L’EVOLUZIONE: PROSPETTIVE TEOSOFICHE Pier Giorgio Parola


L’EVOLUZIONE: PROSPETTIVE TEOSOFICHE
Pier Giorgio Parola

Quando nel 1875 due Maestri decisero di sostenere la fondazione della Società Teosofica, la divulgazione, avvenuta nel 1859, della teoria evoluzionistica darwiniana ebbe, indubbiamente, il suo peso. Più di trecent’anni dopo che il “Delle Rivoluzioni dei Corpi Celesti” di Copernico aveva cacciato l’uomo dal centro dell’universo fisico, e quasi trecento da quando Giordano Bruno venne mandato “vivus in igne… per usare clemenza senza spargimento di sangue”, l’“Origine delle Specie” di Darwin cacciò i teologi dall’Eden; in pochi secoli l’uomo aveva perso quella centralità e quella diversità rispetto alla struttura dell’universo che, per tanti secoli, si era attribuita. I Maestri, sempre attenti per il bene dell’umanità, erano ben consci dei problemi che potevano presentarsi e K.H. rileva, nella sua prima lettera a Hume, come, fra l’altro, gli scienziati nel novembre 1880 fossero “divisi sulle teorie di Darwin”.
Davanti ad un pubblico che pensava (e pensa) a tutt’altro, iniziava allora quel balletto tra il creazionismo biblico, che tutt’ora alcuni dei cristiani più conservatori mantengono, ed un evoluzionismo di cui talvolta si ignorano le differenziazioni. Diversificazioni che sono state sovente attribuibili al desiderio politico di non alienarsi determinati settori.
Gli anni in cui iniziò a formarsi il moderno movimento teosofico videro quindi M.me Blavatsky confrontarsi con la nuova dottrina. L’argomento “progresso della vita” era di attualità ed HPB conosceva bene il soggetto ed era in grado di individuare quei problemi che ancor’oggi rimangono irrisolti per la scienza e di esprimere chiaramente le differenze tra la propria dottrina ed il sistema darwiniano. Che fosse in grado di farlo lo si può rilevare anche dalla lettera che, dopo la pubblicazione dell’“Iside”, Alfred R. Wallace, uno scienziato le cui osservazioni erano state utilizzate da Darwin per elaborare le proprie teorie, le inviò (gennaio 1878) dicendosi “stupefatto per l’erudizione di questi bei volumi e per l’interesse dei temi che trattano. C’è una quantità di nuove idee che sono di grande valore”.
Invero HPB riconobbe la validità del lavoro di Darwin, pur ritenendolo insufficiente a spiegare le cause che costituiscono il fondamento dell’evoluzione e rilevando l’utilizzo “in luogo di forze creatrici consapevoli…. di forze della natura agenti alla cieca, senza alcun fine…” (S.D., II, 652). “L’occultismo non nega la realtà dell’origine meccanica dell’universo, ma proclama l’assoluta necessità dell’esistenza dei meccanici…” (S.D. I, 594).
Il giudizio di Wallace rimase una rara avis, ma se, evidentemente, non si può chiedere che un insegnamento che si basa su allegorie, astrazioni, accenni ed allusioni sia considerato scientifico, si può pretendere che sia criticato con giuste considerazioni. Questo anche perchè quella stessa ricerca che ha fornito, con i geni omeotici (quelli che controllano la forma corporale), una risposta che un tempo non si poteva pretendere dalla scienza, ha fatto si che attualmente la dottrina teosofica stia ottenendo una certa considerazione da parte di alcuni (più numerosi di quanto comunemente si pensa) scienziati; se non altro alcuni temi, come quello delle estinzioni di massa, su cui Darwin preferì sorvolare, possono essere temi di discussione e confronto.
Le fazioni dei creazionisti e degli evoluzionisti quindi, le cui posizioni sono così mutate nel corso dello scorso secolo, dovrebbero essere pronte a discutere e non a rifiutare tout court, con spocchia, quella “teosofia” che, con le teorie dell’“emanazione” e della “evoluzione”, ha dato risposte che, pur evidentemente discutibili e chiaramente non verificabili con i criteri della scienza, non mancano di una non trascurabile coerenza.
Bisogna innanzi tutto precisare che l’evoluzione di cui parla la “teosofia” ha poco da spartire con quella darwiniana; a parte il fatto che il termine “evoluzione” non è mai stato usato da Darwin (sebbene lo abbia poi fatto il suo editore). L’evoluzione darwiniana infatti, che evidenzia così bene le pecche dei “fissisti”, è figlia del “TRASFORMISMO” di Lamarck ed esclude ogni intervento cosiddetto preternaturale, utilizzando dei criteri esclusivamente “scientifici” ossia materialistici. La dottrina teosofica, in cui il concetto di evoluzione pervade così diffusamente tutto l’insegnamento da influire su ogni tema, afferma che c’è ben altro al di là del piano fisico su cui indaga la scienza. E’ un tema che HPB aveva ben presente: “….non abbiamo nulla contro la parte fisica della teoria dell’evoluzione….quello su cui abbiamo da obiettare è la totale disattenzione per l’altra parte della teoria…. l’evoluzione dello spirito, che si sviluppa in silenzio e si afferma sempre più con il perfezionarsi delle forme” (C.W. II, 185). M.me Blavatsky, in breve, sosteneva la POSSIBILITA’ di applicare un METODO assolutamente scientifico ad una realtà metafisica.
La dottrina teosofica afferma la CICLICA manifestazione di un’unica eterna, immutabile ed inconoscibile realtà e qui occorre notare che, tradizionalmente, il termine evoluzione non ha mai indicato un progresso rettilineo, e che, anche etimologicamente, il termine stesso EVOLUZIONE, dal latino E-VOLV-ERE, significa “FUORI DA,….MUOVERSI IN GIRO”. Si tratta di una manifestazione in cui c’è la fondamentale unità di ogni esistenza, in cui nulla è separato dalla realtà infinita e che è guidata ed animata da una gerarchia cosmica di esseri coscienti, ognuno dei quali ha un compito specifico. In questo universo ogni cosa deve adeguarsi alla LEGGE dell’ETERNO EQUILIBRIO che i Maestri affermano essere l’UNICA e suprema legge su cui si basa ogni cosa. Questa legge comporta che a delle cause corrispondano degli effetti, in un processo, karma, che stabilisce che l’evoluzione naturale sia soggetta ad una legge di periodicità con dei cicli con fasi divergenti, che hanno però un andamento progressivo e non solo ripetitivo.
“La dottrina segreta afferma il progressivo sviluppo di ogni cosa, dei mondi come degli atomi, e che non è concepibile un inizio od una fine di questa stupenda evoluzione. Il nostro ‘universo’ è solo uno degli infiniti universi, tutti ‘figli della necessità’ in quanto anelli della grande catena cosmica degli universi, essendo ognuno in relazione con i suoi predecessori, dei quali è l’effetto, ed essendo la causa dei suoi successori.” (S.D. I, 43).
Evolvere è un impulso eterno che, al di là del tempo, risponde al richiamo del Dharma, di quella legge costituita da tutte le cause, dagli incalcolabili dharma, i piccoli fattori, i piccoli eventi dell’esistenza di ognuno, della sua esperienza soggettiva. Il nostro karma è la combinazione degli atti e dei pensieri di tutti gli esseri, di qualsiasi tipo, che hanno partecipato al precedente manvantara ossia alla corrente di evoluzione da cui deriva la nostra.
Evolvere è un impulso a cui non si può sfuggire, in una eterna sequela Christi c’è la necessità di reincarnarsi per poi risorgere, senza una fine, la teosofia ci dice che non c’è fine e non c’è inizio, non c’è mai stato. Ci sono la fine e l’inizio delle forme particolari (non importa quanto grandi), ma non ci fu un’origine e la vita EVOLVE senza una fine, ciclicamente. Secondo l’insegnamento teosofico l’evoluzione senza inizio nè fine, è un eterno viaggio verso sempre nuove esperienze. Gli esseri più avanzati di un sistema, come la nostra catena planetaria, incominceranno come “elementali” nella prossima manifestazione, al grado più basso dei tre regni che seguono il regno minerale o di una suddivisione conforme. In relazione alle scale musicali, la prima nota di ogni ottava ha lo stesso tono di quella della precedente, ma ad una frequenza maggiore.
Per essere più precisi: “….in natura esiste un triplice schema evoluzionario per la formazione delle tre periodiche upadhi (veicoli)…., l’evoluzione monadica, quella intellettuale e quella fisica. Questi sono gli aspetti definiti o il riflesso sul campo dell’illusione cosmica di atmā, il settimo, l’unica realtà.
1. La monadica è….connessa con la crescita e lo sviluppo della monade in sempre maggiori fasi di attività unitamente a :
2. l’intellettuale rappresentata dai manasadhyani (i deva solari o agnishvatta pitri) i “datori dell’intelligenza e coscienza” all’uomo e:
3. la fisica, rappresentata dai chhaya (forme) dei pitri lunari, intorno ai quali la natura ha costruito l’attuale corpo fisico. Questo corpo serve da veicolo per la “crescita”…. e la trasformazione per mezzo del manas e, a causa dell’accumulo delle esperienze, del finito nell’infinito, del transitorio nell’eterno e assoluto. Ognuno di questi tre sistemi ha le proprie leggi ed è regolato e guidato da differenti gruppi dei più alti dhyani o “Logoi”. Ognuno è rappresentato nella costituzione dell’uomo, il microcosmo del grande macrocosmo, ed è l’unione in lui di queste tre correnti che lo rende l’essere complesso che è attualmente”. (S.D., I, 181-2).
Secondo HPB le tre correnti, quelle degli architetti (dhyani ed eventualmente adepti di grado eccelso), degli operai (gli uomini) e dei materiali da costruzione (elementali e minerali), sono combinate indissolubilmente. Ed il Maestro K.H. (lettera n.9) afferma che “…la massa dei mondi celesti abitati da uomini intelligenti (tra cui il nostro pianeta) può essere paragonata ad una sfera o meglio ad un epicicloide formato da anelli come una catena, a mondi concatenati il cui complesso rappresenta un anello o cerchio immaginario senza fine”.
