CONFERENZE VIDEO DEL SEMINARIO EUROPEO, ASCONA 20-22/3, 2015, Live streaming European Theosophical Seminar, Ascona 2015 (Italian and French talks)
21 sabato Mar 2015
21 sabato Mar 2015
20 venerdì Mar 2015



http://www.lescienze.it/news/2013/12/12/news/gravit_arcobaleno_tempo_senza_inizio-1927448/
Science confirms what Blavatsky and The Mahatmas explained at the end of the 19th century La Ciencia confirma lo que Blavatsky y los Mahatmas de Sabiduria explicaron a finales del siglo 19.
E ora pare che i buchi neri non esistano
Comincio da un post trovato su Facebook : La musica, diceva Sant’Agostino, è “scientia bene modulandi”, la scienza del “movimento ben regolato”. E per Lorenz Mitzler, allievo di Johann Sebastian Bach, “la musica è il suono della matematica”. Lo strettissimo legame tra matematica, geometria e musica affascina da secoli musicisti, filosofi e scienziati. Ma a volte un video è in grado di spiegare con un’immediatezza sconosciuta alle parole la magia che lega numeri e suoni. E’ il caso d iBaroque.me, l’interattivo realizzato daAlexander Chen, direttore creativo del Google Creative Lab. Disegnando quattro sfere che incrociano le loro orbite con otto corde, Chen ha creato una straordinaria rappresentazione visiva dei rapporti matematici nascosti nel famosissimo preludio della prima Suite per Violoncello di Bach. Se mostrassero questo video nelle scuole, forse matematica, geometria e musica classica sarebbero meno indigeste. Non pensate?
http://youtu.be/T11oXSPgYec
Ecco come si presenta la più piccola particella dell’universo (secondo uno scenziato di dubbia fama come Nassim Haramein che io adoro anche se non capisco se ci sta imbrogliando tutti o se è un profeta scientifico) . Da questo punto che è in ogni cosa c’è passaggio dal non manifesto al manifesto e viceversa perché l’universo in realtà non segue una linea del tempo lineare ma esiste e non esiste contemporaneamente come si evince dal principio di indeterminazione di Eisemberg ( il principio di indeterminazione di Heisenberg implica che ad una particella non è possibile assegnare, e quindi non è possibile conoscere, un definito valore della posizione e della velocità o quantità di moto nello stesso istante temporale con precisione assoluta). Se quindi le particelle possono “scomparire” dove vanno ? Non è possibile non cercare una risposta a questo mistero e mi è venuto in mente che le particelle in effetti entrano e escono dalla manifestazione, per questo sembra che sia indeterminata la loro posizione. In realtà sono particelle diverse che scompaiono nel Pralaya. E altre che entrano nel manvantara. Secondo le leggi occulte come in alto così in basso, come sopra così sotto, si puo`paragonare l’infinitesimamente grande di un buco nero con questa particella che contiene in se un mini buco nero e allo stesso tempo un buco bianco.
Cito un estratto da Wickipedia sui buchi bianchi : “I cosiddetti buchi bianchi vengono intesi come passaggi dimensionali, cioè, ad esempio un oggetto entra in buco nero ed esce dal buco bianco. Secondo molti astrofisici, potrebbe esistere una teoria sui buchi bianchi, secondo la quale la materia generata dell’universo verrebbe creata dai buchi bianchi stessi.” Se il tempo può modificarsi alla velocità della luce significa in realtà che non è una variabile fissa, si modifica e di conseguenza l’immanifesto che deve essere per definizione eterno e immutabile (e se lo è deve per forza occupare tutto il tempo essendo eterno) perché ci sia una manifestazione questa deve per forza essere contemporanea. È per forza di cose che si arriva a questa conclusione. Riformulo il tutto step by step per amor di chiarezza : L’immanifesto è eterno perché immutabile. Non essendo manifestato non muta e non mutando rimane per l’eternità. Quindi esiste qualcosa di eterno. Se c’è un immanifesto per tutto il tempo, eternamente (e quindi immutabile) questo occupa tutto il tempo e quindi noi sapendo che esiste una manifestazione perché ci siamo dentro e vediamo che tutto quello che vediamo muta dobbiamo per forza arrivare alla conclusione che i due (il manifesto e l’immanifesto) devono per forza convivere perché l’immanifesto essendo eterno non permetterebbe al manifesto di esistere in nessun tempo. Quindi siccome il manifesto, anche se illusorio in senso buddhista, convive con l’eterno. È una logica dalla quale non si può uscire. Lo metto come assioma universale dal quale deriva poi tutto il resto. Allora un modello che si basi sulla contemporaneità di immanifesto e manifesto a livello microscopico di creazione e distruzione sembra viabile per spiegare filosoficamente il tutto. Prova del modello concettuale appena creato : Il VORTICE UNIVERSALE, L’ORIZZONTE DEGLI EVENTI NEL MICROSCOPICO E NEL MACROSCOPICO : Cito : ” Secondo la meccanica quantistica è possibile realizzare un insieme costituito da due particelle tale che, qualunque sia il valore di una certa proprietà osservabile assunto da una delle due, questo influenzi istantaneamente il corrispondente valore assunto dall’altra anche nel caso le due particelle si trovino distanziate, senza alcun limite spaziale.” Questo sembra dimostrare la legge del karma e il funzionamento dell’universo a livello di sistema olistico dove ogni interazione modifica il manifesto anche a distanza. I legami karmici spazio temporali registrati nella struttura della manifestazione stessa :
La creazione dell’universo come vediamo nel modello esposto qui sopra si basa su uno spin continuo di manifestazioe e disintegrazione. Pensiamo a come viene codificata la manifestazione, pensiamo alle 4 basi azotate attraverso le quali vengono trasmesse tutte le informazioni chimiche necessari e a creare organismi viventi. Le eliche del Dna che si manifestano e codificano il sistema fisico più complesso che conosciamo, il corpo umano. Eliche di Dna nel microscopico che assomigliano alle eliche che formano i pianeti del sistema solare ruotanti attorno al sole che si sposta nello spazio formando così un’elica tridimensionale che serve a codificare la realtà. Dobbiamo pensare che il sistema solare visto che il sole si sposta nello spazio anch’esso seguendo un modo elicoidale genera posizioni sempre diverse nel tempo e quindi possiamo vederlo come la catena elicoidale del Dna del sistema solare.
