• Contatto
  • Edizioni Teosofiche Ticinesi. ETT
  • International Center
    • Meetings, seminars, short and long stays
  • Letture
    • Video
  • Monte Verità
  • Nel mondo
  • Per partecipare (Ascona o Lugano)
    • Per iniziare con la Teosofia
  • Scopi
    • Relazioni e verbali
    • Statuti
  • SEMINARIO Europeo annuale
  • Theosophie in der Schweiz
    • GENÈVE/LAUSANNE

Rivista Teosofica Svizzera/Ticinese (ADYAR)

~ Società Teosofica Ticinese ri-fondata il 29/9/2009.

Rivista Teosofica Svizzera/Ticinese (ADYAR)

Archivi della categoria: Andrea Biasca-Caroni

Dalla conoscenza alla saggezza …

09 venerdì Ago 2013

Posted by abcsocial in Andrea Biasca-Caroni, Articoli della Rivista Teosofica Ticinese, News

≈ 1 Commento

Tag

Agosto, Dalai Lama, Italy, Mongolia, Naarden, Sapienza University of Rome, Scuola Estiva dei Paesi Latini, Socrate


English: The Tenth Dalai Lama, Tsultrim Gyatso

English: The Tenth Dalai Lama, Tsultrim Gyatso (Photo credit: Wikipedia)

Dalla conoscenza alla saggezza

(relazione di Andrea Biasca-Caroni da tenersi alla scuola estiva dei paesi latini, Naarden, Olanda, Agosto 2013)

da LA VOCE DEL SILENZIO :

Il nome della prima Aula è IGNORANZA, Avidyâ. E questa l’Aula in cui hai visto la luce, in cui vivi e morrai.

Il nome della seconda è Aula della CONOSCENZA.

L’Anima tua vi troverà i fiori della vita, ma un serpente attorto sotto ogni fiore.

Il nome della terza Aula è SAGGEZZA, al di là si stendono le acque senza spiagge di AKSHARA, la Fonte indistruttibile dell’Onniscienza.

Se vuoi attraversare incolume la prima Aula, non lasciare che la tua mente confonda i fuochi del desiderio, che vi ardono, con il sole della vita.

Se vuoi attraversare incolume la seconda, non fermarti ad aspirare la fragranza dei suoi fiori inebrianti. Se vuoi liberarti dalle catene karmiche, non cercare il tuo Guru in queste regioni mâyâviche.

I SAGGI non si attardano nei giardini dei sensi.

I SAGGI non curano le voci seduttrici dell’illusione.

Cerca chi deve darti la nascita  nell’Aula della Sapienza, nell’Aula, che si trova al di là, dove le ombre sono ignote, e dove la luce della verità splende con gloria imperitura.

11th Dalai Lama http://www.simhas.org/files/11...

11th Dalai Lama http://www.simhas.org/files/11Dalai.JPG (Photo credit: Wikipedia)

Quando ho letto il titolo della relazione che mi è stato richiesto di tenere qui a Naarden ho subito pensato a questi versi. Per qualche mese ho riflettuto sulla portata vitale di questo sentiero e del chiaro pericolo indicato da queste indicazioni avanzare correttamente sulla via del discepolato. Non ci sono scappatoie… non c’è eccezzione alcuna : i saggi non si attardano nei giardini dei sensi, i saggi non curano le voci seduttrici dell’illusione…

È quello che succede nelle nostre vite quando dopo qualche anno di cammino ci accorgiamo che i discorsi intellettuali lasciano il tempo che trovano… dalla conoscenza alla saggezza… l’indizio è chiaro : la conoscenza non è un punto d’arrivo, semmai una partenza per raggiungere la meta che è la saggezza. Sembra quando si dice che la saggezza è quello che rimane una volta che si è dimenticato tutto quello che abbiamo studiato… è come un precipitato alchemico di un processo che si è svolto dentro che mi ha fatto attraversare il deserto della Mongolia per raggiungere nulla, solo per il viaggio e per arrivare dove non c’era nessuno per 2000 kilometri. Sembra arrivare alla muraglia cinese dopo aver sentito i racconti su Gengis Khan e il Dalai Lama… la storia di monaci mongoli trucidati dai comunisti russi… e poi arrivare e vedere la muraglia cinese in pasto ad una troupe televisiva che fa le prove delle gare ciclistiche che verranno trasmesse al mondo… fanno le prove perché il mondo deve vedere un’immagine e non la realtà spontanea della Cina… maya è già di suo illusoria… se poi controlliamo tutto quello che traspare fino al millimetro l’illusione aumenta e si amplifica…

“Conoscenza” è un termine che può assumere significati diversi a seconda del contesto, ma ha in qualche modo a che fare con i concetti di significato, informazione, istruzione, comunicazione, rappresentazione, apprendimento e stimolo mentale.

La conoscenza è qualcosa di diverso dalla semplice informazione. Entrambe si nutrono di affermazioni vere, ma la conoscenza è una particolare forma di sapere, dotata di una sua utilità. Mentre l’informazione può esistere indipendentemente da chi la possa utilizzare, e quindi può in qualche modo essere preservata su un qualche tipo di supporto (cartaceo, informatico, ecc.), la conoscenza esiste solo in quanto c’è una mente in grado di possederla. In effetti, quando si afferma di aver esplicitato una conoscenza, in realtà si stanno preservando le informazioni che la compongono insieme alle correlazioni che intercorrono fra di loro, ma la conoscenza vera e propria si ha solo in presenza di un utilizzatore che ricolleghi tali informazioni alla propria esperienza personale. Fondamentalmente la conoscenza esiste solo quando un’intelligenza possa essere in grado di utilizzarla.

In filosofia si descrive spesso la conoscenza come informazione associata all’intenzionalità. Lo studio della conoscenza in filosofia è affidato all’epistemologia (che si interessa della conoscenza come esperienza o scienza ed è quindi orientata ai metodi ed alle condizioni della conoscenza) ed alla gnoseologia (che si ritrova nella tradizione filosofica classica e riguarda i problemi a priori della conoscenza in senso universale).

La Saggezza per i filosofi

Socrate, definito dalla Pizia “il più saggio”, scopre che la saggezza consiste nel “sapere di non sapere”. Al concetto corrente di saggezza, insieme alle altre virtù, applica il metodo della maieutica per mettere in luce le contraddizioni nel pensiero corrente in materia.

Platone nel dialogo Carmide esprime l’idea che la saggezza sia essenzialmente temperanza (sophrosyne).

Per Aristotele era una delle virtù dianoetiche, cioè relative alla ragione vera e propria (dunque non relativa al carattere, o ethos). Egli stabilisce che la saggezza è la via per raggiungere la sapienza e questa conduce alla felicità.

La saggezza (sapiens), secondo Seneca, è caratterizzata da due elementi: la costanza e l’imperturbabilità.

