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NEWSLETTER DELLA SOCIETÀ TEOSOFICA ITALIANA DEL 25/06/2012

Newsletter della Società Teosofica Italiana giugno 2012

La riflessione del mese: consapevolezza fra linguaggio e conoscenza

L’essere umano ha un forte anelito alla conoscenza, quasi che vi sia in lui intrinsecamente l’esigenza di fissare nel tempo e nello spazio rappresentazioni ordinate e trasmissibili della vita e dell’esperienza.
Questo processo assume un significato ancor più ampio se tiene conto di tre fattori:
a) la conoscenza è qualcosa di assai più profondo del linguaggio che la esprime, poiché quest’ultimo la restringe infatti necessariamente entro ambiti assai limitati;
b) i sistemi di pensiero assumono il loro vero significato se sono in grado di collegarsi strettamente all’elemento immateriale dell’intuizione;
c) l’espansione della coscienza è un processo legato all’evoluzione e non può prescindere da un’osservazione attenta e neutrale e dall’intima disponibilità di rimettere quotidianamente in discussione i risultati della ricerca, sulla base dei risultati della stessa.
Il processo della conoscenza presuppone una vera e propria “passione interiore”, pronta ad alimentare un percorso che può condurre l’uomo oltre i limiti della personalità e a una presa di coscienza in grado di andare oltre al dualismo spirito-materia, riconoscendo in ogni grado e livello della materia stessa una preziosa componente spirituale, che è la base stessa dell’evoluzione.

ULTIME NEWS

22 Giugno 2012

VENERDÌ 29 GIUGNO 2012: “LA FIGURA DI GIUSEPPINA LIGUORI FANCIO, TRA POESIA E SPIRITUALITÀ”

La Segreteria Generale della S.T.I., in collaborazione con il Gruppo Teosofico “Il Veneziano” di Jesolo Lido, organizza un incontro in ricordo di…
19 Giugno 2012

AUNG SAN SUU KYI RITIRA IL NOBEL PER LA PACE ASSEGNATOLE NEL 1991

Dopo 21 anni dall’assegnazione Aung San Suu Kyi, vera interprete e ambasciatrice dell’“anima birmana”, ha potuto ritirare ad Oslo il Premio Nobel per…
19 Giugno 2012

CARTA DELLA TERRA

Segnaliamo i contenuti della “Carta della Terra”, che fu creata dalla Commissione indipendente della Carta della Terra (Earth Charter Commission),…
19 Giugno 2012

“IL VIAGGIO INFINITO” IL NUOVO LIBRO DI GRAZIELLA RICCI

Bonanno Editore ha pubblicato “Il Viaggio Infinito – Tecniche e percorsi di trasformazione”, il nuovo libro di Graziella Ricci, docente universitaria,…
13 Giugno 2012

UNA MENTE CHE ABBRACCI L’UNIVERSO

“Una mente che abbracci l’Universo” è una frase poetica, tratta dalla Dottrina Segreta, che ci fa intuire il potenziale della mente umana, che può…
7 Giugno 2012

THE PEOPLING OF THE EARTH

Theosophy Forward (www.theosophyforward.com), sito web indipendente non appartenente a nessuna organizzazione, dedicato alla presentazione della…
7 Giugno 2012

THEOSOPHICAL ENCYCLOPEDIA

Ampiamente riconosciuta come una fonte di ricerca importante per quel che riguarda la terminologia teosofica, la Theosophical Encyclopedia, curata da…
13 Giugno 2012

ARDH TARS RICICLARIUM

Il 15 maggio scorso, presso l’aula del Dipartimento di Scienze Radiologiche del Policlinico di Roma, è stato presentato il nuovo libro in versi del…
5 Giugno 2012

A NAARDEN IN OLANDA LA SCUOLA ESTIVA DEI PAESI LATINI 2012

Ricordiamo a tutti l’edizione 2012 della Scuola Estiva dei Paesi Latini, organizzata quest’anno dalla Società Teosofica Belga, che si svolgerà dal 22…

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Meditando tra Oriente e Occidente


Immagine

Chiostri di San Lorenzo

Vicenza

Meditando tra Oriente e Occidente

 Tavola rotonda

Martedi’ 26 Giugno 2012

ore 20,30

Interverranno:

 

