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Video relazione Ascona2014 : Piergiorgio Parola
03 sabato Mag 2014
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03 sabato Mag 2014
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28 lunedì Apr 2014
PRESIDENTIAL ELECTION
2013-14
Under the authority of the Executive Committee of the Theosophical Society,
I hereby certify that, in accordance with Rule 10 of the Rules and Regulations of the said Society, the Election Committee appointed by the Executive Committee counted the results of the voting communicated to the International Secretary by the General Secretaries of National Societies and Sections, Regional and Organizing Secretaries, Presidential Representatives and the votes of Lodges and Fellows-at-Large attached to Headquarters. The Executive Committee checked them and declared the results as follows:
Mr. C. V. K. Maithreya: 4242 votes
Mr. Tim Boyd: 7190 votes
(Dr. Chittaranjan Satapathy
International Secretary
27 April 2014
*******
In accordance with the requirements of Rule 10 of the Rules and Regulations of the Theosophical Society and the results of the voting shown above, which have been checked by the Election Committee and the Executive Committee, Mr. Tim Boyd is hereby declared elected President of the Theosophical Society for a term of office of 7 years from the date of assuming office.
(Dr. Chittaranjan Satapathy)
International Secretary
27 April 2014
25 venerdì Apr 2014
Posted in Autori, Giancarlo Fabbri

Dalla filosofica superiorità spirituale
alla filosofia della conoscenza scientifica
La filosofia che contribuì negli ultimi millenni all’evoluzione del pensiero umano, non sembra ora più in grado di custodire e fronteggiare tutto lo slancio che l’ha vista ascoltata protagonista, in quanto è rimasta orfana di quell’incisivo respiro pieno di vitalità, mediante il quale conferì prestigio alla cultura europea occidentale.
Pare, infatti, che l’annientamento dei suoi insegnamenti, sia stata una forma di autodistruzione programmata da tempo dagli stessi filosofi, perché essa non si occupava più delle dottrine di pensiero. Azione e pensiero sono, quindi, l’esito senza tradizioni di un processo che ha avuto sovente la presunzione di cambiare il mondo e di realizzarsi come originaria corrente culturale nell’adempimento ed evoluzione dell’opera umana.
Se la filosofia non esplica più una libera presenza bensì, la forma di una pesante ed oggettiva sudditanza, essa trascinerà con sé la già decadente cultura, perché non è più capace di proporre nuove idee, nonostante sia in condizione di confutarne quelle esistenti. Però, nella logica, non crea alcun mutamento e non si preoccupa di trarre suggerimenti da tutto ciò che le viene prospettato e che potrebbero avere un maggior peso della stessa proposta.
È da lungo tempo che la cultura parla solamente a sé stessa ma senza coinvolgere la vita delle persone e rivelandosi servile nei confronti della scienza e dell’ingegneria. Essa, classica cultrice, si appresta alla fine della conoscenza umanistica, poiché la cultura della crisi, iniziata con il primo ‘900 e diventata poi crisi della cultura verso la metà dello stesso secolo, aveva bisogno, per sopravvivere, di essere il principio logico secondo il quale ogni concetto è uguale a sé stesso in anima, corpo e mente (l’Identità) e l’avanzamento verso forme di cultura e di civiltà più evolute ma ancor più di conoscenze scientifiche e condizioni di vita alternative di modelli sociali di patria, religione e di una comunità basata su origini comuni e interessi pratici; di idee come componenti di una comunità, tenendo presente la differenziazione di una partecipazione a dei valori condivisi nei loro concetti di universalità, come riferimento di obiettivi altrimenti, la filosofia rimane un fattore individuale ed intellettuale di marginale accoglienza.
È inutile restare incerti ed indecisi sulla crisi in atto, perché la cultura ha valore solamente se esprime una tendenza di vita (culturale) ideologica o politica, altrimenti “è e resta” un ampio corredo di cognizioni di varie discipline (l’erudizione) o un concetto che attribuisce un particolare valore alla conoscenza dell’intelletto, ma mettendo in subordine altre facoltà quali: l’intuizione, la volontà; l’emotività.