La saggezza per il Buddhismo

« Non fatevi guidare dalla tradizione, dalla consuetudine o dal sentito dire; dai testi sacri, dalla logica o dalla verosimiglianza, né dalla dialettica o dall’inclinazione per una teoria. Non fatevi convincere dall’apparente intelligenza di qualcuno o dal rispetto per un maestro… Quando capite da voi stessi che cosa è falso, stolto e cattivo, vedendo che porta danno e sofferenza, abbandonatelo … E quando capite da voi stessi che cosa è giusto … coltivatelo. »

Il Buddhismo s’interessa di quegli aspetti dell’esistenza che sono osservabili invece dell’attaccamento a un credo. Tutto va verificato empiricamente. La verità è vissuta differentemente dalle persone. Ciò che veramente conta è la validità dell’esperienza, e se tale esperienza conduce a un modo di vivere più saggio e compassionevole.

Nella prima aula si parla di non confondere i fuochi del desiderio con il sole della vita e per superare la seconda della conoscenza si tratta di non fermarsi ad aspirare la fragranza dei suoi fiori inebrianti… non cercare il Maestro in queste regioni mayaviche….

Ecco ora inizia la farina del mio sacco… è circa da quando avevo 12 anni che mi interesso di occulto… prima l’astrologia, poi il buddhismo zen poi … l’adolescienza e i casini e poi rimettere in ordine tutto il casino che si è aperto avendo cominciato tropppo presto e senza guida… il fai da tè e l’età immatura non sono adatti al sentiero, ve lo garantisco. Ma quì in occidente di maestri se ne incontrano ben pochi e col passar del tempo dopo aver cercato e trovato, perso e imparato e disimparato mi rendo conto che il viaggio è quello che conta… non si ottiene niente eppure si ottiene tutto andando avanti nella vita spirituale… ho frequentato monasteri buddhisti, gruppi di teosofi, sono entrato di sfroso e ho partecipato al culto mussulmano… sono persino andato a messa per parecchi anni e poi ho mollato tutto e lo continuo ogni giorno… credo che la giostra sia continua e la vita può anche essere lunga, se hai fortuna. Oggi non so dove sono. So che devo parlare per almeno 20 minuti e siccome mi sono abituato a parlare a braccio adesso che devo scrivere la conferenza sono imbarazzato, infastidito e non ho nessuna ispirazione. Il fatto che si debba tradurre in francese poi mi rende ancora peggio disposto… mi sta prendendo una malavoglia e una specie di infantile ritrosia. L’ego si fa sentire… lo sento che comincia a scalciare e tenta di far bollire le passioni… tenta di pescare nel torbido per impedirmi di redigere questa conferenza… ecco la questione è chiara ? Ora penso che la chiave sia essere consapevole di cosa capita dentro quando si cerca di trovare il bandolo della matassa. Quando scrivo capita qualcosa dentro che cerca di rendre tutto confuso e senza scopo… cerca di riappiattire tutto e cancellare ogni progresso… la marea sale e solo il fatto di saperlo rimette apposto le cose. Questa capacità di andare avanti perché consapevoli di cosa sta capitando dentro credo arriva dopo che si è abbandonata l’aula della conoscenza… non è più una questione di nozioni o di conoscenze : si tratta di essere in contatto con quello che succede dentro di noi in maniera onesta. Le voci dell’illusione sono le nebbie dentro che salgono e rendono tutto vano. Sono insidiose perché sembrano reali… finché non mi rendo conto che il funzionamento del piccolo io è questo non c’è scopo a continuare la ricerca… ma per andare avanti è necessario cadere nella trappola e superarla costantemente finché non si arriva ad una regione libera da queste insidie… si rimane in questa condizione di schiavitù dall’io per chissà quante incarnazioni e quasi tutte le persone con cui abbiamo a che fare sono chiuse dentro un sistema illusorio di credenze, falsi miti, cultura, tradizione, schemi e convenzioni sociali che fungono da rete all’interno della quale ci tiene schiavi l’io.

“non fermarti ad aspirare la fragranza dei suoi fiori inebrianti. Se vuoi liberarti dalle catene karmiche, non cercare il tuo Guru in queste regioni mâyâviche”

maya, l’illusione :

Il velo di Maya

Con l’espressione Velo di Maya, coniata da Arthur Schopenhauer nel suo Il mondo come volontà e rappresentazione, si intendono diversi concetti metafisici e gnoseologici propri della religione e della cultura induista e ripresi successivamente anche da vari filosofi moderni. Arthur Schopenhauer nella propria filosofia sostiene che la vita è sogno sebbene questo “sognare” sia innato (quindi la nostra unica “realtà”) e obbedisca a precise regole, valide per tutti e insite nei nostri schemi conoscitivi.

Questo «velo», di natura metafisica e illusoria, separando gli esseri individuali dalla conoscenza/percezione della realtà (se non sfocata e alterata), impedisce loro di ottenere moksha (cioè la liberazione spirituale) tenendoli così imprigionati nel samsara ovverosia il continuo ciclo delle morti e delle rinascite. Similmente alla metafora della caverna di Platone, l’uomo (e quindi l’intera umanità) è presentato come un individuo i cui occhi sono coperti dalla nascita da un velo, liberandosi dal quale l’anima si risveglierà dal letargo conoscitivo (o avidyã, ignoranza metafisica) e potrà contemplare finalmente la vera essenza della realtà.

Le numerose ed eterogenee correnti induiste attribuiscono significati e funzioni differenti a questo concetto: le correnti dualistiche (come ad esempio gli Hare Krishna) la interpretano come il «velo» che separa l’essere individuale dal riscoprire la propria relazione con Dio, che essi identificano con Krishna; mentre presso le scuole moniste (come, ad esempio, l’Advaita Vedānta) questo «velo» è rappresentato dall’identificazione con il corpo, con la mente, con l’intelletto e con la propria stessa individualità, il senso dell’io (ahamkara), ovvero tutto ciò che ricopre e riveste l’Ātman (unica entità eterna ed immortale), impedendo di riconoscere la propria identificazione con esso ed illudendo così l’anima individuale di essere un individuo distinto dal tutto.

