L’OMBRA DELLA TEOSOFIA
[Una visione critica delle pretese e degli insegnamenti di Alice A. Bailey]
di Nicholas Weeks
[Questo articolo è una versione ampliata e corretta di quello apparso nel numero estivo del 1997 di
Fohat, una rivista teosofica edita a Edmonton, Alberta, Canada.]
– Gli uomini devono imparare ad amare la verità prima di credervi completamente. – (1)
Questo articolo è dedicato principalmente a coloro che sono attratti dai libri stile new age di Alice A. Bailey. La sua pretesa di ricevere degli insegnamenti dalla stessa Fratellanza Occulta che istruì HP Blavatsky, la fondatrice del movimento teosofico moderno, non è valida. Questo piccolo saggio non si interessa di quanto i suoi libri possano ispirare, siano meravigliosi o contengano delle verità, ma solo del fatto che HPB and AAB abbiano gli stessi precettori, come è affermato dalla Bailey. Il maestro della Bailey pretende di essere lo stesso Djual Khool che fu uno degli insegnanti di HPB e la Bailey ha anche precisato che il suo guru è lo stesso Maestro Koot Hoomi che conosceva la Blavatsky. Questo saggio si propone di dimostrare che il così detto Tibetano e la Gerarchia di Maestri di cui si parla nei libri della Bailey non sono il Djual Khool e la Fratellanza di Adepti che conosceva HPB.
La Bailey ha affermato che i propri insegnamenti sono radicati nella Teosofia che viene vissuta e insegnata da HPB e dai suoi Guru e che sostanzialmente gli insegnamenti di questi ultimi non sono in alcun modo contrari ai suoi. Questa affermazione è falsa. I suoi libri hanno le radici nella pseudo teosofia di cui fu pioniere CW Leadbeater. Ad esempio, il ritorno in terra di “Maitreya”, il Cristo, fu uno dei temi preferiti e divulgati da CWL. La Bailey ha accolto questa congettura. Ha attribuito un immenso valore spirituale alla Grande Invocazione (2), che viene ipotizzata in grado di indurre il Cristo e i suoi Maestri ad abbandonare i loro ashram segreti per stare nelle grandi città e incominciare a stimolare la redenzione della società acquariana. Al contrario, la Teosofia di HPB e dei suoi Guru esalta la fiducia nel principio cristico che sta in ognuno di noi. Come ha spiegato la Blavatsky: “[la teologia cristiana] aumenta la fiducia nella discesa dell’Ego Spirituale nel sè inferiore, [la Teosofia] afferma invece la necessità di sforzarsi per elevare sé stessi allo stato del Cristo…..” (3). La scoperta e la beneficente manifestazione della nostra innata divinità eleva ogni singolo individuo e di conseguenza, pian piano, tutta l’umanità.
I canalizzatori come la Bailey sono in buona fede e sono convinti che le loro voci e visioni interiori siano realmente dei Maestri. Sfortunatamente la sincerità non è sufficiente per proteggere dalle illusioni. Nel 1884 il Maestro KH scrisse a un medium dell’epoca spiegando come un canale ricevitore o un veggente possano confondersi: “Nella medianità, conoscendo poco i principi dell’autocontrollo, dovete sopportare delle cattive ripercussioni. Attirate su di voi i più profondi e forti influssi, “sovente infausti”, e li assorbite e ne venite psichicamente repressi o narcotizzati. L’atmosfera si popola di fantasmi risuscitati che vi danno degli indizi sbagliati, delle rivelazioni ingannevoli e delle immagini illusorie. La vostra vivace fantasia creativa evoca degli apparenti guru e cela [discepoli] e fa dire da loro le parole che voi stessi avevate creato un istante prima nella vostra mente, inconsciamente. Ciò che è falso sembra vero quanto quello che lo è realmente e non avete un modo preciso per investigare poichè siete ancora propensi a obbligare i vostri contatti a soddisfare i vostri preconcetti.”(4).
