Krotona, tra cui il più importante clown di Hollywood e simpatico Charlie Chaplin. Molti commentatori hanno notato che Il Mago di Oz può essere letto come un’allegoria teosofica. Non sorprende che anche il suo autore Frank L. Baum sia stato attratto dalla vita di Krotona e che la colonia sia diventata ben presto un inebriante mix di residenti ricchi e potenti, tra cui l’architetto Rudolph Schindler e l’ereditiera della fortuna della Kekaha Sugar Company delle Hawaii, Anne Sinclair Knudsen. Con la crescita di Hollywood e Los Angeles, la loro frenetica energia ha iniziato a incidere sulla tranquilla vita dei teosofi di Krotona. Nel 1926 si trasferirono a nord-ovest nella vicina Ojai, California, dove la comunità continua a prosperare come Istituto di Teosofia di Krotona. Ma lo spirito teosofico ha resistito nelle colline sopra il nord di Hollywood. Marie Russak rimase nelle vicinanze e continuò a fornire una guida spirituale ai membri della comunità cinematografica, tra cui Mary Astor e John Barrymore. All’inizio degli anni Trenta, una giovane e ambiziosa poetessa ispano-americana, Mercedes de Acosta si trasferì a Los Angeles per diventare sceneggiatrice. Aveva trovato il risveglio spirituale già in tenera età. All’età di ventisette anni aveva letto sia La dottrina segreta che il libro tibetano dei morti. Descriveva la Dottrina Segreta come uno strumento indispensabile per chiunque sia alla ricerca della verità. Era profondamente attratta dai principi della Teosofia e cominciò immediatamente ad applicarli alla sua vita. De Acosta praticava la meditazione e lo yoga e cominciò a sviluppare le sue capacità nella proiezione astrale. Fece amicizia con la notevole teosofa Eleanor S. Cooley, che fondò diverse logge a New York e in Ohio, e con il poeta Kahlil Gibran,

che le fece conoscere la Bhagavad Gita, il Mahabharata e le Upanishad. Divenne anche amica intima di Jiddu Krishnamurti e credeva che lui rappresentasse la “vera California”, una California aperta allo sforzo e allo sviluppo spirituale. Ciò che incarnava, de Acosta sentiva, era l’esatto opposto del falso e ostentato stile di vita hollywoodiano. E c’erano molti lavoratori dell’industria cinematografica che condividevano la stessa visione. Quando, nell’estate del 1931, De Acosta incontrò per la prima volta l’attrice svedese Greta Garbo nella casa del suo collega sceneggiatore, Salka Viertel, capì subito che si erano già incontrati. Mentre prendeva la mano della Garbo nella sua, una

