S.T.I. si svolgerà a Rivoli Torinese (TO) dal 1° al 4 giugno 2017, presso l’Hotel Rivoli


Rivista Italiana di Teosofia – Anno LXXIII – N.5
Il notiziario
Segnalazioni
103° Congresso nazionale 2017 della S.T.I. a Rivoli (TO)
Il 103° Congresso Nazionale della S.T.I. si svolgerà a Rivoli Torinese (TO) dal 1° al 4 giugno 2017, presso l’Hotel Rivoli. Il tema che trattato sarà: “Helena Petrovna Blavatsky testimone della Teosofia e pioniera della S.T.”.
Quello del Congresso è l’appuntamento più rilevante a cui sono chiamati i Soci ed i Simpatizzanti della Società Teosofica Italiana. È l’occasione non solo di approfondire un importante tema di studio, ma anche di condividere i diritti ed i doveri della vita associativa di un Ente Morale qual è la S.T.I. (Assemblea dei Soci, riunione del Consiglio Generale, etc.).
In allegato al numero di aprile della Rivista è stata inserita la presentazione del Congresso, del suo programma generale comprendente l’Assemblea Generale degli Associati, prevista per venerdì 2 giugno alle ore 10.00 e la scheda di prenotazione, con le informazioni di dettaglio.

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Buona Pasqua dalla ST


Ciao a tutti,

vi faccio i migliori auguri e ne approfitto per girare la mail arrivata dai nostri fratelli italiani,

Buona Pasqua

Andrea

Carissime Sorelle e carissimi Fratelli,

in occasione della ormai imminente ricorrenza della domenica pasquale desidero porgere a tutti un fraterno augurio di serenità e di Ogni Bene, da estendere ai soci ed ai simpatizzanti dei Gruppi e dei Centri da Voi presieduti.

Come è stato ricordato anche nel nostro sito web, l’avvicinarsi della Pasqua spinge il ricercatore ad approfondire il significato di questa ricorrenza ed a coglierne la profonda valenza simbolica, presente nella tradizione giudaica, in quella cristiana ma anche in quella di altre religioni.
Per ricordare questo momento e per contribuire ad una sua più profonda comprensione  segnalo un vecchio articolo, pubblicato nella rivista teosofica “Gnosi” nel numero di maggio-giugno del 1923: http://www.teosofica.org/all/SIMBOLOGIA_PASQUALE_GNOSI_1923.pdf

Con un fraterno abbraccio ed un rinnovato augurio,

 

Antonio

Seminario Ascona 2017, 25.3.2017, Marco Boccadoro


 

Seminario Ascona 2017

25.3.2017

Marco Boccadoro

 

Kali Yuga , un futuro senza speranza o verso un nuovo Satya-Yuga?

 

Il più lungo poema epico mai scritto, cioè il  Mahabharata (10 volte più lungo dell’Odissea e dell’Iliade sommate) che narra della  guerra di Kurukshetra finisce con la morte di  Krishna e la fine della sua dinastia. Questi segna pure l’inizio dell’era Indù del Kali Yuga, la quarta ed ultima (forse) era dell’umanità, nel 3102 a.C.

Kali Yuga significa l’era oscura, della discordia, caratterizzata dal Male:

Markandeya (un antico rishi, un saggio) ne parla così:

“I governanti diventeranno irragionevole: saranno imposte tasse ingiustamente.

I governanti non vedranno più come loro dovere  promuovere la spiritualità, o proteggere i loro popoli: essi diventeranno un pericolo per il mondo.

La gente inizierà a  migrare verso paesi ricchi di  grano e orzo

L’avarizia e l’ira saranno comuni. Gli esseri umani mostreranno apertamente ostilità verso l’altro.

La morale sarà ignorata.

La gente avrà pensieri omicidi senza giustificazione e non vedrà nulla di sbagliato in ciò.

La lussuria sarà considerata come socialmente accettabile e il rapporto sessuale sarà visto come il requisito centrale della vita.

Il peccato aumenterà in modo esponenziale, mentre la virtù svanirà e cesserà di fiorire.

La popolazione  diventerà  dipendente da bevande e droghe inebrianti.”

 

 

Potremmo continuare su questo registro, ma a questo punto ciascuno di noi ha capito che ci troviamo  nel Kali Yuga, l’ epoca  in cui il materialismo e le realizzazioni della tecnologia sono al  culmine.

Ma quanto durerà il Kali Yuga, cosa ci riserva il futuro?

Le fonti sono discordi, al riguardo.

Il Kali Yuga è una delle quattro ere del Buddismo e dell’Induismo: Satya Yuga, Treta Yuga, Dvapara Yuga e Kali Yuga.

