Ricerca di Giorgio Amico : Genesi della Massoneria


Pubblichiamo l’interessante ricerca sulle origini della Massoneria. Personalmente è un argomento che mi ha sempre affascinato e sono felice di avere una ricerca strutturata sull’argomento.

Clicca quì per il link

Per gli amanti dei misteri una visita iniziatica web …


Il web è un universo denso di segreti  … il nome di René Schwaller de Lubic è una miniera di rimandi alchemici e artistici (sapevate che suoi allievi per un certo periodo a Skt. Moritz sono stati Mirò e Jean Arp ?) … c’è chi dice che fosse Fulcanelli (?).  L’ermetismo francese ammanta in un velo misterioso la storia dell’esoterismo occidentale. La ricerca, la grande opera inizia e procede sulle orme di questi grandi personaggi che ancora oggi affascinano. Entriamo e sveliamo …

http://hermetism.free.fr/Avenieres/avenieres01.htm#Fulcanelli

Per una visita reale trattasi oggi di un albergo !

Avenieres_carte postale10

Il cammino che mi ha portato quì 

Per chi volesse approfondire ho trovato il dizionario mito ermetico in pdf 

L’ISPIRAZIONE TEOSOFICA DI MONTE VERITÀ


logo monte verita

PICCOLE VERITÀ DAL MONTE

 

La Fondazione Monte Verità propone brevi approfondimenti sulla storia, le correnti e i personaggi che hanno tracciato il percorso di Monte Verità.

 

LA STORIA

L’ISPIRAZIONE TEOSOFICA DI MONTE VERITÀ
Le radici teosofiche della comunità. Di Andrea Biasca-Caroni, Rappresentante Presidenziale della Società Teosofica Svizzera.

QUESTO È IL LUOGO
La storia di Monte Verità. Di Nicoletta Mongini, Responsabile Cultura Fondazione Monte Verità.

LA DEA DELLA VERITÀ
Il Monte di Harald Szeemann. Di Chiara Gatti, critica e storica dell’arte.

LA DANZA – di Luca Scarlini, scrittore

POSSO CREDERE SOLO A UN DIO CHE DANZA: IL MONTE VERITÀ LUOGO DELLA DANZA
L’arrivo della danza al Monte Verità.

LA DANZA È UN LINGUAGGIO: LABAN E IL TENTATIVO DI DEFINIRE LA GRAMMATICA DELLA DANZA
L’origine del gesto e la Labanotazione. 

SAN MATERNO: UN TEATRO PER LA DANZA CON VISTA SUL LAGO E CHARLOTTE BARA
La Danzatrice Sacra

L’EREDITÀ DI LABAN: DA MARY WIGMAN A PINA BAUSCH
Da Monte Verità alle avanguardie coreografiche.

L’ARTE – di Chiara Gatti, critica e storica dell’arte

VIA DALLA PAZZA FOLLA. L’ESTETICA DEL RIFUGIO.
Lontano dal perbenismo, dalle costrizioni borghesi e vicini alla natura. Gli artisti arrivano a Monte Verità. 

MARIANNE VON WEREFKIN E LA GRANDE ORSA
La vita artistica e personale della pittrice espressionista russa.

UNA PIETRA DALLA MONTAGNA. HANS ARP E DADA
Il ritorno alla natura e alla forma dell’essere. 

BAUHAUS. PENSIERI AL QUADRATO
Il luogo dove la nostra fronte sfiora il cielo. 

BELLEZZA E GENIALITÀ, Giancarlo Fabbri


a Davide e Yasmean

 

BELLEZZA E GENIALITÀ

 

Vorrei raccontare in maniera essenziale l’esistenza di una attrice ritenuta la donna più bella del monto, che ha saputo conciliare il mondo della “settima arte” con quello della progettualità frequentando la facoltà di ingegneria a Vienna dove non avrà concorrenti maschi.

All’anagrafe si chiamava Edwing Eva Maria Kiesler, era nata a Vienna da una famiglia dell’ata borghesia Ebraica che le impartì una educazione alquanto ottocentesca tantoché, alla età di 5 anni palava 4 lingue, a 10 anni suona bene il pianoforte, quale preludio di una geniale predisposizione all’apprendimento.

Quando già ventenne entrava in una strada e iniziava a dialogare, nessuno degli astanti la ascoltava e i loro sguardi erano come rapiti dal movimento delle sue labbra a ogni parola.

Poco tempo dopo, il regista Cecoslovacco Gustav Machaty la sceglie come interprete del film “Estasy” dove, per la prima volta, una attrice si esibisce del tutto nuda.

Dall’Europa si trasferisce negli stati uniti dove la M.G.M. le offre un contratto a condizione che “perfezioni” il suo inglese e cambi il suo nome, assumendo quello d’arte di Hedy Lamarr.

Girerà così vari film con attori di fama mondiale, tra i quali Clark Gable e Spencer Tracy.

Ma, nonostante il fascino della cinematografia, nessuno dei suoi film sarà attraente come la sua vita, così ricca di talentuosa creatività che male si coniugava con la logica di mercato della Metro Goldwyn Mayer.

“L’intelligenza le avrebbe compromesso l’immagine“

In pari tempo, nel campo ingegneristico, Hedy progetta un metodo di guida a distanza riguardante il lancio di un siluro con un sistema di modulazione che codificava, “tagliuzzandole”, delle informazioni da trasmettere e ricevere su frequenze radio che arriveranno agli interessati, (gli unici in grado di renderle utilizzabili, conoscendone la sequenza) e consentendo loro la deriva dei siluri nemici e, in pari tempo, la non ingerenza delle proprie frequenze.

Ma nonostante ciò, la marina militare Americana, pur riconoscendole una indubbia validità, si rifiutò di accoglierla in quanto inventata da una donna e perciò non convincente secondo l’esercito e la marina degli Stati Uniti.

La mente di Hedy Lamarr partorisce idee che potrebbero decidere le sorti del secondo conflitto mondiale allor ‘quando la marina Tedesca rendeva inoffensivi i siluri Americani che provocavano sconvolgenti intrusioni nei segnali radio e gli Americani non sapevano come contrastarli, fintanto che Hedy, con la collaborazione del suo secondo marito, un musicista, adoperando dei rotoli di carta perforati dei pianoforti meccanici, realizza un sistema che codificava la trasmissione delle frequenze radio che rendevano i siluri Americani invisibili ai Tedeschi.

Tutto ciò è stata la raffinata intuizione che sta alla base dei moderni Wi-Fi ed è una rivoluzionaria apparecchiatura crittografica che frutterà all’industria bellica Amerciana svariati miliardi di cui Hedy non riceverà alcun beneficio.

 

 

 

 

In ultima analisi e grazie ancora una volta alla estensione scientifica della Lamarr, si arriverà alla scoperta del cellulare, impiegato giornalmente nelle molteplici necessità della nostra incalzante modernità.

*    *    *     *

Hedy ha saputo conciliare la sua avvenente beltà e il talento inventivo, nonostante una tormentata irrequietezza e una carenza affettiva per la mancata presenza di quel focolare domestico e degli affetti familiari.

Hedy fu bellissima con una particolare “felicità d’ingegno” che la rese una donna di potere con decisioni manageriali,  ma fu anche un’anima senza amore e senza una vera famiglia e che detestava ogni giorno di più quel suo viso di perfezione che le aveva causato dolorose vicende e disturbi di cuore.

