Quando l’uomo attribuisce una minore importanza alla sua immagine al centro del mondo, egli riconduce la propria coscienza, in maniera trascendentale, verso il mondo del reale dal quale, essa viene proiettata verso l’esterno.

L’immagine è, infatti, una idealizzazione di ciò che noi siamo e, se vogliamo che essa non resti unicamente una sterile proiezione, è necessario focalizzarla per poterla trasferire nella nostra coscienza e, da questa, nel mondo del reale. È una introspezione nella quale la coscienza viene sollecitata da “un qualcosa di seducente” che le consente di sperimentare la conoscenza reale nella sua essenza.

Sperimentando il mondo reale, l’uomo non percepisce un fatto sensoriale bensì, una esplosione di gioia, una luce splendente di una affascinante bellezza e si meraviglia di non avere saputo immaginare, prima di allora, l’esistenza di un mondo diverso e più bello del suo, nonostante si rimetta in gioco con la solita dimestichezza e lo stesso stato mentale.

Da questo momento, egli è consapevole di un altro mondo, migliore, e il suo problema assume una valenza e ragione di essere nella realtà interiore anziché in quella della quotidianità.
Nel nostro mondo la materia è separata dallo spirito ma, nel mondo reale, materia e spirito, sono una sola cosa nella coscienza e nella mente e in tutte le cose create ed esistenti, dalla più infinitesimale, che è l’atomo, alla più grande, che è Dio manifestazione di Vita.

La coesistenza tra spirito e materia fa sì che ogni manifestazione della mente prevalga e crei in noi una sensazione spirituale dell’immagine. In caso contrario, la sensazione sarebbe solamente di una immagine formale. Ad ogni modo, qualsiasi manifestazione riveste lo stesso significato che è poi quello della mente divina.

L’uomo si pone il problema della sua esistenza e sviluppo nel tempo del mondo visibile nel quale darà una risposta all’inizio e alla fine del ciclo evolutivo poiché nel mondo del reale il problema esistenziale si estinguerà. Tutto ciò che si manifesta come reale nel mondo è superiore a qualsiasi soluzione della stessa mente mentre il concetto di spazio verrebbe annullato allorquando l’uomo penserà ai tanti e diversi esseri viventi, separati e lontani e, nell’esperimentare del reale, scoprirà che tutti questi esseri si trovano già dentro di noi e l’umanità intera sarà formata da esseri diversi e assemblati e costituirà una sola unità perché, è già unita a Dio.

L’uomo non conosce abbastanza bene la sua mente e, quando cerca di comprenderla meglio, ha un comportamento contrastante perché gli è difficile persuadersi che possa esistere un mondo coscienziale più veritiero della sua stessa immagine.

Egli osserva e scruta inizialmente ciò che è distante, lontano, prima di venire a contatto con quello che lo circonda con meraviglia e stupore.

Una nuova psicologia indaga sulla attività nascosta della coscienza che l’uomo non conosce ancora. Essa spalanca nuovi orizzonti sul frazionamento della mente in rapporto all’intelletto, suo unico mezzo mediatico, e la formazione della stessa mente. L’uomo è portato a pensare a qualcosa o a qualcuno nonostante non sappia affermarne la ragione poiché, se osserva non pensa, e viceversa, e gli sarà necessario ripartire dalla coscienza per poter osservare e pensare contemporaneamente.

Il pensiero in sé non è determinante perché, se ci lasciamo catturare dai pensieri, costruiamo delle immagini dove ci muoviamo e viviamo modi e atteggiamenti imprevedibili, talvolta inesistenti e intense dispute emotive. Diventiamo dei personaggi importanti, epici , eroici dei quali non sappiamo dare una pronta risposta esauriente che svanisce come d’incanto perché è molto probabile che noi non abbiamo affatto pensato bensì solamente sognato ad occhi aperti.

Questi sono sogni che vorremmo diventassero le nostre aspirazioni quotidiane supportate da immaginazioni e forme viventi di pensiero.

Quando l’intelletto è tranquillo e non si concentra su un qualcosa di particolare, la nostra mente trova soluzioni ai problemi con chiara consapevolezza della mente superiore che si manifesta improvvisamente nei comportamenti e nelle decisioni segrete dell’intelletto.

Dalla mente superiore arrivano allora delle grandi intuizioni che si manifestano nell’intelletto con grandi scoperte scientifiche, artistiche filosofiche nelle quali la mente sperimenta la verità attraverso la visione dell’intelletto.

C’è una correlazione tra mente e intelletto dove, la mente è la creatività e l’intelletto il suo mezzo creativo di comprensione. L’uomo desidera sapere molto di più del mondo reale ma il suo desiderio è fiacco e ben poca cosa. Egli vorrebbe conoscere di più ma, nello stesso tempo, gli manca lo stimolo necessario. Poche persone desiderano sapere la verità perché, in cuor loro, non sono mai state così contente di non conoscerla.