Anche gli antichi greci distinguevano le quattro età della civiltà umana in Età dell’Oro, Età d’argento, Età del Bronzo ed Età del Ferro, siamo quindi, come detto, nel Kali Yuga o Età del Ferro.

L’inizio del Kali Yuga è situato verso il 3102 a.C, con la morte di Krishna, quando ci sarà la discesa di Kalki (2), il decimo e ultimo avatara  di Visnu, che apparirà su un cavallo bianco e con una spada fiammeggiante distruggerà il Male.

Curiosamente anche il calendario Maya inizia più o meno alla stessa data, cioè il 3113 b.c  : inizia il grande ciclo Maya. Questi dura fino al 2012 della nostra era, ed è diviso in 13 Baktuns di 144000 giorni. L’ultimo baktun è l’era della trasformazione della materia.

Anche gli Aztechi parlano di 6 grandi ere, da 5000 anni l’una., di cui la quinta inizia nel 3114 b.c. e finirà con il terremoto del sole, per entrare nel 2012 nel nuovo sole.

Tornando al  Kali Yuga, alla fine il ciclo ricomincia ripartendo secondo la tradizione vedica dalla più nobile era, cioè il Satya-Yuga, e questo passaggio viene accompagnato da una incarnazione di Visnu (Kalki Avatara) che appare per purificare la Terra e distruggere il Male.

A questo proposito, come abbiamo sentito ieri, la signora Blavatsky nel suo breve articolo pubblicato nel gennaio 1884 dal titolo “Premature and Phenomenal Growths” dice che dopo il Kali Yuga torna non il Satya Yuga, ma il  Dvāpara-Yuga, poi il Tretā-Yuga ed infine il Satya-Yuga, per un totale di 7 cicli. (4).

Ciò ripete il pattern involutivo / evolutivo noto in teosofia:

Il ramo discendente, consistente  nell’aumento di separatività dei singoli esseri e nella crescente materialità delle loro forme; il processo di discesa nella materia, fino al punto più basso, coicidente con il Kali Yuga, poi l’evoluzione verso il ramo ascendente, consistente nel sollevarsi verso l’unità e nell’assumere forme più sottili, tendendo con questa ascesa alla vita libera da veli.

Per quanto riguarda la durata degli Yuga, i veda parlano di di 432’000 anni!

Questi grandi numeri derivano dalla durata del giorno di Brahma, il creatore dell’Universo nella Trimurti dell’induismo.

In effetti, un giorno di Brahma corrisponde a circa  4.3 miliardi di anni terrestri, e ciò corrisponde esattamente alla data di formazione del sistema solare e del nostro pianeta!  Ciò è stato dimostrato da esami su meteoriti e campioni di minerali, su questo punto la scienza è concorde.

La cosa stupefacente è che le Scritture parlavano di questo dato già migliaia di anni or sono, mentre fino al diciannovesimo secolo si pensava che l’età del nostro pianeta fosse tra 20 e 400 milioni di anni (Lord Kelvin)

Ricordiamoci che i veda risalgono al periodo che va dal 1200 al 150 b.c

Ma torniamo alle metriche degli Yuga:

Satya-Yuga (era della verità)     4 x 432 000 = 1 728 000

Tretā-Yuga                                      3 x 432 000 = 1 296 000

Dvāpara-Yuga                                2 x 432 000 = 864 000

Kali-Yuga                                         1 x 432 000 anni terrestri

Totale delle quattro ere: 10 x 432 000 = 4,32 milioni di anni terrestri (Brahma-vaivarta Purana 2.54.34-38)

1000 di questi cicli corrispondono ad un giorno di Brahma, o kalpa.

Durante un giorno di Brahma si susseguono 14 Manus (i padri progenitori dell’umanità) e cioè 14 manvantara di 308 milioni di anni ciascuno. Per la cronaca ci avviciniamo al settimo manvantara, chiamato Vaivasvata Manu, all’incirca a metà del giorno di Brahma. Ogni manvantara dura 71 Maha-Yuga (cioè cicli delle 4 ere) . Ci troviamo nel Kali Yuga del 28. Maha-Yuga.

La vita di Brahma corrisponde alla durata dell’Universo, cioè 30x12x100 suo giorni, o 311 triliardi e 40 miliardi di anni.

