L’inutile banalità di Halloween

 

È arrivata Halloween, la notte degli scherzi e del divertimento, dei cortei di bambini che vanno di casa in casa con zucche svuotate e illuminate all’interno chiedendo, come regalo, dolci con la formula “trick or treat” (dolcetto o scherzetto). Fin qui nulla da eccepìre se non fosse per l’aspetto volutamente màcabro con il quale non appare una limpida impronta folkloristica bensì; quella di un oscuro tormento e di una dannazione, popolati di streghe e vampiri, di zombi e mostri vari e con una sola chiara presenza: quella del teschio, inteso non come segno di resurrezione della croce sul gòlgota, la cui parola significa “teschio”.

Si tratta di un avvenimento che non porta nessun rispetto per la morte; è snaturato e dissacrante a cui si contrappone il dono dello spirito santo quale carisma di fede nella celebrazione dei defunti, perché la morte è l’essenza più sacra dell’esistenza del nostro essere che merita rispetto e un riverente atto spirituale da parte dei vivi.

Nella nostra tradizione e con il rischio di passare per dei genitori “retogradi”, possiamo affermare quanto ci sono cari i nostri morti piuttosto che gli zombi; e come sia ormai giunto il momento di spiegare alle famiglie le nostre tradizioni le quali, nonostante il discrèdito, restano le più umane e reali di quelle create e esportate da quei demolitori statunitensi in tutta consapevolezza intellettuale e morale delle proprie idee. Pertanto, la famiglia rimane l’unico mezzo per contrastarle, in quanto gli educatori scolastici sono ormai assuefatti a internet e come rapiti dal web per l’arrogante presenza di virus.

Halloween dà inizio alla notte dei morti viventi (!) e alla sfilata di zucche intarsiate “a mò di teschi” e con finzioni di cadaveri in una arguta atmosfera briosa nel prendersi gioco dei morti senza rendersi conto di una offesa all’idea cristiana della resurrezione, dove la morte non è l’orrore e la tristezza non è la disperazione bensì; l’attesa.

Halloween è una disdicevole e sgradevole festa màcabra che si sforza con la persuasione di entrare nelle nostre vite attraverso la banalità del male; se non dello stesso dèmone.

In tale contestualità esistenziale della verità; voglio essere più razionale di chi la nega, anche perché non intendo essere meno “vanitoso” di lui.

Quando papa Francesco additò nel demonio il nemico assoluto che ci insidia ogni giorno, nessuno sollevò critica alcuna perché è considerato un “progressista”, ma se si fosse trattato di un”laico”, la chiesa sarebbe potuta sprofondare nel buio del medioevo.

Halloween è un festante tragicomico evento dove si agitano le ancestrali paure dell’uomo il quale, catturato dall’ignoto e sgomento verso l’immensa oscurità delle tenebre, cerca di esorcizzarle e offrire un inconsapevole senso all’esistenza, poichè oltre l’infinito orizzonte, sorge la luce solenne che illumina le anime in marcia verso l’evoluzione nella gloria di Dio.

 

Ascona, Novembre 2015

Giancarlo Fabbri,

“Membro della Società Teosofica Svizzera”

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