Punto zero :  L’illusione di essere un io separato dal tutto. La vera consapevolezza rappresenta questo. Essere, sperimentare una stato di coscienza unitario, dove c’è la diretta percezione di essere illusi nella separazione. Un’esperienza è fatta di rappresentazione essenzialmente, ma in realtà l’esperienza è data dal non essere consapevoli di proiettare sullo schermo della “realtà” la propria mente. La mente non è illuminata e le ombre danzano nelle nostre vite nel samsara, si ripetono finché non ci svegliamo… Cosa ci fa cercare il risveglio ? La sofferenza ? L’inutilità della vita ? Il dolore e la depressione ? L’intima consapevolezza della precarietà dell’esistenza e la sua ineluttabile ripetitività … non se ne esce ! Mi sono addormentato nello scrivere quest’ultima frase, ahaha ! Il problema di avere il letto di fianco al computer ! Ho letto alcune pagine di “Storia dell’eternità” di J.L. Borges e mi stupisco ogni volta di come si possa scrivere citando mille cose con una agilità e scioltezza così naturale. Ah ! Che invidia ! Ogni volta che leggo un grande mi ripeto… nella prossima vita ! Certo perché il più crudele giudice della condizione umana è il confronto con i grandi della storia e la tremenda consapevolezza di non essere come loro ! Se non pui essere il sole accontentati di essere l’umile pianeta e vivi di luce riflessa… la vera saggezza sta nell’accontentarsi di chi si è senza smettere di migliorarsi… si provarci e riprovarci… e poi una volta toccato il fondo rendersi conto che solo chiedendo l’intervento di un maestro o del padre o di qualcun’altro a volte è possibile risalire. Che destino ! Poi risalgo… il lavoro di servizio fa il resto… la direzione giusta intrapresa fa il suo effetto. Faccio un lavoro di servizio, mi occupo di ospitare chi desidera studiare la teosofia e servo chi ne ha bisogno… prima cercavo il potere… ora ho il potere… di servire ! Che è poi l’unico potere che esiste a ‘sto mondo. La conoscenza ? Boh ! Di cosa stavamo parlando ?

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
  • Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
  • Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit
  • Condividi su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr
  • Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
Mi piace Caricamento...

Dalai Lama is member of the Theosophical Society

02 giovedì Mag 2013

Posted by abcvisibility in Andrea Biasca-Caroni, Articoli della Rivista Teosofica Ticinese

≈ Lascia un commento

Tag

Buddhism, Chicago, Dalai Lama, Religion and Spirituality, Theosophical Society


English: Theosophical Society Building in Chri...

English: Theosophical Society Building in Christchurch – entrance detail. (Photo credit: Wikipedia)

English: The Eighth Dalai Lama, Jamphel Gyatso

English: The Eighth Dalai Lama, Jamphel Gyatso (Photo credit: Wikipedia)

English: The Seventh Dalai Lama, Tsangyang Gyatso

English: The Seventh Dalai Lama, Tsangyang Gyatso (Photo credit: Wikipedia)

English: The Tenth Dalai Lama, Tsultrim Gyatso

English: The Tenth Dalai Lama, Tsultrim Gyatso (Photo credit: Wikipedia)

Gendun Drup, 1st Dalai Lama

Gendun Drup, 1st Dalai Lama (Photo credit: Wikipedia)

English: The Sixth Dalai Lama, Tsangyang Gyatso

English: The Sixth Dalai Lama, Tsangyang Gyatso (Photo credit: Wikipedia)

Dalai Lama

Dalai Lama (Photo credit: Joi)

Theosophical Seal (version of emblem of Theoso...

Theosophical Seal (version of emblem of Theosophical society, adopted late 19th century): Two interlaced triangles (a form of the star of David), Ouroboros snake, swastika, ankh, Om etc. (Photo credit: Wikipedia)

Theosophical Society Seal

Theosophical Society Seal (Photo credit: Wikipedia)

http://www.theosophical.org/news/dalai-lama-2011/uic-event-video

The Theosophical Society in America invited the Dalai Lama to speak as part of the Theosophical Society’s annual conference. This program, which was given at the University of Illinois, was emceed by Bill Kurtis of WBBM-TV. The staging was conceived by and implemented under the direction of Jim Lasko of Redmoon Theater in collaboration with Chicago-land representatives of many of the world’s faith organizations.

Related articles
  • A Quotation About Children From The Dalai Lama (renardmoreau.wordpress.com)
  • The Dalai Lama on the Ultimate Source of Happiness (toddlohenry.com)
  • Dalai Lama continues to say women ‘hold up the world’ (womennewsnetwork.net)
  • Another Wise Quote From The Dalai Lama (renardmoreau.wordpress.com)
  • Dalai Lama: I would be pleased if my successor was female (telegraph.co.uk)
  • Dalai Lama plans October visit to Emory University (onlineathens.com)
  • Careful thought on Dalai Lama’s Dunedin speech (nzherald.co.nz)
  • Dalai Lama plans October visit to Emory University (sfgate.com)
  • Dalai Lama Urges End to Religious Violence in Burma (irrawaddy.org)

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
  • Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
  • Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit
  • Condividi su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr
  • Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
Mi piace Caricamento...

Teosofia ed Esoterismo : l’asse Ascona-Monaco-Zurigo

12 venerdì Apr 2013

Posted by ancaroni in Andrea Biasca-Caroni, Articoli della Rivista Teosofica Ticinese

≈ Lascia un commento


images900clicca qui per continuare a leggere 

 

46.157320 8.777356

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
  • Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
  • Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit
  • Condividi su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr
  • Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
Mi piace Caricamento...

Evoluzione e prospettive teosofiche, Ascona 2013, Andrea Biasca-Caroni

13 mercoledì Mar 2013

Posted by ancaroni in Andrea Biasca-Caroni, Articoli della Rivista Teosofica Ticinese

≈ Lascia un commento

Tag

Alain di Leo, Andrea Biasca-Caroni, ascona, Besant, Big Bang, Catene, Evoluzione, Manvantara, Monte Verità, Nassim Haramein, Razze, Ronde, Sottorazze


Scan-1 1

Diagramma II

Tavola A

classi

Tavola D

Tavola delle corrispondenze

Tavola E Tavola F

tavole delle altre razze non inserite

Evoluzione e prospettive teosofiche

Relazione di Andrea Biasca-Caroni tenutasi al seminario Europeo della Società Teosofica, Ascona, Monte Verità marzo 2013

http://www.teosofia.ch

Evoluzione è una parola rassicurante, mi fa pensare al fatto che quello che succede è iscritto in un piano divino che va in una direzione di miglioramento, di crescita e superamento della dimensione contingente.

Pensare all’evoluzione significa tentare di descrivere qualcosa che sfugge alla nostra comprensione… il mio tentativo è forse destinato a fallire… ma a me piacciono le sfide impossibili e quindi ora mi butto.

Immaginiamo l’inizio di un manvantara :

Tutto è riassunto in un punto senza dimensione, e per tutto intendo proprio tutto… significa che il tempo al di fuori di quel punto non esiste… e non esiste neppure nel punto perchè in un punto non c’è spazio (nemmeno per un attimo !!!)-

L’implicazione di quest’affermazione è estremamente vasta… oserei dire infinita e quindi la mia conferenza durerà all’infinito… no scherzo… avevate paura eh ??