Dopo di ché l’universo viene inghiottito da Maha-Visnu. Brahma ha la metà della sua esistenza dietro a sé, quindi l’universo esiste da 150 triliardi di anni. (1)

Ciò non coincide per nulla con le osservazione degli astrofisici, per i quali l’età dell’universo è di circa 14 miliardi di anni. Quindi, o prima dell’Universo visibile esisteva un Universo invisibile, oppure ha ragione la scienza ufficiale e i Veda hanno torto. Bisogna dire che nei Veda troviamo la relatività del tempo, l’età precisa della Terra, il modo in cui il nostro sole morirà (coincide con quanto possiamo oggi osservare con potentissimi radiotelescopi) e molto altro, quindi bisogna prenderli molto, ma molto sul serio.

La cosmologia Purana contiene già concetti e scoperte dell’astrofisica del  ventesimo secolo, ad esempio l’espansione dell’Universo, (scoperta solo negli anni venti del ventesimo secolo da Alexander Fiedman e da Edwin Hubble, l’universo si espande del 10 % ogni miliardo di anni) il fatto che la materia è energia,(postulata da A.Einstein nel 1905) l’età della terra,  il fatto sorprendente che il sole, alla fine della sua esistenza, diverrà una gigante rossa ed incendierà i pianeti del sistema solare.

Da notare a questo proposito che la stella più vicina in fase gigante rossa è gamma-Crucis, distante 88 anni luce dal nostro pianeta! Come facevano i saggi nell’antichità a possedere tutte queste conoscenze, senza la nostra tecnologia?

Il sapere  contenuto nei Veda spazia sulla medicina (Ayur Veda), sugli oggetti volanti (Vimana-Veda) , sull’architettura ed ingegneria civile (Sthapatya – Veda) , sulla scienza militare (Dhanur-Veda), sulla geometria, matematica, musica, scrittura. (2)

Malgrado l’autorevolezza dei veda, è’ importante  però riflettere se questi tempi lunghissimi siano da prendere alla lettera.

Infatti, se così fosse, avremmo ancora 428’000 anni di Kali – Yuga, e qualsiasi riflessione in merito perderebbe  di interesse, in quanto per un futuro lunghissimo saremmo in una situazione catastrofica, senza speranza, un lunghissimo futuro buio, malefico, distruttivo, che peggiora continuamente.

Esistono altre interpretazioni delle metriche dei Veda, fonti Maya e Nostradamus parlano di cicli di 5000 o 10’000 anni.

Sembra che i cicli di 5000 anni rivestano un’importanza particolare, essendo dei sotto cicli degli Yuga.

I primi 5000 anni del nostro Kali Yuga coinciderebbero più o meno con la fine dell’800, data della fondazione della Società Teosofica (4)

Sri Yukteswar riferisce che in realtà un ciclo completo dura 12’000 anni e non 4’320’000, poiché c’è una discrepanza tra anni divini e anni terrestri (fattore 360) . Anche nei Veda si parla di anni dei Semi-Dei e di anni terrestri, di un Universo a più dimensioni (14 dimensioni) e con uno scorrere del tempo diverso dal nostro.

Inoltre il ciclo completo, come riferito dalla Signora Blavatsky, andrebbe dal Satya Yuga al Kali Yuga, poi da lì al Satya Yuga di nuovo, per una durata totale di circa 24’000 anni. Il periodo della precessione degli equinozi (25’800 anni) coincide più o meno con questo dato.

Anche sulla durata dei singoli Yuga le opinioni sono discordi, si parla di una durata fissa di 3000 anni l’uno. La fine del Kali Yuga attuale, secondo alcune fonti, è da collocare verso il 2025, con un periodo di transizione fino al 2325, caratterizzato da catastrofi ambientali e dalla scomparsa della civilizzazione…

Per riassumere il tutto, non conosciamo né l’inizio, né la durata degli Yuga.

Bisogna dire che i veda risalgono a 3000 anni fa, che non è giunta a noi , purtroppo, una grande percentuale di questo compendio, inoltre che nell’ esoterismo i numeri hanno un valore simbolico che non viene sempre svelato.

Matematica a parte,  la visione trasmessaci dai Veda è quella di quattro (o sette ere) che si susseguono periodicamente a comando, inframmezzate da catastrofi che provocano la scomparsa delle civiltà. Per far scomparire la nostra civiltà direi che non bisogna scomodare il decimo avatara di Visnu, siamo anche nell’era del “Fai da te” , abbiamo bombe atomiche in numero sufficiente (ca 7300 testate solo in Russia, 4500  in USA) per cancellare ogni nostra traccia dalla faccia della terra…

L’aspetto inquietante degli Yuga nella visione Induista è che  l’essere umano, in questo grande disegno, assiste  impotente e rassegnato, è sballottato passivamente da un’era all’altra senza poter farci nulla. Si aspetta fatalisticamente il Satya Yuga, per ora non c’è limite al peggio…

Provocatoriamente, ci sono due immediate conseguenze: la prima è che per ogni scenario servono degli attori, quindi se siamo nel Kali Yuga, servono dei cattivi, anche se tutti volessero comportarsi bene, la seconda è che qualunque cosa gli esseri umani intraprendano, la rappresentazione deve continuare indisturbata. Finora abbiamo considerato la cosa dal punto di vista della tradizione vedica.

