Relazione Seminario Europeo 2017, Ascona : Andrea Biasca-Caroni


http://theosophy.wiki/en/Kali_Yuga#Kali_Yuga

Dal Glossario teosofico

KALI

-YUGA (San.) – La quarta era, nera o del ferro, il nostro periodo attuale, la cui durata è di 432.000 anni solari. È l’ultima delle quattro ere, o epoche, in cui si suddivide il periodo dell’evoluzione dell’uomo (Maha-yuga), e rappresenta un periodo tenebroso spaventosamente materialista. Il Kali-yuga iniziò nel 3102 a.C., al momento della morte di Krishna, ed il primo ciclo di 5.000 anni è finito fra il 1897 ed il 1898. In questo periodo vive la Quinta Razza Radice dell’umanità.
 “Siamo all’inizio del periodo crepuscolare del Kali Yuga e la lotta tra il Bene e il Male ha lo stesso valore, lo stesso significato dell’instabile equilibrio tra le energie ying e yang.  Il Male non esiste nella realtà del Tutto.  Tutte le sue vittorie sono illusorie, valide soltanto per la realtà limitata del trimundio e resa possibile dai nostri cinque sensi, da una delle nostre molteplici menti e solo per gli uomini che sono imprigionati e condizionati dallo Spazio e dal Tempo, al difuori dei quali regna l’AUM”
(BdB – “La Casa nel tramonto” – ed. 1980– pag. 256)
he siamo in un momento, quello che gli indù chiamano il Kali Yuga, che la tradizione definisce come un’epoca buia, come l’era oscura che corrisponde all’ Età del Ferro dei miti greci. Si tratta di un’epoca caratterizzata da numerosi conflitti e da una diffusa ignoranza spirituale. Durante questo attuale periodo si assiste ad un eccezionale sviluppo della tecnologia materiale che però corrisponde a una altrettanto eccezionale regressione spirituale e attualmente il criterio con cui si giudicano le persone è determinato dalla ricchezza, dalla pubblicità e dalla potenza, senza riguardo per la spiritualità.
Buona notizia : finisce nel 2025 !

The entire timeline of the Yuga Cycle gets unraveled:

Fig 3: Yuga Cycle TimelineThis Yuga Cycle timeline takes the beginning of the Golden Age to 12676 BC, more than 14,500 years before present, when the Great Bear was in the “Shravana” nakshatra (the Great Bear will advance by 3 nakshtras in every Yuga because of the 300 year transitional period). This agrees very well with the Indian tradition, since the Mahabharata mentions that in the ancient tradition the Shravana nakshatra was given the first place in the Nakshatra cycle.

The timeline also indicates that the ascending Kali Yuga, which is the current epoch in which we are living, will end in 2025 CE. The full manifestation of the next Yuga — the ascending Dwapara — will take place in 2325 CE, after a transitional period of 300 years.

The ascending Dwapara Yuga will then be followed by two more Yugas: the ascending Treta Yuga and the ascending Satya Yuga, which will complete the 12,000 year ascending cycle. The Sanskrit text Brahma-vaivarta Purana describes a dialogue between Lord Krishna and the Goddess Ganges. Here, Krishna says that after 5,000 years of Kali Yuga there will be a dawn of a new Golden Age which will last for 10,000 years (Text 50, 59). This can be immediately understood in the context of the Yuga Cycle timeline described here.

We are now ending the Kali Yuga, nearly 5,700 years since its beginning in 3676 BC. And the end of the Kali Yuga will be followed by three more Yugas spanning 9,000 years, before the ascending cycle ends.

Nella religione induista, il Dvāpara Yuga (devanagari: द्वापर युग) è la terza delle quattro ere di evoluzione del mondo (yuga).

Il Dvāpara Yuga ha una durata di 2.400 anni divini[1]. La sua alba e il suo tramonto (ovvero i suoi sandhi[2]) hanno entrambi la stessa durata di 200 anni divini, per un totale di 200+2.000+200=2.400 anni divini equivalenti a 864.000 anni umani.

Secondo Sri Yukteswar, invece, questi 2.400 anni andrebbero intesi come anni effettivi umani: nel 1899, in particolare, avrebbe avuto termine il periodo di transizione di 200 anni del Dvāpara Sandhi, e sarebbero iniziati i 2.000 anni del Dvāpara Yuga.