Si sposò 6 volte a altrettante volte divorziò, ma il suo vero amore – diceva il suo agente – era Heddy Lamarr.

*    *    *     *

È diventa ormai una persona in età avanzata con uno stato mentale caratterizzato da smarrimenti, disturbi emotivi, mancanza di chiarezza di pensiero e, talvolta, disorientamento  percettivo e, soprattutto, sfigurata da interventi estetici, muore d’infarto nel sonno a 81 anni, portando con se quella bellezza così vanamente osteggiata.

*    *    *     *

Alla sua morte ha voluto che le sue ceneri venissero disperse in quella fascinosa e seducente foresta Viennese, che Hedy amò tanto, dove i sogni si fanno realtà e la realtà si ammanta di meravigliosi e infiniti sogni. (meravigliosi)

 

 

 

 

 

 

Ascona, giugno 2020
Giancarlo Fabbri, Membro della Società Teosofica Svizzera

Teosofia in Svizzera : la Svizzera Tedesca si sta sviluppando !!!


I nostri fratelli al di là del Gottardo si stanno muovendo e crescono, sono diventati 7, un Gruppo e questo è loro account twitter :

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Date un occhiata al loro sito internet e … GRAZIE FRANK !!!

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Papus, Gerard Encausse


Il nostro eroe dopo aver militato in Società Teosofica a Parigi decolla per una ascesa folgorante Martinista e Rosa-Croce Cabalista … Video molto interessanti che illustrano le gesta di questo personaggio estremamente interessante che come molti vede un’ascesa fra  politici/imperatori … una vera e propria saga ! E poi uno studio storico che sfata/ridimensiona il mito della sua relazione con lo Zar …

Gérard Encausse

Gérard Encausse (La Coruña13 luglio 1865 – Parigi25 ottobre 1916)

Origini

Gérard Anaclet Vincent Encausse nacque il 13 luglio 1865 a La Coruña (Spagna), figlio di Louis Encausse, studioso d’alchimia. Fu battezzato lo stesso giorno della nascita. Fu educato secondo la tradizione cattolica e ricevette il sacramento della Prima Comunione il 26 aprile 1877 nella chiesa di Saint Pierre de Montmartre, a Parigi; si sposò il 23 febbraio 1895 nella chiesa di Notre-Dame-d’Auteuil, sempre a Parigi. Successivamente fu poi scomunicato. Alto, di spalle larghe, obeso precoce, volto autoritario e leonino, sguardo penetrante, luminoso quasi ipnotico, naso largo con narici mobili e fronte spaziosa: questi erano i tratti somatici dell’uomo. Fu medico e si occupò di ipnosi al seguito del dottor Luys, massima autorità del tempo in materia di guarigioni attraverso l’ipnosi. Sosteneva infatti che l’ipnosi doveva essere esercitata dai medici abilitati ai soli fini terapeutici.

Formazione

Studiò al [collegio militare Rollin] dal 1888 al 1891, mentre svolgeva il servizio militare, e otterrà il grado di Ufficiale di Sanità il 24 maggio 1891; in seguito divenne maestro di scienze l’11 giugno 1892.

Attività e opere

Abitava a Montmartre, e possedette parecchi studi medici, il più famoso dei quali era a Parigi, al 5 rue de Savoie. Fu iniziato alla massoneria nel 1882 da Delaage e da Chaboseau nel 1888 (con il quale scambiò la propria iniziazione). Nell’ottobre del 1888 fonda la rivista l’Iniziazione. In seguito aderì alla Società Teosofica di Madame Blavatsky e fu cofondatore della rivista Hermes, da cui si dimise il 19 maggio 1890. Nello stesso anno, per divergenze con Madame Blavatsky si dimetterà anche dalla Società Teosofica. La sua prima opera letteraria apparirà nel 1884; seguiranno parecchie opere sulle scienze occulte, i tarocchi, la Kabbala, la magia, la reincarnazione, i numeri, seguite anche da opere su Martinez de Pasqually e Louis Claude de Saint-Martin, gli ispiratori del movimento da lui fondato detto appunto Martinismo.

Origine dello pseudonimo

Papus fu il suo nome mistico e magico; era il nome che poteva condurre ai numi; lo prese dal Nuctéméron di Apollonio da Tiana (molto ben conosciuto dagli studiosi di Franz Bardon). Era il nome del genio della prima ora, il genio della medicina. Seppe però anche essere un uomo allegro e mondano, prendendo parte ad attività dello “chat noir” sulla collina di Montmartre (locale molto in voga tra la fine dell’800, e gli inizi del 900). Passava moltissimo tempo nelle biblioteche alla ricerca di testi antichi. Questo gli permetteva d’opporre alla tradizione orientale una tradizione occidentale. A Parigi lo troviamo a frequentare gli esoteristi del tempo; tra quelli a lui più vicini troviamo Stanislas de Guaita (nobile d’origine lombarda), Paul Sedir (impiegato alla B.N.F.) e Joséphin Péladan che presto abbandonerà il gruppo per farne uno proprio (ma senza successo). Nel 1888, incontra Pierre-Augustin Chaboseau che gli confida di avere anche lui un’iniziazione risalente a L. C. de Saint-Martin. Coincidenza perlomeno “strana” che darà ancora più forza e autorità al nuovo Ordine che si andava costituendo, e la cui struttura sarà definitivamente stabilita nel 1891. Scrisse più di 160 testi a nome Papus o Gerard Encausse.

L’incontro con Maitre Philippe

Il suo incontro con Maitre Philippe di Lione, noto taumaturgo, forse il più potente e famoso, cambierà la sua visione del mondo. Papus diventerà il più tenace sostenitore della mistica cristiana e della via cardiaca che Saint-Martin chiamò la Via Interiore. Continuò comunque ad essere un tenace ricercatore della verità, ed abbiamo ragione di credere che continuò gli studi sulla magia e sulle antiche iniziazioni. Appartenne anche alla Chiesa Gnostica, di cui ricoprì importanti incarichi; si ha notizia della sua presenza anche negli ambienti della Golden Dawn, ed autorevole membro del Centro Studi Iniziatici. Con Maitre Philippe si recò in Russia alla corte degli Zar da sempre appassionati di scienze esoteriche; qui si scontrerà con Rasputin, del quale ebbe a dire: ” è un’antera in cui sono racchiuse tutte le sozzure del mondo”. Si dice, ma non ci sono prove certe, che si recò anche in India. Certo è che anche il noto esoterista italiano, Giuliano Kremmerz, studiò con il Papus. Quando scoppiò la prima guerra mondiale, fu al fronte, medico a bordo di un’ambulanza. Qui forse a causa dei gas impiegati in guerra, si ammalerà gravemente ai polmoni. Rimpatriato, pur sapendo di non avere speranze continuò il suo lavoro di medico e ricercatore, fino al 25 ottobre 1916, quando morirà all’ospedale della Carità di Parigi.

Personaggio

Di fronte alla personalità del Papus i pareri divergono e si oppongono. Per gli occultisti, quest’uomo fu un genio che studiò, praticò e operò nel mondo scrivendo anche un considerevole numero d’opere che ancora oggi sono un’autorità in questo campo. Pochi si sacrificarono come Lui alla causa che aveva intrapreso; attirò mistici e ricercatori eccezionali; li condusse nell’opera comune tanto ricercata ed utile agli uomini di desiderio. Papus fu l’uomo che donò tutto se stesso alle scienze dette occulte. Fu lui che fece dei Martinisti dei seri e stimati operai di Cristo. Fu l’uomo d’azione e di preghiera, sintetizzando in lui una miriade di correnti diverse e fino allora disperse.

