Fabrizio Frigerio. Porfirio, ovvero l’origine della teosofia greca.


Porfirio

Conferenza tenuta alla Società Teosofica Svizzera a Ginevra, il 6 dicembre 1994.

Porfirio, o: Le origini della teosofia greca

Il neoplatonico Porfirio nacque a Tiro nel 232 o 233, da una ricca famiglia fenicia. Il suo nome era Malchos, che significa ‘re’ (cfr. l’arabo El-Malek) ed era stato adattato in Porphyrios, che in greco significa ‘vestito di porpora’, come i re. È quindi sotto questo nome che la Grecia e Roma lo hanno conosciuto. Seguì prima l’insegnamento di Ammonio Sacca ad Alessandria con Plotino, e poi andò ad Atene, dove studiò con il famoso retore Longino, che era considerato un enciclopedista vivente. Da questa prima parte della sua vita conosciamo i titoli di tre delle sue opere: la Filosofia degli Oracoli, una Vita di Pitagora e un trattato sulle Immagini degli Dei. Possediamo ancora il secondo, concepito alla maniera di un’agiografia pagana, mentre il primo e il terzo sono stati persi, o piuttosto quasi interamente distrutti dai cristiani.

Nel 263, Porfirio fu inviato a Roma da Eubulo, capo della scuola neoplatonica di Atene, per cercare di convincere Plotino a tornare a un’interpretazione più letterale delle opere di Platone. Ma, avendo Plotino convinto della correttezza delle sue parole, Porfirio divenne suo allievo e poi suo amico. Intorno al 268, soffrendo di una profonda depressione, pensò di suicidarsi e il suo maestro Plotino lo dissuase, consigliandogli di viaggiare per fargli cambiare idea[1]. Porfirio si recò quindi a Lilibea, in Sicilia, dove rimase fino alla morte di Plotino nel 270. Due opere molto diverse risalgono a questo periodo e avranno un destino opposto. Il primo è una breve introduzione (Isagogè ) alle Categorie di Aristotele, il secondo una lunga critica (quindici libri) del cristianesimo.

L’Isagogè fu scritto per spiegare al senatore Crisoario (al quale Porfirio dava lezioni di filosofia) le Categorie di Aristotele, che aveva capito poco o niente. Si tratta quindi di un’opera breve senza pretese di originalità, che fornisce chiarimenti piuttosto tecnici su ciò che si intende per “genere, specie, differenza, proprio e accidente”, i cinque termini delle categorie aristoteliche. Questo piccolo riassunto esplicativo era straordinariamente popolare. Tradotto dal greco in latino da Marius Victorinus e commentato da Boezio, divenne uno strumento essenziale per lo studio della filosofia aristotelica per tutto il Medioevo e nel Rinascimento.

Ben diverso fu il destino del suo lungo trattato Contro i cristiani, scritto intorno all’anno 270.

Nel 323, appena dieci anni dopo l’Editto di Milano del 312 (che autorizzava la pratica del cristianesimo allo stesso modo delle altre religioni dell’Impero), un editto dell’imperatore Costantino richiedeva la distruzione di questa “opera empia”. Questo fu il primo esempio di cristiani che distrussero un’opera considerata eretica. Avevano rapidamente dimenticato le persecuzioni che avevano subito e divennero a loro volta implacabili persecutori sia delle opere che degli uomini.

Ma un certo numero di copie deve essere sfuggito alla distruzione voluta da Costantino, poiché il 17 febbraio 448 gli imperatori Valentiniano III e Teodosio II chiesero nuovamente che il trattato di Porfirio fosse distrutto dal fuoco. Per molto tempo, quindi, sono rimasti solo estratti dubbi, conosciuti attraverso citazioni di autori cristiani che volevano confutarli. Solo dalla trascrizione di Blondel (nel 1867) di un manoscritto di Macario di Magnesia, appartenuto a un ex curatore della Biblioteca Nazionale di Atene e ora scomparso, abbiamo un certo numero di estratti di quest’opera di Porfirio -97 per la cronaca- pubblicati per la prima volta da Paul Foucart nel 1876. Adolf von Harnack li riunì nel 1916 per formare un insieme coerente[2]. Da allora, altre edizioni più recenti[3] hanno permesso di comprendere meglio gli argomenti filosofici di Porfirio contro i dogmi e le pratiche del cristianesimo, ma tutte utilizzano la classificazione stabilita da Harnack:

l) la critica agli evangelisti e agli apostoli;

2) la critica dell’Antico Testamento;

3) critica degli atti e delle parole di Gesù

4) la critica dei dogmi del cristianesimo;

5) la critica alla Chiesa cristiana contemporanea.

Le critiche di Porfirio possono essere riassunte come segue, usando la classificazione di Harnack di cui sopra:

1) I Vangeli si contraddicono a vicenda, attribuendo a un profeta ciò che è stato detto da un altro, e anche le due genealogie di Gesù date, da Matteo e da Luca, non sono in accordo;

2) L’evidenza della critica storica mostra che i testi attribuiti a Mosè non possono essere stati scritti da lui, ma devono essere stati scritti da Esdra, 1180 anni dopo la morte di Mosè. Allo stesso modo, il Libro di Daniele non può essere stato scritto da Daniele, ma fu scritto molto più tardi, sotto Antioco Epifane, che morì nel 164 a.C;

3) Le parole e le azioni di Gesù, come registrate nei Vangeli, mostrano ripetutamente delle contraddizioni, che Porfirio attribuisce al fatto che gli evangelisti non erano testimoni oculari di ciò che riportano, e quindi i loro resoconti sono inaffidabili;

4) In accordo con le concezioni filosofiche della scuola neoplatonica e dell’antichità greco-romana in generale, Porfirio considera inaccettabile l’incarnazione di Dio e la resurrezione dei corpi, considera immorale la pratica del battesimo come espiazione dei peccati e paragona la comunione a un atto di cannibalismo, e infine considera assurda la concezione di un universo che non sia eterno. Tutti questi concetti si basano su una “fede irrazionale che non è soggetta ad esame”;

5) La critica alla Chiesa cristiana del suo tempo ci mostra un ambiente in cui persino la gerarchia ecclesiastica non segue l’insegnamento che fornisce e in cui le donne sono onnipresenti e decidono tutto con le loro balle, persino le ordinazioni sacerdotali.

Da questo argomento è chiaro che Porfirio conosceva bene sia l’Antico che il Nuovo Testamento e deve averli studiati a fondo. Questo fatto ha permesso ad alcuni autori di supporre che avesse avuto un’educazione cristiana, cosa che ha poi negato. Non c’è, tuttavia, alcuna prova di questa presunta apostasia di Porfirio, che dovrebbe essere considerata piuttosto come un tentativo da parte dei cristiani di screditarlo agli occhi dei lettori, mettendo così in dubbio il valore oggettivo della sua critica. Non bisogna dimenticare che tra i discepoli che, con Porfirio, avevano seguito le lezioni del neoplatonico Ammonio Sacca ad Alessandria, c’era anche il cristiano Origene, e con lui certamente molti altri suoi correligionari. Porfirio deve quindi aver avuto la possibilità di conoscere bene l’ambiente cristiano e la sua dottrina, senza averne fatto parte. La sua opinione su di esso può essere riassunta in poche parole: “oscurità, incoerenza, illogicità, falsità, abuso di fiducia e stoltezza.”[4]

Non è sorprendente che una critica così radicale dei fondamenti del cristianesimo sia stata vigorosamente contrastata dai suoi sostenitori con ogni mezzo. Firmicus Maternus, che prima della sua conversione al cristianesimo lo chiamava amichevolmente “il nostro Porfirio”, lo definì in seguito “un nemico di Dio e della verità”.

Il lato costruttivo del pensiero di Porfirio, la sua difesa delle concezioni della civiltà antica, è stato esposto nella sua Filosofia degli Oracoli e nel suo trattato sulle Immagini degli Dei. A queste due opere, che sono state quasi interamente distrutte, bisogna aggiungere la biografia di Plotino (pubblicata come introduzione alle Enneadi), la Vita di Pitagora e il commento simbolico Sull’antro delle Ninfe nell’Odissea, che sono giunti fino a noi. [5] Scrisse anche una storia della filosofia in quattro libri (di cui la Vita di Pitagora era probabilmente una parte), due libri Sui principi, cinque libri Sull’anima, e un discorso sull’astinenza,[6] in cui i termini ‘teosofia’ e ‘teosofo’ sono menzionati per la prima volta in un filosofo greco. Nel Libro II (35,1) chiama ‘teosofi’ coloro che sono istruiti nelle cose divine con una conoscenza che -secondo il contesto- dovrebbe essere anche pratica e non solo teorica. Nello stesso libro, più avanti (45, 2-4), si riferisce a “uomini divini e divinamente saggi” (theiôn kai theosophôn andrôn) che, attraverso la pratica della giovinezza, riguardo alle passioni così come ai cibi che possono suscitarle, si nutrono della “conoscenza delle cose divine” (sitaménon theosophian). La teosofia è dunque qui il cibo spirituale dei saggi. Nel libro IV parla della “saggezza divina” (theosophias) degli Egiziani (9) e dei teosofi dell’India (17) “che i Greci sono soliti chiamare Gimnosofisti”. Plotino – secondo la sua Vita scritta da Porfirio – si era già unito all’esercito dell’imperatore Gordiano III, mosso dal desiderio di entrare in contatto con questi “saggi nudi” la cui esistenza era nota anche a Roma. I teosofi egiziani sono ancora menzionati da Porfirio nella Lettera ad Anebo sulla Teurgia [8] che, insieme alla Lettera a Marcella [9], è giunta fino ai giorni nostri. Anche se rimangono pochissimi passaggi della Filosofia degli Oracoli e delle Immagini degli Dei, sono stati fatti dei tentativi per ricostruirli e possiamo averne un’idea abbastanza precisa, il che è molto interessante per la comprensione delle concezioni religiose dell’antichità pagana.

I cristiani erano critici nei confronti della venerazione delle statue degli dei, poiché non accettavano che si potesse fare un’immagine visibile della divinità. In questo erano ancora molto vicini al giudaismo, da cui provenivano. Porfirio li chiamava quindi analfabeti, incapaci di comprendere il simbolismo figurativo. Nessun credente – ha scritto – prende le statue venerate nei templi come divinità, sono solo immagini con un significato simbolico. Questo ragionamento è stato sviluppato da Massimo di Tiro e il suo argomento può aiutarci a capire quello di Porfirio, che è stato in gran parte distrutto. [10] In primo luogo, gli dèi sono distinti dalle immagini che li rappresentano, e non hanno bisogno che vengano loro erette delle statue, ma è tuttavia buono, pio e opportuno farlo, da un lato per gratitudine e per onorarli, e dall’altro perché – se i filosofi possono contemplarli con la loro anima e la loro mente – la gente comune ha bisogno di immagini per vederli con i suoi occhi carnali. Anche Epicuro (per il quale gli Dei riposavano nella loro beatitudine, estranei e indifferenti al mondo e agli umani) diceva che la loro venerazione è comunque un grande beneficio per i saggi che li onorano.

Per quanto riguarda l’argomento della necessità delle immagini per la comprensione degli analfabeti e della gente comune, è piccante notare che sarà ripreso così com’è dai cristiani per giustificare la decorazione delle loro chiese con statue e affreschi che rappresentano Cristo, la Vergine e i santi. Durante tutto il Medioevo, questa fu la giustificazione per la decorazione pittorica delle chiese, la Biblia pauperum, la Bibbia dei poveri che non potevano né leggere né scrivere e avevano solo questo mezzo visivo per imparare il Vangelo.

Questo dimostra che ciò che non era buono ed era criticato tra i pagani diventa buono e viene lodato quando viene praticato dai cristiani.

Porfirio non è, tuttavia, un critico cieco e unilaterale. Se nella sua Filosofia degli Oracoli [11] difende l’astrologia, la divinazione e la teurgia, e nella sua Vita di Pitagora presenta il filosofo di Samo come un operatore di miracoli come Apollonio di Tiana, In un’opera successiva come la Lettera ad Anebo sulla Teurgia (scritta dopo aver seguito l’insegnamento di Plotino a Roma) ritorna ad una posizione più razionalista e critica le pratiche magiche in cui il neoplatonismo si era impegnato. Pertanto, egli critica anche la propria tradizione filosofica, mostrando le contraddizioni e le impossibilità delle pratiche magiche e teurgiche, così come i miti egizi che venivano invocati per giustificarle. Così facendo, interpreta questi miti in un senso più razionale e filosofico, riportandoli a un’interiorità morale, che è in linea con la prima speculazione platonica.

Come ha scritto Faggin: “Con la Lettera ad Anebo, la lotta contro il cristianesimo, già iniziata con il trattato sulla Filosofia degli Oracoli, diventa una battaglia serrata anche contro la degenerazione del sincretismo greco-orientale, condotta all’insegna di un paganesimo filosofico ridotto alle sue formulazioni più razionali.”[12] Questa posizione critica non è condivisa da tutti.

Questa posizione critica non è condivisa da tutti i neoplatonici, e in particolare da Giamblico, che nella sua opera su I misteri degli Egizi,[13] data come risposta del maestro Abammôn alla lettera di Porfirio ad Anébôn, cerca di conciliare la magia e la divinazione con il neoplatonismo.[14]

Tornato a Roma e succeduto a Plotino come capo della scuola, Porfirio sposò tardivamente Marcella, vedova di un suo amico e madre di sette figli. Questo matrimonio tardivo gli procurò rimproveri da parte di coloro che non riuscivano a capire come un filosofo che aveva predicato l’astinenza potesse contraddirsi nella pratica. In risposta a queste critiche, colse l’occasione di un viaggio lontano da Roma per scrivere alla moglie la Lettera a Marcella, in cui giustifica il suo matrimonio con considerazioni sia pratiche (salvare lei e i suoi figli dallo stato di abbandono in cui si trovava) che teoriche (la salvezza dell’anima è più sicura quando le prove della vita sono più dure).

Questa lettera, che Adolf von Harnack ha chiamato “il testamento morale dell’antichità”,[15] fu molto apprezzata anche dai cristiani e ebbe persino una certa influenza su Sant’Agostino, che lesse la traduzione latina di Marius Victorinus.

All’età di 68 anni, Porfirio ebbe improvvisamente per l’unica volta nella sua vita la visione dell’unità della molteplicità di ciò che esiste e l’unicità trascendentale del divino in esso.

Tra il 300 e il 305 raggruppò e ordinò i 54 trattati di Plotino, sistemandoli in sei libri di nove trattati ciascuno, felice – come scrisse – di aver potuto unire la perfezione del numero sei al numero nove dell’enneade. A questa edizione, in cui gli scritti del suo maestro sono presentati per affinità di argomenti e in ordine crescente di difficoltà senza tener conto della cronologia, ha aggiunto una prefazione, Vita di Plotino.

Porfirio deve essere morto a Roma intorno all’anno 305, ma grazie alle sue opere e a quelle di Plotino, che ha curato, le concezioni filosofiche neoplatoniche dell’antichità hanno potuto attraversare il Medioevo e arrivare fino a noi.

                                               Fabrizio Frigerio

                                               Conferenza tenuta alla Società Teosofica Svizzera

                                               a Ginevra, il 6 dicembre 1994.

[1] Franz Cumont, “Come Plotino distolse Porfirio dal suicidio”, Revue des Etudes grecques, 1921, vol. XXXII, p. 113 ss.

[2] Adolph von Harnack, “Porfirio ‘Gegen die Christen’, 15 Bücher. Zeugnisse, Fragmente und Referate” – Abhandlungen der Akademie von Berlin, 1916.

[3] Tra cui la traduzione italiana: Porfirio, Discorsi contro i cristiani, a cura di Claudio Mutti, Padova, ed. di Ar, 1977, su cui abbiamo basato questi commenti.