Seriamente : lo spazio non esiste quindi e nemmeno il tempo nel punto (Pralaya)… ad un certo momento (però dire momento è assurdo perché il tempo non esiste e quindi siamo in un paradosso… beh insomma : evitiamo di fissarci e facciamo cominiciare ‘sta manifestazione… booommm Manvantara o Big Bang … significa che se tutto era riassunto in un punto e fuori non c’è nulla bisogna farsi spazio in questo punto… Mi ricordo Phan Chon Ton che aveva descritto in una delle sue ultime conferenze, (se non sbaglio a Porto) che la manifestazione va vista come un bicchiere d’acqua col sapone e Dio soffia con una cannuccia (Fohat, l’alito Divino… e a guidicare dal casino che c’è su questa terra secondo me aveva anche un po’ bevuto quella sera… ma questo è un altro discorso…) e fa delle bolle (quando Dio gioca alle bolle di sapone viene fuori l’universo… dev’essere bello grosso Dio !!!). Queste bolle non sono altro che spazio libero nel nulla a densità infinita… in pratica quando poi l’universo finisce implode… si sgonfia !!! se ci pensiamo i nostri atomi non sono altro che neutroni con degli elettroni che gli girano attorno ad una distanza che per farvi capire : se un neutrone fosse grande come una capocchia di spillo gli elettroni sarebbero sulla luna… capite quanto tutto sia vuoto ???  La materia che ci sembra così solida in realtà è una frequenza energetica molto bassa… che in termini di percezioni è solida… ma sempre energia è !!! Poi teniamo presente anche la meccanica quantistica che dice che questi elettroni non si sà esattamente su quali orbite girino… l’osservatore che tenta di scoprirlo ne influenza il comportamento : e per dirla in termini filosofici : l’osservatore è l’osservato (se uno influenza l’altro la separazione è solo apparente…) ecco perché è sempre necessario prendere un punto di vista diverso quando pensiamo  alla natura ultima della realtà.

Bene… ora pensiamo come faccia questo universo a manifestarsi : pensiamo alla conformazione dello spazio : ci sono i buchi neri… come fossero lo scarico del lavandino che riporta tutto nel nulla… avvicinandosi ad essi si scompare nel non manifesto ok ? ma allora dove nasce il tutto ? Se ci pensiamo bene la creazione è costante : pensate a come sono i pianteti ? Un nocciolo duro che si è solidificato in seguito alla rotazione… su pianeti ancora allo stato non solido si può constatare che la rotazione… lo spin è la costante universale : in pratica… guardate un uragano : sembra un vortice, come lo sono gli elettroni, pensiamo alla rotazione dei pianeti attorno al sole in 3 dimensioni : il sole si sposta nella galassia in un movimento a spirale 3d e i pianeti gli girano attorno seguendolo nella sua peregrinazione… ogni momento dell’universo è diverso… questa è la creazione : il tempo segna un momento differente della coscienza di Dio che si manifesta. Pensate alle eliche del DNA che sono un po’ come il movimento del sole con i pianeti che ci girano attorno. Con quattro Basi azotate (adenina, guanina, citosina e uracile) è possibile codificare tutte le informazioni che compongono poi il corpo fisico umano… incredibile no? L’universo fisico è il corpo di Dio !!! Tutto è vivo ed è solo ad uno stadio evolutivo differente. I minerali sono un momento dell’evoluzione dove lo spirito si sta evolvendo in modo lentissimo (pensiamo ai minerali e alla loro “intelligenza” fisica incredibile e alle proprietà che possono trasmettere al nostra composizione… anche spirituale ! leggevo in un libro di una signora simpaticissima che diceva che quando compriamo un cristallo è come essere al canile. Tutti (i cristalli come i cagnolini) sperano di essere scelti e di trovare un buon padrone e una bella casa !!! Nelle piante poi lo spirito è un pochino più libero di esprimersi e poi nell’animale … beh forse vado un po’ in fretta. Ritorniamo alla nascita dell’universo, eravamo a queste bolle che fanno spazio in questa massa densissima… le bolle sono il Koilon, le particelle primordiali (ma i Bosoni di Higgs cosa sono in termini teosofici ?…) che si arrotolano in spirali tridimensionali le quali fanno lo stesso non so quante volte (7 ?) e creano gli elementi… esteriormente credo che tutto sia solo un ammasso a di fuoco visto che dal non manifesto siamo passati nel manifesto … immaginate l’attrito !!! pensate ad una meteorite che arriva nell’atmosfera e si incendia… da vuoto all’aria l’attrito a quella velocità basta per incendiare e quasi distruggere un sasso… ora pensate di passare al vuoto del nulla verso la manifestazione : un calore pazzesco !!! Strano però che poi le cose si organizzino in un certo modo, non trovate ? in fondo la termodinamica dice andiamo verso il caos e che ci vuole lavoro per vincere questa tendenza : Dio deve essere un gran lavoratore se questo corpo vive e funziona !!! Finché lo spirito anima la materia cè organizzazione e manifestazione ! Torniamo alla questione del tempo pero`: lo spazio e il tempo non sono cose fisse : pensiamo alla relatività di Einstein (che era un tipo tosto a quando ho sentito… l’atomo anche se è piccolo ha fermato i Giapponesi che stavano per rompergli le scatole anche in America !!! In una di queste case qua vicino viveva l’uomo con la ditta più grossa del mondo che avendo sposato un’ebrea è dovuto scappare in America anche lui quando il male ha cercato di prendersi la terra… sto divagando ma è strano come ordine e bene siano amici e caos e male nemici… poi ci sono delle deviazioni nel corso dell’evoluzione dove sembra che il caso prevalga… ma Dio è un gran lavoratore e mette apposte le cose, è una questione di tempo !!) Bene torniamo ad Einstein : alla velocità della luce lo spazio si curva e il tempo rallenta… quindi secondo me non essendo il tempo una variabile fissa universale la nostra dimensione, dove e quando ci manifestiamo dipende dal nostro livello evolutivo e la manifestazione esiste sempre in contemporanea con il Pralaya (la non-manifestazione). Se  i buchi neri sono lo scarico verso il non manifesto… il rubinetto da dove esce l’acqua è ovunque, in ogni bolla di Koilon che viene soffiata dal creatore… la creazione è sempre in azione e anche la distruzione… la variabile tempo è solo una nostra percezione dovuta alla struttura fisica della nostra mente. Ia coscienza arriva in una dimensione senza tempo… nell’eterno, immutabile… capite che significa ? Almeno intellettualmente si riesce ad intuirlo… ecco poi dobbiamo realizzarlo nella pratica, e li le cose cambiano perché la cartina non è il territorio, e diventare tale coscienza, beh è un lavoro lungo, di molte vite ! E` solo una questione di evoluzione spirituale il dove, come e quando ci troviamo alla luce dei ragionamenti appena esposti.