Misteriosamente la teoria di un’altro scienziato fuori dal coro, un surfista californiano pieno di lauree e libero come il vento, Garret Lisi, che unifica le 4 forze universali si rifà ad una figura geometrica di 108 lati 3d che appare molto spesso in molte tradizioni spirituali : http://en.wikipedia.org/wiki/108_(number) Ancora una volta é bello vedere come la scienza arriva a dimostrare la saggezza antica che noi chiamiamo Teosofia. Sto approfondendo la teoria secondo la quale tutto è formato da mini-buchi neri che avevo sentito nel Dvd di Nassim Haramein e sembra che non sia il solo : Al Mit pubblicano un’interessante articolo cfr http://www.technologyreview.com/view/413483/could-all-particles-be-mini-black-holes/ e se si va avanti a scavare si trova gente che simula l’Event Orizon : l’orizzonte degli eventi che significa che in un buco nero la gravità è enorme e neppure la luce scappa, quindi esiste un orizzonte, una distanza oltre la quale vicinanza non si vede più nessun evento (come fosse l’orizzonte del mare). http://www.st-andrews.ac.uk/~ulf/fibre.html http://www.discoveryuk.com/web/stephen-hawkings-grand-design/videos/ l’elettrone che si moltiplica http://www.discoveryuk.com/web/stephen-hawkings-grand-design/videos/?video=stephen-hawkings-grand-design-action-of-electrons Matrix spiegato http://www.discoveryuk.com/web/stephen-hawkings-grand-design/videos/?video
=stephen-hawkings-grand-design-simulation-theory The game of life http://www.discoveryuk.com/web/stephen-hawkings-grand-design/videos/?video=stephen-hawkings-grand-design-game-of-life Tesla http://download
.luogocomune.net/download/Tesla/Lindemann-TheFreeEnergySecretsofColdElec.pdf https://www.youtube.com/watch
?v=z2EvSmG9JV0 Ora riparte : Quello che veramente penso ultimamente dopo aver visionato parecchi video di divulgazione scientifica è che la sensazione è che gli scienziati non abbiano idea alcuna di come stanno veramente le cose a livello microscopico o macroscopico perché non esiste modello scientifico in grado di tentare una spiegazione esaustiva comprovabile da rilevamenti meccanici. Mi spiego : gli scienziati per scoprire le cose prima le pensano, creano un modello e poi cercano di verificare le loro pensate teoriche (anche suffragate da un sacco di calcoli naturalmente) con degli esperimenti empirici (LHC sta per cominciare la ricerca empirica della prova dell’esistenza della materia oscura). Il problema è che le dimensioni più sottili non sono misurabili in quanto non sono alla portata di nessuno strumento fisico. Quindi il gatto si morde la coda : è come cercare le patate nel motore dopo che hai fatto la spesa… puoi intestarditi quanto vuoi ma sono nel bagagliaio e quindi nel motore non le troveremo mai !!! Brutale la mia conclusione, lo so’ ma credo che sia quello che ogni spiritualista alla fine arriva a capire e che lo mette in una posizione di incomprensione con il metodo scientifico. Non che a me questa situazione faccia particolarmente piacere in quanto crea un divario incolmabile e due mondi completamente separati fra scienza e spirito dove la prima non ammette l’esigenza del secondo, mentre nel secondo entrambi sono parti della stessa creazione, dello stesso cosmo… quindi ? Quindi è bello cercare l’unità della via ma non cerco attraverso strumenti scientifici … ci vuole la meditazione e contemplazione per entrare nello stato d’animo sensibile e ricettivo che permette di percepire, sperimentare senza l’ausilio tecnico/scientifico la vastità della creazione e l’unità della vita. Mi fa particolarmente piacere che qui oggi ci siano scienziati che hanno abbracciato anch’essi questa ricerca della verità tipica del metodo teosofico, nulla togliendo naturalmente alle applicazioni tecniche che rendono la nostra vita materiale migliore, lungi da me ! In sostanza quando si esamina la storia della scienza troviamo menti