È ritenuto fra i padri dell’occultismo moderno e viene ricordato per essere stato il fondatore dell’Ordine Martinista (1888) e del Martinismo, corrente esoterico-filosofica basata sulle idee del Filosofo Incognito Louis Claude de Saint-Martin. Papus propose tre percorsi: la conoscenza dell’uomo (scienza psichica); la conoscenza della natura (l’alchimia); la conoscenza di Dio (la mistica).Con lui i ricercatori Cercheranno (il seme da piantare), Rispetteranno (insegnare, esaminare e dunque coltivare la vera natura umana) gli altri ricercatori, Divideranno (secondo criteri stabiliti) con altri ciò che hanno raccolto.

Massone “di frangia”, fu Gran maestro della “Grande Loggia swedenborgiana di Francia”[1] e organizzatore della conferenza internazionale massonica, che si svolse a Parigi il 24 giugno del 1908.

Alla sua morte, nel 1916, la sua opera è stata continuata dal figlio Philippe, che adottò il medesimo pseudonimo Papus.

I Tarocchi di Papus

A Papus si deve un trattato sui Tarocchi intitolato Clef absolue de la Science occulte. Le Tarot des Bohémièns (Paris 1889), “ad uso esclusivo degli iniziati” (come scrisse nella prefazione all’opera) nel quale spiegò i significati dei 78 Arcani sviluppando le dottrine cabbalistiche sui Tarocchi definite da Eliphas Lévi trent’anni prima. A lui si deve l’interpretazione degli Arcani su tre diversi livelli esistenziali: fisico, intellettuale e spirituale.

Dieci anni più tardi, Papus pubblicò una nuova opera sull’argomento, Le Tarot divinatoire (Paris 1909) dedicata specificamente alla cartomanzia. Il volume era accompagnato dalle illustrazioni di un nuovo mazzo di Tarocchi ideato dallo stesso Papus. Ogni carta riportava, accanto all’illustrazione centrale, la corrispondenza astrologica, il rapporto con una lettera di lingua antica (latino, sanscrito, ebraico ed egiziano) ed infine il segno watan ideato da Saint-Yves d’Alveidre nel suo L’Archéometre (pubblicato postumo nel 1911).

Opere tradotte in italiano

Le arti divinatorie, Castel Negrino, 2006

  • Ciò che deve sapere un maestro massone, Atanòr, 2005
  • La reincarnazione e la metempsicosi, I Dioscuri, 1989 (anche Bastogi, 1998)
  • La scienza dei numeri, Atanòr, 1984
  • Chiromanzia sintetica e analitica, Atanòr
  • Magia bianca-magia nera, Napoleone, 2000
  • Il carattere rivelato dalla fisionomia, L’Airone Editrice, 1996
  • Ciò che deve sapere un maestro massone, Brancato, 1995
  • I tarocchi. L’arte della divinazione attraverso la cartomanzia, Napoleone, 1993
  • Morte e reincarnazione, Casa del Libro, 1990
  • Trattato di magia pratica, I Dioscuri, 1989
  • La filosofia occulta e la magia, I Dioscuri, 1989
  • Trattato pratico di scienze occulte, Edizioni del Gattopardo, 1971
  • Ciò che deve sapere un maestro massone, Mondi Velati Editore, 2013

Note

^ (FR) Serge Caillet, La Franc-Maçonnerie swedenborgienne, su le-colporteur.blogspot.ch. URL consultato l’11 maggio 2016(archiviato dall’url originale il 13 maggio 2016).

Bibliografia

  • Philippe Encausse, Papus, sa vie, son œuvre, Ed. Pythagore, Paris 1932.
  • Marie-Sophie André et Christophe Beaufils, Papus, biographie, la Belle époque de l’occultisme, Berg international, 1995.
  • Jean-Pierre Bayard, Philippe Encausse, Pierre Mariel, Papus : Occultiste, ésotériste ou mage ? Anthologie thématique du Dr Gérard Encausse, Editions Ediru, Mennecy 2005.
  • Giordano Berti, ‘Il dottor Papus’, ‘La bibbia degli zingari’, ‘La chiave assoluta dell’occultismo’, ‘I tarocchi divinatori’, ‘Gli Arcani di Papus’, in Storia dei Tarocchi, Mondadori, Milano 2007, pp.125-133.

Altri progetti

Collegamenti esterni

 

Le diramazioni della Teosofia


Organogram_revised_8.8

Stavo pensando l’altro giorno di stilare uno schema generale di tutte le diramazioni alternative ad Adyar e mi sono imbattuto in un articolo che già aveva fatto il lavoro per me. Vi chiederete perché queste organizzazioni si sono staccate da Adyar … anch’io me lo sono spesso chiesto. Per confondere ancora di più i perché e percome nella lista si trovano personalità che hanno preso ispirazione nelle loro vite o creazioni dalla Teosofia, o dal sacro libero da dogmi e sovrastrutture inutili. Ma addentriamoci in questa vasta galassia di idee e persone alla ricerca, una ricerca che non è mai finita, o forse finirà quando le scintille si riuniranno alla fiamma che le ha generate …