 

Il fatalismo ci deresponsabilizza! Invece, il Kali Yuga può essere un’opportunità di combattere il Male.

Infatti, quale dev’essere il ruolo della Teosofia in questo scenario ?

Prima di tutto il Male ed il Bene dipendono da noi e non da un grande burattinaio, come  è scritto nella lettera numero 10 dei Mahatma ad A. P. Sinnett:

“… Il vero male proviene dall’intelligenza umana e la sua origine è provocata solo dall’uomo razionale che si allontana dalla Natura…L’ambizione, il desiderio di procurare la felicità e gli agi a coloro che amiamo, ottenendo onori e ricchezze, sono sentimenti naturali e degni di lode, ma quando trasformano l’uomo in un ambizioso e crudele tiranno provocano inenarrabili sofferenze in coloro che lo circondano, nelle nazioni e negli individui….

l messaggio teosofico è un messaggio di speranza, fratellanza, di ricerca  della Verità, del Bello e del Buono, e del percorrere il sentiero virtuoso  che ci farà ricongiungere con l’Essere Immanente.

Così inizia “il Tempio interiore” di  A. Besant: (3)

“Se fosse possibile trasportarci col pensiero nello spazio, in un punto dal quale potessimo vedere tutto il corso dell’evoluzione e studiare la storia della catena dei nostri mondi…si potrebbe raffigurare il tutto in un grande quadro. Io vedo un’alta montagna sita nello spazio, con una strada che gira attorno e circonda a spirale tutta la montagna, sino alla vetta. Le svolte di questa strada sono in numero di sette, e ad ogni svolta io vedo sette luoghi di sosta ove i pellegrini soggiornano per un pò….  A misura che saliamo la strada lungo il sentiero a spirale, vediamo che questo termina alla sommità della montagna e conduce a un poderoso Tempio…

Quel Tempio rappresenta la meta del pellegrinaggio….”

Questa splendida visione della signora Besant è l’essenza del percorso  della ricerca Teosofica. C’è il sentiero, la fratellanza, poiché i pellegrini illuminati aiutano i loro vicini che faticano, la speranza, lo scopo ultimo dell’esistenza, cioè che l’Anima attraverso la purificazione, il controllo dei pensieri, la formazione del carattere, la trasmutazione delle qualità inferiori in quelle superiori,  arrivi finalmente al Tempio, all’Essere Immanente, alla Conoscenza.

Quindi non si tratta di attendere il Salvatore  o una nuova Era, ma di salvare noi stessi. Nessun uomo può salvarne un altro, dobbiamo risalire con le nostre forze, la soluzione è dentro di noi.

 

Bibliografia:

  • P.B, The Secret Doctrine, Vol 1, p 377
  • Risi, Gott und die Götter, Govinda Verlag, 1999, ISBN 3-906347-30-3
  • Besant, in the Outer Court, The Theosophical Publishing Society, 1895
  • William Q. Judge, “Letters That Have Helped Me”, (p. 97)
  • P.B., Premature and phenomenal growths, from H.P. Blavatsky Theosophical Articles, Vol I., 1884
  • Besant, Il Sentiero del Discepolo

 

Alcune relazioni del seminari europeo Ascona 2017


PRESENTAZIONE KALI YUGA (Girardi Ascona 2017)

PRESENTAZIONE KALI YUGA (Calvi P. Ascona 2017)

L’eterna Madre – Ascona_20170325

l’androginia nella vita esteriore ed interiore, fattore di evoluzione spirituale – Ascona 24-26 marzo 2017

Ora sono online tutti i video delle conferenze del seminario teosofico di Ascona 2017


http://bambuser.com/channel/teosofia#broadcasts

video

Seminario e conferenze teosofiche ad Ascona : 24-26 marzo (venerdì-sabato e domenica)


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Apre venerdì alle 16h00 presso l’hotel Ascona il consueto seminario Europeo della Società Teosofica. Le conferenze sono di livello internazionale e sono aperte a tutti.

INFORMAZIONI 

Inoltre ogni martedì c’è la possibilità di partecipare ai gruppi teosofici, che sono gratuiti, liberi e non richiedono nessuna formazione preliminare.

