Bruno G

Marco Boccadoro

 “L’evoluzione: prospettive teosofiche”

Il tema di questo seminario teosofico è l’Evoluzione.

Quando si parla di evoluzione, il pensiero corre subito a Charles Darwin.

La teoria dell’evoluzione di Darwin (On the origin of species, 1859) ci dice che le varie forme di vita discendono da un antenato comune, e che le creature complesse derivano da organismi più semplici in modo naturale, con il passare del tempo. Le mutazioni casuali genetiche degli organismi che permettono la continuazione della specie rimangono, e sono trasmesse alle prossime generazioni. Questa è la selezione naturale. Gli organismi che non beneficiano di queste mutazioni si estinguono. (un  po’ come succede per le razze d’allevamento o per le piantine di pomodori selezionate…)

Se Darwin ha intuito l’Armonia e l’Unità della Vita, dove la teoria  non convince, invece, è di fronte all’ enorme complessità anche solo a  livello cellulare, persino dei batteri più semplici.

Come la Teosofia ha sempre sostenuto, il grande progetto Divino, non il caso, determina l’evoluzione.

Nessuna persona dotata del minimo buon senso potrebbe infatti sostenere  che il corpo umano, o anche solo una sua parte, nella sua perfezione, possa essere il frutto di mutazioni casuali.

Comunque il grande merito di Darwin rimane quello di aver enunciato l’Evoluzione della forma, e per quanto riguarda l’Umanità, l’Evoluzione del corpo fisico.

L’approccio olistico all’evoluzione è invece uno dei grandi meriti della dottrina teosofica.

Già un grande apostolo della teosofia, Giordano Bruno, concepiva l’evoluzione in questo modo:

L’animo umano è l’evoluzione più alta della vita cosmica. Proviene dalla sostanza di tutte le cose. Tutti gli esseri umani sono al tempo stesso anima e corpo. Tutti sono monadi viventi, riproducendo in una forma particolare la Monade delle Monadi, in altre parole il Dio- Universo.

La corporalità è l’effetto della forza espansiva della Monade, poi la Monade ritorna su sé stessa. Questo doppio movimento di espansione e di contrazione costituisce la vita della monade. Ma la Monade sparisce solo per riapparire in altra forma in seguito. [1]

 

Giordano Bruno ha predicato l’Immanenza di Dio che è la vita universale, l’eternità dello Spirito, che ne è parte, e una vita dedicata al Vero, al Buono, al Bello, l’unico modo per vivere la nostra vita particolare in  modo da renderla degna della vita universale. [2]

Nel campo scientifico, Bruno ha intuito che l’Universo non ha né centro né limiti,

ha anticipato la teoria della relatività di Einstein e quella dell’evoluzione di Darwin.

Bruno sosteneva, infatti, che spazio, tempo, dimensioni, peso, movimento cambiamenti, eventi, relazioni, prospettive sono sempre relative ad un sistema di referenza (la base della Teoria della Relatività), e la cruciale differenza tra apparenza e realtà.[3]

Si può dire inoltre che Bruno intuì la teoria scientifica dell’evoluzione organica, sostenendo che l’universo è teso al rinnovamento e alla perfezione. Sostenendo l’unità essenziale della natura come pure suggerendo lo sviluppo di forme di vita semplici in esseri complessi, Bruno ha riconosciuto la trasformazione storica di tutti gli organismi sulla terra.

Egli ha percepito l’universo intero come un’entità organica che manifesta un essere superiore immanente, l’Unità della Vita.

Sappiamo che per queste sue idee Giordano Bruno fu imprigionato per otto anni, torturato dall’Inquisizione durante tre anni, e finalmente  bruciato sul rogo il 17 febbraio 1600 in Campo dei Fiori a Roma. Nel 2000 la Chiesa Cattolica, per il tramite di Giovanni Paolo II, ha espresso profondo rammarico per l’accaduto.

Giordano Bruno non è mai stato riabilitato dalla Chiesa.

A proposito di evoluzione, la sorte subita da Giordano Bruno è tragicamente attuale anche quattro secoli dopo, pensando alle sofferenze provocate al giorno d’oggi dal fondamentalismo religioso e dall’odio etnico.