La cultura dovrà, quindi; esprimere una concezione di vita globale che richieda un atteggiamento severo e responsabile. La cultura perdurerà se si stupirà ed assumerà un entusiastico impegno per la sua nascita e la sua rinascita; se si predisporrà ad un profondo condoglio per la sua morte; se assaporerà l’ultimo stadio della sua vita e il limite della propria finitudine.
La cultura e la filosofia non devono fuggirsene dalle nascite e le morti, ma rinnovare l’insieme delle conoscenze, delle aspirazioni e idee delle persone nel timore di dovere, poi,rendere conto a Dio, allo spirito e al suo soprannaturale manifestarsi all’uomo.
In un confronto tra utilità della conoscenza scientifica e tecnologia con l’inutilità delle scienze umanistiche, c’è un divario da considerare per chiarire le disponibilità economiche in rapporto agli intendimenti dichiarati.
Se la scienza e tecnologia offrono una condizione di vita di maggiore agiatezza predisponendosi a possibili condizioni sfavorevoli, la cultura va oltre i bisogni e i mezzi per soddisfarli, identificandosi con la libertà; il ragionamento, il senso dell’estetica; i vincoli sentimentali e morali; la nostra apparizione e la sua sorte futura.
Se la scienza ci da l’opportunità di relazionarci attraverso la realtà concreta, percepibile con l’esperienza sensibile delle cose, la cultura ci consente di vivere liberi rapporti attingendo alla nostra umanità. Solo così la cultura, dopo essersi appropriata del suo ruolo, potrà riproporsi come il fine a cui tendere, affinché il tutto ci conduca ad un conclamato rapporto con la civiltà; al suo insegnamento e continuità con la tradizione.
Essa si perpetua mediante l’esperienza di vita, i primi rudimenti, le condizioni elementari e le consuetudini che sono un fascio di risorse umane.
Se la cultura trasmette idee e pensieri di vita attraverso il sapere, la tradizione si eredita.
Sarebbe bene riunire cose e avvenimenti in facile e ordinata successione, perché la cultura, che ama la natura, non accetta l’idea di una vita condizionata da processi tecnologici che fanno dell’uomo un automa, poiché il pensiero è una estensione culturale e una capacità ideologica; una intensità di ispirazione; una espressione e risonanza di notizie e di opinioni.
Tutto ciò ci fa sperare in un “miracolo” e a non disperdere quel pensiero filosofico che Dio ha dispensato all’uomo, suo figlio prediletto, affinché egli glorificasse il suo nome in eterno.
Se il “prodigio” non accadrà, la filosofia morirà e all’uomo non resterà che esclamare:
-“Viva la filosofia!”
Ascona, Aprile 2014
Fabbri Giancarlo
“Membro della Società Teosofica Svizzera”
03 giovedì Apr 2014
Posted in Giancarlo Fabbri
Verità e ragione nella luce della fede in Dio
Un gruppo di bambini un po’ rumorosi e festanti provava un senso di grande meraviglia e uno stato d’animo di intensa felicità durante la ricreazione nel cortile della scuola materna. Essi parevano vivere una strana situazione e un particolare momento di attesa intorno a loro mentre si rincorrevano e si abbracciavano con cenni d’intesa e stridule grida.
Si trattava di un insolito passatempo e i bambini ne avevano percepito come il segnale di un imperscrutabile avvenimento atto a realizzarsi, di lì a poco, con l’apparizione della visione del Signore, assai compiaciuto della sua creazione e, in particolar modo, della loro infantile esultanza.