[4] Pierre de Labriolle, La Réaction païenne, étude sur la polémique antichrétienne du Ier au VIe siècle, Paris, L’Artisan du Livre, 1948, p.286.

[5] Tra le edizioni disponibili in francese: Porphyre, Vie de Pythagore et Lettre à Marcella, trans. E. Des Places, Parigi, Les Belles Lettres, in italiano: Porfirio, L’antro delle Ninfe, introduzione, traduzione e commento di Laura Simonini, Milano, Adelphi, 1986.

[6] De l’abstinence, tradotto da J. Bouffartigue e M. Patillon, Paris, Les Belles Lettres, 2 vols, 1977-1979.

[7] Vedi Jean-Louis Siémons, Theosophia, Aux Sources néoplatoniciennes et chrétiennes (2e-6e siècles), Paris, Cariscript, 1988, pp.10-13.

[8] Esiste una traduzione italiana recente: Porfirio, Lettera ad Anebo sulla Teurgia, a cura di Giuseppe Faggin, Genova, Il Basilisco, 1982.

[9] Oltre all’edizione francese di Des Places (vedi nota 5), esiste anche un’edizione italiana più recente: Porfirio, Lettera a Marcella, a cura di Giuseppe Faggin, Genova, Il Basilisco, 1982. Le opere di Porfirio sono state riviste e classificate in tre gruppi principali da J. Bidez, Vie de Porphyre le philosophe néoplatonicien, Gand-Leipzig, 1913, pp. 65-73.

[10] L’argomento di Massimo di Tiro è riportato da Louis Rougier, Le conflit du christianisme primitif et de la civilisation antique, Paris, Copernicus, 1977, pp. 93-94.

[11] I pochi frammenti rimasti furono raccolti e classificati da G. Wolff nel 1866, cfr. A. Chaignet, “La philosophie des oracles”, Revue de l’histoire des religions, 1900, p. 337 ss.

[12] Introduzione alla Lettera a Marcella, op. cit. nota 9, p.11 (traduciamo).

[13] Jamblique, Les Mystères des Egyptiens, des Chaldéens et des Assyriens, trans. Pierre Quillard, Parigi, Dervy, 1948.

[14] Questo fece scrivere a J. Bidez che Jamblique era “il misterioso teosofo […] che riformò il misticismo pagano adattandolo alle tradizioni religiose dell’Oriente”. (“Le philosophe Jamblique et son école” – Revue des études grecques, 1919, t. XXXII, pp.29-40).

[15] Hibbert Journal, ottobre 1911.

[16] Vedi Pierre Hadot, Porfirio e Vittorino, Parigi, 1968.

Versione originale francese

Articoli di Fabrizio Frigerio

Marco Boccadoro : Le lezioni … d’Oro. Gli occhi della mente e del cuore.


Il testo della conferenza :

La prima pagina della storia della Società Teosofica


Tradotto da https://web.archive.org/web/20040617080517/http://blavatskyarchives.com/olcott1890.htm

[Ristampato da The Theosophist (Adyar, Madras, India),
Novembre 1890, pp. 65-70].


Mi sono appena imbattuto in un frammento del MS. del mio primo discorso di anniversario come Presidente-Fondatore, e spero di interessare i nostri membri al suo contenuto. La data è il 4 ottobre 1876, ed è stato pronunciato nelle nostre stanze del Mott Memorial Hall, nella città di New York. L’averla vista mi ha riportato alla mente tutti i ricordi di quell’età infantile del nostro movimento teosofico; quel tempo di brillanti speranze, di perfetta fiducia e di affettuose illusioni. Richiamava anche il ricordo dello sgretolamento di certe illusioni che avevamo avuto quando il gruppo di signore e signori di Irving Place accettò, su mia proposta, di formare un corpo, che divenne a tempo debito la Società Teosofica. L’imminenza del suo prossimo quindicesimo anniversario conferisce interesse a questo primo foglio della storia della Società e mi induce a indicare la lezione che contiene.

Alcuni ricorderanno che la riunione di cui sopra fu un incontro informale di amici e conoscenti, per un numero di una dozzina, nel salotto di Madame Blavatsky, per ascoltare la spiegazione del signor George H. Felt di una certa presunta scoperta da parte sua del Canone Perduto della Proporzione, con l’uso del quale gli impareggiabili architetti della Grecia avevano costruito i loro templi e fori. La sua conferenza, illustrata da una serie di bellissimi disegni a colori, fu decuplicata in interesse dalla sua affermazione che non solo aveva scoperto, leggendo i geroglifici, che gli spiriti elementali erano ampiamente usati nei misteri del tempio, ma aveva persino decifrato i mantram con cui erano soggiogati, li aveva praticamente testati e li aveva trovati efficaci. Tra i presenti c’erano diversi vecchi spiritisti, me compreso, di mente aperta, che erano pronti e disposti a indagare su questo argomento, anche se avrebbero dovuto affrontare una miriade di demoni arrabbiati con coloro che avrebbero potuto invadere il loro misterioso dominio. Per quanto mi riguarda, avevo acquisito una piena convinzione della loro esistenza e del potere dell’uomo di soggiogarli, vedendo molti fenomeni prodotti da Madame Blavatsky in condizioni non (anzi, dovrei dire, anti) medianiche. Ero anche venuto a conoscenza dell’esistenza di adepti magici iniziati in Egitto, in India e in certe altre parti del mondo. La possibilità, quindi, di essere in grado, con l’aiuto del signor Felt e senza tirare in ballo i nomi di nessuno dei miei Maestri, di gettare una tale marea di luce sul problema dei fenomeni psichici, si suggerì subito alla mia mente; così scrissi su un foglietto una o due righe chiedendo a H. P. B. se pensava che fosse una buona idea proporre la formazione di una tale Società, convinsi il signor Judge di passarglielo dal lato opposto della stanza, e, dopo un suo cenno di assenso, mi alzai e, dopo aver fatto alcune osservazioni sulla conferenza e sul conferenziere, chiesi se la compagnia presente si sarebbe unita a me nell’organizzare una società di ricerca nel dipartimento coperto dalla presunta scoperta del Sig. Mi soffermai sulle tendenze materialistiche dell’epoca e sul desiderio dell’umanità di ottenere una prova assoluta dell’immortalità; indicando la numerosa diffusione del movimento spiritualistico come la migliore prova del fatto, e accennando alla possibilità di essere aiutati nel nostro lavoro filantropico dai Maestri, dai quali H. P. B. aveva imparato ciò che sapeva, se ci fossimo seriamente e disinteressatamente messi a studiare. Tra gli amici presenti c’era un sacerdote unitariano, che aveva un legame editoriale con un giornale religioso, e il suo resoconto non molto completo di quella riunione – che sta davanti a me mentre scrivo – riporta la scena vividamente alla mia memoria. Il suggerimento fu accolto subito, il signor Felt promise di mostrarci i suoi elementali e di dirigere i nostri studi; la formazione della Società fu votata all’unanimità, io fui eletto Presidente pro tempore, e fu nominato un comitato per redigere il necessario codice di regole e la dichiarazione dei principi. Ho dato questi fatti più brevemente prima. L’incontro avvenne alla fine di agosto (1875), il Comitato per il Regolamento ebbe diverse sessioni; il 16 ottobre fu convocata una riunione dei membri per discutere, e una il 30 per adottare, la bozza finalmente concordata. In quest’ultima occasione fu fissata una riunione aggiornata per l’inaugurazione formale degli ufficiali e il discorso di apertura del presidente. Così la vita esecutiva della Società risale alla sera scorsa specificata. Gli ufficiali scelti furono i seguenti:

Presidente: Henry S. Olcott.

Vicepresidenti: S. Pancoast, M.D., e George Henry Felt.

Segretario corrispondente: H. P. Blavatsky.

Segretario verbalizzante: John Storer Cobb, LL. D.

Tesoriere: Henry J. Newton.

Bibliotecario: Charles Sotheran.

Consiglieri: Rev. J. H. Wiggin, Emma Hardinge Britten, R. B. Westbrook, D.D., LL.D., C. E. Simmons, M.D., Herbert D. Monachesi.

Avvocato della Società: Wm. Q. Judge.

Mr. Charles Carleton Massey, Barrister-at-Law, di Londra, era presente alla riunione del 30 ottobre, si unì alla Società, diventando così uno dei suoi co-fondatori. Più tardi, il famoso e onorato Mr. William Stainton Moses, M.A. (Oxon), già un mio attivo corrispondente — e da allora un caro amico — si unì a noi, come fece anche Miss Kislingbury, l’allora Segretario Generale dell’Associazione Britannica degli Spiritualisti, e altre persone eccellenti. Alla fine organizzarono nell’anno 1878, con l’aiuto del Dr. Storer Cobb come mio delegato ufficiale, la prima delle nostre filiali, la British T. S., ora conosciuta come London Lodge T. S., sotto uno statuto emesso da me nel 1876.

Gli obiettivi originariamente dichiarati della Società Teosofica erano lo studio della scienza occulta e della filosofia esoterica, nella teoria e nella pratica, e la divulgazione dei fatti in tutto il mondo. Il preambolo originale dice: “In altre parole essi (i fondatori) sperano che, andando più a fondo di quanto la scienza moderna abbia fatto finora nelle filosofie esoteriche dei tempi antichi, possano essere in grado di ottenere, per loro stessi e per altri ricercatori, la prova dell’esistenza di un ‘Universo Invisibile’, la natura dei suoi abitanti, se esistono, e le leggi che li governano e le loro relazioni con l’umanità”. In una parola, la nostra speranza era di acquisire questa conoscenza occulta con l’aiuto del signor Felt e di H. P. B. Che le nostre idee fossero eclettiche e non settarie è chiaramente dimostrato dal secondo paragrafo del nostro Preambolo:

“Quali che siano le opinioni private dei suoi membri, la Società non ha dogmi da imporre, nessun credo da diffondere. Non è formata né come uno scisma spiritualista, né per servire come nemico o amico di qualsiasi corpo settario o filosofico. Il suo unico assioma è l’onnipotenza della verità, il suo unico credo una professione di devozione incondizionata alla sua scoperta e propagazione. Nel considerare le qualifiche dei candidati all’adesione, non conosce razza, sesso, colore, paese o credo”.

Io stesso ho redatto questo documento, e questa è la piattaforma su cui abbiamo preso posizione, e su cui siamo rimasti in piedi da allora. Non c’è ancora una formulazione distinta degli ormai noti “Tre Oggetti”, ma la clausola della Fratellanza Universale si rispecchia nell’eclettismo sopra espresso, e lo studio della Letteratura Orientale nell’undicesimo paragrafo del Preambolo, dove si dice che “I Fondatori, essendo ostacolati in ogni tentativo di ottenere la conoscenza desiderata in altre parti, rivolgono i loro volti verso l’Oriente, da cui sono derivati tutti i sistemi di religione e filosofia”. La modestia delle nostre pretese può essere misurata da questo paragrafo conclusivo del documento in questione:

“La Società Teosofica, declinando ogni pretesa di possedere vantaggi insoliti, ogni motivazione egoistica, ogni disposizione a ferire intenzionalmente e senza motivo qualsiasi organizzazione stabilita, invita la fraterna cooperazione di coloro che possono rendersi conto dell’importanza del suo campo di lavoro, e sono in sintonia con gli obiettivi per i quali è stata organizzata”.

La nostra prima amara delusione fu il fallimento del signor Felt nel mantenere le sue promesse. Con difficoltà lo convinsi a tenere una o due conferenze in più, ma non ci mostrò mai tanto quanto lo scodinzolio della coda di un elementale scomparso. H. P. B., che allora lavorava notte e giorno al suo primo libro, “Iside Svelata”, si rifiutò ben presto persino di partecipare alle nostre riunioni, e tanto meno di fare in esse il più piccolo fenomeno – anche se a casa sua continuava a sbalordire i suoi visitatori – e così, abbastanza naturalmente, i principali spiritisti della Società divennero insoddisfatti e si ritirarono. Costretto, contrariamente a tutte le mie aspettative, a mantenere alto l’interesse alle riunioni e a portare tutto il carico da solo, mentre allo stesso tempo mi occupavo dei miei affari professionali e aiutavo H. P. B. su “Iside”, feci quello che potevo per ottenere psicometri, chiaroveggenti, mesmeristi e medium spirituali per mostrarci varie fasi della scienza psichica. A poco a poco crebbe una corrispondenza con compagni di studio nazionali e stranieri, e così l’anno passò, e arrivò la sera in cui fu pronunciato il mio primo discorso annuale. Sfortunatamente la seconda metà del MS. è mancante, così che non posso dare una panoramica completa del lavoro dell’anno. Gli argomenti principali che trovo nella parte che ho davanti sono questi: (a) il completamento della prima bozza di “Isis Unveiled” — che fu riscritta due volte e infine pubblicata da J. W. Bouton di New York, il 29 settembre 1877; (b) la celebrazione pubblica dei riti funebri di uno dei nostri membri, il Barone de Palm, un nobile bavarese, il cui corpo cremai pubblicamente nel mese di dicembre successivo, essendo questo l’inizio dell’ormai popolare movimento di cremazione in America; (c) il salvataggio dalla fame e il ritorno in patria di un nostro membro, Mr. Edward Spaulding, di un gruppo di arabi tunisini indigenti che avevano trovato la loro strada per New York; (d) la prova della medianità del Dr. Slade, su richiesta dei professori dell’Università di San Pietroburgo, e l’invio di lui lì sotto un contratto stipulato da me con lui per loro conto; (e) i tentativi riusciti di quattro dei nostri membri di proiettare i loro corpi astrali e visitare amici lontani. Un caso particolare che posso citare qui, poiché ho avuto il permesso del signore in quel momento di renderlo noto: —

“Uno dei nostri compagni che risiede in Europa, e che ha avuto più successo nei suoi esperimenti di qualsiasi altro di noi, ha avuto l’abitudine di sdraiarsi sul suo divano per un’ora, dopo essersi vestito al mattino, e cercare di uscire dal suo corpo. Una notte, mentre ero al lavoro al mio tavolo, impegnato intensamente sulla questione in questione, ho sentito un suono basso e indescrivibile, e girando rapidamente la testa ho visto, come se fosse un fantasma, il nostro amico europeo. Prima che potessi parlargli, se n’era andato. Sul tavolo c’era un piccolo diario, in cui erano indicate le differenze di tempo tra le principali città del mondo. Mi sono accorto dell’ora che era nel luogo in cui il dormiente doveva trovarsi in quel momento, e gli ho scritto subito i particolari. Dieci giorni dopo ricevetti una sua lettera per posta, in cui mi diceva che ad un’ora che corrispondeva esattamente a quella che avevo annotato, era riuscito ad attraversare l’acqua e a vedermi. Le nostre lettere si erano incrociate durante il tragitto, la mia lo raggiunse più o meno nello stesso momento in cui io ricevetti la sua. Il nome di questo signore, mi è permesso di dire, è W. Stainton-Moses, un professore dell’University College di Londra”.

Il discorso tocca i fatti interessanti della rinascita della parola “Teosofia” dopo che era stata così a lungo al bando, e della possibilità di formare una Società Teosofica nell’aria pulita del pensiero progressista americano; e si prende nota dell’immediata notorietà data alla nostra impresa dalla stampa di tutto il mondo: gli aspri assalti dei giornali spiritualisti contro di noi, e uno recente del più noto medium-insegnante del giorno, che pretendeva di parlare sotto il controllo di spiriti umani disincarnati. Nel Discorso c’erano parole di rimprovero e di ammonimento per quei membri che si erano uniti a noi solo per venire a vedere i miracoli. Si dice che:

“La Società Teosofica era l’ultimo posto da visitare, se vedere miracoli era l’unico obiettivo in vista. I suoi fondatori non fecero alcun contratto per sviluppare medium o maghi, ma, al contrario, dichiararono espressamente che ciò che facevamo doveva essere fatto principalmente a casa, da noi stessi individualmente. Le riunioni semestrali, fu osservato nell’inaugurazione del Presidente, sarebbero state dedicate al confronto delle esperienze personali, alla lettura della corrispondenza e alla realizzazione di quegli esperimenti che avrebbero avuto successo in un gruppo misto”.