Ma per chiarire tutto ciò nell’ambito dell’insegnamento teosofico occorre precisare che nei testi che sono considerati canonici ci sono delle notevoli differenze e che se HPB dice che “l’intero cosmo è guidato, controllato ed animato da una serie quasi infinita di gerarchie di esseri senzienti, ognuna con un suo compito, i quali, qualsiasi nome diamo loro, sia che li chiamiamo dhyani ciohan o angeli, sono i ‘messaggeri’, nel senso che sono gli agenti della cosmica legge karmica. I loro gradi di intelligenza e di consapevolezza variano infinitamente e considerarli tutti dei puri spiriti senza alcun legame terrestre è pura fantasia……” (S.D., I, 274-5), ed aggiunge che “invero, come abbiamo appena visto, ogni cosiddetto ‘spirito’ o è un uomo disincarnato o è un futuro uomo. Dall’arcangelo più elevato (dhyani ciohan) fino all’ultimo “costruttore” consapevole (la più bassa classe di entità spirituali) sono tutti uomini, vissuti eoni fà, in altri manvantara, su questa o su un’altra sfera, mentre gli elementali inferiori, semi intelligenti o non intelligenti, sono tutti futuri uomini” (S.D. I, 277), al contrario il sistema di C.W. Leadbeater (Jinarajadasa ecc.) afferma che “gli spiriti della natura costituiscono una evoluzione a parte, a questo livello completamente distinta da quella dell’umanità….noi sappiamo che, dopo che si è ottenuta l’individualità, lo sviluppo dell’umanità ci conduce gradualmente sul ‘sentiero’ e poi avanti verso l’alto fino a divenire degli Adepti dalle possibilità meravigliose” ed inoltre “questa è la nostra linea di sviluppo, ma non dobbiamo fare l’errore di credere che sia l’unica linea…. gli spiriti della natura, ad esempio, non sono mai stati e non saranno mai membri di una umanità come la nostra” (The Hidden Side of Things, I, 116-7). Riguardo al nostro tema ci sono quindi due posizioni antitetiche di cui occorre prendere atto, che non si possono certo ignorare, ma che, almeno a mio parere, non si possono neanche conciliare e quindi, nel prosieguo della nostra chiaccherata, almeno per oggi…., ci limiteremo a considerare il sistema blavatskiano e dei Maestri. Fatta questa precisazione possiamo ancora citare la S.D. che dice che: ”Ogni forma sulla terra ed ogni punto (atomo) nello spazio cercano, operando per l’autoformazione, di seguire il modello posto per loro nell’“HEAVENLY MAN”….. La sua (dell’atomo) involuzione ed evoluzione, la sua crescita ed il suo sviluppo esterni ed interni hanno tutti un medesimo scopo: l’uomo; l’uomo, che su questa terra è la forma massima e definitiva; la MONADE, nella sua totalità assoluta e nel suo stato di risveglio, come culmine della incarnazione divina in terra” (S.D., I, 183).
Il modello creato in corrispondenza alla legge unica, il Dharma, quella legge costituita da tutte le cause, da tutte le registrazioni custodite nell’“Uovo d’Oro” che, ubbidendo alla legge karmica, danno ciclicamente origine alla manifestazione, ad un periodo di progresso, di sristi, dopo un periodo di riposo, di pralaya, è un paradigma che si riflette in ogni forma del cosmo, in ognuna delle conformazioni che veicolano quel processo interiore che costituisce il perché dell’esistenza. Ogni progresso esteriore, ogni evoluzione è aderenza al “progetto”.
Il primo volume del “La Dottrina Segreta” è dedicato all’esame degli eventi legati alla manifestazione dell’universo ed in particolare della nostra terra in quanto connessi con la nostra evoluzione; e spiega come il graduale, progressivo, realizzarsi dei corpi fisici, di cui si occupa l’attuale scienza, è avvenuto lungo cicli regolari e costanti, secondo una legge infallibile che prevede una ciclica alterna evoluzione.
“La Dottrina Segreta” dice che: “Per l’azione della sapienza manifestata, o Mahat, rappresentata dagli innumerevoli centri di energia spirituale nel cosmo che sono il riflesso della mente universale, che è l’ideazione cosmica con la forza intellettuale che accompagna questa ideazione, il fohat della filosofia esoterica buddhista diventa oggettivo. Fohat, seguendo i sette principi di akasha, agisce sulla sostanza manifestata ossia sull’elemento unico…….e differenziandolo in vari centri d’energia, mette in moto la legge di evoluzione cosmica, che, ubbidendo all’ideazione della mente universale, porta in esistenza ogni stato d’essere del sistema solare” (S.D., I, 110). HPB ci dice che durante la nostra catena planetaria, “in una fase discentente lo spirituale gradualmente si trasforma nel minerale, poi nel punto di mezzo spirito e materia vengono equilibrati nell’uomo e dall’uomo e quindi, nella fase ascendente, lo spirito, gradualmente, si riafferma a spese del fisico, o materia, cosìcchè, alla fine della settima razza della settima ronda, la monade sarà come liberata dalla materia e da tutti i suoi attributi, come era al principio, avendo in più guadagnato esperienza e sapienza, il frutto delle sue vite personali senza più il male e le tentazioni”(S.D., II, 180-1)..
Un tema che nel secolo passato, ed ancor oggi, ha creato problemi ai teosofisti è quello delle razze ed è quindi necessario rilevare (S.D., 571-4) che differenti stati di coscienza si possono trovare nei popoli più diversi e sono generalmente dovuti, a parte l’impegno dei singoli, a delle tendenze karmiche. In ogni uomo sono virtualmente presenti tutte e sette le razze, pur essendovi la predominanza di una in particolare. La settuplice differenziazione è dovuta al fatto che le monadi (i raggi monadici) sono di sette tipi, in relazione ai sette dhyani buddha che durante la presente manifestazione sono i prototipi per ogni diversità e che operano congiuntamente. Si deduce che le diseguaglianze fra le razze sono le stesse che si trovano al livello più sublime, ognuna con la stessa dignità, e che solo la misconoscenza dell’insegnamento teosofico può intravedervi una posizione razzista.
E’ interessante notare come differenti linee evolutive si intreccino e supportino nel succedersi di successivi stati di coscenza (razze, intendendo per razza un periodo d’evoluzione e derivando il termine dalla radice latina ratio, natura, genere, e non da radix), nell’ambito di una entità unica, un insieme di monadi immortali che preparano, sotto la guida dei differenti dhyani preposti, quelle “personalità” che sono lo strumento per progredire nel sistema delle tre correnti evolutive. Un aiuto si trova nell’ammonimento dei Maestri che indicano nella legge dell’analogia la sola guida sicura, e nella constatazione che quando nel canone blavatskiano si trovano dei numeri riferiti a fattori dei processi evolutivi ci sono delle innegabili ed irrinunciabili corrispondenze.
L’evoluzione individuale non è quindi limitata ad una vita, ma continua per un numero illimitato di vite, reso possibile dalla reincarnazione, dall’ingresso del Sé, la trinità di spirito, anima e mente, in un altro corpo umano; l’accettazione della dottrina dei cicli risponde a molte domande, a bazzecole del tipo: perché si deve morire? HPB afferma la necessità di non saltare nessun gradino, ammettendo che i gradini (intervalli) ci sono. La ricerca di una possibile liberazione dal doloroso, interminabile corso del samsara è una posizione che la teosofia non stima corretta. Il teosofista non dovrebbe considerare una vita personale dell’uomo come un episodio separato, avulso dalla interminabile sequenza di reincarnazioni imposta dalla legge karmica, in un susseguirsi di momenti di involuzione e di evoluzione che richiedono dei comportamenti completamente differenti, opposti e questo è importante quando si debbano giudicare i comportamenti altrui. Al contrario, la graduale evoluzione psicologica dell’uomo non è presa in considerazione da Krishnamurti che esorta alla liberazione non dell’io, ma dall’io, e questa è la grande differenza tra il suo pensiero e la dottrina teosofica, ma l’intuizione della teoria degli “equilibri punteggiati” da parte di due uomini di scienza come Stephen Gould e Niles Eldredge, può fare riflettere (così in alto come in basso in una visione temporale di strabiliante durata) sulla possibilità di conciliare le due posizioni. Se vogliamo raccontare una storiella: un giorno dopo l’altro invecchiamo, cambiamo a poco a poco, impercettibilmente, e poi un bel giorno ci mettono un vestitino di legno…. e come cambiamento non c’è male (ma ciò che cambia è la personalità: un vestito).
In questo contesto, in cui una visione chiaramente analogica è indubbiamente sconfessata dalla quotidiana esperienza della digitalità, la scienza, con quella stessa teoria dei quanti che nel secolo scorso ha tolto agli uomini molte certezze, dà molto su cui riflettere (come ha ben compreso David Bohm).
Ad ogni modo di certo c’è il fatto che quello dell’evoluzione è un cammino che, oltre un certo limite, non può essere abbreviato da nessuno in quanto mancano le condizioni per farlo, poiché il mondo non è ancora FORMALMENTE in grado di manifestare una coscienza umana così sublime.
Ora noi teosofisti siamo ad un punto dell’evoluzione in cui si dovrebbe essere come gli evangelici “fiori dei campi”, senza l’assillo di bisogni che spingono continuamente a voler divenire qualcos’altro; l’importante è conoscerci, cercare di vederci nel nostro contesto spazio temporale, consapevoli della ciclicità della manifestazione, in cui i momenti di involuzione e di evoluzione delle individualità, personali e collettive, si intrecciano ed accavallano, e fare del nostro meglio. Evolvendo nel corso dei cicli, durante miliardi di anni di cammino, di lavoro e di crescita, l’uomo diventerà sempre più maturo, consapevole della propria posizione e della propria meta, sempre più consapevole delle cause che sta seminando, di quelle cause che saranno gli skandha che caratterizzeranno il mondo futuro. L’evoluzione ha come meta ultima l’uomo, che su questa terra è la forma massima e definitiva. Nel 1875 M.me Blavatsky ed i suoi Maestri restituirono all’uomo la sua perduta dignità.
“L’uomo…. essendo un composto delle essenze di tutte le gerarchie celesti può riuscire, come tale, a rendere sè stesso superiore, in un certo senso, ad ogni gerarchia o classe, o anche ad una loro associazione” (S.D. I, 276), il che ci ricorda, molto suggestivamente, che nella “Cosmologia di Enoch” leggiamo che: “il Signore mi disse….. poichè nemmeno ai miei angeli ho aperto il mio segreto, nè ho detto la loro nascita e non hanno conosciuto la mia creazione immensa ed inconcepibile, a te oggi la rivelo”.
La dottrina teosofica può fornire una risposta ad un problema che, fin dai tempi di Giobbe, ha sempre appassionato coloro che hanno sete di giustizia e non gradiscono pensare di essere unicamente in balia dei comandamenti di un “Dio” o, in alternativa, manovrati da una ingegnosa molecola che vuole sopravvivere: di essere sempre in balia di un qualche genio, celato lassù in cielo o quaggiù nei nostri nuclei.

