Care Sorelle e cari Fratelli,

nel condividere con tutti Voi il 137° anniversario della fondazione della Società Teosofica (17 novembre 1875 – 17 novembre 2012) colgo l’occasione per inviarVi un fraterno saluto, con l’augurio di un proficuo lavoro teosofico nel segno dell’Unità della Vita e della Fratellanza Universale senza distinzioni.

Unisco di seguito il testo dell’editoriale apparso nel numero di novembre della Rivista Italiana di Teosofia.

Fraternamente,

 

Antonio Girardi

 

 

Passato, presente e futuro nel segno della Fratellanza Universale senza distinzioni

 

Il 17 novembre ricorre il 137° anno dalla fondazione della Società Teosofica.

Per ricordare questo importante momento e per esprimere gratitudine verso tutti coloro che hanno servito l’ideale teosofico nel segno della Fratellanza Universale senza distinzioni questo editoriale propone al lettore due frammenti.

Il primo è tratto da una lettera che H.P. Blavatsky (1831-1891) scrisse ai teosofi londinesi nella fase finale della sua vita ed ha a che fare con il significato del lavoro teosofico e della relazione fra i teosofi.

Il secondo è un testo poetico del Nobel per la letteratura (1998), il portoghese José de Sousa Saramago (1922-2010) ed ha a che fare con il significato della vita per l’essere umano,fra presente e futuro.

Ecco dunque il messaggio di H.P.B. esteso idealmente ai teosofi di tutto il mondo e di tutti i tempi: “Esiste una concatenazione ininterrotta nel Nidana [le 12 cause dell’esistenza o catena causale, concatenazione di cause ed effetti in tutto il ciclo di esistenza mediante 12 vincoli, N.d.C.] nella vita di tutti i teosofi che vivono sinceramente la Teosofia… Nessuno di voi, figli della vostra generazione e del vostro ambiente, sembra abbia rivolto la minima attenzione a questo Nidana. Nessuno, anche fra i più zelanti, ha mai pensato di osservare, studiare (e così approfittare della lezione) il tessuto della vita che ci unisce al tutto. Tuttavia è proprio questo intangibile tessuto che può essere visto da chi osserva il tessere dei suoi fili, che voi potete vedere anche se non possedete poteri di chiaroveggenza … Se fate attenzione ai piccoli eventi vi accorgerete che c’è un lavoro preordinato dai Mani che hanno il compito di guidare. Prima regola di ogni studioso dell’occultismo è di notare ogni giorno, ogni momento, le piccole circostanze che caratterizzano la propria vita e quella degli altri, i fili tesi che tessono un identico tessuto. Quando un uomo sincero viene a far parte della Società Teosofica, egli, in modo invisibile e inconscio, si porta su un piano differente da quello di chi gli sta intorno. Per lui non esistono più cose insignificanti nella sua vita, poiché ogni cosa che gli accade è un filo che lo lega ad una catena di eventi che hanno il compito di portarlo velocemente avanti verso la Porta d’Oro”.

Ed ecco i versi di José de Sousa Saramago: “Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.

Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero.

Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era.

Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.

Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.

Il viaggiatore ritorna subito”.

 

 

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