Sri Yukteswar era anche un temerario astrologo vedico e con i suoi calcoli rivoluzionari
spiegò che il nostro sistema solare è entrato in una nuova era: il Dwapara Yuga,
l’era dell’energia. Questo insegnamento rappresentò una grave offesa per gli indiani
ortodossi, la maggior parte dei quali è tuttora convinta che viviamo ancora nel Kali
Yuga, l’epoca oscura. Non fu cosa da poco, tanto che la tipografia dove Sri Yukteswar
pubblicò le sue scoperte fu addirittura presa d’assalto con un lancio di pietre.

Giancarlo Fabbri : LE SCOPERTE SCIENTIFICHE E I MIRACOLI DEI SANTI


LE SCOPERTE SCIENTIFICHE

E I MIRACOLI DEI SANTI

Sarebbe una leggenda esaltànte il poter coniugàre scienza e religione.

E, se fossi io il predestinato, sarei avviato a una divina immortalità; proprio quella in cui illustri fisici e matematici, come Eugene Wigner o Werner Heisenberg, tanto per citarne alcuni, si erano adoperati e avevano posto le fondamenta delle simmetrie nella meccanica quantistica.

Ma, né la matematica né la scienza mai potranno scoprire Dio perché, se fosse

la scienza a scoprirlo, non potrebbe essere fatto che di scienza; se fosse la matematica ad arrivare al “teorema di Dio”, il creatore del mondo non potrebbe che esser fatto di sola matematica.

La cosa sarebbe comunque riduttiva e colui che crede, vuole che Dio rappresenta il tutto e non una sola parte del tutto.

Il fascino della nostra vita è in stretto rapporto fra cose, fatti e persone diverse in ambito trascendentale e in quello immanentistico.

Nella sfera immanentistica esistono fenomeni che possono venire osservati e studiati attraverso la matematica (o conoscenza diretta) e che sono definiti “scoperte scientifiche”.

Ma non essendo ipotizzabile che esse si consumano del tutto in ciò che esiste nell’immanente, esistono dei fenomeni non ricreabili che avvengono una volta sola e non possono venire spiegati da forme matematiche.

Essi sono i miracoli e la loro sfera è quella trascendentale in cui avvengono i miracoli dei Santi.

Pertanto, il pensare solo lontanamente che attraverso i metodi scientifici possano accadere i miracoli, sarebbe a dir poco utopìstico e significherebbe illudersi di potere scoprire “l’esistenza scientifica di Dio”.

Se fosse possibile arrivare a capire in modo “logico” i miracoli, la stessa cosa

dovrebbe essere possibile e arrivare ad affermare “il teorema di Dio”.

L’attrattiva della nostra vita è in stretto rapporto tra la sfera trascendentale e la sfera immanentistica e stà nella capacità di affascinarci.

L’origine dei miracoli possono avvenire solo nella sfera trascendentale e a fare i miracoli non possono essere che i Santi, nel mentre gli scienziati si occupano della nostra vita immanentistica.

Le due sfere si diversificano: se nella sfera immanente esistono sette componenti di cui uno è il tempo, in quello trascendente non possono esservi i medesimi gruppi specifici e quindi niente tempo.

Quello che viene studiato nei vari laboratori, secondo cui le due sfere sarebbero identiche, non corrisponde a verità; allorquando il sole tra cinque milioni d’anni, cesserà la sua attività, la sfera trascendentale dell’uomo rimarrà la stessa, perché non esiste il fattore tempo.

Difatti, a rigor di logica, se le sfere fossero identiche, non potrebbero esistere i miracoli ma soltanto le scoperte scientifiche; nel qual caso, l’immanente e il trascendente sarebbero la stessa cosa.

Questa è la pretenziosità degli atei che trattano l’esistenza del trascendente dimenticando che i miracoli sono la testimonianza inconfutabile che la vita umana non si esaurisce nell’immanente.

Le scoperte della scienza testimoniano che gli uomini non sono di un disordine caotico; se è vero che c’è una logica, deve esserci un creatore: “Dio”.