come Stephen Hawking che hanno elaborato modelli e poi hanno cambiato idea perché i loro modelli non corrispondevano con i risultati empirici e sono ripartiti con teorie sempre nuove e affascinanti sulla nascita dell’universo e il tentativo di unificare la relatività generale con la meccanica quantistica. Dall’altro lato troviamo scienziati, geni come Tesla che hanno applicato il loro vero sapere universale e hanno fatto compiere passi da gigante all’umanità tecnica ma che poi si sono scontrati con la logica di mercato e tutto è andato a farsi friggere (ricordiamo che Tesla stava realizzando una macchina che avrebbe creato e distribuito gratuitamente energia elettrica e che il suo finanziatore J.P.Morgan Jr. ha smesso di finanziarlo prevenendo la rovina finanziaria del suo impero nel caso della messa a punto della macchina di Tesla.) Le macchine come l’LHC costano miliardi : con quei soldi potremmo risolvere la fame nel mondo e colmare il divario fra paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo perché sfruttati e impossibilitati a crescere a causa dell’enorme divario tecnologico che permette ai più avanzati di servirsi delle materie prime e lasciare che il caos della guerra impedisca ai poveri di organizzarsi e crescere. Detto questo ecco che ci troviamo a constatare che molti scienziati si sono resi conto dell’errore di principio del materialismo e vedono nella scienza dello spirito l’unica strada percorribile e sono pronti a sfidare il muro delle resistenze istituzionali per librarsi alti e creativi nella loro ascesa spirituale. In realtà sembra che il materialismo sia un passaggio obbligato per l’evoluzione spirituale e quindi tutto ha il suo perché e il suo equilibrio intrinseco in questo grande gioco illusorio che è questa vita fatta di stati di consapevolezza sempre mutevoli e progressivi. Chi vuol esser lieto sia… Per me quindi la creazione è uno stato continuo creativo su tutti i piani : la nostra realtà interiore dipende dalla volontà che ci mettiamo per mantenere una dimensione leggera e spirituale in ogni momento della nostra vita e possiamo attraversare lo spazio e il tempo se solo ci concediamo spazio e tempo per librarci sopra le nebbie dell’emozioni perturbatrici e ci rendiamo conto del costante inganno del nostro piccolo io che crea e ci svia e ci porta fuori strada. La via verso la vetta è fatta di correzioni e meditazioni, di abbagli e scoperte, di disillusioni circa noi stessi e gli altri e spesso è molto dolorosa a causa di questa forte resistenza fisica e/o mentale che l’illusione crea. Sapere questo non è sufficiente per essere liberi e praticare costantemente diventa quasi un’imperativo categorico per sopravvivere prima di essere liberati dal peso di questo corpo denso che, tiranno ci portiamo appresso e preso o tardi butteremo come un vestito vecchio e logoro.
20 venerdì Mar 2015
Seminario Ascona 2015: Scienza e spiritualità: dalla molteplicità delle forme all’unità della vita.
20.3.2015
Marco Boccadoro
Scienza, Leggi della Natura e Unità della vita
L’unità fondamentale di tutte le forme di vita è una proposizione fondamentale della Teosofia, espressa nella prima proposizione della Dottrina Segreta dalla Signora Blavatsky, e cioè:
“ esiste un principio onnipresente, eterno, senza confini, un principio immutabile sul quale è impossibile speculare poiché esso trascende il potere di astrazione e di concezione umano. L’impensabile e indescrivibile, il grande respiro.” [i]
La vita si manifesta in forme molteplici, ma lo scopo della molteplicità è l’evoluzione, che a sua volta ci deve ricondurre all’Unità.
Giordano Bruno, apostolo della Teosofia, ha detto: “Dio è il principio interiore di ogni movimento, quella identità che riempie il tutto e illumina l’universo.”
Tutto è contenuto in questo Principio, “poiché l’infinito non ha nulla che è esterno a se stesso.”