Osservate come esattamente gli sviluppi del carattere tra i nostri membri del primo anno coincidono con quelli di tutti gli altri fino ad oggi: una maggioranza viene per sbalordire ed essere stupita, per ottenere poteri psichici per fini egoistici senza sforzo personale, una minoranza è spinta dalla brama di conoscenza, dal desiderio di epurare le idee false, e dal forte desiderio di aiutare l’umanità a vedere attraverso l’errore, estinguere l’ignoranza, il pregiudizio e l’egoismo, e di unirsi in una comune amicizia di razze e credi.

Questa è una narrazione chiara e senza fronzoli degli inizi della Società Teosofica come appare dall’esterno. Nessun fatto è stato soppresso o distorto, e nessuna colorazione di magia o mistero. Non si è verificata alcuna caduta fenomenale di MSS. dallo spazio, nessuna campana delle fate ha suonato dei rintocchi di gioia, nessun mago orientale è apparso improvvisamente tra noi. Non ho ricevuto alcun “ordine” di creare la Società, né alcuna cosa del genere è stata assunta da nessuno nella stanza. L’evoluzione della Società fu – come gli eventi ora dimostrano chiaramente – un incidente inevitabile nel nostro contemporaneo progresso sociale. La provocazione del suggerimento risiedeva nel mio interesse pratico e di lunga data per la scienza psichica, ora alimentato a fuoco dai fenomeni di H. P. B., dal mio nuovo contatto con gli adepti orientali e dai mezzi apparentemente facili per contribuire enormemente, con l’aiuto del signor Felt e la partecipazione di H. P. B., all’attuale conoscenza del mondo astrale e delle sue razze. L’idea sorse nella mia mente nel modo più naturale e spontaneo possibile, come tali idee si presentano di solito nell’esperienza quotidiana. Ma un problema più profondo sta dietro a questo fatto mentale. L’idea di formare, prima un gruppo di studenti, conosciuto come il “Club dei Miracoli”, che avevo ventilato pubblicamente poco tempo prima, ma che dovette essere abbandonato perché il nostro mezzo sperimentale previsto, un certo David Dana — fratello dell’attuale editore del N. Y. Sun — fallì completamente, e poi la Società Teosofica, scaturì davvero dal mio cervello, o fu messo lì ab extra, da qualche maestro di trasferimento del pensiero? Questa è una questione che non può essere risolta giudizialmente in assenza di giudici Mahatma e giuristi Chela avanzati. Ciò che la mia convinzione può essere non è una prova legale, né il caso può essere mai determinato, su questo piano di coscienza. Ma qui c’è un fatto analogo, della natura di una prova valida per me, non pubblicato in precedenza, per quanto mi ricordi, — anche se potrebbe essere stato. Lo Spiritual Scientist (Boston, U. S. A.) di quel tempo contiene come articolo principale una circolare intitolata “Importante per gli spiritisti” e firmata “Per il Comitato dei Sette, Fratellanza di Luxor ***”. La scrissi io stesso, da solo nella mia stanza, lontano da H. P. B. — in un’altra città, infatti — e, per quanto ne so, da ogni altro agente ipnotico. Il documento comprende sei paragrafi come è stato stampato alla fine, la mia prima bozza è stata corretta e la materia è stata riordinata in quello che mi sembrava un ordine migliore. Il mio stato mentale era attivo, i miei pensieri erano chiari, il mio giudizio freddo e calmo; certamente, quindi, era l’opposto della condizione mentale della medianità, cioè la passività. Questo rese il seguito ancora più sorprendente. Feci stampare il documento separatamente come circolare e, per una questione di gusto, ordinai al tipografo di fare l’iniziale di ogni paragrafo in inchiostro rosso, mentre il resto era in nero. La volta successiva che vidi H. P. B. le consegnai una copia del documento stampato, che lei prese a leggere, e subito si mise a ridere. Poi mi chiese di leggere la parola che le iniziali rosse componevano, leggendo dall’alto verso il basso. Immaginate la mia stupefazione nello scoprire che esse componevano il nome dello stesso adepto, un egiziano, dal quale, tramite H. P. B., ricevevo da tempo il mio insegnamento esoterico! Se c’era qualcosa che poteva far esitare un principiante nello studio psichico prima di dogmatizzare sui fenomeni mentali indipendenti, era questo. Colpì come un fulmine; — significava così tanto.

H. S. OLCOTT.

https://theosophy.wiki/en/Founding_of_the_Theosophical_Society

Fondazione della Società Teosofica

Verbale dell’8 settembre 1875.
La Società Teosofica fu fondata ufficialmente a New York il 17 novembre 1875 da Helena P. Blavatsky, Henry S. Olcott, William Q. Judge e altri. Il processo di formazione della Società richiese sei riunioni, che ebbero luogo dai mesi di settembre a novembre, e il discorso inaugurale del presidente Henry Steel Olcott ebbe luogo il 17 novembre.

I teosofi di tutto il mondo celebrano il 17 novembre come Giorno della Fondazione o Giorno dei Fondatori.

Contenuto
1 Settembre 7
1.1 Conferenza di Felt
1.2 Proposta di riunione organizzativa
1.3 Il racconto di E. Gerry Brown
2 Settembre 8
3 Settembre 13
4 Ottobre 8
5 Ottobre 16
6 Ottobre 30
7 Novembre 17
8 Riunioni anticipate
9 Risorse online
9.1 Articoli
10 Note
7 settembre
In questo periodo della sua vita H. P. Blavatsky viveva al 46 di Irving Place, a New York City, ed era abbastanza conosciuta tra coloro che erano interessati alla filosofia esoterica. Il suo appartamento era diventato un luogo dove le persone venivano ad imparare da lei su questi argomenti.

Conferenza di Felt
Martedì 7 settembre 1875, fu organizzata una riunione nelle sue stanze per ascoltare una conferenza di George H. Felt intitolata “Il Canone perduto delle proporzioni degli Egizi, dei Greci e dei Romani”. Non c’è una registrazione ufficiale delle persone presenti in questa particolare serata, anche se probabilmente erano circa venti o meno. Il Col. Olcott descrisse l’incontro come segue:

[George H. Felt] era un disegnatore molto abile, e aveva preparato una serie di disegni squisiti per illustrare la sua teoria che il canone della proporzione architettonica, impiegato dagli egiziani, così come dai grandi architetti della Grecia, era effettivamente conservato nei geroglifici dei templi della Terra di Khemi. La sua tesi era che, seguendo certi precisi indizi, si poteva iscrivere su un certo muro del tempio quella che lui chiamava la “Stella della Perfezione”, all’interno della quale si sarebbe letto l’intero segreto del problema geometrico delle proporzioni; e che i geroglifici al di fuori della figura iscritta non erano altro che meri ciechi per ingannare il profano in cerca di curiosità; poiché, letti consecutivamente a quelli all’interno della figura geometrica, o costituivano indecifrabili sciocchezze o sfociavano in qualche racconto del tutto banale.
Questo diagramma consiste in un cerchio con un quadrato dentro e fuori, contenente un triangolo comune, due triangoli egiziani e un pentagono. Lo applica alle immagini, alle statue, alle porte, ai geroglifici, alle piramidi, ai piani, alle tombe e agli edifici dell’Antico Egitto, e dimostra che sono così perfettamente in accordo con le sue proporzioni che devono essere stati fatti secondo la sua regola. Applica lo stesso canone di proporzioni ai capolavori dell’arte greca e trova che sono stati, o potrebbero essere stati, scolpiti senza modelli secondo questa regola. È, infatti, il vero canone dell’architettura della natura.[1]
Durante la conferenza al signor Felt fu chiesto dal dottor Seth Pancoast, un dotto cabalista, se poteva provare la sua conoscenza occulta e la sua capacità di evocare “spiriti dal profondo dello spazio”. Egli rispose categoricamente che attraverso il suo circolo chimico “poteva richiamare alla vista centinaia di forme d’ombra simili all’umano, ma non aveva visto segni di intelligenza in queste apparizioni”.[2]
Proposta di riunione organizzativa
Il discorso fu accolto con entusiasmo e stimolò un’animata discussione. H. S. Olcott scrisse su un foglietto: “Non sarebbe una buona cosa formare una società da questo tipo di studio? Lo consegnò a W. Q. Judge perché lo passasse a HPB, che annuì in segno di assenso.[3]

Il signor Felt disse che nel corso di una serie di conferenze avrebbe potuto mostrare come evocare e controllare gli elementali. Una nuova conferenza fu organizzata per il giorno successivo, dopo la quale sarebbe seguita una riunione per organizzare la nuova società.

Il Col. Olcott spiegò che quando propose la formazione della Società, aveva in mente…

…Un corpo per la raccolta e la diffusione della conoscenza; per la ricerca occulta, e lo studio e la diffusione delle antiche idee filosofiche e teosofiche: uno dei primi passi fu quello di raccogliere una biblioteca. L’idea della Fratellanza Universale non c’era, perché la proposta della Società scaturì spontaneamente dal presente tema di discussione…
La Società Teosofica fu un’evoluzione, non – sul piano visibile – una creazione pianificata.[4]

E. Gerry Brown
Elbridge Gerry Brown riferì dell’incontro in The Spiritual Scientist, riconoscendone il significato:

Un movimento di grande importanza è stato appena inaugurato a New York sotto la guida del Col. Henry S. Olcott, nell’organizzazione di una Società che sarà conosciuta come “La Società Teosofica”. Il suggerimento non era stato premeditato ed è stato fatto la sera del 67, nel salotto di Madame Blavatsky, dove una compagnia di diciassette signore e signori si era riunita per incontrare il signor George Henry Felt, la cui scoperta delle figure geometriche della Cabbala egiziana può essere considerata come una delle più sorprendenti imprese dell’intelletto umano. La compagnia comprendeva diverse persone di grande cultura e alcune di grande influenza personale …

Dopo i discorsi del signor Felt, seguì un’animata discussione. Durante una pausa conveniente nella conversazione, il Col. Olcott si alzò, e dopo aver brevemente delineato la condizione attuale del movimento spiritualistico, l’atteggiamento dei suoi antagonisti, i materialisti, e l’insopprimibile conflitto tra la scienza e i settari religiosi, il carattere filosofico degli Antichi Teosofi e la loro capacità di conciliare tutti gli antagonismi esistenti, e l’apparentemente sublime conquista del Sig. Felt nell’estrarre la chiave dell’architettura della Natura dagli scarsi frammenti di antiche conoscenze lasciateci dalle mani devastanti dei fanatici musulmani e cristiani dei primi secoli, egli propose di formare un nucleo attorno al quale riunire tutte le anime illuminate e coraggiose che fossero disposte a lavorare insieme per la raccolta e la diffusione della conoscenza. Il suo piano era di organizzare una Società di occultisti e cominciare subito a raccogliere una biblioteca e a diffondere informazioni su quelle leggi segrete della natura che erano così familiari ai Caldei e agli Egizi, ma che sono totalmente sconosciute al nostro moderno mondo della Scienza…[5]

8 settembre
Il giorno successivo, l’8 settembre 1875, il signor Felt tenne un’altra conferenza, e successivamente ebbe luogo una riunione per organizzare la Società. Il colonnello Olcott fu eletto presidente e il signor Judge segretario. Tra i presenti, sedici persone consegnarono i loro nomi come disposti a formare e diventare membri di tale Società. Il Col. Olcott pubblicò il rapporto ufficiale della riunione dell’8 settembre, citando dal libro dei verbali:

In seguito alla proposta del Col. Henry S. Olcott, di formare una Società per lo studio e l’approfondimento dell’Occultismo, della Cabbala, ecc., le signore e i signori presenti si sono riuniti in assemblea e, su proposta del signor William Q. Judge, è stato

deliberato che il Col. H. S. Olcott assuma la presidenza. Su mozione fu anche

che il signor W. Q. Judge funga da segretario. Il presidente chiese quindi i nomi delle persone presenti che avrebbero accettato di fondare e appartenere a una società come quella menzionata. Le seguenti persone consegnarono i loro nomi al Segretario:

Col. Olcott, Mme. H. P. Blavatsky, Chas. Sotheran, Dr. Chas. E. Simmons, H. D. Monachesi, C. C. Massey di Londra, W. L. Alden, G. H. Felt, D. E. de Lara, Dr. W. Britten, Mrs. E. H. Britten, Henry J. Newton, John Storer Cobb, J. Hyslop, W. Q. Judge, H. M. Stevens (tutti presenti tranne uno).

Su proposta di Herbert D. Monachesi, fu

Risoluto, che un comitato di tre persone sia nominato dal presidente per redigere uno statuto e un regolamento, e per riferire in merito alla prossima riunione. Su mozione, è stato

deliberato che il presidente sia aggiunto al comitato.

Il presidente nominò quindi i signori H. J. Newton, H. M. Stevens e C. Sotheran membri del comitato.

Su mozione, è stato

Risoluto, che ora ci aggiorniamo a lunedì 13 settembre, nello stesso luogo, alle 8 P.M.[6]
13 settembre
Il signor Felt tenne un’altra conferenza il 13 settembre dove descrisse ulteriormente le sue scoperte. Alcune altre persone hanno partecipato. Dopo questo, il comitato formato da H. J. Newton, H. M. Stevens, C. Sotheran e il Col. Olcott per redigere una Costituzione e un Regolamento ha fatto il suo rapporto. Il Col. Olcott riferisce:

Sono stati esaminati i regolamenti di vari organismi societari, ma quelli della Società Geografica e Statistica Americana e dell’Istituto Americano sono stati ritenuti da noi dei buoni modelli da seguire[7].
Fu in questa riunione che fu deciso che il nome della Società fosse quello di Società Teosofica. Il Col. Olcott scrive

La scelta di un nome per la Società fu, naturalmente, una questione da discutere seriamente nel Comitato. Furono suggeriti diversi nomi, tra i quali, se ricordo bene, l’egittologico, l’ermetico, il rosacrociano, etc., ma nessuno sembrava adatto. Alla fine, sfogliando le foglie del Dizionario, uno di noi si imbatté nella parola “Teosofia”, al che, dopo una discussione, concordammo all’unanimità che quella era la migliore di tutte, poiché esprimeva la verità esoterica che volevamo raggiungere e copriva il terreno dei metodi di ricerca scientifica occulta di Felt[8].
È interessante notare che pochi mesi prima Mme. Blavatsky aveva già scritto una lettera personale usando il termine Teosofia:

La mia credenza si basa su qualcosa di più antico delle bussate di Rochester, e scaturisce dalla stessa fonte di informazione che fu usata da Raymond Lully, Picus della Mirandola, Cornelius Agrippa, Robert Fludd, Henry More, ecc., tutti coloro che hanno sempre cercato un sistema che rivelasse loro le “più profonde profondità” della natura divina, e mostrasse loro il vero legame che unisce tutte le cose. Ho trovato finalmente, e molti anni fa, le brame della mia mente soddisfatte da questa teosofia insegnata dagli Angeli e da loro comunicata affinché la protoplasta la conoscesse per l’aiuto del destino umano.[9]
I reverendi J. H. Wiggin e C. Sotheran furono incaricati di selezionare sale di riunione adeguate. Diversi nuovi membri furono nominati e i loro nomi aggiunti come fondatori.[10]

8 ottobre
Uno dei primi membri, John W. Lovell, diede un resoconto della sua esperienza, lasciando intendere che l’8 ottobre ebbe luogo una riunione in cui egli divenne un Fondatore:

Fu nel settembre del 1875 che sentii per la prima volta la proposta di fondare la Società Teosofica. A quel tempo vivevo a Rouses Point, nella parte settentrionale dello Stato di New York, dove avevo una grande tipografia e manifattura di libri, lavorando per editori di New York, Boston e Philadelphia. Tra questi c’era la ditta J. Sabin & Sons, che pubblicò una piccola rivista che avevo stampato per loro. Questa era diretta dal signor Charles Sotheran, e necessariamente fui portato in stretta relazione con lui. Devo avergli detto che mi ero interessato ai fenomeni psichici perché, quando andai a trovarlo il 23 settembre 1875, in relazione al lavoro che stavo facendo per la sua ditta, mi disse che lui e alcuni suoi amici stavano fondando una Società per l’investigazione dei fenomeni psichici che sarebbe stata chiamata la Società Teosofica, e mi invitò a diventarne membro.