L’origine dei miracoli possono avvenire solamente nella sfera trascendentale e a fare i miracoli non possono essere che i Santi, mentre gli scienziati si occupano della conoscenza nella immanentistica.

La scienza nasce nell’immanente ma conduce l’uomo verso il trascendente, trascinata da una intelligenza al di sopra della nostra.

Nessuno poteva immaginare quale è la complessità della natura in cui l’uomo vive: lo spazio e il tempo.

Se lo spazio è reale, il tempo deve essere immaginario.

Non è facile entrare nei misteri dell’universo, ma un gigante della scienza come Eugene Wigner amava dire che “il più grande dei miracoli è che esiste la scienza”.

Ascona, marzo 2017                      Fabbri Giancarlo

“membro della società teosofica svizzera”

 

 

A mia nipote Yasmeen

 

IRRIMEDIABILE DANNO MORALE

E MATERIALE O SOPRAVVIVÈNZA

 

C’era un tempo non troppo lontano in cui la comunità Cristiana celebrava l’avvento del Natale di un bambino tanto attèso; era la divina consacrazione della famiglia e l’esaltazione del focolare domestico che si riconducevano a una capanna di legno e di paglia nella quale , sotto un cielo trapunto di stelle nel buio della notte: era tutto un creato di umana contemplazione, pervàsa di religiosità, di comprensione e generosità, mentre la nascita del bambino aveva portato in sé una coscienza di pace, di certezza e solidarietà in quanto manifestazione del figlio di Dio fattosi uomo tra gli uomini, le cui prodigiose vicende avrebbero mutàto il corso di venti Secoli di storia vòlti al progresso, ed all’emancipazione dell’uomo e all’affermarsi della religione Giudaica-Cristiana che lo avrebbe proiettato al centro dell’universo.

La ricorrenza del S. Natale era un nostro rinnovarci con più slancio e vigore per un avvenimento che aveva scosso le nostre esistenze e confuso le coscienze rendendoci consapevoli della nostra presenza spirituale, diventata intelligibile, perché illuminata dallo Spirito Santo di un divino amore attraverso “i battiti del tempo”.

Purtròppo in epoca recente, la comunità Cristiana vive un periodo di grande accortezza e diffusa timidezza nel manifestare i propri sentimenti religiosi alla vigilia della festa più significativa della Cristianità.

Sembra sia venuta meno quella consapevolezza di valori basilari e progetti normativi, civili e morali della nostra millenaria civiltà, cedèndo a una forma buonista e perbenìsta, a una tolleranza e dissoluzione sul piano dei costumi che si riflettono su quello religioso in modo circospetto e pàvido, a tal punto da non sapere o potere più manifestare ogni nostro ulteriore sentimento.

È il declìno dell’Europa Cristiana con un tracollo demografico autòctono e una migrazione fuori di ogni controllo, come a sottolineare la necessità di un riequilibrio. Se ciò accadesse, è perché non troviamo più quel sentimento di amore spirituale verso il nostro prossimo, tanto da detestarci e rinnegare il nostro futuro e quello dei nostri figli, che sono l’espressione concreta del nostro retàggio civile e morale nel quale si riconoscono “diritti e libertà”, ma non le volontarie rinunce e gli obblighi morali.

Gli storiografi affermano (come al solito) una evoluzione e la fine della nostra civiltà così come lo è stato degli antichi imperi a motìvo di una “vocazione suicìda” di chi ci

 

governa e la supìna passività di una popolazione inerme, non a causa di un dispotìsmo o autorità assoluta bensì, a causa di una arrogante violenza straniera.

Ciò si manifesta allor’quando esiste una denatalita autòctona, con i giovani più qualificati che emigrano e l’accoglienza di migranti poco acculturàti, di sesso maschile, di religione musulmana e poco propensi a una fattiva integrazione per cui si delinea un’acquiescenza della nostra popolazione a una futura islamizzazione oscurantista.

Se vogliamo la sopravvivenza della nostra civiltà Cristiana ed Europea, dovremo fare in modo di custodirla e proteggerla per i valori in essa custoditi, che elevano a grande dignità la sacralità della vita e la libertà dei valori condivisi.