Dopo aver delineato il suo concetto di Dio, Bruno procede a definire la natura. “La Natura”, dice, “è una unità di entità viventi, in ognuna delle quali è presente il potere del tutto.” La natura può apparirci in forme innumerevoli, ma deve sempre essere considerata come unita nel suo principio fondamentale. La Natura, quindi, non deve mai essere concepita come una creazione, ma semplicemente come uno sviluppo di questo Primo Principio. Dove, poi, dovremmo cercare Dio? Nelle leggi immutabili della natura, nella luce del sole, nella bellezza di tutto ciò che scaturisce dal seno della madre terra, sotto gli occhi di stelle innumerevoli che brillano nell’ immensità dello spazio, e che vivono e sentono e pensano, e magnificare i poteri di questo Principio Universale “
Inoltre Giordano Bruno postula l’identità di tutte le anime con l’Anima Universale. Sebbene ammetta l’esistenza di un numero infinito di individui, “finalmente essi sono Uno nella loro natura, e la conoscenza di questa unità è lo scopo di tutta la filosofia” [ii]
Se per la Teosofia l’Unità della Vita, e la Fratellanza Universale sua immediata conseguenza sono concetti ovvi, il dibattito sulle leggi della Natura, di chi ne sia l’Autore, se esistano eccezioni alle Leggi (i “miracoli”) e se esista un’ unica Legge, un unico modello che descrive il Tutto, ha occupato a lungo prima i filosofi e poi gli scienziati (e li occupa tutt’ora) .
Gli antichi Greci pensavano che le leggi della natura fossero qualcosa di simile alle leggi degli uomini, e descrivevano spesso i processi fisici in termini legali.
I fenomeni fisici venivano dotati di intelligenza e discernimento, “umanizzati”, per così dire.
Tommaso d’Aquino (1225-1274) scriveva “ E’ chiaro che i corpi inanimati raggiungono il loro obiettivo non per caso, ma intenzionalmente… per cui esiste un essere intelligente da cui tutto viene ordinato verso il suo fine”[iii]
Anche Johannes Keplero, nel sedicesimo secolo, credeva che i pianeti avessero un senso di percezione e seguissero coscientemente delle leggi di movimento colte dalla loro “mente”.
Il concetto delle leggi della natura è stato però formulato esplicitamente e rigorosamente per primo da Cartesio, o René Descartes (1596-1650)[iv]
Cartesio credeva che Dio avesse ordinato le leggi della natura, ma che non avesse altra scelta, poiché erano le uniche possibili leggi sensate. Questa enunciazione (cioè Dio messo alle strette) sembra confutare l’autorità divina, ma Cartesio disse subito anche che le leggi erano inalterabili in quanto emanazione della natura intrinseca divina.
Cartesio è anche in parte responsabile della separatività dell’uomo moderno, l’identificazione con la propria mente e non con un entità organica. Egli ha infatti distinto due realtà indipendenti, la materia e la mente.
Per inciso, questa visione meccanicistica del mondo, se da una parte ha dato un grande impulso allo sviluppo della scienza, dall’altra la frammentazione del modo, visto come un insieme di oggetti separati e poi per estensione di razze, gruppi religiosi, nazioni, è responsabile dei molti disastri sociali, ecologici, economici dei nostri giorni.
Eppure anche Cartesio era vagamente consapevole dell’Unità della Vita: «Tutte le scienze non sono altro che l’umana sapienza che permane sempre unica e identica per quanto differenti siano gli oggetti cui si applica […] Tutte le scienze sono così connesse tra loro che è molto più facile apprenderle insieme piuttosto che separarne una sola dalle altre».[v]
Isaac Newton in seguito (1643-1727) formulò le tre leggi del moto, e la legge di gravità, che spiegano la quasi totalità dei fenomeni meccanici e della cinematica, e che vengono ancora insegnate oggi, in quanto indispensabile strumento della scienza e della tecnologia.
Un’altra pietra miliare nell’enunciazione delle Leggi della fisica è stata posata nel 1860 da James Maxwell, un fisico scozzese.
Le quattro geniali equazioni di Maxwell, sebbene sconosciute ai più, (e purtroppo conosciute solo parzialmente da chi scrive, a suo tempo, all’esame orale di fisica del Politecnico di Zurigo) governano infatti tutto quanto ha a che fare con i computers, l’elettronica, le apparecchiature elettriche, i motori , le onde elettromagnetiche. Maxwell ha anche dimostrato la natura ondulatoria della luce.
Le leggi di Newton hanno comunque mantenuto la loro validità finché un oscuro impiegato dell’Ufficio Brevetti di Berna, Albert Einstein, nel 1905 formulò l’ipotesi della costanza della velocità della luce.[vi]
La teoria della relatività ha in pratica rivoluzionato il nostro concetto di spazio e di tempo.
Ad esempio, la teoria di Einstein dice che oggetti in movimento rimpiccioliscono, e orologi in movimento vanno più lentamente. Nel 1971 un aereo con a bordo un orologio atomico precisissimo ha sorvolato la terra verso ovest (in senso contrario alla rotazione del pianeta quindi), e è stato dimostrato che il tempo sull’ aereo ha effettivamente rallentato.
In pratica il nostro sistema tridimensionale può essere visto come un’ombra di un sistema quadri-dimensionale spazio-tempo, così come la nostra ombra bidimensionale per il sistema a tre dimensioni.
Come non ha senso chiedersi quanto è lunga la nostra ombra (dipende dall’angolazione della sorgente di luce) così ha poco senso misurare un oggetto (dipende dalla velocità relativa osservatore-osservato)
Dopo questo articolato percorso, a che punto siamo oggi?