Attraverso la concentrazione e la meditazione l’uomo, da una parte, calma l’intelletto e lo rende servitore della mente superiore; per contro, con lo studio, fa in modo che il pensatore si serva dell’intelletto per dare una percezione alla visione avuta con la mente.

Nel mondo reale le grandi scuole scientifiche, artistiche e filosofiche sono delle realtà viventi di architetti del pensiero che esistono ed esperimentano maggiori conoscenze di quanto procurano le letture. Per arrivare a una più vasta cultura è necessario il contatto dello spirito santo di Dio nel mondo reale e la verifica di una realtà vivente nel pensiero dell’uomo. Però il pensatore resta il creatore e il costruttore che trasforma, con la sua visione, l’intelletto da una forma amorfa a una struttura estetica.

Ancora una volta è il trionfo dello spirito santo nel nostro mondo che è, poi, il mondo della mente divina dove l’uomo si cimenta nella verità vivente e partecipa al sapere, alla conoscenza e all’arte nei secoli a venire. L’uomo trae ispirazione dallo spirito santo che lo sprona a creare di più con la sua potenza creativa.

Un artista verrà ispirato dal “bello” delle sue opere, il filosofo avrà una chiara visione della verità dove saprà comprenderne la sua essenza per aiutare l’umanità alla scoperta della vita.

Lo scienziato verrà ispirato dalla intuizione e scoprirà la forza della natura nei suoi esperimenti. Il filosofo sosterrà con ardore l’amore verso i suoi simili per migliorarne le loro condizioni di vita mentre il profeta farà risplendere la luce di Dio nel mondo. Tutto ciò che l’uomo afferma viene nobilitato dal contatto con lo spirito santo che rende l’uomo superiore a se stesso e lo fa un Dio.

La moderna psicologia, che non si occupa sempre dell’ispirazione, dovrà aiutare scienza, arte e filosofia a conoscere l’attività della mente e lo stato coscienziale, vale a dire, il contatto del mondo reale con l’aspirazione che rende l’uomo un creatore divino.

L’immagine di cose separate nel nostro mondo, che noi definiamo “cose esistenti nel presente”, non appaiono nel mondo del reale perché il presente non ha una dimensione. Ciò che è reale è quello di essere più reale dell’uomo stesso e capace di contenere il passato e il futuro. L’ispirazione del mondo reale percepisce lo sviluppo delle cose e le rende ciò che diverranno.

Quando un artista crea un’opera d’arte in una visione di “bello”, egli sperimenta la realtà dell’opera come esistesse nel mondo reale e elaborerà in esso la sua visione della verità. L’arte però non è solo una combinazione di suoni e di modelli bensì; un organismo vivente attraverso il quale l’uomo opera nel mondo della mente.

L’ispirazione, affine all’entusiasmo, rende una persona “divinamente ispirata” e la sua presenza crea un Idealismo del quale l’uomo ne ha dato un significato improprio poiché egli non possiede gli ideali ma ne è posseduto. Quando l’uomo contatta l’ideale di una cosa nel mondo reale, egli ne è posseduto e non può fare altro che dedicarsi a lui.

L’uomo che sacrifica sé stesso e ciò che possiede per un ideale, realizza qualcosa di quel potere idealistico che lo pone al centro della sua vita e nel mondo della mente divina, sua unica realtà. L’essenza divina è quella della teosofia e un teosofo diventa un idealista.

Il vero idealismo è un processo di percezione e di senso pratico. L’idealista ha la testa in cielo e i piedi in terra e potrà aiutare i suoi simili a realizzare quello che gli ha sperimentato e realizzato per se stesso.

Ispirazione, entusiasmo, idealismo sono i valori più grandi dello spirito santo con i quali tutta l’umanità realizzerà il mondo della mente divina e del reale. La mente dell’uomo si aprirà ai doni dello spirito, come alito di vita, riconoscendone una meravigliosa realtà e una dovuta riconoscenza dell’uomo in questo mondo.

Il contatto con lo spirito santo che è il fuoco della creazione e la mente divina proiettano l’uomo dalla oscurità del nostro mondo alla luce splendente del reale. Nel contatto con lo spirito, l’uomo risplende di un fuoco paradisiaco che è il potere creatore dell’universo.

L’uomo illuminato dalla manifestazione di Dio creatore e ordinatore del mondo, immerso nella gloria della mente divina, vedrà un creato risplendente della bellezza e amore di Dio.
Egli diventerà cosciente della creazione e dell’eterno mistero dello spirito santo.

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