Nulla, infatti, gli stava più a cuore della loro felicità e di quella loro beatitudine celeste senza incertezze, perché gli adolescenti sono i portatori di un candore morale e spirituale, retaggio di quel cordone ombelicale fra “il mondo di là a venire”; etereo e invisibile, e la nostra realtà nella quale era ben manifesto uno stato trascendentale e la chiara presenza di Dio che i cieli non possono contenere.
La loro felicità si rincorreva tra “il mondo del reale” e quello “illusorio”, il nostro per l’appunto, e si elevava al di sopra di un processo psicofisiologico con il quale si instaura nell’uomo un legame fra un desiderio e una risposta che, in precedenza, non esisteva.
Era la felicità che oltrepassa i confini del mondo che si libra veloce nel cielo e penetra l’universo per adagiarsi, infine, silente e composta, accanto al Signore visibilmente compiaciuto ma anche commosso. Egli l’accarezza con dolcezza prima di volgere uno sguardo compassionevole all’umanità dolente e smarrita; una umanità scolorita e sciatta e incapace di risollevarsi dalle proprie miserie dove i pensieri, i sentimenti e una profonda logica del potere umano le sono di ostacolo se esso non si lascia condurre dalla Fede; da Dio.
L’uomo, diventato il protagonista della scena del mondo, ha perso la viva luce della Fede e smarrito la via maestra che dovrebbe guidarlo e illuminarlo in quest’ora di turbamento.
È quella fede senza tempo che gli rischiara il cammino, perché la mancanza di luce lo renderebbe confuso e gli sarebbe impossibile distinguere il bene e il male. L’uomo, alle volte, volge lo sguardo a un mito prediletto, il cui aspetto e la cui origine gli sono noti in quanto sono una sua creatura; ma questo, è solamente un pretesto per collocare sé stesso al centro della vicenda e adorarne la propria opera.
La fede, a differenza dell’idolatria, significa “unione”; ma essa non sarebbe tale senza la “verità”. Mentre l’esistenza della verità imposta (come nei regimi totalitari) è intransigente, la “verità dell’amore” è libera da ogni chiusura e appartiene al bene dell’umanità.
Non lasciamoci, pertanto, sottrarre Fede e Speranza, che Dio ci regala per illuminare il nostro cammino. NON rinunciamo alla luce, che viene “dal passato”, che è quella della vita di Gesù come testimonianza di assoluto Amore, con l’altra fede, quella del Futuro, che ci apre nuovi orizzonti al di là del nostro “IO”, perché Cristo è risorto. Solo allora, l’uomo comprenderà che la Fede non dimora nel buio, perché essa è luce che rischiara la sua vita nel bisogno e nella povertà.
Nel Vangelo di Giovanni si legge: “Io sono nato come luce, affinché chi crede in me non rimanga nelle tenebre”. E San Paolo afferma: “Rifulga la luce delle tenebre, affinché rifulga nei nostri cuori.” La fede è qualcosa che vive e ci illumina l’esistenza; non è incertezza e nemmeno un ricovero di gente senza forza morale, Essa è il bene di tutti noi.
Nel rapporto tra fede e ragione, come mezzo e motivo conoscitivi, la Fede, senza Verità, resta una fiaba ma in realtà, essa dà una risposta di verità ai bisogni del nostro tempo; Colui che crede, vede e si oppone alla comune idea, secondo la quale, la Fede sia una pia illusione, forse un intimo conforto o, ancor più, un principio di oscurantismo. La Fede non è intollerante, perché si riceve attraverso la coesistenza e San Francesco, di proposito, recita: “Colui che crede non è arrogante, ma umile, e ci fa progredire nel dialogo con tutti.”
La nostra cultura ha perduto “la percezione della presenza di Dio”, lampante nell’aldilà, ma incapace nel nostro mondo; cosicché solamente la cultura dell’Amore tiene uniti gli uomini, altrimenti l’unico collante sarebbe il tornaconto, la convenienza e il turbamento; L’incontro tra gli uomini genera la Fede in una catena ininterrotta di testimonianze, poiché non sarebbe possibile credere da soli.