Sappiamo che esistono quattro forze della natura conosciute:
La fisica sta cercano da anni di unificare queste quattro forze in una sola Legge, la Teoria Del Tutto (Grand Unified Theory) ma sembra che il mistero non si lasci svelare facilmente. Sarebbe il Santo Graal della fisica.
L’elettromagnetismo è stato unificato con la forza nucleare debole (nel 1967) ma i tentativi di comporre le quattro forze in un’unica legge, basati sulla meccanica quantistica, sul modello di Feynman, sulla supersimmetria, sulla supergravità, la teoria delle stringhe, lo spazio a 11 dimensioni, non hanno finora avuto successo .
Sembra che più ci si avvicini alla chiave risolutiva del problema, più questa sfugga di mano.
Probabilmente una comprensione scientifica olistica delle leggi della Natura non è alla nostra portata.
L’Unità della vita deve essere percepita con gli occhi del cuore e non della mente.
Scrive Fritjof Capra:[viii]
“L’ essenza del mondo orientale è la consapevolezza dell’Unità e della mutua interrelazione di tutte le cose e di tutti gli eventi, la constatazione che tutti i fenomeni nel mondo sono manifestazioni di una fondamentale unicità…
…entrando nel samadhi (equilibrio mentale, lo stato mentale equilibrato e tranquillo) di purità si ottiene una visione che tutto penetra e permette di divenire coscienti dell’assoluta unicità dell’universo.
La fondamentale unicità dell’universo non è solo la caratteristica principale dell’esperienza mistica, ma è anche una delle più importanti rivelazioni della fisica moderna. Essa diviene evidente a livello atomico e si manifesta tanto più chiaramente quanto più si penetra in profondità nella materia.”
Ma l’unità dell’universo diviene evidente con il principio di indeterminazione di Heisenberg, il quale stabilisce che non si può misurare contemporaneamente precisamente la posizione e la quantità di moto (massa x velocità) di una particella.
Cioè, se decidiamo di misurarne la posizione, non si potrà misurare la quantità di moto, e viceversa.
Esiste un’interazione tra ciò che decidiamo noi e il comportamento della particella, veniamo in altre parole coinvolti da ciò che vogliamo misurare!
Questo principio vale in generale per la meccanica quantistica, e dimostra che l’osservatore è legato alla cosa osservata.
Una spiegazione con gli occhi del cuore la possiamo trovare in Tommaso D’Aquino:[ix]
“Il mondo tende al bene, perché è attratto dal bene assoluto, dal bene in sé. Ma tutto il bene che c’è nel mondo è bene partecipato: il bene perciò cui tende il mondo è un bene fuori del mondo.
Il Bene assoluto, il Bene in sé, il Bene sommo, che attrae il mondo e così lo governa, è uno solo, perciò nel governo del mondo c’è l’unità; ciò è anche conforme alla natura delle cose, cui ripugna lo smembramento.”
Due concezioni del mondo, l’una scientifica, l’altra mistica. Chi ha ragione?
La domanda è mal formulata, in fondo, sono due metodiche complementari per avvicinarsi alla Conoscenza.
Scrive ancora Fritjof Capra:
“La scienza non ha bisogno del misticismo e il misticismo no ha bisogno della scienza; ma l’uomo ha bisogno dell’uno e dell’altra. L’esperienza mistica è necessaria per comprendere la natura più profonda delle cose, e la scienza è essenziale per la vita moderna.”
[i] H.P.Blavatsky, The Secret Doctrine 1:14
[ii] THEOSOPHY, Vol. 26, No. 8, June, 1938
(Pagg. 338-344)
[iii] Tommaso D’Aquino, Summa Teologica
[iv] Stephen Hawking et al., the Grand Design
[v] René DesCartes , Regulae ad directionem ingenii
[vi] Albert Einstein, Zur Elektrodynamik bewegter Körper
[vii] Vedi nota 4
[viii] Fritjof Capra, Il Tao della fisica, Adelphi
[ix] Vedi nota 3, questione 103
03 martedì Mar 2015
Seminario Teosofico Europeo, Ascona 20-22 marzo 2015
09 venerdì Gen 2015
| No Guru, No Method, No Teacher | ||||
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| Studio album by Van Morrison | ||||
| Released | July, 1986 Reissued June 2008 |
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| Recorded | 1985, Studio D & Record Plant, Sausalito, Cal. & Townhouse Studios, London |
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| Genre | Celtic, Folk rock, Jazz | |||
| Length | 50:50 | |||
| Label | Mercury | |||
| Producer | Van Morrison | |||
| Van Morrison chronology | ||||
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| Singles from No Guru, No Method, No Teacher | ||||
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No Guru, No Method, No Teacher is the sixteenth studio album by Northern Irish singer-songwriter Van Morrison, released in 1986 on Mercury.
