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Diagramma II

Tavola A

classi

Tavola D

Tavola delle corrispondenze

Tavola E Tavola F

tavole delle altre razze non inserite

Evoluzione e prospettive teosofiche

Relazione di Andrea Biasca-Caroni tenutasi al seminario Europeo della Società Teosofica, Ascona, Monte Verità marzo 2013

http://www.teosofia.ch

Evoluzione è una parola rassicurante, mi fa pensare al fatto che quello che succede è iscritto in un piano divino che va in una direzione di miglioramento, di crescita e superamento della dimensione contingente.

Pensare all’evoluzione significa tentare di descrivere qualcosa che sfugge alla nostra comprensione… il mio tentativo è forse destinato a fallire… ma a me piacciono le sfide impossibili e quindi ora mi butto.

Immaginiamo l’inizio di un manvantara :

Tutto è riassunto in un punto senza dimensione, e per tutto intendo proprio tutto… significa che il tempo al di fuori di quel punto non esiste… e non esiste neppure nel punto perchè in un punto non c’è spazio (nemmeno per un attimo !!!)-

L’implicazione di quest’affermazione è estremamente vasta… oserei dire infinita e quindi la mia conferenza durerà all’infinito… no scherzo… avevate paura eh ??

Seriamente : lo spazio non esiste quindi e nemmeno il tempo nel punto (Pralaya)… ad un certo momento (però dire momento è assurdo perché il tempo non esiste e quindi siamo in un paradosso… beh insomma : evitiamo di fissarci e facciamo cominiciare ‘sta manifestazione… booommm Manvantara o Big Bang … significa che se tutto era riassunto in un punto e fuori non c’è nulla bisogna farsi spazio in questo punto… Mi ricordo Phan Chon Ton che aveva descritto in una delle sue ultime conferenze, (se non sbaglio a Porto) che la manifestazione va vista come un bicchiere d’acqua col sapone e Dio soffia con una cannuccia (Fohat, l’alito Divino… e a guidicare dal casino che c’è su questa terra secondo me aveva anche un po’ bevuto quella sera… ma questo è un altro discorso…) e fa delle bolle (quando Dio gioca alle bolle di sapone viene fuori l’universo… dev’essere bello grosso Dio !!!). Queste bolle non sono altro che spazio libero nel nulla a densità infinita… in pratica quando poi l’universo finisce implode… si sgonfia !!! se ci pensiamo i nostri atomi non sono altro che neutroni con degli elettroni che gli girano attorno ad una distanza che per farvi capire : se un neutrone fosse grande come una capocchia di spillo gli elettroni sarebbero sulla luna… capite quanto tutto sia vuoto ???  La materia che ci sembra così solida in realtà è una frequenza energetica molto bassa… che in termini di percezioni è solida… ma sempre energia è !!! Poi teniamo presente anche la meccanica quantistica che dice che questi elettroni non si sà esattamente su quali orbite girino… l’osservatore che tenta di scoprirlo ne influenza il comportamento : e per dirla in termini filosofici : l’osservatore è l’osservato (se uno influenza l’altro la separazione è solo apparente…) ecco perché è sempre necessario prendere un punto di vista diverso quando pensiamo  alla nautura ultima della realtà.