Il sesto senso le disse che si erano conosciuti in molte incarnazioni precedenti. Come de Acosta, la Garbo credeva fortemente nella reincarnazione e nell’esistenza di una coscienza superlunare assoluta. La Garbo non riteneva che la religione organizzata fosse in grado di fornire le risposte alle sue domande spirituali e non era in grado di accettare l’interpretazione letterale della Bibbia da parte della Chiesa. Credeva che ci fosse una verità nascosta nota agli studenti delle antiche tradizioni misteriche che rivelava i segreti del cosmo. Garbo e de Acosta divennero presto amici e poi amanti. Spesso trascorrevano del tempo insieme nel luogo preferito della Garbo: gli spazi aperti e selvaggi della natura. Durante una veglia notturna sulla cima di una montagna a Casa del Mar in California, Mercedes iniziò la Garbo alle idee dell’esoterismo e della teosofia. È stato in quel momento che è iniziata la ricerca teosofica di Greta Garbo. Nell’autunno del 1939, Garbo e Salka Viertel parteciparono a un picnic hollywoodiano nella casa dello scrittore e filosofo britannico Aldous Huxley. La lista degli invitati comprendeva molti intellettuali degni di nota, tra cui il filosofo Bertrand Russell e l’autore Christopher Isherwood. La Garbo, notoriamente solitaria, si è recò a questa festa perché sapeva che Krishnamurti ci sarebbe stato. Era ansiosa di incontrarlo da molti anni e voleva imparare tutto ciò che poteva dall’ex capo dell’Ordine della Stella in Oriente. Dato che molti nell’industria cinematografica si sentivano legati alla Teosofia, era quasi inevitabile che la Teosofia trovasse la sua strada sullo schermo. Durante gli anni Venti e Trenta del secolo scorso, alcuni film portavano temi metafisici e teosofici. Il film surrealista di Jean Cocteau, Il sangue di un poeta, esplorava i piani astrali e la natura eterna di tutta la vita. La Warner Brothers si è spinta ancora più in là di Cocteau, esplorando esplicitamente l’occulto in un film mainstream. In When Were You Born, Anna Mae Wong ha interpretato il personaggio principale, una mistica, che usa la divinazione per aiutare la polizia in un’indagine per omicidio. Nel film, ogni sospetto mostra le caratteristiche relative ai diversi segni planetari del suo tema natale. Sorprendentemente, il film è stato scritto dal mistico Manly P. Hall, noto soprattutto per il suo testo del 1928 The Secret Teachings of All Ages. Hall appare addirittura all’inizio del film per spiegarne i temi, informando lo spettatore della potente influenza dei pianeti su ogni individuo. Da parte sua, la Garbo ha dato vita al personaggio di Anna Christie, nel film dallo stesso titolo, che parla degli stati dopo la morte e della reincarnazione. Anna descrive l’essere persa in una nebbia per quella che sembra un’eternità, che alla fine emerge senza memoria di ciò che è accaduto prima, uno stato d’inerzia tra una vita e l’altra.

 

 

 

 

Marsile Ficin et la polyphonie : l’image sonore comme miroir de l’invisible


28 pages – 10 exemples musicaux – grec

Brenno Boccadoro

Création et connaissance n’ont pas toujours fait bon ménage dans l’histoire de la pensée occidentale. Dans le Néoplatonisme, l’Hermétisme, l’Occultisme et chez les mystiques, leur mariage a été imaginé comme un voyage de l’âme quittant le corps dans le rêve et l’extase, ou encore, dans les Noces de Philologie et Mercure et le Songe de Scipion, comme un parcours …

La lista del Patrimonio Mondiale Unesco ha origini teosofiche …


La lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e il PATTO ROERICH

Nikolaj Konstantinovič Rerich e la sua consorte Helena furono membri della Società Teosofica e tradussero in lingua russa La dottrina segreta di Madame Blavatsky.

Ma veniamo all’UNESCO e il suo legame con Roerich :
La difesa del patrimonio culturale e naturale è un compito fondamentale della coscienza umana. Nonostante ciò, non molti sanno cosa sia la Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO, e pochissimi sanno che questo proviene da un nobile antenato, cioè il PATTO ROERICH.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) cerca di incoraggiare l’identificazione, la protezione e la conservazione del patrimonio culturale e naturale in tutto il mondo considerato di eccezionale valore per l’umanità. Ciò si concretizza in un trattato internazionale chiamato Convenzione sulla protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale, adottata dall’UNESCO nel 1972.

Molto prima, nel 1929 Roerich, in collaborazione con il professore dell’Università di Parigi G.G. Shklyaver, preparò una bozza di trattato internazionale dedicato alla protezione dei valori culturali. Il progetto doveva essere un’analogia culturale con la Croce Rossa per la neutralità medica.

Roerich era già noto per il suo talento di pittore e di scrittore per la missione di conoscenza che portava avanti lungo tutto l’Himalaya. Il progetto si rivolge ai governi e ai popoli di tutti i paesi; è stato pubblicato sulla stampa e distribuito nelle istituzioni scientifiche, artistiche ed educative di tutto il mondo.

Il progetto di patto è stato approvato dal Comitato per gli affari museali della Società delle Nazioni e anche dal Comitato dell’Unione Panamericana. Infine, il Patto è stato firmato da 21 Stati delle Americhe ed è stato ratificato da dieci di essi.

