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Rivista Teosofica Svizzera/Ticinese (ADYAR)

~ Società Teosofica Ticinese ri-fondata il 29/9/2009.

Rivista Teosofica Svizzera/Ticinese (ADYAR)

Archivi autore: abcsocial

Once upon a time… Van Morrison and Alcione

09 venerdì Gen 2015

Posted by abcsocial in Articoli della Rivista Teosofica Ticinese

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No Guru, No Method, No Teacher

From Wikipedia, the free encyclopedia
No Guru, No Method, No Teacher
Studio album by Van Morrison
Released July, 1986
Reissued June 2008
Recorded 1985, Studio D & Record Plant, Sausalito, Cal. &
Townhouse Studios, London
Genre Celtic, Folk rock, Jazz
Length 50:50
Label Mercury
Producer Van Morrison
Van Morrison chronology
A Sense of Wonder
(1985)
No Guru, No Method, No Teacher
(1986)
Poetic Champions Compose
(1987)
Singles from No Guru, No Method, No Teacher
  1. “Ivory Tower” b/w “A New Kind of Man”
    Released: June 1986
  2. “Got to Go Back” b/w “In the Garden“
    Released: August 1986

No Guru, No Method, No Teacher is the sixteenth studio album by Northern Irish singer-songwriter Van Morrison, released in 1986 on Mercury.

Biographer Clinton Heylin referred to this album by Morrison as “His most consummate record since Wavelength and his most intriguingly involved since Astral Weeks, this is bursting to saturation point, Morrison at this most mystical, magical best.”[1]

Upon release in 1986, it charted at number twenty-seven in the UK and number seventy on the Billboard 200.

Contents

 

  • 1 Recording and composition
  • 2 Reception
  • 3 Reissue
  • 4 Track listing
    • 4.1 Side one
    • 4.2 Side two
    • 4.3 Bonus tracks (2008 CD reissue)
  • 5 Personnel
    • 5.1 Musicians
    • 5.2 Production
  • 6 Charts
    • 6.1 Album
    • 6.2 Singles
  • 7 Notes
  • 8 References

VAN MORRISON LYRICS

LISTEN 

 

“Got To Go Back”

When I was a young boy
Back in Orangefield
I used to gaze out
My classroom window and dream
And then go home and listen to Ray sing
“I believe to my soul” after school,
Oh that love that was within me
You know it carried me through
Well it lifted me up and it filled me
Meditation contemplation too[Chorus:]
Oh we’ve got to go back
Got to go back
Got to go back
Got to go back
For the healing go on with the dreamingWell there’s people in the street
And the summer’s almost here
We’ve got to go outside in the fresh air
And breathe while it’s still clear
Breathe it in all the way down
To your stomach too
And breathe it out with a radiance
into the nightime air

We’ve got to go back etc. etc…

Got my ticket at the airport
Well I guess I’ve been marking time
I’ve been living in another country
That operates along entirely different lines
Keep me away from porter or whiskey
Don’t play anything sentimental it’ll make me cry
I’ve got to go back my friend
Is there really any need to ask why

We’ve got to go back etc. etc…

 

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Opening of the Convention Venue: Adyar Theatre, International Headquarters, The Theosophical Society

07 mercoledì Gen 2015

Posted by abcsocial in Articoli della Rivista Teosofica Ticinese

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Opening of the Convention

Venue: Adyar Theatre, International Headquarters, The Theosophical Society, Chennai
Date: 26 December 2014 , 8:00 am
Occasion: 2014 International Convention public lecture
Length of Video:  1 hr 39 min
Title: Prayers of the Religions
Opening of the Convention

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Analisi del 2014

31 mercoledì Dic 2014

Posted by abcsocial in Articoli della Rivista Teosofica Ticinese

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I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

Una metropolitana a New York trasporta 1 200 persone. Questo blog è stato visto circa 7.000 volte nel 2014. Se fosse una metropolitana di New York, ci vorrebbero circa 6 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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www.teosofia.ch Vi augura

23 martedì Dic 2014


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Pubblicato da abcsocial | Filed under Articoli della Rivista Teosofica Ticinese

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139° Convenzione Internazionale della Società Teosofica dal 26 al 31 dicembre ad Adyar

23 martedì Dic 2014

Posted by abcsocial in Articoli della Rivista Teosofica Ticinese

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Oggetto: 139^ Convenzione Internazionale della S.T.