Bene… ora pensiamo come faccia questo universo a manifestarsi : pensiamo alla conformazione dello spazio : ci sono i buchi neri… come fossero lo scarico del lavandino che riporta tutto nel nulla… avvicinandosi ad essi si scompare nel non manifesto ok ? ma allora dove nasce il tutto ? Se ci pensiamo bene la creazione è costante : pensate a come sono i pianteti ? Un nocciolo duro che si è solidificato in seguito alla rotazione… su pianeti ancora allo stato non solido si può constatare che la rotazione… lo spin è la costante universale : in pratica… guardate un uragano : sembra un vortice, come lo sono gli eletroni, pensiamo alla rotazione dei pianeti attorno al sole in 3 dimensioni : il sole si sposta nella galassia in un monivento a spirale 3d e i pianeti gli girano attorno seguendolo nella sua peregrinazione… ogni momento dell’universo è diverso… questa è la creazione : il tempo segna un momento differente della concenza di Dio che si manifesta. Pensate alle eliche del DNA che sono un po’ come il movimento del sole con i pianeti che ci girano attorno. Con quattro Basi azotate (adenina, guanina, citosina e uracile) è possibile codificare tutte le informazioni che compongono poi il corpo fisico umano… incredibilie no? L’universo fisico è il corpo di Dio !!! Tutto è vivo ed è solo ad uno stadio evolutivo differente. I minerali sono un momento dell’evolzione dove lo spirito si sta evolvendo in modo lentissimo (pensiamo ai minerali e alla loro “intelligenza” fisica incredibilie e alle proprietà che possono trasmettere al nostra composizione… anche spiriturale ! leggevo in un libro di una signora simpaticissima che diceva che quando compriamo un cristallo è come essere al canile. Tutti (i cristalli come i cagnolini) sperano di essere scelti e di trovare un buon padrone e una bella casa !!! Nelle piante poi lo spirito è un pochino più libero di esprimersi e poi nell’animale … beh forse vado un po’ in fretta. Ritorniamo alla nascita dell’universo, eravamo a queste bolle che fanno spazio in questa massa densissima… le bolle sono il Koilon, le particelle primordiali (ma i Bosoni di Higgs cosa sono in termini teosofici ?…) che si arrotolano in spirali tridimensionali le quali fanno lo stesso non so quante volte (7 ?) e creano gli elementi… esteriormente credo che tutto sia solo un ammasso a di fuoco visto che dal non manifesto siamo passati nel manifesto … immaginate l’attrito !!! pensate ad una meteorite che arriva nell’atmosfera e si incendia… da vuoto all’aria l’attrito a quella velocità basta per incendiare e quasi distruggere un sasso… ora pensate di passare al vuoto del nulla verso la manifestazione : un calore pazzesco !!! Strano però che poi le cose si organizzino in un certo modo, non trovate ? in fondo la termodinamica dice andiamo verso il caos e che ci vuole lavoro per vincere questa tendenza : Dio deve essere un gran lavoratore se questo corpo vive e funziona !!! Finché lo spirito anima la materia cè organizzazione e manifestazione ! Torniamo alla questione del tempo pero`: lo spazio e il tempo non sono cose fisse : pensiamo alla relatività di Einstein (che era un tipo tosto a quando ho sentito… l’atomo anche se è piccolo ha fermato i Giapponesi che stavano per rompergli le scatole anche in Ameria !!! In una di queste case qua vicino viveva l’uomo con la ditta più grossa del mondo che avendo sposato un’ebrea è dovuto scappare in Ameria anche lui quando il male ha cercato di prendersi la terra… sto divagando ma è strando come ordine e bene siano amici e caos e male nemici… poi ci sono delle deviazioni nel corso dell’evolzione dove sembra che il caso prevalga… ma Dio è un gran lavoratore e mette apposte le cose, è una questione di tempo !!) Bene torniamo ad Einstein : alla velocità della luce lo spazio si curva e il tempo rallenta… quindi secondo me non essendo il tempo una variabile fissa universale la nostra dimensione, dove e quando ci manifestiamo dipende dal nostro livello evolutivo e la manifestazione esiste sempre in contemporanea con il Pralaya (la non-manifestazione). Se  i buchi neri sono lo scarico verso il non manifesto… il rubinetto da dove esce l’acqua è ovunque, in ogni bolla di Koilon che viene soffiata dal creatore… la crezione è sempre in azione e anche la distruzione… la variabile tempo è solo una nostra percezione dovuta alla struttura fisica della nostra mente. Ia coscienza arriva in una dimensione senza tempo… nell’eterno, immutabile… capite che significa ? Almeno intellettualmente si riesce ad intuirlo… ecco poi dobbiamo realizzarlo nella pratica, e li le cose cambiano perché la cartina non è il territorio, e diventare tale coscienza, beh è un lavoro lungo, di molte vite ! E`solo una questione di evoluzione spirituale il dove, come e quando ci troviamo alla luce dei ragionamenti appena esposti.