All’indomani della seconda guerra mondiale, il Patto di Roerich ha svolto un ruolo importante nella formazione delle norme di diritto internazionale e nell’attività pubblica nel campo della protezione del patrimonio culturale.

Fu nel 1949, in occasione della quarta Conferenza generale dell’UNESCO, che fu definita la continuità tra il Patto di Roerich e le attività dell’UNESCO. In seguito, è stata accettata la decisione di avviare i lavori per la regolamentazione del diritto internazionale nel campo della protezione del patrimonio culturale in caso di conflitto armato.

C’è ancora molto da fare. L’Amazzonia in fiamme, il cambiamento climatico, l’inquinamento dell’atmosfera e delle acque del pianeta sono segni. Dovremmo lavorare con le scuole e le istituzioni culturali per generare consapevolezza su questo. La Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO, ispirata dalla PAct di Roerich, si prefigge questo obiettivo: Incoraggiare i paesi a firmare la Convenzione sul patrimonio mondiale e a garantire la protezione del loro patrimonio naturale e culturale; Incoraggiare gli Stati firmatari della Convenzione a nominare i siti all’interno del loro territorio nazionale per l’inclusione nella Lista del Patrimonio Mondiale; Incoraggiare gli Stati Parte a stabilire piani di gestione e a istituire sistemi di rendicontazione sullo stato di conservazione dei loro siti del Patrimonio Mondiale; Aiutare gli Stati Parte a salvaguardare i beni del Patrimonio Mondiale fornendo assistenza tecnica e formazione professionale; Fornire assistenza di emergenza per i siti del Patrimonio Mondiale in pericolo immediato; Sostenere le attività pubbliche di sensibilizzazione degli Stati Parte per la conservazione del Patrimonio Mondiale; Incoraggiare la partecipazione della popolazione locale alla conservazione del loro patrimonio culturale e naturale; Incoraggiare la cooperazione internazionale nella conservazione del patrimonio culturale e naturale del nostro mondo.

Nikolaj Konstantinovič Roerich

Nikolaj Konstantinovič Rerich (in russo: Николай Константинович Рерих?San Pietroburgo10 ottobre 1874 – Kullu13 dicembre 1947) è stato un pittoreantropologo e diplomatico russo esponente del simbolismo.

Rerich passò la maggior parte della gioventù nei pressi di Gatčina. Qui sviluppò l’interesse per la caccia, la storia naturale e l’archeologia. Scrisse racconti di avventure e illustrò una storia basata sull’incontro con un orso. L’artista Michail O. Mikešin vide i suoi disegni e lo incoraggiò dandogli le prime lezioni di pittura. Nicolaj voleva intraprendere la carriera artistica, ma il padre, famoso avvocato, decise che doveva studiare legge. E così fece entrambi gli studi iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti e all’Università di San Pietroburgo.

Nel 1898 gli venne assegnata una cattedra all’Istituto Imperiale Archeologico e nel 1901 sposò Helena Ivanovna Šapošnikova, nipote del compositore Modest Musorgskij e pronipote del generale russo Kutuzov, colui che riuscì a sconfiggere Napoleone nel 1812.

Ebbero due figli: Georgij, uno scienziato, e Svjatoslav, un artista. Nei primi anni del Novecento, il professor Roerich dipingeva, organizzava scavi archeologici, studiava architettura, teneva conferenze e scriveva di arte e archeologia. Su invito dell’impresario Sergej Djagilev, diventò membro della società Mondo dell’Arte di Pietroburgo e per qualche tempo ne fu anche presidente.

Nel 1906 venne nominato Direttore della Scuola per l’Incoraggiamento alle belle Arti in Russia. Nel 1907 applicò il suo talento al disegno di scene e costumi per gli spettacoli organizzati da Djagilev, impegno che si è protratto fino al 1913 con l’allestimento del balletto La sagra della primavera di Igor’ Fëdorovič Stravinskij e coreografato da Vaclav Nižinskij. L’anno seguente diventò membro del consiglio della Società Imperiale di Architettura e nel 1909 fu eletto accademico dell’Accademia Russa di Belle Arti. All’inizio della rivoluzione bolscevica nel marzo del 1917, Maksim Gor’kij riunì a San Pietroburgo i connazionali che si occupavano di arte. Elessero un Comitato che si riuniva al Palazzo d’Inverno e Roerich ne fu il presidente per soli due mesi. In quel periodo era candidato per l’ufficio di ministro delle belle arti per questa sua capacità, ma non accettò l’alta carica.