Biographer Clinton Heylin referred to this album by Morrison as “His most consummate record since Wavelength and his most intriguingly involved since Astral Weeks, this is bursting to saturation point, Morrison at this most mystical, magical best.”[1]
Upon release in 1986, it charted at number twenty-seven in the UK and number seventy on the Billboard 200.
“Got To Go Back”
We’ve got to go back etc. etc…
Got my ticket at the airport
Well I guess I’ve been marking time
I’ve been living in another country
That operates along entirely different lines
Keep me away from porter or whiskey
Don’t play anything sentimental it’ll make me cry
I’ve got to go back my friend
Is there really any need to ask why
We’ve got to go back etc. etc…
07 mercoledì Gen 2015
Venue: Adyar Theatre, International Headquarters, The Theosophical Society, Chennai
Date: 26 December 2014 , 8:00 am
Occasion: 2014 International Convention public lecture
Length of Video: 1 hr 39 min
Title: Prayers of the Religions
Opening of the Convention
31 mercoledì Dic 2014
I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.
Ecco un estratto:
Una metropolitana a New York trasporta 1 200 persone. Questo blog è stato visto circa 7.000 volte nel 2014. Se fosse una metropolitana di New York, ci vorrebbero circa 6 viaggi per trasportare altrettante persone.
23 martedì Dic 2014
Pubblicato da abcsocial | Filed under Articoli della Rivista Teosofica Ticinese
23 martedì Dic 2014
Oggetto: 139^ Convenzione Internazionale della S.T.
Care Sorelle e cari Fratelli,
dal 26 al 31 dicembre si svolge ad Adyar la 139° Convenzione Internazionale della Società Teosofica, che ha quest’anno per tema: “Theosophy in a Changing World” (La Teosofia in un mondo che cambia). Quello della Convenzione Internazionale è un appuntamento tradizionale di grande importanza per l’ambiente teosofico: convengono infatti ad Adyar persone provenienti da tutto il mondo ed il Quartier Generale della Società Teosofica assume l’aspetto tanto amato dai pionieri teosofici il cui lavoro è sempre stato quello di creare eventi ricchi di buone relazioni fra persone appartenenti a diversi Paesi, a differenti religioni; il tutto in un clima fraterno e che guarda al bene di tutta l’Umanità.
La 139° Convenzione assume un particolare significato perché è la prima diretta dal neo-presidente internazionale Tim Boyd.
Nonostante lo scorrere del tempo Adyar e il suo quartier generale restano punto di riferimento, anche simbolico, dell’azione teosofica nel mondo.
Le relazioni che verranno tenute in occasione della Convenzione potranno essere seguite in live streaming oppure riviste su Youtube successivamente.
Il link di collegamento è: http://videos.ts-adyar.org/
Con un cordiale e fraterno saluto,
Antonio Girardi
Live Broadcast – will be on from 26 December 8 am; sessions will be announed daily here; see all sessions
Day-1
Opening of the Convention
Public Lecture – Mrs Linda Oliveira
Day -2
Short Lectures – Mr Colin Price
Short Lectures – Mr Marcos de Resende
Public Lecture – Mr Michael Gomes
Day-3
Short Lectures – Mrs Diana Dunningham Chapotin
Short Lectures – Mr R.C. Tampi
Symposium
Theosophy-Science Lecture – Mr Jacques Manich
Day-4
Symposium
Indian Section Convention
The Theosophical Order of Service
Besant Lecture
Day-5
Short Lectures – Ms Trân-Thi-Kim-Diêu
Short Lectures – Mr Vicente Hao Chin, Jr.
Questions and Answers
Short Lectures – Mrs Sabine van Osta
Short Lectures – Mrs Els Rijneker
Short Lectures – Mrs Svitlana Gavrylenko
Public Lecture – Mr. Tim Boyd
Day-6
11 giovedì Dic 2014
Posted in Giancarlo Fabbri
Dedicata a Greta e
Andrea Biasca-Caroni
La percezione della libertà e la libertà assoluta
Come tutti sanno, l’uomo necessita non solo di viveri e di acqua per l’esistenza, ma anche di “quella percezione di libertà” come entità di scelta e riflessione alfine di stabilire un rapporto e un vincolo di pensieri e di opinioni in grado di giudicare con saggezza il bene dal male, il giusto dall’ingiusto.
A partire dagli ultimi decenni del ‘900, la perspicacia di un maggior bisogno di libertà ha sospinto l’uomo verso una condizione di libertà assoluta in cui non mancava l’anelito di una risoluta necessità. Egli si sentiva come afflitto e vittima di atti ingiusti di natura socio-economica anche se non era in discussione la libertà di pensiero e di operosità bensì, quella in tutta la sua globalità basata sulla famiglia e la cosa pubblica o privata, che sono state male interpretate dalla prepotenza e la prevaricazione di coloro che usano la violenza e lo stupro; di quelli che uccidono e rubano in virtù di una decisione personale verso la società e la proprietà; di coloro che si prendono la libertà di troncare relazioni e vincoli sentimentali o accordi prestabiliti; di quelli che trovano il tempo di suicidarsi o usarsi violenza, sempre in nome della medesima autodecisione; e di tutti gli altri che rinunciano alla loro personalità e identità senza limitazioni o influenze esterne e con la probabilità di rimanere emarginati in ambito umano e sociale.