Gli sforzi per distinguere la realtà dall’illusione non dovrebbero limitarsi ai momenti dello studio e della meditazione, ma dovrebbero estendersi a tutta la nostra vita quotidiana. I devoti seguaci della Bailey dovrebbero confrontare con attenzione i principi basilari della teosofia autentica con la loro fede attuale e per farlo potrebbero utilizzare alcuni dei tre temi che tratteremo in questo articolo; auspicando che i seguaci di Bailey non confidino esclusivamente sulle sue spiegazioni. Se è vero che la Bailey insegna la stessa teosofia di base di HPB, si dovrebbe poter risolvere qualsiasi divergenza tra i loro insegnamenti senza dovere per forza accettare ogni proclama di AAB. Ma, se il modello di base della teosofia si trova nelle opere originali di HPB e dei suoi guru, gli insegnamenti determinanti della Bailey dovrebbero corrispondere a questo modello o non possono provenire dalla stessa fonte a cui ha attinto HPB.

1) Disaccordo con gli obiettivi e gli scopi originari.

Koot Hoomi, il vero guru di Djual Khool e il supposto mentore del Tibetano che è la guida della Bailey, ha proclamato che l’intento è quello di realizzare la vera fratellanza e K.H. afferma che:
“Il Dio dei teologhi è solo un potere immaginario….. Il nostro principale intento è quello di liberare l’umanità da questo incubo, di insegnare all’uomo ad essere virtuoso per amore della virtù e a vivere avendo fiducia in sè stesso invece di istruirsi procedendo con una stampella teologica, il che è stato per innumerevoli ere la causa diretta di quasi tutte le miseria umane….. i migliori adepti hanno esplorato l’universo per dei millenni e non hanno mai trovato la minima traccia [di Dio], ma dappertutto solo la stessa legge immutabile e inesorabile.” (5)
Ma il Tibetano, il teologo della Bailey (il supposto discepolo di KH, ossia dell’autore del brano precedente), ci dà questa sua idea della divinità e della legge:
“Una legge presuppone un essere superiore che intenzionalmente, e aiutato dall’intelligenza, coordini le proprie forze in modo tale da fare maturare un progetto….Una legge è solo l’impulso spirituale, lo stimolo, la manifestazione vitale di quell’Essere in cui si vive e si opera. [Una legge] che fa avanzare con regolarità Lui e tutte le creature di Dio verso una gloriosa realizzazione.”(6) Questo essere superiore e dotato di capacità è guidato con intenzionalità e intelligenza dall’Essere Supremo, e non necessità di evolvere con un impegno personale. La divinità è certamente una legge di per sé, il che è proprio quello che la Chiesa ha predicato per centinaia di anni. La legge di Dio evidentemente ci raccoglie e ci porta via verso una fine sublime. Si ha solo bisogno di “fare passare attraverso sè stessi quel tanto che ci è possibile dell’impulso di vita spirituale [del Dio]” (7) .
Questa teologia New Age ci è familiare. Il Tibetano ha solo sostituito il vecchio e prosaico Dio e la sua nube di angelici testimoni con il Logos Solare e i suoi deva. Gesù e i suoi discepoli sono stati soppiantati dal Cristo Maitreya e dai suoi discepoli, i Maestri della Gerarchia.
Ma il problema di un Dio personale o di un Principio impersonale è veramente importante? Il Maestro Koot Hoomi ha già risposto a questa domanda molto tempo fa:
“Voi dite che non importa niente se queste leggi sono l’espressione della volontà di un Dio cosciente e intelligente, come dite voi, o costituiscono gli attributi necessari di un “Dio” poco intelligente e inconsapevole, come ritengo io. Io dico che tutto importa…… delle leggi immutabili non possono avere una origine, dal momento che sono eterne e increate, proiettate nell’eternità e… il Dio stesso, se una tale cosa esistesse, non avrebbe il potere di fermarle.” (8)
Koot Hoomi scrisse anche che il “vero ABC di quello che so” e “la roccia su cui stanno incastonati i segreti del mondo occulto” è la certezza della non esistenza di un Dio personale, ma solo dell’esistenza dei ” regolari battiti inconsapevoli del polso eterno e universale della natura della mente infinita” (9).

L’insegnamento della Bailey, che dice che il movimento Teosofico si basa sulle invocazioni dell’umanità rivolte a un Avatar e alla sua gerarchia, è estraneo e contrario alla teosofia insegnata da HPB e dagli Adepti. I teosofi dovrebbero ” provare a sostituire la preghiera infruttuosa e inutile con delle azioni meritevoli e benefiche ” (10) .