Prevedendo i notevoli cambiamenti del suo Paese, decise di lasciare la Russia, trasferendo la famiglia in Finlandia. Su invito del direttore dell’Art Institute of Chicago, Roerich si recò negli Stati Uniti nel 1920. Aveva già eseguito più di 2500 dipinti ed era un artista di fama internazionale. Venne influenzato da molti artisti, tra cui Gauguin e Van Gogh. Le sue opere raffigurano scene naturali, temi ispirati dalla storia e dalla religione, molti sono nello stile degli antichi dipinti della chiesa russa. In America viaggiò a lungo, espose i suoi lavori, frequentò i circoli migliori, tenne conferenze.

Fondò Cor Ardens (Società Internazionale degli Artisti), il Master Institute of United Arts nel 1921 e Corona Mundi (Centro Internazionale d’Arte) nel 1922. Dopo aver progettato la sua prima spedizione in Asia, si imbarcò per l’India nel 1923. I membri del consiglio del Master Institute of United Arts fondarono il Roerich Museum nel 1923, in cui vennero raccolte moltissime opere di Roerich. Nel 1928 fondò l’Urusvati Himalayan Research Institute nella valle di Kullu in India, che fu un centro per lo studio di materiale etnografico e archeologico, diretto per oltre dieci anni dal figlio Jurij Roerich. Durante la sua vita produsse qualcosa come circa 7 000 dipinti, scrisse 1 200 opere di tutti i tipi e fu una delle “forze” che pose il Grande Sigillo degli Stati Uniti sulle banconote dei dollari. Nel 1929 e nel 1935 venne proposto come Premio Nobel per la pace per gli sforzi compiuti a favore della pace mondiale per mezzo dell’arte e della cultura e per i tentativi di proteggere l’arte in tempo di guerra.

Il Terzo Convegno Internazionale sulla Bandiera della Pace di Roerich nel novembre del 1933, fu un punto di svolta che portò poi all’approvazione del patto che venne in seguito conosciuto come il “Patto Roerich”. In sostanza si obbligava le nazioni a rispettare i musei, le università, le cattedrali e le biblioteche come si faceva per gli ospedali. Mentre gli ospedali in tempo di guerra esponevano la bandiera della Croce Rossa, le istituzioni culturali avrebbero esposto la “Bandiera della Pace”, cioè tre sfere color magenta inscritte in un cerchio dello stesso colore su sfondo bianco[1]. Il 15 aprile 1935, Roerich finalmente vide la nascita di un trattato consistente in un patto firmato alla Casa Bianca da rappresentanti degli Stati Uniti e di altre venti nazioni dell’America Latina. I biografi hanno scritto molto sulla vita di Roerich, ma hanno trascurato quello che era il vero “motore” della sua ricerca: il lato spirituale. A un certo punto della loro vita, i coniugi Roerich acquisirono una profonda conoscenza della letteratura e delle tradizioni della religione esoterica.

L’intima conoscenza dell’Oriente e le molteplici esperienze di Nicholas unite alla sua vasta cultura, spiegano perché venisse ricevuto con onore quasi ovunque egli andasse durante la spedizione in Asia Centrale e perché cinesi meravigliati dalla sua conoscenza lo chiamassero “l’Iniziato”. Uno dei biografi di Roerich diceva che le prime esperienze cominciarono nella sua infanzia con l’apparizione in sogno di una figura vestita di bianco. Alcuni seguaci affermano che il suo maestro di pittura Kuindži fu per un certo tempo il suo guru. In un tributo a Kuindži, Roerich disse: «… non solo era un artista straordinario, ma era anche un grande maestro di vita». Alcuni credono che Kuindži avrebbe introdotto Roerich alle idee e alla letteratura esoterica, ma quel che insegnò oltre alla pittura è avvolto nel mistero. In ogni modo i coniugi Roerich furono membri della Società Teosofica e tradussero in lingua russa La dottrina segreta di Madame Blavatsky. Nel corso degli anni pubblicarono diversi libri su una grande varietà di argomenti spirituali. Alcuni non identificano nemmeno l’autore e altri, come nel caso di Helena Roerich, vennero scritti sotto pseudonimo.