I partecipanti possono approfittare di un ambiente ospitale e accogliente, di una  biblioteca tematica a disposizione gratuitamente, degli aggiornamenti di questo blog e possono abbonarsi alla rivista teosofica in Italiano.

Gli incontri si tengono ogni martedì alle 20h00 senza nessun obbligo di presenza. Ricordo che i teosofi sono ricercatori indipendenti che hanno il piacere della condivisione con il gruppo e per tanto la società teosofica va intesa come momento di incontro e scambio umano e in nessun modo come un’istituzione settaria o detenente una qualsiasi autorità spirituale.

Gli scopi della Società Teosofica sono i seguenti:

1. Formare un nucleo della fratellanza universale dell’umanità, senza distinzione di razza, credo, sesso, casta o colore.

2. Incoraggiare lo studio comparato delle religioni, filosofie e scienze.

3. Investigare le leggi inesplicate della natura e le facoltà latenti nell’uomo.

Simpatizzare con questi scopi è l’unica condizione richiesta.- La Società Teosofica è composta da studiosi appartenenti a qualsiasi religione del mondo o a nessuna, uniti nell’approvare gli scopi della Società, con il desiderio di rimuovere gli antagonismi religiosi e di dialogare con gli uomini di buona volontà, qualunque siano le loro opinioni religiose.

Ad Ascona ci riuniamo il martedì dalle 20h00 alle 21h30.

A Lugano alle 20h30 a giorni variabili.

Per partecipare chiamare pf. Andrea Biasca-Caroni, 079 621 23 43 o scrivere a ancaroni@me.com

 

Relazione Seminario Europeo 2017, Ascona : Andrea Biasca-Caroni


http://theosophy.wiki/en/Kali_Yuga#Kali_Yuga

Dal Glossario teosofico

KALI

-YUGA (San.) – La quarta era, nera o del ferro, il nostro periodo attuale, la cui durata è di 432.000 anni solari. È l’ultima delle quattro ere, o epoche, in cui si suddivide il periodo dell’evoluzione dell’uomo (Maha-yuga), e rappresenta un periodo tenebroso spaventosamente materialista. Il Kali-yuga iniziò nel 3102 a.C., al momento della morte di Krishna, ed il primo ciclo di 5.000 anni è finito fra il 1897 ed il 1898. In questo periodo vive la Quinta Razza Radice dell’umanità.
 “Siamo all’inizio del periodo crepuscolare del Kali Yuga e la lotta tra il Bene e il Male ha lo stesso valore, lo stesso significato dell’instabile equilibrio tra le energie ying e yang.  Il Male non esiste nella realtà del Tutto.  Tutte le sue vittorie sono illusorie, valide soltanto per la realtà limitata del trimundio e resa possibile dai nostri cinque sensi, da una delle nostre molteplici menti e solo per gli uomini che sono imprigionati e condizionati dallo Spazio e dal Tempo, al difuori dei quali regna l’AUM”
(BdB – “La Casa nel tramonto” – ed. 1980– pag. 256)
he siamo in un momento, quello che gli indù chiamano il Kali Yuga, che la tradizione definisce come un’epoca buia, come l’era oscura che corrisponde all’ Età del Ferro dei miti greci. Si tratta di un’epoca caratterizzata da numerosi conflitti e da una diffusa ignoranza spirituale. Durante questo attuale periodo si assiste ad un eccezionale sviluppo della tecnologia materiale che però corrisponde a una altrettanto eccezionale regressione spirituale e attualmente il criterio con cui si giudicano le persone è determinato dalla ricchezza, dalla pubblicità e dalla potenza, senza riguardo per la spiritualità.
Buona notizia : finisce nel 2025 !

The entire timeline of the Yuga Cycle gets unraveled:

Fig 3: Yuga Cycle TimelineThis Yuga Cycle timeline takes the beginning of the Golden Age to 12676 BC, more than 14,500 years before present, when the Great Bear was in the “Shravana” nakshatra (the Great Bear will advance by 3 nakshtras in every Yuga because of the 300 year transitional period). This agrees very well with the Indian tradition, since the Mahabharata mentions that in the ancient tradition the Shravana nakshatra was given the first place in the Nakshatra cycle.

The timeline also indicates that the ascending Kali Yuga, which is the current epoch in which we are living, will end in 2025 CE. The full manifestation of the next Yuga — the ascending Dwapara — will take place in 2325 CE, after a transitional period of 300 years.

