EVOLUZIONE E PROSPETTIVE TEOSOFICHE

 

Una realtà sempre più chiara sta per manifestarsi in tutta la sua gravità: È la crisi della nostra civiltà occidentale-europea che è stata testimone della sua nascita e sviluppo e che sta vivendo un suo repentino declino.

È in gioco questa nostra meravigliosa ideazione e realizzazione culturale che ha favorito il fiorire dell’intelligenza e la storia di un mondo progredito e democratico.

Siamo testimoni del tramonto di una civiltà, che attraverso diverse forme politiche e una “coscienza” del diritto della libertà della persona, già annunciata nel messaggio di Gesù, aveva contrassegnato lo sviluppo sociale e scientifico, economico e politico e favorito la letteratura, la teologia, la filosofia e tutto quanto necessario attraverso la parola e le armi difensive.

La cultura occidentale-europea è stata l’artefice di avere sostenuto e favorito in un “unico centro culturale” ogni iniziativa umana in ogni campo.

Esse sono la scienza e l’arte, le persone di culto e gli artigiani, i contadini e i commercianti, siano essi poveri o ricchi, amici o nemici perché, nonostante i vari mutamenti politici e le guerre, le rivolte e i sismi, tali traversie non avevano scalfito la nostra civiltà anzi, l’avevano rafforzata.

Orbene è successo che a partire dagli anni ’60 del secolo scorso, stiamo assistendo a una disgregazione della civiltà che ha smarrito la sua direzione di marcia e la meta prefissata, ma sopra tutto, il fatto che le è stata impedita una attenta e approfondita analisi storica circa il suo passato e una mancata introduzione di un progetto realizzabile in un futuro.

Credo che le ragioni basilari di una crisi di valori siano, in ultima analisi, DUE: da una parte vi erano dei politici impreparati a causa di una profonda ottusità culturale nel prendere delle decisioni attendiste come ad esempio, quelle dei moti rivoluzionari in Russia che avevano mostrato già allora sintomi di fallimento; ma, ancor di più, è stato determinante il 1968 in cui la società più viva, “quella dei giovani”, che aveva intuito come la vecchia cultura fosse ormai in uno stato di profonda angoscia e tormento, aveva cercato di crearne una nuova ma l’impresa risultò impossibile, perché la cultura che si compone di un insieme di comportamenti e di valori che si “respirano” a livello più inconsapevole che consapevole, NON poteva venire imposta.

In secondo luogo, la mancata applicazione del concilio Vaticano II (quasi un fallimento) di cui, ancor oggi, Esso è motivo di discussione, perché non ha trovato realizzazione e perché, come il ’68 dei giovani, ha mancato il tentativo di dare maggiore credibilità alla chiesa nel verbo ispirato dal Signore.

E così, con grande tristezza e rammarico, il Cristianesimo s’incammina verso la decadenza per mancanza di fede che è la fiducia in noi stessi, perché con essa ci è stata tolta la méta da raggiungere mentre nessuna istituzione è, al momento, in condizione di restituircele.

La chiesa soffre per il peccato che non viene tanto dal mondo esteriore ma, sopra tutto, dal suo stesso interno.

È così necessario e urgente un ritorno a quei valori di moralità e di etica per i quali la chiesa ha il dovere di promuovere il Regno di Dio E NON il Potere o il materialismo terreno.

Ed ecco, come per incanto, aprirsi un panorama inedito e poetico che glorifica il Signore per il quale:

–         Amare il mondo, è amare Dio che lo ha creato

–         Amare l’universo, il sole e le stelle, i pianeti, è amare il Signore che li ha creati per offrire il paradiso in terra agli uomini.

–         Ammirare le montagne e gli oceani, le piante e i fiori, è il deferente omaggio d’amore di Dio che ci ha resi partecipi di vivere su questa terra il suo Paradiso.

–         Essere consapevoli della nostra immortalità e divinità, perché Dio è nostro Padre e tutti noi siamo figli suoi.

La Teosofia non può essere disunita o separata nella sua attività e coinvolgente presenza da quella umana e dal pensiero corrente. La Teosofia offre il suo aiuto, la sua rilevanza e lungimiranza laddove vi sia il bisogno di “ristabilire” la sola ed unica verità delle cose nella misericordia e lo spirito di Dio.

La Teosofia non poteva NON essere presente in ogni vicenda umana perché essa da sempre ha saputo illuminare le coscienze e le menti dell’uomo in ogni campo e in ogni tempo spronandole verso alti ideali con un approfondita introspezione della verià, in un trionfo e a gloria della stessa.

L’evoluzione teosofica s’identifica con la lenta trasformazione dell’uomo che sarà il protagonista della sua ascesa verticistica e che attraverso i vari piani evolutivi: da quello astrale al piano mentale, e ancor oltre, arriverà a “intravedere” la luce del Paradiso.

CHI, se non la Teosofia, potrebbe sentire compassione per l’uomo e condurlo con una tranquillità celestiale, verso un mondo di pace, di luce e d’amore, dove si compirà il disegno di Dio per la rinascita di una nuova vita pronta a popolare la terra.

Si rinnovano in tal modo sempre nuove prospettive teosofiche che sono la volontà del Signore nei secoli a venire nel tempo universale e fino alla fine dei tempi.

Sia lodato Dio, per la sua infinita pietà e grandezza al servizio dell’uomo che l’ha voluto creare a sua immagine e divino.

Sono più che mai convinto, come la Teosofia offra un valido aiuto e abbia la necessaria illuminazione per contribuire a salvare la nostra storia millenaria e tradizione di civiltà che ha generato l’evento storico più meraviglioso al mondo, con l’affermazione e la presenza della dignità e grandezza dell’uomo e di quei mitici valori di etica e moralità.

NON è possibile né consentito alla nostra civiltà, un tramonto così immeritevole, perché troppo grande è stato l’intercessione dello spirito santo che l’ha alimentata nel corso dei secoli.

 

Ascona, 23 febbraio 2013                                                        Giancarlo Fabbri

-Membro della società teosofica svizzera-

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