Attratti dall’Oriente i Roerich partirono per l’Asia nel 1923 e la spedizione durò quattro anni e mezzo. Viaggiarono attraverso il SikkimIndiaLadakhTibetCina e Mongolia. Malgrado le enormi difficoltà, durante il viaggio Roerich realizzò 500 dipinti. Scrisse poi riguardo al viaggio: «L’Himalaya è una vera Mecca per uno scienziato». Fu proprio nella regione del Ladakh che, visitando monasteri buddisti e parlando con la popolazione locale, raccolse la leggenda del passaggio di Gesù Cristo per quelle terre antiche. Nicholas Roerich ci ha lasciato moltissime opere, tra le quali HimalayaAltai-Himalaya e Il Cuore dell’Asia. È stato il referente in Tibet dell’Antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce.

Le sue ceneri furono sepolte su un’altura di fronte alle vette himalayane che aveva tanto amato e magistralmente ritratto.

Onorificienze :

 Cavaliere dell’Ordine di San Stanislao
  
 Cavaliere dell’Ordine di San Vladimiro
  
 Cavaliere dell’Ordine di Sant’Anna
  
 Cavaliere della Legion d’Onore
  
 Cavaliere dell’Ordine di San Vasa
  
 Cavaliere dell’Ordine della Stella Polare
  

^ Arnold Rabbow, Dizionario dei simboli politici, Sugar, 1973, pp. 284-285.

  • Andrei Znamenski – Red Shambhala. Quest Books, 2011.
  • RUTH DRAYER – Nikolaj ed Elena Roerich; Città della Pieve , Nuova Era, 2012.
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Le origini della Dottrina Segreta


Canzone “La gloria mattutina dell’eternità :
Christian Knorr von Rosenroth, 1636 – 1689

La gloria mattutina dell’eternità :
Luce dalla luce non creata,
mandaci stamattina
i tuoi raggi al viso,
e con la tua potenza scaccia
la nostra notte. Vieni a noi con il tuo potere,
o tu ascesa verso le altezze sublimi,
poiché il peccato è amara prigionia
… e affinché sparisca la miseria del dubbio
dacci conforto e fiducia
con la tua luce.

Libro di Dzyan


Si suppone che il Libro di Dzyan sia un testo antico, di origine tibetana, e possibilmente legato a un ramo esoterico del buddismo tibetano. Fu la base della Teosofia, il movimento spiritualista esoterico fondato da Helena Blavatsky nel 1875 e diffuso dalla Società Teosofica. L’opera principale di quest’ultima, The Secret Doctrine (1888), propone di studiare alcune strofe (vedi Wikisource) tratte da questa leggendaria opera, identificata per diversi anni dagli studiosi anglosassoni con il libro di Kiu-Te.

Il punto di vista di Gershom Scholem
Gershom Scholem (che è stato per molte edizioni relatore agli incontri Eranos ad Ascona insieme a molti studiosi fra cui Herbert Read che scoprirà Luigi Pericle) , dicevamo appunto che Gershom Sholem filosofo specializzato nella cabala ebraica, afferma in una nota di Major Trends in Jewish Mysticism (1950) :