See also

References

  1. ^ Melton, Gordon J. (Sr. ed.) (1990). “Theosophical Society”. New Age EncyclopediaFarmington Hills, MichiganGale Research. pp. 458-461. ISBN 0-8103-7159-6. “No single organization or movement has contributed so many components to the New Age Movement as the Theosophical Society. … It has been the major force in the dissemination of occult literature in the Westin the twentieth century.” In same, see sections “Theosophy” and “Theosophical Offshoots”, pp. xxv-xxvi [in “Introductory Essay: An Overview of the New Age Movement”]. Note “Chronology of the New Age Movement” pp. xxxv-xxxviii in same work, starts with the formation of the Theosophical Society in 1875.
  2. ^ Syman, Stefanie (2010). The Subtle Body : the Story of Yoga in America. Farrar, Straus and Giroux. pp. 62-63ISBN 978-0-374-53284-0OCLC 456171421.
  3. ^ The Theosophical Movement 1875-1950, Cunningham Press, Los Angeles 1951.
  4. ^ See photographic reproduction of the notes to the meeting proposing the formation of the Theosophical Society, New York City, 8 September, in the image from Wikimedia Commons.
  5. ^ Kirby, W. F. (January 1885). “The Theosophical Society”Time XII(1): 47-55 (London: Swan Sonnenschein; OCLC 228708807). Google Books Search retrieved 2011-01-12. Profile by the entomologist and folklorist William Forsell Kirby.
  6. ^ Olcott, H. S. (January 1891). “Constitution and Rules of the Theosophical Society”. The Theosophist 12 (4): 65-72. (Adyar: Theosophical Publishing House). ISSN 0040-5892. “As Revised in Session of the General Council, all the Sections being represented, at Adyar, December 27, 1890”.
  7. ^ “About the TS” Archived 2011-05-14 at the Wayback Machine[see section “Freedom of Thought”]. ts-adyar.org. Adyar: Theosophical Society Adyar. Retrieved 2011-01-11.
  8. ^ Blavatsky, Helena (1888). “The Three Postulates of the Secret Doctrine”. The Secret Doctrine: The Synthesis of Science, Religion, and PhilosophyVol. I: Cosmogenesis. London et al.: The Theosophical Publishing Company et al., 1888 (OCLC 8129381), pp. 14-20 [in “Proem”]. Reprint Phoenix, ArizonaUnited Lodge of Theosophists, 2005. Electronic version retrieved 2011-01-29. “This electronic version of The Secret Doctrine follows the pagination and style of the A FACSIMILE OF THE ORIGINAL EDITION OF 1888” (webpage editor’s description). Also in same, see “The pith and marrow of the Secret Doctrine”. pp. 273-285 (in “Summing Up”).
  9. ^ Blavatsky 1888. “Our Divine Instructors”. The Secret Doctrine.Vol. II: Anthropogenesis, pp 365-378. Phoenix, ArizonaUnited Lodge of Theosophists, 2005. Retrieved 2011-01-29.
  10. ^ Rudolf Steiner’s book Theosophy, An Introduction to Supersensible Knowledge of the World and the Destination of Man (published in German as Theosophie. Einführung in übersinnliche Welterkenntnis und Menschenbestimmung), first appeared in 1904 ([1]).
  11. ^ Rudolf Steiner, Theosophy of the Rosicrucian, lectures given in 1907 ([2]).
  12. ^ Paull, John (2018) The Library of Rudolf Steiner: The Books in English, Journal of Social and Development Sciences. 9 (3): 21-46.
  13. ^ Blavatsky, Helena (1889). “The Future of the Theosophical Society”The Key to Theosophy. London: The Theosophical Publishing Company. pp. 304-307 [context at pp. 306-307. Emphasis in original]. OCLC 315695318Wheaton, Maryland: Theosophy Library Online. Retrieved 2011-01-29. “Scanned Reproduction from a Photographic Reproduction of the Original Edition as First Issued at London, England: 1889”.
  14. ^ Lutyens, Mary (1975). Krishnamurti: The Years of Awakening. New York: Farrar Straus and Giroux. p. 12. ISBN 0-374-18222-1.
  15. ^ Blavatsky 1889 p. 306Wheaton, Maryland: Theosophy Library Online. Blavatsky, Helena (1966). “Esoteric Instructions (EI): The Esoteric Section: Introduction by the Compiler”Collected Writings. Series. Volume XIIWheaton, IllinoisQuest Books. pp. 478-511 [context at p. 492]. ISBN 978-0-8356-0228-0Groningen, Netherlands: katinkahesselink.net. Links retrieved 2011-01-29.
  16. ^ Washington, Peter (1995) [Originally published 1993]. “Boys and Gods”. Madame Blavatsy’s Baboon: A History of the Mystics, Mediums, and Misfits Who Brought Spiritualism to America. New York: Schocken BooksHardcover. pp. 126-144. ISBN 978-0-8052-4125-9.
  17. ^ Lutyens pp. 20-21.
  18. ^ Lutyens p. 7.
  19. ^ Jiddu, Krishnamurti (1929). “Order of the Star Dissolution Speech”J. Krishnamurti Online. Krishnamurti Foundations. Retrieved 2010-04-27.
  20. ^ Lutyens pp. 276, 285. Krishnamurti left the Society in 1931; Lutyens considered the “last tie” severed with the death of Besant in 1933.
  21. ^ “Theosophical Society Members 1875-1942 – Historical membership list of the Theosophical Society (Adyar) 1875-1942”tsmembers.org. Retrieved 2019.

External links

 

Vedi anche un sito in inglese/italiano che illustra una parte del mondo artistico https://theosophyart.org/

TEOSOFIA e Coronavirus


IL SEMINARIO EUROPEO È ANNULLATO 

GLI INCONTRI DEL MARTEDÌ SERA SONO SOSPESI FINO A NUOVO ORDINE

Viviamo tempi incerti, l’emergenza dilaga in molti paesi. Qui da noi siamo ancora relativamente tranquilli, per ora, forse arriverà anche qui, ci prepariamo al peggio, da buoni cittadini, rispettiamo le regole e cerchiamo di tirare avanti. Con un’aiuto in più però, che ci viene dalla consapevolezza della fuggevole ed effimera condizione della materialità, l’illusorietà della condizione materiale che viviamo, in ogni situazione, anche nelle emergenze e negli stati di crisi che minano ogni certezza che sembrava essere consolidata. Questa epidemia e le conseguenze nelle nostre vite ci inducono una volta in più al raccoglimento, alla meditazione e al silenzio e alla solitudine.  Non fosse che questa condizione è anche consigliata per una volta a tutti i cittadini … pensavo oggi al ritiro spirituale e al silenzio : ecco una buona occasione per mettere in pratica gli insegnamenti. Un periodo di ritiro, di scambi sociali ridotti all’essenziale, alla vera solidarietà e compassione per chi sta male, per chi ha paura e non ha avuto l’occasione di praticare gli insegnamenti che ci rendono capaci di trasformare qualsiasi sofferenza in un bilancio positivo, la sopportazione stoica e impavida che ci libera sempre più dalla condizione di attaccamento al piano materiale verso una rinascita nella libertà dello spirito in una sorta di dimensione inattaccabile e vigile.  Cogliamo l’occasione per meditare e … meditare ancora. Una crisi è un buon banco di prova per l’equilibrio e la resistenza, è un’occasione di apprendimento fuori dalla norma (non capita tutti i giorni), non lasciamola passare invano.

Siate coraggiosi, (e se non ci riuscite subito mandatemi un messaggio, per whatsapp, su Facebook, per email, chiamatemi … vi risponderò se lo desiderate).

 

Abbracci virtuali e baci telematici

Il vostro Andrea

https://teosofia.ch

 

SEMINARIO TEOSOFICO EUROPEO, ASCONA 20-22/3/20


IL SEMINARIO È ANNULLATO 

SEMINARIO TEOSOFICO EUROPEO, ASCONA 20-22/3/20

CLICCA QUÌ

Digressione

Relazione di Andrea Biasca-Caroni al seminario teosofico europeo di Ascona 2020 : “L’individuo e l’universo alla luce della terza proposizione fondamentale de La Dottrina Segreta”.


Dove trovo la terza proposizione fondamentale ? 

Nella Dottrina Segreta troviamo i tre principi fondamentali : 

  1. L’esistenza di un principio onnipresente, eterno, illimitato, immutabile, sul quale ogni speculazione è impossibile per la mente dell’uomo. 
  2. L’eternità dell’universo su un piano infinito sul quale appaiono e scompaiono infiniti universi. 
  3. La fondamentale unità di tutte le anime con l’Anima universale e l’obbligatorio pellegrinaggio di ogni anima attraverso il ciclo delle incarnazioni e del Karma. 

La Dottrina segreta è Jnana Yoga e questo sentiero dice H.P. B. è il vero sentiero per lo studioso occidentale. Il libro è stato compilato allo scopo di fornire al candidato indicatori lungo il Sentiero da percorrere. 

 

Ma che cosa è uno Jnana Yogi o cosa è lo

Jnana Yoga

Nella scuola di pensiero induista del Vedānta, il Jnana Yoga (dal sanscrito, la lingua sacra, Jnana – conoscenza, e Yoga – unione) è uno dei quattro sentieri di base per raggiungere la salvezza (insieme a Bhakti Yoga, Raja Yoga e Karma Yoga).

Jnana Yoga è il sentiero della conoscenza; secondo questo Yoga, la liberazione (Moksha) e l’unione con Dio si possono acquisire per mezzo della conoscenza di Brahman, (Il “Non Manifestato”, il fondamento di tutto ciò che esiste, l’Assoluto) riconoscendo il Brahman come il proprio Sé.