Nella preghiera della speranza a colui che soffre, Dio non gli fa comprendere il “tutto”, ma Lui è una presenza che lo accompagna e lo conforta. San Francesco dice al riguardo: “NON lasciamoci rubare la speranza e chiediamo alla Madonna di aiutare la nostra Fede.”
L’incondizionata adesione a una verità rivelata, che corrisponde del tutto a una visone astratta del vero, certo e immutabile, ci fa partecipi della volontà di Dio mediante la Grazia della sua verità, accettata nel suo contesto e con il quale l’uomo è nella condizione di scegliere il vero dal falso, il giusto dell’ingiusto, mentre l’intelligenza, che coincide in massima parte con la ragione, si espande e congloba le facoltà psichiche e intellettuali, che permettono all’uomo di prendere visione di qualsiasi realtà da affrontare.
LASCIAMOCI, dunque, trasportare dalla verità e dalla ragione.
LASCIAMOCI sedurre dalle fede che apre i nostri cuori alla felicità: la stessa felicità dei bambini della suola materna.
Tu, SIGNORE NOSTRO DIO E FARO DELL’UMANITÀ; che conosci il segreto delle nostre anime e il percorso delle nostre vite, illuminaci le menti per poterti Glorificare nei secoli a venire, e fino al termine del Tempo Universale.
Ascona, il mese di Giugno dell’A.D. 2013
FABBRI GIANCARLO,
Membro della Società Svizzera
22 sabato Mar 2014
07 venerdì Mar 2014
14 venerdì Feb 2014
Posted in Antonio Girardi, News
Care Sorelle e cari Fratelli,
si avvicina il 17 febbraio, giorno della ricorrenza dell’Adyar Day, il giorno in cui i Teosofi di tutto il mondo ricordano il luogo simbolo del movimento teosofico. Desidero condividere con tutti voi questo evento, trascrivendo di seguito un editoriale pubblicato nella Rivista Italiana di Teosofia qualche anno fa.
Confido che tutti nostri Gruppi e Centri considerino questo giorno in tutta la sua importanza e significato.
Con un fraterno saluto e l’augurio di Ogni Bene
Antonio Girardi
(Segretario Generale)
L’Adyar Day: non solo un ricordo
Nell’ambito della Società Teosofica il 17 febbraio viene ricordato come l’Adyar Day. E’ una consuetudine nata negli Anni Venti del secolo scorso e testimonia anche oggi il collegamento, ideale e reale , dei componenti della Società Teosofica, con quello che ne rappresenta il simbolo, il luogo storico per eccellenza, l’epopea di un sogno vivo di Fratellanza, che vide protagonisti Mahatma e Pionieri e vede ancor oggi coinvolti un numero rilevante di persone, al di là di ogni differenza di razza, credo, sesso o quant’altro.
Nel partecipare alla Convenzione Internazionale della S.T., alla fine del dicembre scorso, ho avuto modo di tornare ancora una volta ad Adyar e di immergermi nella sua straordinaria atmosfera, così ricca di una natura curata e incontaminata, di un vivere un po’ fuori dal tempo, quasi una “zona franca dello spirito”, certo lontana dall’assillo del vivere quotidiano.
Percorrendone a piedi i lunghi viali ho incontrato persone di tutte le razze e di tutti i continenti che si relazionavano armonicamente fra loro; ho guardato con interesse i templi, accuratamente tenuti, dedicati alle varie religioni; ho frequentato la straordinaria Biblioteca, dove filosofi, scienziati e studiosi cercano le tracce della verità; ho visitato le scuole e le opere umanitarie, dove tutti vengono trattati come persone e dove anche chi non ha niente, può studiare e aprire il proprio cuore alla vita; ho osservato la vivida bellezza della natura, con le piante, i fiori, gli animali.