“Secondo me, non c’è dubbio che le famose strofe del misterioso Libro di Dzyan, su cui si basa la magnum opus della signora H. P. Blavatsky, La dottrina segreta, dipendono, sia nel titolo che nel contenuto, dalle pagine pompose della scrittura zohariana [nello Zohar, datato 1280] chiamata Siphra Di-Tzeniutha. Il primo a proporre questa teoria senza ulteriori prove fu L. A. Bosman, un teosofo ebreo, nel suo opuscolo I misteri della Cabala (1916), p. 31. Questa mi sembra davvero la vera ‘etimologia’ del titolo finora inspiegabile. La signora Blavatsky ha attinto ampiamente dalla Kabbala Denudata di Knorr von Rosenroth (1677-1684),

che contiene (vol. II, pp. 347-385) una traduzione latina del Sifra Di-Tseniutha . Infatti, la stessa H.P.B. allude a tale rapporto tra i due libri nelle primissime righe di Isis dévoilé: “Da qualche parte in questo vasto universo c’è un vecchio Libro…. Il più antico documento ebraico sulla scienza occulta – il Sifra Dzeniuta – è stato compilato a partire da questo libro e risale a un’epoca in cui era già considerato una reliquia letteraria”. Il Libro di Dzyan – conclude Scholem – non è quindi altro che un’ipostasi occulta del titolo zoharico. »

Blocchi del Canone buddhista tibetano conservati presso il monastero di Riwoche, Tibet.


Il punto di vista di René Guénon (uno dei detrattori di H.P.B.) :
Secondo René Guénon, le famose strofe di Dzyan citate nella Dottrina segreta di Helena Petrovna Blavatsky sono un’alterazione di due vecchi documenti da lui ricostruiti. Le parti autentiche delle strofe di Dzyan provengono da una traduzione del Kangyur e Tanjur pubblicata a Calcutta da Alexander Csoma di Kőrös 7.

Chi ha ragione secondo voi ? Ora vado a cercare le due fonti e trovo :

Per Gershom Sholem :

SPRA DTzNIOVThA

(SIPHRA DTZENIOUTHA);

OR,

THE BOOK OF CONCEALED MYSTERY

E per Réne Guénon :

Canone buddhista tibetano

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Blocchi in legno per la stampa xilografica del Canone buddhista tibetano predisposti nel XVIII secolo, in una foto del 1948 del monastero di Nartang. Questo tesoro culturale tibetano è andato distrutto negli anni ’60 del XX secolo durante la Rivoluzione culturale avviata dal Partito Comunista Cinese.Blocchi del Canone buddhista tibetano conservati presso il monastero di Riwoche, Tibet.

Con l’espressione Canone buddhista tibetano, o Canone tibetano, si indica, negli studi buddhisti, l’insieme di due raccolte di testi propri della letteratura buddhista canonica in lingua tibetana e che corrispondono a:

  • il bKa’-’gyur (nella grafia tibetana:  བཀའ་འགྱུར; reso anche come Kangyur o Kanjur; lett. “[La raccolta delle] parole tradotte[del Buddha]”);
  • il bsTan-’gyur (nella grafia tibetana:  བསྟན་འགྱུར; reso anche come Tangyur o Tanjur; lett. “[La raccolta dei] commentari tradotti“).

Il Canone tibetano è quindi l’opera che raccoglie i sūtra (མདོ, mdo), i tantra (རྒྱུད, rgyud), i śāstra (བསྟན་བཆོས, bstan bcos), il vinaya(འདུལ་བ།, ‘dul ba) e in generale le scritture buddhiste, tradotte in lingua tibetana e ritenute importanti per la tradizione del Buddhismo Vajrayāna in Tibet

Il Canone tibetano si è sostanzialmente formato dall’VIII al XIII secolo, assumendo una sua prima edizione definitiva grazie al dotto poligrafo e bla-ma (བླ་མ) del XIV secolo Bu-ston rin-chen grub ( བུ་སྟོན་རིན་ཆེན་གྲུབ་, anche Butön Rinchen Drup, 1290-1364). Complessivamente esso si compone di oltre trecento volumi comprendenti circa quattromila opere tradotte dal sanscrito, dal pracrito, dallo apabhraṃśa, dal cinese e da lingue centroasiatiche, ma si compone anche di commentari redatti direttamente in lingua tibetana[1].