Gli dissi che sarei stato molto contento di farlo, anche se, vivendo così lontano, era dubbio che avrei potuto essere presente a molte delle sue riunioni. Quando gli chiesi delle quote, mi disse che era stata decisa una quota d’iscrizione di 5 dollari. Gliela consegnai e lui mi diede la ricevuta, un facsimile della quale appare a pagina 39 del “Libro d’Oro della Società Teosofica” e disse che mi avrebbe fatto eleggere membro alla prossima riunione, l’8 ottobre. In quella riunione, credo che fosse, il Col. Olcott fece approvare una risoluzione secondo la quale tutti coloro che divennero membri prima dell’organizzazione definitiva, con i sedici che parteciparono alla prima riunione dell’8 settembre, dovevano essere considerati Fondatori della Società. Così, in questo modo, io perché uno dei Fondatori, anche se negli anni successivi il nome fu usato solo per il Col. Olcott, Madam Blavatsky e William Judge.”[11]

16 ottobre
Il 13 ottobre 1875, il Col. Olcott pubblicò il seguente avviso, invitando alla prima riunione tenuta sotto il nome di “Società Teosofica”:

Avendo il Comitato per lo Statuto completato il suo lavoro, una riunione della Società Teosofica si terrà presso la residenza privata, n. 206 West 38th St., sabato 16 ottobre 1875, alle ore 20.00, per organizzare ed eleggere gli ufficiali. Se il signor Felt dovesse essere in città, continuerà il suo interessantissimo resoconto delle sue scoperte egittologiche. Secondo il regolamento proposto, i nuovi membri non possono essere eletti se non dopo trenta giorni dall’esame della loro domanda. È quindi auspicabile una piena partecipazione a questa riunione preliminare.
Il sottoscritto emette questa convocazione in conformità con l’ordine adottato dalla riunione del 13 settembre ultimo.

(Firmato) HENRY S. OLCOTT, Presidente, pro. tem.[12]
Il 16 ottobre erano presenti le seguenti persone: Mme. Blavatsky, Mrs. E. H. Britten, Henry S. Olcott, Henry J. Newton, Chas. Sotheran, W. Q. Judge, J. Hyslop, Dr. W. H. Atkinson, Dr. H. Carlos, Dr. Simmons, Tudor Horton, Dr. Britten, C. C. Massey, John Storer Cobb, W. L. Alden, Edwin S. Ralphs, Herbert D. Monachesi, e Francisco Agromonte.

È stato discusso il regolamento e sono state fatte varie mozioni su di esso, dopodiché la riunione si è aggiornata.

Ufficiali della TS, dal preambolo
30 ottobre
Durante la riunione del 30 ottobre il comitato ha riferito che il luogo di riunione prescelto per la Società è il Mott Memorial Hall, 64, Madison Avenue.

Il regolamento è stato finalmente adottato e ha avuto luogo l’elezione degli ufficiali. Henry S. Olcott fu scelto come presidente; George Henry Felt e il Dr. S. Pancoast, M.D. come vicepresidenti; Mme. H. P. Blavatsky, segretario corrispondente; John Storer Cobb segretario di registrazione; Henry J. Newton, tesoriere; e Charles Sotheran, bibliotecario. I consiglieri erano il Rev. J. H. Wiggin, la Signora Emma Hardinge Britten, R. B. Westbrook, il Dr. C. E. Simmons, M.D., e Herbert D. Monachesi. William Q. Judge fu scelto come consigliere della Società.[13]

Questa data viene indicata per la pubblicazione del Preambolo e dello Statuto della Società Teosofica.

17 novembre
Il 17 novembre, settanta giorni dopo aver concepito la formazione della Società, i membri si riunirono al Mott Memorial Hall e il Col. Olcott pronunciò il suo discorso inaugurale come Presidente-Fondatore della Società Teosofica ormai pienamente costituita. Col senno di poi, le osservazioni iniziali di questo discorso si rivelarono profetiche, il che è notevole se si considera che l’organizzazione iniziò con solo un piccolo gruppo di persone che la pensavano come lui:

Nei tempi futuri, quando lo storico imparziale scriverà un resoconto del progresso delle idee religiose nel secolo attuale, la formazione della Società Teosofica, alla cui prima riunione sotto la sua dichiarazione formale di principi stiamo assistendo, non passerà inosservata. Questo è certo.[14]
La prossima riunione della Società Teosofica era prevista per il 15 dicembre 1875.

Le prime riunioni
Mentre il Col. Olcott fu attivo nelle prime riunioni della Società, Mme. Blavatsky non vi prese parte attiva dopo le prime sessioni. Era occupata con la corrispondenza, la pubblicazione di articoli, le discussioni nel “Lamasery”, e la scrittura di Iside Svelata. Anche il signor Judge non partecipava alle riunioni, essendo occupato con il suo lavoro e frequentando il “Lamasery” durante la sera per studiare.

Altri membri furono ammessi di volta in volta, sia attivi che corrispondenti. Il signor Felt non fu in grado di mantenere la sua promessa di materializzare “spiriti” in pubblico, sebbene Mme. Blavatsky avesse affermato di averlo fatto in presenza di un piccolo gruppo privato di studenti. Alla fine lasciò la Società, come la maggior parte degli altri primi membri quando scoprirono che le loro aspettative non venivano soddisfatte. Dalla fine del 1876 a quella del 1878 (quando i fondatori si trasferirono in India) la Società come corpo fu relativamente inattiva e le sue riunioni quasi cessarono. Tuttavia, continuò ad avere un’influenza crescente soprattutto attraverso le riunioni nella “Lamasery”, la corrispondenza e la pubblicazione di articoli.

Risorse online
Articoli
Discorso inaugurale del presidente-fondatore della Società Teosofica di H. S. Olcott
La fondazione della Società Teosofica di Walter A. Carrithers, Jr.
Note
Henry Steel Olcott, Old Diary Leaves First Series (Adyar, Madras: The The Theosophical Publishing House, 1974), 115-116.
Henry Steel Olcott, Old Diary Leaves First Series (Adyar, Madras: The The Theosophical Publishing House, 1974), 116.
Sylvia Cranston, H.P.B. The Extraordinary Life & Influence of Helena Blavatsky, (New York: Putnam Book, 1993), 143.
Henry Steel Olcott, Old Diary Leaves First Series (Adyar, Madras: The The Theosophical Publishing House, 1974), 120.
John W. Lovell, “Some Personal Reminiscences”, The American Theosophist 34.11 (novembre 1946), 241. Citato dall’articolo di E. Gerry Brown su The Spiritual Scientist del 1875 da John W. Lovell in una relazione che lesse ad una riunione della Loggia di New York, il 6 novembre 1928.
Henry Steel Olcott, Old Diary Leaves First Series (Adyar, Madras: The The Theosophical Publishing House, 1974), 121-122.
Henry Steel Olcott, Old Diary Leaves First Series (Adyar, Madras: The The Theosophical Publishing House, 1974), 133.
Henry Steel Olcott, Old Diary Leaves First Series (Adyar, Madras: The The Theosophical Publishing House, 1974), 132.
John Algeo, The Letters of H. P. Blavatsky vol. 1, lettera 21 (Wheaton, IL: The The Theosophical Publishing House, 20034), 86.
Henry Steel Olcott, Old Diary Leaves First Series (Adyar, Madras: The The Theosophical Publishing House, 1974), 130-131.
“John W. Lovell, “Reminiscences of Early Days of the Theosophical Society” The Canadian Theosophist (marzo-agosto 1929).
Henry Steel Olcott, Old Diary Leaves First Series (Adyar, Madras: The The Theosophical Publishing House, 1974), 133.
Henry Steel Olcott, Old Diary Leaves First Series (Adyar, Madras: The The Theosophical Publishing House, 1974), 135.
Discorso inaugurale del presidente-fondatore della Società Teosofica di H. S. Olcott

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3ERHARD BAZNERURSACHE UND UBERWINDUNG DES LEIDES2801
4CHRISTUSWORTE CHRISTI AUS DEN VIER EVANGELIEN

5HANS ARNOLDMAGISCHE KRÄFTE IN UNS

6ENWIN ARNOLDDIE LEUCHTE ASIENS

7ERHARD BAZNERWO SIND DIE TOTEN?3802,803
8ERHARD BAZNERDIE NATURGEISTER

9PAUL BUSSONDIE WIEDERGEBURT DES MELCHIOR DRONTE

10HANS MUCHDIE HEIMKEHR DES VOLLENDETEN

11HANS MUCHBORO BUDUR

12HUGO BERGMANNWORTE MOSIS

13ANNIE BESANT UNO C. W. LEADBEATERDER MENSCH, WOHER, WIE UND WOHIN?

14BO YIN RADAS BUCH VOM LEBENDIGEN GOTT

15BO YIN RADAS GESPENST DER FREIHEIT

16ANNIE BESANTDIE MEISTER2866
17ANNIE BESANTURALTE WEISHEIT4804,805,806
18ANNIE BESANTEINE STUDIE ÜBER KARMA3807,808
19ANNIE BESANTDAS RÄTSEL DES LEBENS

20ANNIE BESANTDIE SIEBEN PRINZIPIEN2857
21ANNIE BESANTDHARMA

22ANNIE BESANTDIE VIER GROSSE RELIGIONEN

23ANNIE BESANTH. P. BLAVATSKY UND DIE MEISTER DER WEISHEIT 

24SWAMI ABHEDANANDADER WEG ZUR GLÜCKSELIGKEIT 

25GEORGE S. ARUNDALENIRVANA

26ANNIE BESANTWARUM GLAUBEN WIR AN DAS KOMMEN EINES WELTLEHRERS

27HENRI BORELWEISHEIT UND SCHÖNHEIT AUS CHINA

28EDWIN BÖHMEDAS GEDANKENLEBEN UND SEINE BEHERRSCHUNG

29EDWIN BÖHMETHEOSOPHIE ALS LEBENSWEISHEIT 

30AIMEE BLECHANNIE BESANT

31ANNIE BESANTDER MENSCH UND SEINE KÖRPER

32HANS BAUMANNDIE MINNENSINGER

33HERMANN BECKHVON BUDDHA ZU CHRISTUS

34IDA BOY EDEMPOR!

35JAKOB BÖHMEVOM GEHEIMNIS DES GEISTES

36EDWARD BULWER LHTTONZANONI, DIE GESCHICHTE EINES ROTENKREUTZERS

37H.P.BLAVATSKYFREMDWÖRTERBUCH

38H.P.BLAVATSKY  DIE STIMME  DER STILLE3851, 852
39VERENA CONZETTERSTREBTES UND ERLEBTES

40FRANCESCO CHIESAHISTORIEN UND LEGENDEN

41MARIE CORELLIEIN ROMAN AUS ZWEI WELTEN

42COUÉ DIE SELBST

43ERICH CZERNINENTZIFFERTE GEHEIMLICHKEIT DER BIBEL

44ERICH CZERNINÜBERSINNLICHE WELTEN

45L. R. CONRADIPROPHETISCHER AUSBLICK

46MABEL COLLINSEIN RUF AUS DER FERNE

47MABEL COLLINSDAS LIED VON DER WEISSEN LOTUS 2809
48MABEL COLLINSDIE KUNDE VOM KÖRPERFREIEN MENSCHEN

49MABEL COLLINSLUST UND SCHMERZ

50MABEL COLLINSLICHT AUF DEM PFAD5870,871,872,873
51DR. PAUL DEUSSEN DIE GEHEIMLEHRE DES VEDA 

52DR JULIUS DUTOITDAS LEBEN DES BUDDHA

53MAX DESSOIRVOM JENSEITS DER SEELE

54KÄTHE DORNDAS VATERUNSER

55WALTER EINBECKGOTT, WELT UND MENSCH4810,811, 861
56MEISTER ECKHARTSCHRIFTEN

57MEISTER ECKHARTREDEN DER UNTERWEISUNG

58MEISTER ECKHARTBUCH DER GÖTTLICHEN TRÖSTUNG

59KARL VON ECKARTSHAUFENKOSTIS REISE

60FRANZ CARL ENDRES WEGE ZUM GLÜCK

61HANS FREIMARKHELENA PETROVNA BLAVATSKY

62ERICH FRIEDRICHDIE SIGFRIED TRAGÖDIE IM NIBELUNGENRING

63HEINRICH FEDERERAUS JUNGEN TAGEN

64FRANCHEZZOEIN WANDERER IM LANDE DER GEISTER

65DION FORTUNE LIEBE AUS DEM JENSEITS

66H. FIELDING HALL DAS LIEBLINGSVOLK BUDDHAS 

67JOH. LUISE GUTTMANNADYAR EINE STÄTTE GEISTIGER HÖHENLUFT 2
68U.GERERWECKT

69REINHARD GERLINGDIE KUNST DER KONZENTRATION

70C.W.LEADBEATERFÜR TRAUERNDE2893
71MUHAMMADDER KORAN

72GUSTAV GAMPER IM SAAL DER MEISTER 

73ERNST GORLEMANNDAS GEHEIMNIS DES GLÜCKS

74ERNST GORLEMANNWONACH WIR ALLE STREBEN

75BRUNO GRABINSKYDAS PHÄNOMEN DER STIGMATISATION

76DOROTHY  GRENSIDEKLEINE BAUMEISTER3105, 815, 816
77DOROTHY  GRENSIDEGEDANKENSCHIFFE

78FRANZ HARTMANNBHAGAVAD GITA6238,261,340,519,881
79FRANZ HARTMANNBETRACHTUNGEN ÜBER DAS TAO-TEH-KING

80FRANZ HARTMANNJEHOSHUA

81FRANZ HARTMANNGEHEIMSCHULE DER MAGIE UND OKKULTEN ÜBUNGEN

82RUDOLF MARIA HOLZAPFELHEILIGE EWIGKEIT

83C. HILTYGLÜCK

84HERMANN HESSESIDDARTHA

85O.Z. HANISH  DAS LEBEN JESU

86F.A.HÜGLIMODERNE MAGIE

87MAX HEINDEL DIE MYSTERIEN DER GROSSEN OPERN 

88C JINARAJADASA M. A CANT. DIE OKKULTE ENTWICKLUNG DER MENSCHHEIT 3812,887
89C JINARAJADASA M. A CANT. GRUNDLAGEN DER THEOSOPHIE 3813,814
90H. KAZEMZADEH-IRANSCHÄHR DIE SIEBEN BLUMEN 2895
91H. KAZEMZADEH-IRANSCHÄHR DER PFAD ZUR JÜNGERSCHAFT4817, 818,880
92WILLIAM Q. JUDGE. DAS MEER DER THEOSOPHIE. 