Evoluzione e prospettive teosofiche, Ascona 2013, Andrea Biasca-Caroni

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Diagramma II

Tavola A

classi

Tavola D

Tavola delle corrispondenze

Tavola E Tavola F

tavole delle altre razze non inserite

Evoluzione e prospettive teosofiche

Relazione di Andrea Biasca-Caroni tenutasi al seminario Europeo della Società Teosofica, Ascona, Monte Verità marzo 2013

http://www.teosofia.ch

Evoluzione è una parola rassicurante, mi fa pensare al fatto che quello che succede è iscritto in un piano divino che va in una direzione di miglioramento, di crescita e superamento della dimensione contingente.

Pensare all’evoluzione significa tentare di descrivere qualcosa che sfugge alla nostra comprensione… il mio tentativo è forse destinato a fallire… ma a me piacciono le sfide impossibili e quindi ora mi butto.

Immaginiamo l’inizio di un manvantara :

Tutto è riassunto in un punto senza dimensione, e per tutto intendo proprio tutto… significa che il tempo al di fuori di quel punto non esiste… e non esiste neppure nel punto perchè in un punto non c’è spazio (nemmeno per un attimo !!!)-

L’implicazione di quest’affermazione è estremamente vasta… oserei dire infinita e quindi la mia conferenza durerà all’infinito… no scherzo… avevate paura eh ??

Seriamente : lo spazio non esiste quindi e nemmeno il tempo nel punto (Pralaya)… ad un certo momento (però dire momento è assurdo perché il tempo non esiste e quindi siamo in un paradosso… beh insomma : evitiamo di fissarci e facciamo cominiciare ‘sta manifestazione… booommm Manvantara o Big Bang … significa che se tutto era riassunto in un punto e fuori non c’è nulla bisogna farsi spazio in questo punto… Mi ricordo Phan Chon Ton che aveva descritto in una delle sue ultime conferenze, (se non sbaglio a Porto) che la manifestazione va vista come un bicchiere d’acqua col sapone e Dio soffia con una cannuccia (Fohat, l’alito Divino… e a guidicare dal casino che c’è su questa terra secondo me aveva anche un po’ bevuto quella sera… ma questo è un altro discorso…) e fa delle bolle (quando Dio gioca alle bolle di sapone viene fuori l’universo… dev’essere bello grosso Dio !!!). Queste bolle non sono altro che spazio libero nel nulla a densità infinita… in pratica quando poi l’universo finisce implode… si sgonfia !!! se ci pensiamo i nostri atomi non sono altro che neutroni con degli elettroni che gli girano attorno ad una distanza che per farvi capire : se un neutrone fosse grande come una capocchia di spillo gli elettroni sarebbero sulla luna… capite quanto tutto sia vuoto ???  La materia che ci sembra così solida in realtà è una frequenza energetica molto bassa… che in termini di percezioni è solida… ma sempre energia è !!! Poi teniamo presente anche la meccanica quantistica che dice che questi elettroni non si sà esattamente su quali orbite girino… l’osservatore che tenta di scoprirlo ne influenza il comportamento : e per dirla in termini filosofici : l’osservatore è l’osservato (se uno influenza l’altro la separazione è solo apparente…) ecco perché è sempre necessario prendere un punto di vista diverso quando pensiamo  alla natura ultima della realtà.

Bene… ora pensiamo come faccia questo universo a manifestarsi : pensiamo alla conformazione dello spazio : ci sono i buchi neri… come fossero lo scarico del lavandino che riporta tutto nel nulla… avvicinandosi ad essi si scompare nel non manifesto ok ? ma allora dove nasce il tutto ? Se ci pensiamo bene la creazione è costante : pensate a come sono i pianteti ? Un nocciolo duro che si è solidificato in seguito alla rotazione… su pianeti ancora allo stato non solido si può constatare che la rotazione… lo spin è la costante universale : in pratica… guardate un uragano : sembra un vortice, come lo sono gli elettroni, pensiamo alla rotazione dei pianeti attorno al sole in 3 dimensioni : il sole si sposta nella galassia in un movimento a spirale 3d e i pianeti gli girano attorno seguendolo nella sua peregrinazione… ogni momento dell’universo è diverso… questa è la creazione : il tempo segna un momento differente della coscienza di Dio che si manifesta. Pensate alle eliche del DNA che sono un po’ come il movimento del sole con i pianeti che ci girano attorno. Con quattro Basi azotate (adenina, guanina, citosina e uracile) è possibile codificare tutte le informazioni che compongono poi il corpo fisico umano… incredibile no? L’universo fisico è il corpo di Dio !!! Tutto è vivo ed è solo ad uno stadio evolutivo differente. I minerali sono un momento dell’evoluzione dove lo spirito si sta evolvendo in modo lentissimo (pensiamo ai minerali e alla loro “intelligenza” fisica incredibile e alle proprietà che possono trasmettere al nostra composizione… anche spirituale ! leggevo in un libro di una signora simpaticissima che diceva che quando compriamo un cristallo è come essere al canile. Tutti (i cristalli come i cagnolini) sperano di essere scelti e di trovare un buon padrone e una bella casa !!! Nelle piante poi lo spirito è un pochino più libero di esprimersi e poi nell’animale … beh forse vado un po’ in fretta. Ritorniamo alla nascita dell’universo, eravamo a queste bolle che fanno spazio in questa massa densissima… le bolle sono il Koilon, le particelle primordiali (ma i Bosoni di Higgs cosa sono in termini teosofici ?…) che si arrotolano in spirali tridimensionali le quali fanno lo stesso non so quante volte (7 ?) e creano gli elementi… esteriormente credo che tutto sia solo un ammasso a di fuoco visto che dal non manifesto siamo passati nel manifesto … immaginate l’attrito !!! pensate ad una meteorite che arriva nell’atmosfera e si incendia… da vuoto all’aria l’attrito a quella velocità basta per incendiare e quasi distruggere un sasso… ora pensate di passare al vuoto del nulla verso la manifestazione : un calore pazzesco !!! Strano però che poi le cose si organizzino in un certo modo, non trovate ? in fondo la termodinamica dice andiamo verso il caos e che ci vuole lavoro per vincere questa tendenza : Dio deve essere un gran lavoratore se questo corpo vive e funziona !!! Finché lo spirito anima la materia cè organizzazione e manifestazione ! Torniamo alla questione del tempo pero`: lo spazio e il tempo non sono cose fisse : pensiamo alla relatività di Einstein (che era un tipo tosto a quando ho sentito… l’atomo anche se è piccolo ha fermato i Giapponesi che stavano per rompergli le scatole anche in America !!! In una di queste case qua vicino viveva l’uomo con la ditta più grossa del mondo che avendo sposato un’ebrea è dovuto scappare in America anche lui quando il male ha cercato di prendersi la terra… sto divagando ma è strano come ordine e bene siano amici e caos e male nemici… poi ci sono delle deviazioni nel corso dell’evoluzione dove sembra che il caso prevalga… ma Dio è un gran lavoratore e mette apposte le cose, è una questione di tempo !!) Bene torniamo ad Einstein : alla velocità della luce lo spazio si curva e il tempo rallenta… quindi secondo me non essendo il tempo una variabile fissa universale la nostra dimensione, dove e quando ci manifestiamo dipende dal nostro livello evolutivo e la manifestazione esiste sempre in contemporanea con il Pralaya (la non-manifestazione). Se  i buchi neri sono lo scarico verso il non manifesto… il rubinetto da dove esce l’acqua è ovunque, in ogni bolla di Koilon che viene soffiata dal creatore… la creazione è sempre in azione e anche la distruzione… la variabile tempo è solo una nostra percezione dovuta alla struttura fisica della nostra mente. Ia coscienza arriva in una dimensione senza tempo… nell’eterno, immutabile… capite che significa ? Almeno intellettualmente si riesce ad intuirlo… ecco poi dobbiamo realizzarlo nella pratica, e li le cose cambiano perché la cartina non è il territorio, e diventare tale coscienza, beh è un lavoro lungo, di molte vite ! E` solo una questione di evoluzione spirituale il dove, come e quando ci troviamo alla luce dei ragionamenti appena esposti.

Dire uomo significa parlare di uno stato evolutivo dove 3 correnti evolutive si incontrano : quella materiale, quella mentale e quella spirituale… La nostra costituzione dipende da queste tre correnti che fanno il loro lavoro in noi. Prendiamo il corpo astrale per esempio : la sua materia per esigenze evolutive discendenti vibra il più possibile ed è solo grazie ad una attenzione costante, a vigilanza mentale, meditazione e studio che riusciamo a dominarlo (anche se angosce, paure, emozioni e passioni continuano ad attraversarlo lo stesso). La sua direzione evolutiva naturale sarebbe quella del massimo casino possibile e darebbe manforte alla struttura separativa ed accentratrice dell’ego. Cos’è l’ego ? L’ego non è altro che il risultato dell’evoluzione della prima catena, il primo corpo di Brahma, del nostro sistema, quella dell’oscurità che da come risultato Ahmkara (quello degli Asura per intenderci). Il principio separativo di esseri spirituali molto evoluti, ma ribelli e turbolenti che contengono la facoltà produttrice dell’io, necessaria per l’evoluzione umana. (Dalla prima conferenza della “Genealogia spirituale dell’Uomo di Annie Besant”). Vediamo che quindi l’io è necessario alla prima fase evolutiva (chiamiamola egoista) dell’uomo. In una fase di contrasto e auto affermazione dove vengono sviluppate molte delle capacità che vengono poi messe al servizio del prossimo una volta compiuta la conversione, il riorientamento animico verso una dimensione di superamento dell’io. Tutto è sempre una questione di fase evolutiva in cui si trova l’individuo e quindi è necessaria grande cautela e astensione dal giudizio onde evitare grossolani errori di valutazione.

La materia mentale per andare oltre appartiene alla corrente evolutiva mentale e l’evoluzione consiste nel ordinare e strutturare un tipo di materia dalle vibrazioni molto elevate e “nervose”… pensiamo ai pensieri che se non dominati e ridotti all’obbedienza affollano la mente in disordine e saltano come una scimmia di ramo in ramo in maniera anarchica e disorganizzata. Ecco in cosa consiste l’evoluzione : lavoro in favore di ordine… un ordine superiore prestabilito dagli archetipi e realizzato in 7 fasi : 3 discendenti di materializzazione, 1 di conflitto e trasferimento delle qualità ottenute attraverso questa discesa nella materia da parte degli involucri più densi allo spirito in un certo qual modo “ignorante”, 3 di risalita e riorganizzazione dove gli archetipi vengono realizzati in maniera sempre più dettagliata su piani superiori. Capite ? Lo spirito per materializzarsi necessita di rivestrirsi di Uphadhi (veicoli) sempre più densi pur mantenendo il contatto con l’assoluto inconoscibile. La monade non è altro che un adombramento, un primo livello di separazione dall’unità spirituale per tuffarsi nel manifestato… in se lo spirito non si manifesta in maniera unitaria… da quando comincia a manifestarsi di separa, si ricopre, vibra ad una frequenza e questa vibrazione scendendo di frequenza diventa la materia. Tutto è vibrazione, logos, parola… a diverse frequenze. La realtà che viviamo è fatta di atomi composti da neutroni ed elettroni, i quali girano ad una distanza che facendo un paragone e pensando ad nucleo dell’atomo come ad una capocchia di spillo dovremmo situare il suo elettrone alla stessa distanza che c’è fra la terra e la luna (la terra come nucleo, la luna l’elettrone). Tutto è essenzialmente vuoto e rimane apparentemente in forma, cioè manifestato, grazie alla vibrazione costante che gli permette di non collassare. La materia non collassa per un equilibrio delicatissimo fra materia e antimateria. Basterebbe uno squilibrio infinitesimale fra le due per una frazione di secondo a far sparire tutto e terminare questa lunghissima conferenza per esempio ! Il bello poi è che questo non deve neppure essere il primo universo perché é palesemente frutto di gerarchie creatrici che hanno raggiunto la maturità in universi passati e ora creano quello che esiste, o l’hanno fatto. Per citare Besant : L’Evoluzione Intellettuale, rappresentata dai Manasadhyani (o Deva solari, o Pitri Agnisvatta), “coloro che forniscono all’uomo l’intelligenza e la coscienza” e : 3. L’Evoluzione fisica, rappresentata dai Chhaya dei Pitri Lunari attorno ai quali la Natura ha plasmato il corpo fisico odierno.