La liberazione dal Saṃsāra (ciclo delle nascite e delle morti) è ottenuta grazie alla realizzazione dell’identità dell’anima individuale (jiva) con l’Anima Suprema (Brahman). E questo è contenuto proprio nella nostra terza proposizione fondamentale (fodamentale identità dell’anima con la super-anima universale, Parabrahman, e il necessario pellegrinaggio di manifestazione che ha come conclusione la liberazione o riunione con l’origine. (processo simboleggiato dall’ Alpha e Omega nel cristianesimo originario, da Gesù che si incarna e torna al padre attraverso il sacrificio.) 

A parole è molto semplice, ma nei fatti il problema, la causa di tutta la sofferenza e degli attaccamenti è l’ignoranza metafisica (Avidya) all’inizio del pellegrinaggio della Monade (Jiva) poiché non avendo ancora esperienza è afflitta da ignoranza che agisce come un velo (Maya) o uno schermo, che impedisce al Jīva di percepire la sua natura reale e divina. Nella sua piccolezza ed ignoranza, il Jiva (l’anima individuale) stupidamente si convince di essere separato e diverso da Brahman. La conoscenza di Brahman (o Brahma Jnana) rimuove questo velo permettendo al Jiva di ristabilirsi nella sua propria natura essenziale: Sat-Chit-Ananda (Esistenza, Conoscenza, Beatitudine).

Il praticante dello Jnana Yoga (Jnana-Yogi) prende coscienza che Brahman è la Vita della sua vita, l’Anima della sua anima; egli sente e sa che Dio è il suo proprio Sé. Grazie alla meditazione costante, intensa ed integrata, egli comprende la sostanziale unità di Atman e Brahman, e si rende conto di essere uno con l’Assoluto attraverso la visione spirituale o intuizione profonda, e non soltanto con lo studio di libri, di teorie o di dogmi; infatti, Jnana non è un sapere puramente intellettuale. Non si tratta unicamente di comprendere e accettare un concetto. Non è una semplice asserzione intellettuale, è la realizzazione diretta di una unione, l’unità con Dio, l’Essere Supremo. La sola convinzione intellettuale non può portare all’autentica conoscenza di Brahman.

Lo Jnana Yoga insegna che esistono quattro metodi per conseguire la Liberazione:

– discriminazione: l’abilità di differenziare tra ciò che è reale / eterno (Brahman) ed irreale / temporaneo (qualsiasi altra cosa nell’universo).

 – distacco: il rifiuto dei piaceri del mondo, dovuto alla comprensione che questi sono in verità le fonti del disagio.

 – le Sei Virtù:

    • la calma, il controllo della mente e dei pensieri
    • il controllo degli organi di senso
    • la rinuncia alle attività che non siano doveri, o attività che non facciano parte del Dharma (nostro dovere)
    • fermezza interiore di fronte alle avversità, alle diversità e alle coppie di opposti, come il piacere ed il dolore
    • fede nell’insegnamento
    • concentrazione perfetta
  • ardente attesa e intenso desiderio di liberazione dai vincoli di tempo e spazio

LA TERZA ASSERZIONE FONDAMENTALE DELLA DOTTRINA SEGRETA

“La fondamentale identità di tutte le Anime con la Sovra-Anima Universale, quest’ultima essendo essa stessa un aspetto della Radice Sconosciuta; e il pellegrinaggio obbligatorio di ogni Anima, scintilla del formatore, attraverso il Ciclo di Incarnazione (o ‘Necessità’) in accordo con la legge Ciclica o Kārmica, durante il periodo totale.” (I, 17*)

Prima una chiarificazione di termini. “Anima” come usato qui, rappresenta una delle traduzioni di Ātma, il settimo principio dell’uomo (sul piano Atmico, lo spirito nello schema qui sotto)

principi umani

LO SCOPO DELL’ESISTENZA 

Poichè la monade è universale, senza legami e senza partito, così come non composta e indivisibile, nulla può essere aggiunto ad essa durante un periodo di manifestazione fino al tempo in cui entra nell’Assoluto – per il periodo del Mahā-Pralaya. Qual’è dunque il proposito di tutto, se nulla è aggiunto ad essa e la Monade rientra nello stato o condizione  dalla quale è scaturita ? Neppure la Monade stessa è capace di maniferstarsi nelle sfere inferiori, ma deve farlo attraverso un Raggio ? Allora, anche, sembrerebbe, apparentemente, incapace di avere effetto sul corso del raggio inferiore ? Anche se presumibilmente queste sono una serie di domande semplici, la risposta diviene chiara solamente quando i concetti fondamentali presentati nella Dottrina Segreta sono completamente compresi.

Che cosa è la MONADE :

È la diade, Atma-Buddhi, quella parte immortale dell’uomo che si reincarna nei regni inferiori della natura e gradualmente progredisce attraverso essi fino all’Uomo, e quindi fino alla meta finale – il Nirvana. La Monade è il principio eterno ed immortale nell’uomo, poiché è parte indivisibile del Tutto integrale – lo Spirito Universale – dal quale emana e viene assorbita alla fine del ciclo. I Vedantini la chiamano sutratma (il filo dell’anima) e le danno un significato intraducibile nelle lingue occidentali. La Monade, nata dalla natura e dall’Essenza dei Sette (il suo principio più elevato essendo immediatamente avvolto dal settimo elemento cosmico), deve compiere la sua rivoluzione settenaria attraverso tutto il ciclo dell’Essere e della Forma: da Dio all’uomo e dall’uomo a Dio. Sulla soglia del Paranirvana, la Monade assume di nuovo la sua Essenza primordiale e diventa ancora una volta l’Assoluto. Esiste un numero limitato di monadi che evolvono e diventano sempre più perfette mediante l’assimilazione di numerose personalità successive in ogni nuovo Manvantara. L’evoluzione dei Globi planetari e delle Monadi umane procede di pari passo. La Monade non ha alcuna relazione con l’atomo, o la molecola così come sono concepiti dalla scienza. Essa è la combinazione degli ultimi due Principi dell’uomo: il sesto ed il settimo; propriamente parlando, il termine “monade umana” si applica alla Duplice Anima: Atma-Buddhi. La Monade, o Jiva, non è spirito, ma un Raggio, un Soffio dell’Assoluto. Come tale essa non può manifestarsi sul nostro piano, o per meglio dire, si manifesta a condizione che si verifichino due premesse: (1) un modello spirituale, o prototipo, sul quale plasmare il materiale fisico; (2) una coscienza intelligente che guidi il suo progresso. La “vita” ed il suo veicolo formano il modello sul quale si plasma il corpo fisico; dopo arriva l’anima e la mente. Tutto ciò avviene mentre la monade segue l’arco discendente; contemporaneamente evolvono gli Elohim che la assistono e quando essi la incontrano nasce il simbolo terrestre dell’Uomo Celeste, l’Uomo Perfetto. Secondo Pitagora, la Monade allo stato di UNO è causa di ogni unità e misura di tutte le cose. La Duade è la Madre del Logos, ed è sostanziale. Segue la Triade, da cui deriva l’Universo manifestato. A questo punto la Monade torna nel Silenzio e nelle Tenebre da cui era apparsa come Punto al centro del Cerchio. La monade umana, quindi, acquista consistenza nella Trinità umana (Atma-Buddhi-Manas) e procede durante il Manvantara. Il discorso sulla Monade, trattato da molti grandi filosofi, è molto difficile e non può essere esaurito con le parole; per essere capito richiede un grande sforzo individuale, uno stato immaginativo che vada oltre il razionale. La Monade, infatti, fondamentalmente, è un mistero.