La Bailey ha raccomandato di intonare la Grande Invocazione per supplicare, e attirare dal loro piano elevato, i nostri salvatori, il Cristo e i suoi Maestri. Come se i maestri e gli Avatar fossero così incuranti, ignari o impotenti di fronte alle vicende dell’umanità da non potersi presentare per aiutarla senza le preghiere di milioni di persone.

Sicuramente la domanda sul perché e sul come discendano gli Avatar è importante; ma già gli insegnamenti di HPB ci parlano di queste cause e delle loro condizioni e cioè: una discendenza divina per tutti gli Avatar, certi cicli di tempo e il Sole Spirituale come sorgente (11). Bhavani Shankar, un discepolo di KH, ha scritto che talvolta il Principio Divino in risposta a qualcuno che raggiunge lo stato superiore di Adepto fa sbocciare un Avatar (12) . In quanto ad una Fratellanza Occulta che incoraggia l’umanità a pregare per l’avvento di Avatar e Maestri che conducano alla New Age (e fornisce anche una invocazione per farlo) la vera teosofia dice che: ” è il lavoro che è la preghiera” (13). Benchè la supplica delle masse sofferenti per ottenere un aiuto divino (con o senza la Grande Invocazione) sia un’attitudine comprensibile e antica, essa non ha però alcun potere per fare intervenire degli Avatar o dei Maestri, come suggerisce la Bailey. La Fratellanza Occulta conosce i cicli karmici dell’ umanità e ci sta costantemente aiutando, anche con la nascita di un Avatar quando questo è consentito dal karma, ma non appena noi li vogliamo. Molti smaniano per avere la presenza costante di devoti fratelli maggiori che guidino le loro vite e la loro civiltà e questo è proprio quello che promettono la Bailey e Leadbeater e molti altri della New Age, donde la loro popolarità. L’evoluzione spirituale invece, dice teosofia, avviene solo tramite degli “sforzi fatti da noi e decisi da noi “(14) e non per le nostre preghiere e le nostre invocazioni affinchè il Cristo e la sua gerarchia guidino il progresso.
A differenza della tradizionale dottrina degli Avatar, così come viene insegnata nel Bhagavad Gita (4, 6-8), che afferma che il Signore viene quando ogni virtù sta per estinguersi, il consigliere della Bailey afferma che il Cristo giungerà solo dopo che l’umanità avrà dimostrato la sua buona fede redimendosi psichicamente e socialmente. Molta parte degli scritti della Bailey sono rivolti alla preparazione del lettore per questo avvento, annunciando la riapparizione del Cristo e dei suoi Maestri e sollecitando la purificazione tramite lo studio e la meditazione su di loro. Questa preparazione richiede molte letture e una profonda riflessione sulla misteriosa tecnologia dei rapporti politici e sociali del mondo e inoltre l’iniziazione, la psicologia, la telepatia, l’astrologia, la guarigione, i sette raggi, ecc. . I suoi libri ci danno informazioni sulla Gerarchia (di questo pianeta, del sistema solare, di Sirio e oltre), sulla sua costituzione, lavoro, obiettivi e sui suoi principali membri e i loro progetti.
La Fratellanza che era nota ad HPB non veniva certamente detta occulta, ma non erano date molte informazioni sui Fratelli. A differenza degli artificiosi trattati esoterici della Bailey HPB non ha mai fornito dei testi ampi e dettagliati su degli argomenti esoterici. Perché? In quanto la meditazione sulle descrizioni di esseri superiori e sul lato occulto dell’universo non è di un pur piccolo aiuto per la spiritualità. Inoltre se degli insegnamenti sono palesemente falsi, come quelli della Bailey, la nostra immaginazione viene stimolata e stipata di immagini e concetti che ci fanno allontanare dai veri Adepti e dal nostro retto cammino spirituale.
Queste chiacchiere sull’arrivo del Cristo con la sua Gerarchia durano già da parecchi decenni, ma di sicuro quando c’è l’avvento di un vero Avatar questo non viene annunciato da migliaia di sostenitori che aspettano e lo invocano da anni. HPB ha scritto che ci si può avvicinare ai Maestri “solo salendo fino al piano spirituale dove i Maestri risiedono e non ci si può aspettare di incontrarli sul nostro piano.”(15).