Dire uomo significa parlare di uno stato evolutivo dove 3 correnti evolutive si incontrano : quella materiale, quella mentale e quella spirituale… La nostra costituzione dipende da queste tre correnti che fanno il loro lavoro in noi. Prendiamo il corpo astrale per esempio : la sua materia per esigenze evolutive discendenti vibra il più possibile ed è solo grazie ad una attenzione costante, a vigilanza mentale, meditazione e studio che riusciamo a dominarlo (anche se angosce, paure, emozioni e passioni continuano ad attraversarlo lo stesso). La sua direzione evolutiva naturale sarebbe quella del massimo casino possibile e darebbe manforte alla struttura separativa ed accentratrice dell’ego. Cos’è l’ego ? L’ego non è altro che il risultato dell’evoluzione della prima catena, il primo corpo di Brahma, del nostro sistema, quella dell’oscurità che da come risultato Ahmkara (quello degli Asura per intenderci). Il principio separativo di esseri spirituali molto evoluti, ma ribelli e turbolenti che contengono la facoltà produttrice dell’io, necessaria per l’evoluzione umana. (Dalla prima conferenza della “Genealogia spirituale dell’Uomo di Annie Besant”). Vediamo che quindi l’io è necessario alla prima fase evolutiva (chiamiamola egoista) dell’uomo. In una fase di contrasto e auto affermazione dove vengono sviluppate molte delle capacità che vengono poi messe al servizio del prossimo una volta compiuta la conversione, il riorientamento animico verso una dimensione di superamento dell’io. Tutto è sempre una questione di fase evolutiva in cui si trova l’individuo e quindi è necessaria grande cautela e astensione dal giudizio onde evitare grossolani errori di valutazione.

La materia mentale per andare oltre appartiene alla corrente evolutiva mentale e l’evoluzione consiste nel ordinare e strutturare un tipo di materia dalle vibrazioni molto elevate e “nervose”… pensiamo ai pensieri che se non dominati e ridotti all’obbedienza affollano la mente in disordine e saltano come una scimmia di ramo in ramo in maniera anarchica e disorganizzata. Ecco in cosa consiste l’evoluzione : lavoro in favore di ordine… un ordine superiore prestabilito dagli archetipi e realizzato in 7 fasi : 3 discendenti di materializzazione, 1 di conflitto e trasferimento delle qualità ottenute attraverso questa discesa nella materia da parte degli involucri più densi allo spirito in un certo qual modo “ignorante”, 3 di risalita e riorganizzazione dove gli archetipi vengono realizzati in maniera sempre più dettagliata su piani superiori. Capite ? Lo spirito per materializzarsi necessita di rivestrirsi di Uphadhi (veicoli) sempre più densi pur mantenendo il contatto con l’assoluto inconoscibile. La monade non è altro che un adombramento, un primo livello di separazione dall’unità spirituale per tuffarsi nel manifestato… in se lo spirito non si manifesta in maniera unitaria… da quando comincia a manifestarsi di separa, si ricopre, vibra ad una frequenza e questa vibrazione scendendo di frequenza diventa la materia. Tutto è vibrazione, logos, parola… a diverse frequenze. La realtà che viviamo è fatta di atomi composti da neutroni ed elettroni, i quali girano ad una distanza che facendo un paragone e pensando ad nucleo dell’atomo come ad una capocchia di spillo dovremmo situare il suo elettrone alla stessa distanza che c’è fra la terra e la luna (la terra come nucleo, la luna l’elettrone). Tutto è essenzialmente vuoto e rimane apparentemente in forma, cioè manifestato, grazie alla vibrazione costante che gli permette di non collassare. La materia non collassa per un equilibrio delicatissimo fra materia e antimateria. Basterebbe uno squilibrio infinitesimale fra le due per una frazione di secondo a far sparire tutto e terminare questa lunghissima conferenza per esempio ! Il bello poi è che questo non deve neppure essere il primo universo perché é palesemente frutto di gerarchie creatrici che hanno raggiunto la maturità in universi passati e ora creano quello che esiste, o l’hanno fatto. Per citare Besant : L’Evoluzione Intellettuale, rappresentata dai Manasadhyani (o Deva solari, o Pitri Agnisvatta), “coloro che forniscono all’uomo l’intelligenza e la coscienza” e : 3. L’Evoluzione fisica, rappresentata dai Chhaya dei Pitri Lunari attorno ai quali la Natura ha plasmato il corpo fisico odierno.

1. L’evoluzione monadica che riguarda il progresso della monade stessa in unione con le altre due correnti.

Facciamo un saltino indietro : allora riassumendo :

Ishvara (luce infinita) si manifesta nei suoi tre poteri (la Trimurti) Brahma, Vishnu e Shiva (creativo, conservativo e distruttivo) che sono poi i 3 Logoi della teosofia (perché l’idea del suono che crea, sostiene e distrugge…). Attorno a questa Trimurti si vedono i frutti di universi passati giunti a questa grande altezza spirituale.

In seguito ci sono i 7 pianeti sacri che regnano sui dodici segni zodiacali, o dodici ordini creatori dell’universo vedi tavola diagramma I

Ricerche e referenze correlate :

Deva e Asura  

Nella tradizione vedica  un gruppo di 33 divinità e demoni che governavano le regioni di cielo, aria e terra, e assistevano l’umanità con i loro poteri benigni. Nella lotta cosmica tra le forze dell’ordine e il caos, ai Deva si contrapponevano i demoniaci Asura. Questo conflitto è rappresentato nel mito che narra che gli dei più potenti sradicarono il monte Mandara, vi avvolsero attorno il serpente Vasuki e lo scagliarono nell’oceano; i Deva tiravano il serpente da una parte, gli Asura dall’altra, finché l’oceano diventò burro. Ne emersero infine il Sole e la Luna, seguiti da Dhanvantari, medico degli dei, che portava l’elisir dell’immortalità.In un altro mito una battaglia infuriò tra Deva e Asura per centinaia di anni; i Deva furono messi in fuga dal demone bufalo Mahisha, ma si salvarono grazie alla collera di Vishnu e Shiva, così violenta da materializzarsi nella forma della divinità Durga, che ebbe la meglio sul bufalo. In numerosi miti gli Asura ottennero l’aiuto di Brahma, che consentì loro, ad esempio, di costruire tre grandi città da cui dominare le regioni di cielo, aria e terra. All’apice della gloria, tuttavia, le città degli Asura furono ridotte in cenere da Shiva e gli stessi Asura vennero scagliati in mare.Nello zoroastrismo gli Asura, o Ahura, erano associati alle forze del bene sotto la guida del dio supremo Ahura Mazda, mentre i Deva o Daeva svolgevano il ruolo opposto, essendo associati allo spirito del male Arimane.

Evoluzione prospettive teosofiche :

Dove siamo arrivati in termine di evoluzione ? Ci sono così tanti livelli di evoluzione raggiunti oggi su questo pianeta che mi sembra doveroso cercare di fare un punto della situazione per quello che ho capito e quello che riesco a decifrare scrivendo. Inizio da un punto fermo doveroso che è quello del superamento del piccolo io : l’evoluzione si misura in termini di capacità di ognuno nel rendere il proprio piccolo e egoistico io servo della volontà superiore in termini di diminuzione dell’autoinganno e di utilità nella realizzazione del piano divino. Quindi partendo dal presupposto che l’evoluzione esiste ed è positiva e mettendolo come assioma per chi ha necessità di mettere dei punti fermi come credenza perché non ha raggiunto una consapevolezza del procedere verso un futuro migliore… si beh mettiamolo come assioma, come credenza. Nei trattati teosofici troviamo le razze, le catene, le ronde e i livelli raggiunti in ogni razza da un involuzione/materializzazione ad una risalita evolutiva più organizzata dove lo spirito riesce a manifestarsi in maniera sempre più ampia (esempio nella prossima razza madre, la 6a assisteremo secondo A. Besant ad una maggiore tendenza all’unità e all’aggiunta della chiaroveggenza astrale, nella 7a alla chiaroveggenza mentale e alla perfetta realizzazione dell’unità; oggi nella maggioranza dei casi assistiamo a una forte tendenza alla separatività.)