Ho cercato di percepire dentro di me il suono dell’eterno e mi sono chiesto se gli Scopi della Società Teosofica, in primis la Fratellanza, siano ancora validi e se l’azione della Società Teosofica sia di una qualche utilità nel tempo presente.
La risposta è affiorata spontaneamente dal cuore nella forma di alcune domande: in quanti luoghi della terra arde la fiamma dell’ideale della Fratellanza? In quante associazioni di esseri umani è presente uno spaccato vero dell’umanità senza che questo costituisca un ostacolo alla comune ricerca? In quali realtà vi è un autentico tentativo di conciliazione culturale e reale fra scienza, religione e filosofia?
Per un attimo ho percepito, come una vertigine, l’importanza degli ideali e del lavoro teosofico.
Come si può desumere dal suo Primo Scopo la S.T. non ha l’ambizione di essere la sola sperimentazione sul piano della fratellanza, ma ha la consapevolezza di essere “una” di queste sperimentazioni.
Adyar non è soltanto un luogo fisico collocato a Chennai, in India; è un soffio di consapevolezza che coinvolge i teosofi di tutto il mondo e anche tutti coloro che credono nella Fratellanza.
Scrisse di Adyar un poeta: “Stormire di foglie, volo di uccelli e gracchiare di corvi./Il vento porta le cose nuove del tempo che viene. Qualcuno guarda uno stagno e sogna;/ qualcun altro recita un mantram/ e per un attimo si fa silenzio./L’archetipo si declina nel reale/ e un ponte luminoso si apre fra questa e le altre realtà.”
05 mercoledì Feb 2014
Posted in News

Sesta edizione organizzata da:
Quest’anno, visto il folto calendario teosofico che prevede il congresso Europeo a Parigi e il Centesimo Congresso Italiano, il congresso di Monte Verità sarà organizzato dalla Società Teosofica Ticinese.
Il tema sarà di libera scelta da parte dei relatori. Per chi desidera sarà possibile seguire il “fil rouge” : L’armonia della Teosofia. Le relazioni dovranno pervenire per iscritto a info@teosofia.ch entro il 1. marzo e durare massimo 15 minuti.
Da venerdì 21 a domenica 23 marzo 2014 si svolgerà presso l’Hotel Ascona sul Monte Verità di Ascona un Seminario Teosofico organizzato dalla Società Teosofica Ticinese.
L’inizio dei lavori è previsto per le ore 16.00 di venerdì 21 marzo; il termine per le ore 12.00 di domenica 23 marzo. Nella giornata di sabato sono previste due sessioni di lavoro, con inizio alle ore 9.30 e 15.30.
Tema libero (o per chi desidera l’armonia della teosofia).
Il Seminario prevede un programma basato su relazioni e approfondimenti specifici, con una metodologia interattiva che consente un diretto contatto con i relatori. Da segnalare fra essi il Segretario Generale della Società Teosofica Italiana, Antonio Girardi e il rappresentante della Società Teosofica Ticinese, Andrea Biasca Caroni e Marco Boccadoro, socio fondatore della Società Teosofica Ticinese.
Il congresso si svolge presso http://www.hotel-ascona.ch
Per chi arriva in automobile: per chi proviene dall’autostrada A4 uscire a Milano Est e prendere la direzione Como-Chiasso (A9), oltrepassare la frontiera, continuare sull’autostrada A2/E35 per almeno 50 km. Arrivati all’uscita Bellinzona Sud-Locarno-Polizia, uscire e girare a sx verso Locarno.
Sempre dritto seguire la strada principale verso Locarno. Alle rotonde andare sempre verso Locarno.
Imboccare la galleria, seguire direzione Ascona e uscire ad Ascona. Proseguire dritto alla rotonda, svoltare alla fine della strada a destra salendo sul Monte Verità (nonostante il divieto d’accesso: non vale per residenti in albergo). Seguire la Via Collina fino al cartello Hotel Ascona.