Care Sorelle e cari Fratelli,

dal 26 al 31 dicembre si svolge ad Adyar la 139° Convenzione Internazionale della Società Teosofica, che ha quest’anno per tema: “Theosophy in a Changing World” (La Teosofia in un mondo che cambia). Quello della Convenzione Internazionale è un appuntamento tradizionale di grande importanza per l’ambiente teosofico: convengono infatti ad Adyar persone provenienti da tutto il mondo ed il Quartier Generale della Società Teosofica assume l’aspetto tanto amato dai pionieri teosofici il cui lavoro è sempre stato quello di creare eventi ricchi di buone relazioni fra persone appartenenti a diversi Paesi, a differenti religioni; il tutto in un clima fraterno e che guarda al bene di tutta l’Umanità.
La 139° Convenzione assume un particolare significato perché è la prima diretta dal neo-presidente internazionale Tim Boyd.
Nonostante lo scorrere del tempo Adyar e il suo quartier generale restano punto di riferimento, anche simbolico, dell’azione teosofica nel mondo.
Le relazioni che verranno tenute in occasione della Convenzione potranno essere seguite in live streaming oppure riviste su Youtube successivamente.
Il link di collegamento è: http://videos.ts-adyar.org/
Con un cordiale e fraterno saluto,

Antonio Girardi

 

  • Home

Convention Videos

Live Broadcast – will be on from 26 December 8 am; sessions will be announed daily here; see all sessions

Day-1

Opening of the Convention
Public Lecture – Mrs Linda Oliveira

Day -2

Short Lectures – Mr Colin Price
Short Lectures – Mr Marcos de Resende
Public Lecture – Mr Michael Gomes

Day-3

Short Lectures – Mrs Diana Dunningham Chapotin
Short Lectures – Mr R.C. Tampi
Symposium
Theosophy-Science Lecture – Mr Jacques Manich
Day-4

Symposium
Indian Section Convention
The Theosophical Order of Service
Besant Lecture

Day-5

Short Lectures – Ms Trân-Thi-Kim-Diêu
Short Lectures – Mr Vicente Hao Chin, Jr.
Questions and Answers
Short Lectures – Mrs Sabine van Osta
Short Lectures – Mrs Els Rijneker
Short Lectures – Mrs Svitlana Gavrylenko
Public Lecture – Mr. Tim Boyd

Day-6

Closing of the Convention

Sample Video

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www.teosofia.ch presenta : I testi di Giancarlo

11 giovedì Dic 2014

Posted by abcsocial in Giancarlo Fabbri

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Dedicata a Greta e

Andrea Biasca-Caroni

La percezione della libertà e la libertà assoluta

 

Come tutti sanno, l’uomo necessita non solo di viveri e di acqua per l’esistenza, ma anche di “quella percezione di libertà” come entità di scelta e riflessione alfine di stabilire un rapporto e un vincolo di pensieri e di opinioni in grado di giudicare con saggezza il bene dal male, il giusto dall’ingiusto.

A partire dagli ultimi decenni del ‘900, la perspicacia di un maggior bisogno di libertà ha sospinto l’uomo verso una condizione di libertà assoluta in cui non mancava l’anelito di una risoluta necessità. Egli si sentiva come afflitto e vittima di atti ingiusti di natura socio-economica anche se non era in discussione la libertà di pensiero e di operosità bensì, quella in tutta la sua globalità basata sulla famiglia e la cosa pubblica o privata, che sono state male interpretate dalla prepotenza e la prevaricazione di coloro che usano la violenza e lo stupro; di quelli che uccidono e rubano in virtù di una decisione personale verso la società e la proprietà; di coloro che si prendono la libertà di troncare relazioni e vincoli sentimentali o accordi prestabiliti; di quelli che trovano il tempo di suicidarsi o usarsi violenza, sempre in nome della medesima autodecisione; e di tutti gli altri che rinunciano alla loro personalità e identità senza limitazioni o influenze esterne e con la probabilità di rimanere emarginati in ambito umano e sociale.