Dovremo, altresì, imparare a volerci bene come in passato, a difendere i nostri interessi, a riaffermare le priorità nelle risorse umane e a sentirci più fieri della nostra dignità di vita.

Solo allora potremo riamarci e realizzare il bene comune, altrimenti arriveremo a odiarci e vivremo sotto una ìbrida dittatura di un islamismo retrìvo che limita le libertà fondamentali delle persone.

Ascona, dicembre 2016

Giancarlo Fabbri, Membro della Società Teosofica Svizzera

 

Davide Tonato, Labirinti


LA STORIA

Pittore surrealista e cultore di temi magico-esoterici, originario di Verona, Davide Tonato si è imposto da anni sulla scena artistica internazionale. Ha esposto, tra l’altro, all’Open Center di New York, a Palazzo Datini di Prato, al Castello Estense di Ferrara, a Palazzo Mangani di Fiesole, al Castello Belgioioso di Milano, a Palazzo Ateneo San Basso a Venezia, al Museo della Grafica di Brisighella, alla Galleria Majestic di Cannes, a Castel S.Angelo a Roma, al Museo Civico Archeologico di Bologna, al Castello di Gallipoli… Diplomatosi al liceo artistico, consegue anche il diploma in grafica industriale per poi terminare i suoi studi all’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona. Dalle numerose opere realizzate esclusivamente ad olio sono state tratte varie riproduzioni, pubblicate su CD, poster, libri oltre alla realizzazione di due mazzi di tarocchi, uno per Fabbri Editori e Lo Scarabeo (Tarocchi dell’Albero della Vita) e l’altro per Dal Negro (Tarocchi di Venezia).

TITOLI DI STUDIO

Diploma Liceo Artistico
Diploma Grafica Industriale
Diploma Accademia delle Belle Arti “Cignaroli” di Verona

MOSTRE

Maggio 1982
“Meridiana” – Verona
Maggio/Giugno 1986
“New York Open Center” – New York
Maggio 1987
“Palazzo Dativi” – Prato (Firenze)
Settembre 1987
“Castello Estense” – Ferrara
Aprile 1988
“Palazzo Mangani” – Fiesole (Firenze)
Giugno 1988
“Castello Belgioioso” – Milano
Febbraio 1989
“Palazzo Ateneo San Basso” – Venezia
Giugno 1990
“Brisighella” – Faenza
Giugno 1991
“Spazio Lions” – Verona
Maggio 1992
“Golf Club Sommacampagna” – Verona
Giugno 1992
“Palazzo della Grafica” – Faenza
Giugno 1993
“Galleria S. Zeno” – Verona
Febbraio 1994
“Majestic” – Cannes
Febbraio 1994
“Castel Sant’Angelo” – Roma
Giugno 1994
“Agorà” – Verona
Febbraio 1995
“Museo Civico Archeologico” – Bologna
Aprile 1995
“Galleria Athenienne” – Piacenza
Agosto 1995
“Castello di Gallipoli” – Lecce
Dicembre 1995
“Pittori veronesi a Vivi la Casa in Fiera” – Verona
Novembre 1996
“Mysteria” – Padova
Aprile 1997
“Casinò” – Arco
Luglio 1998
“Paradiso Festival New Age” – Rimini
Gennaio 1999
“Fondazione Giacomo Vittore” – Arco
Febbraio 1999
“Fondazione Giacomo Vittore”- Trento
Marzo 1999
“Fondazione Giacomo Vittore” – Ala
Dicembre 1999
“Palazzo Municipale” – Lissone
Aprile 2000
“Fondazione Giacomo Vittore” – Cembra
Maggio 2000
“Fondazione Giacomo Vittore” – Cavalese
Giugno 2000
“Fondazione Giacomo Vittore” – Folgaria
Dicembre 2007
“Sala Birolli” – Verona
Dicembre 2008
“Palazzo Corni-Agazzotti” – Modena
2008 “Galleria Birolli” – Verona
2011 K 59 – Verona
2011 Arte Padova – Fiera di Padova
2012 Galleria Unique – Torino
2012 Festa Medievale – Cassine (AL)
2015 Palazzo Zenobbio – Venezia

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Seminario Teosofico Europeo 2017 ad Ascona