Secondo A. Besant (vedi  “La genealogia dell’uomo”, tavole e diagrammi, tavola D : la genealogia intellettuale) :

Gli Adepti della Catena di Venere (secondo lo schema di Alain di Leo la 6a catena : in ordine Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere, Vulcano). Il loro lavoro (di questi Adepti “extraterrestri” = ricordo che il globo più denso su codesta catena è sul piano astrale.) fu quello di incarnarsi sulla Terra per fare gli istruttori le guide della giovane umanità. Essi formarono il nucleo della grande Fratellanza Bianca, il loro capo era ed è tuttora il Grande Iniziatore. Arrivarono prima della della separazione dei sessi nella 3a razza.

Un’esempio di lotta fra “il bene e il male” il “bianco e il nero”, cito : 

Durante la 3a sottorazza della razza AtlantideaCosì parlò, così visse Varãha

terzo avatar di Visnu

 

Così parlò. L’onnipotente si trasformò in cinghiale, nero come una montagna e ricoperto di oro fino, le zampe nere come i flutti del sacro fiume Yamunã, le setole contorte come gorghi, irresistibile come la sua corrente, splendente come suo padre l’Himãlaya, imperturbabile ed impetuoso, immacolato ed ammaliante nel suo corso.

Il grande corpo lucente di sudore sembra una nube di tempesta carica di fulmini, una collana di perle brilla sulla sua pelle come fosse uno stormo di aironi tra le nubi; le due zanne sono falci che brillano nel buio come luna divisa dalle nuvole; ed avanza portando nelle mani il disco e la conchiglia, come la montagna madre circondata dal sole e dalla luna.

Questo è il cinghiale Sri Varahadeva,

terza reincarnazione di Visnu, che scende sulla Terra per ripristinare l’ordine cosmico scompaginato dal tiranno Hiranyãksa.

La possanza del cinghiale, la sua strenua difesa della prole e della genie,

il suo amore per la Terra sono gli strumenti che il Signore delle creature –Visnu- userà per far riemergere il pianeta dal profondo degli oceani.

Sri Varahadeva, il cinghiale, fiutò la Terra con il suo potente senso dell’odorato e trovatala che giaceva sul fondo dell’oceano Garbhodaka

la sollevò sulle sue potenti zanne. I saggi che furono testimoni di

questa impresa glorificarono il Signore come mahidhrah,

”Colui che sostiene la Terra.”

Il poeta Vaishnava del dodicesimo secolo Jayadeva così loda

il Signore Varaha: “O Kesava! O Signore dell’universo!

O Signore Hari che hai assunto la forma di un cinghiale!

Tutte le glorie a te! La Terra, che era sprofondata nell’oceano

Garbhodaka in fondo all’universo, è ferma sulla punta

della tua zanna come un punto sulla Luna.”
La seconda incarnazione, nella forma di nero cinghiale, si manifestò per uccidere Hiranyaksha, l’archetipo Daitya, la progenie atea di Diti.

Lo Srimad-Bhagavatam narra che una volta Diti convinse suo marito, Kasyapa Muni, ad unirsi a lei al crepuscolo, ora riservata all’adorazione del Signore Supremo. Nonostante che Diti e Kasyapa seguissero rigidamente i principi religiosi, la loro trasgressione portò alla nascita dal grembo di Diti di due gemelli atei. Durante la sua gravidanza il sole rimase oscurato e quando partorì i gemelli si scatenarono grandi terremoti e comete predissero eventi nefasti, nuvole nere fecero piovere immondizie

e le mucche emisero sangue dalle mammelle invece del latte.

Uno dei gemelli fu il prepotente Hiranyaksha che sconfisse i principali governanti dell’universo e rubò le loro ricchezze. In accordo con il significato del suo nome, Hiranyaksha o “colui il cui occhio cerca sempre l’oro ed ha il cuore avido” scavò le ricchezze sepolte della Terra e sconvolgendone l’equilibrio ne provocò la caduta nell’oceano Garbhodaka.
Un giorno il perfido Hiranyaksha si tuffò nel Garbhodaka e nuotò fino

alla dimora di Varuna per combattere contro di lui. Varuna, signore dei mondi acquatici, rifiutò di combattere e lo consigliò invece di affrontare il Signore Vishnu che poteva eliminare per sempre il suo orgoglio.
Proprio allora Sri Varahade aveva tratto in salvo Madre Terra dall’oceano Garbhodaka. Hiranyaksha alla vista del pianeta Terra che posava sulle zanne del cinghiale, pieno di invidia, così lo rimproverò:

“O animale anfibio, la Terra intera mi appartiene. Non potrai uscire di qui vivo se non mi restituisci il pianeta. Oggi ti spaccherò la testa con la mia mazza.”  Il cinghiale balzò fuori dall’acqua proprio come fa un elefante maschio quando esce da un laghetto perché assalito da un coccodrillo.

Il demone inseguì il cinghiale gridandogli:

“O codardo, non provi vergogna a fuggire davanti a chi ti sfida?”
Il cinghiale nero posò la Terra sull’acqua facendola galleggiare con la sua suprema potenza. “O vanaglorioso Hiranyaksha, io sono veramente un cinghiale selvatico che desidera uccidere un prepotente come te.

Smettila di parlare in modo così borioso e vincimi se puoi.”

Così sfidato Hiranyaksha si agitò come un cobra.

Si diresse verso il cinghiale e lo attaccò con la sua mazza, ma Sri Varahadeva schivò facilmente il suo colpo. Hiranyaksha ed il cinghiale si colpirono ripetutamente a vicenda, ma entrambi schivarono abilmente

i colpi del nemico. Lo scontro brutale fece perdere sangue ad entrambi. Ogni ferita aumentava la collera degli adirati contendenti, che sembravano due tori che combattono per una mucca.
Una intera notte poi un giorno ancora e per mille anni si batterono ed erano sanguinanti e sfiniti. Varaha allora chiamò il suo indistruttibile disco Sudarsana alla cui vista il demone scagliò la sua mazza e il suo tridente infuocato contro il cinghiale. Come un rapace afferra la sua

preda, così il cinghiale afferrò la mazza e fece a pezzi il tridente

con il suo disco Sudarsana tagliente come un rasoio.