Consideriamo quest’altro brano di HPB e notiamo come vengano affermate l’autonomia spirituale e la natura impersonale della divinità: “ogni essere umano è un’incarnazione del proprio Dio [Sé Superiore]… tanti quanti sono gli uomini sulla terra tanti sono gli Dei in cielo ; ma tuttavia questi Dei sono in realtà uno solo, poichè alla fine di ogni periodo di attività, essi si ritirano, come i raggi del sole al tramonto nell’Astro che li genera, il Logos Non Manifestato, il quale a sua svolta viene incorporato nell’Uno Assoluto…… . Le nostre preghiere e le nostre suppliche sono vane se alle parole virtuali non vengono unite delle azioni concrete e se l’aura che circonda ognuno di noi non è così purificata da consentire al nostro Dio interiore di esternarsi……[una] preghiera, se non viene pronunciata mentalmente e indirizzata all’unico “Padre” nel silenzio e nella solitudine della propria “cella”, ha sovente più effetti dannosi che benefici”.(16)
Il fatto che per migliaia di anni la maggior parte della gente non abbia adorato la propria divinità interiore, come suggerito nel brano precedente, è una delle ragioni che, un secolo fa, ha portato alla rinascita del movimento teosofico, per cercare di contrastare quella tendenza dualistica che induce a invocare una divinità esteriore e personale. Mentre la Grande Invocazione della Bailey deve essere biascicata dalle masse in modo convenzionale, il movimento teosofico propone quell’atteggiamento filosoficamente ateo, basato sull’autostima, che è suggerito dalla Fratellanza. Questo è un altro punto che fa pensare che la guida della Bailey non sia Djual Khool.
Su cosa dovrebbe quindi contare un seguace della Teosofia (e consigliare ad altri) per domare le proprie passioni e il proprio egoismo e contribuire così alla redenzione planetaria? Sul “proprio Sé superiore, lo spirito divino o il Dio in lui e… sul suo karma “(17). La dottrina del karma significa un immediato altruismo nel pensiero, nelle parole e nelle azioni. Vuole dire la pratica della “virtù per amore della virtù” e non per accelerare la discesa del Cristo e della Gerarchia. Per dirlo con parole semplici, come uno dei Maestri ha fatto con Olcott nel 1870: “agite come se noi non esistessimo. Fate il vostro dovere come vi sembra giusto e lasciate che i risultati giungano a tempo debito. Non aspettatevi niente da noi, ma siate però pronti a tutto”(18).
Una lettera di un Adepto ad Annie Besant la mise in guardia per l’atteggiamento di venerazione nei riguardi dei Maestri che si stava diffondendo nella sua Società Teosofica. La Bailey criticò molto la ST e tuttavia il tono e le chiacchiere che ha scritto per più di trent’anni (1919- 49) sono altrettanto cattivi, se non peggiori, di quelli della ST dei suoi tempi. L’Adepto ha scritto alla Besant: “È il culto di una nuova Trinità composta dal Benedetto M[orya], da Upasika [HPB] e da voi stessa [Besant] che deve prendere il posto delle credenze che sono state eliminate? Noi non chiediamo un culto per noi stessi… il discorso ipocrita sui ‘Maestri’ deve finire, senza clamore, ma senza cedimenti. La dedizione e il servizio devono essere riservati solo a quello Spirito Supremo del quale facciamo parte. Noi lavoriamo anonimamente e in silenzio e i continui riferimenti a noi e la ripetizione dei nostri nomi provoca un’aura perturbata che impedisce il nostro lavoro“(19).
Questa trinità composta da HPB, M e AB non fu mai (fortunatamente) proposta dalla Bailey che ha scelto invece il fantastico Trio composto da Manu, Mahachohan e Bodhisattva, un’altra scoperta di CW Leadbeater. Se il lavoro degli Adepti era ostacolato dall’ ‘atmosfera confusa’ che trapela dal riferimento alla loro situazione nel 1900, riflettiamo su quanto il loro lavoro deve essere stato ostacolato, fino ad ora, dai libri della Bailey, dalla Grande Invocazione, dalla Scuola Arcana, ecc.