1. L’evoluzione monadica che riguarda il progresso della monade stessa in unione con le altre due correnti.

Facciamo un saltino indietro : allora riassumendo :

Ishvara (luce infinita) si manifesta nei suoi tre poteri (la Trimurti) Brahma, Vishnu e Shiva (creativo, conservativo e distruttivo) che sono poi i 3 Logoi della teosofia (perché l’idea del suono che crea, sostiene e distrugge…). Attorno a questa Trimurti si vedono i frutti di universi passati giunti a questa grande altezza spirituale.

In seguito ci sono i 7 pianeti sacri che regnano sui dodici segni zodiacali, o dodici ordini creatori dell’universo vedi tavola diagramma I

Ricerche e referenze correlate :

Deva e Asura  

Nella tradizione vedica  un gruppo di 33 divinità e demoni che governavano le regioni di cielo, aria e terra, e assistevano l’umanità con i loro poteri benigni. Nella lotta cosmica tra le forze dell’ordine e il caos, ai Deva si contrapponevano i demoniaci Asura. Questo conflitto è rappresentato nel mito che narra che gli dei più potenti sradicarono il monte Mandara, vi avvolsero attorno il serpente Vasuki e lo scagliarono nell’oceano; i Deva tiravano il serpente da una parte, gli Asura dall’altra, finché l’oceano diventò burro. Ne emersero infine il Sole e la Luna, seguiti da Dhanvantari, medico degli dei, che portava l’elisir dell’immortalità.In un altro mito una battaglia infuriò tra Deva e Asura per centinaia di anni; i Deva furono messi in fuga dal demone bufalo Mahisha, ma si salvarono grazie alla collera di Vishnu e Shiva, così violenta da materializzarsi nella forma della divinità Durga, che ebbe la meglio sul bufalo. In numerosi miti gli Asura ottennero l’aiuto di Brahma, che consentì loro, ad esempio, di costruire tre grandi città da cui dominare le regioni di cielo, aria e terra. All’apice della gloria, tuttavia, le città degli Asura furono ridotte in cenere da Shiva e gli stessi Asura vennero scagliati in mare.Nello zoroastrismo gli Asura, o Ahura, erano associati alle forze del bene sotto la guida del dio supremo Ahura Mazda, mentre i Deva o Daeva svolgevano il ruolo opposto, essendo associati allo spirito del male Arimane.

Evoluzione prospettive teosofiche :

Dove siamo arrivati in termine di evoluzione ? Ci sono così tanti livelli di evoluzione raggiunti oggi su questo pianeta che mi sembra doveroso cercare di fare un punto della situazione per quello che ho capito e quello che riesco a decifrare scrivendo. Inizio da un punto fermo doveroso che è quello del superamento del piccolo io : l’evoluzione si misura in termini di capacità di ognuno nel rendere il proprio piccolo e egoistico io servo della volontà superiore in termini di diminuzione dell’autoinganno e di utilità nella realizzazione del piano divino. Quindi partendo dal presupposto che l’evoluzione esiste ed è positiva e mettendolo come assioma per chi ha necessità di mettere dei punti fermi come credenza perché non ha raggiunto una consapevolezza del procedere verso un futuro migliore… si beh mettiamolo come assioma, come credenza. Nei trattati teosofici troviamo le razze, le catene, le ronde e i livelli raggiunti in ogni razza da un involuzione/materializzazione ad una risalita evolutiva più organizzata dove lo spirito riesce a manifestarsi in maniera sempre più ampia (esempio nella prossima razza madre, la 6a assisteremo secondo A. Besant ad una maggiore tendenza all’unità e all’aggiunta della chiaroveggenza astrale, nella 7a alla chiaroveggenza mentale e alla perfetta realizzazione dell’unità; oggi nella maggioranza dei casi assistiamo a una forte tendenza alla separatività.)

Secondo A. Besant (vedi  “La genealogia dell’uomo”, tavole e diagrammi, tavola D : la genealogia intellettuale) :

Gli Adepti della Catena di Venere (secondo lo schema di Alain di Leo la 6a catena : in ordine Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere, Vulcano). Il loro lavoro (di questi Adepti “extraterrestri” = ricordo che il globo più denso su codesta catena è sul piano astrale.) fu quello di incarnarsi sulla Terra per fare gli istruttori le guide della giovane umanità. Essi formarono il nucleo della grande Fratellanza Bianca, il loro capo era ed è tuttora il Grande Iniziatore. Arrivarono prima della della separazione dei sessi nella 3a razza.

Un’esempio di lotta fra “il bene e il male” il “bianco e il nero”, cito : 

Durante la 3a sottorazza della razza AtlantideaCosì parlò, così visse Varãha

terzo avatar di Visnu

 

Così parlò. L’onnipotente si trasformò in cinghiale, nero come una montagna e ricoperto di oro fino, le zampe nere come i flutti del sacro fiume Yamunã, le setole contorte come gorghi, irresistibile come la sua corrente, splendente come suo padre l’Himãlaya, imperturbabile ed impetuoso, immacolato ed ammaliante nel suo corso.

Il grande corpo lucente di sudore sembra una nube di tempesta carica di fulmini, una collana di perle brilla sulla sua pelle come fosse uno stormo di aironi tra le nubi; le due zanne sono falci che brillano nel buio come luna divisa dalle nuvole; ed avanza portando nelle mani il disco e la conchiglia, come la montagna madre circondata dal sole e dalla luna.

Questo è il cinghiale Sri Varahadeva,

terza reincarnazione di Visnu, che scende sulla Terra per ripristinare l’ordine cosmico scompaginato dal tiranno Hiranyãksa.

La possanza del cinghiale, la sua strenua difesa della prole e della genie,

il suo amore per la Terra sono gli strumenti che il Signore delle creature –Visnu- userà per far riemergere il pianeta dal profondo degli oceani.

Sri Varahadeva, il cinghiale, fiutò la Terra con il suo potente senso dell’odorato e trovatala che giaceva sul fondo dell’oceano Garbhodaka

la sollevò sulle sue potenti zanne. I saggi che furono testimoni di

questa impresa glorificarono il Signore come mahidhrah,

”Colui che sostiene la Terra.”

Il poeta Vaishnava del dodicesimo secolo Jayadeva così loda

il Signore Varaha: “O Kesava! O Signore dell’universo!

O Signore Hari che hai assunto la forma di un cinghiale!

Tutte le glorie a te! La Terra, che era sprofondata nell’oceano

Garbhodaka in fondo all’universo, è ferma sulla punta

della tua zanna come un punto sulla Luna.”
La seconda incarnazione, nella forma di nero cinghiale, si manifestò per uccidere Hiranyaksha, l’archetipo Daitya, la progenie atea di Diti.

Lo Srimad-Bhagavatam narra che una volta Diti convinse suo marito, Kasyapa Muni, ad unirsi a lei al crepuscolo, ora riservata all’adorazione del Signore Supremo. Nonostante che Diti e Kasyapa seguissero rigidamente i principi religiosi, la loro trasgressione portò alla nascita dal grembo di Diti di due gemelli atei. Durante la sua gravidanza il sole rimase oscurato e quando partorì i gemelli si scatenarono grandi terremoti e comete predissero eventi nefasti, nuvole nere fecero piovere immondizie

e le mucche emisero sangue dalle mammelle invece del latte.

Uno dei gemelli fu il prepotente Hiranyaksha che sconfisse i principali governanti dell’universo e rubò le loro ricchezze. In accordo con il significato del suo nome, Hiranyaksha o “colui il cui occhio cerca sempre l’oro ed ha il cuore avido” scavò le ricchezze sepolte della Terra e sconvolgendone l’equilibrio ne provocò la caduta nell’oceano Garbhodaka.
Un giorno il perfido Hiranyaksha si tuffò nel Garbhodaka e nuotò fino

alla dimora di Varuna per combattere contro di lui. Varuna, signore dei mondi acquatici, rifiutò di combattere e lo consigliò invece di affrontare il Signore Vishnu che poteva eliminare per sempre il suo orgoglio.
Proprio allora Sri Varahade aveva tratto in salvo Madre Terra dall’oceano Garbhodaka. Hiranyaksha alla vista del pianeta Terra che posava sulle zanne del cinghiale, pieno di invidia, così lo rimproverò:

“O animale anfibio, la Terra intera mi appartiene. Non potrai uscire di qui vivo se non mi restituisci il pianeta. Oggi ti spaccherò la testa con la mia mazza.”  Il cinghiale balzò fuori dall’acqua proprio come fa un elefante maschio quando esce da un laghetto perché assalito da un coccodrillo.

Il demone inseguì il cinghiale gridandogli:

“O codardo, non provi vergogna a fuggire davanti a chi ti sfida?”
Il cinghiale nero posò la Terra sull’acqua facendola galleggiare con la sua suprema potenza. “O vanaglorioso Hiranyaksha, io sono veramente un cinghiale selvatico che desidera uccidere un prepotente come te.

Smettila di parlare in modo così borioso e vincimi se puoi.”

Così sfidato Hiranyaksha si agitò come un cobra.

Si diresse verso il cinghiale e lo attaccò con la sua mazza, ma Sri Varahadeva schivò facilmente il suo colpo. Hiranyaksha ed il cinghiale si colpirono ripetutamente a vicenda, ma entrambi schivarono abilmente

i colpi del nemico. Lo scontro brutale fece perdere sangue ad entrambi. Ogni ferita aumentava la collera degli adirati contendenti, che sembravano due tori che combattono per una mucca.
Una intera notte poi un giorno ancora e per mille anni si batterono ed erano sanguinanti e sfiniti. Varaha allora chiamò il suo indistruttibile disco Sudarsana alla cui vista il demone scagliò la sua mazza e il suo tridente infuocato contro il cinghiale. Come un rapace afferra la sua

preda, così il cinghiale afferrò la mazza e fece a pezzi il tridente

con il suo disco Sudarsana tagliente come un rasoio.

Viste le sue armi distrutte, il demone colpì con il pugno l’ampio

petto di Sri Varahadeva.   Sebbene il pugno del demone avesse

la potenza di frantumare la roccia, il suo  rumore sordo sembrò

al Signore quello di una ghirlanda di fiori.