93H. KAZEMZADEH-IRANSCHÄHR DIE GATHAS VON ZARATHUSHTRA3819, 854
94H. KAZEMZADEH-IRANSCHÄHR DIE HEILKRAFT DES SCHWEIGENS

95H. KAZEMZADEH-IRANSCHÄHR DER MEISTER UND SEIN JÜNGER3820, 863
96H. KAZEMZADEH-IRANSCHÄHR WIE SOLLEN WIR MEDITIEREN ? 2902
97MANFRED KYBERDER KÖNIGSGAUKLER

98MANFRED KYBERDIE DREI LICHTER DER KLEINEN VERONIKA

99UVE JENS KRUSE   LEBENSKUNST 

100HERBERT VON BOMSDORFF-BERGEN UND UVE JENS KRUSE EIN KOMPASS ZUR MENSCHENERKENNTNIS 

101FRANCES KÜLPEMÜTTER UND TÖCHTER 

102FRANCES KÜLPE TÖCHTER  WERDEN MÜTTER

103FRANCES KÜLPEMUTTERSCHAFT

104GOTTFRIED KELLERZÜRICHER NOVELLEN

105INAYAT KHANDER ZWECK DES LEBENS 

106INAYAT KHAN MYSTIK VON LAUT UND TON 

107MARTHA KÜNTZEL DIE GEDANKEN ALS SCHOPFER UNSERES SCHICKSALS2821
108KRISHNAMURTIZU FÜSSEN DES MEISTERS6822,823,824,825,826
109KRISHNAMURTIERFAHRUNG UND LEBENSFÜHRUNG2892
110KRISHNAMURTI DAS LEBEN ALS ZIEL 3891,900
111KRISHNAMURTI A U F DE R S UCH E 2169
112KRISHNAMURTI  DER PFAD2856
113KRISHNAMURTI KÖNIGREICH GLÜCK 

114KRISHNAMURTI VERSTÄNDNIS SEI GESETZ5827,889,890,901
115INAYAT KHANDAS INNERE LEBEN 

116CARLO SUARES KRISHNAMURTI 

117JONN KELLENWUNDERMENSCHEN

118OMAR KHAYYAMRUBAIYAT, DIE SPRÜCHE DER WEISHEIT

119KRYSCHANOWSKAIA- ROCHESTERIM BANNE DER VERGANGENHEIT

120RÖSY VON KÄNELJAHRMARKT DES LEBENS

121C. W. LEADBEATER  DAS INNERE LEBEN, BAND 1

122C. W. LEADBEATER DIE ENTSTEHUNG EINER NEUEN UNTER-RASSE2828
123C. W. LEADBEATER HINDU-YOGA 

124C. W. LEADBEATER DIE MEISTER UND DER PFAD 2829,830
125C. W. LEADBEATER EIN TEXTBUCH DER THEOSOPHIE3867, 868
126C. W. LEADBEATER DAS LEBEN NACH DEM TODE 2832
127C. W. LEADBEATER GIBT ES EINE WIEDERKEHR ?

128C. W. LEADBEATER GESPRÄCHE ÜBER “ZU FÜSSEN DES MEISTERS”

129C. W. LEADBEATER  DIE ASTRAL EBENE3864, 869
130C. W. LEADBEATER URALTE IDEALE IN DER MODERNEN FREIMAUEREI 

131C. W. LEADBEATER TRÄUME

132J.J.VAN DER LEEUW GÖTTER N DER VERBANNUNG 

133H. LHOTZKYVOM ERLEBEN DES GLÜCKS

134J. LORENTZZEITLOSE WAHRHEITEN

135L. LATHOVSKYDAS GEHEIMNIS DES LEBENS

136G.LUCCIDIE PRAXIS DER BEWUSSTEN AUTOSUGGESTION

137R.J.LANGSONDERLINGE

138W.LINDENGOETHE UND DIE DEUTSCHE GEGENWART

139N. LAUPPERT   MENSCH, WELT UND GOTT5833,834, 882,883
140N. LAUPPERTSPIRITISMUS MAGIE YOGA 

141P. MULFORDDER UNFUG DES STERBENS2835
142H. MUCHDIE WELT DES BUDDHA

143H. MUCHMEISTER EKKEHART 

144H. MUCHDIE HEIMKEHR DES VOLLENDETEN

145A.MOOSBEETHOVEN

146A. MAURERAUD DER WANDERSCHAFT

147J. MARCAULT ET ALERZIEHUNGSWEGE IM NEUEN ZEITALTER

148M. MAETERLINCK DER BEGRABENE TEMPEL 

149K. E. NEUMANN DIE REDEN GOTAMO BUDDHOS, ERSTER BAND

150K. E. NEUMANN DIE REDEN GOTAMO BUDDHOS, ZWEITER BAND

151J. NIEMANDSCHLAFENDE SPHÄREN

152A. M. OPPELMYSTHISCHE WERTUNGEN2836
153K. E. NEUMANN DIE REDEN GOTAMO BUDDHOS, DRITTER BAND

154K. NICKELVON GOTTES SONNEN2
155H. OLDENBERGBUDDHA

156G.J. OUSELEYDAS EVANGELIUM DES VOLLKOMMENEN LEBENS

157PLATONSTAAT

158E.G.DAS GEHEIMNIS DES GENIALEN SCHAFFENS

159PARKES WEBER GEDANKEN EINES ARZTES  ÜBER SEELE NATUR UND GOTT 

160E. PAULIDER EREMIT

161H. PESTALOZZILIENHARD UND GERTRUD

162O. PENZIGDIE TEOSOPHIE UND DIE TEOSOPHISCHE GESELLSCHAFT

163F. PAULSENEINLEITUNG IN DIE PHILOSOPHIE

164H. REDWOODGOTT IN DEN SCHATTEN

165G. RENFERDER HEXENVOGT

166F. KITTELMEYERMENSCHENWEIHEHANDLUNG

167F. RÜCKERTWEISHEIT DER BRAHMANEN2862
168A. J. RUSSELL NUR FUR SÜNDER 

169H. RUDOLPH MEDITATIONEN4837,838,839
170H. RUDOLPH DER WEG ZUM CHRISTUS

171H. RUDOLPH DIE EHE

172H. RUDOLPH DIE KRANKHEITSURSACHEN2845
173H. RUDOLPH DAS GEHEIMNIS DER MENSCHENNATUR 2840
174H. RUDOLPH DER AUFSTIEG ZLUM GOTTLICHEN , I BAND

175H. RUDOLPH DER AUFSTIEG ZLUM GOTTLICHEN , II BAND

176H. RUDOLPH DER DEUTSCHE GLAUBE 

177H. RUDOLPH BRUDERSCHAFT, DAS SITTENGESETZ DES NEUEN ZEITALTERS 

178H. RUDOLPH DIE I.T.V.

179H. RUDOLPH RELIGION IST BRUDERSCHAFT 

180H. RUDOLPH WIE SCHÜTZE ICH MICH GEGEN PSYCHISCHE BEEINFLUSSUNG?

181H. RUDOLPH DIE TEOSOPHISCHE PRINZIPIEN

182H. RUDOLPH THEOSOPHISCHE PFAD 

183K. STEINBERGER ESOTERIKER DES WESTENS2850
184R. SYRINGDER WEG NACH INNEN

185R. SYRINGDER SCHÖPFERISCHE MENSCH

186A.SILVANIAHRINZIMAN

187G.C.SCHWARZDA EINZIGE HEILMITTEL BEI NERVENLEIDEN

188B. SPALDINGLEBEN UND LEHRE DER MEISTER IM FERNEN OSTEN , BAND I4841,842, 858
189B. SPALDINGLEBEN UND LEHRE DER MEISTER IM FERNEN OSTEN , BAND II4843, 849, 859
190HANS STERNEDERDER WUNDERAPOSTEL

191A.STEFFENOTT, ALOIS UND WERELSCHE

192T.SOLUSDIE MYSTIK IN WAGNERS FLIEGENDEM HOLLANDER

193H. STERNEDERDIE ZWEI UND IHR GESTIRN

194H. STERNEDERFRÜHLING IM DORF

195C. SPITTELEROLYMPISCHER FRÜHLING BAND I

196C. SPITTELEROLYMPISCHER FRÜHLING BAND II

197M. SPÖRLINVATER JUNG-STILLING UND FRÄULEN KATHARINA

198K.O. SCHMIDTDER PFAD DER KONTEMPLATION

199A. SCHWEITZERDAS CHRISTENTUM UND DIE WELTRELIGIONEN

200F. VON STENDHALSCHWESTER SCOLASTICA

201H. SCHRÖDERDAS CHRISTUS MYSTERIUM ENTHÜLLT

202G.W.SURYADIR KRAFT DER GEDANKEN, DES WUNSCHES UND GEBETES

203R.SCHNETZERDER WEG DER SÜHNE

204SANKARACHARYADAS PALLADIUM DER WEISHEIT

205A.STERNBLICKE INS JENSEITS

206R.W.  TRINEALLE TAGE SONNE2847
207RABINDRANATH TAGORE  SÀDHANA2844
208H. HÖRATHEOSOPHISCHE KULTUR 1909

209H. HÖRATHEOSOPHISCHE KULTUR 1910

210H. HÖRATHEOSOPHISCHE KULTUR 1911

211H. HÖRATHEOSOPHISCHE KULTUR 1912

212L.RUGETHEOSOPHISCHE KULTUR 1931

213K.S. UHLIGPARSIFAL2860
214K. WACHTELBORNATLANTIS

215VIVEKANANDAEIN LEBENSBILD UND 9 VORTRÄGE

216E.BEUTLERGOETHE UND SEINE WELT

217K.S. UHLIGRING DES NIBELUNGEN

218J.F. VUILLEUMIER TROPISCHE RHAPSODIE

219ERNST VOSS DIE BEDEUTUNG DES SIEGELS DERI I. T.V. 2848
220R. VON DOLFMANN-LEANDERTRÄUMEREIEN AN FRANZÖSISCHEN KAMINEN

221ANN WOTHEAUF HOHER WARTE

222S. ZWEIGDIE AUGEN DES EWIGEN BRUDERS

223B. WIEDENMANNBRINGE ORDNUNG IN DEIN GEDANKENLEBEN

224ANN WOTHEDIE DEN WEG BEREITEN

225ANN WOTHEDURCH GRAUE GASSEN

226B. WILLEDIE ABENDBURG

227E. WAGNERRELIGIÖSE GESTALTEN UND STRÖMUNGEN 2

228K. WEINFURTERDER BRENNENDE BUSCH2846
229H. ZILLMANNEIN ABENTEUER UNTER DEN ROSENKREUZERN

230H. ZBINDENDIE MORALKRISE DES ABENDLANDES 

231H. ZBINDENGEIST UND WIRTSCHAFT 

232P. D. BÄURLEGESCHICHTE EINER SOMNAMBÜLE

233ANONYMERFAHRUNGEN EINER AUF DEN HERRN WARTENDEN CHRISTIN

234ANONYMERWACHTET IHR KINDER DES LICHTS2879
235SANKARACHARYA ET. AL.LOTUSBLÜTEN, II BAND

236ANN WOTHEDER BERG DES LICHTS

237TAO-TEH-KING ET. AL.LOTUSBLÜTEN, II BAND, XLVI-LI

238BHAGAVAD GITALOTUSBLÜTEN, II BAND, LXX-LXXV

239ESOTHERISCHE BEDEUTUNG FAUST ET. AL.LOTUSBLÜTEN, II BAND, LXXXII-LXXXVII

240GEFAHREN DES OKKULTISMUS ET. AL.NEUE LOTUSBLÜTEN, 1909

241TIBET ET. AL.NEUE LOTUSBLÜTEN, 1910

242THEOSOPHIE UND THEOLOGIE ET. AL. NEUE LOTUSBLÜTEN, 1912, JAN., FEB.

243SUMACENTHSYSTEM ET. AL.NEUE LOTUSBLÜTEN, 1912, SEPT., OKT.

244CHRISTLICHE MYSTIK ET. AL.LOTUSBLÜTEN, 1900, XCIV-XCIX2
245ANONYMSONDERHEFT 1921

246A. BESANT ET. AL.SONDERHEFT BAND IV

247ANONYMINNERES WACHSTUM SIEBEN AUFSÄTZE VON E.G.0. 

248R.W.  TRINEGEDANKEN VOM WEGE

249ANN WOTHEEIN WINTERTRAUM

250SARMATIAN VON GASPIANYABEZZARI

251R. GERLING DER SPIRITISMUS UND SEINE PHÄNOMENE

252K.H. SCHMIDTDIE OKKULTEN PHÄNOMENE IM LICHTE DER WISSENSCHAFT

253H. CHRISTALLERAUS ASSISIS GROSSEN TAGEN

254I. KANTVON DER MACHT DES GEMÜTS

255I. FROHNMEYERSELTSAME LIEBESGESCHICHTEN

256THEOSOPHIE  ET. AL. LOTUSBLÜTEN, 1893, 1. BAND

257ZEITRECHNUNG DER BRAHMINELOTUSBLÜTEN, 1893, 2. BAND

258LOTUSBLÜTENLOTUSBLÜTEN, 1894, 1. BAND

259TATTWA BODHALOTUSBLÜTEN, 1894, 2. BAND

260THEOSOPHIE IN DER DEUTSCHEN LITERATURLOTUSBLÜTEN, 1898, 1. BAND

261BHAGAVAD GITALOTUSBLÜTEN, 1898, 2. BAND

262POPULÄRE VORTRÄGELOTUSBLÜTEN, 1899, 1. BAND

263ESOTERISCHE BEDUTUNG EINIGER STELLEN AUS FAUSTLOTUSBLÜTEN, 1899, 2. BAND

264CHRISTLICHE MYSTIKLOTUSBLÜTEN, 1900, 2. BAND

265C. W. LEADBEATER GESPRÄCHE ÜBER “ZU  FÜSSEN  DES MEISTERS”

266ANONYMLEBEN UNDLEHRE DER MEISTER IM FERNEN OSTEN , I

267ANONYMLEBEN UNDLEHRE DER MEISTER IM FERNEN OSTEN , II

268ANONYMLEBEN UNDLEHRE DER MEISTER IM FERNEN OSTEN , III

269TAGOREMEINE LEBENSERINNERUNGEN 

270TAGOREDIE NACHT  DER ERFÜLLUNG

271TAGORE NATIONALISMUS

272TAGORE DIE HUNGRIGEN STEINE 

273TAGOREDER KONIG  DER DUNKLEN KAMMER 

274A. BESANT  WELT RELIGION

275P. BIRUKOFF TOLSTOI UND DER ORIENT 

276S. VIVEKANANDARAMAKRISHNA MEIN MEISTER 

277C. W. LEADBEATER EIN TEXTBUCH DER THEOSOPHIE

278S. VIVEKANANDABHAKTI-YOGA 

279R. KILCHERERLÄUTERUNG DES LEHRLINGSKATECHISMUS

280M.C.LICHT AUF DEN WEG 6874,875,876,877,888
281S. VIVEKANANDAKARMA-YOGA 

282SEBASTIAN WOCHENEND  LEBKUCHEN 

283G. HODSON GESUNDHEIT UND KRANKHEIT 

284J. B. KERNINGSCHLÜSSEL ZUR GEISTERWELT

285A. BESANTDIE NEUE RASSE UND DEUTSCHLANDS ZUKUNFT , DAS KOMMEN DES WELTLEHRERS

286A. BESANTKARMA

287A. BESANTURALTE WEISHEIT 

288C. W. LEADBEATER DIE ENTSTEHUNG EINER NEUEN UNTERRASSE

289C. W. LEADBEATER DAS LEBEN NACH DEM TODE 2884
290H. HÖRADIE ARBEIT IM DIENSTE DER VERBRÜDERUNG ALS LEBENSKUNST3896,897
291ANONYMDER BUDDHIST

292A. BESANTDIE MEISTER220
293W. S. ELLIOTDAS UNTERGEGANGENE LEMURIA

294H. P. BLAVATSKYPRAKTISCHER OKKULTISMUS 

295A. BESANTRELIGION UND MUSIK 

296A. BESANTDIE NEUE KULTUR 

297A. BESANTAVATARAS

298A. BESANTDAS SAKRAMENTALE LEBEN 

299C. JINARAJADASATHEOSOPHIE UND DAS PROBLEM DER VERERBUNG

300A. BESANT, C. W. LEADBEATER DER MENSCH, WOHER, WIE UND WOHIN?