In poche parole i due dicono la stessa cosa e non c’è nessuna contraddizione in realtà come indica infatti H.P.B.

Con la mente aperta del Teosofo è naturalmente evidente che gli insegnamenti universali (la Dottrina Segreta) siano custoditi nella tradizioni iniziatiche di tutto il globo e quindi sia i Tibetani che gli Ebrei erano delle fonti sicure.

Per approfondire le tematiche teosofiche legate ad Ascona e ai primordi della Società Teosofica :

Clicca qui per il testo della conferenza e le foto

Ricerca di Giorgio Amico : Genesi della Massoneria


Pubblichiamo l’interessante ricerca sulle origini della Massoneria. Personalmente è un argomento che mi ha sempre affascinato e sono felice di avere una ricerca strutturata sull’argomento.

Clicca quì per il link

Per gli amanti dei misteri una visita iniziatica web …


Il web è un universo denso di segreti  … il nome di René Schwaller de Lubic è una miniera di rimandi alchemici e artistici (sapevate che suoi allievi per un certo periodo a Skt. Moritz sono stati Mirò e Jean Arp ?) … c’è chi dice che fosse Fulcanelli (?).  L’ermetismo francese ammanta in un velo misterioso la storia dell’esoterismo occidentale. La ricerca, la grande opera inizia e procede sulle orme di questi grandi personaggi che ancora oggi affascinano. Entriamo e sveliamo …

http://hermetism.free.fr/Avenieres/avenieres01.htm#Fulcanelli

Per una visita reale trattasi oggi di un albergo !

Avenieres_carte postale10

Il cammino che mi ha portato quì 

Per chi volesse approfondire ho trovato il dizionario mito ermetico in pdf 

L’ISPIRAZIONE TEOSOFICA DI MONTE VERITÀ


logo monte verita

PICCOLE VERITÀ DAL MONTE

 

La Fondazione Monte Verità propone brevi approfondimenti sulla storia, le correnti e i personaggi che hanno tracciato il percorso di Monte Verità.

 

LA STORIA

L’ISPIRAZIONE TEOSOFICA DI MONTE VERITÀ
Le radici teosofiche della comunità. Di Andrea Biasca-Caroni, Rappresentante Presidenziale della Società Teosofica Svizzera.

QUESTO È IL LUOGO
La storia di Monte Verità. Di Nicoletta Mongini, Responsabile Cultura Fondazione Monte Verità.

LA DEA DELLA VERITÀ
Il Monte di Harald Szeemann. Di Chiara Gatti, critica e storica dell’arte.

LA DANZA – di Luca Scarlini, scrittore

POSSO CREDERE SOLO A UN DIO CHE DANZA: IL MONTE VERITÀ LUOGO DELLA DANZA
L’arrivo della danza al Monte Verità.

LA DANZA È UN LINGUAGGIO: LABAN E IL TENTATIVO DI DEFINIRE LA GRAMMATICA DELLA DANZA
L’origine del gesto e la Labanotazione. 

SAN MATERNO: UN TEATRO PER LA DANZA CON VISTA SUL LAGO E CHARLOTTE BARA
La Danzatrice Sacra

L’EREDITÀ DI LABAN: DA MARY WIGMAN A PINA BAUSCH
Da Monte Verità alle avanguardie coreografiche.

L’ARTE – di Chiara Gatti, critica e storica dell’arte

VIA DALLA PAZZA FOLLA. L’ESTETICA DEL RIFUGIO.
Lontano dal perbenismo, dalle costrizioni borghesi e vicini alla natura. Gli artisti arrivano a Monte Verità. 

MARIANNE VON WEREFKIN E LA GRANDE ORSA
La vita artistica e personale della pittrice espressionista russa.

UNA PIETRA DALLA MONTAGNA. HANS ARP E DADA
Il ritorno alla natura e alla forma dell’essere. 

BAUHAUS. PENSIERI AL QUADRATO
Il luogo dove la nostra fronte sfiora il cielo.