L’Essenza Monadica – rappresenta la Sorgente del nostro essere, l’Ātman o Se. La congiunzione di Buddhi con Atman rappresenta il primo aspetto della Monade. Poiché la prima upādhi, o “velo di spirito” è stata emanata da Ātman, o Se – piuttosto che Ātma-Buddhi, che è tecnicamente la Monade. Il congiungimento di Buddhi con Atman rappresenta il primo aspetto della Monade. Poichè la prima upādhi, o “velo di spirito” è stata emanata da Ātman come Raggio. Finora il primo aspetto non è capace di manifestarsi sul piano fisico, dunque una seconda upādhi è richiesta. Il secondo “velo di spirito” viene emanato. A questo ci si riferisce tecnicamente come a Manas Superiore , o l’Ego Reincarnante. A suo turno l’Ego reincarnante ha bisogno di un veicolo per contattare il piano fisico. Questo è fornito dal suo raggio, la personalità. Comunque, la personalità è un composto. È composta dal corpo fisico (Sthūla-śarīra) con il suo attendente Corpo Modello (Linga-śarīra), più il principio vitalizzante (Prāna), insieme con il Principio-Desiderio, Kāma, in congiunzione con l’aspetto inferiore del principio-Mente, Manas.

È quasi vero che nei reami inferiori all’umano, la  Monade non è capace di influenzare il corso del raggio inferiore – per la ragione che non è stata raggiunta l’autoconsapevolezza. Comunque, quando il principio-Manas è stato risvegliato – il risveglio del quale ha luogo durante lo stadio umano dell’evoluzione – c’è allora la possibilità che la Monade possa essere capace di influenzare il corso del suo Raggio, quando la personalità è fatta ricettiva all’illuminazione. Qui è dove “sforzi auto indotti e mirati” della terza proposizione fondamentale entrano in gioco.

Il pellegrinaggio sul Cerchio di Necessità  è intrapreso non per lo scopo di “aggiungere” nulla all’Essenza Monadica, poichè il concetto fondamentale dello schema evolutivo non è per lo scopo di raccogliere sostanze o proprietà addizionali, ma piuttosto per far sbocciare potenzialità o capacità inerenti e passare a stadi superiori della gerarchia creatrice. Il girare che è stato intrapreso dal Pellegrino – o Monade – abilita l’Essenza Monadica ad allargare la sua sfera di influenza, in modo che possa includere tutti i Regni così come tutti i globi della catena planetaria con i quali viene a contatto, attraverso esperienze dirette ottenute con i suoi Raggi. Allo stesso tempo le vesti o strati che sono stati manifestati sono in grado di conseguire esperienze a loro turno. Sicuramente non c’è bisogno di dubitare dell’affermazione che la personalità (il raggio inferiore) guadagna esperienze durante la vita terrestre. Attraverso esperienze ripetute la personalità raggiungerà lo stato di diventare uno strumento ricettivo per il suo Raggio superiore (l’Ego reincarnate), su questo globo (Globo D). A suo turno l’Ego Reincarnante (più correttamente l’Ego reincorporante) raggiungerà il potere di funzionare coscientemente su tutti i globi della Catena Terrestre. Quindi, anche, a tempo debito il Raggio superiore raggiungerà il potere di esistere autoconsapevolmente, che è l’oggetto del pellegrinaggio sul Cerchio di Necessità (come asserito nella terza proposizione fondamentale). Questo è per dire, che il Raggio, Buddhi, raggiungerà il potere di esistere senza la necessità di un raggio sul piano fisico, fornito dalla personalità. Allo stesso tempo Buddhi raggiungerà l’espiazione con la sua Essenza Monadica. Avendo così raggiunto lo scopo, l’Essenza Monadica e il suo Raggio saranno capaci di perdurare attraverso un Manvantara Planetario senza strati inferiori o vesti, così come durante un paragonabile periodo di non-manifestazione (un Pralaya Planetario).

Lo scopo dell’Essenza Monadica e del suo Raggio è, allora, di funzionare in sfere ancora più estese di influenza, il dominio su ogni area estesa è raggiunto attraverso la supervisione in quel regno o sfera.

In riferimento alla questione riguardante lo scopo di entrare in Paranirvāna : fornisce all’Essenza Monadica un’opportunità di diventare libero dai rivestimenti o vesti – per un periodo estremamente lungo. Questo capita alla consunzione di un Manvantara Solare*. Sicuramente, quando il  periodo Solare di manifestazione è cessato, il Pralaya Solare prevale. Quindi, in quei cosmi non ci sono globi manifestati sui quali la Monade possa funzionare. Dopo l’entrata nel Paranirvāna, il Raggio diventa fuso con altri raggi, la “goccia di rugiada scivola nel mare scintillante”. Inoltre il Raggio, Buddhi, mantiene ancora cognizione della sua individualità, mentre l’Essenza Monadica – Ātman – diventa uno con Paramātman, la Scintilla diventa la Fiamma (delle parole delle Stanze di Dzyan). Questo è così, perché Ātman è legato con Paramātman, come è sempre, anche durante la vita terrestre.

“Ātman, il ‘Se Superiore’, non né il tuo Spirito ne il mio, ma come la luce del sole splende su tutti noi. È l’universalmente diffuso “principio divino”, ed è inseparabile dall’Uno e Assoluto , come il raggio di sole è inseparabile dalla luce del sole.”*

Fondendosi nell’Essenza Una, Ātman diventa “la vera vita stessa”. (I, 130+)

Poiché il Movimento Senza Posa è per sempre, può essere visto come la Legge Primaria. Sembrerebbe, quindi, che l’oggetto o scopo dell’esistenza è di raggiungere lo stato del Grande Respiro, nel quale la condizione è la stessa durante periodi di manifestazione come durante intervalli di non manifestazione, che è durante Manvantara e Pralaya. Tentando una descrizione : è quella condizione quando cio che È, è equivalente a cio che NON È. In altre parole, rappresenta la condizione di Essenza piuttosto che di essere. (BE-NESS rather than BEING)

Sebbene Jivātman è spesso “l’anima individuale”, questo termine può essere reso come “l’essenza ātmica della vita”, poiché Jīva, dalla radice verbale jiv, vivere, significa vita.

(I) L’uomo può decidere se compiere il pellegrinaggio o all’interno dello specifico periodo assegnatogli, il manvantara planetario; (2) o scegliere di raggiungere una fine del pellegrinaggio più presto di questo periodo specifico coperto dal Cerchio di Necessità; (3) o determinare di prolungare il suo pellegrinaggio anche del doppio rispetto alla lunghezza del periodo specifico. Quindi il suo libero arbitrio non è impedito poichè ha il potere di fare la propria scelta. Qualsiasi corso l’uomo decida di seguire, egli stesso è responsabile per il risultato delle sue decisioni.