301H. RUDOLPH DIE KULTURAUFGABEN

302C. W. LEADBEATER RISSE IM SCHLEIER DER ZEIT

303ANONYMTHEOSOPHISCHES STREBEN , JAHRGANG VIII

304ANONYMTHEOSOPHISCHES STREBEN , JAHRGANG XI

305ANONYMINDIENS RELIGION HALLE DE RELIGIONEN  BAND I

306HÜBBE-SCHLEIDENDAS DASEIN ALS LUST, LEID UND LIEBE

307G. VON SPALLARTDAS GROSSE ERWACHEN

308W.ZIMMERMANNLICHTWÄRTS 

309ANONYMICH RUFE EUCH

310A. CURTISDIE NEUE MYSTIK

311M. BOSSKÖRPERLICHES KRANKSEIN

312K. TRAMPLERGESUNDUNG DURCH DEN GEIST 

313H. I. KHAN DER ZWECK DES LEBENS

314E. KUNZGOTT IM LABYRINTH DER GEGENWART

315DER KOMMENDE MESSIAS ET ALNEUE LOTUSBLÜTEN, 1912, JULI UND AUGUST

316F. WALTERSPIELE DIE ICH NIE VERGESSE 

317F. C. ENDRESDER WEG IM UNBEKANNTEN 

318F. C. ENDRESSYMBOLIK VON GOETHES FAUST

319KRISHNAMURTIDIE HARMONIE DES LEBENS 

320C. KERNEIZDER KARMA YOGA 

321MOUNI SADHU KONZENTRATION UND VERWIRKLICKUNG 

322H. WEGMANNV0M SINN DES LEBENS UND  DES LEIDENS 

323H. P. BLAVATSKYDER SCHLÜSSEL ZUR TEOSOPHIE 

324F. C. ENDRESPHILOSOPHIE DES  ALLTAGS 

325A. M. ABELL GESPRÄCHE MIT BERÜHMTEN KOMPONISTEN

326H. RUDOLPH THEOSOPHIE, DER PFAD DER SELBSTERKENNTNIS , BAND I

327B. DUDDEDAS GEHEIMNIS MENSCH

328G. HODSON DIE BRUDERSCHAFT DER ENGEL UND MENSCHEN 

329L.RUGETHEOSOPHISCHE KULTUR 1929

330L.RUGETHEOSOPHISCHE KULTUR 1930

331B.HERZLLEBENSVERLÄNGERUNG

332A. BESANTESOTERISCHES CHRISTENTUM

333A. BESANTDIE BRUDERSCHAFT DER RELIGIONEN 

334J. KRISHNAMURTIREDEN AM FEUER

335J. KRISHNAMURTIVERSTÄNDNIS SEI GESETZ

336C. W. LEADBEATER HEILKRAFTE UND HEILENDE ENGEL 

337W. JUDGEDAS MEER DER THEOSOPHIE. 

338P. MAURYDIE GROSSE TAT GOTTES

339K. F. SCHULZE-ANGERN  EWIGES

340ANONYMBHAGAVAD GITA

341F. C. ENDRESVON DEN GRENZEN UNSERER ERKENNTNIS

342F. C. ENDRESALTE GEHEIMNISSE UM LEBEN UND TOD 

343F. HARTMANNDIE WEISSE UND SCHWARZE MAGIE· ODER DAS GESETZ DES GEISTES IN DER NATUR 

344K. ARAM MAGIE UND MYSTIK

345H. HAMBLININ DIR IST DIE KRAFT

346F. HARTMANNKARMA, ODER WISSEN, WIRKEN UND WERDEN 

347C. ROSSDER WILLE DER WELT 

348J. LORBER ET ALLIEBE, DAS GRUNDGESETZ ALLES LEBENS

349J. LORBER SCHRIFTTEXTERKLÄRUNGEN2886
350C. ISHERWOOD ET ALVEDANTA UND WIR

351W.ZIMMERMANNWELTVAGANT

352L. ENGELDAS TAL DER GLÜCKLICHEN

353R. W. TRINEWAS ALLE WELT SUCHT2853
354V. WEISSDIE GNOSIS JAKOB BÖHMES 

355R. W. TRINEIN HARMONIE MIT DEM UNENDLICHEN

356PARACELSUSDIE GEHEIMNISSE

357C.GROVES, C. TREWVOM SINN DES LEBENS

358INAYAT KHANDIE SPRACHE DES KOSMOS 

359ANONYMDIE SINNSPRÜCHE OMARS DES ZELTMACHERS

360M. VERENORELIGIONEN DES OSTENS 

361J. B. KERNINGDIE MISSIONÄRE

362J. MÜLLERVERABREDUNG IN MOSUL 

363MAHATMA U. BRAHMARAJA YOGA (TALISMANN BAND I)

364BARDO THÖDOLDAS TIBETANISCHE TOTENBUCH

365K. RITTER VON LEITNERBRIEFE JAKOB KORBERS

366D. CORNILESCUWAS FEHLT MIR NOCH?

367U. BUCHANANWIE MAN GEISTESGEGENWART UND ENERGIE ERLANGT (TALISMANN BAND 2)

368EDUARD SCHURE’DIE GROSSEN EINGEWEIHTEN2885
369INAYAT KHANAUS EINEM ROSENGARTEN IND!ENS 

370S. YESUDIANINDISCHE FABELN 

371F. GINZKEYSTERNENGAST

372E. WOLFRAMDIE OKKULTEN URSACHEN DER KRANKHEITEN

373C. HUMPHREYSKARMA UND WIEDERGEBURT

374P. MULFORDDER UNFUG DES STERBENS

375HELEN KELLERLICHT IN MEIN DUNKEL 

376H. IRANSCHÄHRDER WEG ZUR LEBENSWEISHEIT UND GLÜCKSELIGKEIT

377LAOTSETAO-TE-KING

378R. TRINEDER GEIST IN DIR SEI DEIN BERATER

379G. PURUCKERTHEOSOPHISCHES WÖRTERBUCH 

380J. CUTTATHEMISPHÄREN DES GEISTES, HEFT 1

381J. KRISHNAMURTIRELIGIÖSE REVOLUTION

382H. RENNERDIESES SAH QUETZALCOATL 

383E. BÄZNERWO SIND DIE TOTEN? SEHEN WIR SIE  WIEDER? 

384A.STUCKIHILTY-WORTE

385SALVADOR DE MADARIAGA VON DER ANGST ZUR FREIHEIT 

386GEOFFREY HODSON MEDITATIONEN UBER DAS OKKULTE LEBEN 

387W. SCHUMANN VOM GLÜCK IM LEBEN 

388J. KRISHNAMURTIGEDANKEN ZUM LEBEN

389B. LANDONEDIE MYSTISCHEN MEISTER 

390J. KRISHNAMURTIVERTRAUEN ZUM LEBEN 

391J. KRISHNAMURTISCHÖPFERISCHE FREIHEIT 

392F. SCHWABSYMBOLIK 

393E.PETERSJUGEND, LIEBE UND LEBEN

394BO YIN RADAS GEBET

395J. BODAMERDER MENSCH OHNE ICH

396M. TANIGUCHIDIE GEISTIGE HEILKRAFT IN UNS 

397LOBSANG RAMPADAS DRITTE AUGE 

398CANDIBRIEFE AN TSCHÜ

399N. LAUPPERTSPIRITISMUS MAGIE  YOGA

400N. LAUPPERTMENSCH, WELT UND GOTT 

401C. W. LEADBEATER DIE ENTSTEHUNG EINER NEUEN UNTER-RASSE

402J. VERWEYENTHEOSOPHISCHE STUDIEN , 1930 HEFT I

403F. HARTMANN   JEHOSHUA

404F. HARTMANN PANSOPHJA

405R. TRINEDAS GRÖSSTE WAS WIR KENNEN

406R. TRINECHARAKTERBILDUNG DURCH GEDANKENKRÄFTE

407K. KAUFFMANNDER KOPFARBEITER 

408W. SLATERHATHA YOGA

409N. SRI RAMGEDANKEN FÜR STREBENDE

410N. SRI RAMDER MENSCH2878
411N. LAUPPERTBRIEFE TIBETANISCHER WEISER 

412N. LAUPPERTFRAGEN AN DAS LEBEN2894
413C. JINARAJADASAGOETHES FAUST

414M. COLLINSEIN RUF AUS DER FERNE 

415H.P.BLAVATSKY DIE GEHEIMLEHRE BAND I : KOSMOGENESIS , KOSMISCHE EVOLUTION 

416H.P.BLAVATSKY DIE GEHEIMLEHRE BAND I : KOSMOGENESIS , ENTWICKLUNG DER SYMBOLIK 

417H.P.BLAVATSKY DIE GEHEIMLEHRE BAND II: ANTHROPOGENESIS , ZWOLF STROPHEN AUS DEM BUCHE DES DZYAN 

418H.P.BLAVATSKY DIE GEHEIMLEHRE BAND II: ANTHROPOGENESIS , DIE ARCHAISCHE SYMBOLIK DER WELTREGIONEN ZUSÄTZE 

419H.P.BLAVATSKY DIE GEHEIMLEHRE BAND III : ESOTERIK 

420H.P.BLAVATSKY DIE GEHEIMLEHRE BAND IV: INDEX

421A. BALBI’SALLGEMEINE ERDBESCHREIBUNG, BAND I

422A. BALBI’SALLGEMEINE ERDBESCHREIBUNG, BAND II

423A. BALBI’SALLGEMEINE ERDBESCHREIBUNG, BAND III

424C.W. LEADBEATERDIE CHAKRAS

425A. K. EMMERICHDER WANDEL JESU IN DER WELT

426A.BESANT, C.W. LEADBEATEROKKULTE CHEMIE

427C. JINARAJADASAES IST UND ES WIRD SEIN

428W. ZIMMERMANNHELIAND

429H. RUDOLPH DAS TEOSOPHISCHE GEBET

430H. RUDOLPH PSYCHISCHE BEEINFLUSSUNG

431H. RUDOLPH DAS SYSTEM DER MEDITATION

432J. ALLENDEINE GEDANKEN EINE SCHÖPFERISCHE MACHT

433B. DUDDEGOTT SELBST STRAHLT DIE WAHRHEIT ZUR ERDE

434TH. VON REDENWAS THEOSOPHIE UNS BEDEUTET

435M. ALEXANDERDIE REVOLUTION  DES GEISTES

436S. MUKTANANDADAS MANTRA SO HAM JAPA

437D. CARNEGIEVON MENSCH ZU MENSCH

438R. STEINERHAEKEL, DIE WELTRÄTSEL UND DIE THEOSOPHIE

439A. BESANTDER ZUKÜNFTIGE SOZIALISMUS 

440G. ZÜHLSDORFWORTE DER STILLE

441A. VAN REES VATICHE’ERWACHET IHR KINDER DES LICHTS! 

442VERSCHIEDENETHEOSOPHISCHE KULTUR HEFT 9 , SEPT 1930

443VERSCHIEDENETHEOSOPHISCHE KULTUR HEFT 7 , JULI 1933

444VERSCHIEDENETHEOSOPHISCHE KULTUR HEFT 7 , JULI 1934

445L. RUGETHEOSOPHISCHER BAUSTEIN NR 22

446R.SYRINGTHEOSOPHISCHER BAUSTEIN NR 28

447H. HÖRATHEOSOPHISCHER BAUSTEIN NR 7

448J. VERWEYENTHEOSOPHISCHE STUDIEN , 1933 HEFT 1

449J. VERWEYENTHEOSOPHISCHE STUDIEN , 1932 DOPPELHEFT II-III

450J. VERWEYENTHEOSOPHISCHE STUDIEN , 1931, HEFT III

451M. SCHWANTJERADIKALISMUS UND IDEALISMUS

452E. BÄZNERV0M INNEREN LEBEN, 1937, JANUAR FEBRUAR, NUMMER 1

453K. BARTHIM NAMEN GOTTES 1291 1941

454R. STEINERDER BALDUR-MYTHOS

455H. LIEBETRAUGEDÄCHTNISKUNST UND KONZENTRATION

456VERSCHIEDENEMITGLIEDSBLATT DER DEUTSCHEN THEOSOPHISCHEN GESELLSCHAFT, J2, NR 4

457VERSCHIEDENEMITGLIEDSBLATT DER DEUTSCHEN THEOSOPHISCHEN GESELLSCHAFT, J2, NR 6

458D.AMMONGEISTESKRÄFTE

459G. DE BOSCH KEMPER DER PFAD ZUM LICHT 

460M. BRETSCHER DIE MAGD BRIGITTE

461J. L. GUTTMANN ADYAR EINE STÄTTE GEISTIGER HÖHENLUFT

462FIDESNEUGEIST IN DER KINDERSTUBE

463KRISHNAMURTIAUF DER SUCHE

464B. SPALDINGLEBEN UND LEHRE DER MEISTER IM FERNEN OSTEN , BAND III

465VARIOUSLOTUSBLÜTEN, 1895, II

466VARIOUSLOTUSBLÜTEN, 1895, I

467K.O.SCHMIDIN DIR IST DAS LICHT

468P.TEILHARD DE CHARDINDIE ENTSTEHUNG DES MENSCHEN

469RABINDRANATH TAGORE DER GÄRTNER

470C.G. JUNGDIE FRAU IN EUROPA

471C.W. LEADBEATERDER SICHTBARE UND DER UNSICHTBARE MENSCH

472C.W. LEADBEATERDEVACHAN-EBENE

473C.W. LEADBEATERGRUNDZÜGE DER NEUGEISTLEHRE

474ORTEGA Y GASSETVOM EINFLUSS DER FRAU AUF DIE GESCHICHTE

475E.H.SCHMITTGOTTESDIENST ODER SATANSDIENST?

476M. SEILINGDIE ANTROPOSOPHISCHE BEWEGUNG

477RABINDRANATH TAGORE DAS OPFER

478RABINDRANATH TAGORE DAS POSTAMT

479J.J.VAN DER LEEUW DAS FEUER DER SCHÖPFUNG

480DR HÜBBE-SCHLEIDENABTRENNUNG DER ANTROPOSOPHISCHEN GESELLSCHAFT VON DER T. G.

481POEHLMANNGEISTES-SCHULUNG NR 7

482J. HEIDEREXAKTE GRAPHOLOGIE

483A. ROSENDORFFNEUE ERKENNTNISSE IN DER NATURHEILBEHANDLUNG

484POEHLMANNGEISTES-SCHULUNG NR 6

485R.RAFFALTWIE FERN IST UNS DER OSTEN?

486H. ZOLLIKOFERMEIN REDEN MIT GOTT UND DEN MENSCHEN

487N. SÖDERBLOMDIE RELIGIONEN DER ERDE

488M. SCHWANTJEHAT DER MENSCH DAS RECHT, FLEISCH ZU ESSEN?