Dire uomo significa parlare di uno stato evolutivo dove 3 correnti evolutive si incontrano : quella materiale, quella mentale e quella spirituale… La nostra costituzione dipende da queste tre correnti che fanno il loro lavoro in noi. Prendiamo il corpo astrale per esempio : la sua materia per esigenze evolutive discendenti vibra il più possibile ed è solo grazie ad una attenzione costante, a vigilanza mentale, meditazione e studio che riusciamo a dominarlo (anche se angoscie, paure, emozioni e passioni continuano ad attraversarlo lo stesso). La sua direzione evolutiva naturale sarebbe quella del massimo casino possibile e darebbe manforte alla struttura separativa ed accentratrice dell’ego. Cos’è l’ego ? L’ego non è altro che il risultato dell’evoluzione della prima catena, il primo corpo di Brahma, del nostro sistema, quella dell’oscurità che da come risultato Ahmkara (quello degli Asura per intenderci). Il principio separativo di esseri spirituali molto evoluti, ma ribelli e turbolenti che contengono la facoltà produttrice dell’io, necessaria per l’evoluzione umana. (Dalla prima conferenza della “Genealogia spirituale dell’Uomo di Annie Besant”). Vediamo che quindi l’io è necessario alla prima fase evolutiva (chiamiamola egoista) dell’uomo. In una fase di costrasto e autoaffermazione dove vengono sviluppate molte delle capicità che vengono poi messe al servizio del prossimo una volta compiuta la conversione, il riorientamento animico verso una dimensione di superamento dell’io. Tutto è sempre una questione di fase evolutiva in cui si trova l’individuo e quindi è necessaria grande cautela e astensione dal giudizio onde evitare grossolani errori di valutazione.

La materia mentale per andare oltre appartiene alla corrente evolutiva mentale e l’evolzione consiste nel ordinare e strutturare un tipo di materia dalle vibrazioni molto elevate e “nervose”… pensiamo ai pensieri che se non dominati e ridotti all’obbedienza affolano la mente in disordine e saltamo come una scimmia di ramo in ramo in maniera anarchica e disorganizzata. Ecco in cosa consiste l’evolzione : lavoro in favore di ordine… un ordine superiore prestabilito dagli archetipi e realizzato in 7 fasi : 3 discendenti di materializzazione, 1 di conflitto e trasferimento delle qualità ottenute attraverso questa discesa nella materia da parte degli involucri più densi allo spirito in un certo qual modo “ignorante”, 3 di risalita e riorganizzazione dove gli archetipi vengono realizzati in maniera sempre più dettagliata su piani superiori. Capite ? Lo spirito per materializzarsi necessita di rivestrisi di Uphadhi (veicoli) sempre più densi pur mantenendo il contatto con l’assoluto inconoscibile. La monade non è altro che un adombramento, un primo livello di separazione dall’unità spirituale per tuffarsi nel manifestato… in se lo spirito non si manifesta in maniera unitaria… da quando comincia a manifestarsi di separa, si ricopre, vibra ad una frequenza e questa vibrazione scendendo di frequenza diventa la materia. Tutto è vibrazione, logos, parola… a diverse frequenze. La realtà che viviamo è fatta di atomi composti da neutroni ed elettroni, i quali girano ad una distanza che facendo un paragone e pensando ad nuceo dell’atomo come ad una capocchia di spillo dovremmo situare il suo elettrone alla stessa distanza che cè fra la terra e la luna (la terra come nucleo, la luna l’elettrone). Tutto è essenzialmente vuoto e rimane apparentemente in forma, cioè manifestato, grazie alla vibrazione costante che gli permette di non collassare. La materia non collassa per un equilibrio delicatissimo fra materia e antimateria. Basterebbe uno squilibrio infinitesimale fra le due per una frazione di secondo a far sparire tutto e terminare questa lunghissima conferenza per esempio ! Il bello poi è che questo non deve neppure essere il primo universo perché é palesemente frutto di gerarchie creatrici che hanno raggiunto la maturità in universi passati e ora creano quello che esiste, o l’hanno fatto. Per citare Besant : L’Evoluzione Intellettuale, rappresentata dai Manasadhyani (o Deva solari, o Pitri Agnisvatta), “coloro che forniscono all’uomo l’intelligenza e la coscienza” e : 3. L’Evoluzione fisicia, rappresentata dai Chhaya dei Pitri Lunari attorno ai quali la Natura ha plasmato il corpo fisico odierno.