Con la ferma determinazione di voler perseguire la libertà assoluta, l’uomo diventa egoista ed egocèntrico con una esorbitante autostima di sé e pronto, se necessario, a uccidere il proprio figlio se questi volesse impedirgli di “vivere la sua libertà”, poiché nemmeno la libertà sopporta più le leggi in sua difesa e di tutte le altre ritenute pervasive, in quanto l’assoluta libertà non pone limiti agli arbitrii e crea tensioni che suscitano ansietà.
Orbène,questo commento non riguarda la libertà civile bensì, quella di opinione e nessuna persona mi può suggerire che cosa devo fare della mia libertà di opinione, che non ha un carattere di sacralità, ma piuttosto quello di dover negare a chiunque la potestà d’impedirmela.
La stessa cosa si può affermare nei confronti della vita che non ha in serbo un valore assoluto, ma transitorio, e a nessuno è consentito il diritto di calpestarla. Ma se essa non possiede un valore assoluto, allora nessuno può vantare un diritto assoluto sù di lei….
E anche sulla mia morte!
Questa libertà “a tutto campo”, significa non assumersi responsabilità verso noi stessi e gli altri; significa vivere la percezione e il bisogno della propria sensualità; vuol dire abbandonarsi inconsciamente ai propri stimoli e disconoscere la propria realtà con il rammarico e la vergogna di sé, perché la libertà è la dimora infinita del potere e di un predominio che si manifestano nelle sue avversità, mentre la sua decadenza riflette l’onnipotenza della sua autodistruzione.
La libertà assoluta ci distrae dall’intraprendere un sentiero nella consapevolezza del limite e della misura, che non sono solamente limiti e misure, ma anche valide garanzie vòlte a tutelare la nostra persona e le sue necessità.
L’abrogazione dell’autorità non ci esenta, però, dalla condizione di sudditànza perché altri poteri sono pronti a condizionarci da ogni parte.
È l’autorità che sorregge la libertà, e se questa manca, ecco il materializzarsi di altri poteri occulti. Di solito, il potere che nasce dall’autorità è benefico; è malefico quello che nasce dal potere e l’odierna libertà non si avvale ormai di soli pensieri, ma per lo più, di desideri riconducibili a una istintiva ed emotiva condizione che, “obtorto collo”, non è pensante!
Diventa perciò importante parlare di libertà la quale, nella parvenza di beneficarci e di farci sentire persone capaci e creative, ci sospinge verso il tracollo come persone vanèsie che rifiutano di crescere per non dovere rinunciare alla straordinaria potenzialità dell’infanzia, aperta a ogni immaginazione di vita e capace di negarne la sua stessa esistenza, ma incapace di liberarci da quel vincolo di sottomissione per consegnarci al “destino”, fintantoché “libertà e automatismo” si contèmperano in “maniera armoniosamente perversa” e si apprestano all’uso della violenza nei confronti dell’altrui volontà.
Esiste come una sottile e impercettibile linea fra autonomia e automatismo: quest’ultimo tendente all’assoluto; ma l’arcana imprevedibilità del destino è quella di dire “un si alla vita” che nasce nel suo grembo, da cui l’uomo ne trae privilegi, ma del quale, egli non è il creatore ma solo il fruitore.
Arriviamo, pertanto, a capire come la libertà assoluta è un male assoluto, il male assoluto la libertà assoluta e l’opportunità di un abusare di persone e cose…. noi inclusi!
La libertà, circoscritta fra la sua nascita e lo sviluppo di eventi instaurati e perpetuati dalla volontà dell’uomo, “non è l’inizio e un fine” bensì, il “percorso e non una meta”.
L’assoluta libertà è un assiduo andare e tornare attraverso la creatività e il suo annientamento tanto che, alla fine della nostra esistenza, tutto si reiterà e tornerà come prima….
La libertà pone un fattore esistenziale e con esso l’esigenza di un’approfondita indagine per capire il comportamento e lo strascico con cui appropriarsene e disporne a piacimento. Alla fine non sarà questa libertà, imposta e sovrastante, a illuminare le nostre menti, a penetrare i nostri corpi, a scuotere le nostre coscienze bensì, un’altra, da sempre libera e ìnsita in noi per il volere dell’altissimo e offertaci come un dono meraviglioso della creazione e dell’infinito scorrere del tempo universale.
A compimento di questo mio scritto, desidero aggiungere alcune riflessioni importanti, imposte dalla morale, sulla libertà e dettate da una delle maggiori filosofe viventi: Agnes Heller; ungherese, ebrea a conclusione dei suoi studi ma, prima di tutto, per le sofferenze subite essendo scampata al totalitarismo di destra, il nazismo, poi al totalitarismo di sinistra, il comunismo.