Allora il perfido Hiranyaksha ricorse alla magia, creando con l’illusione altri mille demoni, temporali, venti impetuosi, nuvole minacciose

e un diluvio di macigni, ma il disco Sudarsana del cinghiale

dissipò queste magie. Hiranyaksha allora provò a stritolare Sri Varahadeva tra le sue braccia, ma il Signore, che non è limitato

dallo spazio e dal tempo, sfuggì alla presa del demone.

Quando Hiranyaksha tentò un ultimo assalto,

il cinghiale lo colpì con i suoi denti a falce alla base dell’orecchio, Hiranyaksha annaspò con gli occhi sporgenti che gli uscivano

dalle orbite e cadde al suolo come un albero sradicato.

Ricoperto dal sangue del demone, le gote di Sri Varahadeva tornarono ad essere rosse come un elefante diventa rosso scavando la terra.

Le lodi dei saggi

I saggi dei sistemi planetari superiori glorificarono Sri Varahadeva

–il cinghiale- come mayamaya ovvero Signore di tutta la conoscenza, di tutta la misericordia e di tutta l’illusione. Egli  aveva ritrovato

la Madre Terra, con benevolenza l’aveva inserita nella sua orbita

e con grande sforzo aveva sconfitto la magia e l’ingordigia di Hiranyaksha.
I saggi lodarono Sri Varahadeva –il cinghiale-

anche come “Insuperabile goditore di tutti i sacrifici”.

Dalla Sri Isopanishad (Mantra 1) apprendiamo che

tutto deriva dalla Terra e tutto finisce nella Madre Terra

e perciò il devoto si propone di rispettarla.

Invece chiunque stupidamente desideri di abusare di

ciò che appartiene alla Terra viene distrutto come Hiranyaksha.

Così visse

I cinghiali sono nemici da abbattere perché vivono profondamente la Terra,

essi rivendicano il diritto alla vita contro la cupidigia e l’invidia dell’uomo.

La saggezza orientale induista, mille e mille anni fa, ha saputo distinguere demone e salvatore.

Pio Acito – 2008 –


i manga dei cinghiali sorridenti sono

di Katsushika Hokusai (1760-1849)

evoluzione TABELLA CATENE E OLTRE SISTEMA SOLARE

Some Glimpses on Evolution, Krista Umbjarv

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Some Glimpses on Evolution

Krista Umbjarv

Ascona, March 2013

 

We all are here to share some time and thoughts together, yet we all have different reasons for being here – we can say that we wish to learn something about evolution, to know really something about it, to gain some peace of mind by learning something about the world, to spend some nice time with friends, to find means to really change oneself or to have some change in the routine of our daily life etc. So there are diverse reasons and likely we could say that there are as many different complex and joint reasons as there are attendees present.

And yet behind each and every such reason there is an inherent wish to find some contentment or happiness. Nobody comes here to feel bad, discontent or to suffer. So after all it is the same wish which has brought us here, but it has taken different forms in which it manifests, and this due to our past. So principally the wish is same, but it manifests in different ways. One person becomes content and happy when he or she achieves something for oneself, another finds contentment in sharing and in others being happy and content.

It is not possible to find a human being, who does not have this inherent wish to find happiness and contentment. Pursuing it or not pursuing it does not depend upon age, culture, gender, education or any other characteristic. It is something which accompanies us from birth to death. We could say that it drives us towards the fulfilment of our inner nature, the main aspect of it is happiness. Maybe we could also say that this inherent longing and pursuit is an expression of our inner nature, which manifests in us in a veiled way on the plane of evolution where we are at the moment.

So based on this it could be generalized and said that in us there is a common aspect of some same source and due to evolution there is a manifestation in different forms – that there exists unity and also diversity or multiplicity. It begins from one and it becomes many. As we are this multitude and evolutionary process is slow it is not easy to comprehend it. But nature plays and expresses this same process in many ways, within very short and also immensely long periods, different processes overlapping each another.

Let us take some examples. Every year snow falls in many places and yet scientists have found that statistically it is almost impossible that there have existed any two identical snowflakes (though every year a number with 24 zeros of snowflakes falls). If you have seen images of snow-crystals, then you know that they take absolutely amazing and beautiful forms. Various outer conditions like temperature, humidity etc have moulded them to be such as they are. And yet in the core of every snowflake there is a same source which is a small peck of dust. Many water-crystals gather around a small peck of dust to create a unique snowflake. And what happens to these billions and billions of snowflakes when their existence is to end? They all melt and become water and pecks of dust again, which one day might become snowflakes again.

It is the same with physical body of human beings. It all begins from two cells merging after which a remarkable process takes place and the result of it is a very big number of cells. It is not just a pile of cells, but highly organized and complex system. When body’s existence is about end, all cells will die, though the process of cells coming into life and dying takes place inside the body since its birth.

 

In Theosophy we talk very much about evolution and we do it in great detail. We have H.P.B.’s Secret Doctrine which could be called an exposition of the scheme of evolution. We talk about different chains, globes, races, subraces etc. We can find various ways to say something about evolution, bring many examples, learn definitions and so on, and yet there is a question without which all this would be more or less in vain. This question concerns its relevance in our own lives – whether we see evolution working in our daily life or not.

I am sure that all of us have observed our life in a way or another – otherwise we would not be here. And I guess that most of us have arrived to a conclusion, that on a very practical level the cause why we become mentally-emotionally disturbed comes from some relationship of oneself to another. Of course principally it all goes back to our mind, the main trouble is there, but it is not so easy to see it in some real life situations. In daily life our discontent, frustration, fear, anxiety, irritation, etc come from situation where there are differences in characters, views and approaches to life. This can be observed in the fact that we don’t agree with somebody, we don’t understand why another person does a thing in a certain way and so on. Many examples could be listed here.

Yet all this is an expression of the diversity mentioned before, as each one of us is an expression of evolution, driven either by outer conditions or inner choices. To reformulate this point: in a way there is no acceptance of the result of this evolutionary process. We all are in a way a result of different experiences gathered over a long course of time. And these experiences, thoughts, feelings etc have constituted our aggregates which, in Buddhist and Theosophical literature, are called skandha‘s.

But coming back to the idea of accepting others, then often it is not only the question of accepting, but even more serious – we wish others to change, to become like us, that they would do things as we do them, we wish to change people so that they would please us. And if they don’t change or comply with what we think then we are discontent. Of course this point of accepting does not mean that we have to approve and support everything we see around us, but accepting a situation and another person is an entirelly different thing.

So we can see all this diversity around us and we likely concentrate on this side of the unity-diversity arc and this is presumably also one of the main reasons if not most important one, why it is so difficult for us to really realize brotherhood in our lives. We might try to practice it, but whenever we meet this diversity in extreme form for us, it makes us forget brotherhood.

When our attention is only on the side of diversity, then we can’t see the other side. There is no easy or fast way to learn to recognize the other side in our daily life, because if it were, we would have already done it – we might occasionally recognize it to a certain extent in the silence of our meditation or something similar, but it is quite different from seeing it, for instance, during an argument with somebody. Likely it is also not wrong to say that in certain situations in our lives it has been or is almost impossible for us to recognize as even an idea that there exists something divine or some source of oneness in another person, we only see the difference and separateness – which does not please us.

As it is not easy for us to see this oneness directly and as the attempt to do it in daily life is likely to end in vain, we could maybe try to bring it on a more practical plane and try to see the ways it manifests. Likely one of the best ways to do it is to learn to recognize this common and inherent wish in everybody to be content and happy. It is not something that is difficult to be realized, but the point is whether one is willing to do it.

Whenever somebody makes a mistake according to our judgement, even hurts us, we can observe in the other person this pursuit to gain some happiness. To us it might seem as reverse to happiness, but when we really observe it, we can see this motivation being there in the background. As one Indian sage has said: “Although living beings wish to be free from suffering, they run straight toward the causes of suffering; and although they wish for happiness, out of ignorance they destroy it like a foe.”

This point is something with which every person can identify with, since  everybody experience the same process though in each individual it manifests differently. If we could learn to see evolution from this standpoint in our daily actions, it could start to arose in us some genuine compassion and love, which is not a result of some artificial or technical reasoning, but as a natural outcome to what we observe in life as life itself.

Marco Boccadoro, Relazione Ascona 2013

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The later of two Bruno portraits often uncriti...

The later of two Bruno portraits often uncritically accepted as genuine. Engraved by C. Meyer in Paris, first quarter of the 19th century (Photo credit: Wikipedia)

February 17, 2013

Marco Boccadoro

 “L’evoluzione: prospettive teosofiche”

Evoluzione : prospettive teosofiche

Il tema di questo seminario teosofico è l’Evoluzione.

Quando si parla di evoluzione, il pensiero corre subito a Charles Darwin.

La teoria dell’evoluzione di Darwin (On the origin of species, 1859) ci dice che le varie forme di vita discendono da un antenato comune, e che le creature complesse derivano da organismi più semplici in modo naturale, con il passare del tempo. Le mutazioni casuali genetiche degli organismi che permettono la continuazione della specie rimangono, e sono trasmesse alle prossime generazioni. Questa è la selezione naturale. Gli organismi che non beneficiano di queste mutazioni si estinguono. (un  po’ come succede per le razze d’allevamento o per le piantine di pomodori selezionate…)

Se Darwin ha intuito l’Armonia e l’Unità della Vita, dove la teoria  non convince, invece, è di fronte all’ enorme complessità anche solo a  livello cellulare, persino dei batteri più semplici.

Come la Teosofia ha sempre sostenuto, il grande progetto Divino, non il caso, determina l’evoluzione.

Nessuna persona dotata del minimo buon senso potrebbe infatti sostenere  che il corpo umano, o anche solo una sua parte, nella sua perfezione, possa essere il frutto di mutazioni casuali.

Comunque il grande merito di Darwin rimane quello di aver enunciato l’Evoluzione della forma, e per quanto riguarda l’Umanità, l’Evoluzione del corpo fisico.

L’approccio olistico all’evoluzione è invece uno dei grandi meriti della dottrina teosofica.

Già un grande apostolo della teosofia, Giordano Bruno, concepiva l’evoluzione in questo modo:

L’animo umano è l’evoluzione più alta della vita cosmica. Proviene dalla sostanza di tutte le cose. Tutti gli esseri umani sono al tempo stesso anima e corpo. Tutti sono monadi viventi, riproducendo in una forma particolare la Monade delle Monadi, in altre parole il Dio- Universo.

La corporalità è l’effetto della forza espansiva della Monade, poi la Monade ritorna su sé stessa. Questo doppio movimento di espansione e di contrazione costituisce la vita della monade. Ma la Monade sparisce solo per riapparire in altra forma in seguito. [1]

 

Giordano Bruno ha predicato l’Immanenza di Dio che è la vita universale, l’eternità dello Spirito, che ne è parte, e una vita dedicata al Vero, al Buono, al Bello, l’unico modo per vivere la nostra vita particolare in  modo da renderla degna della vita universale. [2]

Anche nel campo scientifico, Bruno ha intuito che l’Universo non ha né centro né limiti,

ha anticipato la teoria di Einstein e di Darwin.