Padre Giuseppe Celso Mattellini

Convento di S. Lorenzo, Vicenza

Renato Mazzonetto

Kagyu Samye Ling, Scozia

Marcello Ghilardi

Università di Padova

Per ulteriori informazioni:

http://sanlorenzosperi.altervista.org

www.lotobianco.it/renatomazzonetto

Giovanni Ravani : La Terza persona, Viaggio nella Spiritualità


 
iLa Terza Persona - Viaggio nella Spiritualitànteressante opera : Giovanni Ravani
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-terza-persona-viaggio-nella-spiritualita.php

http://www.lafeltrinelli.it/products/9788866770015/La_terza_persona_Viaggio_nella_spiritualita/Ravani_Giovanni.html

 

La Terza Persona – Viaggio nella Spiritualità

http://www.macrolibrarsi.it

Maggiori informazioni su La Terza Persona – Viaggio nella Spiritualità di Giovanni Ravani. Macrolibrarsi.it, vendita libri online.
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Informazioni aggiuntive

  • EditoreArmando Editore
  • Data pubblicazione: Dicembre 2011
  • Formato: Libro – Pag 256 – 14×20
  • Modificato il 26 Maggio 2012 – Il testo ha come titolo La Terza Persona – Viaggio nella Spiritualità, il cui ideatore è Giovanni Ravani, è disponibile nella categoria Spiritualità, più precisamente nella sottocategoria Crescita spirituale. Dato alle stampe dalla casa editriceArmando Editore in data Dicembre 2011, in questo momento è “Disponibilità: immediata”. Il prezzo attuale è di € 21,00.
  • Prodotti simili per categoria
    Libro > Spiritualità > Crescita spirituale
 

Approfondimenti – PDF

Leggi il primo capitolo

Descrizione di La Terza Persona – Viaggio nella Spiritualità

A partire da una ricerca trasversale in scienza, filosofia e religione, questo trattato offre interessanti stimoli di riflessione sulla spiritualità, sulla sua natura e sulle teorie che, nel corso degli anni, ne hanno tratto fondamento.

Un percorso che comincia intorno alla metà del secolo scorso, quando le filosofie orientali, cariche di misticismo ed esoterismo, cominciarono ad avere risonanza e a influenzare il mondo occidentale.

 

Le vostre recensioni su “La Terza Persona – Viaggio nella Spiritualità”

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Johnny

Ho letto tutto il libro, mi ha molto colpito l’esame della spiritualità e della trascendenza prese da diverse prospettive, penso che avrò molto da imparare in un ambito che per ora mi vede impreparato. Ho molto apprezzato la semplicità e la leggerezza, la bellezza e la linearità, nonostante le tematiche complesse. Belle anche le poesie.

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Adriano Boni

Il percorso degli estremi. La vita di un uomo, di una donna, è un’insieme di esperienze stese lungo una linea snodata sulla direttrice del tempo, ove ognuno ha il suo percorso e le esperienze assumono direzioni differenti. Su queste linee, che spesso si intersecano con altre di altri e poi se ne distaccano, le vie del tempo conducono in luoghi diversi, seguendo direzioni tortuose, ripiegando più volte in luoghi noti o descrivendo traiettorie confuse, quasi fossero uno scarabocchio sopra un foglio bianco. In questa incertezza solo un fatto è chiaro: la possibilità di poter raggiungere due zone perfettamente opposte ma molto simili, due zone ove si risveglia lo spirito che conduce l’uomo attraverso l’esistenza. Questo è il “percorso degli estremi”: il percorso degli illuminati ma anche dei dannati. Ecco ciò che ho letto in questo splendido libro leggero ma molto profondo.

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monica

Un libro straordinario, che aiuta a capire la verità profonda della nostra esistenza, che spiega la presenza del male e che insegna a conoscere lo Spirito.

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Il Buddhismo Vajrayāna


 

Vajra tibetano con campana. Il vajra è un oggetto rituale che nel Buddhismo Vajrayāna rappresenta i “mezzi abili” (upāya); la campana (ghaṇṭa) indica invece la saggezza ultima (prajñā) che corrisponde alla vacuità (śunyātā). Nel Buddhismo tibetano viene consegnato all’iniziato un vajra e una campana. Il vajra a cinque punte (rdo-rje rtse-lnga-pa) rappresenta il principio di trasformazione secondo lo Yogatantra.

Vajra tibetano a nove punte ((rdo-rje rtse-dge-pa). Questo tipo di vajra viene utilizzato per le pratiche delle deità irate.