Il pellegrinaggio obbligatorio prende origine dalla sorgente originale della provenienza dell’uomo, poichè Atman è una Scintilla di Paramātman (o l’anima è una Scintilla della Sovr-anima). Al momento dello scaturire della Scintilla dalla sua sorgente venne originata una divina urgenza che le dà l’impulso di “ritornarvi”, o di essere una sola cosa con la sua Sorgente, non come una Scintilla ma come la vera Fiamma stessa. È questo che agisce come l’inestinguibile, forza propellente che necessita “l’obbligatorio pellegrinaggio”, che continuerà finchè questa urgenza originaria non sarà raggiunta. Finchè si considera il pellegrinaggio c’è l’obiettivo definitivo (appena menzionato), che è molto al di là della destinazione indicata più tardi in questa asserzione, quella di raggiungere un’indipendente esistenza autocosciente. Anche questa sublime destinazione è lontanamente superiore all’obiettivo immediato per il regno umano. Il presente sforzo consiste nello salire la Scala della Vita o il prossimo scalino nell’ascesa gerarchica, che anch’essa è un’impresa del più importante significato. Per essere sicuri, tutte le religioni e filosofie  cercano di definire un obiettivo per il pellegrino. Che sia l’offerta del paradiso come ricompensa, Nirvāna, Moksha, o qualsivoglia concetto possa essere, è stato stabilito che il Nirvāna, e similmente tutti gli stati simili al Paradiso, non sono che pause temporanee, poichè l’impulso originario del pellegrinaggio non è stato raggiunto. Quindi il riemergere dalla pausa temporanea è imperativo, senza curarsi di quanto sia lungo il periodo di tempo in questione, anche se fosse per un manvantara, perchè possa essere continuato il pellegrinaggio obbligatorio.

IL CERCHIO DI NECESSITÀ

Dopo Il ciclo di incarnazione, il cerchio di necessità si riferisce al grande Pellegrinaggio che ogni entità deve fare dal tempo della sua prima emersione  finché non raggiunge lo stato comparabile alla sua Sorgente : un viaggio di periodi di tempo incommensurabili che possono essere a malapena afferrati dalla mente. Questo può essere chiamato il Super-Super-Ciclo. Il più piccolo Ciclo di Necessità, vasto abbastanza nelle sue proporzioni, tratta della rivoluzione della catena planetaria. O ancora, un concetto ancora più profondo coprirebbe il ciclo del sistema solare. Il Ciclo di Necessità per una catena planetaria occupa molti milioni di anni. Era la messa in scena drammatica dei riti associati agli Antichi Misteri.

Con un vena un po’ drammatica HPB scrive sul Ciclo di Necessità :

“Per compiere il ciclo di necessità… spiega la Dottrina; per progredire nei loro compiti di evoluzione, dai quali nessuno di noi può essere esonerato, ne dalla morte o dal suicidio, poiché ognuno di noi deve passare attraverso la ‘Valle di Thorns’ prima che emerga sui piani della luce divina e del riposo. E per questo l’uomo continuerà a rinascere in nuovi corpi ‘finché saranno sufficientemente puri da entrare in una più elevata forma di esistenza.’

“Questo vuol dire solo che il Genere Umano, dalla prima giù fino alla settima Razza, è composto di una stessa compagnia di attori, che sono scesi da sfere più elevate per compiere il loro tour artistico su questo pianeta Terra. Partendo come puri spiriti nel loro viaggio verso il basso attorno al mondo (veramente!) con la conoscenza della verità, oggi flebilmente echeggiata nella Dottrina Occulta, inerente in noi, leggi cicliche ci portano giù all’apice inverso della materia, che è perso qui giù sulla terra e il culmine del quale è stato già raggiunto; e allora, la stessa legge di gravità spirituale ci farà lentamente ascendere a sfere sempre più elevate e pure che quelle dalle quali siamo partiti.

Indiscutibilmente lo scopo di intraprendere il Ciclo di Incarnazione è dato nell’estratto dalla terza asserzione, sopra : è di poter funzionare consapevolmente nel principio di Buddhi costantemente, e di raggiungere lo stato di esistenza indipendente. 

“Fra le Entità Spirituali molte sono quelle che si sono incarnate nel corpo di uomo dalla sua apparizione, e che per tutto ciò esistono indipendentemente come lo fecero prima, nell’infinità degli Spazi…

“Per metterla più chiaramente : l’Entità invisibile può essere presente nel corpo sulla terra senza abbandonare, comunque, il suo stato e funzioni nelle regioni sovrasensoriali. Se questo necessita spiegazione, non possiamo fare meglio che ricordare al lettore di simili casi nello spiritualismo, sebbene simili casi siano molto rari.” (I, 233+)

Pensando che sarebbe di aiuto avere questo stato chiarificato, specialmente se desse uno scopo tangibile nello sforzarsi di raggiungere un obiettivo veramente valido degli sforzi intrapresi, come anche mirasse ad un fine nel subire il Ciclo di Incarnazione (in vista delle prove e delusioni che arrivano durante la vita sulla terra), il seguente passaggio ispirato è citato dalle Lettere dei Mahatma a A.P. Sinnet :

“L’anma passata attraverso ogni forma elementale del mondo fenomenico di questo Manvantara”. Chiariamo : il mondo fenomenico significa il mondo della forma, del piano fisico. Gli esseri che si manifestano nel mondo fisico e stazionati sul più basso scalino della Scala Gerarchica della Vita sono le entità che comprendono il Regno Minerale. Essi richiedono di passare sette Ronde di fasi di sviluppo prima di ascendere alla Ronda più alta della Scala Evolutiva, rappresentata dal Regno delle Piante. Nella stessa maniera le entità del Regno delle Piante richiedono sette fasi di esperienza evolutiva prima di salire allo stadio del Regno Animale. Finché concerne lo sviluppo dell’individualità, che è il punto di sbocco, come messo in evidenza nella clausola (b) della citazione, le forme concernenti i Regni Minerale, Vegetale, e Animale rappresentano “forme elementali”, poichè nessuna di esse sperimenta individualità nel senso raggiunto nel Regno Elementale. Questo è per dire che sono forme preliminari o iniziali nel mondo fisico.

Per essere sicuro, il termine “elementale” usualmente significa un entità, o essere, che persegue le sue esperienze evolutive prima di assumere una forma fisicizzata e materiale. Ogni elementale di questo tipo è, come menzionato nella citazione, una Scintilla che deriva dalla pura Essenza, e deve continuare il Ciclo di Esistenza salendo la scala Gerarchica delle Vita. Ogni Scintilla di questo tipo rappresenta una Monade che passa attraverso gli stadi dei Regni Preliminari. Questo per dire, prima di entrare nel Regno Minerale per manifestazione fisica, un’entità deve perseguire la sua evoluzione in tre regni che precedono il primo regno manifestato. Questi regni preliminari sono chiamati il primo, il secondo e il terzo Regno Elementale. In ognuno dei tre Regni c’è un’esperienza evolutiva settenaria. Si può raggiungere un po’ di comprensione dello status degli esseri elementali  considerando le sette classi di elementali, quattro delle quali furono listate dai Kabbalisti sotto il nome di Salamandre, Silfidi, Ondine, Gnomi, esseri rappresentanti degli elementi del Fuoco, Aria, Acqua e Terra. Le altre tre classi non furono nominate.