The ascending Dwapara Yuga will then be followed by two more Yugas: the ascending Treta Yuga and the ascending Satya Yuga, which will complete the 12,000 year ascending cycle. The Sanskrit text Brahma-vaivarta Purana describes a dialogue between Lord Krishna and the Goddess Ganges. Here, Krishna says that after 5,000 years of Kali Yuga there will be a dawn of a new Golden Age which will last for 10,000 years (Text 50, 59). This can be immediately understood in the context of the Yuga Cycle timeline described here.

We are now ending the Kali Yuga, nearly 5,700 years since its beginning in 3676 BC. And the end of the Kali Yuga will be followed by three more Yugas spanning 9,000 years, before the ascending cycle ends.

Nella religione induista, il Dvāpara Yuga (devanagari: द्वापर युग) è la terza delle quattro ere di evoluzione del mondo (yuga).

Il Dvāpara Yuga ha una durata di 2.400 anni divini[1]. La sua alba e il suo tramonto (ovvero i suoi sandhi[2]) hanno entrambi la stessa durata di 200 anni divini, per un totale di 200+2.000+200=2.400 anni divini equivalenti a 864.000 anni umani.

Secondo Sri Yukteswar, invece, questi 2.400 anni andrebbero intesi come anni effettivi umani: nel 1899, in particolare, avrebbe avuto termine il periodo di transizione di 200 anni del Dvāpara Sandhi, e sarebbero iniziati i 2.000 anni del Dvāpara Yuga.

Sri Yukteswar era anche un temerario astrologo vedico e con i suoi calcoli rivoluzionari
spiegò che il nostro sistema solare è entrato in una nuova era: il Dwapara Yuga,
l’era dell’energia. Questo insegnamento rappresentò una grave offesa per gli indiani
ortodossi, la maggior parte dei quali è tuttora convinta che viviamo ancora nel Kali
Yuga, l’epoca oscura. Non fu cosa da poco, tanto che la tipografia dove Sri Yukteswar
pubblicò le sue scoperte fu addirittura presa d’assalto con un lancio di pietre.

Giancarlo Fabbri : LE SCOPERTE SCIENTIFICHE E I MIRACOLI DEI SANTI


LE SCOPERTE SCIENTIFICHE

E I MIRACOLI DEI SANTI

Sarebbe una leggenda esaltànte il poter coniugàre scienza e religione.

E, se fossi io il predestinato, sarei avviato a una divina immortalità; proprio quella in cui illustri fisici e matematici, come Eugene Wigner o Werner Heisenberg, tanto per citarne alcuni, si erano adoperati e avevano posto le fondamenta delle simmetrie nella meccanica quantistica.

Ma, né la matematica né la scienza mai potranno scoprire Dio perché, se fosse

la scienza a scoprirlo, non potrebbe essere fatto che di scienza; se fosse la matematica ad arrivare al “teorema di Dio”, il creatore del mondo non potrebbe che esser fatto di sola matematica.

La cosa sarebbe comunque riduttiva e colui che crede, vuole che Dio rappresenta il tutto e non una sola parte del tutto.

Il fascino della nostra vita è in stretto rapporto fra cose, fatti e persone diverse in ambito trascendentale e in quello immanentistico.

Nella sfera immanentistica esistono fenomeni che possono venire osservati e studiati attraverso la matematica (o conoscenza diretta) e che sono definiti “scoperte scientifiche”.

Ma non essendo ipotizzabile che esse si consumano del tutto in ciò che esiste nell’immanente, esistono dei fenomeni non ricreabili che avvengono una volta sola e non possono venire spiegati da forme matematiche.

Essi sono i miracoli e la loro sfera è quella trascendentale in cui avvengono i miracoli dei Santi.

Pertanto, il pensare solo lontanamente che attraverso i metodi scientifici possano accadere i miracoli, sarebbe a dir poco utopìstico e significherebbe illudersi di potere scoprire “l’esistenza scientifica di Dio”.

Se fosse possibile arrivare a capire in modo “logico” i miracoli, la stessa cosa

dovrebbe essere possibile e arrivare ad affermare “il teorema di Dio”.

L’attrattiva della nostra vita è in stretto rapporto tra la sfera trascendentale e la sfera immanentistica e stà nella capacità di affascinarci.

L’origine dei miracoli possono avvenire solo nella sfera trascendentale e a fare i miracoli non possono essere che i Santi, nel mentre gli scienziati si occupano della nostra vita immanentistica.

Le due sfere si diversificano: se nella sfera immanente esistono sette componenti di cui uno è il tempo, in quello trascendente non possono esservi i medesimi gruppi specifici e quindi niente tempo.