Van der Leeuw scrive, a proposito dell’evoluzione:

“ Precisamente come l’evoluzione della forma ci dimostra che il nostro corpo fisico è il risultato di un lungo processo di evoluzione fisica, così nell’evoluzione della vita, la vita dentro di noi è veduta come il risultato di una evoluzione dalle manifestazioni più semplici a stadi sempre più alti, fino a che nel Grande Ritmo della creazione la vita separata ha riguadagnato l’Unità con la divinità da cui provenne “[4]

Evoluzione significa quindi creazione continua per opera di Dio. Come accennavo  nello scorso seminario qui a Monte Verità, un ordine e un equilibrio  superiori reggono l’universo, e se l’attenzione di Dio dovesse venir meno anche per un solo istante, tutto svanirebbe:

Ad esempio, basterebbe che la forza nucleare forte variasse dello 0.5 %, o la forza elettromagnetica del 4% per distruggere tutto il carbonio e l’ossigeno in tutte le stelle, e quindi ogni possibilità di vita nell’universo!

E ancora, se la forza nucleare debole diminuisse leggermente non esisterebbero le stelle, se i protoni fossero dello 0.2 % più pesanti questi si trasformerebbero in neutroni, destabilizzando gli atomi.

Quindi una leggera variazione del grande equilibrio distruggerebbe tutto.

Ma qual è lo scopo dell’evoluzione umana?

Per gli insegnamenti teosofici, si può riassumere nel raggiungere piani di coscienza sempre più elevati, in un viaggio attraverso la reincarnazione, la sofferenza, la legge del Karma, fino al ricongiungimento con l’Essere Supremo.

L’Evoluzione, il progetto evolutivo, è l’interazione dello Spirito e della Materia.

Attraverso incarnazioni successive, l’Uomo raggiunge piano sempre più elevati, fino ad arrivare al Logos.

Scrive la signora Besant:

L’Uomo nel corso della sua Evoluzione è destinato, nel pensiero dei suoi costruttori, a conquistare e occupare nel corso della presente evoluzioni cinque dei sette piani dell’universo. Egli è destinato ad agire e dominare sul piano fisico, ad agire e dominare sul piano astrale , sul piano mentale , che include lo Svarga degli Indù, il Devacian dei Teosofi; …al disopra di questo viene il piano di Buddhi e più sopra ancora il piano di Nirvana o Turyia-tita. Con che si hanno le cinque distinte regioni dell’universo destinate ad essere occupate dall’umanità nel corso di questa evoluzione. Questi sono gli stadi dell’espansione della coscienza, per i quali l’uomo deve passare per poter condurre a termine il suo pellegrinaggio.[5]

Per quanto riguarda l’individuo, in cosa consiste, nella quotidianità, l’evoluzione?

Al di là di ronde, globi , catene, razze, sottorazze ?

Nel Qui e Ora, l’evoluzione significa  purificazione, cioè nel far sì prima di tutto che  il nostro corpo non sia  tiranno, ma  servitore.

Poi nel distruggere la separatività, l’egoismo, nel lavorare per un progetto, per il bene comune e non per il proprio interesse.

Nel dominare le passioni, l’ira, la collera, la vendetta per un’ingiustizia subita, eccetera.

Nel dare amore invece che odio, nel sacrificio per le persone amate, quindi per tutti i fratelli. L’amore che non chiede nulla in cambio.

Ci si può chiedere come mai l’Evoluzione dell’Umanità proceda così a stento, con tanta difficoltà.

In realtà alcuni aspetti dell’Evoluzione procedono velocemente, ma altri molto meno.

L’Evoluzione dovrebbe essere, per così dire, bilanciata.

L’equilibrio, il giusto orientamento di queste attività reggono  l’ Evoluzione dell’Uomo.

Ripensiamo all’equilibrio che regge l’Universo cui accennavamo prima.

Tutte le grandi religioni rappresentano la Divinità con Il triplice Logos:

Potere, Sapienza, Amore.

L’Uomo è un’ emanazione della Divinità , perciò il progresso dell’Umanità si deve svolgere secondo questa Trimurti. [5]

Potere, Sapienza, Amore, quindi, in equilibrio tra di loro.