489H.K. IRANSCHÄRDIE MACHT UND DIE HEILKRAFT DES WAHREN BETENS

490H.K. IRANSCHÄRDAS MYSTERIUM DER SEELE

491H.K. IRANSCHÄRDIE WIRKUNG DER SEELISCHEN ZUSTÄNDE AUF DEN KÖRPER

492H.K. IRANSCHÄRDIE HARMONISIERUNG DES TÄGLICHEN LEBENS

493A.P. SINNETTDAS WACHSTUM DER SEELE

494H. P. BLAVATSKYDIE GEHEIMLEHRE:  KOSMOGENESIS : 7-11

495H. P. BLAVATSKYDIE GEHEIMLEHRE:  ANTROPOGENESIS : 12- 24

496H. P. BLAVATSKYDIE GEHEIMLEHRE: ESOTERIK: 25-34

497H. P. BLAVATSKYDIE GEHEIMLEHRE:  INDEXBAND: 35-39






501-700Italian


501H. P. BLAVATSKY  LA DOTTRINA SEGRETA 

502H. P. BLAVATSKY  LA DOTTRINA SEGRETA 

503H. P. BLAVATSKY  LA DOCTRINA SEGRETA  VOL I (Spanish)

504H. P. BLAVATSKY  LA DOCTRINA SEGRETA VOL II (Spanish)

505A.BESANTCRISTIANESIMO ESOTERICO

506A.BESANTSAPIENZA ANTICA

507A.P. SINNETTIL BUDDISMO ESOTERICO

508C.W. LEADBEATERIL  CREDO CRISTIANO

509A.BESANTUNO STUDIO SUL KARMA

510A.BESANTGLI IDEALI DELLA TEOSOFIA

511A. BESANT, C.W. LEADBEATERCHIMICA OCCULTA

512C.W. LEADBEATERAIUTI INVISIBILI

513E. TURINCORSO DI TEOSOFIA ELEMENTARE

514Y. RAMACHARAKAQUATTORDICI LEZIONI DI FILOSOFIA  YOGA

515C.W. LEADBEATERCOMMENTI  SU “AI PIEDI DEL MAESTRO”

516R. STEINERNATALE, PASQUA, PENTECOSTE

517J. A. ANDERSONL’ANIMA UMANA E LA REINCARNAZIONE

518A.AUROL’OCCULTISMO

519ANONYMBHAGAVAD GITA 

520C. JINARAJADASAIN SUO NOME

521H.P.BLAVATSKY LE STANZE DI DZYAN

522C. JINARAJADASAIL LAVORO DEL SIGNORE

523A.AUROL’OCCULTISMO TEOSOFICO VII EDIZIONE AUMENTATA

524C. JINARAJADASAIL LAVORO DEL SIGNORE

525C. W. LEADBEATER NON PIANGETE I MORTI

526C. W. LEADBEATER NON PIANGETE I MORTI

527C. W. LEADBEATER I SOGNI : LORO NATURA E CAUSE

528H.P.BLAVATSKY I PRIMI PASSI NELL’OCCULTISMO

529A. BRUSCHETTISCIENZA PRATICA DELLA VITA

530T.PASCALCHE COSA E’ LA TEOSOFIA

531C. W. LEADBEATER IL CREDO CRISTIANO

532H.P.BLAVATSKY UN’ISOLA DI MISTERO

533A. BESANTTEOSOFIA E VITA UMANA

534A.BESANTAUTOBIOGRAFIA

535A. BESANTIL CRISTIANESIMO ESOTERICO

536H.P.BLAVATSKY LA DOTTRINA SEGRETA: L’EVOLUZIONE DEL SIMBOLISMO UNIVERSALE

537H.P.BLAVATSKY LA DOTTRINA SEGRETA: L’EVOLUZIONE DEL SIMBOLISMO UNIVERSALE

538H.P.BLAVATSKY SCIENZA OCCULTA E SCIENZA MODERNA











701-800French


701A.BESANTLA DOCTRINE DU CŒUR

702A.BESANTLA DOCTRINE DU CŒUR

703A.BESANTLA DOCTRINE DU CŒUR

704A.BESANTVERS L’INITIATION

705A.BESANTLE CHRISTIANISME ESOTERIQUE

706A.BESANTLA SAGESSE ANTIQUE

707A.BESANTLA GENEALOGIE DE L’HOMME

708A.BESANTLE POUVOIR DE LA PENSEE

709A.BESANTREINCARNATION

710A.BESANTLE MONDE DE DEMAIN

711A.BESANTLE SENTIER DU DISCIPLE

712A.BESANTLES FORMES PENSEES

713A.BESANTLES FORMES PENSEES

714A.BESANTLES FORMES PENSEES

715A.BESANTLE CHRISTIANISME ESOTERIQUE

716C. W. LEADBEATER L’HOMME VISIBLE ET INVISIBLE

717C. W. LEADBEATER CHAKRAS

718C. W. LEADBEATER LES MAITRES ET LE SENTIER

719C. W. LEADBEATER LES AIDES INVISIBLES

720A.BESANT ET C.W. LEADBEATERLES FORMES PENSEES

721C. W. LEADBEATER L’HOMME VISIBLE ET INVISIBLE

722C. W. LEADBEATER L’OCCULTISME DANS LA NATURE

723C. W. LEADBEATER LES CENTRES DE FORCE DANS L’HOMME

724C. W. LEADBEATER LE COTE CACHE DES CHOSES (II)

725








801-1000Doubles







801E.BÄZNERURSACHE UND ÜBE RWINDUNG  DES LEIDENS 

802E.BÄZNERWO SIND DIE TOTEN? SEHEN WIR SIE WIEDER?

803E.BÄZNERWO SIND DIE TOTEN? SEHEN WIR SIE WIEDER?

804A.BESANTURALTE WEISHEIT

805A.BESANTURALTE WEISHEIT

806A.BESANTURALTE WEISHEIT

807A.BESANTEINE STUDIE ÜBER KARMA

808A.BESANTEINE STUDIE ÜBER KARMA

809M.COLLINSDAS LIED DER WEISSEN LOTUS

810WALTER EINBECKGOTT, WELT UND MENSCH

811WALTER EINBECKGOTT, WELT UND MENSCH

812C JINARAJADASA M. A CANT. DIE OKKULTE ENTWICKLUNG DER MENSCHHEIT 

813C JINARAJADASA M. A CANT. GRUNDLAGEN DER THEOSOPHIE 

814C JINARAJADASA M. A CANT. GRUNDLAGEN DER THEOSOPHIE 

815DOROTHY  GRENSIDEKLEINE BAUMEISTER

816DOROTHY  GRENSIDEKLEINE BAUMEISTER

817H. KAZEMZADEH-IRANSCHÄHR DER PFAD ZUR JÜNGERSCHAFT

818H. KAZEMZADEH-IRANSCHÄHR DER PFAD ZUR JÜNGERSCHAFT

819H. KAZEMZADEH-IRANSCHÄHR DIE GATHAS VON ZARATHUSHTRA

820H. KAZEMZADEH-IRANSCHÄHR DER MEISTER UND SEIN JÜNGER

821MARTHA KÜNTZEL DIE GEDANKEN ALS SCHOPFER UNSERES SCHICKSALS

822KRISHNAMURTIZU FÜSSEN DES MEISTERS

823KRISHNAMURTIZU FÜSSEN DES MEISTERS

824KRISHNAMURTIZU FÜSSEN DES MEISTERS

825KRISHNAMURTIZU FÜSSEN DES MEISTERS

826KRISHNAMURTIZU FÜSSEN DES MEISTERS

827KRISHNAMURTIVERSTÄNDNIS SEI GESETZ

828C. W. LEADBEATER DIE ENTSTEHUNG EINER NEUEN UNTER-RASSE2899
829C. W. LEADBEATER DIE MEISTER UND DER PFAD 

830C. W. LEADBEATER EIN TEXTBUCH DER THEOSOPHIE

831C. W. LEADBEATER EIN TEXTBUCH DER THEOSOPHIE

832C. W. LEADBEATER DAS LEBEN NACH DEM TODE 

833N. LAUPPERT   MENSCH, WELT UND GOTT

834N. LAUPPERT   MENSCH, WELT UND GOTT

835P. MULFORDDER UNFUG DES STERBENS

836A. M. OPPELMYSTHISCHE WERTUNGEN

837H. RUDOLPH MEDITATIONEN

838H. RUDOLPH MEDITATIONEN

839H. RUDOLPH MEDITATIONEN

840H. RUDOLPH DAS GEHEIMNIS DER MENSCHENNATUR 

841B. SPALDINGLEBEN UND LEHRE DER MEISTER IM FERNEN OSTEN , BAND I

842B. SPALDINGLEBEN UND LEHRE DER MEISTER IM FERNEN OSTEN , BAND I

843B. SPALDINGLEBEN UND LEHRE DER MEISTER IM FERNEN OSTEN , BAND II

844RABINDRANATH TAGORE  SÀDHANA

845H. RUDOLPH DIE KRANKHEITSURSACHEN

846K. WEINFURTERDER BRENNENDE BUSCH

847R.W.  TRINEALLE TAGE SONNE

848ERNST VOSS DIE BEDEUTUNG DES SIEGELS DERI I. T.V. 

849B. SPALDINGLEBEN UND LEHRE DER MEISTER IM FERNEN OSTEN , BAND II

850K. STEINBERGER ESOTERIKER DES WESTENS

851H.P.BLAVATSKY DIE STIMME DER STILLE

852H.P.BLAVATSKY DIE STIMME DER STILLE

853R. W. TRINEWAS ALLE WELT SUCHT

854H. KAZEMZADEH-IRANSCHÄHR DIE GATHAS VON ZARATHUSHTRA

855H. KAZEMZADEH-IRANSCHAHRHEILKRAFT DES SCHWEIGENS

856KRISHNAMURTI  DER PFAD

857ANNIE BESANTDIE SIEBEN PRINZIPIEN

858B. SPALDINGLEBEN UND LEHRE DER MEISTER IM FERNEN OSTEN , BAND I

859B. SPALDINGLEBEN UND LEHRE DER MEISTER IM FERNEN OSTEN , BAND II

860K.S. UHLIGPARSIFAL

861WALTER EINBECKGOTT, WELT UND MENSCH

862F. RÜCKERTWEISHEIT DER BRAHMANEN

863H. KAZEMZADEH-IRANSCHÄHR DER MEISTER UND SEIN JÜNGER

864C. W. LEADBEATER  DIE ASTRAL EBENE

865H. KAZEMZADEH-IRANSCHAHRHEILKRAFT DES SCHWEIGENS

866ANNIE BESANTDIE MEISTER

867C. W. LEADBEATER EIN TEXTBUCH DER THEOSOPHIE

868C. W. LEADBEATER EIN TEXTBUCH DER THEOSOPHIE

869C. W. LEADBEATER  DIE ASTRAL EBENE

870MABEL COLLINSLICHT AUF DEN PFAD

871MABEL COLLINSLICHT AUF DEN PFAD

872MABEL COLLINSLICHT AUF DEN PFAD

873MABEL COLLINSLICHT AUF DEN PFAD

874MABEL COLLINSLICHT AUF DEN WEG

875MABEL COLLINSLICHT AUF DEN WEG

876MABEL COLLINSLICHT AUF DEN WEG

877MABEL COLLINSLICHT AUF DEN WEG

878N. SRI RAMDER MENSCH

879ANONYMERWACHET IHR KINDER DES LICHTS

880H. KAZEMZADEH-IRANSCHÄHR DER PFAD ZUR JÜNGERSCHAFT

881ANONYMBHAGAVAD GITA

882N. LAUPPERT   MENSCH, WELT UND GOTT

883N. LAUPPERT   MENSCH, WELT UND GOTT

884C. W. LEADBEATER DAS LEBEN NACH DEM TODE 

885EDUARD SCHURE’DIE GROSSEN EINGEWEIHTEN

886J. LORBER SCHRIFTTEXTERKLÄRUNGEN

887C JINARAJADASA M. A CANT. DIE OKKULTE ENTWICKLUNG DER MENSCHHEIT 

888MABEL COLLINSLICHT AUF DEN WEG

889KRISHNAMURTI VERSTÄNDNIS SEI GESETZ

890KRISHNAMURTI VERSTÄNDNIS SEI GESETZ

891KRISHNAMURTI DAS LEBEN ALS ZIEL 

892KRISHNAMURTIERFAHRUNG UND LEBENSFÜHRUNG

893C.W.LEADBEATERFÜR TRAUERNDE

894N. LAUPPERTFRAGEN AN DAS LEBEN

895H. KAZEMZADEH-IRANSCHÄHR DIE SIEBEN BLUMEN 

896H. HÖRADIE ARBEIT IM DIENSTE DER VERBRÜDERUNG ALS LEBENSKUNST

897H. HÖRADIE ARBEIT IM DIENSTE DER VERBRÜDERUNG ALS LEBENSKUNST

898C. W. LEADBEATER RISSE IM SCHLEIER DER ZEIT

899C. W. LEADBEATER DIE ENTSTEHUNG EINER NEUEN UNTER-RASSE

900KRISHNAMURTI DAS LEBEN ALS ZIEL 

901KRISHNAMURTI VERSTÄNDNIS SEI GESETZ

902H. KAZEMZADEH-IRANSCHÄHR WIE SOLLEN WIR MEDITIEREN ? 

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Marco Boccadoro. L’individuo e l’universo alla luce della terza proposizione fondamentale de “La Dottrina Segreta”


Seminario Teosofico del 20.3.2021

Per orientarsi nella lettura della Dottrina Segreta, a mò di bussola nel labirinto di quest’opera affascinante, incredibile e gigantesca, è necessario tenerne presente i principi o assiomi fondamentali, cioè:

  • L’esistenza di un Principio Onnipresente, eterno, illimitato, immutabile
  • L’eternità dell’universo
  • La Fondamentale unità di tutte le anime con l’Anima universale e l’obbligatorio pellegrinaggio di ogni anima attraverso il ciclo delle incarnazioni e del Karma.

E’ di questa terza proposizione che ci occupiamo oggi. Per semplicità la possiamo dividere in due parti:

  1. L’anima di ognuno di noi è unita alla Super-Anima-Universale, o Alaya.

Il concetto di anima universale, o Anima Mundi, lo Spirito Santo del Cristianesimo, per cui ogni elemento della manifestazione contiene la scintilla divina, l’Unità della vita, ha accompagnato il genere umano fin dagli albori dell’umanità.

 Per citare solo alcune fonti, ne parla Platone nel Timeo, è elemento centrale dell’opera di Plotino, ne hanno disquisito Marsilio Ficino, (che aveva tradotto le Enneadi di Plotino), Giordano Bruno, Tommaso Campanella e tanti altri .

Scrive Marsilio Ficino:

“Tra le cose che sono soltanto eterne e quelle che sono soltanto temporali vi è l’anima che è come una connessione e un vincolo fra le une e le altre.”

All’opposto abbiamo il meccanicismo di Democrito, secondo il quale parti che si uniscono casualmente hanno generato gli esseri viventi, e non vi sono forze esterne di natura trascendente che ordinano tutte le cose in vista del raggiungimento di un fine.

In fondo abbiamo due opposte visioni del mondo, la prima che parte dall’alto, la seconda dal basso:

  • La prima, che coincide con la visione teosofica, in cui l’Essere Immanente è onnipresente, e pervade la Manifestazione
  • La seconda, in cui è il caso a generare la vita.

Anche Einstein la pensava come la signora Blavatsky, a questo proposito. Polemizzando al congresso Solvay a Bruxelles con Niels Bohr, premio Nobel inventore del modello dell’atomo, diceva:

“Non posso credere nemmeno per un attimo che Dio giochi a dadi!”

Le implicazioni di questo postulato sono importantissime: l’insieme dell’umanità, e dell’universo, nel tempo e nello spazio è una cosa sola.

 Il Male equivale a ignorare questa grande verità: la separatività, l’egoismo, la violenza, lo sfruttamento dei nostri simili, degli animali, delle risorse del pianeta, le guerre perdono ogni senso alla luce della consapevolezza che stiamo solo danneggiando noi stessi, turbando l’Unità della Vita.