Quello che viene studiato nei vari laboratori, secondo cui le due sfere sarebbero identiche, non corrisponde a verità; allorquando il sole tra cinque milioni d’anni, cesserà la sua attività, la sfera trascendentale dell’uomo rimarrà la stessa, perché non esiste il fattore tempo.

Difatti, a rigor di logica, se le sfere fossero identiche, non potrebbero esistere i miracoli ma soltanto le scoperte scientifiche; nel qual caso, l’immanente e il trascendente sarebbero la stessa cosa.

Questa è la pretenziosità degli atei che trattano l’esistenza del trascendente dimenticando che i miracoli sono la testimonianza inconfutabile che la vita umana non si esaurisce nell’immanente.

Le scoperte della scienza testimoniano che gli uomini non sono di un disordine caotico; se è vero che c’è una logica, deve esserci un creatore: “Dio”.

L’origine dei miracoli possono avvenire solamente nella sfera trascendentale e a fare i miracoli non possono essere che i Santi, mentre gli scienziati si occupano della conoscenza nella immanentistica.

La scienza nasce nell’immanente ma conduce l’uomo verso il trascendente, trascinata da una intelligenza al di sopra della nostra.

Nessuno poteva immaginare quale è la complessità della natura in cui l’uomo vive: lo spazio e il tempo.

Se lo spazio è reale, il tempo deve essere immaginario.

Non è facile entrare nei misteri dell’universo, ma un gigante della scienza come Eugene Wigner amava dire che “il più grande dei miracoli è che esiste la scienza”.

Ascona, marzo 2017                      Fabbri Giancarlo

“membro della società teosofica svizzera”

 

 

A mia nipote Yasmeen

 

IRRIMEDIABILE DANNO MORALE

E MATERIALE O SOPRAVVIVÈNZA

 

C’era un tempo non troppo lontano in cui la comunità Cristiana celebrava l’avvento del Natale di un bambino tanto attèso; era la divina consacrazione della famiglia e l’esaltazione del focolare domestico che si riconducevano a una capanna di legno e di paglia nella quale , sotto un cielo trapunto di stelle nel buio della notte: era tutto un creato di umana contemplazione, pervàsa di religiosità, di comprensione e generosità, mentre la nascita del bambino aveva portato in sé una coscienza di pace, di certezza e solidarietà in quanto manifestazione del figlio di Dio fattosi uomo tra gli uomini, le cui prodigiose vicende avrebbero mutàto il corso di venti Secoli di storia vòlti al progresso, ed all’emancipazione dell’uomo e all’affermarsi della religione Giudaica-Cristiana che lo avrebbe proiettato al centro dell’universo.

La ricorrenza del S. Natale era un nostro rinnovarci con più slancio e vigore per un avvenimento che aveva scosso le nostre esistenze e confuso le coscienze rendendoci consapevoli della nostra presenza spirituale, diventata intelligibile, perché illuminata dallo Spirito Santo di un divino amore attraverso “i battiti del tempo”.

Purtròppo in epoca recente, la comunità Cristiana vive un periodo di grande accortezza e diffusa timidezza nel manifestare i propri sentimenti religiosi alla vigilia della festa più significativa della Cristianità.

Sembra sia venuta meno quella consapevolezza di valori basilari e progetti normativi, civili e morali della nostra millenaria civiltà, cedèndo a una forma buonista e perbenìsta, a una tolleranza e dissoluzione sul piano dei costumi che si riflettono su quello religioso in modo circospetto e pàvido, a tal punto da non sapere o potere più manifestare ogni nostro ulteriore sentimento.

È il declìno dell’Europa Cristiana con un tracollo demografico autòctono e una migrazione fuori di ogni controllo, come a sottolineare la necessità di un riequilibrio. Se ciò accadesse, è perché non troviamo più quel sentimento di amore spirituale verso il nostro prossimo, tanto da detestarci e rinnegare il nostro futuro e quello dei nostri figli, che sono l’espressione concreta del nostro retàggio civile e morale nel quale si riconoscono “diritti e libertà”, ma non le volontarie rinunce e gli obblighi morali.

Gli storiografi affermano (come al solito) una evoluzione e la fine della nostra civiltà così come lo è stato degli antichi imperi a motìvo di una “vocazione suicìda” di chi ci

 

governa e la supìna passività di una popolazione inerme, non a causa di un dispotìsmo o autorità assoluta bensì, a causa di una arrogante violenza straniera.

Ciò si manifesta allor’quando esiste una denatalita autòctona, con i giovani più qualificati che emigrano e l’accoglienza di migranti poco acculturàti, di sesso maschile, di religione musulmana e poco propensi a una fattiva integrazione per cui si delinea un’acquiescenza della nostra popolazione a una futura islamizzazione oscurantista.