Il Buddhismo Vajrayāna è, secondo le proprie credenze, uno sviluppo del Buddhismo Mahāyāna. Non si può entrare nel Vajrayāna senza aver prima compreso profondamente le dottrine del Mahāyāna come la dottrina dello śunyātā, della compassione (karuṇā), della bodhicitta e della natura di Buddha compresa in ogni essere senziente. Secondo aspetto fondamentale del Vajrayāna è che esso può essere appreso solo per mezzo di una guida, di un maestro (sanscrito: guru, tibetano: bla-ma o lama, giapp. 師 shi).
Ciò premesso questo “veicolo” buddhista si fonda sul termine tantra che significa “continuità”. Questo termine designa l’autentica natura che soggiace all’intera realtà sia essa relativa al saṃsāra o allo stesso nirvāṇa. Questa natura corrisponde alla vacuità. Quando la vacuità si manifesta, si manifesta attraverso l’illusione dell’esistere (māyājāla tib. sgyu-‘phrul dra-ba). Quando si riconosce la vacuità che soggiace ai fenomeni si diviene illuminati. Il tantra è la via che conduce a questa consapevolezza. Il termine tantra non riguarda quindi solo i testi, ma anche le relative dottrine. Il “veicolo” [3]buddhista che trasmette le dottrine dei tantra viene denominato Vajrayāna.
Il Vajrayāna, a detta dei suoi seguaci, si distingue dal Mahayāna perché a differenza di questo “veicolo” persegue il principio del “Frutto” (sans. phala, tib. ‘bras-bu, giapp. 果 ka) e non delle “Cause” (sans. hetu, tib. rgyu, giapp. 因 in). Secondo il Vajrayāna, infatti, il Buddhismo Mahayāna (indicato anche come Pāramitayāna, Veicolo delle Perfezioni, o Sūtrayāna, Veicolo dei Sūtra) persegue, per mezzo della meditazione e dello studio dei sutra, un cammino di perfezionamento attraverso la rinuncia delle condotte negative accumulando meriti e saggezza per realizzare il Frutto del corpo assoluto (dharmakāya) e quello dei corpi formali (rūpakāya). Per il Mahayāna, quindi, il cammino percorso è la “causa” dell’illuminazione.
Il Vajrayāna, invece, persegue il principio del “Frutto” ovvero per tramite dei “mezzi abili” rappresentati dai tantra questo veicolo conduce alla purificazione del corpo e di ciò che lo circonda (Tantra inferiori o esterni: Kriyā Tantra, Caryā Tantra e Yoga Tantra) e a trasformare la dimensione “impura” in “pura” (Tantra superiori o interni: Anuttarayoga Tantra).
Questo percorso della Via del diamante può essere intrapreso, secondo questa tradizione buddhista, solo attraverso delle iniziazioni (sans. abhiṣeka, tib. dbang bskur ba, giapp. 灌頂 kanjō) conferite da un maestro di vajra (vajrācarya). A seguito di ciò il discepolo riceve degli insegnamenti orali (sans. āgama, tib. lung, giapp. 阿含 agon) ovvero dei testi da studiare e delle istruzioni. Per realizzare la “pura visione” della Realtà, il discepolo del Vajrayāna applica il metodo del sādhana (strumento per la realizzazione) che raccoglie varie tecniche:

  • Iṣṭadevatā (tib. y-dam, giapp. 本尊 honzon): visualizzare la divinità scelta per la meditazione;
  • Maṇḍala (tib. dkyl-‘khor, giapp. 曼荼羅 mandara): visualizzare il sacro ambiente circostante le divinità prescelta per la meditazione;
  • Mudrā (tib. phyag-rgya, giapp. 印相 insō): compiere gesti rituali e simbolici;
  • Pūja (tib. mchod-pa, giapp. 供養 kuyō): fare offerte alle divinità;
  • Mantra: recitare formule sacre;
  • Samudācāratā: svolgere azioni religiose.

Per tramite di questi “mezzi abili” uniti alla consapevolezza della vacuità e della purezza di tutto il Reale, il discepolo consegue il “Frutto” che consiste nel completo stato di buddhità. Tale frutto può essere conseguito in più rinascite (via dei Tantra inferiori) o in una sola vita (via dei Tantra superiori).

Il buddhismo theravāda


Schema dell’impianto filosofico [modifica]

Statua del Buddha a Bangkok

Il buddhismo theravāda promuove il concetto espresso nella lingua canonica pāli di vibhajjavāda, ossia l'”insegnamento dell’analisi”. Questa dottrina dice che l’introspezione deve essere il frutto delle esperienze, dell’investigazione critica e della ragione applicata del praticante, piuttosto che della fede cieca. Tuttavia le scritture canoniche dei theravādin mettono anche in risalto il prestare attenzione agli insegnamenti dei saggi, in quanto si considerano tali istruzioni, insieme alla valutazione delle proprie esperienze, le due prove alla cui luce deve essere giudicata la propria pratica.