Non a caso Aristotele dice nella “Politica” che L’uomo è per natura un animale sociale.

Le scintille divine presenti in ognuno di noi si attirano, e ce ne rendiamo conto in particolare in questi tempi di confinamento forzato. Ci manca soprattutto il nostro prossimo.

E da sempre il genere umano ha avuto una grande attrazione per l’Universo, di cui il nostro pianeta è una parte infinitesimale: solo nella nostra galassia vi sono, secondo stime della NASA e dell’ESA, circa 100 miliardi di stelle, e probabilmente nell’universo due trilioni di galassie.

Cerchiamo da 60 anni di comunicare con altre forme di vita extraterrestri, ad esempio il progetto SETI Breakthrough Listen utilizza centinaia di radiotelescopi che ascoltano giorno e notte eventuali segnali intelligenti dallo spazio interstellare [1]

La seconda parte della terza proposizione ci insegna inoltre che

  • La scintilla scaturita dal Sesto Principio Universale (Buddhi) deve passare attraverso forme elementari, poi acquistare individualità, e seguire un percorso di crescita, accompagnato dal suo Karma, fino a Dhyani-Buddha.

Edoardo Bratina ci spiega in modo molto elegante che cosa sia il Karma, utilizzando le leggi della fisica[2]:

“Il Karma è la legge di causa-effetto, agente su tutti i piani della natura, definita dai tre principi della dinamica,

 1) Un corpo permane nel suo stato di moto o quiete finché non subentra una forza esterna (quindi qualunque cosa accada è dovuta ad una causa determinata) . Non esistono effetti senza cause.

2)Una forza applicata ad un corpo imprime al corpo stesso un’accelerazione proporzionale alla forza stessa, cioè i risultati sono sempre proporzionali alle forze poste in azione.

3) Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.”

La Legge del Karma è forse l’unica dottrina che può spiegarci il problema misterioso del Bene e del Male, e riconciliare l’uomo con la terribile e apparente ingiustizia della vita.

Scrive la Signora Blavatsky[3]:

“Di tutte le terribili bestemmie e accuse rivolte virtualmente al loro Dio dai monoteisti, nessuna è più grande o più imperdonabile di quella (quasi sempre) falsa umiltà che fa affermare il presumibilmente “pio” cristiano, in connessione con ogni colpo malvagio e immeritato, che “tale è la volontà di Dio”.

“Non è l’onda che annega un uomo, ma l’azione personale del disgraziato, che va deliberatamente e si pone sotto l’azione impersonale delle leggi che governano il moto dell’Oceano. Il karma non crea nulla, né progetta. È l’uomo che pianifica e crea le cause e la legge karmica regola gli effetti; il quale aggiustamento non è un atto, ma un’armonia universale, che tende sempre a riprendere la sua posizione originaria, come un ramo, che, piegato con troppa forza, rimbalza con corrispondente vigore”

“Intimamente, o meglio indissolubilmente, connessa al Karma, quindi, è la legge della rinascita, ovvero della reincarnazione della stessa individualità spirituale in una lunga, quasi interminabile, serie di personalità. Queste ultime sono come i vari costumi e personaggi interpretati dallo stesso attore, con ognuno dei quali quell’attore si identifica e viene identificato dal pubblico, per lo spazio di poche ore. L’uomo interiore o reale, che personifica quei personaggi, sa per tutto il tempo di essere Amleto per il breve spazio di pochi atti, che rappresentano però sul piano dell’illusione umana l’intera vita di Amleto. E sa di essere stato, la sera prima, Re Lear, la trasformazione a sua volta dell’Otello di una notte ancora precedente; ma si suppone che il personaggio esterno e visibile ignori il fatto. Nella vita reale questa ignoranza è purtroppo, ma troppo reale. Tuttavia, l’individualità permanente è pienamente consapevole del fatto, sebbene, attraverso l’atrofia dell’occhio “spirituale” nel corpo fisico, la conoscenza non sia in grado di imprimersi nella coscienza della falsa personalità.

Questa dottrina della reincarnazione non ha i suoi eguali sulla terra. È un credo in un progresso perpetuo per ogni Ego incarnato, o anima divina, in un’evoluzione dall’esterno all’interno, dal materiale allo spirituale, arrivando alla fine di ogni fase all’unità assoluta con il Principio divino. Di forza in forza, dalla bellezza e perfezione di un piano alla più grande bellezza e perfezione di un altro, con arricchimento di nuova gloria, di nuova conoscenza e potere in ogni ciclo, tale è il destino di ogni Ego, che diventa così il proprio Salvatore in ogni mondo e incarnazione. In altre parole, può ritornare allo stato originale dell’omogeneità dell’essenza primordiale solo attraverso l’aggiunta del frutto del Karma, che solo è in grado di creare una divinità cosciente assoluta, distante solo di un grado dall’assoluto TUTTO.”[3]

Concludendo, qual è il significato della terza proposizione per l’individuo?

Siamo sì tutti sottomessi alla Legge karmica, ma siamo pur sempre liberi di agire, generiamo continuamente nuovo karma, siamo liberi di tendere al Male o al Bene, (e attenzione alle forme-pensiero), influenzando così il destino nostro e dei nostri simili per il futuro.

La consapevolezza del libero arbitrio deve farci tendere verso il Bene, ad un percorso di miglioramento continuo, verso il  Bello ed il Buono .

Inoltre, essendoci addentrati sul sentiero della conoscenza dell’Antica Saggezza, abbiamo il dovere morale di mettere in pratica e di servire da esempio per il nostro prossimo quanto vi è enunciato.

Ogni mattina, al nostro risveglio, chiediamoci quindi cosa possiamo fare oggi per essere migliori di ieri.

Bibliografia:

[1] IEEE Spectrum, February 2021, p.35

 [2] Annie Besant, Karma o l’Enigma del Destino, E.T.I , 2005

[3] Brani tratti da scritti di  H.P. Blavatsky, in particolare da  The Key to Theosophy, The Secret Doctrine e H.P.B. Articles.

Pubblicato da Theosophy Magazine (Los Angeles, California, USA), nel giugno 1974, luglio 1988, agosto 1988 e settembre 1988

In stato di abbandono e prossima al crollo spontaneo la Loggia della Accademia Platonica detta anche ‘il Pescaione’ (Firenze)


Ricordando che nella storia la Teosofia riemerge in epoche diverse in luoghi diversi, uno di questi è stata la Firenze Medicea dell’Accademia Neoplatonica. Uno dei luoghi deputati è la Loggia della Accademia Platonica detta anche ‘il Pescaione’ (Firenze), piccola costruzione merlata e con porticciola risalente al 1400. Costituiva la Porta sul Terzolle della Villa Medicea di Careggi. La tradizione ne riferisce come luogo di incontro di degli Accademici Platonici Lorenzo il Magnifico, Poliziano , Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, l’Alberti , ecc. E’documentato che nel 1473 fosse punto di gioco dei primi tre figli di Lorenzo : Piero,Lucrezia e Maddalena.
Attualmente è irriconoscibile e in stato di totale abbandono. In assenza di intervento di recupero è probabile la prossima distruzione o il crollo spontaneo.


Coordinates:   43°48’36″N   11°14’46″E

Esterno della Villa Medicea di Careggi, che in origine ospitava l’Accademia Neoplatonica voluta da Cosimo il Vecchio

L’Accademia Neoplatonica di Firenze fu un centro propulsore del neoplatonismo rinascimentale.
Fondata a Firenze nel 1462 da Marsilio Ficino, per incarico di Cosimo de’ Medici, nella Villa Medicea di Careggi, era un cenacolo di filosofi, letterati e artisti e voleva significare la riapertura dell’antica accademia ateniese di Platone. Fra gli esponenti principali dell’accademia neoplatonica oltre alla stesso Ficino ci furono Pico della Mirandola, Angelo Poliziano, Nicola Cusano, Leon Battista Alberti, Cristoforo Landino, nonché i più importanti esponenti della famiglia de Medici, quali Giuliano de’ Medici, e Lorenzo il Magnifico.
A questa scuola parteciparono anche gli intellettuali bizantini dopo la presa di Costantinopoli del 1453, arruolati come insegnanti, la cui presenza permise l’uso diretto dei testi di Platone, pressoché sconosciuti nel Medioevo che vennero tradotti in latino.
Il rinnovato interesse per i classici, e per Platone in particolar modo, caratterizza la scuola neoplatonica e ne indirizza l’interesse per la pedagogia che mira a formare i giovani nella sua completezza mediante lo sviluppo armonico di tutte le doti umane, sia fisiche che spirituali, facendo di ciascun individuo un essere unico come un’opera d’arte.
L’amore, la libertà, la ricerca dell’infinito vengono esaltati come valori. L’amore soprattutto veniva inteso platonicamente come una via per elevarsi alla perfezione e alla contemplazione di Dio.
Per quanto riguarda la religiosità secondo Cusano, l’individuo umano pur essendo una piccola parte del mondo è una totalità nel quale tutto l’Universo risulta contratto. L’uomo è infatti immagine di Dio, e come nell’unità numerica sono potenzialmente impliciti tutti i numeri, così l’uomo esplicita dentro di se l’UNIVERSO.
L’amore è il dilatarsi stesso di Dio nel Mondo, secondo Ficino, in un processo circolare che verrà ripreso dall’Astrologia rinascimentale secondo cui esiste una corrispondenza tra le strutture della mente e le strutture reali dell’universo. Questo sarà anche il presupposto dell’armonia dell’Universo di cui parleranno Copernico, Keplero e Galilei, secondo cui l’UNIVERSO è retto da un ordine armonico strutturato in maniera concentrica; un equilibrio dinamico simboleggiato dal cerchio e della sfera, viste come le figure più perfette.
A fondamento dell’ordine geometrico del Cosmo, che fece dire a Galilei la celebre affermazione: “il libro della Natura è scritto in linguaggio matematico“, è posto Dio. Una delle tante opere antiche riscoperte durante il Rinascimento fu il “Corpus Hermeticum” di Ermete Trismegisto, che Cosimo de Medici fece tradurre da Marsilio Ficino intorno al 1460. Libro base per l’alchimia, si proponeva di intervenire sulle sole forze naturali attraverso lo studio delle sostanze elementari, con esperimenti scientifici su di esse. Lo scopo principale degli alchimisti, che furono di notevole impulso per la moderna farmacologia, era la ricerca della pietra filosofale dalla quale si sarebbero potute trarre tre proprietà fondamentali: l’immortalità, l’onniscienza (la conoscenza del passato e del futuro) e la possibilità di trasmutare i metalli in oro.

Una caratteristica dei ricercatori rinascimentali era la loro poliedricità, cioè erano soliti svolgere più attività diverse contemporaneamente, secondo l’ideale dell’uomo universale incarnato da Leonardo Da Vinci. Nell’ambito della matematica, ricordiamo il particolare tentativo di quadratura del cerchio da parte di Cusano.
L’ideale neoplatonico nell’ambito della letteratura, delle scienze e dell’arte in generale è la ricerca dell’armonia e della perfezione.
L’uomo è padrone del proprio destino e gli accademici riconoscevano come massima aspirazione umana la felicità.
Questi gli ideali che ricercava anche il Botticelli, che nella sua Nascita di Venere rappresenta l’amore celeste messo in risalto dalla purezza del nudo.
Nel pensiero di Michelangelo Buonarroti, l’artista assomiglia a Dio perché tenta di trasporre l’idea nella materia, cosi come Dio ha creato il Bello nel mondo fisico.
Nell’architettura l’ideale neoplatonico si ritrova nell’inseguimento del modello della città ideale, cercando di creare l’armonia e l’equilibrio attraverso le opere dell’uomo. Questa è anche la concezione architettonica di Leon Battista Alberti del quale il Rossellino, architetto della Città di Pienza, era discepolo.
Anche l’opera principale di Tommaso Campanella, filosofo tardo rinascimentale, che scrisse nei suoi 27 anni di detenzione nel carcere di Napoli per cospirazione e eresia, che si chiama la Città del Sole, si ritrovano le teorie neoplatoniche con il progetto di ricerca della Società Ideale.

Dopo la morte de Il Magnifico nel 1492, l’Accademia Neoplatonica si riunì alla Villa di Bernardo Rucellai, presso gli Orti Oricellari in Via Rucellai.
Appartennero a questa seconda generazione Niccolò Machiavelli, Iacopo da Diacceto e Luigi Alamanni.
E’ in questo contesto che la figura dell’uomo assume un senso di responsabilità all’interno della Storia, opponendo la volontà e la responsabilità umana al dominio del caso e all’incognite della storia.
L’accademia neoplatonica fu sciolta nel 1523, in conseguenza della congiura ordita contro il Cardinale Giulio de’ Medici, da parte di alcuni suoi membri.

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Video del Seminario Teosofico di Ascona 2021 (Zoom)


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Persecuzioni nei confronti della Società Teosofica e dei suoi partecipanti


Ultime preghiere dei martiri cristiani (1875-1885). Dipinto di Jean-Léon Gérome, collocato presso Walter Art Gallery, Baltimora.


A partire dal 1935, i movimenti teosofici furono perseguitati dalle autorità naziste. Dall’inizio della seconda guerra mondiale, furono promulgate leggi anti-culto che portarono a deportazioni e massacri.

In Francia, la sede della Società Teosofica, 4, piazza Rapp a Parigi (7°) fu requisita e divenne un dipartimento anti-massonico e anti-culto della Prefettura di Polizia diretta dal commissario speciale Georges Moerschel (il 22 maggio 1947, fu condannato ai lavori forzati a vita). Gli archivi trovati al 4, piazza Rapp rivelano, nelle cifre complessive riportate sopra, che (fra le varie correnti spirituali, nel complesso) 60.000 persone furono schedate, 6.000 persone in Francia furono schedate, 549 furono fucilate, 4 furono decapitate con un’ascia e 989 furono deportate nei campi di concentramento.

In Olanda, a Ommen, un campo di vacanze fondato dai teosofi e da Jiddu Krishnamurti fu requisito per servire da campo di concentramento. La trasformazione del campo di Ommen in un campo di concentramento iniziò il 13 giugno 1941. I primi prigionieri arrivarono il 19 giugno 1942.

In Spagna, durante la dittatura franchista, il teosofo Eduardo Alfonso fu giudicato secondo la “Legge per la repressione della massoneria e del comunismo” e condannato a diversi anni di prigionia nella prigione di Burgos dal 1942 al 1948. Dopo aver scontato la sua pena, Eduardo Alfonso fu esiliato in America Latina fino al 1966, quando tornò nel suo paese.

Nel 1939 la Società Teosofica Italiana viene sciolta dal regime fascista per essersi rifiutata di adeguare il proprio Statuto a quanto richiesto dalle leggi razziali allora in vigore. I teosofi peraltro continuarono a riunirsi segretamente ed il dott. Giuseppe Gasco tenne le fila dell’attività teosofica, consentendo alla Società Teosofica Italiana di rinascere nell’immediato dopoguerra. 

Interessante ricerca : https://core.ac.uk/download/pdf/42948238.pdf

… in ultimo, va osservato che dopo la riforma del 2006, sembrano residuare ancora
alcuni profili di illegittimità costituzionale per violazione degli artt. 3 co. 1 e 19
Cost., nella misura in cui le nuove norme danno rilievo solo alle offese al
sentimento religioso di una confessione religiosa, in tal modo lasciando privo di
tutela penale, per un verso il “sentimento religioso di chi non si riconosce in
alcuna confessione religiosa e, per altro verso, il sentimento religioso negativo di
chi abbia una concezione del mondo teosofica o ecosofica, ovvero atea o
agnostica”531.

TEOSOFIA il martedì sera

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