Se vogliamo la sopravvivenza della nostra civiltà Cristiana ed Europea, dovremo fare in modo di custodirla e proteggerla per i valori in essa custoditi, che elevano a grande dignità la sacralità della vita e la libertà dei valori condivisi.

Dovremo, altresì, imparare a volerci bene come in passato, a difendere i nostri interessi, a riaffermare le priorità nelle risorse umane e a sentirci più fieri della nostra dignità di vita.

Solo allora potremo riamarci e realizzare il bene comune, altrimenti arriveremo a odiarci e vivremo sotto una ìbrida dittatura di un islamismo retrìvo che limita le libertà fondamentali delle persone.

Ascona, dicembre 2016

Giancarlo Fabbri, Membro della Società Teosofica Svizzera

 

Davide Tonato, Labirinti


LA STORIA

Pittore surrealista e cultore di temi magico-esoterici, originario di Verona, Davide Tonato si è imposto da anni sulla scena artistica internazionale. Ha esposto, tra l’altro, all’Open Center di New York, a Palazzo Datini di Prato, al Castello Estense di Ferrara, a Palazzo Mangani di Fiesole, al Castello Belgioioso di Milano, a Palazzo Ateneo San Basso a Venezia, al Museo della Grafica di Brisighella, alla Galleria Majestic di Cannes, a Castel S.Angelo a Roma, al Museo Civico Archeologico di Bologna, al Castello di Gallipoli… Diplomatosi al liceo artistico, consegue anche il diploma in grafica industriale per poi terminare i suoi studi all’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona. Dalle numerose opere realizzate esclusivamente ad olio sono state tratte varie riproduzioni, pubblicate su CD, poster, libri oltre alla realizzazione di due mazzi di tarocchi, uno per Fabbri Editori e Lo Scarabeo (Tarocchi dell’Albero della Vita) e l’altro per Dal Negro (Tarocchi di Venezia).

TITOLI DI STUDIO

Diploma Liceo Artistico
Diploma Grafica Industriale
Diploma Accademia delle Belle Arti “Cignaroli” di Verona

MOSTRE

Maggio 1982
“Meridiana” – Verona
Maggio/Giugno 1986
“New York Open Center” – New York
Maggio 1987
“Palazzo Dativi” – Prato (Firenze)
Settembre 1987
“Castello Estense” – Ferrara
Aprile 1988
“Palazzo Mangani” – Fiesole (Firenze)
Giugno 1988
“Castello Belgioioso” – Milano
Febbraio 1989
“Palazzo Ateneo San Basso” – Venezia
Giugno 1990
“Brisighella” – Faenza
Giugno 1991
“Spazio Lions” – Verona
Maggio 1992
“Golf Club Sommacampagna” – Verona
Giugno 1992
“Palazzo della Grafica” – Faenza
Giugno 1993
“Galleria S. Zeno” – Verona
Febbraio 1994
“Majestic” – Cannes
Febbraio 1994
“Castel Sant’Angelo” – Roma
Giugno 1994
“Agorà” – Verona
Febbraio 1995
“Museo Civico Archeologico” – Bologna
Aprile 1995
“Galleria Athenienne” – Piacenza
Agosto 1995
“Castello di Gallipoli” – Lecce
Dicembre 1995
“Pittori veronesi a Vivi la Casa in Fiera” – Verona
Novembre 1996
“Mysteria” – Padova
Aprile 1997
“Casinò” – Arco
Luglio 1998
“Paradiso Festival New Age” – Rimini
Gennaio 1999
“Fondazione Giacomo Vittore” – Arco
Febbraio 1999
“Fondazione Giacomo Vittore”- Trento
Marzo 1999
“Fondazione Giacomo Vittore” – Ala
Dicembre 1999
“Palazzo Municipale” – Lissone
Aprile 2000
“Fondazione Giacomo Vittore” – Cembra
Maggio 2000
“Fondazione Giacomo Vittore” – Cavalese
Giugno 2000
“Fondazione Giacomo Vittore” – Folgaria
Dicembre 2007
“Sala Birolli” – Verona
Dicembre 2008
“Palazzo Corni-Agazzotti” – Modena
2008 “Galleria Birolli” – Verona
2011 K 59 – Verona
2011 Arte Padova – Fiera di Padova
2012 Galleria Unique – Torino
2012 Festa Medievale – Cassine (AL)
2015 Palazzo Zenobbio – Venezia

Link

http://www.davidetonato.it

Seminario Teosofico Europeo 2017 ad Ascona


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