Nel theravāda si identifica la causa dell’esistenza e della sofferenza umana (dukkha) nell’attaccamento (tanha), che causa il sorgere delle impurità mentali (ossia dosa, la rabbia, la malevolenza e l’inimicizia, lobha o rāga, la bramosia, l’avidità e la presunzione, moha, la gelosia, l’ossessione, la distrazione, la depressione e l’ansia ecc.). L’intensità di queste impurità può variare tra grezza, media e sottile. È un fenomeno che sorge di frequente, permane per del tempo e quindi svanisce. I theravādin credono che le impurità non siano dannose soltanto per sé, ma che lo siano anche per gli altri. Sono la forza motrice di tutti i mali che gli esseri umani possono commettere.

I theravādin credono che queste impurità abbiano la natura delle abitudini che sorgono dall’ignoranza (avijja) che affligge le menti di tutti gli esseri non illuminati. Gli esseri non illuminati sono creduti essere sotto l’influsso delle impurità, che vi aderiscano a causa dell’ignoranza della verità. Ma in realtà queste impurità mentali non sono nient’altro che delle macchie che hanno contaminato la mente creando sofferenza e stress. Gli esseri non illuminati sono anche creduti attaccati al corpo considerandolo come il proprio “sé”, mentre in realtà il corpo è un fenomeno impermanente costituito dai quattro elementi di base (spesso identificati con la terra, l’acqua, il fuoco e l’aria), che dopo la morte è destinato a decomporsi e a disperdersi. La frequente istigazione e manipolazione che le impurità mentali esercitano sulla mente sono ritenute costituire un impedimento a che la mente possa vedere la vera natura della realtà. Una condotta erronea a sua volta può rafforzare le impurità, ma la pratica del Nobile Ottuplice Sentiero può indebolirle o sradicarle.

Si crede inoltre che gli esseri non illuminati sperimentino il mondo attraverso le cosiddette “sei porte” sensoriali imperfette (la vista, l’udito, l’odorato, il gusto, il tatto e la mente) per poi usare la propria mente annebbiata dalle impurità per formarsene la propria interpretazione, percezione e conclusione[73]. In tali condizioni la percezione o la conclusione che se ne sarà tratta sarà basata sulla propria illusione della realtà[74]. Conseguito uno stato di jhāna le cinque porte dei sensi fisici si affievoliranno, le impurità mentali saranno soppresse e si rafforzeranno gli stati sani della mente. La mente potrà quindi essere diretta all’investigazione e conseguire l’introspezione della vera natura della realtà.

Ci sono tre stadî di impurità. Nello stato di passività le impurità giacciono sopite nella base del substrato mentale in forma di tendenze latenti (anusaya), ma per l’impatto degli stimoli sensoriali si manifesterà (pariyuṭṭhāna) in forma di pensieri, emozioni e volizioni malsane. Acquistassero ulteriore forza le impurità potrebbero raggiungere lo stadio pericoloso della trasgressione (vitikkama), che comporterebbe poi l’esplicarsi di azioni fisiche o verbali.

Nel Theravāda si crede che per liberarsi dalla sofferenza e dallo stress si debba sradicare definitivamente queste impurità. All’inizio le impurità sono tenute a bada tramite la presenza mentale perché gli sia impedito di prendere il sopravvento sulla mente e sulle azioni del corpo. Sono quindi sradicate grazie all’investigazione interiore, cioè l’analisi, l’esperienza e la comprensione della vera natura di quelle impurità, condotte in uno stato di jhāna. Questo procedimento deve essere ripetuto per ogni impurità. La pratica condurrà quindi il meditatore alla realizzazione delle Quattro Nobili Verità e dell’illuminazione, ossia del nibbāna. Il nibbāna è l’obiettivo finale dei theravādin. Si dice che il nibbāna sia la beatitudine perfetta e la persona che lo consegue è libera dal ripetersi del ciclo di nascita, malattia, invecchiamento e morte.