Viste le sue armi distrutte, il demone colpì con il pugno l’ampio

petto di Sri Varahadeva.   Sebbene il pugno del demone avesse

la potenza di frantumare la roccia, il suo  rumore sordo sembrò

al Signore quello di una ghirlanda di fiori.

Allora il perfido Hiranyaksha ricorse alla magia, creando con l’illusione altri mille demoni, temporali, venti impetuosi, nuvole minacciose

e un diluvio di macigni, ma il disco Sudarsana del cinghiale

dissipò queste magie. Hiranyaksha allora provò a stritolare Sri Varahadeva tra le sue braccia, ma il Signore, che non è limitato

dallo spazio e dal tempo, sfuggì alla presa del demone.

Quando Hiranyaksha tentò un ultimo assalto,

il cinghiale lo colpì con i suoi denti a falce alla base dell’orecchio, Hiranyaksha annaspò con gli occhi sporgenti che gli uscivano

dalle orbite e cadde al suolo come un albero sradicato.

Ricoperto dal sangue del demone, le gote di Sri Varahadeva tornarono ad essere rosse come un elefante diventa rosso scavando la terra.

Le lodi dei saggi

I saggi dei sistemi planetari superiori glorificarono Sri Varahadeva

–il cinghiale- come mayamaya ovvero Signore di tutta la conoscenza, di tutta la misericordia e di tutta l’illusione. Egli  aveva ritrovato

la Madre Terra, con benevolenza l’aveva inserita nella sua orbita

e con grande sforzo aveva sconfitto la magia e l’ingordigia di Hiranyaksha.
I saggi lodarono Sri Varahadeva –il cinghiale-

anche come “Insuperabile goditore di tutti i sacrifici”.

Dalla Sri Isopanishad (Mantra 1) apprendiamo che

tutto deriva dalla Terra e tutto finisce nella Madre Terra

e perciò il devoto si propone di rispettarla.

Invece chiunque stupidamente desideri di abusare di

ciò che appartiene alla Terra viene distrutto come Hiranyaksha.

Così visse

I cinghiali sono nemici da abbattere perché vivono profondamente la Terra,

essi rivendicano il diritto alla vita contro la cupidigia e l’invidia dell’uomo.

La saggezza orientale induista, mille e mille anni fa, ha saputo distinguere demone e salvatore.

Pio Acito – 2008 –


i manga dei cinghiali sorridenti sono

di Katsushika Hokusai (1760-1849)

evoluzione TABELLA CATENE E OLTRE SISTEMA SOLARE

46.157320 8.777356

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
  • Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
  • Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit
  • Condividi su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr
  • Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
Mi piace Caricamento...

EVOLUZIONE E PROSPETTIVE TEOSOFICHE : in anteprima una relazione che verrà proposta durante il seminario di Ascona

12 martedì Mar 2013

Posted by ancaroni in Andrea Biasca-Caroni, Articoli della Rivista Teosofica Ticinese

≈ 1 Commento


EVOLUZIONE E PROSPETTIVE TEOSOFICHE

 

Una realtà sempre più chiara sta per manifestarsi in tutta la sua gravità: È la crisi della nostra civiltà occidentale-europea che è stata testimone della sua nascita e sviluppo e che sta vivendo un suo repentino declino.

È in gioco questa nostra meravigliosa ideazione e realizzazione culturale che ha favorito il fiorire dell’intelligenza e la storia di un mondo progredito e democratico.

Siamo testimoni del tramonto di una civiltà, che attraverso diverse forme politiche e una “coscienza” del diritto della libertà della persona, già annunciata nel messaggio di Gesù, aveva contrassegnato lo sviluppo sociale e scientifico, economico e politico e favorito la letteratura, la teologia, la filosofia e tutto quanto necessario attraverso la parola e le armi difensive.

La cultura occidentale-europea è stata l’artefice di avere sostenuto e favorito in un “unico centro culturale” ogni iniziativa umana in ogni campo.

Esse sono la scienza e l’arte, le persone di culto e gli artigiani, i contadini e i commercianti, siano essi poveri o ricchi, amici o nemici perché, nonostante i vari mutamenti politici e le guerre, le rivolte e i sismi, tali traversie non avevano scalfito la nostra civiltà anzi, l’avevano rafforzata.

Orbene è successo che a partire dagli anni ’60 del secolo scorso, stiamo assistendo a una disgregazione della civiltà che ha smarrito la sua direzione di marcia e la meta prefissata, ma sopra tutto, il fatto che le è stata impedita una attenta e approfondita analisi storica circa il suo passato e una mancata introduzione di un progetto realizzabile in un futuro.

Credo che le ragioni basilari di una crisi di valori siano, in ultima analisi, DUE: da una parte vi erano dei politici impreparati a causa di una profonda ottusità culturale nel prendere delle decisioni attendiste come ad esempio, quelle dei moti rivoluzionari in Russia che avevano mostrato già allora sintomi di fallimento; ma, ancor di più, è stato determinante il 1968 in cui la società più viva, “quella dei giovani”, che aveva intuito come la vecchia cultura fosse ormai in uno stato di profonda angoscia e tormento, aveva cercato di crearne una nuova ma l’impresa risultò impossibile, perché la cultura che si compone di un insieme di comportamenti e di valori che si “respirano” a livello più inconsapevole che consapevole, NON poteva venire imposta.

In secondo luogo, la mancata applicazione del concilio Vaticano II (quasi un fallimento) di cui, ancor oggi, Esso è motivo di discussione, perché non ha trovato realizzazione e perché, come il ’68 dei giovani, ha mancato il tentativo di dare maggiore credibilità alla chiesa nel verbo ispirato dal Signore.

E così, con grande tristezza e rammarico, il Cristianesimo s’incammina verso la decadenza per mancanza di fede che è la fiducia in noi stessi, perché con essa ci è stata tolta la méta da raggiungere mentre nessuna istituzione è, al momento, in condizione di restituircele.

La chiesa soffre per il peccato che non viene tanto dal mondo esteriore ma, sopra tutto, dal suo stesso interno.

È così necessario e urgente un ritorno a quei valori di moralità e di etica per i quali la chiesa ha il dovere di promuovere il Regno di Dio E NON il Potere o il materialismo terreno.

Ed ecco, come per incanto, aprirsi un panorama inedito e poetico che glorifica il Signore per il quale:

–         Amare il mondo, è amare Dio che lo ha creato

–         Amare l’universo, il sole e le stelle, i pianeti, è amare il Signore che li ha creati per offrire il paradiso in terra agli uomini.

–         Ammirare le montagne e gli oceani, le piante e i fiori, è il deferente omaggio d’amore di Dio che ci ha resi partecipi di vivere su questa terra il suo Paradiso.

–         Essere consapevoli della nostra immortalità e divinità, perché Dio è nostro Padre e tutti noi siamo figli suoi.