ENTRA

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Il 17 febbraio è una data davvero importante nella storia della Società Teosofica


image001.jpgIl 17 febbraio è una data davvero importante nella storia della Società Teosofica: è questa infatti la data del passaggio oltre il velo della materia del primo Presidente Internazionale della S.T., il col. Henry Steel Olcott (1907) ma è anche la data di nascita del vescovo Charles Webster Leadbeater (1847) e quella della dipartita dal piano fisico di Jiddu Krishnamurti (1986).
Dal 1926 è anche il giorno dell’Adyar Day, momento in cui viene ricordato il campus di Adyar, luogo, non solo fisico, davvero particolare, dove la storia della S.T. si è coagulata in una straordinaria epopea etica e sperimentale ad un tempo. E’ proprio lì che ha la sua storica sede il Quartier Generale della S.T.
Per tutti noi festeggiare l’Adyar Day significa non solo collegarci direttamente alla tradizione storica della S.T. ma soprattutto a quella della Fratellanza Universale senza distinzioni.

Una chat teosofica internazionale …


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Oggi ho lanciato la https://theosophicalchat.wordpress.com/ 

Chat theosofica internazionale ed il primo con cui sono entrato in contatto è https://www.facebook.com/gerardoruizdiaz che mi mostra la loro pagina youtube :

https://www.youtube.com/channel/UCphUc8NSSx57d_OLnwQpy7A/feed

e mi invita a visitare la loro pagina http://www.sociedadeteosofica.org.br/

 

Ora torno nella chat e mostro l’articolo al mio nuovo amico !!!

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Ciao Gerardo !!!

 

Andrea Bc

http://www.teosofia.ch

 

 

Incontri teosofici in Ticino, Teosofia in Ticino : come partecipare ?


logotsPartecipare ai gruppi teosofici è gratuito, libero e non richiede nessuna formazione.

I partecipanti possono approfittare di un ambiente ospitale e accogliente, di una  biblioteca tematica a disposizione gratuitamente, degli aggiornamenti di questo blog e possono abbonarsi alla rivista teosofica in Italiano.

Gli incontri si tengono ogni martedì alle 20h00 senza nessun obbligo di presenza. I teosofi (e chi desidera iniziare) sono ricercatori indipendenti che hanno il piacere della condivisione con il gruppo e per tanto la società teosofica va intesa come momento di incontro e scambio umano e in nessun modo come un’istituzione settaria o che detenga una qualsiasi autorità spirituale.

Gli scopi della Società Teosofica sono i seguenti:

1. Formare un nucleo della fratellanza universale dell’umanità, senza distinzione di razza, credo, sesso, casta o colore.

2. Incoraggiare lo studio comparato delle religioni, filosofie e scienze.

3. Investigare le leggi inesplicate della natura e le facoltà latenti nell’uomo.

Simpatizzare con questi scopi è l’unica condizione richiesta.- La Società Teosofica è composta da studiosi appartenenti a qualsiasi religione del mondo o a nessuna, uniti nell’approvare gli scopi della Società, con il desiderio di rimuovere gli antagonismi religiosi e di dialogare con gli uomini di buona volontà, qualunque siano le loro opinioni religiose.

Ad Ascona ci riuniamo il martedì dalle 20h00 alle 21h30.

A Lugano alle 20h30 a giorni variabili.

Per partecipare chiamare pf. Andrea Biasca-Caroni, 079 621 23 43 o scrivere a info@teosofia.ch

141st International Convention (2016)


Si è appena conclusa la Convenzione annuale ad Adyar, ecco i link utili :