Con la ferma determinazione di voler perseguire la libertà assoluta, l’uomo diventa egoista ed egocèntrico con una esorbitante autostima di sé e pronto, se necessario, a uccidere il proprio figlio se questi volesse impedirgli di “vivere la sua libertà”, poiché nemmeno la libertà sopporta più le leggi in sua difesa e di tutte le altre ritenute pervasive, in quanto l’assoluta libertà non pone limiti agli arbitrii e crea tensioni che suscitano ansietà.

Orbène,questo commento non riguarda la libertà civile bensì, quella di opinione e nessuna persona mi può suggerire che cosa devo fare della mia libertà di opinione, che non ha un carattere di sacralità, ma piuttosto quello di dover negare a chiunque la potestà d’impedirmela.

La stessa cosa si può affermare nei confronti della vita che non ha in serbo un valore assoluto, ma transitorio, e a nessuno è consentito il diritto di calpestarla. Ma se essa non possiede un valore assoluto, allora nessuno può vantare un diritto assoluto sù di lei….

E anche sulla mia morte!

Questa libertà “a tutto campo”, significa non assumersi responsabilità verso noi stessi e gli altri; significa vivere la percezione e il bisogno della propria sensualità; vuol dire abbandonarsi inconsciamente ai propri stimoli e disconoscere la propria realtà con il rammarico e la vergogna di sé, perché la libertà è la dimora infinita del potere e di un predominio che si manifestano nelle sue avversità, mentre la sua decadenza riflette l’onnipotenza della sua autodistruzione.

La libertà assoluta ci distrae dall’intraprendere un sentiero nella consapevolezza del limite e della misura, che non sono solamente limiti e misure, ma anche valide garanzie vòlte a tutelare la nostra persona e le sue necessità.

L’abrogazione dell’autorità non ci esenta, però, dalla condizione di sudditànza perché altri poteri sono pronti a condizionarci da ogni parte.

È l’autorità che sorregge la libertà, e se questa manca, ecco il materializzarsi di altri poteri occulti. Di solito, il potere che nasce dall’autorità è benefico; è malefico quello che nasce dal potere e l’odierna libertà non si avvale ormai di soli pensieri, ma per lo più, di desideri riconducibili a una istintiva ed emotiva condizione che, “obtorto collo”, non è pensante!

Diventa perciò importante parlare di libertà la quale, nella parvenza di beneficarci e di farci sentire persone capaci e creative, ci sospinge verso il tracollo come persone vanèsie che rifiutano di crescere per non dovere rinunciare alla straordinaria potenzialità dell’infanzia, aperta a ogni immaginazione di vita e capace di negarne la sua stessa esistenza, ma incapace di liberarci da quel vincolo di sottomissione per consegnarci al “destino”, fintantoché “libertà e automatismo” si contèmperano in “maniera armoniosamente perversa” e si apprestano all’uso della violenza nei confronti dell’altrui volontà.

Esiste come una sottile e impercettibile linea fra autonomia e automatismo: quest’ultimo tendente all’assoluto; ma l’arcana imprevedibilità del destino è quella di dire “un si alla vita” che nasce nel suo grembo, da cui l’uomo ne trae privilegi, ma del quale, egli non è il creatore ma solo il fruitore.

Arriviamo, pertanto, a capire come la libertà assoluta è un male assoluto, il male assoluto la libertà assoluta e l’opportunità di un abusare di persone e cose…. noi inclusi!

La libertà, circoscritta fra la sua nascita e lo sviluppo di eventi instaurati e perpetuati dalla volontà dell’uomo, “non è l’inizio e un fine” bensì, il “percorso e non una meta”.

L’assoluta libertà è un assiduo andare e tornare attraverso la creatività e il suo annientamento tanto che, alla fine della nostra esistenza, tutto si reiterà e tornerà come prima….

La libertà pone un fattore esistenziale e con esso l’esigenza di un’approfondita indagine per capire il comportamento e lo strascico con cui appropriarsene e disporne a piacimento. Alla fine non sarà questa libertà, imposta e sovrastante, a illuminare le nostre menti, a penetrare i nostri corpi, a scuotere le nostre coscienze bensì, un’altra, da sempre libera e ìnsita in noi per il volere dell’altissimo e offertaci come un dono meraviglioso della creazione e dell’infinito scorrere del tempo universale.