Essa afferma:
“Solo se sono libera posso scegliere che cosa fare della vita”.
– “La libertà sia interiore e morale, sia quella civile è quella che non s’ingerisce nelle vite altrui e per me, è il valore supremo”.
“Nulla può sostituirsi alla libertà: non lo può fare la giustizia giacché la giustizia va fondata sulla libertà”. “Non lo può fare l’amore, giacché l’amore, per essere dignitoso, necessita della libertà”. “Non lo può fare l’utilità che senza libertà è inutile”.
Credo che la Heller voglia ribadire come la libertà sia un aperto conflitto per la libertà stessa di cui la filosofia non è chiamata a sostituirsi alla libertà, ma quello di risvegliarne la coscienza e la cultura.
Il pensiero della Heller riposa su una propria affermazione del pensiero italiano, secondo il quale: “la filosofia non è politica e non la influisce”.
I filosofi che intendono partecipare ad un dibattito di lotta politica non lo fanno, di certo in nome della filosofia. Infatti, se una persona partecipa ad un colloquio, lo fa a titolo personale e non in nome della filosofia.
È molto probabile che i filosofi credono di sapere ciò che gli altri non sanno.
Il compito dell’odierna filosofia non è di trasformare la politica in verità, ma quello di rendere più chiaro la coscienza della libertà!
Ascona, il mese di dicembre 2014
FABBRI GIANCARLO,
Membro della Società Svizzera
Dedicata al collega ing.
Marco Boccadoro
Il secolo da poco trascorso, ha portato con sé indimenticate e tragiche realtà a causa di insensati e irragionevoli conflitti, in cui fanno spicco le guerre mondiali (1915-18 e 1939-45) e dove la follia politica di regimi totalitari di destra, il nazismo e poi quello di sinistra, il comunismo, hanno provocato, più o meno, un venti milioni di morti. Inoltre, se teniamo conto dell’insensato degrado della natura a causa di inquinamenti, disboscamenti e di incendi provocati dall’uomo, ci troviamo di fronte a una totale follia umana, responsabile di una virulenta insorgènza del cancro.
Con l’inizio del nuovo secolo e del millennio, la presenza di una forza distruttiva potrebbe annientare ogni forma di vita sul pianeta che, visto da un’altra galassia, appare come un minuscolo satellite del sole; e come se non bastasse, esiste una potenza di calcoli elettronici in grado di controllare una quantità di persone superiore a quella di tutti gli abitatòri della terra.
Ecco che sorge allora in noi una pronta e spontanea riflessione: perché Dio non interviene e pone fine al ripetersi di una così immensa e tragica realtà? E noi tutti, d’ora in poi, come ci comportiamo nei confronti dell’esistenza di Dio?
Se l’uomo vivesse nell’immanenza, tutto ciò che lo circonda si esaurirebbe nella percezione sensoriale, come il risultato di un’evoluzione biologica; ma ne esiste anche una trascendentale, che và oltre quella biologica ed è il superamento culturale che ha consentito all’uomo di scoprire, nei laboratori di ricerca, un mondo superiore capàce di avere sconfitto le tante malattie dei nostri progenitori e di alcune odierne forme tumorali, che sono un’eccessiva proliferazione di cellule progressive e in apparenza controllate.
La vita media è molto aumentata grazie alle scoperte nel mondo in cui viviamo, che è regolato da “leggi universali e immutabili” di cui Galileo Galilei le aveva registrate nel libro della natura da circa quattrocento anni, dove ogni cosa trova una sua collocazione.
Se l’uomo intende sopravvivere, dovrà fare affidamento non solo alla scienza ma anche alla fede, perché scienza e fede rappresentano l’una, la sfera “immanentìstica” e l’altra, quella trascendentale.
L’uomo, che è in condizione di intelligere, ha inventato la scrittura con la quale ha saputo capire il pensiero dei grandi personaggi del passato e, nel contempo, ci lascia in eredità delle conoscenze intellettuali o psicologiche di una realtà che si è servita della matematica e della scienza; l’una come materia di rigide e logiche applicazioni; la seconda di rigorose sperimentazioni. La scienza parla di una logica che regge il mondo dell’universo con stelle e galassie che “non può scaturire dal caos primordiale” poiché; se esiste una logica, “deve esserci necessariamente un genio ideatore: Dio”!
Gesù, figlio di Dio, è parte della trascendenza della nostra vita e il volere disconoscere l’esistenza di Dio significa affermare che non esiste l’autore di quella severa logica che regge il mondo e tutto si concluderebbe nella sfera dell’immanenza; ma così non è, perché non esiste nessuna scoperta che contrasta la presenza di Dio.
L’ateismo, non risponde ad una logica teorica e a un’autorevole potestà bensì, a un comportamento umano nella convinzione di una fede proiettata nel nulla.
Ascona, dicembre 2014
Giancarlo Fabbri
Membro della società Svizzera di teosofia