1. L’evoluzione monadica che riguarda il progresso della monade stessa in unione con le altre due correnti.

Facciamo un saltino indietro : allora riassumendo :

Ishvara (luce infinita) si manifesta nei suoi tre poteri (la Trimurti) Brahma, Vishnu e Shiva (creativo, conservativo e distruttivo) che sono poi i 3 Logoi della teosofia (perché l’idea del suono che crea, sostiene e distugge…). Attorno a questa Trimurti si vedono i frutti di universi passati giunti a questa grande altezza spirituale.

In seguito ci sono i 7 pianeti sacri che regnano sui dodici segni zodiacali, o dodici ordini creatori dell’universo vedi tavola diagramma I

Ricerche e referenze correlate :

Deva e Asura  

Nella tradizione vedica  un gruppo di 33 divinità e demoni che governavano le regioni di cielo, aria e terra, e assistevano l’umanità con i loro poteri benigni. Nella lotta cosmica tra le forze dell’ordine e il caos, ai Deva si contrapponevano i demoniaci Asura. Questo conflitto è rappresentato nel mito che narra che gli dei più potenti sradicarono il monte Mandara, vi avvolsero attorno il serpente Vasuki e lo scagliarono nell’oceano; i Deva tiravano il serpente da una parte, gli Asura dall’altra, finché l’oceano diventò burro. Ne emersero infine il Sole e la Luna, seguiti da Dhanvantari, medico degli dei, che portava l’elisir dell’immortalità.In un altro mito una battaglia infuriò tra Deva e Asura per centinaia di anni; i Deva furono messi in fuga dal demone bufalo Mahisha, ma si salvarono grazie alla collera di Vishnu e Shiva, così violenta da materializzarsi nella forma della divinità Durga, che ebbe la meglio sul bufalo. In numerosi miti gli Asura ottennero l’aiuto di Brahma, che consentì loro, ad esempio, di costruire tre grandi città da cui dominare le regioni di cielo, aria e terra. All’apice della gloria, tuttavia, le città degli Asura furono ridotte in cenere da Shiva e gli stessi Asura vennero scagliati in mare.Nello zoroastrismo gli Asura, o Ahura, erano associati alle forze del bene sotto la guida del dio supremo Ahura Mazda, mentre i Deva o Daeva svolgevano il ruolo opposto, essendo associati allo spirito del male Arimane.

Evoluzione prospettive teosofiche :

Dove siamo arrivati in termine di evoluzione ? Ci sono così tanti livelli di evoluzione raggiunti oggi su questo pianeta che mi sembra doveroso cercare di fare un punto della situazione per quello che ho capito e quello che riesco a decifrare scrivendo. Inizio da un punto fermo doveroso che è quello del superamento del piccolo io : l’evoluzione si misura in termini di capacità di ognuno nel rendere il proprio piccolo e egoistico io servo della volontà superiore in termini di diminuzione dell’autoinganno e di utilità nella realizzazione del piano divino. Quindi partendo dal presupposto che l’evoluzione esiste ed è positiva e mettendolo come assioma per chi ha necessità di mettere dei punti fermi come credenza perché non ha raggiunto una consapevolezza del procedere verso un futuro migliore… si beh mettiamolo come assioma, come credenza. Nei trattati teosofici troviamo le razze, le catene, le ronde e i livelli raggiunti in ogni razza da un involuzione/materializzazione ad una rilsalita evolutiva più organizzata dove lo spirito riesce a manifestarsi in maniera sempre più ampia (esempio nella prossima razza madre, la 6a assisteremo secondo A. Besant ad una maggiore tendenza all’unità e all’aggiunta della chiaroveggenza astrale, nella 7a alla chiaroveggenza mentale e alla perfetta realizzazione dell’unità; oggi nella maggioranza dei casi assistiamo a una forte tendenza alla separatività.)

Secondo A. Besant (vedi  “La genealogia dell’uomo”, tavole e diagrammi, tavola D : la genealogia intellettuale) :

Gli Adepti della Catena di Venere (secondo lo schema di Alain di Leo la 6a catena : in ordine Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere, Vulcano). Il loro lavoro (di questi Adepti “extraterrestri” = ricordo che il globo più denso su codesta catena è sul piano astrale.) fu quello di incarnarsi sulla Terra per fare gli istruttori le guide della giovane umanità. Essi formarono il nucleo della grande Fratellanza Bianca, il loro capo era ed è tuttora il Grande Iniziatore. Arrivarono prima della della separazione dei sessi nella 3a razza.