Bruno sosteneva, infatti, che spazio, tempo, dimensioni, peso, movimento cambiamenti, eventi, relazioni, prospettive sono sempre relative ad un sistema di referenza (la base della Teoria della Relatività), e la cruciale differenza tra apparenza e realtà.[3]

Si può dire inoltre che Bruno intuì la teoria scientifica dell’evoluzione organica, sostenendo che l’universo è teso al rinnovamento e alla perfezione. Sostenendo l’unità essenziale della natura come pure suggerendo lo sviluppo di forme di vita semplici in esseri complessi, Bruno ha riconosciuto la trasformazione storica di tutti gli organismi sulla terra.

Egli ha percepito l’universo intero come un’entità organica che manifesta un essere superiore immanente, l’Unità della Vita.

Sappiamo che per queste sue idee Giordano Bruno fu imprigionato per otto anni, torturato dall’Inquisizione durante tre anni, e finalmente  bruciato sul rogo il 17 febbraio 1600 in Campo dei Fiori a Roma. Nel 2000 la Chiesa Cattolica, per il tramite di Giovanni Paolo II, ha espresso profondo rammarico per l’accaduto.

Giordano Bruno non è mai stato riabilitato dalla Chiesa.

A proposito di evoluzione, la sorte subita da Giordano Bruno è tragicamente attuale anche quattro secoli dopo, pensando alle sofferenze provocate dal fondamentalismo religioso e dall’odio etnico.

Van der Leeuw scrive, a proposito dell’evoluzione:

“ Precisamente come l’evoluzione della forma ci dimostra che il nostro corpo fisico è il risultato di un lungo processo di evoluzione fisica, così nell’evoluzione della vita, la vita dentro di noi è veduta come il risultato di una evoluzione dalle manifestazioni più semplici a stadi sempre più alti, fino a che nel Grande Ritmo della creazione la vita separata ha riguadagnato l’Unità con la divinità da cui provenne “[4]

Evoluzione significa quindi creazione continua per opera di Dio. Come accennavo  nello scorso seminario qui a Monte Verità, un ordine e un equilibrio  superiori reggono l’universo, e se l’attenzione di Dio dovesse venir meno anche per un solo istante, tutto svanirebbe:

Ad esempio, basterebbe che la forza nucleare forte variasse dello 0.5 %, o la forza elettromagnetica del 4% per distruggere tutto il carbonio e l’ossigeno in tutte le stelle, e quindi ogni possibilità di vita nell’universo!

E ancora, se la forza nucleare debole diminuisse leggermente non esisterebbero le stelle, se i protoni fossero dello 0.2 % più pesanti questi si trasformerebbero in neutroni, destabilizzando gli atomi.

Quindi una leggera variazione del grande equilibrio distruggerebbe tutto.

Ma qual è lo scopo dell’evoluzione umana?

Per gli insegnamenti teosofici, si può riassumere nel raggiungere piani di coscienza sempre più elevati, in un viaggio attraverso la reincarnazione, la sofferenza, la legge del Karma, fino al ricongiungimento con l’Essere Supremo.

L’Evoluzione, il progetto evolutivo, è l’interazione dello spirito e della Materia.

Attraverso incarnazioni successive, l’Uomo raggiunge piano sempre più elevati, fino ad arrivare al Logos.

Scrive la signora Besant:

L’Uomo nel corso della sua Evoluzione è destinato, nel pensiero dei suoi costruttori, a conquistare e occupare nel corso della presente evoluzioni cinque dei sette piani dell’universo. Egli è destinato ad agire e dominare sul piano fisico, ad agire e dominare sul piano astrale , sul piano mentale , che include lo Svarga degli Indù, il Devacian dei Teosofi; …al disopra di questo viene il piano di Buddhi e più sopra ancora il piano di Nirvana o Turyia-tita. Con che si hanno le cinque distinte regioni dell’universo destinate ad essere occupate dall’umanità nel corso di questa evoluzione. Questi sono gli stadi dell’espansione della coscienza, per i quali l’uomo deve passare per poter condurre a termine il suo pellegrinaggio.[5]

Ci si può chiedere come mai l’Evoluzione dell’Umanità proceda così a stento, con tanta difficoltà.

In realtà alcuni aspetti dell’Evoluzione procedono velocemente, ma altri molto meno.

L’Evoluzione dovrebbe essere, per così dire, bilanciata.

Tutte le grandi religioni rappresentano la Divinità con Il triplice Logos:

Potere, Sapienza, Amore.

L’Uomo è un’ emanazione della Divinità , perciò il progresso dell’Umanità si deve svolgere secondo questa Trimurti. [5]

Il Potere regola l’organizzazione della società, la Sapienza le attività della mente, la consapevolezza, l’Amore comprende la Pietà, la compassione, lo spirito di servizio verso i nostri simili.

L’equilibrio il giusto orientamento di queste attività reggono  l’ Evoluzione dell’Uomo.

Per quanto riguarda un aspetto della Sapienza, e cioè la Scienza, vediamo che l’Evoluzione scientifica ha raggiunto livelli impressionanti, e sembra sempre arrivata ai suoi limiti, eppure la Scienza non riesce a penetrare l’essenza delle cose, ma sospinge solamente un po’ più in là i dubbi, le perplessità, il mistero.

Da un punto di vista materiale, le scoperte scientifiche a tutto campo permettono di vivere una vita  di agi e di comodità, di annullare le distanze, di vincere la maggior parte delle malattie, di essere in collegamento con il modo intero.

Poiché ogni cosa ha almeno due facce, in realtà, le disparità sociali e la miseria restano immense, nuove guerre si preparano, con armi sempre più potenti, la qualità di vita di troppe persone è tutt’altro che ideale, e nel frattempo si sta depredando il pianeta.

Ma, peggio ancora, il materialismo, la troppa attenzione rivolta al mondo fisico, ci distolgono dagli altri due aspetti della Trimurti.

Il Materialismo pervade il Potere, con nefandi effetti sull’organizzazione delle Società.

I governi, invece di essere una guida di moralità, non danno alcun segnale in tal senso.

Nell’ideale Teosofico, il governo dovrebbe essere ispirato dai Grandi Esseri, ma al massimo vediamo instaurarsi dei governi teocratici al servizio del Male.

L’Amore per il prossimo, la generosità, l’apertura, l’altruismo, il Servizio sono qualità troppo rare.

Quindi, mancando l’equilibrio, che è una delle grandi leggi del Cosmo, non può esserci una evoluzione rapida, ma profondo malessere, insicurezza, insoddisfazione, dolore.

Che cosa dire, allora, dobbiamo disperare? No, l’evoluzione è il progetto divino,

il Male e l’Odio non sono i poteri che reggono il cosmo, quindi tutto ciò può solo rallentare il progresso dell’Umanità, ma non fermarlo.

Per tornare a Giordano Bruno:

“Non c’è morte per noi, né per ogni sostanza; niente diminuisce sostanzialmente, ma ogni cosa, viaggiando nello spazio infinito, cambia aspetto.

E poiché tutti siamo soggetti alla legge della miglior efficienza, non dobbiamo credere, ritenere e sperare altro che siccome tutto proviene dal bene, così tutto è Bene, lavora per il Bene, e finirà nel Bene”[5]

Ancora una cosa: sembra incredibile, ma ho scritto queste righe domenica  17 febbraio di quest’anno, e mi sono accorto solo scrivendo che questa data coincide con quella della morte di Giordano Bruno, e come ricordato sul numero di febbraio della Rivista italiana di Teosofia, con la nascita di C.W.Leadbeater e la dipartita di J. Krishnamurti e di Henry Steel Olcott con l’Adyar Day. Niente succede per caso…

Marco Boccadoro

___________________________________________________________________

Bibliografia:

[1] Giordano Bruno, De triplici minimo, pp 10-17

[2] A. Besant, Giordano Bruno, The Theosophical Publishing House, Adyar, Chennai 600020, India

[3] J. Birx, Interpreting Evolution, (Prometheus Books, 1991

[4] J.J . Van der Leeuw, Il Fuoco della Creazione, E.T.T

[5]  A.Besant, Il Sentiero del Discepolo, S.T.I., Roma

EVOLUZIONE E PROSPETTIVE TEOSOFICHE : in anteprima una relazione che verrà proposta durante il seminario di Ascona


EVOLUZIONE E PROSPETTIVE TEOSOFICHE

 

Una realtà sempre più chiara sta per manifestarsi in tutta la sua gravità: È la crisi della nostra civiltà occidentale-europea che è stata testimone della sua nascita e sviluppo e che sta vivendo un suo repentino declino.

È in gioco questa nostra meravigliosa ideazione e realizzazione culturale che ha favorito il fiorire dell’intelligenza e la storia di un mondo progredito e democratico.

Siamo testimoni del tramonto di una civiltà, che attraverso diverse forme politiche e una “coscienza” del diritto della libertà della persona, già annunciata nel messaggio di Gesù, aveva contrassegnato lo sviluppo sociale e scientifico, economico e politico e favorito la letteratura, la teologia, la filosofia e tutto quanto necessario attraverso la parola e le armi difensive.

La cultura occidentale-europea è stata l’artefice di avere sostenuto e favorito in un “unico centro culturale” ogni iniziativa umana in ogni campo.

Esse sono la scienza e l’arte, le persone di culto e gli artigiani, i contadini e i commercianti, siano essi poveri o ricchi, amici o nemici perché, nonostante i vari mutamenti politici e le guerre, le rivolte e i sismi, tali traversie non avevano scalfito la nostra civiltà anzi, l’avevano rafforzata.

Orbene è successo che a partire dagli anni ’60 del secolo scorso, stiamo assistendo a una disgregazione della civiltà che ha smarrito la sua direzione di marcia e la meta prefissata, ma sopra tutto, il fatto che le è stata impedita una attenta e approfondita analisi storica circa il suo passato e una mancata introduzione di un progetto realizzabile in un futuro.

Credo che le ragioni basilari di una crisi di valori siano, in ultima analisi, DUE: da una parte vi erano dei politici impreparati a causa di una profonda ottusità culturale nel prendere delle decisioni attendiste come ad esempio, quelle dei moti rivoluzionari in Russia che avevano mostrato già allora sintomi di fallimento; ma, ancor di più, è stato determinante il 1968 in cui la società più viva, “quella dei giovani”, che aveva intuito come la vecchia cultura fosse ormai in uno stato di profonda angoscia e tormento, aveva cercato di crearne una nuova ma l’impresa risultò impossibile, perché la cultura che si compone di un insieme di comportamenti e di valori che si “respirano” a livello più inconsapevole che consapevole, NON poteva venire imposta.

In secondo luogo, la mancata applicazione del concilio Vaticano II (quasi un fallimento) di cui, ancor oggi, Esso è motivo di discussione, perché non ha trovato realizzazione e perché, come il ’68 dei giovani, ha mancato il tentativo di dare maggiore credibilità alla chiesa nel verbo ispirato dal Signore.