http://www.ts-adyar.org/event/141st-international-convention-2016

MOMENTI DI RELIGIOSITÀ DALL’ INDUISMO AL CRISTIANESIMO, Giancarlo Fabbri


MOMENTI DI RELIGIOSITÀ DALL’ INDUISMO AL CRISTIANESIMO
Nella prestigiosa dimensione delle opere in Sanscrito di cui fa parte la letteratura indiana, vi sono dei capolavori ricchi di un profondo e nobile respiro ed una spiritualità preminente. Tra questi viene nominato il volume della “Bhagavad Gita” o poema divino, ritenuto un opera di sommo valore per tutta l’umanità; con esso, prende inizio una recita a battute alterne tra Arjuna e Krishna e fornendo al primo ogni risposta è riguardante argomentazioni fondamentali sopra “ l’essere e la vita”, tra Dio e colui che ispira la sua esistenza alla devozione ma, nel contempo, è il dialogo tra il maestro interiore e la persona umana nella quale “l’essere è in perenne cammino e volto al raggiungimento
del karma, quale retribuzione universale, e del Dharma, come dovere morale e concetto filosofico, per comprendere l’unicità della vita al di là di qualunque ragionamento tra due princìpi del tutto irrinunciabili.
La vita evolve dapprìma in una sua esigua realtà; percepibile e concreta attraverso l’esperienza sensibile per aprirsi a una più ampia condizione di vita evoluta e ancor più veritiera. È la vita che si schiude all’esistenza del mondo animale e vegetale; alle cose inanimate e all’evoluzione dell’uomo stesso nel suo divenire fenomenico, dove l’anima si svela e si rende interprete del suo aspetto immateriale, immortale ed elevandosi a una ispirata coscienza di vita.
Nella evoluzione universale “tempo-spazio”, l’uomo si sente come rapito da un’indulgente e bonaria condizione e rivela ogni sua percezione per le cose di primaria
importanza e notevole rilevanza che accolgono e racchiudono le altre di minore spessore mentre la totalità (o il “tutto”) inglòba una composita differenziazione, nella quale l’unità si identifica quale immedesimazione di Dio.
Questo è l’uomo nel ciclo evolutivo verso la creazione, sia essa divina, umana o cosmica e tale è quello rivelato attraverso la religione, capace di instaurare quella parte divina esistente in lui.
L’uomo si manifesta così “divinamente umano e umanamente divino”, tanto che le religioni rivelate manifestano una realtà e una verità sempre più rilevanti e rispondenti ai bisogni dell’umanità sulla via del ritorno verso la casa del padre.
Induismo, buddismo e cristianesimo sono i 3 commenti rivelatori ed evolutivi della coscienza umana e il poema sacro “Bhagavad Gita” descrive la lotta intrapresa dall’uomo che consapevole della sua dualità divina-umana, deve combattere per vincere l’espiazione di quel orgoglio che ha travolto il mondo con il primo peccato e la sprezzante superbia di un “Io” tanto possente da non accettare nessun compromesso nel mondo.
Diversi secoli dopo, il Buddha ha conferito all’uomo un metro di valutazione e di giudizio nel superare i conflitti, affermando delle inconfutabili verità sul dolore e le umane sofferenze che si riassumono in tal guisa: L’esistenza nel mondo fenomenico del dolore e della sofferenza.
La causa della sofferenza e il desiderio di esistere nel mondo fenomenico.
La cessazione della sofferenza raggiunta estirpando il desiderio di esistere nel mondo fenomenico.
La liberazione dalla sofferenza, quale distacco raggiungibile percorrendo il supremo sentiero.
L’avvento del cristianesimo, alcuni secoli più tardi, ha indicato all’umanità il sentiero dell’amore e di quel cammino regale che segnano il compendio e l’apice delle sue precedenti rivelazioni e consentendo all’uomo di vivere la più alta espressione divina sulla terra e attestarne la nostra condizione divina.
La coscienza dell’uomo si è espansa dal regno umano al regno dello spirito attraverso le illuminazioni di Krishna, del Buddha e di Cristo, caritatevoli e misericordiosi, e rappresentanti l’evoluzione individuale dell’uomo da uno stato di emotività e senza
l’aiuto della mente e dello spirito, ad una condizione mentale progredita in una maggiore capacità coscienziale e consentendo al discepolo una vita spirituale:” quella infinita dell’amore divino”.
Ascona ottobre 2016
Giancarlo Fabbri, Membro della Società Teosofica Svizzera

Buone Feste !


Buone feste !

Gli incontri continuano durante le feste. Salterà solo la riunione di martedì 3 gennaio 2017.
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Notizie da Adyar, un ciclone si è abbattuto sulla città, la convention però ci sarà, stanno lavorando 24/24h :

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https://app.enormail.eu/d/v?m=c850b39e3d33b047129760e13092b51a&s=0169d3970b0ecd74fe2b9c1cc969c505