2) Disaccordo tra sette termini (o temi) chiave

Uno dei temi più diffusi nell’opera e negli scritti di AAB è la ricerca febbrile dello stato spirituale. I primi due libri del suo Tibetano (20) sono dedicati all’iniziazione e alla meditazione esoterica. Numerosi altri libri trattano esclusivamente della sua variante di discepolato e del percorso spirituale. Quasi ogni testo che lei ha canalizzato è fortemente caratterizzato dalla giustificazione del discepolato. Dopo essere stata per meno di cinque anni il medium del suo Tibetano la Bailey ha fondato la Scuola Arcana. Questa scuola è il solito tipo di asilo d’infanzia per occultisti con cui i guru di HPB non hanno niente da fare. Il libro della Bailey sulla meditazione occulta fornisce anche il progetto e i programmi per un pronosticato collegio esoterico, mentre il Maestro KH ha scritto che chi ” non è puro come un bambino piccolo dovrebbe lasciare perdere il discepolato” (21). La Blavatsky ha detto ai teosofi americani che: “La Società [Teosofica] non è stata fondata per essere un asilo nido per avere anzitempo un approvvigionamento di occultisti, non è una fabbrica per produrre degli Adepti. È stata progettata per limitare il corso del materialismo….. e per “materialismo” si intende non solo la negazione antifilosofica del puro spirito, e, ancor più, il comportamento e le azioni materialistici…… , ma anche i frutti della convinzione che contino solo le cose materiali…..una credenza che ha condotto molti …..alla fede cieca nella materializzazione della Spirito.(22)”.
Le Dottrina Segreta parla dei “gusti depravati” di una umanità che chiede con insistenza “la materializzazione dell’inconoscibile principio che non è mai materiale.” (23). Le opere di Alice Bailey provvedono al desiderio di una debole umanità di avere una divinità e una teologia comprensibile per la nostra mente personale; più che elevare la nostra coscienza personalizzata fino alla nostra effettiva natura spirituale e a conoscere realmente lo Spirito, la maggior parte di noi preferisce una comoda finzione.
Un altro tema chiave è quello della natura della Fratellanza Occulta e del suo rapporto con l’umanità. Secondo la Bailey uno dei primi obiettivi della Gerarchia era quello di preparare l’umanità per la riapparizione del Cristo (24). Con la seconda venuta del Cristo ci sarà la palese manifestazione della Gerarchia. Questo avvento implicherà la discesa dal piano eterico di diversi Maestri che si stabiliranno in diverse città del globo.
Un libro intero (25) e molti brani di altri suoi libri trattano questo argomento. I Maestri, come ubbidienti dipendenti statali planetari, si occuperanno personalmente delle varie mansioni, come l’economia, la religione, l’istruzione, ecc., e poi continueranno a dirigere il nuovo ordinamento del mondo.
Al contrario HPB e i suoi guru rappresentano la Fratellanza come abbastanza indifferente agli affari sociali. Il che non sorprende dal momento che essi sono liberi da ogni preoccupazione che li coinvolga personalmente, che sia mondana, e non hanno alcun interesse ad ungere le ruote della nostra civiltà banale e materialista. Come Bodhisattva aiutano, ma, essendo creature dell’immutabile legge del karma, “non possono impedire al mondo di andare nella sua direzione prestabilita”. (26). HPB ha scritto:
“Più gli Adepti diventano spirituali e tanto meno possono immischiarsi con le volgari faccende mondane e tanto più devono limitarsi al lavoro spirituale……Quindi gli Adepti di grado superiore devono aiutare l’umanità, ma solo spiritualmente: essi sono costituzionalmente incapaci di occuparsi degli affari mondani…..Sono solo i cela che, finchè non raggiungono un certo grado, possono vivere nel mondo.” (27).

3) Disaccordo tra i metodi di insegnamento.

Questa nostra discussione non è una novità. Riguardo al metodo di insegnamento piuttosto gretto della Bailey, che fa costantemente delle affermazioni con poche o nessuna prova, ecco quanto ha scritto nel 1929 Alice Cleather, un membro dell’ Inner Group di HPB: “In sintesi, in cosa consiste tutto ciò [l’insegnamento della Bailey]? Solo nelle semplici, incontrollate (e incontrollabili) affermazioni della Sig.ra Bailey, la quale a proprio sostegno si vale dell’‘autorità’, altrettanto incontrollata (e incontrollabile), del suo ‘Tibetano’. (28).