I theravādin credono che ciascun individuo sia personalmente responsabile del proprio risveglio e della propria liberazione essendo ciascuno il responsabile delle proprie azioni e delle loro conseguenze (kamma, pāli; karma, sanscrito). Limitarsi a imparare o a credere nell’autentica natura della realtà come è stata descritta dal Buddha non basta, il risveglio può essere conseguito solo da quanti arrivano a conoscerlo per esperienza diretta realizzandone l’essenza grazie ai propri sforzi. Dovranno seguire e praticare il Nobile Ottuplice Sentiero com’è stato insegnato dal Buddha per giungere da soli a scoprire la realtà delle cose. Secondo la dottrina theravāda i Buddha, gli dei e le divinità non sono in grado di conferire il risveglio a un essere umano né di sottrarlo al ciclo ripetitivo della nascita, malattia, invecchiamento e morte (il samsāra). Per i theravādin il Buddha è l’insuperabile e perfetto insegnante del Nobile Ottuplice Sentiero, mentre gli dei e le divinità sono ancora soggette alla rabbia, alla gelosia, all’odio, alla vendetta, alla bramosia, all’avidità, all’inganno e alla morte.

Si crede che alcune persone che praticano con assiduità e zelo possano conseguire il nibbāna in una sola vita, come fecero molti dei primi discepoli del Buddha. Per altri il processo può durare ancora numerose vite durante le quali si conseguono realizzazioni spirituali via via più elevate. Una persona che ha raggiunto il nibbāna è detta un arahant Si crede che il nibbāna sia conseguibile più rapidamente come discepoli del Buddha, essendo egli creduto essere entrato in possesso dell’ultima verità su come si deve guidare una persona nel processo verso il risveglio.

Nel Theravāda il nibbāna conseguito dagli arahant è ritenuto identico a quello conseguito dallo stesso Buddha[75], essendoci un solo tipo di nibbāna. Il Buddha era superiore agli arahant perché aveva scoperto il sentiero con le sole proprie forze insegnandolo poi agli altri (ossia girando metaforicamente la ruota del Dhamma). Gli arahant invece hanno conseguito il nibbāna in parte grazie all’insegnamento del Buddha. I theravādin riveriscono il Buddha quale persona dotata di suprema virtù, ma riconoscono l’esistenza di altri Buddha nel lontano passato o futuro. Maitreya (sanscr; Metteya, pāli), per esempio, è citato molto brevemente nel canone pāli come il Buddha che verrà in un lontano futuro.

Tradizionalmente i theravādin possono o coltivare la fiducia (o fede) nell’insegnamento del Buddha e praticare i precetti minori nella speranza di conseguire i benefici minori (come una rinascita più felice, aumentare la propria forza e bellezza e garantirsi una vita lunga), oppure possono investigare e verificare per esperienza diretta la verità dell’insegnamento del Buddha praticando per il proprio risveglio le tre sezioni fondamentali del Nobile Ottuplice Sentiero: paññā (saggezza), sīla (etica), samādhi (concentrazione, raccoglimento, meditazione).

Congresso Italiano Perugia


Che bello ritrovare gli amici Italiani in questa splendida cornice !

EKASLOKA SASTRA di Nagarjuna, Tradotto e commentato da Pier Giorgio Parola


EKASLOKA SASTRA


ahhh il Buthan !!!

Avatar di langueparolea piè di pagina

La parola “crisi” sarà sicuramente nel prossimo Zeitgeist, ma quello che stiamo osservando nell’ultimo periodo è l’espandersi di un nuovo mondo semantico. Dai discorsi pre-elezioni di Obama fino all’ultimo blog, “cambiamento”, “nuovo”, “giovane”, ma sopprattutto “opportunità“. Siamo sempre più una società, un mondo, davanti a un bivio. Queste difficoltà possono essere lo stimolo per cambiare, non un periodo di attesa per il ritorno di passati momenti migliori.

Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all’infinito in un mondo finito è un folle, oppure un economista.(Kenneth Boulding) Il movimento per la decrescita felice è una prova di quanto sopra. Ma la cosa che mi ha incuriosito è la fortuna di un concetto non recentissimo sulla stampa estera e nazionale. L’indice di felicità interna ogross national happiness.Piacevole l’intervento di Seth Mydans Per citare solo l’articolo più diffuso, anche grazie alla paginette del TIMES…

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Gruppo Fraternitas di Ascona in azione


Gruppo Fraternitas di Ascona in azione

 

Società Teosofica Italiana - Newsletter
 

Digressione

 NEWSLETTER DE…


 

Società Teosofica Italiana - Newsletter
NEWSLETTER DELLA SOCIETÀ TEOSOFICA ITALIANA DEL 14/05/2012
 