A compimento di questo mio scritto, desidero aggiungere alcune riflessioni importanti, imposte dalla morale, sulla libertà e dettate da una delle maggiori filosofe viventi: Agnes Heller; ungherese, ebrea a conclusione dei suoi studi ma, prima di tutto, per le sofferenze subite essendo scampata al totalitarismo di destra, il nazismo, poi al totalitarismo di sinistra, il comunismo.

Essa afferma:

“Solo se sono libera posso scegliere che cosa fare della vita”.

– “La libertà sia interiore e morale, sia quella civile è quella che non s’ingerisce nelle vite altrui e per me, è il valore supremo”.

“Nulla può sostituirsi alla libertà: non lo può fare la giustizia giacché la giustizia va fondata sulla libertà”. “Non lo può fare l’amore, giacché l’amore, per essere dignitoso, necessita della libertà”. “Non lo può fare l’utilità che senza libertà è inutile”.

 

Credo che la Heller voglia ribadire come la libertà sia un aperto conflitto per la libertà stessa di cui la filosofia non è chiamata a sostituirsi alla libertà, ma quello di risvegliarne la coscienza e la cultura.

Il pensiero della Heller riposa su una propria affermazione del pensiero italiano, secondo il quale: “la filosofia non è politica e non la influisce”.

I filosofi che intendono partecipare ad un dibattito di lotta politica non lo fanno, di certo in nome della filosofia. Infatti, se una persona partecipa ad un colloquio, lo fa a titolo personale e non in nome della filosofia.

È molto probabile che i filosofi credono di sapere ciò che gli altri non sanno.

Il compito dell’odierna filosofia non è di trasformare la politica in verità, ma quello di rendere più chiaro la coscienza della libertà!

 

Ascona, il mese di dicembre 2014

FABBRI GIANCARLO,

Membro della Società Svizzera

 

 

Dedicata al collega ing.

Marco Boccadoro

 

La presenza di Dio nella creazione universale

 

Il secolo da poco trascorso, ha portato con sé indimenticate e tragiche realtà a causa di insensati e irragionevoli conflitti, in cui fanno spicco le guerre mondiali (1915-18 e 1939-45) e dove la follia politica di regimi totalitari di destra, il nazismo e poi quello di sinistra, il comunismo, hanno provocato, più o meno, un venti milioni di morti. Inoltre, se teniamo conto dell’insensato degrado della natura a causa di inquinamenti, disboscamenti e di incendi provocati dall’uomo, ci troviamo di fronte a una totale follia umana, responsabile di una virulenta insorgènza del cancro.

Con l’inizio del nuovo secolo e del millennio, la presenza di una forza distruttiva potrebbe annientare ogni forma di vita sul pianeta che, visto da un’altra galassia, appare come un minuscolo satellite del sole; e come se non bastasse, esiste una potenza di calcoli elettronici in grado di controllare una quantità di persone superiore a quella di tutti gli abitatòri della terra.

Ecco che sorge allora in noi una pronta e spontanea riflessione: perché Dio non interviene e pone fine al ripetersi di una così immensa e tragica realtà? E noi tutti, d’ora in poi, come ci comportiamo nei confronti dell’esistenza di Dio?

Se l’uomo vivesse nell’immanenza, tutto ciò che lo circonda si esaurirebbe nella percezione sensoriale, come il risultato di un’evoluzione biologica; ma ne esiste anche una trascendentale, che và oltre quella biologica ed è il superamento culturale che ha consentito all’uomo di scoprire, nei laboratori di ricerca, un mondo superiore capàce di avere sconfitto le tante malattie dei nostri progenitori e di alcune odierne forme tumorali, che sono un’eccessiva proliferazione di cellule progressive e in apparenza controllate.

La vita media è molto aumentata grazie alle scoperte nel mondo in cui viviamo, che è regolato da “leggi universali e immutabili” di cui Galileo Galilei le aveva registrate nel libro della natura da circa quattrocento anni, dove ogni cosa trova una sua collocazione.

Se l’uomo intende sopravvivere, dovrà fare affidamento non solo alla scienza ma anche alla fede, perché scienza e fede rappresentano l’una, la sfera “immanentìstica” e l’altra, quella trascendentale.