Il Potere regola l’organizzazione della società, la Sapienza le attività della mente, la conoscenza, la consapevolezza, l’Amore comprende la pietà, la compassione, lo spirito di servizio verso i nostri simili.

Per quanto riguarda un aspetto della Sapienza, e cioè la Scienza, vediamo che l’Evoluzione scientifica e tecnologica  ha raggiunto livelli impressionanti, e sembra sempre arrivata ai suoi limiti, eppure la Scienza non riesce a penetrare l’essenza delle cose, ma sospinge solamente un po’ più in là i dubbi, le perplessità, il mistero.

Da un punto di vista materiale, le scoperte scientifiche a tutto campo permettono di vivere una vita  di agi e di comodità, di annullare le distanze, di vincere la maggior parte delle malattie, di essere in collegamento con il modo intero.

Poiché ogni cosa ha almeno due facce, in realtà, le disparità sociali e la miseria restano immense, nuove guerre si preparano, con armi sempre più potenti, la qualità di vita di troppe persone è tutt’altro che ideale, e nel frattempo si sta depredando il pianeta delle risorse accumulate in millenni.

Ma, peggio ancora, il materialismo, la troppa attenzione rivolta al mondo fisico, ci distolgono dagli altri due aspetti della Trimurti.

Visto che la natura dell’uomo è divina, ciò che l’uomo desidera otterrà, presto o tardi; se non in questa incarnazione, nelle prossime.

Quindi l’attaccamento ai beni materiali lo costringerà a tornare sulla terra per un’altra incarnazione. Stiamo attenti ai nostri desideri! I desideri sono catene.

Il Materialismo pervade anche il Potere, con nefandi effetti sull’organizzazione delle Società.

I governi, invece di essere una guida di moralità, non danno alcun segnale in tal senso.

Nell’ideale Teosofico, il governo dovrebbe essere ispirato dai Grandi Esseri, ma al massimo vediamo instaurarsi dei governi teocratici o ideologie al servizio del Male.

Soprattutto L’Amore sembra essere sopraffatto troppo spesso dall’ odio.

Quindi, mancando l’equilibrio, che è una delle grandi leggi del Cosmo, tra Potere, Sapienza, Amore , non può esserci una evoluzione rapida, ma soltanto profondo malessere, insicurezza, insoddisfazione, dolore.

Che cosa dire, allora, dobbiamo disperare? No, l’evoluzione è il progetto divino,

il Male e l’Odio non sono i poteri che reggono il cosmo, quindi tutto ciò può solo rallentare il progresso dell’Umanità, ma non fermarlo.

Per tornare a Giordano  Bruno, egli ha anticipato con la legge della conservazione di massa il postulato di Lavoisier di ben due secoli (il nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma) e pure l’equivalenza massa-energia postulata da Einstein.

Andando oltre, Bruno ci dice:

“Non c’è morte per noi, né per ogni sostanza; niente diminuisce sostanzialmente, ma ogni cosa, viaggiando nello spazio infinito, cambia aspetto.

E poiché tutti siamo soggetti alla legge della miglior efficienza, non dobbiamo credere, ritenere e sperare altro che siccome tutto proviene dal bene, così tutto è Bene, lavora per il Bene, e finirà nel Bene”[5]

Ancora una cosa: sembra incredibile, ma ho scritto queste righe domenica  17 febbraio di quest’anno, e mi sono accorto solo scrivendo che questa data coincide con quella della morte di Giordano Bruno, e come ricordato sul numero di febbraio della Rivista italiana di Teosofia, con la nascita di C.W.Leadbeater e la dipartita di J. Krishnamurti e di Henry Steel Olcott con l’Adyar Day. Niente succede per caso…

Marco Boccadoro

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Bibliografia:

[1] Giordano Bruno, De triplici minimo, pp 10-17

[2] A. Besant, Giordano Bruno, The Theosophical Publishing House, Adyar, Chennai 600020, India

[3] J. Birx, Interpreting Evolution, (Prometheus Books, 1991

[4] J.J . Van der Leeuw, Il Fuoco della Creazione, E.T.T

[5]  A.Besant, Il Sentiero del Discepolo, S.T.I., Roma

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