Per chi arriva da Milano-Malpensa: prendere SS336 per 0.9 km, proseguire fino a Somma Lombardo, prendere l’autostrada Alessandria-Milano, seguire Gravellona Toce-Sempione A26/E62, proseguire fino a Verbania ed uscire, continuare su SS34 per 29 km; ingresso in territorio svizzero, a Brissago proseguire per circa 9 km costeggiando il lago, prendere Strada Collinetta sulla sinistra per 1.4 km, prendere Strada Collina per 400 m.
Per chi arriva con il treno: la stazione più vicina è quella di Locarno (3 km). Da qui proseguire con il bus 1 e scendere alla Posta d’Ascona. Shuttle dell’Albergo a disposizione su richiesta dalla Posta di Ascona.
Per chi arriva con l’aereo: gli aeroporti più vicini sono: Malpensa e Lugano Agno. Anche gli aeroporti secondari di Milano Linate e Bergamo Orio al Serio possono essere presi in considerazione.
COSTO HOTEL: pensione completa con menù vegetariano, euro 70.-/giorno a persona.
I pasti senza pernottamento verranno regolati a parte.
PRENOTAZIONI: vanno effettuate inviando la scheda sotto riportata all’Hotel Ascona, entro e non oltre il primo marzo. Eventuali oneri per mancate prenotazioni o disdette entro tale data saranno a carico dei singoli interessati.
ISCRIZIONE AL SEMINARIO: Euro 15.-/CHF 18.- , da versare al momento dell’arrivo in albergo, con il ritiro della cartellina personale.
Si raccomanda di inviare la scheda di adesione con sollecitudine, per ovvi motivi organizzativi.
Da indirizzare presso:
Hotel Ascona, via Collina, 6612 Ascona (Svizzera) tel. 0041 91 785 15 15, fax 0041 91 7851530; e-mail: booking@hotel-ascona.ch
Tutti gli interessati sono invitati ad annunciarsi all’Hotel Ascona****, via Collina, 6612 Ascona (Svizzera)
tel. 0041 91 7851515
fax 0041 91 7851530;
booking@hotel-ascona.ch
PROGRAMMA PROVVISORIO
SEMINARIO TEOSOFICO A MONTE VERITA’ – ASCONA (SVIZZERA)
21-23 marzo 2014
PROGRAMMA
VENERDÌ 21 marzo
Programma Provvisorio
ore 16.00 Apertura del seminario Andrea Biasca Caroni, Antonio Girardi
ore 16.30 Relazione di Andrea Biasca Caroni
Presentazione Ordine di Servizio Rosella Milani
ore 17h00 Pausa
ore 17h30 Relazione Giancarlo Fabbri
ore 18h00 Relazione Patrizia Calvi
Ore 19.00 Cena
SABATO 22 marzo
ore 07.45 Colazione
ore 09.00 Meditazione
ore 09.30 Relazione Marco Boccadoro
ore 10.00 Relazione Valentino Bulloni
ore 10.30 Pausa
ore 11.00 Relazione Gigi Marsi
ore 12.30 Pranzo
ore 16.00 Relazione Bruna Girardi Nicosia
ore 17.15 Pausa
Relazione Piergiorgio Parola
ore 19.00 Cena
DOMENICA 23 marzo
ore 7.45 Colazione
ore 9.00 Meditazione
ore 9.30 Relazione Greta Biasca Caroni
ore 10.00 Relazione Antonio Girardi
Domande e risposte
ore 11.30 Conclusioni
ore 12.30 Pranzo
Per chi non potesse partecipare ad Ascona un caro saluto e ci vediamo comunque tutti a Creazzo, Vicenza per il Centesimo Congresso Nazionale Italiano. 5-8 giugno 2014.
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Edizione 2012
PRESENTAZIONE ASCONA 2012 PATRIZIA MOSCHIN CALVI
Presentation Self EcoCulture Part I English SONJA ZOCH
11 sabato Gen 2014