E così, con grande tristezza e rammarico, il Cristianesimo s’incammina verso la decadenza per mancanza di fede che è la fiducia in noi stessi, perché con essa ci è stata tolta la méta da raggiungere mentre nessuna istituzione è, al momento, in condizione di restituircele.

La chiesa soffre per il peccato che non viene tanto dal mondo esteriore ma, sopra tutto, dal suo stesso interno.

È così necessario e urgente un ritorno a quei valori di moralità e di etica per i quali la chiesa ha il dovere di promuovere il Regno di Dio E NON il Potere o il materialismo terreno.

Ed ecco, come per incanto, aprirsi un panorama inedito e poetico che glorifica il Signore per il quale:

–         Amare il mondo, è amare Dio che lo ha creato

–         Amare l’universo, il sole e le stelle, i pianeti, è amare il Signore che li ha creati per offrire il paradiso in terra agli uomini.

–         Ammirare le montagne e gli oceani, le piante e i fiori, è il deferente omaggio d’amore di Dio che ci ha resi partecipi di vivere su questa terra il suo Paradiso.

–         Essere consapevoli della nostra immortalità e divinità, perché Dio è nostro Padre e tutti noi siamo figli suoi.

La Teosofia non può essere disunita o separata nella sua attività e coinvolgente presenza da quella umana e dal pensiero corrente. La Teosofia offre il suo aiuto, la sua rilevanza e lungimiranza laddove vi sia il bisogno di “ristabilire” la sola ed unica verità delle cose nella misericordia e lo spirito di Dio.

La Teosofia non poteva NON essere presente in ogni vicenda umana perché essa da sempre ha saputo illuminare le coscienze e le menti dell’uomo in ogni campo e in ogni tempo spronandole verso alti ideali con un approfondita introspezione della verià, in un trionfo e a gloria della stessa.

L’evoluzione teosofica s’identifica con la lenta trasformazione dell’uomo che sarà il protagonista della sua ascesa verticistica e che attraverso i vari piani evolutivi: da quello astrale al piano mentale, e ancor oltre, arriverà a “intravedere” la luce del Paradiso.

CHI, se non la Teosofia, potrebbe sentire compassione per l’uomo e condurlo con una tranquillità celestiale, verso un mondo di pace, di luce e d’amore, dove si compirà il disegno di Dio per la rinascita di una nuova vita pronta a popolare la terra.

Si rinnovano in tal modo sempre nuove prospettive teosofiche che sono la volontà del Signore nei secoli a venire nel tempo universale e fino alla fine dei tempi.

Sia lodato Dio, per la sua infinita pietà e grandezza al servizio dell’uomo che l’ha voluto creare a sua immagine e divino.

Sono più che mai convinto, come la Teosofia offra un valido aiuto e abbia la necessaria illuminazione per contribuire a salvare la nostra storia millenaria e tradizione di civiltà che ha generato l’evento storico più meraviglioso al mondo, con l’affermazione e la presenza della dignità e grandezza dell’uomo e di quei mitici valori di etica e moralità.

NON è possibile né consentito alla nostra civiltà, un tramonto così immeritevole, perché troppo grande è stato l’intercessione dello spirito santo che l’ha alimentata nel corso dei secoli.

 

Ascona, 23 febbraio 2013                                                        Giancarlo Fabbri

-Membro della società teosofica svizzera-

SEMINARIO EUROPEO 2013


Estratto dal Sito http://www.teosofica.org della Sezione Italiana :
Nello scorso mese di marzo, da venerdì 15 a domenica 17, si è svolta ad Ascona (Svizzera), sul Monte Verità, una nuova edizione del seminario organizzato congiuntamente dalla Federazione Teosofica Europea, dalla Società Teosofica Italiana e dalla Società Teosofica Svizzera. Il tema trattato quest’anno è stato: “L’evoluzione: prospettive teosofiche”.
Sono intervenuti, fra gli altri, la Presidente della Federazione Teosofica Europea Tran-Thi-Kim Dieu, il Segretario Generale della Società Teosofica Italiana, Antonio Girardi e il rappresentante della Società Teosofica Svizzera Andrea Biasca Caroni.
Ospite del Seminario è stato il Ven. Lama Yeshe Losal, abate del monastero buddista di Samye Ling in Scozia (tradizione Kagyu).
La misura del successo di un Seminario Teosofico non è rappresentata solo dal livello dei relatori e dei loro interventi. Grande importanza rivestono infatti il “clima” che si instaura e la qualità fraterna delle relazioni fra i partecipanti. Possiamo dire che l’edizione 2013 del Seminario di Ascona ha avuto caratteristiche positive sotto tutti questi aspetti.
Per partecipanti e relatori è stata una esperienza davvero all’altezza di quella tradizione teosofica che Monte Verità, con la sua storia più che centenaria, rappresenta fin da quando venne ipotizzata la costituzione di un convento laico denominato “Fraternitas”.

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SEMINARIO TEOSOFICO A MONTE VERITA’

ASCONA (CH), 15-17 marzo 2013

Quinta edizione organizzata congiuntamente da:

Federazione Europea delle Società Teosofiche Nazionali, Società Teosofica Svizzera e Società Teosofica Italiana sul tema

 

“L’evoluzione: prospettive teosofiche”

 PREMESSA

Da venerdì 15 a domenica 17 marzo 2013 si svolgerà presso l’Hotel Ascona sul Monte Verità di Ascona un Seminario Teosofico organizzato dalla Federazione Europea delle Società Teosofiche Nazionali in collaborazione con la Società Teosofica Svizzera e la Società Teosofica Italiana.

Tutti gli interessati sono invitati ad annunciarsi all’Hotel Ascona****, via Collina, 6612 Ascona (Svizzera); tel. 0041 91 7851515, fax 0041 91 7851530; e-mail: booking@hotel-ascona.ch

www.hotel-ascona.ch

L’inizio dei lavori è previsto per le ore 16.00 di venerdì 15 marzo; il termine per le ore 12.00 di domenica 17 marzo. Nella giornata di sabato sono previste due sessioni di lavoro, con inizio alle ore 9.30 e 15.30.

TEMA E PROGRAMMA:

“L’evoluzione: prospettive teosofiche”.

Il Seminario prevede un programma basato su relazioni e approfondimenti specifici, con una metodologia interattiva che consente un diretto contatto con i relatori. Da segnalare fra essi la Presidente della Federazione Teosofica Europea, Tran-Thi-Kim Dieu, il Segretario Generale della Società Teosofica Italiana, Antonio Girardi e il rappresentante della Società Teosofica Ticinese, Andrea Biasca Caroni.

Sarà ospite del Seminario, come relatore, il Ven. Lama Yeshe Losal, abate del monastero buddista di Samye Ling in Scozia (scuola Kagyu).

NOTE ORGANIZZATIVE e SEDE:

Tutti gli interessati sono invitati a prenotarsi all’Hotel Ascona****, via Collina, 6612 Ascona (Svizzera); tel. 0041 91 7851515, fax 0041 91 7851530; e-mail: booking@hotel-ascona.ch web:www.hotel-ascona.ch

Per chi arriva in automobile: per chi proviene dall’autostrada A4 uscire a Milano Est e prendere la direzione Como-Chiasso (A9), oltrepassare la frontiera, continuare sull’autostrada A2/E35 per almeno 50 km. Arrivati all’uscita Bellinzona Sud-Locarno-Polizia, uscire e girare a sx verso Locarno.

Sempre dritto seguire la strada principale verso Locarno. Alle rotonde andare sempre verso Locarno.

Imboccare la galleria, seguire direzione Ascona e uscire ad Ascona. Proseguire dritto alla rotonda, svoltare alla fine della strada a destra salendo sul Monte Verità (nonostante il divieto d’accesso: non vale per residenti in albergo). Seguire la Via Collina fino al cartello Hotel Ascona.

Per chi arriva da Milano-Malpensa: prendere SS336 per 0.9 km, proseguire fino a Somma Lombardo, prendere l’autostrada Alessandria-Milano, seguire Gravellona Toce-Sempione A26/E62, proseguire fino a Verbania ed uscire, continuare su SS34 per 29 km; ingresso in territorio svizzero, a Brissago proseguire per circa 9 km costeggiando il lago, prendere Strada Collinetta sulla sinistra per 1.4 km, prendere Strada Collina per 400 m.

 

Per chi arriva con il treno: la stazione più vicina è quella di Locarno (3 km). Da qui proseguire con il bus 1 e scendere alla Posta d’Ascona. Shuttle dell’Albergo a disposizione su richiesta dalla Posta di Ascona.

 

Per chi arriva con l’aereo: gli aeroporti più vicini sono: Malpensa e Lugano Agno. Anche gli aeroporti secondari di Milano Linate e Bergamo Orio al Serio possono essere presi in considerazione.

COSTO HOTEL: pensione completa con menù vegetariano, euro 70.-/giorno a persona.

I pasti senza pernottamento verranno regolati a parte.

PRENOTAZIONI: vanno effettuate inviando la scheda sotto riportata all’Hotel Ascona, entro e non oltre domenica 3/3/2013. Eventuali oneri per mancate prenotazioni o disdette entro tale data saranno a carico dei singoli interessati.

ISCRIZIONE AL SEMINARIO: Euro 15.-/CHF 18.- , da versare al momento dell’arrivo in albergo, con il ritiro della cartellina personale.

Si raccomanda di inviare la scheda di adesione con sollecitudine, per ovvi motivi organizzativi.

SCHEDA DI ISCRIZIONE

Da indirizzare presso:

Hotel Ascona, via Collina, 6612 Ascona (Svizzera) tel. 0041 91 785 15 15, fax 0041 91 7851530; e-mail: booking@hotel-ascona.ch

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PROGRAMMA PROVVISIORIO PASSIBILE DI CAMBIAMENTI :

SEMINARIO TEOSOFICO A MONTE VERITA’ – ASCONA (SVIZZERA)

15-17 marzo 2013

“L’evoluzione: prospettive teosofiche”

PROGRAMMA 

VENERDÌ 15 marzo 2013

ore 16.00            Apertura del seminario (Andrea Biasca Caroni, Tran-Thi-Kim Dieu, Antonio Girardi)

ore 16.30            Relazione di Andrea Biasca Caroni

Relazione Diego Fayenz

Pausa

Relazione Giancarlo Fabbri

Relazione Krista Umbjarv

Ore 19.00           Cena

SABATO 16 marzo 2013

ore  7.45             Colazione

ore  9.00             Meditazione (ven. Lama Yeshe Losal)

ore  9.30             Relazione Marco Rinaldi Chini

Relazione Marco Boccadoro

ore  10.30           Pausa

ore  11.00           Relazione Ven. Lama Yeshe Losal

ore  12.30           Pranzo

ore  16.00           Relazione di Tran-Thi-Kim Dieu

ore  17.15           Pausa

ore  17.30           Relazione di Graziella Ricci

Relazione di Augusto Perillo

ore 19.00            Cena

 

DOMENICA  17 marzo 2013

ore  7.45             Colazione

ore  9.00             Meditazione (ven. Lama Yeshe Losal)

ore  9.30             Relazione Greta Biasca Caroni

Relazione Antonio Girardi

Domande e risposte

ore 11.30            Conclusioni

ore 12.30            Pranzo

Edizione 2012

PRESENTAZIONE ASCONA 2012 PATRIZIA MOSCHIN CALVI

Presentation Self EcoCulture Part I English SONJA ZOCH

milton gonzalez ASCONA 2012

Antonio Girardi Monte Verità 2012

Uomo arte e scienza, Giancarlo Fabbri Monte Verità 2012

-LETTERINE DI NATALE-


-LETTERINE DI NATALE-

“Grandi sogni di bambini e una grande speranza dell’umanità”

 

Caro Gesù bambino,

desidero scriverti da un totale oblio in un periodo che non trova più il tempo e lo stato d’animo di voltarsi indietro a rimirare e glorificare la tua venuta come un avvenimento meritevole e il più straordinario della storia umana di questi ultimi due millenni.