L’uomo, che è in condizione di intelligere, ha inventato la scrittura con la quale ha saputo capire il pensiero dei grandi personaggi del passato e, nel contempo, ci lascia in eredità delle conoscenze intellettuali o psicologiche di una realtà che si è servita della matematica e della scienza; l’una come materia di rigide e logiche applicazioni; la seconda di rigorose sperimentazioni. La scienza parla di una logica che regge il mondo dell’universo con stelle e galassie che “non può scaturire dal caos primordiale” poiché; se esiste una logica, “deve esserci necessariamente un genio ideatore: Dio”!

Gesù, figlio di Dio, è parte della trascendenza della nostra vita e il volere disconoscere l’esistenza di Dio significa affermare che non esiste l’autore di quella severa logica che regge il mondo e tutto si concluderebbe nella sfera dell’immanenza; ma così non è, perché non esiste nessuna scoperta che contrasta la presenza di Dio.

L’ateismo, non risponde ad una logica teorica e a un’autorevole potestà bensì, a un comportamento umano nella convinzione di una fede proiettata nel nulla.

 

Ascona, dicembre 2014

 

Giancarlo Fabbri

Membro della società Svizzera di teosofia

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Indiana Jones : un teosofo d’inizio secolo ! nel TV film prodotto da George Lucas : “The Young Indiana Jones Chronicles – Journey of Radiance”

29 sabato Nov 2014

Posted by abcsocial in Articoli della Rivista Teosofica Ticinese

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Per chi non lo sapesse il nostro Indy ha conosciuto personalmente Jiddu Krisnamurti da bambino. Nel film Besant, Leadbeater, Krisnamurti e Indy ad Adyar.

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Indy : Membro onorario della Società Teosofica

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Presentazione dell libro “La Società Teosofica: storia, valori, realtà attuale”

22 sabato Nov 2014

Posted by abcsocial in Antonio Girardi, News, Newsletters Italiane

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Tag

teosofia


Care Sorelle e cari Fratelli,
                                            Vi giunga innanzi tutto un cordiale e fraterno saluto. Desidero segnalarVi un appuntamento Teosofico di grande importanza e significato, anche simbolico.
Il 5 dicembre prossimo – è un venerdì – alle ore 16,30 presso la sala Roccati del Circolo della Stampa, in Corso Stati Uniti 27, verrà presentato il libro “La Società Teosofica: storia, valori, realtà attuale”. Si tratta di un volume di oltre 300 pagine, curato dalla Segreteria Generale della S.T.I. e che ripercorre non solo le vicende storiche del movimento teosofico internazionale e italiano, ma illustra anche le ragioni profonde e gli scopi che hanno fatto sì che la Società Teosofica si diffondesse nel mondo e contribuisse in modo altamente significativo allo sviluppo di alcuni elementi importanti dello spirito del nostro tempo. Un volume inoltre che contiene approfondimenti su temi di grande importanza quali i Maestri, i rapporti fra Teosofia e Scienza, il significato profondo della Teosofia, con i suoi collegamenti culturali con il neoplatonismo e con la gnosi. Sono inoltre pubblicati documenti storici come il verbale di costituzione della Società Teosofica Italiana e il decreto di scioglimento della Società Teosofica Italiana da parte del regime fascista.
Alla luce di tutto questo spero di poter contare sula presenza di rappresentanti del Vostro Gruppo (o Centro).
In allegato troverete il programma dettagliato di questo incontro, che vuole essere per la S.T.I. di contatto e di dialogo anche con tutto il mondo esterno.
Confidando nella Vostra sensibilità, resto in attesa di un cortese cenno di riscontro e colgo l’occasione per un augurio di Ogni Bene.
                                                                                           Antonio Girardi
PRESENTAZIONE VOLUME SULLA ST (Torino 5.12.2014)

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Musica e geometria

11 martedì Nov 2014

Posted by abcsocial in Articoli della Rivista Teosofica Ticinese

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Fonte :

Bach, il preludio dalla Suite per Violoncello come non l’avete mai visto

 

 

La musica, diceva Sant’Agostino, è “scientia bene modulandi”, la scienza del “movimento ben regolato”. E per Lorenz Mitzler, allievo di Johann Sebastian Bach, “la musica è il suono della matematica”. Lo strettissimo legame tra matematica, geometria e musica affascina da secoli musicisti, filosofi e scienziati. Ma a volte un video è in grado di spiegare con un’immediatezza sconosciuta alle parole la magia che lega numeri e suoni. E’ il caso di Baroque.me, l’interattivo realizzato daAlexander Chen, direttore creativo del Google Creative Lab. Disegnando quattro sfere che incrociano le loro orbite con otto corde, Chen ha creato una straordinaria rappresentazione visiva dei rapporti matematici nascosti nel famosissimo preludio della prima Suite per Violoncello di Bach. Se mostrassero questo video nelle scuole, forse matematica, geometria e musica classica sarebbero meno indigeste. Non pensate?