Un’esempio di lotta fra “il bene e il male” il “bianco e il nero”, cito : 

Durante la 3a sottorazza della razza Atlantidea

Così parlò, così visse Varãha

terzo avatar di Visnu

 

Così parlò. L’onnipotente si trasformò in cinghiale, nero come una montagna e ricoperto di oro fino, le zampe nere come i flutti del sacro fiume Yamunã, le setole contorte come gorghi, irresistibile come la sua corrente, splendente come suo padre l’Himãlaya, imperturbabile ed impetuoso, immacolato ed ammaliante nel suo corso.

Il grande corpo lucente di sudore sembra una nube di tempesta carica di fulmini, una collana di perle brilla sulla sua pelle come fosse uno stormo di aironi tra le nubi; le due zanne sono falci che brillano nel buio come luna divisa dalle nuvole; ed avanza portando nelle mani il disco e la conghiglia, come la montagna madre circondata dal sole e dalla luna.

Questo è il cinghiale Sri Varahadeva,

terza reincarnazione di Visnu, che scende sulla Terra per ripristinare l’ordine cosmico scompaginato dal tiranno Hiranyãksa.

La possanza del cinghiale, la sua strenua difesa della prole e della genie,

il suo amore per la Terra sono gli strumenti che il Signore delle creature    –Visnu- userà per far riemergere il pianeta dal profondo degli oceani.

Sri Varahadeva, il cinghiale, fiutò la Terra con il suo potente senso dell’odorato e trovatala che giaceva sul fondo dell’oceano Garbhodaka

la sollevò sulle sue potenti zanne. I saggi che furono testimoni di

questa impresa glorificarono il Signore come mahidhrah,

”Colui che sostiene la Terra.”

Il poeta Vaishnava del dodicesimo secolo Jayadeva così loda

il Signore Varaha: “O Kesava! O Signore dell’universo!

O Signore Hari che hai assunto la forma di un cinghiale!

Tutte le glorie a te! La Terra, che era sprofondata nell’oceano

Garbhodaka in fondo all’universo, è ferma sulla punta

della tua zanna come un punto sulla Luna.”
La seconda incarnazione, nella forma di nero cinghiale, si manifestò per uccidere Hiranyaksha, l’archetipo Daitya, la progenie atea di Diti.

Lo Srimad-Bhagavatam narra che una volta Diti convinse suo marito, Kasyapa Muni, ad unirsi a lei al crepuscolo, ora riservata all’adorazione del Signore Supremo. Nonostante che Diti e Kasyapa seguissero rigidamente i principi religiosi, la loro trasgressione portò alla nascita dal grembo di Diti di due gemelli atei. Durante la sua gravidanza il sole rimase oscurato e quando partorì i gemelli si scatenarono grandi terremoti e comete predissero eventi nefasti, nuvole nere fecero piovere immondizie

e le mucche emisero sangue dalle mammelle invece del latte.

Uno dei gemelli fu il prepotente Hiranyaksha che sconfisse i principali governanti dell’universo e rubò le loro ricchezze. In accordo con il significato del suo nome, Hiranyaksha o “colui il cui occhio cerca sempre l’oro ed ha il cuore avido” scavò le ricchezze sepolte della Terra e sconvolgendone l’equilibrio ne provocò la caduta nell’oceano Garbhodaka.
Un giorno il perfido Hiranyaksha si tuffò nel Garbhodaka e nuotò fino

alla dimora di Varuna per combattere contro di lui. Varuna, signore dei mondi acquatici, rifiutò di combattere e lo consigliò invece di affrontare il Signore Vishnu che poteva eliminare per sempre il suo orgoglio.
Proprio allora Sri Varahade aveva tratto in salvo Madre Terra dall’oceano Garbhodaka. Hiranyaksha alla vista del pianeta Terra che posava sulle zanne del cinghiale, pieno di invidia, così lo rimproverò:

“O animale anfibio, la Terra intera mi appartiene. Non potrai uscire di qui vivo se non mi restituisci il pianeta. Oggi ti spaccherò la testa con la mia mazza.”  Il cinghiale balzò fuori dall’acqua proprio come fa un elefante maschio quando esce da un laghetto perché assalito da un coccodrillo.