In un periodo della mia vita ormai lontano, c’era un momento nel quale “un pensiero di bambino” trovava il tempo di mandarti una letterina per il Natale per invocare tutto ciò che è fonte di benedizione e di gioia ai miei genitori e su di me perché ero sicuro della tua presenza nella mia mente, in cui il mondo degli adulti conviveva col nostro, quello trascendentale dei piccoli, nel quale si avvertiva una tua moderata partecipazione, vicina e lontana nel tempo, come tu fossi il mio Angelo Custode che ispirava il garbo, la gentilezza e i buoni insegnamenti.

Ti confesso di averti sempre prediletto a quel burlesco e obeso personaggio di Babbo Natale che privilegiava le cose materiali alla spiritualità dei sentimenti affettivi.

Fin da ragazzo ho cominciato, poi, a discostarmi da te e a rivolgermi più in alto: al Signore, nostro Dio, e alla Madonna, ai Santi e agli angeli custodi per dopo cedere al silenzio, comunque mai del tutto assopito, nel profondo dell’anima sotto l’incalzare di un turbinio di pensieri esistenziali. Ero così diventato un credente non troppo praticante.

Rivolgo lo sguardo al cielo e ti chiedo, o Signore, indulgenza perché non vorrei averti importunato oltre con le mie (e nostre) insignificanti cose terrene, che appaiono grandi solo a noi poiché sono la nostra piccola realtà.

Da bambino, non potevo non pensare alla mia età e a quella dei miei genitori e mi domandavo quale sarebbe stata la loro vecchiaia e la loro morte, in modo angosciante e persistente, e preoccupandomi di averli ancora allor’quando avessi raggiunto la loro età. E ora, che essi non ci sono più, vivo una sensazione di avvenimenti famigliari un po’carenti dei necessari fattori in uno sconcerto privo di argomenti oltre quelli per il padre e la madre.

Ad ogni modo, alla fine prevarranno i più autentici ricordi, fautori di quelle tenerezze e amorevolezze raccolte nel presepe e nell’albero di natale.

Le letterine pubbliche favoriscono Fratellanza, Amore e Pace mentre quelle personali invocano la salute e la Grazia, ma entrambe, non abbisognano di retorica bensì; di quella illuminazione capace di farci comprendere che non siamo soli e che la vita non finisce con la vita stessa perché il Nulla non esiste.

Ho capito che la perfezione non è di questo mondo e la speranza ultima non spetta alla storia; che la vita eterna non è condizionata dal tempo; tutt’al più; offre un presentimento della stessa vita, o ancora piu; come afferma Platone, “Un immagine mutevole dell’eternità”: Giustamente, una immagine e non la vita per farci capire di non essere arrivati al termine dell’esistenza.

Caro Gesù, fai in modo di farci rivivere la meraviglia dell’infanzia e la riscoperta di questo nostro fantastico pellegrinaggio; di farci presagire la vita oltre la morte e la magnificenza divina; convincici che la vita non è quella compressa in un corpo denso o nel vivere mondano ma che esistono altre aspettative al di là della quotidianità.

Vieni dunque, Bambino senza peccato, a soccorrerci e alleviare la nostra disperazione e l’eccesso di mondanità che sollecita il nostro “EGO”, interiormente fallimentare e deprimente; vieni a sconfiggere le nostre paure, le nostre ansie, tutti i nostri pensieri infondati e privi di senso; intercedi le nostre predisposizioni al malessere di vita, nonostante la possibilità di viverla con più decoro rispetto le precedenti generazioni.

Caro Bambino che nasci ogni anno, fai nascere anche in noi uno stupore infantile di vita e la salvezza del mondo e aiutaci, se non proprio a rinascere, almeno a non morire prima di morire.

 

 

 

Ascona, Natale 2012                                                                     Giancarlo Fabbri

-membro della società teosofica svizzera-

Auguri !!!


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Auguri a tutti :

Auguri a chi parte per Adyar, Auguri a chi resta con i propri cari.

Auguri a chi incontriamo sempre ai gruppi, ai seminari e ai congressi. Auguri a chi vediamo più raramente, ma non per questo dimentichiamo.

Auguri a chi ci da una mano e a chi diamo noi un aiuto. Auguri perché fa bene a chi li fà e a chi li riceve.

Buon Natale, un abbraccio a tutti !

La ricerca spirituale non può essere ‘venduta’ o essere messa in relazione ad un’prezzo’ da pagare.


Alcuni elementi del metodo teosofico

Si possono facilmente rintracciare alcuni elementi che permettono di comprendere il metodo teosofico, facendo emergere nel contempo taluni aspetti di purezza di comportamenti che sono fondamentali nella ricerca della verità da parte dell’essere umano.

Il primo elemento è il principio di Tolleranza, un principio antidogmatico per eccellenza.

Non vi dovrebbero dunque essere, nel campo della spiritualità, fedi, dottrine o principi da imporre autoritariamente agli altri o presunte verità da difendere, quanto piuttosto metodi di dialogo, di studio e di approfondimento da vivere nella concretezza e in una visione olistica e unitaria della Vita.

Il metodo della Tolleranza, la cui base filosofica consiste nell’assenza della presunzione di ‘possedere’ la verità, porta con sé un’importante conseguenza: la mancanza di azioni tese al proselitismo.

Il secondo elemento distintivo è quello dell’assenza dell’interesse economico.

La ricerca spirituale non può essere ‘venduta’ o essere messa in relazione ad un‘prezzo’ da pagare.

Dove c’è libertà spirituale non dovrebbero esserci vincoli di tipo economico o trasferimento di conoscenze ‘a pagamento’.

Il terzo elemento è costituito dall’assenza del segreto quale caratteristica distintiva.

La libera ricerca è trasparente e aperta al dialogo, nonché fiduciosa nell’eterna bontà di tutte le cose; sa che la verità – come ebbe a dire un saggio – si difende da sola e non ha bisogno né di veli né di guardiani.

Il segreto invece (che è cosa ben diversa dalla riservatezza) è fortemente legato, anche storicamente, all’esercizio del potere prevaricante e alla frammentazione dei popoli e delle nazioni.

Sono questi elementi distintivi che, rapportati con la realtà storica e con quella del presente, fanno capire come la tradizione teosofica e quella della Società Teosofica siano emblematiche per quanto riguarda la libertà nella ricerca, l’antidogmatismo, l’amore per il Bello e per il Buono, l’assenza di interessi economici, il superamento del segreto.

Anche per questo possiamo serenamente continuare a parlare di attualità e spiritualità del metodo teosofico.

…il dott. Alfredo Pioda…


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  • Alfredo Pioda (1848-1909)[14]teosofo, politico e consigliere nazionale di Locarno, progettò con la contessa Constance Wachmeister la fondazione del simposio teosofico laico “Fraternitas” sul Monte Verità.
  • Il Gruppo di Ascona denominato “Fraternitas” in memoria al Pioda.

Teosofia in Italia

H.P. Blavatsky visitò frequentemente l’Italia e, probabilmente è stato proprio in queste occasioni, spesso precedenti la stessa nascita della Società Teosofica, che furono poste le basi per la diffusione nel nostro Paese del pensiero teosofico.
H.P. Blavatsky infatti, non viaggiava certo per diporto, quanto piuttosto per incontrare persone appartenenti alle associazioni esoteriche allora esistenti; molte di queste sarebbero poi divenute componenti della Società Teosofica.
Dai suoi scritti e da altre fonti risulta che si trovò più volte a Venezia, Trieste, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli. A tale riguardo è interessante rilevare che il primo Gruppo Teosofico, dopo la fondazione della Società Teosofica a New York, fu istituito a Corfù dall’avvocato Pasquale Menelao di Molfetta, il quale fu anche uno dei Vicepresidenti della Società Teosofica negli anni 1880-1888.
E’ nota pure l’amicizia di H.P.Blavatsky con il generale Giuseppe Garibaldi (1807-1882); H.P.B. accorse in suo aiuto in occasione della battaglia di Mentana (3 Novembre 1867), dove fu gravemente ferita; sono pure noti i suoi contatti con Giuseppe Mazzini (1805-1872), che incontrò a Londra collaborando con le sue iniziative e contribuendo all’erezione di un monumento in suo ricordo al Central Park di New York. L’inaugurazione fu presieduta da H.S.Olcott, come H.P.B. stessa riportò sul giornale di Firenze “L’Opinione Nazionale” del 22 Giugno 1878.

Questi contatti spiegano il rapido sviluppo della Società Teosofica in Italia. Il primo Centro Studi Teosofici fu infatti promosso nel 1891 a Milano dalla signora J. Murphy in collaborazione con uno scrittore di Locarno, il dott. Alfredo Pioda. 

Un analogo centro, con ogni probabilità, esisteva a Trieste per iniziativa del Console Britannico Sir Francis Richard Burton (1821-1890), celebre esploratore, prematuramente scomparso.
A Roma il primo Centro Teosofico fu organizzato nel 1897 dalla signora C.A. Lloyd in collaborazione con il dottor Decio Calvari, Segretario Generale del Parlamento. Questo Centro fu molto attivo con la istituzione di una Biblioteca Circolante, la pubblicazione della rivista “Teosofia” e la traduzione a stampa di numerose opere di Teosofia tra le quali “Il Mondo Occulto” ed il “Buddismo Esoterico” di A.P. Sinnett; “La Filosofia Eesoterica dell’India” di J.C. Chatterji etc.
Contribuirono molto alla diffusione della Teosofia in Italia le frequenti visite di importanti esponenti come H.S.Olcott, che fu a Roma, Napoli, Firenze, Milano e Genova e, successivamente, Annie Besant che tenne conferenze all’Università di Roma e di Palermo e che visitò le altre principali città italiane.

Interessante spunto su Alfredo Pioda e la Teosofia