L’ACQUISIZIONE DELL’INIDIVIDUALITÀ

“Nessun Buddha spirituale può avere un’esistenza indipendente prima che la scintilla abbia acquisito individualità, primo per impulso naturale, e poi sforzi indotti e concepiti autonomamente (controllati dal suo Karma), così ascendendo attraverso tutti i gradi di intelligenza, dal più basso al più alto Manas, dal minerale e pianta su fino al più santo arcangelo (Dhyāni-Buddha).” (I, 17*)

L’individualità è acquisita quando la Monade che stà soggiornando attraverso il Ciclo di Necessità, salendo i gradini della Scala Gerarchica della Vita assumendo a turno le vestigia appropriate per ogni reame, finalmente entra nel Regno Umano. Prima della sua entrata nello stadio umano, il suo ciclo di esistenza è portato attraverso impulso naturale, in questo la Monade segue l’evoluzione graduale, molto lenta attraverso tutti i gradi dell’intelligenza dal minerale e pianta fino all’animale e umano, gli stadi dell’ascesa essendo marcati dalle caratteristiche pertinenti ad ogni Reame. Così nel primo dei Reami Manifestati il colore e il brillio di gemme sono sfoggiati nel Regno Minerale. Questo tipo di intelligenza è sorpassato nel prossimo piolo della Scala dalla bellezza della forma, tinta e fragranza di germogli nel Regno delle Piante. Altri fattori sono dimostrati nel Regno Animale : le qualità di amore e devozione nell’educazione dei giovani, e segni di intelligenza sono chiaramente discernibili. 

“Ogni forma sulla terra, e ogni specie (atomo) nello Spazio combatte nei suoi sforzi verso la formazione di se stesso per seguire il modello messo per lui nell’Uomo Celestiale. … È l’involuzione (dell’atomo) e l’evoluzione, la sua crescita e sviluppo  interna ed esterna e il suo sviluppo, hanno tutti un solo oggetto, l’uomo; l’uomo, come la più elevata e progredita forma su questa terra, la Monade, nella sua assoluta totalità e condizioni elevate, come il culmine della divina incarnazione sulla Terra.” (I, 183+)

* Vol. I, p. 82, 6 vol. ed.; I, 45, 3a ed.

+Vol. I, p. 235, 6 vol. ed.; I, 205-6, 3a ed.

L’Uomo stesso si sta sforzando di raggiungere lo stadio di Uomo Celestiale – che rappresenta il culmine del tipo raggiungibile dal regno umano al completamento del Manvantara planetario. Non c’è bisogno di dire, che lo stadio presente dell’evoluzione umana è sempre così lontano dal raggiungimento dell’obiettivo. Nondimeno, questo fattore così importante deve essere ora considerato. Quando viene raggiunto il Regno Umano, un nuovo fattore entra nel viaggio del Cerchio di Necessità. Non c’è più vantaggio attraverso gli impulsi naturali. Invece la Mondade può continuare la sua ascesa attraverso sforzi autoindotti e concepiti autonomamente. L’individualità è stata acquisita. Da qui in avanti può essere compiuto un rapido avanzamento sulla scala evolutiva, eccetto per un impedimento. È menzionato nella asserzione da quattro piccole parole che sono messe in parentesi. Forse avrebbero dovuto essere capitalizzate poichè sono così spesso dimenticate : “CONTROLLATO DAL SUO KARMA”. Questo significa, certamente, che l’avanzamento di una persona è impedito attraverso azioni che sono commesse dalla persona stessa. Perchè sempre quando si compiono delle azioni, producono reazioni sull’inidividuo che le ha inaugurate, così producendo ostacoli nel raggiungimento dell’obiettivo desirato. Ora questo agire non si riferisce solamente ad atti compiuti sul piano fisico, o al mondo manifesto. Gli atti sono generalmente il risultato di pensieri che, quindi, possono avere origini su piani più alti che quello fisico, raggiungendo il piano spirituale, ma principalmente sul piano mentale, che è il reame dei pensieri. Ma, allora, questo mondo dei pensieri include lo psichico o l’emozionale, che è il mondo dei desideri. Il Karma è generato su tutti questi piani e non è prodotto solamente sul fisico, dove il risultato delle azioni può essere visto prontamente. Sono le cause ad essere state messe in movimento che reagiscono sull’iniziatore, senza riguardo al piano nel quale sono state originate. Ogni essere umano, quindi, ha il potere di plasmare il suo proprio destino, sia con atti che con pensieri. L’obiettivo è raggiunto quando la condizione risvegliata della Monade è raggiunta. Il raggiungimento segna lo stato di un Buddha.

Un paio di parole a proposito di Manas sono appropriate qui, poichè è stato menzionato in clasusola (b) della citazione precedente. Manas è il quinto principio dell’uomo, nella classificazione settenaria. La parola è derivata dalla radice Sanscrita man, pensare, cogitare, riflettere, quindi la parte pensante di un uomo, il principio Mentale. Questo è il principio cardine nell’uomo, e agisce in una capacità duale. Potrebbe cercare di raggiungere il sesto principio, Buddhi, o può tendere verso l’aspetto più basso della natura umana, il principio del desiderio Kāma. Un esempio simbolico dell’abilità umana di ascendere alla sua parte più elevata, o discendere alla più bassa, può essere dato riferendosi al simbolo familiare Cristiano dell’uomo legato alla croce. L’uomo può guadagnarsi la libertà cercando unione con suo Padre all’interno (non in paradiso), del suo più elevato; oppure può rimanere legato alla croce, incatenato dai suoi desideri ed emozioni.

L’importanza dello stadio umano nella Scala della Vita non può esser sovrenfatizzata. È ripetuto sempre ancora nella Dottrina Segreta. Questo passaggio testimonia :

“La Dottrina insegna che per diventare una divinità pienamente cosciente, anche le intelligente antichissime e spirituali più elevate,  devono passare attraverso lo stadio umano. E quando diciamo umano, questo non si applica meramente alla nostra umanità terrestre, ma ai mortali che abitano ogni mondo, vale a dire quelle intelligenze che hanno raggiunto l’equilibrio appropriato fra materia e spirito, come noi l’abbiamo ora, da quando il punto medio della quarta Razza Radice della quarta Ronda fu superato. Ogni entità deve aver vinto per se stessa il diritto di diventare divina, attraverso esperienza propria… questo è anche il significato segreto della frase dei Purāna circa Brahmā perennemente ‘mosso dal desiderio di creare’. Questo spiega anche il significato kabalistico nascosto del detto : “il Respiro diventa pietra; la pietra, una pianta; la pianta, un animale; l’animale, un uomo; l’uomo, uno spirito; e lo spirito, un dio.’ I figli nati dalla Mente (Mānasaputra), i Rishi, i Costruttori, etc., erano tutti uomini, di qualsiasi forma fossero, in altri mondi e nei Manvantara precedenti.

“Questo soggetto, essendo così mistico, è per questo il più difficile da spiegare in tutti i suoi dettagli e relazioni; poiché l’intero mistero della creazione evolutiva è contenuto in esso.” (I, 106-7*)

Riassumendo l’affermazione della terza asserzione fondamentale attraverso la prossima frase della citazione :

“La dottrina cardine della filosofia Esoterica non ammette privilegi o doni speciali nell’uomo, salvo quelli acquisiti dallo stesso Ego attraverso sforzo personale e merito attraverso una lunga serie di metempsicosi e reincarnazioni.” (I, 17+)

Dovrebbe essere abbastanza chiaro, in vista dell’esposizione che è stata presentata, che il progresso sull’ascesa della Scala della Vita, una volta entrati nel Regno Umano, è fatto autonomamente da ogni uomo. Ogni stato individuale è determinato attraverso lo sforzo personale di vita in vita e non dovuto a “privilegi e doni speciali”.

* Vol. I, p. 167, 6 vol. ed.; I, 132, 3a ed

+ Vol. I, p. 83, 6 vol.; I, 45, 3a ed.

 Dal Piano Divino (G. Barborka)