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– La presenza della chiesa e gli uomini del mondo – Giancarlo Fabbri

23 giovedì Ott 2014

Posted by abcsocial in Antonio Girardi

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– La presenza della chiesa e gli uomini del mondo –

 

 

Su autorevoli quotidiani e televisioni di alto indice di ascolto è apparsa la notizia della convocazione di un sìnodo con l’obiettivo di affrontare temi riguardanti l’omosessualità dal titolo: “ Le persone omosessuali hanno doti e qualità da offrire alla comunità cristiana”; e come se non bastasse è arrivata la dichiarazione di un eminente cardinale che afferma di avere conosciuto “una esemplare coppia di omosessuali”. Il tutto è accettabile e comprensibile ma si trae un’umana benevolenza per un singolo caso tralasciando il resto dell’umanità: è ovvio che qualcosa sfugge a una realtà concreta e a una concezione logica per trarne un giudizio generico da un singolo caso.

La chiesa, dopo secoli di silenzioso oscurantismo che l’aveva contraddistinta, si manifesta, fa sentire la sua voce e decide di aprirsi alla mondana caducità commettendo una ingannevole imprudenza: quella di avere tessuto le doti e le qualità degli omosessuali, mentre il presupposto sarebbe stato quello di affermare che le doti e le qualità non dipendono da una tendenza sessuale, perché possono trovarsi o non trovarsi tra gli omosessuali o gli eterosessuali e perché vi sono omo o etero che conducono una vita di grande dignità ed onestà di coscienza, e altri che la disertano.

Anche nell’elogio e nel plauso verso i divorziati o i separati, la chiesa non dice tutta la verità sull’argomento, poiché le doti e le qualità umane non dipendono dallo stato civile; ed è altrettanto ipocrita nell’affermare “imperfette” le unioni omosessuali o le coppie non sposate come se la perfezione esistesse solo nei rapporti statuiti per legge. Si tratta di un “perfettismo” inopportuno e sconveniente mentre sarebbe stato meglio parlare di unioni e famiglie con un valido fondamento sociale, religioso e culturale e aperto al progresso dell’umanità.

È noto il disinteresse e l’insensibilità della chiesa nelle vertenze umane e ora non può cercare o pretendere di placare gli antichi dissapori verso l’omosessualità e gli omosessuali attraverso degli “accorgimenti omofiliaci”, proiettati verso la modernità e dove il termine emofilia è sinonimo di omosessualità.

È sufficiente che la chiesa si faccia carico dell’uomo aldilà di ipotetiche apparenze, di indizi o preferenze sessuali. Se poi tutto ciò non fosse conforme all’ordine naturale delle cose, essa dovrebbe prestargli delle amorevoli cure però prive di qualunque ingerenza, perché è l’uomo che deve convertirsi a lei secondo i principi cristiani e perché la chiesa è sempre pronta ad accoglierlo con tanta clemenza e infinito perdono, nonostante non sia né perfetto né inaffidabile e, soprattutto, incapace di dominare le proprie debolezze.

È giunto il momento delle certezze e la chiesa non può rincorrere i giorni dell’uomo che mutano e passano veloci bensì, deve rimanere il punto di riferimento e l’incrollabile caposaldo della sua vita altrimenti, continuando su questa strada, essa dovrà ricorrere a degli espedienti per sostenere che la beatitudine celeste si può conseguire senza il bisogno di credere in Dio.

Sono passati due millenni dal sacrificio di Gesù per espiare le mancanze degli uomini ma poco è cambiato d’allora per una mancanza di vero amore – quello della chiesa e degli uomini – che avrebbe potuto evitare tante sprezzanti ed oltraggiose derisioni che Dio non ha di certo apprezzato.

È il cammino della storia nel mondo, che non cambia e si replica senza speranza e senza arrivare ad un adempimento.

 

Ascona, novembre 2014

Fabbri Giancarlo

“Membro della Società Teosofica Svizzera”

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