Il demone inseguì il cinghiale gridandogli:

“O codardo, non provi vergogna a fuggire davanti a chi ti sfida?”
Il cinghiale nero posò la Terra sull’acqua facendola galleggiare con la sua suprema potenza. “O vanaglorioso Hiranyaksha, io sono veramente un cinghiale selvatico che desidera uccidere un prepotente come te.

Smettila di parlare in modo così borioso e vincimi se puoi.”

Così sfidato Hiranyaksha si agitò come un cobra.

Si diresse verso il cinghiale e lo attaccò con la sua mazza, ma Sri Varahadeva schivò facilmente il suo colpo. Hiranyaksha ed il cinghiale si colpirono ripetutamente a vicenda, ma entrambi schivarono abilmente

i colpi del nemico. Lo scontro brutale fece perdere sangue ad entrambi. Ogni ferita aumentava la collera degli adirati contendenti, che sembravano due tori che combattono per una mucca.
Una intera notte poi un giorno ancora e per mille anni si batterono ed erano sanguinanti e sfiniti. Varaha allora chiamò il suo indistruttibile disco Sudarsana alla cui vista il demone scagliò la sua mazza e il suo tridente infuocato contro il cinghiale. Come un rapace afferra la sua

preda, così il cinghiale afferrò la mazza e fece a pezzi il tridente

con il suo disco Sudarsana tagliente come un rasoio.

Viste le sue armi distrutte, il demone colpì con il pugno l’ampio

petto di Sri Varahadeva.   Sebbene il pugno del demone avesse

la potenza di frantumare la roccia, il suo  rumore sordo sembrò

al Signore quello di una ghirlanda di fiori.

Allora il perfido Hiranyaksha ricorse alla magia, creando con l’illusione altri mille demoni, temporali, venti impetuosi, nuvole minacciose

e un diluvio di macigni, ma il disco Sudarsana del cinghiale

dissipò queste magie. Hiranyaksha allora provò a stritolare Sri Varahadeva tra le sue braccia, ma il Signore, che non è limitato

dallo spazio e dal tempo, sfuggì alla presa del demone.

Quando Hiranyaksha tentò un ultimo assalto,

il cinghiale lo colpì con i suoi denti a falce alla base dell’orecchio, Hiranyaksha annaspò con gli occhi sporgenti che gli uscivano

dalle orbite e cadde al suolo come un albero sradicato.

Ricoperto dal sangue del demone, le gote di Sri Varahadeva tornarono ad essere rosse come un elefante diventa rosso scavando la terra.

Le lodi dei saggi

I saggi dei sistemi planetari superiori glorificarono Sri Varahadeva

–il cinghiale- come mayamaya ovvero Signore di tutta la conoscenza, di tutta la misericordia e di tutta l’illusione. Egli  aveva ritrovato

la Madre Terra, con benevolenza l’aveva inserita nella sua orbita

e con grande sforzo aveva sconfitto la magia e l’ingordigia di Hiranyaksha.
I saggi lodarono Sri Varahadeva –il cinghiale-

anche come “Insuperabile goditore di tutti i sacrifici”.

Dalla Sri Isopanishad (Mantra 1) apprendiamo che

tutto deriva dalla Terra e tutto finisce nella Madre Terra

e perciò il devoto si propone di rispettarla.

Invece chiunque stupidamente desideri di abusare di

ciò che appartiene alla Terra viene distrutto come Hiranyaksha.

Così visse

I cinghiali sono nemici da abbattere perché vivono profondamente la Terra,

essi rivendicano il diritto alla vita contro la cupidigia e l’invidia dell’uomo.

La saggezza orientale induista, mille e mille anni fa, ha saputo distinguere demone e salvatore.

Pio Acito – 2008 –


i manga dei cinghiali sorridenti sono

di Katsushika Hokusai (1760-1849)

evoluzione TABELLA CATENE E OLTRE SISTEMA SOLARE

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