Newsletter della Società Teosofica Italiana maggio 2012

Il mese di maggio e quello di giugno segnano tradizionalmente un momento di grande attività anche nell’ambito delle iniziative di interesse teosofico e spirituale. 
L’8 maggio scorso i teosofi di tutto il mondo hanno ricordato il passaggio oltre il velo della materia di Helena Petrovna Blavatsky, avvenuto l’8 maggio 1891. 
Il passare del tempo non ha spento l’eco dell’alta spiritualità di questa persona straordinaria e dell’importanza dei suoi scritti, il cui valore intrinseco viene anzi via via svelato e valorizzato dalle ricerche scientifiche e dagli approfondimenti storici successivi. 
Di Blavatsky va recuperata appieno la portata del lavoro, non solo quale testimonianza di un ponte filosofico-culturale fra Oriente e Occidente e di diffusione del vero concetto di Fratellanza (che non può che essere “senza distinzioni”), ma anche quale portato di una conoscenza e di un sapere che appartengono all’Umanità prima e al di là delle connotazioni storico-religiose. H.P.B. non si stancava di ripetere che i suoi scritti non dovevano avere un valore dogmatico, quanto piuttosto quello di uno stimolo allo studio e alla ricerca. 
Ben sapeva infatti H.P.B. che solo attraverso un processo maieutico la conoscenza interiore può sbocciare nel fiore della consapevolezza. 
Ad H.P.B. va dunque la riconoscenza di tutti coloro che sono impegnati nella ricerca della Verità e nel processo di crescita interiore.
 

ULTIME NEWS

14 Maggio 2012

1-3 GIUGNO: “ESOTERISMO E RELIGIONI”, CONGRESSO NAZIONALE DELLA SOCIETÀ TEOSOFICA ITALIANA A PERUGIA

Il 98° Congresso Nazionale della Società Teosofica Italiana approfondirà, dall’1 al 3 giugno 2012, a Perugia, presso l’hotel Sacro Cuore, l’importante…
11 Maggio 2012

22-26 LUGLIO: A NAARDEN IN OLANDA LA SCUOLA ESTIVA DEI PAESI LATINI 2012

L’edizione 2012 della Scuola Estiva dei Paesi Latini, organizzata quest’anno dalla Società Teosofica Belga, si svolgerà dal 22 al 26 luglio prossimi…
11 Maggio 2012

19-22 LUGLIO: SILENT RETREAT SULLE PARAMITA O VIRTÙ TRASCENDENTALI

Tran-Thi-Kim Dieu, presidente della Società Teosofica Francese e della Federazione Teosofica Europea, condurrà anche quest’anno, a Naarden (Olanda),…
11 Maggio 2012

DALL’ESSERE AL FARE

“Dall’essere al fare” questo il titolo di un manuale di tecniche di mindfulness per il lavoro e la vita quotidiana pubblicato recentemente dalla casa…
11 Maggio 2012

EINSTEIN SUL CONCETTO DI CRISI

Il Gruppo Teosofico “Luce” di Milano segnala una profonda riflessione scritta da Albert Einstein nel 1931, nel pieno di una delle più drammatiche…
11 Maggio 2012

MOSTRA A NEW YORK SU MADAME BLAVATSKY

Madame Blavatsky ha sempre parlato con orgoglio degli anni passati a New York. Lì, nel periodo dal 1873 al 1878, ella lavorava per formare il nucleo…
4 Maggio 2012

LUCE E OMBRA

Il numero di gennaio-marzo 2012 di “Luce e Ombra”, rivista trimestrale di parapsicologia e dei problemi connessi, si presenta particolarmente ricco di…
2 Maggio 2012

19 MAGGIO: INCONTRO SU H.P. BLAVATSKY PRESSO LA SEDE ROMANA DELLA SOCIETÀ TEOSOFICA

Sabato 19 maggio a Roma, presso la sede della Società Teosofica Italiana, in Corso Trieste 90, alle ore 17.00 si terrà un incontro dedicato alla…
23 Aprile 2012

SITO DELLA SOCIETÀ TEOSOFICA IN AMERICA

Segnaliamo, all’indirizzo: www.theosophical.org, il sito della Theosophical Society in America, che pubblica, nella sezione News, il suo bollettino…
23 Aprile 2012

DOCUMENTARIO SU ANNIE BESANT

“Theosophist Annie Besant, a documentary” (Annie Besant: an unlikely rebel) si può trovare, diviso in tre parti, digitando “Theosophist Annie Besant…
 
 
 

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