Il defunto Victor Endersby ha puntualizzato che: “In fatto di metodo c’è un abisso profondo tra le spiegazioni di H.P.B. e quelle della Bailey. Quelle di H.P.B. sono corredate da molte prove provenienti da varie fonti….e questo non accade nel caso della Bailey… tutto il suo sistema è fondato solamente sul suo ipse dixit (29). Una cosa è certa: chiunque siano stati il suo ‘K.H’.e il suo ‘Djwhal Khul’ essi non erano gli stessi maestri di H.P.B.; questo, al di là delle supposizioni, è sicuramente provato dagli scritti.” (30).
Nel 1882 Morya, il Maestro di HPB, ha scritto che:
“Un costante senso di spregevole dipendenza da una divinità, considerata come l’unica fonte di potere, rende un uomo privo di autonomia e di ogni incentivo per intraprendere e operare. Iniziando a immaginare un padre che fa da guida si diventa come un ragazzo e si resta così per tutta la vita, aspettandosi da essere condotti per mano in tutte le evenienze della vita… all’inizio della Società Teosofica i Fondatori (31) non hanno pregato alcuna divinità né hanno chiesto il suo aiuto. Avrebbero dovuto pensare che siamo…. delle balie….? Abbiamo aiutato i fondatori? no, essi sono stati aiutati dalla fiducia in sé stessi e dal rispetto per i diritti dell’uomo e dal loro amore per un paese [India]………I vostri peccati? Il vostro peccato più grande è l’aver dato al vostro Dio il compito di purificarvi dal peccato. Questa è non devozione, ma è debolezza, indolenza ed egoismo. Sebbene la vanità potrebbe consigliarvi il contrario, usate solo il vostro buon senso.” (32).
Benché i “peccatori” a cui allude Morya fossero alcuni indù di un secolo fa, Alice Bailey, il suo Tibetano e i loro seguaci hanno la stessa abitudine, avendo attribuito alla loro Gerarchia e al Logos Planetario, il loro desiderio indolente ed egoista che il Sanat Kumara, il Cristo e i Maestri purifichino l’umanità dal peccato.
Questi sono solo alcuni dei temi (appena sfiorati) che dovrebbero essere studiati con attenzione da coloro che desiderano capire quanto siano antitetiche la Teosofia e la pseudo teosofia.

NOTE
1. Blavatsky: Collected Writings Theosophical Publishing House, vol. 11, 49.
2. Lo si può trovare in ogni libro della Bailey.
3. The Key to Theosophy, Theosophical University Press, 155.
4. Da un inedito brano di una lettera di KH a Laura Holloway; scritta nell’estate del 1884.
5. The Mahatma Letters to A.P. Sinnett 2nd. ed., TUP, 53, 142- 43.
6. A Treatise on White Magic, Lucis Publishing 10-11.
7. Op. Cit.
8. The Mahatma Letters, 143, 141.
9. Ibid 143, 138.
10. The Key to Theosophy, 70.
11. Vedi Blavatsky: Collected Writings, vol. 14 and The Secret Doctrine.
12. Vedi The Doctrine of the Bhagavad Gita, Concord Grove Press, cap. III.
13. Blavatsky: Collected Writings, vol. 9, 69.
14. The Secret Doctrine, TUP, vol. 1, 17.
15. Blavatsky: Collected Writings, vol. 12, 492.
16. Ibid, 533-35.
17. The Key to Theosophy, 73.
18. “Address of the President-Founder,” The Theosophist, Aug. 1906, 829-30.
19. The Eclectic Theosophist, Sep./Oct. 1987.
20. Initiation Human and Solar and Letters on Occult Meditation.
21. Letters From the Masters of the Wisdom, First Series, TPH, 1948, 34.
22. Blavatsky: Collected Writings, vol. 9, 244.
23. Volume II, 503.
24. Come testimoniato dal suo libro The Reappearance of the Christ, Lucis Publishing, 1948.
25. Vedi il suo The Externalization of the Hierarchy.
26. The Mahatma Letters to A.P. Sinnett in Chronlogical Sequence, TPH, 1993, 474.
27. Blavatsky: Collected Writings, vol. 6, 247.
28. Citato in Theosophical Notes Special Paper, Sept. 1963, 14.
29. Latino – detto da lui stesso- : una affermazione non provata.
30. Theosophical Notes Special Paper, Sept. 1963, 40.
31. HP Blavatsky, WQ Judge and HS Olcott.
32. Letters From the Masters of the Wisdom, First Series, 107.
TRADUZIONE PIER GIORGIO

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