La Teosofia non può essere disunita o separata nella sua attività e coinvolgente presenza da quella umana e dal pensiero corrente. La Teosofia offre il suo aiuto, la sua rilevanza e lungimiranza laddove vi sia il bisogno di “ristabilire” la sola ed unica verità delle cose nella misericordia e lo spirito di Dio.

La Teosofia non poteva NON essere presente in ogni vicenda umana perché essa da sempre ha saputo illuminare le coscienze e le menti dell’uomo in ogni campo e in ogni tempo spronandole verso alti ideali con un approfondita introspezione della verià, in un trionfo e a gloria della stessa.

L’evoluzione teosofica s’identifica con la lenta trasformazione dell’uomo che sarà il protagonista della sua ascesa verticistica e che attraverso i vari piani evolutivi: da quello astrale al piano mentale, e ancor oltre, arriverà a “intravedere” la luce del Paradiso.

CHI, se non la Teosofia, potrebbe sentire compassione per l’uomo e condurlo con una tranquillità celestiale, verso un mondo di pace, di luce e d’amore, dove si compirà il disegno di Dio per la rinascita di una nuova vita pronta a popolare la terra.

Si rinnovano in tal modo sempre nuove prospettive teosofiche che sono la volontà del Signore nei secoli a venire nel tempo universale e fino alla fine dei tempi.

Sia lodato Dio, per la sua infinita pietà e grandezza al servizio dell’uomo che l’ha voluto creare a sua immagine e divino.

Sono più che mai convinto, come la Teosofia offra un valido aiuto e abbia la necessaria illuminazione per contribuire a salvare la nostra storia millenaria e tradizione di civiltà che ha generato l’evento storico più meraviglioso al mondo, con l’affermazione e la presenza della dignità e grandezza dell’uomo e di quei mitici valori di etica e moralità.

NON è possibile né consentito alla nostra civiltà, un tramonto così immeritevole, perché troppo grande è stato l’intercessione dello spirito santo che l’ha alimentata nel corso dei secoli.

 

Ascona, 23 febbraio 2013                                                        Giancarlo Fabbri

-Membro della società teosofica svizzera-

46.157320 8.777356

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
  • Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
  • Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit
  • Condividi su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr
  • Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
Mi piace Caricamento...
Articoli più recenti →

Enter your email address to follow this blog and receive notifications of new posts by email.

Unisciti a 586 altri iscritti

Sito di Teosofia e Arte (in Inglese e alcune parti in Italiano)

https://www.youtube.com/watch?v=14Y01F-gin4&t=282s

Società Teosofica Svizzera

President’s Blog

Seguici su Twitter

Società Teosofica Italiana

  • RSS - Articoli
  • RSS - Commenti

Blog Stats

  • 84.282 hits

Categorie

  • Articoli della Rivista Teosofica Ticinese (322)
  • Autori (50)
    • Andrea Biasca-Caroni (15)
    • Antonio Girardi (8)
    • Claudia Cazzaniga (1)
    • Giancarlo Fabbri (17)
    • Greta Biasca-Caroni (2)
    • Krista Umbjarv (1)
    • Marco Boccadoro (5)
    • Piergiorgio Parola (2)
    • Tim Boyd (1)
  • Fabrizio Frigerio (1)
  • News (12)
  • Newsletters Italiane (1)
  • Produzioni esterne consigliate (2)
Radha-2008.jpg
antonio
gretayeshe
gruppo
dieuyeshe
friends
grupposalone
mpubblico
lamayeshe
427698_336588343055325_2116265122_n
perugia
foto
555638_430159703666442_100000172491938_1917133_1339914195_n
537852_430160113666401_100000172491938_1917146_372475993_n
535677_430159883666424_100000172491938_1917139_1634826655_n
533647_430159826999763_100000172491938_1917137_372581793_n
562479_430232330325846_100000172491938_1917324_507475633_n
560896_430233583659054_100000172491938_1917341_1001376799_n
foto
551770_430229856992760_100000172491938_1917296_981863608_n
536182_430232600325819_100000172491938_1917327_382095779_n
527547_430230033659409_100000172491938_1917299_758166221_n
526904_430159516999794_100000172491938_1917128_1234985562_n
525441_430233113659101_100000172491938_1917334_1252579881_n
524472_430159856999760_100000172491938_1917138_1593268049_n
305561_430229800326099_100000172491938_1917295_217969301_n
305587_430159553666457_100000172491938_1917129_1341076077_n
383503_430159043666508_100000172491938_1917119_1344562256_n
293844_430232500325829_100000172491938_1917326_1622762286_n
theosophy1.jpg

Articoli recenti

  • Dall’esperienza alla luce: Autocultura, tra poesia e visione artistica. Claudia Cazzaniga
  • L’IA dice che la figura di Blavatsky viene sempre più rivalutata anche in ambito accademico
  • Taimni e la via per l’Illuminazione
  • I. K. Taimni, Autocultura alla luce dell’Occultismo. Conferenza Ascona ’26 di A. Biasca-Caroni
  • Gandhi, Besant e il massacro di Amritsar

Top Clicks

  • youtu.be/cXLUlN7bkhw?si=d…

Gruppo Teosofia su Facebook

Gruppo Teosofia su Facebook

Teosofia su Facebook

Teosofia su Facebook

Categorie

  • Andrea Biasca-Caroni
  • Antonio Girardi
  • Articoli della Rivista Teosofica Ticinese
  • Autori
  • Claudia Cazzaniga
  • Fabrizio Frigerio
  • Giancarlo Fabbri
  • Greta Biasca-Caroni
  • Krista Umbjarv
  • Marco Boccadoro
  • News
  • Newsletters Italiane
  • Piergiorgio Parola
  • Produzioni esterne consigliate
  • Tim Boyd

Meta

  • Crea account
  • Accedi
  • Flusso di pubblicazione
  • Feed dei commenti
  • WordPress.com
Follow Rivista Teosofica Svizzera/Ticinese (ADYAR) on WordPress.com

Categorie

  • Andrea Biasca-Caroni
  • Antonio Girardi
  • Articoli della Rivista Teosofica Ticinese
  • Autori
  • Claudia Cazzaniga
  • Fabrizio Frigerio
  • Giancarlo Fabbri
  • Greta Biasca-Caroni
  • Krista Umbjarv
  • Marco Boccadoro
  • News
  • Newsletters Italiane
  • Piergiorgio Parola
  • Produzioni esterne consigliate
  • Tim Boyd
agosto: 2026
L M M G V S D
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
« Lug    

Blog su WordPress.com.

  • Abbonati Abbonato
    • Rivista Teosofica Svizzera/Ticinese (ADYAR)
    • Unisciti ad altri 100 abbonati
    • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
    • Rivista Teosofica Svizzera/Ticinese (ADYAR)
    • Abbonati Abbonato
    • Registrati
    • Accedi
    • Segnala questo contenuto
    • Visualizza sito nel Reader
    • Gestisci gli abbonamenti
    • Riduci la barra
Caricamento commenti...
%d